Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Storia della chirurgia

Condividi 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
Faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Le prime tecniche chirurgiche si utilizzarono per il trattamento delle ferite ed i traumi prodotti nel corso della vita.

Forse la più antica pratica chirurgica di cui si abbiano testimonianze archeologiche, la trapanazione del cranio risulta largamente diffusa presso molte popolazioni preistoriche di diversa provenienza. La tecnica - che consisteva nel forare la calotta cranica in uno o più punti, forse in seguito a un trauma, per ridurre il dolore da compressione - era conosciuta già nell'area dell'attuale Europa nel 6500 a.C., come dimostra il ritrovamento, in un sito neolitico francese, di una quarantina di teschi perforati.
Le si attribuivano poteri a metà tra la medicina e la magia e molti dei soggetti "operati" in effetti sopravvivevano: intorno ai fori cranici si trova spesso nuovo tessuto osseo ricresciuto. La trapanazione fu praticata fino al Rinascimento, per ridurre l'emicrania e intervenire contro gli attacchi epilettici.

 

Le prime tecniche chirurgiche si utilizzarono per il trattamento delle ferite ed i traumi prodotti nel corso della vita.
Le tecniche erano varie e molte per noi disgustose:
 -  in Asia si usava   un misto di salnitro e di zolfo che veniva messo sulla ferita e incendiato
 - Gli Indiani con  una piuma connessa ad una vescica animale toglievano il materiale infetto dalla ferita
- In India e in Sud America si chiudevano le ferite minori, applicando termiti o coleotteri ai quali a cui dopo che aveva morso i bordi avvicinati della ferita, venivae torto il collo, così da lasciare la testa rigidamente agganciata come graffe.

I più antichi esperti di un intervento chirurgico oggi considerato di routine, quello alla cataratta, furono, probabilmente, gli Egizi: nella tomba del faraone Khasekhemwy, appartenente alla seconda dinastia (fino al 2700 a.C. circa) sono stati rinvenuti degli aghi in rame destinati probabilmente alla rimozione del cristallino opacizzato. Tale tecnica era comunemente praticata in India e Cina già otto secoli prima di Cristo e  conosciuta anche dagli antichi Greci.
Il dipinto, copiato dalla tomba di Ipi a Deir el-Medina, Egitto, raffigura un medico intento a curare un'infezione oculare.

Altra tecnica antica è il salasso o flebotomia, attestata da numerose società nel corso della storia inca peruviani, India (ayurveda), Greci (Ippocrate), effettuato mediante strumenti taglienti o l'utilizzo di sanguisughe.
La medicina indù fu la prima a sviluppare tecniche specifiche di chirurgia plastica: dalla riparazione delle deformità del padiglione auricolare dopo la perforazione per mettere orecchini, fino ad una complessa tecnica di rinoplastica (presumibilmente sviluppato da ladri, dopo che gli era stata applicata la pena dell'amputazione del naso prevista per il loro crimine).



Visualizza il profilo
2
Faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Cenni sulle antiche pratiche chirurgiche si deducono anche dai racconti mitologici. Qui, per esempio, vediamo ( nella foto sotto sulla destra in questo rilievo conservato ad Ercolano) Achille che cura Telefo, figlio di Eracle, dopo averlo ferito in duello con una lancia.
Secondo una tradizione culturale diffusa nell'antica Grecia, quella della magia simpatetica, solo chi aveva procurato una ferita sarebbe stato in grado di curarla. Così fece, nel mito, anche Achille, mettendo un po' di ruggine sopra alla ferita inflitta a Telefo, che guarì.



Anche la pratica del taglio cesareo si perde negli arbori della civiltà: già gli antichi romani avevano una legge che lo consentiva, solamente - però - qualora fosse stato necessario estrarre un feto da una donna già morta o in fin di vita.

Una tradizione diffusa, ma scorretta, attribuisce l'origine del termine "cesareo" a Giulio Cesare, la cui nascita sarebbe avvenuta, a quanto si dice, chirurgicamente. Ma stando a quanto prevedeva la legge romana è improbabile: si tramanda infatti che sua madre Aurelia Cotta visse abbastanza da apprendere dell'invasione della Britannia da parte delle truppe guidate dal figlio.
Il nome di questo tipo di parto deriverebbe invece dal latino caedĕre, tagliare.



