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Maternità e Tradizione : 'l témp de la quarantina

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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  Da un po' ho a che fare con una persona che mi racconta tantissime cose del passato di questa terra nebbiosa e contadina, in cui sono cresciuta restando sempre un po' straniera date le mie origini.
Oggi ha raccontato del témp de la quarantina. Non riguarda le donne intorno ai quaranta anche se sembrerebbe.
Il termine indica un periodi di 40 giorni successivo al parto in cui per tradizione la donna stava a letto senza fare nulla, circondata da visite e da tutti i suoi cari che si smazzavano le sue faccende, e tutte le sere le preparavano un brodo di pollo caldo.
Stupendo vero? Altro che il congedo di maternità della donna lavoratrice che abita in un monolocale in una metropoli, nell'indifferenza dei vicini che non sanno il suo nome, con la famiglia disseminata ovunque, con un marito che va in crisi appena lei gli chiede una mano ( e la risolve con una rumena) o la rifiuta per le smagliature che le sono venute sui fianchi.  Sì. Sono quella dei bei tempi andati che mando ho vissuto. Ma stiamo perdendo umanità e la prima cosa che ce ne priva è il "furto del tempo", come lo chiamo io. Il nostro tempo è breve e veloce, e quasi sempre è un tempo a termine perchè le cose mal coltivate non crescono.  È un tempo rigorosamente individuale e mai condiviso, se non nella forma dei ritmi imposti.
La seconda cosa che ce la ruba è l'assoluta preminenza dell'ego, questo essere di recente scoperto e che in pochi secoli è arrivato ad occludere la vista di molte altre cose che hanno un valore fondamentale nella vita della persona e nei rapporti umani. Se  è chiaro che la sua mortificazione provoca malessere, forse è meno chiaro che la sua assolutizzazione nullifica tutto il resto... e all'ego solitario non resta  trascinarsi una condizione di insoddisfazione delirante. Capire che siamo importanti, ma non speciali, significa capire che condividiamo il nostro essere al mondo con altri e che questi altri non sono nemici o competitors, ma persone come noi. Significa capire che se non si può avere tutto si può avere qualcosa e che quindi non dovremmo sputare su ciò che abbiamo con facilità correndo dietro a nuove cose.
Insomma significa vivere nel mondo contadino in odor di letame del  témp de la quarantina.
Non credete che se molte meno erano le depressioni post partum e molti meno gli infanticidi forse era semplicemente perchè esisteva tempo per gli altri, solidarietà e vicinanza? Se le madri di oggi sembrano imbranate, smarrite, isteriche e a volte malate, non è perchè mancano del sostegno che dovrebbero avere?
La domanda fondamentale era questa, poi quando parlo mi si dovrebbe fermare con una mazzata in testa... ma sapete...in questo momento sono sola in casa purtroppo per voi  Sorriso Scemo

