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Bagaglio di Parole

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201
Cenere79
Cenere79
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Bella, Ninfa, anche l'immagine  inizio a sorridere 

202
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Cenere79 ha scritto:Bella, Ninfa, anche l'immagine  inizio a sorridere 


 hug tenderly  sai, sogno spesso un posto dove poter stare in pace .....stabile una volta per tutte e come la maggior parte ansiosi lo colloco in un contesto naturale, tranquillo e dai tempi lenti

203
Cenere79
Cenere79
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Non ce l'ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.
Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.
Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta come se tu vivessi ancora bella
come era.
Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.
Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.
Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.
Suppongo perfino
che li unisca l'amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.
Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.
Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.
Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.
Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza ci
rinuncio.
Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Wislawa Szymborska

204
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Bagaglio di Parole - Pagina 9 Alda+Merini+4

205
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Bagaglio di Parole - Pagina 9 Poesie_8

206
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Per un attimo Margherita chiude gli occhi e distende la schiena sullo scafo, allarga le braccia. Poi li riapre e una forza invisibile inonda la vela. È il vento. Non lo vedi né lo senti sinchè non trova un ostacolo, come tutte le cose che ci sono sempre state. Persino il mare sembra essere senza limiti, eppure canta solo quando li trova: infrangendosi sulla chiglia diventa schiuma; spezzandosi sugli scogli, vapore; sfinendosi sulle spiagge, risacca. La bellezza nasce dai limiti, sempre.

Alessandro D’Avenia
Cose che nessuno sa

207
Aleister
Aleister
Viandante Storico
Viandante Storico
Tu, Oscurità - da te provengo -
amo te più che la fiamma
che dà confine al mondo,

risplendendo
per qualcosa che somiglia ad un cerchio -
e là, nell'oltre, non v'è alcuno che sappia ciò che sia.

Ma l'Oscurità trattiene insieme tutte le cose,
figure e fiamme, viventi e me,
come li abbranca,
uomini e potenze -

e può esistere: una forza grande
si agita vicino a me

Ho fede nelle notti.


(R.M. Rilke, Il libro d'Ore)

208
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Da un certo punto in là non c'è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.

(Franz Kafka, Quaderni in ottavo)


Oh Bentornati eh !
Tutti e due  abbraccio di gruppo 

209
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
Viandante Mitico
ciao Francesca  sorriso   Sorriso Scemo

210
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Nazim Hikmet


Bagaglio di Parole - Pagina 9 The_Sea_by_Jean_Genie

211
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me


Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.

Nazim Hikmet

212
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Bagaglio di Parole - Pagina 9 IlariaPaso


Nelle chiuse palpebre d’Ilaria trema
l’infetta membrana delle notti
italiane… molle di brezza,serena

di luci… grida di giovanotti
caldi, ironici e sanguinari… odori
di stracci caldi, ora bagnati… motti

di vecchie voci meridionali… cori
emiliani leggeri tra borghi e maceri…
Dalla provincia viziosa ai cuori

bianchi dei globi dei bar salaci
delle periferie cittadine,
la carne e la miseria hanno placidi

ariosi suoni. Ma nelle veline
e massicce palpebre d’Ilaria, nulla
che non sia sonno. Forme mattutine

che, precoce, la morte alla fanciulla
legò al marmo. All’Italia non resta
che la sua morte marmorea, la brulla

sua gioventù interrotta…

Sotto le sue palpebre, nel suo
sonno, incarnata, la terra alla luna
ha un vergine orgasmo nell’argenteo buio

che sulla frana dell’Appennino sfuma
scosceso verso coste dove imperla
il Tirreno o l’Adriatico la spuma.

Dentro il rotondo recinto di pelli
e di metallo, isolato tra le fratte
in cerchio in una radura d’erba

verdissima sui dossi del Soratte,
dorme un umido, annerito gregge,
e il pastore con le membra contratte

nel calcare.


