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IL CORRIERE DELLA PERA - Prima edizione

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sabotage

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VIA BERLUSCONI


Fra una ventina d'anni avremo Via o Piazza Berlusconi.
Sempre che muoia.

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LEZIONI DI BELLA SCRITTURA
@Bumble-bee ha scritto:Vistosi i numerosi obbrobi dei partecipanti a questo forum, mi pregio di suggerirvi alcune regole per una sana e buona scrittura, confidando che ne facciate tesoro...tutti

01) I verbi avrebbero da essere corretti
02) Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con
03) E non iniziate mai una frase con una congiunzione
04) Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda
05) Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono anche, eventualmente, appesantire il discorso
06) Le indicazioni tra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre) inutili
07) Siate press'a poco precisi
08) Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate
09) Non lasciate mai le frasi in sospeso perché non
10) Evitate sempre l'uso di termini stranieri, soprattutto sul Web
11) Siate sintetici: cercate di evitare di cadere nell'errore di abbondare nell'utilizzo di vocaboli tronfi ed espressioni ridondanti, ovvero in tautologismi generalmente destinati a rivelarsi superflui
12) Evitate le abbreviaz. incomprens.
13) Mai frasi senza verbi.
14) I confronti vanno evitati come i cliché
15) Evitate le virgole, che, non, sono necessarie
16) Non usare paroloni a sproposito: far ciò è come commettere un genocidio
17) Imparate qual'e' il posto giusto in cui mettere l'apostrofo
19) "Non usate citazioni", come diceva il mio professore
20) Evitate il turpiloquio, soprattutto se non serve ad un cazzo
21) C'e' veramente bisogno delle domande retoriche?
22) Come vi avranno già detto centinaia di milioni di miliardi di volte, non esagerate
23) Solitamente, non bisogna mai generalizzare



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Appennino - La Valle dell'Eco
Eccoci di nuovo all'appuntamento con l'EDITORIALE della settimana. Ricordiamo che l'intervento è aperto ai contributi ed alle domande dei lettori.

Qui sul cocuzzolo che domina la valle regna una fitta nebbia che invita a stare a casa. In compenso pubblichiamo una foto della della Valle dell'Eco reale, un'immagine invernale ma suggestiva e che invita a sperare in un prossimo arrivo della primavera.


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Sabato 12/02/2011
Notizie dell'estero

L'estero è per noi tutto ciò che esiste oltre le cime dei monti che delimitano la nostra Valle. Che dire questa settimana? IL TIRANNO E' CADUTO! In Egitto ovviamente. Sperando che non ne arrivi uno peggiore.

In Italia, repubblica confinante con la nostra Valle, la situazione si mantiene grave ma non seria. Il Presidente del Consiglio chiede a quello della Camera di dimettersi, e viceversa. Il potere legislativo attacca quello giudiziario e viceversa. I giornali di destra accusano quelli di sinistra di gettare fango, e viceversa. Cose che succedono in tutti i paesi civili. O NO?
Accogliamo però con divertita aspettativa la notizia di Giuliano Ferrara in mutande, come ha promesso di fare. Ma ancor più di vedere in tale abbigliamento la signora Mazzaro (nome d'arte Santanchè).
Ne vedremo delle belle e ne sentiremo delle balle.

Notizie dall'interno

Nel nostro microscosmo tutto procede sui binari di una anomala tranquillità. Si prospetta un gioco che coinvolgerà tutti i viandanti, mentre il CDP sta per ultimare la sua iniziativa editoriale. Assorbito l'ingresso in Redazione di Crigri, si presenta ora blugipsy. Le cose di muovono. Pace in terra agli uomini di buona volontà. E una pacca sul sedere alle donne, come secondo alcuni è giusto e doveroso che sia.
Buona Domenica.

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Ultima modifica di marimba il Sab 12 Feb 2011 - 16:07, modificato 2 volte


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Anonimo Verbanese
1998


Canto Terzo

Tanto alti risuonavano i cazzotti
che Mike con Pippo alacre si scambiava,
che persino il rumor dei pizzicotti

cinico e prepotente rimbombava
nei nostri padiglioni auricolari,
come fa il mazzapicchio, ovver la clava,

sopra le dure teste militari,
sebbene già noi fossimo lontani
almeno quanto Brindisi da Bari.

Giungemmo ansanti sopra un altipiano
che mi parea più lungo e più barboso
di un libro scritto da Enzo Siciliano:

tutto un pattume squallido e pietroso
col vento che fischiava a più non posso
e nessun sito in cui trovar riposo.

