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Omosessualità e concetto di normalità

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1
Ospite
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Ospite
Inserisco qui la discussione dato che, come molti di noi sanno, non tantissimi anni fa l'omosessualità era considerata a tutti gli effetti una malattia, ma pare che ancora oggi le cose non siano poi così cambiate.

Non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma.

-- Marcel Proust
dal libro "Sodoma e Gomorra" di Marcel Proust


La frase dice tutto, ma lascio spazio alle relative riflessioni in merito.

2
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Guarda Cigno, in genere le mie riflessioni in merito non piacciono a nessuna delle due parti in causa.
Io credo che, sebbene il desiderio abbia per natura una meta, tale meta sia creazione del desiderio stesso. In altre parole, se è vero che non ci è indifferente ciò che desideriamo e che questo qualcosa deve avere caratteristiche tali da garantire la nostra soddisfazione, è vero anche che è la nostra attribuzione di valenza a conferire a tale oggetto il rango di meta più di ogni altra cosa. Quindi il desiderio sessuale può indirizzarsi verso qualsiasi cosa, secondo me... a patto che nell'immaginario del soggetto quel qualcosa sia desiderabile.
Se poi dal piano sessuale cio allarghiamo a quello dell'affettività, allora tutto questo è ancora più vero e lo è per l'essere umano sopratutto.
Lo slogan "amore libero" va inteso nel senso che l'amore non ci appartiene a nessuno livello, sia in termini di garanzia di possesso che in termini di scelta d'oggetto, e non come è stato inteso. Come fa l'amore ad essere limitato e limitante? Si tratta di una contraddizione in termini analoga a quella di cui resta vittima Dio: onniscente e onnipotente ma.... ha detto che una cosa è giusta e ha detto solo questa. Non saremo noi essendo limitati a limitare tutto?
Detto questo, e considerando l'amore polimorfo per eccellenza, mi irrita chi fa del suo orientamento sessuale una bandiera. In un certo senso forse capisco perchè: se si è stati costretti per secoli a nascondersi e additati, c'è la vogli di riscattarsi. E' accaduta alle donne nel femminismo la stessa cosa.
Però facendo così ci si getta in pasto agli stessi che catalogano e condannano. Si diventa un fenomeno folkloristico. Invece, anche se richiede forza, l'uomanità inalienabile della propria vita sessuale andrebbe difesa rapportandoci per primi ad essa per la cosa naturale che è.
Rigfuardo poi alla recezione dell'opinione pubblica beh.... siamo ben lontani da concepire naturale ciò che è naturale. L'omosessualità è accettata come fenomeno da circo, o come strumento per mostrarsi in rapporto ad altro. Viene accettato chi si presta al gioco. In ambiente medico, ancora circola gente cone Nicolosi, non so se lo conosci.
Ho aiutato il mio assassino a fare un lavoro in merito, contattando di persona gli esponenti italiani del Narth ( che si ispira alle sue teorie) e di altre associazioni che dicono di curare l'omosessualità ( il cui operato io ritengo ai confini del criminale ). Ho contattato anche il Presidente dell'Arcigay. La cosa che ho capito subito è che tutte le parti contattate erano felici perchè, sapendo che si trattava di una ricerca in termini psicoanalitici sull'Indentità di Genere, speravano di fare valere le loro ragioni. La cosa mi ha dato da pensare. Nessuna delle parti riusciva a non strumentalizzare la cosa.
Non so poi come sia andata la cosa, perchè il mio posto l'ha preso la troia, nana, culona, senza collo e lobotomizzata.

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3
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
CignoNero ha scritto:Inserisco qui la discussione dato che, come molti di noi sanno, non tantissimi anni fa l'omosessualità era considerata a tutti gli effetti una malattia, ma pare che ancora oggi le cose non siano poi così cambiate.

Non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma.

-- Marcel Proust
dal libro "Sodoma e Gomorra" di Marcel Proust


La frase dice tutto, ma lascio spazio alle relative riflessioni in merito.


L'omosessualità è ancora oggi la norma.
Non è una regola, come non lo è l'eterosessualità.
Però non credo che non vi fossero "anormalità", cioè non credo che nella Storia dell'uomo non ci sia mai stata la tendenza ad indicare il diverso ed a farne un nemico.
La tanto evoluta civiltà greca, tanto per dirne una, prevedeva un ruolo del tutto marginale per le donne, ad esempio.
Eppure l'omosessualità non era taboo.

Se si provasse a considerare la sfera sessuale come affare della persona e non della comunità, probabilmente si farebbe un passo avanti.

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4
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
CignoNero ha scritto:Inserisco qui la discussione dato che, come molti di noi sanno, non tantissimi anni fa l'omosessualità era considerata a tutti gli effetti una malattia, ma pare che ancora oggi le cose non siano poi così cambiate.

Non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma.

-- Marcel Proust
dal libro "Sodoma e Gomorra" di Marcel Proust


La frase dice tutto, ma lascio spazio alle relative riflessioni in merito.

Mah, c'è ben poco da riflettere sull'omosessualità. Essa è semplicemente una variante naturale della sessualità umana (e non umana), diffusissima presso quasi tutte le specie viventi, e per nulla patologica. Scientificamente parlando, ormai non c'è più alcun dubbio sul fatto che gli orientamenti sessuali sono molti...

Forse, ci sarebbe più da riflettere sull'omofobia, unica e vera malattia riguardante l'argomento omosessualità. Tutte le fobie, infatti, nascono da una qualche forma di debolezza...
Sconfiggere tale malattia (e le conseguenze ideologiche che ne derivano) è quanto di più urgente e necessario si possa fare per evitare di continuare a discriminare centinaia di milioni di persone su questo pianeta...

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5
Ospite
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Ospite
Spaitek, con quanto da te riportato con me sfondi una porta aperta e, francamente, mi piacerebbe che in molti la pensassero così, ma è altrettanto vero che ciò invece non capita tutti i giorni.
Prima di intervenire, però, lascio andare avanti la discussione i base alle vostre argomentazioni.

6
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
CignoNero ha scritto:Spaitek, con quanto da te riportato con me sfondi una porta aperta e, francamente, mi piacerebbe che in molti la pensassero così, ma è altrettanto vero che ciò invece non capita tutti i giorni.
Prima di intervenire, però, lascio andare avanti la discussione i base alle vostre argomentazioni.
Beh, più di dire che gli omofobi sono dei malati, e che dovrebbero farsi curare... non so che altro dire.
Forse sarebbe opportuno ricordare che l'omofobo non è solo colui che odia attivamente gli omosessuali,... ma tutti coloro che esplicitamente od implicitamente, negano i più fondamentali diritti... il matrimonio, in primis.
A proposito, spero che almeno in questo forum esista il reato di omofobia...

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7
Ospite
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Ospite
Il discorso di omosessualità e normalità però può risultare interessante non solo per quanto riguarda la visione altrui, ma anche per la visione iniziale che spesso molti omosessuali hanno. Dato che parli di omofobia, il fatto di non prendere coscienza che l'omosessualità sia naturale (il termine normale, a dire il vero, poco mi piace e diventa anche piuttosto relativo) porta spesso anche a quella che viene chiamata omofobia interiorizzata, che trovo pericolosa esattamente quanto quella di cui sentiamo tanto parlare.

8
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
CignoNero ha scritto:Il discorso di omosessualità e normalità però può risultare interessante non solo per quanto riguarda la visione altrui, ma anche per la visione iniziale che spesso molti omosessuali hanno. Dato che parli di omofobia, il fatto di non prendere coscienza che l'omosessualità sia naturale (il termine normale, a dire il vero, poco mi piace e diventa anche piuttosto relativo) porta spesso anche a quella che viene chiamata omofobia interiorizzata, che trovo pericolosa esattamente quanto quella di cui sentiamo tanto parlare.
Ah beh certamente. Quando è un'intera società ad essere omofobica, anche i gay lo sono. Con gran danno per la loro felicità...

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9
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Da un punto di vista strettamente medico non è una malattia.

Sul fatto che possa essere considerato normale o meno....bè, la questione è un pò più controversa. Proprio per le implicazioni sociali e individuali che una simile affermazione comporta.

E' normale la poligamia?
E' normale la prostituzione?
E' normale la sposa-bambina?

Per rispondere a queste domande è necessario fare riferimento alla propria visione dle mondo e si va - quindi - oltre una pura e semplice valutazione medica.

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10
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@xmanx ha scritto:Da un punto di vista strettamente medico non è una malattia.

Sul fatto che possa essere considerato normale o meno....bè, la questione è un pò più controversa. Proprio per le implicazioni sociali e individuali che una simile affermazione comporta.

E' normale la poligamia?
E' normale la prostituzione?
E' normale la sposa-bambina?

Per rispondere a queste domande è necessario fare riferimento alla propria visione dle mondo e si va - quindi - oltre una pura e semplice valutazione medica.

No, scusa, ma mi rifiuto categoricamente di pensare che una delle 3 cose che hai citato possa anche solo lontanamente paragonarsi all'omosessualità.
Hai messo in mezzo 3 cose che sono totalmente diverse tra loro figurarsi con l'omosessualità.

Sono basita, spero di aver capito male.

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11
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
embè gechina.
Paragonare l'omosessualità alle 3 cose di cui sopra non l'ho MAI fatto.
Le ho messe insieme NON per dire che sono cose simili o paragonabili.
Ma per dire che ci sono questioni piuttosto controverse e delicate (da qui l'elenco) in cui la normalità o meno dipende dalla "visione del mondo" che una persona - o una società - ha. E che la questione della normalità va ben oltre la semplice questione medica.

Poi le cose elencate sono diversissime tra loro e hanno implicazioni assai diverse. E non hanno proprio niente in comune.

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12
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@xmanx ha scritto:embè gechina.
Paragonare l'omosessualità alle 3 cose di cui sopra non l'ho MAI fatto.
Le ho messe insieme NON per dire che sono cose simili o paragonabili.
Ma per dire che ci sono questioni piuttosto controverse e delicate (da qui l'elenco) in cui la normalità o meno dipende dalla "visione del mondo" che una persona - o una società - ha. E che la questione della normalità va ben oltre la semplice questione medica.

Poi le cose elencate sono diversissime tra loro e hanno implicazioni assai diverse. E non hanno proprio niente in comune.


Ah, scusa allora.
Però secondo me, se si allarga il discorso ad altri ambiti, non se ne esce più.
O forse sono io che sono a compartimenti stagni.
Per me la normalità non sta nella regola scritta, ma nel buon senso, nella decenza e nel rispetto del prossimo. Non è una cosa che può stabilire la medicina, sicuramente. Nè essa è legata alla religione (sempre secondo me).
E' anche un termine che l'essere umano s'è inventato per cercare di incasellare una serie di azioni che compiamo ogni giorno.
Scusa per il fraintendimento.

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13
alessia
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Viandante Residente
Viandante Residente
Ogni cultura ha i suoi tabù, credoche sia òegatoall'evoluzione dell'uomo.
Durante il Medioevo, anno oscuro per certi versi,in cui per mettere ordine in Europa si mise in ballo la Bibbia, che condanna gli atti "contronatura" e cioè quellii non finalizzati alle procreazione, allora l'omosessualità( cosa che ai tempi anticchi compresi Alessandro Magno e Gilulio Cesare era normale accettare ) fu considerata abberrante e anormale, ma lo era il sesso in generale.
Purtroppo ci è rimasto quel retaggio assurdo che non riene conto della nostra "natura"ormonale e istintuale, legata al dna come lo è l'omosessualità.
Ma poi,allafine, che ci importa chi e come ama in camera da letto ?
L'anima non ha sesso, peccato che ci dimentichiamo di questo troppo spesso oramai.
Secondo me è solo una questione di cultura:io cresco i miei figli nell'accettazione di tutte le differenze tranne quelle che fanno del male alle persone, ma non tutti la pensano così e viene 'na malinconia....

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14
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Mah...Alessia. Come dici tu che ci importa chi e come ama in camera da letto? Verissimo. Come è vero che l'anima non ha sesso. Verissimo.

Ma poi bisogna trarne le conseguenze sociali. Perchè la questione vera non è quella che dici tu....che può interessare al massimo a qualche moralista. La questione vera è: consentiamo la creazione di famiglie omosessuali? L'adozione dei figli? I figli in provetta per le coppie lesbiche? E' questa la questione vera legata alla "normalità". E non è una questione semplice da risolvere. E chi dice che lo è - forso - semplifica un pò troppo.



Ultima modifica di xmanx il Mar 5 Ott 2010 - 18:29, modificato 1 volta

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15
Il piccolo mugnaio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato


L'adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale... ossignore fai che non succeda mai un abominio simile..

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16
Ospite
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Ospite
@xmanx ha scritto:Da un punto di vista strettamente medico non è una malattia.

Sul fatto che possa essere considerato normale o meno....bè, la questione è un pò più controversa. Proprio per le implicazioni sociali e individuali che una simile affermazione comporta.

E' normale la poligamia?
E' normale la prostituzione?
E' normale la sposa-bambina?

Per rispondere a queste domande è necessario fare riferimento alla propria visione dle mondo e si va - quindi - oltre una pura e semplice valutazione medica.

Ho compreso benissimo il tuo intervento, almeno credo (solo io li comprendo? Sarà grave?!? scratch ). Giustamente ogni cosa va contestualizzata in un periodo storico, in un ambiente, in un vissuto, però, proprio per questo tuo intervento, c'è anche da chiedersi, allora, perchè non definirla normale. Poi, forse avrei dovuto mettere un altro titolo, perchè il concetto di normalità è molto, molto relativo, effettivamente, e sarebbe stato più congeniale parlare di "naturale".

17
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Il piccolo mugnaio ha scritto:

L'adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale... ossignore fai che non succeda mai un abominio simile..
.. è uno scherzo vero?
Anche perchè, in realtà, l'abominio è che in Italia ancora non sia possibile..

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18
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
spaitek non si accorge di essere intriso di una sua visione ideologica. Nè più nè meno come gli altri.
Anche il fatto di ritenersi "il terrore" di ogni persona che ha un approccio ideologico, appartiene alla sua visione ideologica.
Mi fa sorridere...perchè è un pò come quel tale che ha gli occhiali sul naso e non si accorge di averli.
Come potremmo definirlo? boh...fate voi.

Ma torniamo al punto anche per rispondere all'amica pollospennato.

Esistono due (quelle principali...poi ci sono tante variazioni sul tema) visioni del mondo inconciliabili e alternative tra loro.
la prima: due esseri umani, adulti e consenzienti, indipendentemente dal loro sesso, se vogliono formare una famiglia hanno diritto di farlo. E' una cosa del tutto normale. Inoltre se desiderano avere figli possono farlo. Se sono dello stesso sesso, possono utilizzare le vie che la legge (adozione) o la scienza unita alla tecnologia mettono a loro disposizione (fecondazione artificiale). Fine della questione.

la seconda: la famiglia può esistere solo nella forma che la natura "ha previsto", cioè formata da una coppia etero. Perchè c'è un "ordine naturale" che è al fondamento di una organizzazione sociale. (qui si potrebbe agganciare anche il discorso sulla poligamia...ma...evitiamo). E sul fatto che la natura abbia un suo "ordine" non ci piove. E' sufficiente qualche nozione base di anatomia umana. La "normalità" è quindi assimilata all'"ordine naturale". Non è ammissibile quindi una famiglia omosessuale ed è ancora meno ammissibile che questa abbia un figlio.

Poi...come sempre...c'è la questione scientifica....tirata per la giacca da una o dall'altra parte. Un figlio che cresce in una coppia omosessuale, ha una crescita equilibrata? E' ovvio che la risposta a questa domanda è determinante. Io non sono un esperto....quindi non lo so. Quello che posso affermare con una certa sicurezza è che è abbastanza difficile stabilirlo. Ci sono persone che stanno in terapia per decenni e non si riesce a capire quale sia il loro turbamento - o trauma - più intimo...occorrerebbe studiare un campione rappresentativo...e lo studio durerebbe decenni. Con esiti assai incerti...perchè la psicologia è un pò diversa dalla matematica...dove uno più uno fa due. Certo che il parere scientifico servirebbe e molto.

Rispondo a Cigno....se è "naturale". No. Non è naturale...ragionando in modo scientifico non è naturale ed è inutile girarci in giro. Non è "naturale" perchè la specie umana è composta dal sesso maschile e femminile, e la "accoppiamento naturale" avviene...insomma devo farti un disegnino?
Attenzione! "non è naturale" non è un giudizio etico e moralistico. E' una constatazione scientifica. D'altra parte è sufficiente guardare qualunque programma di divulgazione scientifica che spiega il comportamento di una qualunque specie...l'osservazione scientifica classifica come "naturale" il comportamento tipico di quella specie, dei suoi meccanismi, della sua anatomia, dei rituali di accoppiamento ecc...ecc...
Giusto per chiarire...per quanto mi riguarda dire che non è "naturale" non comporta nessuna valutazione automatica. E' una semplice constatazione che nasce - ripeto - dalla osservazione del comportamento tipico e dalla anatomia. Tutto qui.

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19
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Interrompo il mio silenzio stampa per una questione infinitamente meritoria.
Ho incontrato il concetto di maieutica al liceo e quello delle dissonanze nel percorso formativo successivo.
Essi hanno in me trovato talmente tanto credito (in particolare il secondo) che credo in proposito, si possa stabilire la qualità di un essere umano.

Ma dico, quando si elabora un convincimento, una posizione personale, una filosofia, perché non la si sottopone ad un processo serrato di verifica?
Per quale motivo non la si seziona, non la si smonta, non la si rigira, non la si osserva da diverse angolazioni per verificarne la tenuta?
Nella contraddizione (ma capita assai raramente vi si trovi applicazione) l’uomo ha la risorsa per migliorare, per emanciparsi, per mutare il suo triste destino, per affermare con forza che si distacca da quella sorta di minorità che tutti conosciamo. La contraddizione è quanto mai utile; invece..:
« l’adozione da parte di una coppia omosessuale è un abominio»
« l’adozione da parte di una coppia omosessuale è scientificamente innaturale»

Tanto per cominciare, il dato scientifico sull’assetto psico-emotivo (ed anche in prospettiva psico-sociale) dell’infante adottato da una coppia omosessuale è disponibile.
Trattandosi di dato scientifico, si presta per definizione ad essere in un futuro: smentito, rettificato e quant’altro, ma allo stato attuale delle cose consente di affermare che chi sostiene graniticamente posizioni contrarie, fondate su quelle preoccupazioni, lo fa a cuor leggero, in assenza di conoscenza.

Poi, diciamocelo, la questione è relativa ai nostri dieci metri quadrati di giardino? Tanto ampia è la nostra visione d’insieme? Così semplice è rimuovere macroscopiche contraddizioni?

Milioni, sono milioni ogni anno i bambini che ci lasciano; importa qualcosa il colore della pelle? Il paese d’origine? Dite che se l’amore di qualcuno, di una coppia omosessuale, incrociasse l’esigenza di quella piccola creatura di incontrarlo tale amore, per garantirsi in primissima istanza nientemeno che la vita, sarebbe un abominio? Questo dite? Questo in coscienza potete dire?
Chissà, forse è la certezza che esiste quel Dio -con paradiso annesso- che vi permette di affermare: «staranno meglio lassù». Forse è quello che vi permette di pensare quello che pensate.
Le contraddizioni, smisurata risorsa (ahinoi, mai sufficientemente sfruttata) sì perché poi la tragedia si compie con il commento a quanto sopra che spesso recita: «Eh, in quel caso propenderei per il male minore». Sigh!

No grazie, no. Mi piacerebbe poter vivere in una società affrancata da certi stereotipi culturali; da dogmi, anche autoimposti; da una superficialità dilagante; da un moralismo becero e bigotto.
Se quella società è lungi da venire, in particolare la nostra; se la nostra condizione attuale è lontana anni luce da un assetto decente, dove abito? Abito l’utopia. A volte non è un brutto posto ove dimorare.

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20
Il piccolo mugnaio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Spaitek ha scritto:
@Il piccolo mugnaio ha scritto:

L'adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale... ossignore fai che non succeda mai un abominio simile..
.. è uno scherzo vero?
Anche perchè, in realtà, l'abominio è che in Italia ancora non sia possibile..

No, io mi chiedo se è uno scherzo quel che dici tu, non è un abominio far crescere, maturare, assimilare, comprendere.. un bimbo dentro una coppia gay o lesbo?
Un bambino, magari un neonato.. dentro una famiglia composta da due padri o due madri?.. perchè no un domani magari con un idea allargata questi liberi di portarsi in casa a seconda dai gusti o dalle voglie.. un uomo o una donna..

Poi non so.. io parlo con la coscenza di un padre, tutto il resto è relativo.

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21
Ospite
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Ospite
@Il piccolo mugnaio ha scritto:
@Spaitek ha scritto:
@Il piccolo mugnaio ha scritto:

L'adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale... ossignore fai che non succeda mai un abominio simile..
.. è uno scherzo vero?
Anche perchè, in realtà, l'abominio è che in Italia ancora non sia possibile..

No, io mi chiedo se è uno scherzo quel che dici tu, non è un abominio far crescere, maturare, assimilare, comprendere.. un bimbo dentro una coppia gay o lesbo?
Un bambino, magari un neonato.. dentro una famiglia composta da due padri o due madri?.. perchè no un domani magari con un idea allargata questi liberi di portarsi in casa a seconda dai gusti o dalle voglie.. un uomo o una donna..

Poi non so.. io parlo con la coscenza di un padre, tutto il resto è relativo.

Parlo con la coscienza di una figlia, figlia di un uomo ed una donna che genitori non lo dovevano essere. Parlo con la coscienza di una persona che ha amiche che hanno una compagna. Personalmente conosco due coppie di donne, una delle due madri, e posso assicurarti in totale onestà, senza sentirmi di parte, che i loro figli sono di una serenità di cui tu, probabilmente, non puoi avere l'idea.
La mia domanda è: cos'è, la responsabilità, la maturità, il sentimento, l'educazione, sono prerogative dell'eterosessualità? Dove starebbe scritto, questo?
In tutta coscienza, posso anche dirti che anni fa un mio carissimo amico, dopo la separazione dalla sua compagna, si è trovato in seria difficoltà col figlio che allora iniziava le elementari, questo perchè la compagna cambiava "amicizie" da un giorno all'altro. Quindi, scusami, nel tuo ragionamento c'è una pecca, ovvero: un omosessuale in primis è una persona, e la "perversione" (mi sa che velatamente, ma nemmeno tanto, stai toccando quel tasto) non è una prerogativa dell'orientamento sessuale. Se vuoi, ti porto tanti di quegli esempi di famiglia "eterosessuale", sai com'è, la mia visione delle cose è piuttosto ampia, anche decisamente rispettosa di solito. Ed ora vado a mangiare, cosa che mi preme, poi sicuramente torno, eh.

22
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@nextlife.
Quali sono i dati scientifici a cui alludi? Chi li ha divulgati? E come sono state ottenuti? C'è unanime consenso nella comunità scientifica su questi dati?
Sai com'è....in questo mondo c'è chi racconta balle su dei numeri...figuriamoci sul resto.

Mio caro nextlife....forse tu ignori il semplice fatto che anche in caso di adozione da parte di una coppia etero vengono fatte un sacco di verifiche....perchè il benessere psico-fisico del bambino "viene prima" del desiderio di adottare da parte della coppia.
Apprezzo molto il tuo discorso sull'"amore" e lo condivido in pieno. La legge sull'adozione - infatti - valuta anche questo...ma valuta anche altre cose. "Altre cose" che vanno valutate anche se stiamo parlando di una coppia omosessuale. La semplice apologia dell'amore - dunque - non basta. E - attenzione - non basta nemmeno oggi che parlaimo solo di coppie etero.

Poi...personalmente non entro nel merito di una visione o dell'altra (tra le due che ho presentato nella mia prima risposta a questo 3d)...perchè per me il parere scientifico sulla questione è importante. E non lo conosco.

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23
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@cigno
scusami....ma la tua valutazione sulla "serenità" dei figli di quelle coppie omo non può essere utilizzata a fini scientifici.
E non avresti nemmeno dovuto portarla a esempio. Nel senso che non può bastare l'osservazione esterna di un amica per fare delle valutazioni che siano solide dal punto di vista scientifico.
La salute psico-fisica di un bambino (come ho detto a nextlife) viene prima di ogni cosa. E questo già oggi...come avviene nelle adozioni.
E' un aspetto delicato...ed è uno degli aspetti centrali del problema. Che non può essere risolto con la semplice osservazione dall'esterno di un amico.

Nè posso fare a meno di ignorare che la "figura paterna" e la "figura materna" sono state riconosciute importanti nella crescita.
Insomma....io non banalizzo...e metto tutte le cose sullo stesso piano. Perchè tutte le visioni hanno una loro dignità.

Quello che non accetto - e non accetta nemmeno la legge attuale delle adozioni - è che si possa basare tutto unicamente sul "mio desiderio di avere un figlio". Questo è inaccettabile. Perchè oltre al proprio desiderio, qualcuno - giustamente - deve valutare le condizioni oggettive per il bene del bambino.

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24
Ospite
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Ospite

@xmanx ha scritto:@cigno
scusami....ma la tua valutazione sulla "serenità" dei figli di quelle coppie omo non può essere utilizzata a fini scientifici.
E non avresti nemmeno dovuto portarla a esempio. Nel senso che non può bastare l'osservazione esterna di un amica per fare delle valutazioni che siano solide dal punto di vista scientifico.
La salute psico-fisica di un bambino (come ho detto a nextlife) viene prima di ogni cosa. E questo già oggi...come avviene nelle adozioni.
E' un aspetto delicato...ed è uno degli aspetti centrali del problema. Che non può essere risolto con la semplice osservazione dall'esterno di un amico.
Nè posso fare a meno di ignorare che la "figura paterna" e la "figura materna" sono state riconosciute importanti nella crescita.
Insomma....io non banalizzo...e metto tutte le cose sullo stesso piano. Perchè tutte le visioni hanno una loro dignità.

Quello che non accetto - e non accetta nemmeno la legge attuale delle adozioni - è che si possa basare tutto unicamente sul "mio desiderio di avere un figlio". Questo è inaccettabile. Perchè oltre al proprio desiderio, qualcuno - giustamente - deve valutare le condizioni oggettive per il bene del bambino.

xmanx, sbagli, perchè personalmente posso accettare che mi si dica che non si è a favore dell'adozione da parte di omosessuali, forse ti stupirà, ma molti omosessuali sono i primi a fare tali dichiarazioni, ma con argomentazioni ben diverse da quelle poste da piccolo che sembrano poi basarsi su argomentazioni ben poco valide e facilmente sgretolabili. Fini scientifici? Personalmente nemmeno li ho nominati, e se li nominassi potrei parlare di fini che in passato, per l'appunto, ritenevano "normale" fare l'elettroshock per guarire dall'omosessualità. Sì, mi spiace, mi sono sempre basata sulle esperienze di vita, sull'osservazione di quello che mi sta intorno ed, ancora di più, sul puro confronto, al contrario di chi, spesso, parla per presupposti senza nemmeno sapere. Cosa fattibilissima, bene o male lo facciamo un po' tutti, ma ho maggior interesse in chi, nell'esporre le proprie opinioni, non le presenti anche come certezze assolute e si dimostri predisposto alla comprensione dell'argomento. E' invece sbagliato, a mio avviso, non riportare situazioni che molti non conoscono e dipingono a loro piacimento, anche un po' per comodità, a mo avviso.

CignoNero ha scritto:Inserisco qui la discussione dato che, come molti di noi sanno, non tantissimi anni fa l'omosessualità era considerata a tutti gli effetti una malattia, ma pare che ancora oggi le cose non siano poi così cambiate.

Non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma.

-- Marcel Proust
dal libro "Sodoma e Gomorra" di Marcel Proust


La frase dice tutto, ma lascio spazio alle relative riflessioni in merito.

In quanto al fatto che l'omosessualità non sia naturale, sbagliamo, esiste in natura, in maniera anche piuttosto spontanea, direi. Se il "naturale" rientra solo ed esclusivamente nello scopo finale della riproduzione, non ho ancora ben capito quanti di noi rientrino nel concetto di "natura" in questo forum Sorriso Scemo e non solo! (ok, io devo sempre alleggerire un attimo, eh).

25
Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@nextlife ha scritto:

Tanto per cominciare, il dato scientifico sull’assetto psico-emotivo (ed anche in prospettiva psico-sociale) dell’infante adottato da una coppia omosessuale è disponibile.

Esattamente.
Per la precisione, è scientificamente dimostrato che i bambini nati e/o cresciuti da una coppia omosessuale, non riportano (nè possono in alcun modo riportare) anomalìe psicofioslogiche di alcun tipo. Questo è il dato nudo e crudo.

Detto questo, è ovvio che tutte le opinioni contrarie all'adozione non sono dettate da motivazioni fondate e/o razionali, bensì unicamente da un ideologico/istintivo pregiudizio.
Questo pregiudizio è esattamente ciò che intendevo quando parlavo di omofobia inconsapevole...

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