Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Desiderio, Angoscia e Cultura

Condividere 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
All’origine dell’angoscia vi sarebbe un mancato soddisfacimento della libido.
Se un canale di scarica si chiude deve esserne trovato un altro e così, l'affetto rimosso, separato dalla rappresentazione trova una diversa via di scarica, quindi viene convertito ( espresso tramite il corpo), spostato( espresso tramite altro), proiettato ( attribuito ad altri e ad altro come cosa loro).
Per comprendere sostanzialmente qual è la nostra area rimossa bisogna pensare a tutto quello che ci fa vergognare, viceversa per l’area ideale sarà tutto quello del quale siamo orgogliosi.
Il nevrotico è colui che rimuove i contenuti psichici con una carica energetica importante perché non li ritiene compatibili con la propria coscienza. Egli vive nella costante attesa del peggio perchè coscienza ed inconscio sono in conflitto e la coscienza “non si fida” dell’inconscio ne delle sue capacità di gestirlo.

Stamattina, con in mano la mia tazza colma di caffè, mi interrogo si queste cose.
Ho voluto puntualizzarne i riferimenti perché fossero chiari a tutti.

Mi chiedo in primo luogo, perché l’essere umano abbia strutturato un sistema di riferimento morale patogeno, incentrato cioè sulla repressione degli istinti. E’ evidente ad esempio che l’uomo ha sviluppato la tecnica per appagare i suoi bisogni e garantirsi sicurezza, cioè per stare meglio. Perché non ha fatto altrettanto a livello di cultura immateriale?

Un’altra cosa che mi viene in mente, è che tra le due pulsioni primarie, quella soggetta a minor condanna a livello culturale è l’aggressività. Piccolo esempio. Passeggiate e vedete due insultarsi pesantemente. Magari li guardate, ma tutto è normale. Ci si insulta per i parcheggi, alla cassa del supermercato, sul lavoro… ovunque. Non ci si nasconde per farlo. Ora ditemi cosa accadrebbe se vedeste due innamorati abbracciarsi e toccarsi negli stessi luoghi. Restereste stupiti, magari qualcuno si scandalizzerebbe anche. Ditemi quante volte poi lo avete visto accadere nei luoghi suddetti. Bene. Che differenza c’è? A livello pulsionale nessuna, a livello morale a quanto pare si. Perché? Poi, a ben vedere cosa fa più male? L’amore o la morte? La risposta è ovvia credo, almeno per me lo è…. E allora perché questo povero desiderio va nascosto come fosse un figlio deforme?

Come vi collocate voi rispetto a tutto questo?
In tutta sincerità, avvertite in voi queste cose?

Io sì, pur essendo una persona che è sempre stata fedele a se stessa.

Vedi il profilo dell'utente
2
Magonzo
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
senza starci a riflettere troppo, direi che la peculiarità dell'esssere umano è la coscienza dell'ineluttabilità della propria morte, a fronte della vita altrui che continua, e questo evidentemente struttura tutto l'impianto della morale e della trascendenza;
il giudizio sul "valore", sulla virtù, viene introiettato come riconducibile alla quota di rinuncia che accettiamo a favore di chi conserverà il nostro ricordo, e pertanto la ricerca del piacere e del benessere in una certa misura viene a porsi come fattore che sminuisce la portata della rinuncia, e del connesso valore;
negli ultimi secoli, alla rinuncia si è in parte sostituito l'intelletto brillante, la creatività, ma non in modo sufficiente a scardinare l'impianto psicologico costruito e tramandato in decine di migliaia di anni;

in secondo luogo, l'aggressività ha istintivamente un connotato discriminante di pregio, che manca alla sessualità, nel senso che se tutti in linea di massima sono capaci di riprodursi, sono meno coloro in grado di combattere, cacciare, depredare d istituire la proprietà...

Vedi il profilo dell'utente
3
The Royal
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:

bisogna pensare a tutto quello che ci fa vergognare, viceversa per l’area ideale sarà tutto quello del quale siamo orgogliosi.

Passeggiate e vedete due insultarsi pesantemente. Magari li guardate, ma tutto è normale. Ci si insulta per i parcheggi, alla cassa del supermercato, sul lavoro… ovunque. Non ci si nasconde per farlo. Ora ditemi cosa accadrebbe se vedeste due innamorati abbracciarsi e toccarsi negli stessi luoghi. Che differenza c’è? A livello pulsionale nessuna, a livello morale a quanto pare si. Perché?

Come vi collocate voi rispetto a tutto questo?
In tutta sincerità, avvertite in voi queste cose?