Visualizza il profilo
3
Faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Nell'epoca precedente l'avvento dell'anestesia, ben poco poteva essere fatto per ridurre il dolore dell'amputazione, una pratica utilizzata per fermare le complicazioni derivanti da una ferita di guerra e sbarazzarsi di un arto in cancrena.
Tra le infezioni post operatorie e le ingenti perdite di sangue non erano molti gli amputati che sopravvivevano all'intervento. Almeno fino all'introduzione della cauterizzazione, una tecnica appresa dagli Arabi e diffusa durante tutto il Medioevo che prevedeva l'utilizzo, per le operazioni, di ferri roventi, per favorire la coagulazione del sangue.


Una luce nei primi, oscuri secoli di pratiche chirurgiche arrivò tra la fine del '700 e l'inizio del secolo successivo, con i primi esperimenti sull'uso di gas narcotizzanti durante le operazioni chirurgiche.
Il contributo più importante si deve a William T. G. Morton, medico e dentista di del Massachusetts General Hospital di Boston, che nel 1846 utilizzò per la prima volta l'etere nel corso di un'estrazione dentale (qui raffigurata in un dipinto dell'epoca). Fu il paziente stesso ad accompagnare Morton alla redazione del Boston Daily Journal per raccontare gli effetti miracolosi (un semplice assopimento) del gas inalato.
L'etere fu, quello stesso anno, utilizzato da un altro medico, John Collins Warren, per l'asportazione di un tumore dal collo di un paziente, sotto agli occhi di un gruppo di scettici che - di fronte alla totale calma e rilassatezza dell'uomo operato - rimasero di stucco.
Nonostante i tentativi di Morton di nascondere il nome della sostanza utilizzata (l'etere ) sotto al nome di letheon, il gas si diffuse già da quell'anno nelle sale operatorie americane ed europee, alleviando le sofferenze di molti pazienti.

Visualizza il profilo
4
Faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Questa è la bottiglia di Morton serviva a contenere una spugna impregnata di etere. Ad essa veniva collegato un tubo terminante con una mascherina per inalazione


