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Cecità (Saramago)

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fantasma76
fantasma76
Viandante Storico
Viandante Storico
Ora mi sento bene, ma nello stesso istante pensò di essere ammattita, o forse, scomparsa la vertigine, di avere le allucinazioni, non poteva essere vero ciò che le mostravano gli occhi, quell'uomo inchiodato alla croce con una benda bianca a tappargli gli occhi, e, lì accanto, una donna col cuore trafitto da sette spade e gli occhi tappati anch'essi con una benda bianca, e non c'erano soltanto quest'uomo e questa donna in simili condizioni, tutte le immagini della chiesa avevano gli occhi bendati, le sculture con una striscia di tessuto bianco legata intorno alla testa, i dipinti con una spessa pennellata di pittura bianca, e laggiù c'era una donna che insegnava a leggere alla figlia, e tutte e due avevano gli occhi tappati, e un uomo con un libro aperto su cui era seduto un bambino, e tutti e due avevano gli occhi tappati, e un altro uomo col corpo trafitto di frecce, e aveva gli occhi tappati, e una donna con una lanterna accesa, e aveva gli occhi tappati, e un altro uomo con ferite alle mani, ai piedi e al petto, e aveva gli occhi tappati, e un altro uomo con un leone, e tutti e due avevano gli occhi tappati, e un altro uomo con un agnello, e tutti e due avevano gli occhi tappati, e un altro uomo con un'aquila, e tutti e due
avevano gli occhi tappati, e un altro uomo che dominava con una lancia un uomo a terra, con le corna e i piedi fessi, e tutti e due avevano gli occhi tappati, e un altro uomo con una bilancia, e aveva gli occhi tappati, e un vecchio calvo con un giglio bianco in mano, e aveva gli occhi tappati, e un altro vecchio appoggiato a una spada sguainata, e aveva gli occhi tappati, e una donna con una colomba, e tutte e due avevano gli occhi tappati, e un uomo con due corvi, e tutti e tre avevano gli occhi tappati, c'era soltanto una donna che non aveva gli occhi tappati, perché li porgeva sopra un vassoio d'argento. La moglie del medico disse al marito, Non mi crederesti se ti dicessi quello che ho davanti a me, tutte le immagini della chiesa hanno gli occhi bendati, Che strano, chissà perché, Come faccio a saperlo, potrebbe essere stata opera di qualche disperato della fede quando ha capito che sarebbe diventato cieco come gli altri, può essere stato lo stesso sacerdote, forse ha pensato giustamente che, siccome i ciechi non avrebbero potuto vedere le immagini, anche le immagini non avrebbero più dovuto vedere i ciechi, Le immagini non vedono, Ti sbagli, le immagini vedono con gli occhi che le vedono, solo adesso la cecità è veramente generale, Tu ci vedi ancora, Ci vedrò sempre meno, anche se non perderò la vista diverrò sempre più cieca di giorno in giorno perché non avrò più nessuno che mi veda, Se è stato il prete a tappare gli occhi delle immagini, è solo una mia idea, è l'unica ipotesi plausibile, è l'unica che possa conferire una certa grandiosità alla nostra miseria, immagino quell'uomo che entra qui dentro proveniente da un mondo di ciechi, al quale poi dovrà tornare per divenirlo anche lui, immagino le porte chiuse, la chiesa deserta, il silenzio, immagino le statue, i dipinti, lo vedo andare dall'una all'altro, salire sugli altari e legare i pezzi di stoffa, con due nodi perché non si slaccino e cadano giù, a passare due mani di colore sulle pitture per rendere più spessa la notte bianca in cui sono entrate, quel prete dev'essere stato il più grande sacrilego di tutti i tempi e di tutte le religioni, il più giusto, il più radicalmente umano, colui che è venuto finalmente ad affermare che Dio non merita di vedere. La moglie del medico non arrivò a rispondere, qualcuno accanto parlò prima di lei, Cosa state dicendo, chi siete, Ciechi come te, disse lei, Ma ti ho sentito dire che vedevi, Sono modi di dire che si fatica a perdere, quante volte ancora bisognerà ripeterlo, E cos'è questa roba delle immagini con gli occhi tappati, è vero, E tu come lo sai, se sei cieca, Lo verresti a sapere anche tu se facessi come ho fatto io, avvicinati e toccale con le mani, le mani sono gli occhi dei ciechi, E tu perché lo hai fatto, Ho pensato che per essere giunti al punto cui siamo giunti qualcun altro doveva essere cieco, E quella storia che è stato il parroco di questa chiesa a tappare gli occhi alle immagini, l'ho conosciuto molto bene, sarebbe incapace di fare una cosa del genere, Non si può mai sapere in anticipo di cosa siano capaci le persone, bisogna aspettare, dar tempo al tempo, è il tempo che comanda, il tempo è il compagno che sta giocando di fronte a noi, e ha in mano tutte le carte del mazzo, a noi ci tocca inventarci le briscole con la vita, la nostra, Parlare di gioco in una chiesa è peccato, Alzati, usa le tue mani, se dubiti di quanto dico, Giurami che è vero che le immagini hanno gli occhi tappati, Quale giuramento ti è sufficiente, Giura sui tuoi occhi, Lo giuro due volte, sui miei e sui tuoi occhi, è vero, è vero. Questa conversazione la stavano sentendo altri ciechi che si trovavano più vicino, e sarebbe inutile dire che non ci fu bisogno di aspettare la conferma del giuramento perché la notizia cominciasse a circolare, a passare di bocca in bocca, in un mormorio che a poco a poco cambiava tono, prima incredulo, poi inquieto, di nuovo incredulo, il guaio fu che in quell'assembramento di gente c'erano un certo numero di persone superstiziose e ricche d'immaginazione, l'idea che le immagini sacre fossero cieche, che i loro sguardi misericordiosi o sofferenti non contemplassero altro che la propria cecità, divenne subitamente insopportabile, fu come se qualcuno fosse venuto a dir loro che erano circondati da morti-viventi, bastò che si udisse un grido, e poi un altro, e un altro ancora, la paura fece immediatamente alzare tutti quanti, il panico li spinse verso la porta, si ripeté la scena ormai nota, siccome il panico è molto più rapido delle gambe che lo devono portare, i piedi del fuggiasco finiscono per impappinarsi nella corsa, tanto più se lui è cieco, ed eccolo all'improvviso per terra, il panico gli dice, Alzati, corri, stanno venendo ad ammazzarti, figurarsi se lui non lo vorrebbe, ma ce ne sono altri che si son messi a correre e son caduti, bisogna proprio avere un gran buon cuore per non scoppiare a ridere davanti a questo grottesco garbuglio di corpi alla ricerca di braccia per liberarsi e di piedi per scappare. Quei sei gradini là fuori saranno come un precipizio, ma insomma, non sarà poi una gran caduta, l'abitudine a cadere indurisce il corpo, l'esser giunti per terra è già, di per sé, un sollievo, Da qui non ne vengo fuori, è il primo pensiero, e a volte l'ultimo nei casi fatali. Ciò che neppure cambia è che si approfittino alcuni del male altrui, come sanno benissimo, fin dall'inizio del mondo, gli eredi e gli eredi degli eredi. La fuga disperata di questa gente l'ha spinta a lasciare dietro di sé tutti i propri beni, e quando la necessità avrà avuto la meglio sulla paura e loro torneranno a cercarli, oltre al difficile problema di chiarire in modo soddisfacente qualera il mio e quale il tuo, vedremo che sarà sparita parte di quel po' di cibo che avevamo, vuoi vedere che è stato tutto un cinico stratagemma di quella donna che ha detto che le immagini avevano gli occhi tappati, la cattiveria di certe persone non ha limiti, si inventano persino di queste balle per poter rubare alla povera gente quei pochi avanzi di cibo indecifrabili. Orbene, è stata tutta colpa del cane delle lacrime, vedendo finalmente libera la piazza è andato ad annusare qua e là, si è ripagato del lavoro, com'era giusto e naturale, ma ha mostrato, per così dire, l'ingresso della miniera, col risultato che la moglie del medico e il marito sono usciti dalla chiesa coi sacchetti mezzi pieni. Se finiranno per utilizzare una metà di quanto hanno preso potranno ritenersi soddisfatti, davanti all'altra metà diranno, Non so come riuscissero a mangiarselo, anche quando la sventura è comune a tutti, c'è sempre chi se la passa peggio degli altri





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BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
affascinante, veramente mi hai fatto venire in mente un vecchio urania, di quelli strani, in cui la sf era un pretesto per parlare d'altro, come qui l'epidemia, intitolato l'occhio del purgatorio, mi sembra di Jacques Spitz in cui un ricercatore si iniettava negli occhi una specie di virus che gli avrebbe permesso di vedere il futuro, e così è, ma al prezzo di vedere il mondo morire in quell'istante, ossia comincia a vedere zombi camminare e parlare e nel piatto cibo andato a male, e tutto putrefà sempre di più fino a vedere scheletri e poi più neppure quelli, tutto è normale, ma lui vede il futuro di quel mondo e di quei corpi e questa visione lo distrugge.

L'occhio che guarda, il ragionamento metafilmico, la visione, questo aprirebbe discorsi molto interessanti e venendo da saramago ateo religioso potrebbe aprire anche a metaforiche visioni mistiche, così come la donna che sola mantiene salda la propria visione e scende all'inferno per amore salvando tutti è una figura che si può prestare ad interpretazioni varie



Se stai andando via, chiudi la porta
non aspetto altre persone
ascoltami mentre piango
sono disteso sul pavimento
se sono ubriaco o morto
non ne sono troppo sicuro
sono un cieco, sono un cieco
e il mio mondo è pallido
quando un cieco piange,
Signore, sai che non esiste
un racconto più triste

una volta avevo un amico in una stanza
ci divertivamo ma finì troppo presto
in un mese freddo in quella stanza
trovammo una ragione per le cose
che dovevamo fare

sono un cieco, sono un cieco
adesso la mia stanza è fredda
quando un cieco piange,
Signore, sai che lo sente dalla sua anima

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