Allor, per l’ira in viso tutto rosso,
“Ma dove mi menò, dottor Di Pietro,
chiesi ringhiando come un can molosso,

io voglio ritornar subito indietro
per non patir lo schifo di ‘sto posto”.
“Se vuoi tornare, certo non ti impetro

di restar qui, ma poi finisci arrosto
in compagnia di Pippo e dell’Ombretta,
avanti, nei tuoi panni, andrei piuttosto”.

Dandogli controvoglia ancora retta,
lo precedei, con gran stridor di denti.
“Stolto, non avanzar con tanta fretta,

stai attento agli scorpioni ed ai serpenti”
mi apostrofò serafico, ed i polsi
tremar mi fece, e in lesti movimenti

frenetico le braghe allor mi tolsi,
mi accovacciai sui sassi e poi di botto
con orridi rumori il ventre sciolsi.

“Ah maledetto porco, cacasotto,
tu, che mi hai concimato, tu, la testa”
sentii una voce provenir da sotto,

e l’ira mi sembrò tanto funesta
che un’altra gran porzione travasai.
“Ahimé, soccorso, che tutto mi appesta

di una nutella questo che giammai
sul pane spalmeresti al tuo figliolo”
tuonò la voce. Ratto mi levai,

come si leva l’aeroplano in volo,
ma prima mi pulii coi suoi capelli
che alla bisogna andarono a fagiolo

come il Gerovital per Montanelli,
giacché la carta igienica non c’era,
non c’erano bidet o lindi lavelli.

“Ora che hai battezzato la brughiera
come non fece mai prima nessuno,
stringi le chiappe e smolla la pancera

perché mi sembra proprio sia opportuno
che ti presenti adesso la tua vittima:
il noto giornalista Vespa Bruno

che in vita sempre ritenne legittima
la servitù politica al più forte
e con ardir faceva poi la pittima

se d’esser criticato avea la sorte;
e di “partito di riferimento”
cianciava con parole malaccorte.

Adesso seppellito sino al mento
in questa nuda terra, paga il fio
e da scorpioni e serpi un gran tormento

riceve, come ha stabilito Dio,
e sono ben felice se ha subìto
del ventre tuo l’orrendo tramestio

perché il suo sport da vivo preferito
fu sempre spander sopra gli altri cacca
ma adesso è lui di merda rivestito,

la quale, a chi la spande, poi si attacca.
Da qualche parte qui tra i sassi giace
anche Squitieri con la sua baldracca,

lo stolido Pasquale, già capace
di andar di botto dal Picì ai fascisti
perché, se la coscienza sempre tace,

si può sparare pure ai giornalisti
che disturbavan Claudia Cardinale
con arroganza e sdegno giammai visti

e, grazie ai camerati, in tribunale
non presentarsi e farla sempre franca”.
“Dimmi, Tonino, ma chi è mai quel tale

cui la metà del viso quasi manca,
rosa com’è dai vermi, e alla cui vista
la faccia per la nausea mi si sbianca?”.

“Quello è il peggior, più bieco opportunista
che sia comparso alla televisione,
sebbene sterminata sia la lista

dei leccaculo targati Biscione:
‘Fatti e misfatti’ già si intitolò
quella sua esilarante trasmissione

che più faceva rider di Totò
e più dei presidenti americani,
tanto che mai nessuno la eguagliò

se non l’infima ‘Sgarbi quotidiani’
al cui confrontò è un Icaro Funari”.
“Ma che cciavete da ringhiare, cani,

ma che cciavete da raijà, somari?”
Allor Tonino lesto allungò un braccio
e gli mollò tre schiaffi, come spari

sonanti. “Chiudi la boccaccia, Straccio,
ch’essa ti ha già portato troppi guai,
donandoti la fama del pagliaccio

e senza cose oneste dire mai”.
E poi a me: “Liguori ti presento
che, se lo guardi un po’, vomiterai,

ma ti confesso che molto mi sento
peggio quando parlare io lo ascolto
e più mi aggrada del suo culo un vento”.

“Di Pietro, ladro, tu, Di Pietro stolto,
a non collabora’ co’ Bberlusconi,
ci avresti guadagnato presto e molto

senza fatica un mare de mijoni!
Ma tu voj fare er puro, far l’onesto,
pubblico minister dei miei cojoni,

per metter Silvio, tu, in stato d’arresto
quando era Presidente del Consiglio!”
Allor Tonino, scalpitante e lesto,

e con sul viso un orrido cipiglio
calciò con quella testa sei rigori,
per cui l’itàlo calciator coniglio

da tre Mondiali fu sbattuto fuori.
“Non sei pentito, ancora non ragioni
con la tua testa, misero Liguori,