I primi tentativi di diminuire il dolore insito nelle manovre chirurgiche comunque risalgono addirittura agli Egizi, la cui cultura medica era assai avanzata, tanto da permettere loro di somministrare estratto di papavero (oppio). Nel 3000 a.C. anche gli Assiri ricorrevano a narcotici vegetali, quali papavero, mandragola e Cannabis Indica ( marijuana), ma le popolazioni della Mesopotamia ricorrevano anche all’ischemia cerebrale indotta dalla compressione delle carotidi per provocare uno stato di coma transitorio durante il quale poter operare. Già nel 500 a.C. gli Indios peruviani provocavano un’anestesia di lingua e labbra masticando foglie di coca, mentre il filosofo greco Ippocrate (460-377 a.C.) descriveva una ”spugna soporifera” imbevuta di oppio, giusquiamo e mandragola ed in grado di addormentare un malato.
Infine nel 1796, quando, in un felice periodo fervido di studi sui gas, viene prodotto il Nitrogenous (=Protossido di Azoto), un gas non tossico sfruttato però ancora per diversi anni a venire solo per dar spettacolo con i suoi effetti esilaranti su quanti lo inalino, tanto da venir chiamato "Laughing Gas", trascurandone invece le proprietà anestetiche.
L’Ossigeno viene individuato e prodotto da J.Priestley, già preparatore del Nitrogenous; tali gas vengono studiati poi anche da Lavoisier, ma sarà nel 1800 che il grande fisico Michael Faraday appurerà gli effetti del nitrogeno, dimostrandoli simili a quelli ottenuti dall’inalazione di una miscela aria/etere.
Le cose si protraggono più o meno invariate fino al fatidico anno 1844, quando negli Stati Uniti inizia la vicenda che porterà alla nascita della moderna anestesia…che non fu scoperta, come si potrebbe pensare, in un laboratorio, bensì in un ...Luna Park . Nel 1844 ad Hartford, Connecticut (USA), in uno fra i vari padiglioni di una fiera si teneva un divertente spettacolo, basato sulle stramberie che commettevano e dicevano sul palco alcuni volontari cui era stato fatto inalare del protossido d'azoto, il gas scoperto circa 50 anni prima che, come abbiamo già visto, modificava l'umore delle persone che lo inalavano, rendendole particolarmente ciarliere e ridanciane. Wells Nelle prime file, a godersi gli effetti del gas esilarante sedevano un dentista, Horace Wells, ed un suo amico,Cooley, che su invito del presentatore Colton si offrì per sperimentare,insieme con altri volontari,l'ebbrezza del gas. Ma su di lui il protossido fece un pessimo effetto rendendolo talmente violento da scatenare una rissa con un altro volontario e da venir ricacciato tra il pubblico. Ad un tratto, lo spettatore che sedeva dietro a lui avvisò Cooley che sotto la sua sedia si andava allargando una macchia di sangue: durante la colluttazione egli si era infatti seriamente ferito ad una gamba, ma non si era accorto di nulla, nè aveva avvertito alcun dolore.
Wells pensò e ripensò all'episodio, tanto da concludere che il gas avesse in qualche modo ridotto nell'amico la sensibilità al dolore. Wells lasciò la professione e mentre cercava, invano, di convincere i colleghi della veridicità di quanto affermava, un suo amico ed apprendista , William T.G.Morton, sviluppandone le idee, pubblicizzava grandemente i propri lavori sull'etere portando avanti le sue dimostrazioni: nel settembre del 1846 per la prima volta usò l'etere per estrarre un dente, ed il 16 ottobre 1846 si presentò al Massachussets General Hospital di Boston con una sfera di vetro munita di una via di ingresso e di una di uscita con dentro una spugna imbevuta di etere. Ne fece respirare al paziente i vapori e ciò permise al Primo Chirurgo, dott. John Collins Warren,di asportare un grosso tumore del collo, rapidamente e senza nessun dolore.
s Il sensazionale evento fu pubblicato il 18 novembre 1846 sul Boston Medical and Surgical Journal, ed un noto medico,Oliver W.Holmes, suggerì al riguardo il termine greco di "anestesia" per indicare "insensibilità al piacere ed al dolore": era nata la moderna anestesia !
...E il povero Wells ? Sentitosi tradito da Morton, iniziò a sperimentare il cloroformio, ma ne divenne dipendente e dopo un arresto per avere sfregiato con acido due prostitute, a soli quettro anni dalla sua felice intuizione si tolse la vita.


Piccola storia dell'anestesia sotto spoiler

Spoiler:



3000 A. C. - Gli Assiri provocano una sorta di anestesia comprimendo le carotidi per provocare la perdita di coscienza del malato da sottoporre ad atto chirurgico. Iniziano anche ad usare narcotici di origine vegetale, come la Mandragora e la Cannabis Indica ( hashish ).