(Pier Paolo Pasolini, “Appennino”)

213
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

214
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Il cerchio del cielo misura la mia gloria,
Le biblioteche dell'Oriente si disputano i miei versi,
Gli emiri mi cercano per riempirmi d'oro la bocca,
Gli angeli sanno già a memoria il mio ultimo zéjel
I miei strumenti di lavoro sono l'umiliazione e l'angoscia;
Volesse Iddio che io fossi nato morto

*********

È possibile che io, suddito di Yaqub Almansur, muoia come dovettero morire le rose e Aristotele?


(Borges)

215
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Bagaglio di Parole - Pagina 9 Mc6yh5

216
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Che nei tuoi eserciti militino l’oro e la tempesta, Magnus Barford.

Che domani sui campi del mio regno sia prospera la tua battaglia.

Che le tue mani di re tessano terribili la tela della spada.

Che ti sazino di gloria i tuoi molti dèi, che di sangue ti sazino.

Che tu sia vittorioso all’aurora, re che calpesti l’Irlanda.

Che dei tuoi molti giorni nessuno brilli come il giorno di domani.

Perchè codesto giorno sarà l’ultimo. Te lo giuro, re Magnus.

Perchè prima che dilegui la sua luce, ti vincero’ e ti annientero’ Magnus Barford.

217
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
Al Duca di Bejar marchese di Gibraleón, conte di Benalcázar y Bañares, visconte del Borgo de Alcocer, signore delle Città di Capilla, Curiel e Burguillos.

Certo della buona accoglienza e dell'onore che Vostra Eccellenza concede ad ogni sorta di libri, quale principe tanto propenso a favorire le buone arti, sopratutto quelle che per la nobiltà loro non si abbassano al servigio e all'interesse del volgo, mi sono deciso a dare alla luce Il Fantasioso Nobiluomo el Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha col patrocinio del chiarissimo nome di Vostra Eccellenza.

HOC SCRIPSERUNT
Del Congolese, Del Capriccioso, acutissimo Accademico Argamasillese,in lode di Ronzinante Destriero di Don Chisciotte della Mancia. Burlone.
A Sancio Panza l'Indiavolato, sulla tomba di Don Chisciotte e sulla tomba di Dulcinea.



Da Madrid, l'ultimo di ottobre 1615.
Servitore di Vostra Eccellenza
MIGUEL DE CERVANTES SAAVEDRA