ma ancora col cervel di Berlusconi
che parve leso agli uomini dabbene?”
“Ma lui me paga ancora bei soldoni

perché sempre continui a dirne bene:
tu sganciami più grana, e tanto male
io ne dirò, come di Bossi Irene

dopo che dentro il talamo nuziale
sperimentò la forza del Brambilla”.
“Di prezzolarti proprio non mi cale,

disse Tonino con voce tranquilla,
e, sorridendo, mostrò tutti i denti,
“prendi piuttosto un po’ di camomilla”

disse, e in quel mentre dodici serpenti
vedemmo noi strisciar tra i freddi sassi
verso Paolino, pigri ed indolenti,

sicché ci allontanammo a grandi passi,
come l’intelligenza da Frattini,
perché di noi non si facesser grassi;

ma quelli si gettaron repentini
sulla povera testa di Liguori,
che si arricciava atrocemente i crini

e bestemmiava urlando i genitori.

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CHE GUEVARA DIVENTA VERDE!
della serie: all'idiozia non c'è limite


Chi glielo spiega ora a questi che Ernesto Guevara era un immigrato sudamericano a Cuba?



Ultima modifica di marimba il Sab 12 Feb 2011 - 16:11, modificato 1 volta


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La guerra dei sessi

Le donne faticano dieci anni per cambiare le abitudini del marito e poi si lamentano che non è più l'uomo che avevano sposato. Sorriso Scemo

Perché gli uomini amano le donne vestite di pelle? Perché hanno lo stesso odore delle vetture nuove.

Alle donne piacciono gli uomini silenziosi; pensano che stiano ascoltando.

Gli uomini sono come le piastrelle: Se li stendi bene la prima volta, puoi camminarci sopra per anni!

I mariti delle donne che ci piacciono sono sempre degli imbecilli.

Gli uomini sono come gli avvocati. Di qualunque cosa siano colpevoli, trovano sempre un sacco di scuse per proclamarsi innocenti.

Gli uomini sono come un videoregistratore : Avanti, indietro, avanti, indietro, eject!

'Cara, senza i te sarei come un ADSL da 12 MEGA, navigherei senza limiti per ore ed ore; sarei LIBERO!'




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Ferrara raduna i sostenitori del premier

La "lezione" del direttore del Foglio Giuliano Ferrara, che ha arringato la platea difendendo le ragioni del presidente del Consiglio e attacando i "moralisti" e i giudici, si è svolta al Teatro del Verme. Mai nome fu più azzeccato...

"ha peccato come pecca ogni essere umano" e la magistratura confonde "le inclinazioni naturali con i reati". Fa discutere la tesi difensiva dell'uomo che mangiava le sue vittime.

"Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci. Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia". Il capo?

"Lei è l’uomo più ricco d’Italia…presidente, lei ha tre televisioni, le usi in modo creativo." Il povero Ferrara non è stato informato che tutte le televisioni, come i giornali, la magistratura, le scuole, le università, gli uffici pubblici e anche il negozietto sotto casa, sono tutti in mano ai Comunisti.

In mezzo anche la difesa d'ufficio per Bettino Craxi: "Rubò per il partito ma non per se stesso" Beh, allora, sicuramente era una brava persona.

"le ragazze gli si affollano intorno, perché lui è sorridente, sono cresciute col mito di quest'uomo che ha creato la tv e che è sempre generoso con tutti, quindi lo è stato anche con loro". Se poi quel sorriso versa pure 800.000 euro al mese in escort, sicuramente aiuta...

Berlusconi sembra spendesse 800.000 euro al mese per pagare le escort. Dal governo arriva la proposta di inserirla dall'anno prossimo come nuova voce nel paniere ISTAT.

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UN CUSCINO IN MINIGONNA
Vi presentiamo oggi questo "cuscino da compagnìa" in morbida e profumata schiuma di lattice, che riproduce il colore della pelle e la consistenza al tatto del grembo e delle gambe di una ragazza seduta sui talloni.

La casa produttrice giapponese tiene a precisare che il cuscino ha proprietà curative, è ideale per i bambini e non intende solleticare fantasie negli adulti. Pare però che il cuscino sia andato a ruba anche fra uomini di 60 anni, e abbia suscitato le gelosie di tante mogli giapponesi. "Può essere usato per leggere, guardare la TV, rilassarsi.. e, a differenza di una donna vera, non si stanca mai e non si perde in chiacchiere."

E soprattutto, si lascia palpare senza protestare.


Tech Japan


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ATTACCO ALLA CAMERA
Come era stato preannunciato, oggi l'associazione Anonymous, che appoggia Wikileaks, ha sferrato una attacco hacker al sito della Camera dei deputati mettendolo fuori uso. Ecco il comunicato, assolutamente vero, che ha accompagnato l'incursione:
ANONYMOUS


Cittadini del mondo,

Presto Anonymous colpirà ancora.
Siamo determinati a continuare la nostra protesta.
Anonymous rappresenta la voce delle persone,che si è chiaramente ed in più occasioni espressa contro l'attuale governo Italiano.
Gli italiani meritano qualcosa migliore di Berlusconi e la sua classe politica.
Il partito attualmente al governo in Italia oppone manifestamente tutto ciò che Anonymous considera essenziale:
libertà di stampa(anche a mezzo televisivo) e un'internet accessibile senza restrizioni e censure sono solo alcuni dei diritti fondamentali che Anonymous richiede siano rispettati unitamente alla rimozione della tassa Bondi/SIAE ed alla cessazione dell'offuscamento di thepiratebay.org da parte degli ISP Italiani.

Non siamo disponibili ad accettare condizioni o a prefissare scadenze per la nostra protesta;
essa durerà finchè le nostre richieste non saranno riconosciute e soddisfatte senza riserve da parte del governo.
Il fatto che il governo stia tentando con ogni mezzo a sua disposizione di ostacolare e negare ai cittadini l'accesso a internet(decreto Pisanu,legge Romani,tassa Bondi/SIAE) e quindi alla libera fonte di informazioni che essa dovrebbe rappresentare per chiunque è deprecabile.

Berlusconi modifica regolarmente leggi e ne crea di apposite a suo piacimento con l'unico e palese scopo di proteggere se stesso e di tutelare il suo impero commerciale,dimostrando totale disinteresse riguardo al benessere dei suoi concittadini. Persone in tutta italia condannano il suo comportamento privato (sesso a pagamento con ragazze minorenni,in ripetute occasioni), ritenuto incompatibile con la carica politica che attualmente ricopre.

I cittadini italiani residenti in italia ed all'estero non sono affatto divertiti dai patetici tentativi del suo esecutivo di rimanere al potere.

Noi NON siamo terroristi,non ci piace la violenza nè la supportiamo,il rovesciamento delle istituzioni NON è il nostro scopo. Noi richiediamo semplicemente che i NOSTRI diritti siano rispettati;

uno dei diritti sopra menzionati è la possibilità di essere guidati e governati da un Presidente del consiglio il cui unico interesse sia servire i cittadini e lo stato.

Noi siamo Anonymous
Noi siamo Legione
Noi non perdoniamo le ingiustizie
Noi non dimentichiamo la libertà

Aspettateci---sempre---

http://anonnews.org/?p=press&a=item&i=399
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INSOMMA, PARE CHE A DIFENDERE GLI ITALIANI DAL DEGRADO SIA ANCHE INTERVENUTA QUESTA "LEGIONE STRANIERA". A NOSTRO AVVISO BASTEREBBE CHE LE DONNE E GLI UOMINI D'ITALIA, COME HANNO FATTO OGGI, SAPESSERO CONTINUARE AD ESPRIMERE LA LORO DIGNITA' A VISO APERTO, SENZA BISOGNO DI VENDICATORI MASCHERATI.


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SE NON ORA QUANDO


Dopo le grandi manifestazioni di oggi in centinaia di città del mondo, la stampa internazionale commenta così la situazione:

Berlusconi ormai ha le orge contate...


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IL GIORNO DOPO
dalla nostra inviata

La Gelmini aveva ragione, erano proprio 4 gatti. Quelli che manifestavano a Malmo, Svezia.
Circa un milione di donne in piazza. Era dagli ultimi saldi che non si vedeva una manifestazione del genere. Al confronto persino Giuliano Ferrara in mutande pareva esile come un grissino. Colpa dei chili che ha perso per la rabbia. Sembra che abbia detto che anche Gesù proteggeva le prostitute. Sì, ma almeno lui si sottopose al processo.

Berlusconi sconvolto. Non aveva mai pensato che ci fossero così tante donne che non gliela daranno mai. In risposta pare preparerà una manifestazione oceanica delle sue sostenitrici, strappandole via a tutti gli spettacoli televisivi e ministeriali a cui partecipano. Il grido di battaglia sarà:
SE NON ORO, QUANTO?


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ALTRI QUATTRO GATTI

Dacca, Bangladesh.
La contromanifestazione di Ferrara qui non è riuscita, in mutande purtroppo ci sono già da secoli...