460 – 377 A. C. - Il medico greco Ippocrate introduce l’uso della “spugna soporifera”, una spugna impregnata di estratti di Papaver Somniferum ( Oppio ) e Mandragora.
50 D.C. - Dioscoride, un altro medico greco, usa per primo la parola Anaisqesia per definire la insensibilità agli stimoli.
1543 – Vesalio descrive la possibilità di praticare la respirazione artificiale negli animali insufflando aria con un tubo posto nella trachea.
1564 – Un tal Ambrosio Parè anestetizza la parte da operare con applicazioni fredde
1595 – Sir Raleigh estrae dalla radice della Strychnos Toxifera una sostanza che verrà poi chiamata CURARO, già conosciuta dagli Indios che la mutilizzavano per intingervi la punta delle frecce ed avvelenare le prede colpite con esse. 1667 – Viene confermata e descritta da Hook la ventilazione artificiale negli animali.
1669 – Viene descritto l’ETILENE.
Secolo XVII – nel corso del secolo in Inghilterra si tenta l’inoculazione endovenosa di oppio mediante un pennino di penna d’oca
1721 – Compare per la prima volta su un dizionario ( quello inglese di Bailey ) la parola ANESTESIA.
1774 – Priestley scopre l’ OSSIGENO e ne descrive la preparazione, unitamente a quella del PROTOSSIDO D’AZOTO.
1776 – In Francia il chimico-fisico Antoine Lavoisier identifica l’ossigeno come componente dell’aria e ne sottolinea l’importanza per la nostra vita.
1792 – Viene effettuata la prima intubazione endotracheale: la pratica Curry, servendosi del tatto.
1818 – Il chimico e fisico inglese Faraday scrive che gli effetti dell’inalazione di una miscela etere/aria sono simili a quelli dell’ossido nitroso ( Protossido d’azoto ).
1828 – Poiseuille inventa il manometro a mercurio e si dedica a misurare la pressione arteriosa di differenti arterie.
1831 – Uno statunitense, Guthrie, un francese ( Souberrain ) ed il tedesco von Liebing sintetizzano il CLOROFORMIO.
1844 – Il dentista americano WELLS intuisce le straordinarie potenzialità anestetiche del Protossido d’Azoto.
1846 – Morton, un dentista di Boston, dimostra pubblicamente come con l’Etere Solforico, nominato “ Letheon “, si produca un’ottima anestesia chirurgica.
1851 – In Francia C.G. Pravaz inventa la siringa.
1856 – Claude Bernard scrive che il curaro agisce bloccando la placca motrice neuromuscolare.
1862 – Usando una siringa ipodermica il dr. Moreno y Maiz dimostra per la prima volta, su una rana, il blocco sensoriale di un nervo periferico, infiltrandolo con cocaina.
1868 – W.Andrews adotta l’anestesia inalatoria mediante somministrazione di una miscela Protossido/Ossigeno
1871 – l’Italiano Spessa propone una tecnica di indolore di escissione delle fistole, infiltrandole preventivamente con morfina. Nello stesso anno Brothers introduce l’uso delle bombole di Protossido compresso.
1882 – In Colombia A.Restrepo perfeziona la tecnica della rianimazione cardiorespiratoria mediante respirazione bocca-a-bocca ( o bocca-tubo e.t. ) e massaggio cardiaco esterno. Nello stesso anno Freund introduce il CICLOPROPANO, ottimo gas anestestico che verrà impiegato a lungo nonostante la sua pericolosa infiammabilità.
1884 – Si pratica l’anestesia locale con cocaina instillata sulla cornea.
1885 - Halsted introduce l’uso clinico dell’anestesia per infiltrazione.
1885 – Si sperimenta la ANESTESIA PERIDURALE da parte di Corning, che inietta una soluzione di cristalli di cocaina fra le apofisi spinose delle vertebre dorsali di maiale, e successivamente di uomini.
1891 – Quinkle apre la strada alla ANESTESIA SUBARACNOIDEA praticando una puntura lombare per estrarre il liquor a scopo diagnostico.
1900 – Un Anestesista colombiano, Luis F. Bernal, codifica il primo protocollo di rianimazione cardiorespiratoria in caso di arresto cardiocircolatorio intraoperatorio, in linea di massima valido ancor oggi. Schlosser intanto inizia la pratica dell’alcoolizzazione di un nervo periferico a scopo antalgico.
1901 – Prima anestesia peridurale attraverso lo hiatus dell’osso sacro.
1902 – Seifert conia il termine “ ANESTESIOLOGIA ” per indicare la scienza che studia ed applica i metodi per indurre insensibilità al dolore.
1903 – Si introduce l’associazione adrenalina-cocaina per produrre vasocostrizione e quindi minor riassorbimento dell’anestetico, allungandone la durata e riducendone la tossicità.
1905 – Si sintetizza la PROCAINA, primo vero anestetico locale, almeno nel senso moderno del termine.
1907 – Viene realizzata la prima soluzione iperbarica per anestesie spinali.
1908 – Ombredanne disegna il primo vaporizzatore per somministrare dosaggi controllati di Etere. August Bier introduce la tecnica dell’anestesia venosa retrograda.
1911 – Viene sintetizzato il primo barbiturico endovenoso, l’EXOBARBITAL. Si codifica il Blocco del plesso brachiale, aprendo l’era dell’ANESTESIA PLESSICA.
1913/14 – Attraverso modificazioni successive si arriva all’odierno Laringoscopio a pile. Intanto D.E. Jackson perfeziona l’adsorbimento della CO2 espiratoria mediante l’impiego della calce sodata .
1917 – Si introduce la maschera facciale per la somministrazione di Ossigeno.
1920 - Guedel pubblica i dati sui segni indicatori del piano di anestesia, mentre Magill introduce l’utilizzo di una cannula per ventilare i pazienti senza l’ostacolo della lingua.
1923 - Si perfeziona la ventilazione a “circuito chiuso” .
1926 – Nasce la filosofia della ANESTESIA BILANCIATA , introdotta da Lundy.
1927 – Si esperimenta in Colombia la Elettroanestesia mediante introduzione di elettrodi nel cuoio capelluto.
1928 – E’ sintetizzata la TETRACAINA. Waters e Guedel applicano una cuffia gonfiabile al tubo endotracheale.
1929 – Ombredanne descrive per primo la sindrome detta “ ipertermia maligna “.
1934 – Lundy istituzionalizza l’uso del TIOPENTALE SODICO ( Pentotal ), un barbiturico, come ipnoinduttore. Intanto, a Buenos Ayres, J.C. Delorme assembla il primo APPARECCHIO DI ANESTESIA unendo bombole di O 2 e CO2 , vaporizzatori per etere e cloroformio, un filtro-contenitore di calce sodata, tubi e maschera.
1938 – Bennet usa per la prima volta il CURARO per prevenire il trauma muscolare nei pazienti sottoposti ad elettroshock.
1939 – Primo blocco del plesso cervicale
1942/46 – Si sintetizza la d-tubocurarina, derivato semi-sintetico del curaro, e si diffonde il suo uso in anestesia Intanto Mendelson studia 66 casi di polmonite ab-ingestis in pazienti sottoposte ad anestesia ostetrica, e descrive la sindrome che in seguito prenderà il suo nome.
1949 – Inizia l’uso ckinico della SUCCINILCOLINA.
1950 – Virginia Apgar proppone un metodo a punteggio per verificare la vitalità neonatale ( APGAR score )
1956 - Inizia dall’Inghilterra l’uso clinico dell’HALOTANE, che non essendo infiammabile che soppianterà presto il ciclopropano.
1957 – Sono sintetizzati due anestetici locali, la BUPIVACAINA e la MEPIVACAINA.
1959 – Miscelando FENTANYL con DROPERIDOLO, De Castro introduce la NEUROLEPTOANALGESIA.
1966 – Inizia la pratica clinica della ANESTESIA DISSOCIATIVA nell’uomo impiegando KETAMINA. Inizia l’uso abituale dell’ENFLURANO, capostipite della serie di anestetici volatili alogenati che sono arrivati ai giorni nostri.
1970 – J. A. Aldrete propone una scala a punteggio per verificare il recupero postanestetico. Un anno dopo propone l’impiego di diazepam e pentazocina come rinforzo dell’anestesia loco-regionale.
1981 – Si introduce l’uso dell’ISOFLURANO, un derivato dell’enflurano che ne riduce la tossicità .
1989 – Dopo alcuni tentativi senza successo negli anni precedenti, arriva un nuovo, magnifico ipnoinduttore iniettabile, il PROPOFOL.
1992 – Viene introdotto in clinica il DESFLURANO , ancora meno epatotossico dell’Iso- ed ancor più veloce e maneggevole.
1990/2004 - Con l’introduzione delle pompe-siringa e con l’avvento di Propofol e Remifentanyl , si diffonde la tecnica detta TIVA ( anestesia totalmente intravenosa ). L’Informatica entra nella praticha anestesiologica, sia come banca/elaborazione dati che nella gestione diretta dell’anestesia, fino ad arrivare alla TCI.

Visualizza il profilo
5
paolo iovine
avatar
Viandante Mitico
Viandante Mitico
c' è anche una sostanza, conosciuta da migliaia di anni un po' ovunque e ancor' oggi utilizzata : i chiodi di garofano.
Ho avuto modo di utilizzarli durante il servizio militare, quando per un terribile mal di denti andai in infermeria e mi fecero mordere un pezzo di cotone imbevuto di chiodi di garofano; amarissimo, schifoso, ma veloce ed efficace.

Visualizza il profilo

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum