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5° giro - Saggistica, si legge : Psicologia del male - di Piero Bocchiaro

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26
Miss.Stanislavskij
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posso  dire che: "va bene è così, ma non mi piace che sia così"

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27
FUCKTOTUM
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xmanx ha scritto:

Cara Miss...


Miss mia cara Miss




La incontrai per caso a Messina
Proveniva da Canicatti
prese posto sulla littorina,
che partiva gremita quel dì.

Al mio sguardo ben chiaro e palese,
non rispose ne no, e ne si.
Allora io, col mio nobile inglese,
sottovoce le dissi così:

Miss mia cara Miss
nu cuoppo allesse io divento per te
Miss, mia dolce Miss,
scaveme a fossa ca io moro per te

Perdonami se cantoti
quell'aria che sai tu
il cantico dei cantici
Nel blu dipinto di blu

Miss, mia cara Miss,
faccio a scummessa
ca io mi sposo a te.


Miss mia dolce miss
io voglio il bis e tu sai già di che

La baciai, mi baciò, ci baciammo,
stretti stretti abbracciati così
per un ora e tre quarti filammo
ad un tratto sparò mezzo dì

Or mi scrive una lettera al mese,
e mi dice "mio caro Mimì
io rispondo al tuo nobile inglese
ma però non riesco a capì"

Totò (A. de Curtis)

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28
Arwen
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Viandante Storico
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xmanx ha scritto:Cara Arwen, tu dici:
"E' male procurare sofferenze o la morte di qualcuno, mi pare che fino a qui dovremmo essere tutti concordi che ferire procurare dolore a chiunque sia qualcosa di sbagliato, condannabile moralmente e punibile."

Scusa, non capisco. E sai perchè non capisco? Perchè l'esperimento dimostra esattamente il contrario. O meglio, dimostra che a fronte di un ordine di una autorità, noi "dimentichiamo" che ferire e procurare dolore è sbagliato.

Poi tu dici: "Certo che c'è tutto un discorso da approfondire per aarivare a comprendere quali meccanismi psicologici fanno sì che si verifichi questo".
E poi...invece di approfondire...consigli la lettura del libro.

Bè...a me interessava conoscere i tuoi convincimenti in merito. Debbo amaramente concludere che non ne hai o non vuoi esporli.
Pazienza.  echeneso 

No, non ci si dimentica che premere il pulsante e inviare scosse a qualcuno procurano sofferenza, infatti se all'inizio sono più lievi mano a mano l'intensità aumenta e loro sono consapevoli che stanno facendo del male, manifestano degli scrupoli guardano l'autorità, ma davanti all'autorità che comanda di andare avanti si sentono deresponsabilizzati, stanno eseguendo un ordine e se l'hanno fatto poco prima, fin dalla prima volta  restano invischiati in un meccanismo che rende loro difficile disubbidire, questo dimostra l'esperimento quindi sono consapevoli di far del male, non se ne sono dimenticati, semplicemente viene trasferita la questione etico morale  a chi chiede di eseguire l'ordine, si trasferisce la responsabilità sull'autorità che comanda. Inoltre l'esperimento avviene in una stanza diversa da quella dove sta la vittima, anche qui se non è davanti alla vista l'azione ha un effetto diverso che vedere davanti agli occhi soffrire una persona, è quello che è accaduto per esempio al comandante delle SS Eichmman tanto per citare uno, eseguiva degli ordini e non vedeva la sofferenza delle vittime ebree, non assisteva alla loro agonia.

Ecco il mio era solo un consiglio generale e un invito a leggere per meglio comprendere i meccanismi psicologici che portano ad eseguire degli ordini pur sapendo che far del male a qualcuno è sbagliato,  e perchè avendo letto il testo il confronto si basa sulla lettura, apportando anche considerazioni personali, o dissentire su ciò che si legge,  altrimenti a cosa serve proporre il libro e poi discutere, tanto varrebbe aprire un 3ad altrove con tema la violenza da cosa nasce ecc... io espongo ciò che ho letto e mi trova concorde, qui non si tratta di giustificare crimini o azioni malvagie ma capire perchè si può arrivare a fare del male.

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29
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
xmanx ha scritto:

Se, infatti, qualcuno mi ha detto che "uccidere" è male...ma io, in fondo, penso che obbedire a chi ha potere mi procura un tornaconto e dei vantaggi ed è per me "un bene"....bè stai tranquilla che se chi ha potere mi chiede di uccidere, io uccido.

Io invece penso che se qualcuno ti comanda di uccidere tu non uccideresti perchè per te è fare il bene (non il tuo bene), ma perchè hai un interesse un tornaconto, dei vantaggi, carriera denaro riconoscimento... e ti alleggeriresti la coscienza perchè ti è stato ordinato da qualcuno superiore a te, un'autorità da te riconosciuta, perchè in altri esperimenti dimostrano che si disubbidisce più facilmente se a ordinare è uno pari a se stesso.
Comunque ci sono anche le eccezioni,  qualcuno si rifiuta di eseguire ordini che contrastano con l'etica morale di un far del male, non uccidere, ragiona e si svincola da certi meccanismi.  sorriso

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30
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Ancora a proposito della psicologia del male e l'esperimento carcerario dell'università di  Standford, condotto da Phil Zimbard  e che ha similitudini con il caso del carcere iracheno di Abu Ghraib dove prigionieri iracheni furono torturati da soldati americani.


Deindividualizzazione:
“ Per combattersi fra loro i pulcini di un stessa chioccia si dipingono il volto di colori diversi”: questo proverbio vietnamita riesce ad esemplificare con efficacia il concetto di deindividualizzazione e la sua potenziale violenza.
[…]l’anonimato produce una trasformazione del funzionamento cognitivo in seguito alla quale si assiste a una riduzione del senso di responsabilità personale, a uno spostamento dell’attenzione sul qui e ora, a un prevalere degli aspetti emotivi su quelli razionali. Laddove il contesto dovesse giustificare un comportamento antisociale, un tale assetto porterebbe le premesse per la sua messa in atto.

Deumanizzazione:
[…] Relegare prigionieri all’interno di una categoria subumana permette alle guardie di allentare i freni morali e di giustificare qualsiasi brutalità.

Conformismo:
a volte l’influenza esercitata da altri è così forte da indurre la persona a modificare il proprio comportamento fino a uniformarsi ai criteri da questi stabiliti.

Mancano poche pagine credo di finirlo entro questo fine settimana.

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31
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Arwen ha scritto:Ancora a proposito della psicologia del male e l'esperimento carcerario dell'università di  Standford, condotto da Phil Zimbard  e che ha similitudini con il caso del carcere iracheno di Abu Ghraib dove prigionieri iracheni furono torturati da soldati americani.


Deindividualizzazione:
“ Per combattersi fra loro i pulcini di un stessa chioccia si dipingono il volto di colori diversi”: questo proverbio vietnamita riesce ad esemplificare con efficacia il concetto di deindividualizzazione e la sua potenziale violenza.
[…]l’anonimato produce una trasformazione del funzionamento cognitivo in seguito alla quale si assiste a una riduzione del senso di responsabilità personale, a uno spostamento dell’attenzione sul qui e ora, a un prevalere degli aspetti emotivi su quelli razionali. Laddove il contesto dovesse giustificare un comportamento antisociale, un tale assetto porterebbe le premesse per la sua messa in atto.

Deumanizzazione:
[…] Relegare prigionieri all’interno di una categoria subumana permette alle guardie di allentare i freni morali e di giustificare qualsiasi brutalità.

Conformismo:
a volte l’influenza esercitata da altri è così forte da indurre la persona a modificare il proprio comportamento fino a uniformarsi ai criteri da questi stabiliti.

Mancano poche pagine credo di finirlo entro questo fine settimana.


Al momento é quello che mi é piaciuto di più tra i libri letti in questo gruppo.

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Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Anche a me è piaciuto molto, quello che più ha catturato il mio interesse, poi si legge velocemente.

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Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Alla fine facciamo poi il sondaggio tra quelli letti. 
Il prossimo ciclo, se ci sarà, raggrupperò i generi letterari.

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Arwen
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Ma vediamo, quando il prossimo giro? fra qualche giorno?

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