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IL FAVOLOSO MONDO DI NICOLE
della serie: avere la faccia come il sedere
E' il nome della Nuova Rubrica di Nicole Minetti sul sito Affari italiani. Leggiamone un passo:

Cenerentola litigava con le sorellastre per andare al ballo, mentre la Bella addormentata senza l’aiuto delle fatine non sarebbe mai stata baciata dal principe. Un’altra Bella, fatalmente innamorata di una bestia, sfidava i pregiudizi della città infischiandosi delle preoccupazioni del babbo. Puffetta poi, godeva allegramente della sua beata condizione di unica femmina del villaggio, e Biancaneve viveva addirittura con 7 uomini. Invece, non ho ricordi di una principessa manifestante, e nemmeno di una fiaba che iniziasse con “C’era una volta in piazza...”.


E ancora: "la bellezza non è una qualità minore, ma un punto di forza. Non è un dettaglio estetico, ma un potere che viene da dentro"

Forse alludeva al silicone che nasconde dentro le tette.
Non c'è che dire. Questa ragazza, che ama farsi baciare dal principe e dai sette nani, ha tutte le carte in regola per diventare la Principessa del Pisello.




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CORSO DI INGLESE

1 - Modulo principianti:
Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?

In inglese:
Three witches watch three Swatch watches. Which Witch watch which Swatch Watch?


2 - Modulo avanzato:
Tre streghe transessuali guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale
strega transessuale guarda i cinturini di quale orologio Swatch ?

In inglese:
Three switched Witches watch three Swatch watch switches. Which switched
Witch watch Which Swatch watch switch?


3 - Modulo per masters:
Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi
'Swatch' svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale
Cinturino di quale orologio 'Swatch' svizzero?

In inglese:
Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch
switches.
Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch
watch switch?

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Anonimo Verbanese
1998


Canto Quarto

Procedevamo assorti e circospetti
Guatando tra lo squallido pietrisco:
“Caro Tonino, se me lo permetti

vorrei farti notar che compatisco
la sorte di Liguori un pochettino;
invece, per quel poco che capisco,

tu non lo compatisci, e l’hai persino
come una palla a schiaffi e a calci preso
senza mostrar pietà per quel tapino”.

Di Pietro mi fissò molto sorpreso,
quasi parlar sentito non mi avesse,
poi disse: “Non sei tu quello che ha offeso

per anni nelle sue rubriche fesse,
non tu quel che con bufale inventate
a bersaglio da distruggere elesse:

è facile ostentar nobilitate
quando non si è coinvolti di persona
ed ammantarsi con pose studiate

dell’aura di chi sempre poi perdona”.
Tacqui umiliato da quelle parole
come chi su quel che non sa sragiona.

“Ecco che finalmente, se Dio vuole,
quest’altipiano, che tanto ti pesa,
sta per finire, ma le capriole

non far di gioia, ché una nuova impresa
ti attende dove siamo ora diretti”.
Ed ecco che imboccammo una discesa

da slalom, tuttavia senza paletti,
che ci menò vicino a una palude
fredda e infestata da orribili insetti

e in cui languivan delle larve nude
di quei che furon uomini una volta.
Allor Tonino, con un fare rude,

dopo che una moneta si fu tolta
di tasca, la gettò nel fango sporco:
ed ecco che su quella allor con molta

furia precipitò una specie d’orco,
con gran rimestamento della mota,
avido grufolando come un porco.

“Guarda costui, che dentro il fango nuota
con grande affanno per una moneta,
che sol nel numismatico si nota

se quella è rara: questi mai la dieta
in vita volle far, ma fece a gara
coi più grandi ribaldi del pianeta

a diffamar gli onesti e a far cagnara
e a trarne in premio sordidi guadagni:
ecco che sei al cospetto di Ferrara

dall’epa, il culo e i fianchi troppo magni”.
Avea costui tra i denti bene stretto
la monetina, e lanciava ai compagni

sguardi di sfida, già gonfiando il petto,
quando un bel damerino mezza sega
lisciandosi con cura il bel ciuffetto:

“È mia di me, perciò non me la nega,
tu, cacca, merda, piscia, culo grasso!”
tosto inveì come chi giammai prega;

“Piantala, Sgarbi, di fare il gradasso,
la moneta appartiene a chi l’ha presa,
non rompere i ciglioni e cedi il passo,

ché, se la vuoi, con facile difesa
me la terrò, e tu certo in ritirata
batterai allor con qualche parte lesa”.

“È mia di me, Giulano l’Apostàta,
perché di te io son più intelligente
e fo televisione più sgarbata”

“Questo non c’entra adesso proprio niente,
se tu sei intelligente, io son grosso,
e oppongo i pugni alla tua fine mente”.

“È mia di me, Giulano, molla l’osso!”
sbraitò isterico Sgarbi senza occhiali,
ma fu all’istante al fegato percosso

da cinque sergozzoni, tali e quali
a quel che sul ring dava Marciano,
sicché la sua protervia mise le ali

e poi si inabissò molto lontano
dov’era la palude più profonda,
lasciando invitto il manesco Giuliano”.

“Ma che genìa è mai questa, tanto immonda,
chiesi a Di Pietro in risentito dire,
che nuda e dentro il fango si sprofonda

eppur bisticcia per cinquanta lire?”
“Eccoti del Berlusca le fanfare
che di fasulle si ammantavan ire

in tele e sui giornali, per campare
come nababbi a Capri e a Portofino,
dove inquinaron gran tratti di mare”.

“Ma taci, tu, somaro di un Tonino,
che sempre ti sei fatto troppo bello
d’aver perseguitato il mio Bettino

e di avermi sconfitto nel Mugello,
dove i votanti sono analfabeti
e scelgon sol la falce col martello

perché son tutti rossi e mangiapreti”.
“O tu, forzitaliota socialista,
che provochi il tornado quando peti,

non voglio stare qui a fare la lista
delle più clamorose malefatte
del tuo Bettino e Silvio il piduista,

oppur di quelle lerce teste matte
di Previti e Squillante, ma ti basti
sapere che nessuno Silvio batte

nel fare affari sporchi e poco casti
non sol da noi, ma pure in Spagna e Francia:
tu lo sapevi, eppur fermo restasti

senza far nulla, a grattarti la pancia,
e allora più non farmi morale
e porgimi piuttosto l’altra guancia”.

Barrì Ferrara allora in modo tale
che il fango schizzò via per ogni dove
come lanciato da seimila pale.

”Partiam, che in questo luogo troppo piove,
disse Tonino forbendosi il viso,
perché ci aspettan già contrade nuove”.

Col mio vestito lordo e tutto liso
allora lo seguii dentro una grotta
che non pareva proprio un paradiso,

più fredda dei gelati della Motta
e oscura come frasi di Mancuso.
“Se ancor ti piace qualche bella potta,

a cui per gli anni ormai più non sei aduso,
(sessantaquattro avevo primavere),
allor qui dentro non sarai deluso

che almeno un paio ne potrai vedere”
disse Tonino e subito mi venne
per smania il fuoco su per il sedere,

mi ricomposi e poi drizzai le antenne.

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L'UTILE E IL DILETTEVOLE

La nota giornalista Anselma Dell'Olio, più famosa come moglie di Giuliano Ferrara, risponde al Tg4 sulla manifestazione delle donne "Se non ora, quando?" di ieri 13 febbraio:

Le donne in piazza? Utili idiote della sinistra

Si sa, con l'età sfumano i ricordi, ma è triste notare come per una sedicente "femminista americana della prima ora" sia facile diventare un'inutile pseudo-intellettuale della destra.

14/02/11 - blugipsy per

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UN CUSCINO PER FIDANZATO

Per imparzialità, a dimostrare che non solo gli uomini si avvalgono di espedienti artificiali per soddisfare il proprio bisogno di compagnia, oggi vi offriamo questo nuovo articolo.

Un cuscino che "vi abbraccerà e si farà abbracciare: la sua finta mano vi terrà stretti a lui e nel silenzio della notte potrete addirittura ascoltare il suo battito cardiaco elettronico". Con la sua federa blu (o rosa, o verde) a forma di camicia, è persino dotato di una sveglia, che vi dà il buongiorno scrollandovi dolcemente.

"Mi piace addormentarmi tenendo per mano qualcuno, e questo cuscino mi fa sentire rilassata perchè posso tenergli il braccio e sentire del tepore accanto a me. Eppoi è l'uomo perfetto: non si agita nel sonno, non russa, non mi spinge giù dal letto, e puoi stare sicura che la mattina dopo sarà ancora lì. Mi stringe a sè per tutta la notte, e in più non ha pretese e non mi fa le corna", dice entusiasticamente Junko Suzuki, una cliente soddisfatta.
Questo almeno dice la ditta produttrice. Giapponese, ovviamente.



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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
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IL PENSIERINO DI OGGI
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FACCIAMO COME IN EGITTO

Facciamo sparire le mummie dal museo !!!!


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Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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Anonimo Verbanese
1998


Canto Quinto

Per un passaggio stretto e angusto come
quella mentalità che mostrò spesso
il papa che polacco ebbe il cognome

in tema di famiglia, aborto e sesso,
spuntammo infine in mezzo a un bel verziere
ove fanciulle, bianche come gesso,

subito ci esortarono a godere
di loro con sfacciati e arditi motti,
mostrandoci le poppe ed il sedere

al naturale, interamente biotti,
sicché, col viso di vergogna pinto
chiesi a Di Pietro “Tu che fai, le fotti

questa che da un fimaccio di Brass Tinto
sembrano uscite, o da videocassette
persin dal contenuto ben più spinto?”.

“La regola del posto non permette
prender alcun piacere da costoro
ché, se ti azzardi a sfiorargli le tette

o a far qualche altro sessual lavoro,
tosto a lor puntan unghie di ghepardo,
fame di tigre e denti di castoro

e ti divoran, carne, l’ossa e il lardo”
rispose allor stizzita la mia guida
che, come me, tenea dolente il cardo,

“affronta quindi questa dura sfida
come se fossi eunuco o Formigoni”.
Ma all’improvviso udimmo delle grida

e quasi me la feci nei calzoni
quando vidi arrivar verso di noi
un tale che teneva i due ciglioni

e il glande gonfi, come quel che i buoi
la vacca nell’ingravidar soppianta.
Fanciulle nude lo braccavan, poi,

intrappolatolo contro una pianta,
gli fecer qualche cosa poco casta,
ignota a qualche suora e a qualche santa,

a lui a gridare “Aiuto, basta, basta,
ché se vi tocco poi mi divorate,
sicché permane sempre tesa l’asta

né voi l’opera al fine mai portate,
ed io non posso farmi alcuna sega
né trovar sfogo come il prete o il frate”.

Disse Tonino: “È il Bossi della Lega
che menò vanto d’esser sempre duro
ed ora, è un fatto che nessuno nega,

molle non gli ritorna di sicuro”.
Allora quel, che aveva un’impellente
necessità di un chilo di bromuro,

dentro a un cespuglio riparò piangente
per sottrarsi alla sozza terapia
che mai le voglie gli faceva spente,

ma sul cespuglio la crudel genìa
delle fanciulle si gettò a stanarlo
quando fuori spuntò, spregevol spia,

tra le foglie il batacchio, né occultarlo
poteva l’infelice Bossi Umberto.
“Di questo polentone più non parlo,

che col razzismo ha duri colpi inferto,
con la balla dei Celti, al nostro Stato”
disse Di Pietro, e dopo che ebbe aperto

un cancelletto di legno intarsiato,
vedemmo tanti neri in fila indiana,
sgranati su un immenso e verde prato

tutti a esibir ‘na micidial banana.
Prendemmo a risalir la fila, lunga
come un editoriale di Mentana,

che, quando par finito, più si allunga,
finché giungemmo infine alla sua testa.
“Un uomo prono scorgo, e par che funga

da sposa a questi, dissi, ché si presta
a greci e a turchi turpi, bei giochino”.
“Costui che sotto giace, e non in festa

e senza doppiopetto, è il nero Fini
che viene trivellato senza sosta
da ciclopici peni marocchini

ed afro-americani, e della Costa
d’Avorio, e ancor più spesso dai Watussi,
sicché tu puoi vedere quanto costa

fare il fascista, detestare i russi,
ghetti sognar per gli omosessuali
e vivere con Silvio in mezzo ai lussi”.

Fini intanto emetteva urla bestiali
non certo di piacere, ché l’attrezzo
che lo sondava come un battipali

pareva almeno lungo un metro e mezzo.
Ci fosse stato Franco Zeffirelli,
che ai paracarri fu gran tempo avvezzo,

con che sollazzo tutti quei piselli
fagocitato avrebbe nel suo forno!
Però Gianfranco Fini fu tra quelli

che pensan che anche le riviste porno
debbano contemplar pene di morte,
per cui, sodomizzato tutto il giorno,

e da negri per giunta, piange forte.
Ma ecco che Antonio biasimò i negroni:
“Passando tra di voi, purtroppo ho scorto

di vaselina alcune confezioni
di cui l’uso fin d’ora vi proibisco:
sian naturali le penetrazioni,

al par di quelle che ci infligge il fisco
poiché così saran più dolorose,
come già predicò il ministro Visco”.

Poi, procedendo tra primule e tra rose,
di cui godemmo la beltà e il profumo,
e superato un letto di mimose,

giungemmo a un rosso fiume, che un gran fumo
spandeva vorticando verso il cielo.
“Da quel che vedo qui, Antonio, presumo

che sia la lava a provocare il velo
dell’acre fumo che gli occhi mi arrossa”.
Ma ecco che un uomo dall’antico pelo

ma tinto e pettinato, con la rossa
lingua che felpa avea pel gran leccare
che aveva fatto in vita, ed enfia e grossa,

dal fiume incominciando a supplicare,
levò le mani tutte abbrustolite:
“Deh, voi soccorso vogliate prestare

a me, o viandanti, se pietà sentite
per questo direttor finito male
dopo che a Retequattro son fallite

le sue edizioni del telegiornale!”
“Antonio, chi è mai questo, pettinato
come un cinedo, e nelle pose uguale

a quel che a Casablanca si è operato?”
“Non farti tu ingannar dalle movenze
molli, ché in vita questi è sempre stato

peggio del mostro ignoto di Firenze
verso le donne, credendosi bello,
ma in altri campi son le sue indecenze

ché quel che hai tu di fronte è proprio quello
stupido servitor che baciò il piede
caprin di Silvio, e gli baciò l’anello:

eccoti il servo sciocco Emilio Fede”.



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UNA PALLOTTOLA SPUNTATA
Sindacati di Polizia in agitazione per cartucce in dotazione alla Polizia di Stato risultate difettose. Si tratta di 8 lotti di cartucce acquistate dalla Repubblica Ceca più 5 lotti dell'anno precedente esplose durante le esercitazioni di tiro, per cui ne è stata disposta la sospensione cautelativa, paralizzando di fatto l'attività di tutta la Polizia.

Il Ministro Maroni minimizza: nessuna conseguenza per la sicurezza, le nostre valide e preparate rond... ehm squadre di Polizia sapranno adeguatamente fronteggiare le situazioni più pericolose. Contrasteranno i malviventi a "Salve!".

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marimba
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A CHI ASSOMIGLIA?
In effetti, se si presentasse al mondo così com'è, senza tinte, cerone e calottine coi capelli finti, di certo non potrebbe più fare lo charmant con le ragazzine, ma fornirebbe di sè un'immagine più degna e rispettabile. E soprattutto più VERA.




il fatto quotidiano



Ultima modifica di marimba il Mar 15 Feb 2011 - 12:41, modificato 1 volta


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marimba
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TEMPO DI CARNEVALE
Ecco una simpatica sfilata di carri allegorici in una città tedesca. Come al solito i teutonici forniscono una rappresentazione dell'Italia un po' prona a triti luoghi comuni... Ma è altrettanto vero che nessuno negli ultimi tempi si è prodigato così alacremente per rendere quei luoghi comuni sempre più verosimili...



foto dazebao

In compenso, giusto per avvalorare un ennesimo luogo comune che vede l'Italia come un gran bordello, pare che Lele Mora, l'impresario (per così dire) dell'harem di Arcore, stia per trasferire tutto l'ambaradam al Carnevale di Cento.


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Berlusconi: ancora un record mondiale! E' il primo Premier al mondo rinviato a giudizio per reato di prostituzione.

Per fortuna è arrivata una dichiarazione forte e chiara di Napolitano: "Tempi difficili tra frastuoni e motivi di ansietà"

Ormai sono tantissimi i reati di cui è stato accusato il Premier, reati che solitamente grazie al suo governo depenalizza.
Dichiarazione del Movimento per la liberalizzazione delle droghe leggere:"Speriamo venga scoperto a fumarsi uno spinello..."

Quando la realtà supera la fantasia... Masi telefona alla Ventura: "Il suo programma, a differenza di altri, rispetta le regole"

Berlusconi: "Abbasseremo le tasse".
Aumentata la tariffa dei cinema di un euro a partire da Giugno.
*

Il Giornale, da sempre coerente e a difesa della privacy, pubblica in prima pagina una foto di Vendola nudo scattata nel 1979 in una spiaggia nudista. In effetti però se Vendola nel '79 (quando non aveva cariche) andava nudo nelle spiagge nudiste, Berlusconi fa benissimo ad andare a prostitute minorenni.

P.S.Elpidio (Fermo) Egiziano diciannovenne fermato con l'eroina. "Rilasciatemi, sono il fratello di Ruby". Strano che non l'abbiano rilasciato, il Presidente del Consiglio ci avrebbe creduto.

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* NDR: Eccetto le sale parrocchiali. Della serie date a Giulio (Tremonti) quel che è nostro, e date a Dio quel che è di Dio.

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Don Chisciotte 83
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Audizione di Marchionne alla Camera

"Nessuno ci accusi di abbandonare il Paese". Altrimenti ci trasferiremo in Canada.

”Abbiamo progetti ambiziosi che partono proprio dall’Italia". E se ne vanno anche loro negli USA.

"Fino a ora si è sentita molta politica". Molta politica? Dove? In Italia?

"Vorrei che fosse assolutamente chiara una cosa: nessuno può accusare la Fiat, guardandola negli occhi" Guardando negli occhi della FIAT? Ma l'auto o la fabbrica?

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