Io sì, pur essendo una persona che è sempre stata fedele a se stessa.

Dunque, Ninfa, ho notato questo thread ed ho pensato di intervenire anche se con tutte le dovute attenzioni, dal momento che gli argomenti da te postati non sono quisquillie svaghistiche e richiedono applicazione mentale. Ho quotato in toto la parte del tuo intervento che mi ha attratto di piu'.

Vergogna-orgoglio

Ottimo spunto. Non vorrei apparirti presuntuoso ed arrogante, ma delle due emozioni che tu hai postato,io conosco solo l'orgoglio e non la vergona. Lo dico serenamente e senza volere suscitare una sorta di flame morale.Io sono fiero di tutto cio' che ho fatto, ho pensato ed ho propugnato.Fiero, Ninfa, semplicemente e senza artifici, poiche' anch'io non ho mai mentito alla mia coscienza e tutte le volte che sono in autobus o mi reco a fare qualcosa guardo la luce del giorno e mi convinco che le mie scelte morali ed operative sono semplicemente la mia vittoria. La vittoria morale di chi avendo ricevuto taluni rifiuti in campo lavorativo ha intrapreso la strada di un diverso costrutto operativo che mi ha portato alla vittoria. E non e' Eco, trionfalismo retorico. E' l'autenticita' della fede vissuta. E so' anche che tu con la tua intelligenza e cultura stai interpretando per il verso giusto queste mie dichiarazioni.

Avversione-concordia
Amore -odio

Permettimi, Ninfa, ma qui secondo me si tratta di due dimensioni diverse anche se secondo te avrebbero la stessa matrice psicanalitica. L'amore e' l'attrazione abbraccio nei confronti dell'altra persona, o meglio nei confronti di quella persona che noi abbiamo identificato come detentrice delle nostre passioni e nella quale noi poniamo i nostri affetti, poiche' vediamo in lei il senso della nostra vita. Se io dico ad una donna" Tu sei la gloria e la freschezza di un sogno" guardandola negli occhi mentre nel mio petto c'e' un calore struggente evidentemente io sto vivendo una passione sublime che mi appaga portandomi in paradiso. Ma se io Ninfa, nei confronti di un'altra persona donna o no che sia, nutro atteggiamenti di ostilita' ed avversione fino alla degenerazione finale dell'insulto, l'esperienza che io vivo e' diametralmente opposta a quella precedente e devo dirti che avrei molti dubbi a riferirla ad una medesima matrice psicacnalitica. E' un'esperienza squassante che poi mi lascia vuoto. E poi come tu dici, la diversita' morale: amore -costrutto, odio devastazione -annullamento.Due innamorati, sono una cosa, due litiganti sono un'altra, Anch'io, appunto sono sempre stato fedele a me stesso.Forse non ti interessera', ma stasera scrivero' a Lucio Musto, poiche' ho da dirgli una mia esperienza. Li' troverai la mia concezione dell'amore.

Vedi il profilo dell'utente
4
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Magonzo ha scritto:senza starci a riflettere troppo, direi che la peculiarità dell'esssere umano è la coscienza dell'ineluttabilità della propria morte, a fronte della vita altrui che continua, e questo evidentemente struttura tutto l'impianto della morale e della trascendenza;
il giudizio sul "valore", sulla virtù, viene introiettato come riconducibile alla quota di rinuncia che accettiamo a favore di chi conserverà il nostro ricordo, e pertanto la ricerca del piacere e del benessere in una certa misura viene a porsi come fattore che sminuisce la portata della rinuncia, e del connesso valore;
negli ultimi secoli, alla rinuncia si è in parte sostituito l'intelletto brillante, la creatività, ma non in modo sufficiente a scardinare l'impianto psicologico costruito e tramandato in decine di migliaia di anni;

in secondo luogo, l'aggressività ha istintivamente un connotato discriminante di pregio, che manca alla sessualità, nel senso che se tutti in linea di massima sono capaci di riprodursi, sono meno coloro in grado di combattere, cacciare, depredare d istituire la proprietà...