Spoiler:
Dedica al duca di Bejar
Prologo
Capitolo I - Che tratta della condizione, dell'indole e delle abitudini
del famoso nobiluomo don Chisciotte della Mancia
Capitolo II - Che tratta della prima uscita che il fantasioso don
Chisciotte fece dal suo paese
Capitolo III - Nel quale si racconta il piacevole modo con che don
Chisciotte ebbe ad essere armato cavaliere
Capitolo IV - Di ciò che successe al nostro cavaliere quando uscì
dall'osteria
Capitolo V - Dove si continua a dire della disgrazia avvenuta al
nostro cavaliere
Capitolo VI - Della graziosa e generale disamina che il curato e il
barbiere fecero nella libreria del nostro fantasioso nobiluomo
Capitolo VII - Della seconda uscita del nostro valoroso cavaliere
don Chisciotte della Mancia
Capitolo VIII - Del prospero successo che il prode don Chisciotte
ebbe nella spaventosa e mai pensata avventura dei mulini a vento,
nonché d'altri successi degni di felice ricordanza
Capitolo IX - Dove ha conclusione e fine la mirabile battaglia che
il prode biscaglino ed il valente mancego ebbero fra loro
Capitolo X - Dei piacevoli ragionamenti che tennero fra loro don
Chisciotte e Sancio Panza suo scudiero
Capitolo XI - Di ciò che successe a don Chisciotte con certi caprai
Capitolo XII - Di ciò che un capraio raccontò a quelli che erano
con don Chisciotte
Capitolo XIII - Dove si termina il racconto della pastora Marcella
e si narrano altri avvenimenti
Capitolo XIV - Dove si riferiscono i versi disperati del morto pastore
insieme con altri inaspettati avvenimenti
Capitolo XV - Dove si narra la sfortunata avventura in cui incappò
don Chisciotte rintoppando certi disumani janguesi
Capitolo XVI - Di quel che avvenne al fantasioso nobiluomo nell'osteria
che si figurava essere castello
Capitolo XVII - In cui si continuano a narrare le infinite tribolazioni
che il valoroso don Chisciotte e il suo dabbene scudiero
Sancio Panza soffrirono nell'osteria, che, per sua disgrazia, credette
don Chisciotte esser castello
Capitolo XVIII - Dove si racconta dei ragionamenti che tenne
Sancio Panza col suo signore don Chisciotte, nonché di altre avventure
degne di essere narrate
Capitolo XIX - Degli assennati discorsi che Sancio faceva col suo
padrone e del caso che gli avvenne con un morto, nonché di altri
grandiosi avvenimenti
Capitolo XX - Della mai vista e inaudita avventura che il valoroso
don Chisciotte della Mancia pur terminò con men pericolo di
qualunque altra che mai fosse condotta a termine da cavaliere famoso
nel mondo
Capitolo XXI - Che tratta della eccelsa avventura e della preziosa
conquista dell'elmo di Mambrino, nonché di altre cose successe al
nostro invincibile cavaliere
Capitolo XXII - Della libertà che dette don Chisciotte a molti
sventurati che, loro malgrado, erano condotti dove non avrebbero
voluto andare
Capitolo XXIII - Di quello che al famoso don Chisciotte accadde
in Sierra Morena, e che fu una delle più strane avventure di quante
se ne racconta in questa veridica storia
Capitolo XXIV - Dove si continua l'avventura della sierra Morena
Capitolo XXV - Che tratta delle maravigliose cose avvenute nella
Sierra Morena al valoroso cavaliere della Mancia, e della penitenza
ch'egli fece a imitazione di Beltenebros
Capitolo XXVI - Dove sono continuate le leggiadrie che, quale
innamorato, don Chisciotte fece nella Sierra Morena
Capitolo XXVII - Di come riuscirono nel loro intento il curato e
il barbiere, e anche di altre cose degne di essere raccontate in
questa magna storia
Capitolo XXVIII - Che tratta della mirabile e piacevole avventura
accaduta al curato e al barbiere nella stessa Sierra
Capitolo XXIX - Che tratta del piacevole espediente e procedimento
che si usò per ritrarre il nostro innamorato cavaliere dalla
durissima vita di penitenza che si era imposto
Capitolo XXX - Che tratta della saggezza della bella Dorotea
nonché di altre cose molto piacevoli e divertenti
Capitolo XXXI - Dove si parla dei gustosi ragionamenti che fecero
fra loro don Chisciotte e Sancio Panza suo scudiero, e d'altri
avvenimenti
Capitolo XXXII - Che tratta di quel che successe nell'osteria a
tutta la comitiva di don Chisciotte
Capitolo XXXIII - Nel quale viene raccontata la novella intitolata
L'indagatore malaccorto
Capitolo XXXIV - Nel quale si seguita a raccontare la novella
L'indagatore malaccorto
Capitolo XXXV - Dove si tratta dell'eroico e straordinario battagliar
di don Chisciotte con certi otri di vino rosso, e dove si dà
fine alla novella dell'Indagatore malaccorto
Capitolo XXXVI - Che tratta di altri singolari avvenimenti seguiti
nell'osteria
Capitolo XXX VII - Dove si continua la storia della celebre principessa
Micomicona, con altre piacevoli avventure
Capitolo XXXVIII - Che tratta del singolare ragionamento che
fece don Chisciotte circa le armi e le lettere
Capitolo XXXIX - Dove lo schiavo racconta la sua vita ed i suoi
casi
Capitolo XL - Nel quale si continua la storia dello schiavo
Capitolo XLI - Nel quale lo schiavo prosegue ancora la sua storia
Capitolo XLII - Che tratta di ciò che avvenne nell'osteria e di
molte altre cose che ben sono meritevoli di essere sapute
Capitolo XLIII - Dove si racconta la piacevole storia del mulattiere,
insieme con altri strani casi seguiti nell'osteria
Capitolo XLIV - Dove seguitano gl'inauditi casi dell'osteria
Capitolo XLV - Dove è pienamente chiarito il dubbio circa l'elmo
di Mambrino e della bardella, e si leggono altre avventure occorse
al tutto veridiche
Capitolo XLVI - Della memorabile avventura dei quadriglieri e
del fiero coraggio del nostro prode cavaliere don Chisciotte
Capitolo XLVII - Del curioso modo con cui fu incantato don Chisciotte
della Mancia nonché di altri celebri avvenimenti
Capitolo XLVIII - Nel quale il canonico continua l'argomento dei
libri cavallereschi e tratta altre cose degne del suo ingegno
Capitolo XLIX - Nel quale si tratta del saggio discorso che Sancio
Panza ebbe col suo signore don Chisciotte
Capitolo L - Delle sapienti dispute che ebbero fra loro don Chisciotte
e il canonico, e d'altri casi insieme
Capitolo LI - Che tratta di ciò che raccontò il capraio a tutti coloro
che seco menavano don Chisciotte
Capitolo LII - Della questione che don Chisciotte ebbe col capraio,
nonché della singolare avventura dei disciplinanti, alla quale
egli diè felice termine a prezzo del suo sudore
PARTE SECONDA
Dedica al conte di Lemos
Prologo al lettore
Capitolo I - Della conversazione che il barbiere e il curato ebbero
con don Chisciotte riguardo alla sua malattia
Capitolo Il - Che tratta della memoranda contesa che Sancio Panza
ebbe con la nepote e con la governante di don Chisciotte, nonché
di altri piacevoli argomenti
Capitolo III - Dello spassoso discorso che don Chisciotte, Sancio
Panza e il baccelliere Sansone Carrasco tennero fra loro
Capitolo IV - Dove Sancio Panza risponde ai dubbi e alle domande
del baccelliere Sansone Carrasco e si narrano altri fatti degni
di essere conosciuti
Capitolo V - Dell'accorta e piacevole disputa che avvenne fra
Sancio Panza e sua moglie Teresa Panza, nonché di altri fatti degni
di buon ricordo
Capitolo VI - Di ciò che avvenne a don Chisciotte con la nepote e
la governante: uno dei più interessanti capitoli di tutta la storia
Capitolo VII - Di quel che ci fu fra don Chisciotte e il suo scudiero,
nonché di altri quanto mai famosi avvenimenti
Capitolo VIII - Dove si racconta quel che accadde a don Chisciotte
mentre andava a trovare la sua signora Dulcinea del Toboso
Capitolo IX - Nel quale si racconta ciò che in esso si vedrà
Capitolo X - Nel quale si narra l'astuzia che Sancio usò per incantare
la signora Dulcinea, nonché di altri avvenimenti ridevoli
quanto veri
Capitolo XI - Della strana avventura capitata al valoroso don Chisciotte
col carro o carretta del Corteggio della Morte
Capitolo XII - Della singolare avventura che capitò al prode don
Chisciotte con l'ardito cavaliere dagli Specchi
Capitolo XIII - Dove si continua l'avventura del cavaliere dal Bosco,
con l'assennata, originale e pacifica conversazione che avvenne
fra i due scudieri
Capitolo XIV. - Dove si continua l'avventura del cavaliere dal Bosco
Capitolo XV - Dove si narra e si fa sapere chi era il cavaliere dagli
Specchi e chi il suo scudiero
Capitolo XVI - Di quello che avvenne fra il nostro don Chisciotte
e un savio cavaliere mancego
Capitolo XVII - In cui si dimostra a quale altissimo segno e punto
estremo giunse e poté giungere il coraggio inaudito di don Chisciotte,
nonché dell'avventura dei leoni felicemente compiuta
Capitolo XVIII - Di ciò che successe a don Chisciotte nel castello
o casa del cavaliere dal Verde Gabbano, nonché di altre cose
straordinarie
Capitolo XIX - Dove si racconta l'avventura del pastore innamorato,
con altri casi veramente divertenti
Capitolo XX - Dove si narra lo sposalizio di Camaccio il ricco, e
quel che avvenne di Basilio il povero
Capitolo XXI - Dove si continua a dire delle nozze di Camaccio e
si narrano altri piacevoli casi
Capitolo XXII - Dove si racconta la grande avventura dell'antro
di Montesinos situato nel bel mezzo della Mancia, felicemente
compiuta dal prode don Chisciotte della Mancia
Capitolo XXIII - Delle mirabili cose che l'insuperato don Chisciotte
raccontò d'aver visto nel profondo antro di Montesinos,
l'impossibilità e grandezza delle quali fanno ritenere apocrifa tale
avventura
Capitolo XXIV - Dove si narrano mille bazzecole tanto inutili
quanto necessarie a intendere veramente questa grande storia
Capitolo XXV - Dove si espone l'avventura del raglio e quella
burlesca del burattinaio, nonché i memorandi presagi della scimmia
indovina
Capitolo XXVI - Dove si continua la burlesca avventura del burattinaio
insieme con altre cose davvero bellissime
Capitolo XXVII - Dove si fa sapere chi erano Mastro Pietro e la
sua scimmia. Nonché il mal esito che don Chisciotte ebbe nell'av-
ventura del raglio, la quale non condusse a termine com'egli
avrebbe voluto e come già s'era creduto
Capitolo XXVIII - Certe cose che dice Benengeli le saprà chi leggerà,
se leggerà attentamente
Capitolo XXIX - La famosa avventura della barca incantata
Capitolo XXX - Di ciò che avvenne a don Chisciotte con una bella
cacciatrice
Capitolo XXXI - Che tratta di molte e grandi cose
Capitolo XXXII - Della risposta che don Chisciotte diede al suo
riprensore e d'altre cose e serie e facete
Capitolo XXXIII - Della gustosa conversazione che la duchessa e
le sue damigelle tennero con Sancio Panza, ben degna d'esser letta
e notata
Capitolo XXXIV - Che narra come fu conosciuto il mezzo da
usarsi per disincantare la senza pari Dulcinea del Toboso: che è
una delle più celebrate avventure di questo libro
Capitolo XXXV - Dove si seguita dicendo come don Chisciotte
apprese potersi disincantare Dulcinea, nonché di altri maravigliosi
avvenimenti
Capitolo XXXVI - Nel quale si narra della strana e del tutto impensata
avventura della Matrona Desolata, detta altrimenti la
Contessa Triffaldi, come anche di certa lettera che Sancio Panza
scrisse a sua moglie Teresa Panza
Capitolo XXXVII - Nel quale si prosegue la celebre avventura
della Matrona Desolata
Capitolo XXXVIII - Nel quale si racconta la storia che della sua
mala sorte fece la Matrona Desolata
Capitolo XXXIX - Nel quale la Triffaldi continua la sua stupefacente
e memoranda storia
Capitolo XL - Di cose che appartengono e si riferiscono a quest'avventura
e a questa memoranda storia
Capitolo XLI - Della venuta di Clavilegno e fine di questa lunga
avventura
Capitolo XLII - Dei consigli che don Chisciotte dette a Sancio
Panza prima che andasse a governare l'isola, e d'altre cose di molta
importanza
Capitolo XLIII - Della seconda serie di consigli che don Chisciotte
dette a Sancio Panza
Capitolo XLIV - Come Sancio Panza fu condotto al governo, e
della strana avventura che capitò a don Chiscíotte nel castello
Capitolo XLV - Di come prese possesso della sua isola il gran
Sancio Panza e del modo che cominciò a governare
Capitolo XLVI - Del terribile spavento che campanacci e gatti fecero
a don Chisciotte nel tempo che lo corteggiava l'innamorata
Altisidora
Capitolo XLVII - Dove si seguita a dire come si portava Sancio
Panza nel suo governo
Capitolo XLVIII - Di ciò che successe a don Chisciotte con donna
Rodríguez, la maggiordoma della duchessa, nonché d'altri casi
meritevoli d'essere trascritti e d'eterno ricordo
Capitolo XLIX - Di ciò che successe a Sancio Panza nel far la
ronda per la sua isola
Capitolo L - Nel quale si rivela chi fossero gl'incantatori e carnefici
che frustarono la maggiordoma e pizzicottarono e graffiarono
don Chisciotte: nonché cosa accadde al paggio che portò la lettera
a Teresa Panza, moglie di Sancio Panza
Capitolo LI - Del progresso che faceva il governo di Sancio Panza,
nonché di altrettali piacevoli avvenimenti
Capitolo LII - Dove si racconta l'avventura della seconda maggiordoma
Desolata o Angustiata, altrimenti chiamata donna Rodríguez
Capitolo LIII - Della travagliosa fine e conclusione che ebbe il
governo di Sancio Panza
Capitolo LIV - Che tratta di cose riguardanti questa storia e non
altra
Capitolo LV - Di alcuni casi che avvennero a Sancio lungo la via,
e di altri ancora che mai i maggiori
Capitolo LVI - Dello straordinario e non più visto combattimento
che avvenne fra don Chisciotte della Mancia e lo staffiere Tosillo
in difesa della figlia della maggiordoma donna Rodríguez
Capitolo LVII - Che tratta di come don Chisciotte si congedò dal
duca, e di ciò che gli avvenne con l'astuta e sfacciata Altisidora,
damigella della duchessa
Capitolo LVIII - Che tratta di come fioccarono su don Chisciotte
tante avventure che l'una non dava tempo all'altra
Capitolo LIX - In cui narrasi lo straordinario caso, che può ritenersi
cavalleresca avventura, successo a don Chisciotte
Capitolo LX - Di quel che successe a don Chisciotte nell'andare a
Barcellona
Capitolo LXI - Di quel che accadde a don Chisciotte nel fare il
suo ingresso in Barcellona, come pure di altre cose che hanno più
di verità anziché di assennatezza
Capitolo LXII - Che tratta dell'avventura della testa incantata, insieme
ad altre bazzecole che non si può tralasciare di raccontare
Capitolo LXIII - Di come male gliene incolse a Sancio Panza nella
visita delle galere, e della strana avventura della bella moresca
Capitolo LXIV - Che tratta dell'avventura che più dispiacere dette
a don Chisciotte di quante finora gli erano successe
Capitolo LXV - Nel quale si fa sapere chi era colui dalla Bianca
Luna, come anche la liberazione di don Gregorio e altri avvenimenti
Capitolo LXVI - Che tratta di quel che vedrà chi lo leggerà o che
udrà chi lo sentirà leggere
Capitolo LXVII - Della risoluzione che don Chisciotte prese di
farsi pastore e di menar vita campestre finché passasse l'anno di
ritiro che aveva promesso, come anche di altri casi davvero piacevoli
e belli
Capitolo LXVIII - Della setolosa avventura che accadde a don
Chisciotte
Capitolo LXIX - Del più strano e più nuovo caso che in tutto il
corso di questa storia sia avvenuto a don Chisciotte
Capitolo LXX - Che vien dopo il sessantanovesimo e che tratta di
cose indispensabili per la chiarezza di questa storia
Capitolo LXXI - Di ciò che successe a don Chisciotte col suo
scudiero Sancio nell'andare al loro villaggio
Capitolo LXXII - Di come don Chisciotte e Sancio giunsero al
loro villaggio
Capitolo LXXIII - Dei presagi che ebbe don Chisciotte nell'entrare
nel suo borgo, come pure di altri casi che abbelliscono e danno
risalto a questa grande storia
Capitolo LXXIV - Di come don Chisciotte cadde malato, del testamento
che fece e della sua morte




LA VITA ORRIFICISSIMA
DEL
GRANDE GARGANTUA
PADRE DI PANTAGRUELE
GIÀ COMPOSTA DAL SIGNOR ALCOFRIBAS
ASTRATTORE DI QUINTA ESSENZA
LIBRO PIENO DI PANTAGRUELISMO




AI LETTORI, ché il riso l'uom dall'animal distingue, VIVETE LIETI



Buono per arpie, satiri, ochette imbrigliate, lepri colle corna, anitre col basto, caproni volanti, cervi aggiogati fini come balsamo, ambra grigia, cinnamomo, muschio, zibetto, gemme...

218
Aleister
Aleister
Viandante Storico
Viandante Storico
Il culo, che meraviglia.
E' tutto un sorriso, non é mai tragico.

Non gli importa cosa c'é
sul davanti del corpo. Il culo si basta.
Esiste dell'altro? Chissà, forse i seni.
Mah! - sussurra il culo - quei marmocchi
ne hanno ancora di cose da imparare.

Il culo sono due lune gemelle
in tondo dondolio. Va da solo
con cadenza elegante, nel miracolo
d'essere due in uno, pienamente.

Il culo si diverte
per conto suo. E ama.
A letto si agita. Montagne
s'innalzano, scendono. Onde che battono
su una spiaggia infinita.

Eccolo che sorride il culo. E' felice
nella carezza di essere e ondeggiare.
Sfere armoniose sul caos.

Il culo é il culo,
fuori misura.

(Carlos Drummond De Andrade)

219
Hara2
Hara2
Viandante Storico
Viandante Storico
ERA UN MATTINO DI SETTEMBRE

Era un mattino di settembre
e
lei mi baciava il membro

Aerei e nuvole passavano
cori neri rimbombavano
lei mi baciava il membro

Il mio tempo di ragazzo
il mio tempo ancor futuro
tutti insieme rifiorivano

Lei mi baciava il membro

Un uccellino cantava,
nel cuore dell'albero, nel cuor
della terra, di me, della morte

Morte e primavera in fiore
si disputavano l'acqua chiara
acqua che accresceva la sete

Lei mi baciava il membro

Tutto quello che ero stato
quanto mi era già negato
non aveva ormai più senso

Solo la rosa contratta
il tallo ardente, una fiamma
e quell'estasi nell'erba

Lei mi baciava il membro

Di tutti i baci era il più casto
in quella purezza spoglia
che é delle cose donate

Non era omaggio di schiava
avviluppata nell'ombra
ma regalo di regina

che diventava cosa mia
mi circolava nel sangue
e dolce e lento e vagante

come bacio di una santa
nel più divino trasporto
e in un fremito solenne

baciava baciava il membro

Pensando al resto degli uomini
che pena avevo di loro
prigionieri in questo mondo

Il mio impero si estendeva
a tutta la spiaggia deserta
e ad ogni senso all'erta

Lei mi baciava il membro

Il capitolo dell'essere
il mistero di esistere
la delusione d'amare

eran tutto onde silenti
spente su moli lontani
e una città si ergeva

radiosa di pietre rare
e di odi ormai placati
e sulla brezza il piacere

veniva a portarmi via
se prima non mi afflosciava
come un capello si alliscia

e mi scombussolava
in cerchi tutti concentrici
nella foschia dell'universo

Baciava il membro
baciava
e se ne moriva baciando
per rinascere a settembre

220
Hara2
Hara2
Viandante Storico
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SENZA CHE LO CHIEDESSI, MI HAI FATTO LA GRAZIA

Senza che lo chiedessi, mi hai fatto la grazia
di magnificare il mio membro.
Senza che lo sperassi, sei caduta in ginocchio
in posizione pia.
Quello che è stato non è stato sepolto.
Per sempre e un giorno
il pene riceve la pietà osculante della tua bocca.

Oggi non ci sei né so dove sarai,
nell'impossibilità totale di un gesto o di un messaggio.
Non ti vedo non ti sento non ti stringo
ma la tua bocca è presente, adorante.

Adorante.

Non credevo d'avere tra le cosce un dio.

221
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
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facepalm nudnik

222
Aleister
Aleister
Viandante Storico
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@PaperMoon ha scritto:facepalm nudnik

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami ...
comprimimi discioglimi tormentami ...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera ... rallenta ... disorientami.
Cuocimi bollimi addentami ... covami.
Poi fondimi e confondimi ... spaventami ...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami ... ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami ...
dissociami divorami ... comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra ... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
(Patrizia Valduga)

Terra alla terra, vieni su di me:
voglio il tuo vomere nella mia terra,
fiorire ancora traboccando
e offrire il fiore a te, mio cielo in terra. (idem)

Ma  siamo ancora nell'eros, nel facchinaggio. Non ancora nell'o-sceno e nel comico (mai il buffo) quanto di più asociale e libertino si possa concepire. Il comico è cianuro. C'è niente di più comico di un cadavere o di un abbacchio a testa in giù, sospeso a un gancio in una qualsiasi macelleria, di Bacon (Francis, non il bacon..ma chissà)? "Kafka è RISO MALATO." (C.B)

223
PaperMoon
PaperMoon
Viandante Mitico
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Bagaglio di Parole - Pagina 9 Franci10

Bagaglio di Parole - Pagina 9 Painti10

...e pauroso...

224
Aleister
Aleister
Viandante Storico
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@Paper  inchino 

" - Ahimè- disse il topo, - il mondo si rimpicciolisce ogni giorno di più. All'inizio era così grande da farmi paura, mi sono messo a correre e correre, e che gioia ho provato quando finalmente ho visto in lontananza le pareti a destra e sinistra! Ma queste lunghe pareti si restringono così alla svelta che ho già raggiunto l'ultima stanza, e lì nell'angolo c'è la trappola a cui sono destinato.
- Non devi far altro che cambiare direzione, - disse il gatto, e se lo mangiò."

(Una piccola favola, Kafka).

Già, e come nell'o-sceno del porno, nell'eccedenza del soggetto (e dell'oggetto), così nel comico kafkiano, da pochi intuito nella sua mostruosità. Viene meno la distanza necessaria che rende possibile esorcizzare la plausibilità del buffo, della barzelletta, che si rivelerebbe senza tale distanza come priva di logica o dotata di una logica inconoscibile e perturbante. Il comico in Kafka sta tutto nel suo essere spazio narrativo di una barzelletta vista dall'interno.

Lo aveva ben intuito Kundera: ciascun personaggio di Kafka si trova rinchiuso nella barzelletta della propria vita come un pesce in un acquario; e la cosa non lo diverte affatto. Perché una barzelletta è divertente solo per chi è davanti all’acquario; la kafkianità, invece, ci fa entrare nelle viscere di una barzelletta, dentro l’orrore del comico. Nel mondo della kafkianità, il comico non rappresenta il contrappunto del tragico (il tragicomico), come avviene in Shakespeare; non è lì per rendere più sopportabile il tragico grazie alla leggerezza del tono; non accompagna il tragico, no, lo distrugge sul nascere, privando così le vittime della sola consolazione in cui possano ancora sperare: quella che si trova nella grandezza (vera o supposta) della tragedia.

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Hara2
Hara2
Viandante Storico
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Bagaglio di Parole - Pagina 9 Pasolini_panchina


Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.


Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, 1961

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