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2
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
@NinfaEco ha scritto:  Da un po' ho a che fare con una persona che mi racconta tantissime cose del passato di questa terra nebbiosa e contadina, in cui sono cresciuta restando sempre un po' straniera date le mie origini.
Oggi ha raccontato del témp de la quarantina. Non riguarda le donne intorno ai quaranta anche se sembrerebbe.
Il termine indica un periodi di 40 giorni successivo al parto in cui per tradizione la donna stava a letto senza fare nulla, circondata da visite e da tutti i suoi cari che si smazzavano le sue faccende, e tutte le sere le preparavano un brodo di pollo caldo.
Stupendo vero? Altro che il congedo di maternità della donna lavoratrice che abita in un monolocale in una metropoli, nell'indifferenza dei vicini che non sanno il suo nome, con la famiglia disseminata ovunque, con un marito che va in crisi appena lei gli chiede una mano ( e la risolve con una rumena) o la rifiuta per le smagliature che le sono venute sui fianchi.  Sì. Sono quella dei bei tempi andati che mando ho vissuto. Ma stiamo perdendo umanità e la prima cosa che ce ne priva è il "furto del tempo", come lo chiamo io. Il nostro tempo è breve e veloce, e quasi sempre è un tempo a termine perchè le cose mal coltivate non crescono.  È un tempo rigorosamente individuale e mai condiviso, se non nella forma dei ritmi imposti.
La seconda cosa che ce la ruba è l'assoluta preminenza dell'ego, questo essere di recente scoperto e che in pochi secoli è arrivato ad occludere la vista di molte altre cose che hanno un valore fondamentale nella vita della persona e nei rapporti umani. Se  è chiaro che la sua mortificazione provoca malessere, forse è meno chiaro che la sua assolutizzazione nullifica tutto il resto... e all'ego solitario non resta  trascinarsi una condizione di insoddisfazione delirante. Capire che siamo importanti, ma non speciali, significa capire che condividiamo il nostro essere al mondo con altri e che questi altri non sono nemici o competitors, ma persone come noi. Significa capire che se non si può avere tutto si può avere qualcosa e che quindi non dovremmo sputare su ciò che abbiamo con facilità correndo dietro a nuove cose.
Insomma significa vivere nel mondo contadino in odor di letame del  témp de la quarantina.
Non credete che se molte meno erano le depressioni post partum e molti meno gli infanticidi forse era semplicemente perchè esisteva tempo per gli altri, solidarietà e vicinanza? Se le madri di oggi sembrano imbranate, smarrite, isteriche e a volte malate, non è perchè mancano del sostegno che dovrebbero avere?
La domanda fondamentale era questa, poi quando parlo mi si dovrebbe fermare con una mazzata in testa... ma sapete...in questo momento sono sola in casa purtroppo per voi  Sorriso Scemo
..occhio Ninfetta...sento odore di discriminazione..Passando oltre credo che ormai manca la solidarietà un po ovunque..Ma quando una donna decide di diventare mamma,è una scelta che deve fare essendo cosciente del fatto che è lei che si deve prendere cura di un figlio che lei sceglie di mettere al mondo.Non si può pretendere di fare figli (una scelta personale ed egoistica)per poi pretendere che gli altri ti aiutino a crescere tale figlio..Detto questo,e vero che un po più di solidarietà oggigiorno non guasterebbe.. sorriso 

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3
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Un conto è "chiedere aiuto" e un conto poter contare sull'appoggio degli altri, Laura.
Già interpretare il bisogno umano di supporto come voler dare pesi propri ad altri rientra nella mentalità per cui " quello che è tuo è tuo, quello che è tuo" tipica dei nostri giorni.
Perchè noi tendiamo ad interpretare certe cose in questo modo? Perchè sembra sempre che gli altri debbano rubarci qualcosa ( ad esempio spazio al nostro ego o il nostro preziosissimo tempo)?
In quest'atmosfera gli unici a cui si può chiedere tempo sono gli esperti a cui lo paghi ( con quanto ne consegue)


Non ti offendere se non condivido questo pensiero che hai scritto, mi raccomando.
Se non la pensassimo a volte diversamente sai che palle KleanaOcchiolino 

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4
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
cara ninfa, la solidarietà attecchisce in un contesto sociale fertile.
mio nonno diceva: "non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca".
cioè non si può predicare l'individualismo e pretendere, poi, una società solidale quando ci accorgiamo sulla nostra pelle che l'individualismo va bene ma solo finchè non hai bisogno di nessuno.
sai com'è......non funziona  SGHIGNAZZARE 

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5
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Hai ragione X.
Il contesto sociale è tutt'altro che fertile.
E non a caso forse la filosofia dell'ego educa a non aver bisogno di nessuno ( eccetto di un pubblico).

Tuo nonno doveva essere un figo.

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6
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
@NinfaEco ha scritto:Un conto è "chiedere aiuto" e un conto poter contare sull'appoggio degli altri, Laura.
Già interpretare il bisogno umano di supporto come voler dare pesi propri ad altri rientra nella mentalità per cui " quello che è tuo è tuo, quello che è tuo" tipica dei nostri giorni.
Perchè noi tendiamo ad interpretare certe cose in questo modo? Perchè sembra sempre che gli altri debbano rubarci qualcosa ( ad esempio spazio al nostro ego o il nostro preziosissimo tempo)?
In quest'atmosfera gli unici a cui si può chiedere tempo sono gli esperti a cui lo paghi ( con quanto ne consegue)


Non ti offendere se non condivido questo pensiero che hai scritto, mi raccomando.
Se non la pensassimo a volte diversamente sai che palle KleanaOcchiolino 
Non sono permalosa così.. Ma ho visto tante donne, che con la scusa della nuova maternità hanno dimenticato di essere donne, mogli ,e amiche, dimenticandosi persino di essere diventate mamme .Devi dare per prendere.. Contare sul' aiuto altrui non deve essere un "must"..tutto  è bello finché non diventa un obbligo.. È la mamma che deve occuparsi del bambino, per entrare in sintonia con esso.. E poi è la donna che deve creare un ponte tra il padre e il bimbo a volte. Deve sapere in anticipo che probabilmente sarà sola,e che probabilmente il grosso del lavoro sarà suo da fare. Nella vita meno ti aspetti, meno soffri quando le tue aspettative vengono infrante ..(secondo me ).Poi non capisco a che tipo di aiuto ti riferisci..una volta le done puerpere dovevano per forza stare a casa con il neonato per 40 gg(nei loro sogni...erano fortunate se erano 10 gg)..prima per poter introdurre il neonato nel mondo,e secondo perché non avevano le forze per andare a zappare la terra,o a dare da mangiare alle bestie,a mungerle,o a farle pascolare..a quel punto interveniva "la comunità"che dava una mano in casa,con il pensiero di essere in qualche maniera ricambiata in un momento di bisogno..Adesso un po ci siamo evoluti,da un certo punto di vista,da un altro noi donne ci siamo "viziate"..non abbiamo piu il campo,la casa,le bestie,5-6 se non 10 figli da crescere e seguire..adesso per un neonato andiamo in crisi e depressione,e attendiamo l'aiuto degli altri..Adesso noi giochiamo a fare le donne..le vere donne erano le nostre nonne..Noi ci lamentiamo che non abbiamo mai tempo,che siamo sole,che nessuno ci aiuta...ma scusa..chi ci ha fatto fare i figli se non facciamo altro che lamentarci?



Ultima modifica di laura18 il Ven 14 Feb 2014 - 0:42, modificato 2 volte

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7
Magonzo
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Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto: 
Stupendo vero? Altro che il congedo di maternità della donna lavoratrice che abita in un monolocale in una metropoli, nell'indifferenza dei vicini che non sanno il suo nome, con la famiglia disseminata ovunque, con un marito che va in crisi appena lei gli chiede una mano ( e la risolve con una rumena) o la rifiuta per le smagliature che le sono venute sui fianchi.  Sì. Sono quella dei bei tempi andati che mando ho vissuto.
appunto:
io i racconti delle donne contadine, alfabetizzate e coscienti me li ricordo, e la realtà che descrivevano non era affatto rosea; magari c'era la comprensibile nostalgia per una gioventù brevissima, ma questi pensieri che culli te li puoi permettere perché nessun marito ti comanda, hai potuto studiare e non ti devi spaccare la schiena sotto il sole e la pioggia dall'alba al tramonto;

non mi ricordo chi fosse a raccontare, una personalità celebre, figlio di mondina: la madre si allontanò in un prato per partorirlo e mezz'ora dopo tornò a lavorare; altro che brodino di pollo ! i contadini benestanti, forse...

Insomma significa vivere nel mondo contadino in odor di letame del  témp de la quarantina.
Non credete che se molte meno erano le depressioni post partum e molti meno gli infanticidi forse era semplicemente perchè esisteva tempo per gli altri, solidarietà e vicinanza?
no;
c'erano tante altre tragedie, umiliazioni e oppressioni semplicemente ignorate, cattiverie terribili e sfruttamento, meschinità atroci maturate i un ambiente imbarbarito e privo di umanità, di cui potrei raccontarti in dettaglio; altro che solidarietà...

Se le madri di oggi sembrano imbranate, smarrite, isteriche e a volte malate, non è perchè mancano del sostegno che dovrebbero avere?
La domanda fondamentale era questa, poi quando parlo mi si dovrebbe fermare con una mazzata in testa... ma sapete...in questo momento sono sola in casa purtroppo per voi  Sorriso Scemo
la differenza è che l'istruzione solleva pensieri e dubbi, e la libertà la capacità di manifestarli;
è un onere e una responsabilità, e il vero minus della nostra epoca è che spesso cultura e libertà sono considerati accessori incorporati alla nascita e ovvii, e sputare nel piatto della modernità è la vera debolezza del nostro tempo;

gua', io ripristinerei la naja obbligatoria, per entrambi i sessi: un annetto in culo a Tresaghis o Macomer, o ancora meglio in una bella città che però non ti puoi godere; un anno di vita, e della migliore, espropriato e perduto a non fare un cazzo, ozio senza riposo, così, per dispetto, come nei bei tempi andati;

sono sicuro che le nostalgie di cose sconosciute del passato passerebbero nel quarto d'ora che precede il rientro dalla prima libera uscita.

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FUCKTOTUM
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Poi arrivarono i comunisti, introdussero la supercazzola d'antani e vissero tutti felici e contenti

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Magonzo
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@FUCKTOTUM ha scritto:Poi arrivarono i comunisti, introdussero la supercazzola d'antani e vissero tutti felici e contenti
no, quella era solo la risposta speculare a questo:



Sorriso Scemo

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FUCKTOTUM
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E no ciccio, se la bindi è di sinistra quella è la tua parrocchia.
La mia, semmai, è questa!


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laura18

Viandante Mitico
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@FUCKTOTUM ha scritto:Poi arrivarono i comunisti, introdussero la supercazzola d'antani e vissero tutti felici e contenti
 scratch ..non sei un po' out?che c'entrano i comunisti mò con la maternità? CrigriOffTopic

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FUCKTOTUM
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Con la maternitá (quasi) nulla, col conte Mascetti, in arte Magonzo (quasi) assai.

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13
laura18

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@FUCKTOTUM ha scritto:Con la maternitá (quasi) nulla, col conte Mascetti, in arte Magonzo (quasi) assai.
..si ma in questo caso ha ragione secondo me...poi comunque sei  CrigriOffTopic ... YES 

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FUCKTOTUM
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E mi sculacci?  baby 

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15
laura18

Viandante Mitico
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@FUCKTOTUM ha scritto:E mi sculacci?  baby 
..stavolta ti metto solo in castigo nell'angolo della vergogna...niente sculacciate(sporcaccione) Linguino 

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An Boum
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Ninfa è fortunata perchè è riuscita a capire in quale stato di bisogno sia, in genere, una puerpera, pur non avendolo provato direttamente. La storia della contadina che partorisce e va a coltivare i campi sarà anche stata vera ma di certo un'eccezione. Può capitare che ci siano dei parti tranquilli con un minimo di dispendio di energie fisiche ed una mamma subito attiva ed in forze e dei bimbi che mangiano e dormono. Possono capitare parti traumatici con ingenti perdite di sangue e bambini che non ti lasciano andare neanche in bagno.

Ho a che fare con una gatta incinta in questo momento, per la seconda volta.
Mancano pochi giorni al parto e lei mangia tantissimo proprio perchè, i primi giorni dopo il parto, li passa ininterrottamente coi neonati, senza cibarsi (a meno che non trovi degli umani che glielo mettano a disposizione) e la gatta non deve lavare, magari lavare altri bambini di un anno, cucinare etc.

Ninfa e soprattutto Laura, programmatevi una quarantina nei minimi particolari nel caso aspettiate un bambino  Sorriso Scemo

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17
Cielo
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@NinfaEco ha scritto: 
Non credete che se molte meno erano le depressioni post partum e molti meno gli infanticidi forse era semplicemente perchè esisteva tempo per gli altri, solidarietà e vicinanza? Se le madri di oggi sembrano imbranate, smarrite, isteriche e a volte malate, non è perchè mancano del sostegno che dovrebbero avere?
La domanda fondamentale era questa, poi quando parlo mi si dovrebbe fermare con una mazzata in testa... ma sapete...in questo momento sono sola in casa purtroppo per voi  Sorriso Scemo
Si, credo che una volta ci fossero più solidarietà e vicinanza in tante cose, non solo nella maternità!!!
Secondo me le madri di oggi hanno poco sostegno per quello che vogliono/devono fare oltre alle madri! Forse se potessero/volessero fare solo le madri e mantenessero l'autorità che aveva una volta il genitore, sarebbe tutto un pò più semplice! Intendo dire che buona parte delle mamme oggi lavora anche fuori casa per cui deve trovare il modo di sistemare i figli il cui peso spesso ricade sulle spalle dei nonni, per come è impostata la società odierna le mamme avrebbero bisogno più che di sostegno morale di sostegno materiale cioè di asili dove i figli possano essere accuditi ed educati. Fermo restando che, a mio modesto parere,sarebbe più giusto ritornare ai tempi della mamma casalinga che ha tutto il tempo necesssario per accudire ed educare i figli.

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18
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
FragolinaBoumBum ha scritto:Ninfa è fortunata perchè è riuscita a capire in quale stato di bisogno sia, in genere, una puerpera, pur non avendolo provato direttamente. La storia della contadina che partorisce e va a coltivare i campi sarà anche stata vera ma di certo un'eccezione. Può capitare che ci siano dei parti tranquilli con un minimo di dispendio di energie fisiche ed una mamma subito attiva ed in forze e dei bimbi che mangiano e dormono. Possono capitare parti traumatici con ingenti perdite di sangue e bambini che non ti lasciano andare neanche in bagno.

Ho a che fare con una gatta incinta in questo momento, per la seconda volta.
Mancano pochi giorni al parto e lei mangia tantissimo proprio perchè, i primi giorni dopo il parto, li passa ininterrottamente coi neonati, senza cibarsi (a meno che non trovi degli umani che glielo mettano a disposizione) e la gatta non deve lavare, magari lavare altri bambini di un anno, cucinare etc.

Ninfa e soprattutto Laura, programmatevi una quarantina nei minimi particolari nel caso aspettiate un bambino  Sorriso Scemo
..per adesso nessun pericolo in vista..ma non ho il minimo dubbio che anche se cosi fosse ,come ho fatto fino adesso a tirare avanti senza la "comunità"..non avrei nessun tipo di problemi nel farlo in quel periodo li..Sta tutto nella nostra mente..

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19
efua
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Viandante Residente
Viandante Residente
Sono mamma da poco e la cosa di cui meno avevo e ho tuttora bisogno e' l'aiuto della comunita', tant'e' che ho partorito altrove, con il solo padre della piccola con me/noi.
Il brodo di pollo -come nella migliore tradizione- "per far scendere" il latte me lo sono fatta da me.
Le comunita' che ti tenevano 40 gg a riposo erano le stesse che ti additavano come una che non fa figli nella malaugurata ipotesi che eredi non ne arrivavano.
Quello che manca oggi alle mamme sono la flessibilita' negli orari, strutture adeguate per accogliere i piccoli, tutto cio' che semplifica un po' la vita del complesso madre-bambino.
Ovviamente in Italia siamo rimasti al brodo di pollo, che per la precisione deve essere di gallina.

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20
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Congratulazioni neomamma.
*_^

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21
vanth
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Viandante Storico
Viandante Storico
@efua ha scritto:Sono mamma da poco e la cosa di cui meno avevo e ho tuttora bisogno e' l'aiuto della comunita', tant'e' che ho partorito altrove, con il solo padre della piccola con me/noi.
Il brodo di pollo -come nella migliore tradizione- "per far scendere" il latte me lo sono fatta da me.
Le comunita' che ti tenevano 40 gg a riposo erano le stesse che ti additavano come una che non fa figli nella malaugurata ipotesi che eredi non ne arrivavano.
Quello che manca oggi alle mamme sono la flessibilita' negli orari, strutture adeguate per accogliere i piccoli, tutto cio' che semplifica un po' la vita del complesso madre-bambino.
Ovviamente in Italia siamo rimasti al brodo di pollo, che per la precisione deve essere di gallina.



brodo di gallina ?   
altro che depressione... vomito 







tanti auguri a te e al piccolo  sorriso 




p.s.
ma non era la birra  "a far latte" ?

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22
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
p.s.
ma non era la birra  "a far latte" ? ...anche..birra ,arrosti,zuppe ,balle più ne hai e più ne metti...per quello che gran parte delle neo mamme sotto gli occhi vigili della"comunità",invece di perdere il peso accumulato durante la gravidanza,ne aggiungono altro, e poi sono depresse.. SGHIGNAZZARE

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