Ecco. Come sempre sei un universo più avanti.
Vediamo se ho capito: tu intendi dire che l'uomo, temendo la morte, esorcizza questa paura illudendosi di controllare il suo destino attraverso il sacrificio che gli garantirebbe un oltre vita?
se intendevi questo è certo. Ma la stessa cosa potrebbe instaurarsi imponendosi la rinuncia ad esprimere la rabbia non credi?
una possibile obbiezione potrebbe essere che la sessualità da più piacere e la rinuncia si misura in base all'entità della frustrazione: più mi costa più rinuncio, più sono buono, Però anche reprimere la rabbia frustra..e se anche tale frustrazione fosse minore, la caratteristica predominante di tale scelta resta l'accordare preminenza ad una pulsione distruttiva... e cioè proprio a quella che può causare la morte.
Tu dici che l'aggressività è un pregio poi. Innegabile sotto certi aspetti. Però per il fatto di essere un mezzo di affermazione e minaccia, è anche un pericolo reciproco potenziale. Non a caso è nata la legge per gestirla. Se mettiamo innanzi a tutto il timore della morte, essa dovrebbe essere la cosa più temuta.
Se teniamo per buone queste cose, allora il discorso è meno sostenibile.
Un'altra cosa che osservi è che attraverso l'aggressività ( un pregio) ci si procura il piacere sessuale ( condannato). Altrettanto vero.
Ma è una mia idea o è livemente contraddittorio che sia un pregio ciò che determina l'abilità a procurarsi qualcosa di "spregevole"?
Psico Mago mi illumini lei....
sua Orcadea

@The Royal ha scritto:
Ottimo spunto. Non vorrei apparirti presuntuoso ed arrogante, ma delle due emozioni che tu hai postato,io conosco solo l'orgoglio e non la vergona.
Io conosco la vergogna e non l'orgoglio, invece. Esattamente l'opposto. Faccio fatica ad immedesimarmi. Mi vergogno per le mie mancanze ma non mi da assolutamente nulla ottenere qualcosa per me. Mi da semmai riuscire a farmi amare da un altro e capirlo e aiutarlo. Però il risultato mi da felicità, e non soddisfazioni d'orgoglio. Mi è tanto estranea questa sfera che non riesco a capoirti come vorrei fare, data la fiducia che mi hai accordato. Ad esempio questa cosa, mi fa sentire mancante.



.Due innamorati, sono una cosa, due litiganti sono un'altra.
Non credo in una distinzione così netta tra odio e amore personalmente.
In questo caso però il discorso è un altro. Li ho proprio osservati come due cose diverse, come anche tu le ritieni. Il punto è proprio questo...perchè una è soggetta a maggior repressione, date le sue caratteristiche ( differenti appunto) e non l'altra? BeautyfulSuina


P.s.
Leggerò sicuramente ...lo faccio sempre hug tenderly

Vedi il profilo dell'utente
5
Leda

Viandante Storico
Viandante Storico
L'angoscia nasce dallo sgomento dinanzi alla vanità della vita.

Vedi il profilo dell'utente
6
The Royal
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@The Royal ha scritto:
Ottimo spunto. Non vorrei apparirti presuntuoso ed arrogante, ma delle due emozioni che tu hai postato,io conosco solo l'orgoglio e non la vergona.


@NinfaEco ha scritto:Io conosco la vergogna e non l'orgoglio, invece. Esattamente l'opposto. Faccio fatica ad immedesimarmi. Mi vergogno per le mie mancanze ma non mi da assolutamente nulla ottenere qualcosa per me. Mi da semmai riuscire a farmi amare da un altro e capirlo e aiutarlo. Però il risultato mi da felicità, e non soddisfazioni d'orgoglio. Mi è tanto estranea questa sfera che non riesco a capoirti come vorrei fare, data la fiducia che mi hai accordato. Ad esempio questa cosa, mi fa sentire mancante.


Ninfa, per capirmi e lo dico con il massimo della pacatezza e stima reverenziale verso le tue doti creative ed intellettuali, basta ben poco: Prova ad immedesimarti in situazioni dove si sono certi soggetti che ti fanno il bello davanti ed il brutto dietro e tu prima di accorgertene li stimavi come autentiche personalita' , stante quella situazione assumi iniziative personali che ti permettono di ovviare ai problemi che quelle persone creavano, credo si potrebbe arrivare a provare un sano moto di dignitoso orgoglio. Con grandissima stima verso il tuo talento. Cordialita'.



@The Royal ha scritto: .Due innamorati, sono una cosa, due litiganti sono un'altra.



@NinfaEco ha scritto:Non credo in una distinzione così netta tra odio e amore personalmente.
In questo caso però il discorso è un altro. Li ho proprio osservati come due cose diverse, come anche tu le ritieni. Il punto è proprio questo...perchè una è soggetta a maggior repressione, date le sue caratteristiche ( differenti appunto) e non l'altra? BeautyfulSuina


Se permetti della questione innamorati-litiganti ne parliamo un attimo poi. Idem stima.



@Leda ha scritto:L'angoscia nasce dallo sgomento dinanzi alla vanità della vita.


Ah, ciao!

Vedi il profilo dell'utente
7
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Leda ha scritto:L'angoscia nasce dallo sgomento dinanzi alla vanità della vita.

Mostruosamente vero.
Il vecchio Jung, che credeva esistessero anche "pulsioni dell'Io", ti direbbe che si tratta di uno svuotamento dell'io appunto dovuto al mancato appagamento da parte della realtà di bisogni fondamentali o ad un incapacita dell'io di trarre dalla realtà l'appagamento per i propri bisogni. Su questo però è ferrato Devil, non io.
Io, Ninfetta, ti dico solo basandomi sul mio vissuto che avverto la medesima cosa e la chiamo Assurdo. Non mi ferisce tanto il male quanto il non senso di tante cose. Non c'è un senso ne in un amore che inizia ne in uno che finisce, nel successo di uno e nel fallimento di un altro, nella morte... questa è la realtà. Se sei in uno stato di grazia, non è una cosa a cui pensi e per fortuna è così, perchè siamo umani. Ma dovendo scegliere nella vita, e sopratutto dovendo superare gravi dolori.... in quei casi l'assurdo è un mostro. Fa parte dell'assurdo anche il fatto che comunque resti nella vita una ricchezza impareggiabile, che fa si che la si ami perdutamente... come negli amori infelici dei romanzi russi.
La cosa più bella è quando si riesce a stringere tutto nel petto e a trasformarlo in un circo. E' come una sfida, è rabbia anche ed è l'esaltazione del vinto, il volo del tacchino. Poi però ci si affloscia.... e lì dovrebbe esserci qualcuno. Se c'è e capisce, allora forse qualcosa si può combinare...per caso e finche dura, assurdamente.


[quote="The Royal"]
Prova ad immedesimarti in situazioni dove si sono certi soggetti che ti fanno il bello davanti ed il brutto dietro e tu prima di accorgertene li stimavi come autentiche personalita' , stante quella situazione assumi iniziative personali che ti permettono di ovviare ai problemi che quelle persone creavano, credo si potrebbe arrivare a provare un sano moto di dignitoso orgoglio.

Ecco.
Lì io mi vergognerei di brutto, perchè mi farebbero sentire stupida.
Perchè gli ho mostrato ciò che sono, che per me è una cosa intima e loro la usano per deridermi.


@The Royal ha scritto:


Se permetti della questione innamorati-litiganti ne parliamo un attimo poi. Idem stima.



Certo.
A te la palla!

:ç-*:

Vedi il profilo dell'utente
8
The Royal
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:
@The Royal ha scritto: Prova ad immedesimarti in situazioni dove si sono certi soggetti che ti fanno il bello davanti ed il brutto dietro e tu prima di accorgertene li stimavi come autentiche personalita' , stante quella situazione assumi iniziative personali che ti permettono di ovviare ai problemi che quelle persone creavano, credo si potrebbe arrivare a provare un sano moto di dignitoso orgoglio.


Ecco.Lì io mi vergognerei di brutto, perchè mi farebbero sentire stupida.
Perchè gli ho mostrato ciò che sono, che per me è una cosa intima e loro la usano per deridermi.


Si, NinfaEco, solo che e poi passiamo all'altro punto,loro mi mettevano materialmente i bastoni tra le ruote ed io dovevo agire operativamente per non finire arrostito.Ma veniamo alla questione litigio amore. Perche' la violenza dell'insulto viene vista come comune e non censurabile. A mio avviso per il semplice motivo che viene concepita dalla mentalita' media , termine orribile, della societa' come un atteggiamento naturale di reazione ad un disagio momentaneo in cui si avrebbe subito un torto. Il fatto di fare invece l'amore in pubblico, anche se permettimi, io non avrei problemi ad eseguirlo con la donna di mio gradimento, ebbene viene interpretato come la ostentazione di una intimita' che potrebbe per esempio non essere compresa da un bambino, oppure viene vista come una mancanza di decoro (termine moralstico) verso coloro che non avessero voglia di assistere a quella performance. Tuttavia, e non e' qualunquismo massificato, in un momento storico come questo, vedere due persone che fanno l'amore nei luoghi che tu dici, alla fine come spettacolarita' fattuale, la cosa non colpirebbe piu' di tanto. E se vuoi proporre altre angolazioni su questa circostanza, ben vengano.


BeautyfulSuina

Vedi il profilo dell'utente
9
Contenuto sponsorizzato

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum