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Il sol dell'avvenire

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Al di là dei crimini individuali, dei singoli massacri legati a circostanze particolari, i regimi comunisti, per consolidare il loro potere, hanno fatto del crimine di massa un autentico sistema di governo. E' vero che in un arco di tempo variabile - che va da pochi anni nell'Europa dell'Est a parecchi decenni nell'URSS e in Cina - il terrore si è affievolito e i regimi si sono stabilizzati su una gestione della repressione nel quotidiano, mediante la censura di tutti i mezzi di comunicazione, il controllo delle frontiere, l'espulsione dei dissidenti. Ma la «memoria del terrore» ha continuato ad assicurare la credibilità, e quindi l'efficacia, della minaccia repressiva. Nessuna delle esperienze comuniste che hanno conosciuto una certa popolarità in Occidente è sfuggita a questa legge: né la Cina del Grande timoniere né la Corea di Kim Il Sung né il Vietnam del «gentile zio Ho» o la Cuba del pirotecnico Fidel, affiancato da Che Guevara il puro, senza dimenticare l'Etiopia di Menghistu, l'Angola di Neto e l'Afghanistan di Najibullah.

Abbiamo, quindi, preso in considerazione soltanto i crimini contro le persone, che costituiscono l'essenza del fenomeno del terrore e che si possono ricondurre a uno schema comune, anche se ciascun regime ha la sua propensione per una particolare pratica. Possiamo, tuttavia, fornire un primo bilancio in cifre, che, pur essendo ancora largamente approssimativo e necessitando di lunghe precisazioni, riteniamo possa dare un'idea della portata del fenomeno, facendone toccare con mano la gravità:

- URSS, 20 milioni di morti,
- Cina, 65 milioni di morti,
- Vietnam, un milione di morti,
- Corea del Nord, 2 milioni di morti,
- Cambogia, 2 milioni di morti,
- Europa dell'Est, un milione di morti,
- America Latina, 150 mila morti,
- Africa, un milione 700 mila morti,
- Afghanistan, un milione 500 mila morti,
- movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10 mila morti.


Il totale si avvicina ai 100 milioni di morti. Questo elenco di cifre nasconde situazioni molto diverse tra loro. In termini relativi, la palma va incontestabilmente alla Cambogia, dove Pol Pot, in tre anni e mezzo, è riuscito a uccidere nel modo più atroce - carestia generalizzata e tortura - circa un quarto della popolazione. L'esperienza maoista colpisce, invece, per l'ampiezza delle masse coinvolte, mentre la Russia leninista e stalinista fa gelare il sangue per il suo carattere sperimentale, ma perfettamente calcolato, logico, politico.

I regimi comunisti hanno operato «in nome di uno Stato che praticava una politica di egemonia ideologica». E proprio in nome di una dottrina, fondamento logico e necessario del sistema, vennero massacrate decine di milioni di persone innocenti a cui non si poteva rimproverare nessun atto particolare, a meno che non si riconosca come crimine il fatto di essere nobile, borghese, kulak, ucraino e persino operaio o... membro del Partito comunista. L'intolleranza attiva faceva parte del programma messo in atto. Non è stato forse il massimo dirigente dei sindacati sovietici, Tomskij, a dichiarare il 13 novembre 1927, su «Trud»: «Nel nostro paese possono esistere anche altri partiti. Ma un principio fondamentale ci distingue dall'Occidente; si immagini una simile situazione: un partito comanda e tutti gli altri sono in prigione».

In un libro pubblicato a Berlino nel 1924, intitolato "La Terreur rouge en Russie", lo storico russo, e socialista, Sergej Mel'gunov, citava Lacis, uno dei primi capi della Ceka (la polizia politica sovietica) che, il primo novembre 1918, diede queste direttive ai suoi sgherri:
"Noi non facciamo la guerra contro singole persone. Noi sterminiamo la borghesia come classe. Nelle indagini non cercate documenti e prove su ciò che l'accusato ha fatto, in atti e parole, contro l'autorità sovietica. Chiedetegli subito a che classe appartiene, quali sono le sue origini, la sua educazione, la sua istruzione e la sua professione".

Fin dal principio Lenin e i suoi compagni si sono inquadrati in una guerra di classe spietata, in cui l'avversario politico e ideologico e persino la popolazione renitente erano considerati, e trattati, alla stregua di nemici e dovevano essere sterminati. I bolscevichi hanno deciso di eliminare, sia legalmente sia fisicamente, qualsiasi opposizione o resistenza, anche passiva, al loro potere egemonico, non soltanto quando quest'ultima era prerogativa di gruppi di oppositori politici, ma anche quando era guidata da gruppi sociali in quanto tali - la nobiltà, la borghesia, l'intellighenzia, la Chiesa eccetera, e categorie professionali (gli ufficiali, le guardie...) -, e questa eliminazione ha spesso assunto la dimensione del genocidio. Fin dal 1920 la «decosacchizzazione» corrisponde ampiamente alla definizione di genocidio: un'intera popolazione a forte base territoriale, i cosacchi, veniva sterminata in quanto tale, gli uomini venivano fucilati, le donne, i vecchi e i bambini deportati, i paesi rasi al suolo o consegnati a nuovi occupanti non cosacchi. Lenin assimilava i cosacchi alla Vandea durante la Rivoluzione francese e proponeva di applicare al loro caso il trattamento che Gracchus Babeuf, l'«inventore» del comunismo moderno, aveva definito fin dal 1795 «popolicidio».

La «dekulakizzazione» del 1930-1932 fu la ripresa su ampia scala della decosacchizzazione: questa volta, però, fu rivendicata da Stalin, la cui parola d'ordine ufficiale, strombazzata dalla propaganda di regime, era «sterminare i kulak in quanto classe». I kulak che resistevano alla collettivizzazione furono fucilati, gli altri deportati con donne, vecchi e bambini. Certo non furono tutti eliminati direttamente, ma il lavoro forzato al quale vennero sottoposti, in zone non dissodate della Siberia e del Grande Nord, lasciò loro poche possibilità di sopravvivenza. Centinaia di migliaia di persone persero la vita, ma il numero esatto delle vittime non si conosce ancora. La grande carestia ucraina del 1932-1933, legata alla resistenza delle popolazioni rurali alla collettivizzazione forzata, provocò in pochi mesi la morte di 6 milioni di persone. In questo caso, il genocidio «di classe» si confonde con il genocidio «di razza»: la morte per stenti del bambino di un kulak ucraino deliberatamente ridotto alla fame dal regime stalinista «vale» la morte per stenti di un bambino ebreo del ghetto di Varsavia ridotto alla fame dal regime nazista. Questa constatazione non rimette affatto in discussione la singolarità di Auschwitz: la mobilitazione delle risorse tecniche più moderne e l'attuazione di un vero e proprio processo industriale (la costruzione di una «fabbrica di sterminio»), l'uso dei gas e dei forni crematori, ma sottolinea una particolarità di molti regimi comunisti: l'uso sistematico dell'arma della fame. Il regime tende a controllare completamente le riserve alimentari e, con un sistema di razionamento talvolta molto sofisticato, le ridistribuisce in funzione del merito o del demerito degli uni o degli altri. Questa pratica può provocare immani carestie. Facciamo notare che, dopo il 1918, soltanto i paesi comunisti hanno conosciuto carestie tali da causare la morte di centinaia di migliaia, se non di milioni, di uomini. Ancora nell'ultimo decennio due dei paesi dell'Africa che si rifacevano al marxismo-leninismo, l'Etiopia e il Mozambico, sono stati vittime di queste micidiali carestie.

E' possibile fare un primo bilancio globale di questi crimini:
- fucilazione di decine di migliaia di ostaggi o di persone imprigionate senza essere state sottoposte a giudizio e massacro di
centinaia di migliaia di operai e di contadini insorti fra il 1918 e il 1922;
- carestia del 1922, che ha provocato la morte di 5 milioni di persone;
- deportazione ed eliminazione dei cosacchi del Don nel 1920;
- assassinio di decine di migliaia di persone nei campi di concentramento fra il 1918 e il 1930;
- eliminazione di quasi 690 mila persone durante la Grande purga del 1937-1938;
- deportazione di 2 milioni di kulak (o presunti tali) nel 1930-1932;
- sterminio di 6 milioni di ucraini nel 1932-1933 per carestia indotta e non soccorsa;
- deportazione di centinaia di migliaia di polacchi, ucraini, baltici, moldavi e bessarabi nel 1939-1941, poi nuovamente nel 1944-1945;
- deportazione dei tedeschi del Volga nel 1941;
- deportazione-abbandono dei tatari della Crimea nel 1943:
- deportazione-abbandono dei ceceni nel 1944;
- deportazione-abbandono degli ingusceti nel 1944;
- deportazione-eliminazione delle popolazioni urbane della Cambogia fra il 1975 e il 1978;
- lento sterminio dei tibetani per mano dei cinesi dal 1950 eccetera.


La lista dei crimini del leninismo e dello stalinismo, spesso riprodotti in modo quasi identico dai regimi di Mao Zedong, Kim Il Sung e Pol Pot, potrebbe essere estesa all'infinito.



Ultima modifica di xmanx il Gio 23 Gen 2014 - 16:59, modificato 1 volta

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paolo iovine
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tutta invidia.

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xmanx
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Oltre alla questione della responsabilità diretta dei comunisti al potere si pone anche quella della complicità. Il Codice penale canadese, rimaneggiato nel 1987, all'articolo 7 (3.77) considera che si incorre nel crimine contro l'umanità nei casi di tentativo, complicità, consiglio, aiuto, "incoraggiamento o complicità di fatto". Sono parimenti assimilati agli atti di crimine contro l'umanità - articolo 7 (3.76) - «il tentativo, il complotto, "la complicità dopo il fatto" [corsivo dell'Autore], il consiglio, l'aiuto o l'incoraggiamento riguardante il fatto stesso». Ora, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, i comunisti di tutto il mondo e molte altre persone hanno applaudito la politica di Lenin e poi quella di Stalin. Centinaia di migliaia di uomini si sono arruolate nelle file dell'Internazionale comunista delle sezioni locali del «partito mondiale della rivoluzione». Negli anni Cinquanta-Settanta altre centinaia di migliaia di uomini hanno incensato il Grande timoniere della Rivoluzione cinese e hanno tessuto le lodi del Grande balzo in avanti della Rivoluzione culturale. Per giungere a tempi ancora più recenti, l'ascesa al potere di Pol Pot è stata salutata da un diffuso entusiasmo. Molti risponderanno che «non sapevano». Ed è vero che non era sempre facile sapere, poiché i regimi comunisti avevano fatto del segreto uno dei loro mezzi di difesa preferiti. Ma, spesso, quest'ignoranza era solo il risultato di una cecità dovuta alla fede militante: fin dagli anni Quaranta e Cinquanta, infatti, molti accadimenti erano noti e inconfutabili. E se molti di questi incensatori hanno oggi abbandonato i loro idoli di ieri, lo hanno fatto nel silenzio e nella discrezione. Ma che cosa si deve pensare dell'amoralismo innato di chi abbandona nel segreto del proprio animo un impegno pubblico senza trarne la debita lezione?

Joseph Berger, un ex dirigente del Comintern che è stato «purgato» e ha conosciuto il campo di concentramento, cita la lettera scrittagli da una ex deportata in un gulag, che rimase membro del Partito dopo avere riconquistato la libertà:

"I comunisti della mia generazione hanno accettato l'autorità di Stalin. Hanno approvato i suoi crimini. Ciò è vero non soltanto per i comunisti sovietici ma anche per quelli del resto del mondo e questa macchia ci bolla individualmente e collettivamente. Possiamo cancellarla soltanto facendo in modo che non accada mai più nulla di simile. Che cosa è successo? Avevamo perso il senno o adesso siamo dei traditori del comunismo? La verità è che tutti, compresi quanti erano più vicini a Stalin, abbiamo fatto dei crimini il contrario di quello che erano. Li abbiamo cioè considerati importanti contributi alla vittoria del socialismo. Abbiamo creduto che tutto ciò che consolidava la potenza politica del Partito comunista in Unione Sovietica e nel mondo fosse una vittoria per il socialismo. Non abbiamo mai considerato che all'interno del comunismo potesse esserci conflitto fra la politica e l'etica".

Il terrore nazista ha impressionato per tre motivi. Innanzi tutto perché ha toccato direttamente gli europei. In secondo luogo perché, in seguito alla sconfitta del nazismo e al processo di Norimberga ai suoi dirigenti, i suoi crimini sono stati ufficialmente designati e stigmatizzati come tali. Infine, la rivelazione del genocidio degli ebrei ha sconvolto le coscienze per il suo carattere apparentemente irrazionale, la sua dimensione razzista e la radicalità del crimine. Non è nostra intenzione istituire in questa sede chissà quale macabra aritmetica comparativa, né tenere una contabilità rigorosa dell'orrore o stabilire una gerarchia della crudeltà. Ma i fatti parlano chiaro e mostrano che i crimini commessi dai regimi comunisti riguardano circa 100 milioni di persone, contro i circa 25 milioni di vittime del nazismo. Questa semplice constatazione deve quantomeno indurre a riflettere sulla somiglianza fra il regime che a partire dal 1945 venne considerato il più criminale del secolo e un sistema comunista che ha conservato fino al 1991 piena legittimità internazionale, e che a tutt'oggi è al potere in alcuni paesi e continua ad avere sostenitori in tutto il mondo. E anche se molti partiti comunisti hanno tardivamente riconosciuto i crimini dello stalinismo, nella maggior parte dei casi non hanno abbandonato i principi di Lenin e non si interrogano troppo sul loro coinvolgimento nel fenomeno del Terrore.

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
ora ti dirò una cosa che non sai.
Una delle tante, tra l'altro.
Lo sapevi che i nazisti ed i russi erano amici/alleati?
Sai che i nazisti hanno fatto i campi di concentramento su istruzioni russe, che già erano esperti in massacri?

beh, se non lo sapevi ora lo sai.
Quello che però non capirai mai, bacato e con i paraocchi come sei, è che non c'è nessuno in questo forum che non ammette e sa queste cose. Ed alcuni (sempre di questo forum) non hanno neanche bisogno di fare copiaincolla o di fare ricerche, perchè hanno studiato. Ma studiato davvero, non come fai tu che, pensando di studiare, ti fai una cultura da settimana enigmistica.
Studiare significa anche guardare i fatti storici in correlazione con altri, non isolati.
E neanche travisarli come fai tu, pirla di un pirlino.

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
oh, i canadesi, quelli che hanno massacrato gli indiani. Ed erano inermi pure loro.

Non esiste un popolo che non ha compiuto massacri.

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FUCKTOTUM
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Viandante Storico
Viandante Storico
eh si, perchè adesso i compagni sono un popolo  facepalm 

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Zadig
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e chi cazzo ha detto questo?

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Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Zadig ha scritto: ti fai una cultura da settimana enigmistica.

Xmanx ha una cultura da settimana enigmistica?
Non la comprerò mai mai mai più.

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Magonzo
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Viandante Storico
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@xmanx ha scritto:Il terrore nazista ha impressionato per tre motivi. Innanzi tutto perché ha toccato direttamente gli europei. In secondo luogo perché, in seguito alla sconfitta del nazismo e al processo di Norimberga ai suoi dirigenti, i suoi crimini sono stati ufficialmente designati e stigmatizzati come tali. Infine, la rivelazione del genocidio degli ebrei ha sconvolto le coscienze per il suo carattere apparentemente irrazionale, la sua dimensione razzista e la radicalità del crimine.
se fai questa comparazione, però, non ti deve sfuggire un dato qualitativo essenziale:

nell'ideologia nazista il crimine è iscritto in modo essenziale e necessario, perché postula un destino per nascita, appunto necessario, non frutto del libero arbitrio; è questo dato qualitativo che la rende incompatibile con gli ordinamenti delle democrazie liberali anche solo in termini di cittadinanza politica;

al contrario, il comunismo di per sé, nonostante sia un'ideologia che postula il sovvertimento dell'ordine democratico, raramente è stato messo al bando come identità politica nelle democrazie liberali, proprio perché manca in grande misura l'elemento intrinsecamente criminale;
se Paolo Ferrero, un devoto cristiano riformato valdese, si dice "comunista", non implica affatto che voglia creare dei gulag;
ma se uno si dice "nazista", non avrebbe alcun senso che tale definizione prescinda dall'ideologia razzista e anti-egualitaria per condizione di nascita;
che è il motivo per cui generalmente nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista;

questa distinzione diventa rilevante per comprendere le cause dei crimini che descrivi: infatti, quando a proposito del Nazismo dici perché ha toccato direttamente gli europei, fai emergere il contrasto tra cultura e prassi umanistica che l'Europa ha assimilato, e ideologia nazista;
la matrice "orientale" del comunismo reale implica che quell'ideologia è stata assunta in paesi e culture politiche già di per sé in origine estranee all'umanesimo democratico e alle sue prassi, e che comunque non avevano mai conosciuto la democrazia;
in Russia e satelliti, Ucraina, Bielorussia, ecc., anche dopo la fine del comunismo non si può dire che le prassi politiche siano diverse da quelle del regime;
evidentemente quelle prescindono dall'ideologia, perché dipendono dalla cultura politica, dai modelli di autorità, ecc...

perciò, oltre ai crimini che elenchi tu, il vero scandalo del comunismo secondo me è stato la capacità di ottundere lo spirito critico di quelli che in Occidente ci hanno creduto e soprattutto hanno negato a se stessi ciò che sarebbe stato evidente, volendo vedere, e in questo atteggiamento tutto europeo si ritrovano l'ipocrisia e il cinismo dell'uomo qualunque tedesco durante il nazismo, forse con l'attenuante di un'ideologia egualitaria, ma certamente senza quella del terrore.

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FUCKTOTUM
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Viandante Storico
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@Magonzo ha scritto:nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista

vedasi l'Ammerica... SGHIGNAZZARE 

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Nel 1956, all'indomani dell'invasione dei carri armati sovietici a Budapest, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il Partito Comunista Italiano, mentre "l'Unità" definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, Giorgio Napolitano si profondeva in elogi ai sovietici. L'Unione Sovietica, infatti, secondo lui, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»...

Il PCI si oppose da sempre alla creazione della Comunità europea:
- si oppose nel 1951 quando venne firmato il trattato di Parigi che istituisce la Cimunità Europea del Carbone e dell'Accaiaio
- si oppose nel 1957 quando nacque il Mercato Comune Europeo
- si oppose nel 1978 quando venne creato il Sistema Monetario Europeo

Il 13 dicembre 1978 Giorgio Napolitano parlava nell'aula del Parlamento a nome del PCI e dichiarava il voto contrario del PCI all'ingresso nello SME.
Salvo poi, oggi, aver fatto di tutto per consegnare l'Italia nelle mani della massoneria finanziaria nordeuropea.

15 marzo 1949: in merito alla discussione in parlamento circa l'adesione dell'Italia alla NATO, Giolitti (PCI) ha sottolineato "il carattere aggressivo del Patto Atlantico, sviluppo conseguente dell apolitica antisovietica costantemente perseguita dagli Stati Uniti".
Lo stesso giorno Togliatti, confermando la contrarietà alla NATO, ha dichiarato: "se i comunisti mancassero ai loro doveri di solidarietà verso i lavoratori sovietici, sarebbero dei traditori...noi non siamo le truppe di copertura; noi siamo la classe operaia italiana e vogliamo essere uniti in un fronte e in un'azione comune contro tutti coloro che vogliono minacciare la pace. In nome di tutti costoro noi diciamo "no" al Patto Atlantico, "no" alla vostra politica aggressiva contro l'Unione Sovietica (di Stalin), "no" agli intrighi imperialisti e compiremo tutto quanto è possibile per far fallire questa vostra politica".

Nel 1979 la NATO decideva di installare missili nucleari in cinque paesi europei, tra cui l'Italia, in risposta all'installazione dei missili sovietici SS 20. Il PCI si oppose.

Tutte le azioni politiche del PCI hanno sempre dimostrato un sostegno organico e ideologico all'Unione Sovietica e alla sua politica crimininale, assassina e genocida.
Eppure, chissà perchè, oggi nessuno parla dei crimini e dei criminali comunisti e dei loro alleati e complici....alcuni dei quali ancora oggi fanno parte della vita politica italiana.
A cominciare da Giorgio Napolitano, ovviamente.
Mentre tutti conoscono a menadito, chissà perchè, i presunti crimini degli americani e della chiesa cattolica.

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Zadig
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@Magonzo ha scritto:
@xmanx ha scritto:Il terrore nazista ha impressionato per tre motivi. Innanzi tutto perché ha toccato direttamente gli europei. In secondo luogo perché, in seguito alla sconfitta del nazismo e al processo di Norimberga ai suoi dirigenti, i suoi crimini sono stati ufficialmente designati e stigmatizzati come tali. Infine, la rivelazione del genocidio degli ebrei ha sconvolto le coscienze per il suo carattere apparentemente irrazionale, la sua dimensione razzista e la radicalità del crimine.
se fai questa comparazione, però, non ti deve sfuggire un dato qualitativo essenziale:

nell'ideologia nazista il crimine è iscritto in modo essenziale e necessario, perché postula un destino per nascita, appunto necessario, non frutto del libero arbitrio; è questo dato qualitativo che la rende incompatibile con gli ordinamenti delle democrazie liberali anche solo in termini di cittadinanza politica;

al contrario, il comunismo di per sé, nonostante sia un'ideologia che postula il sovvertimento dell'ordine democratico, raramente è stato messo al bando come identità politica nelle democrazie liberali, proprio perché manca in grande misura l'elemento intrinsecamente criminale;
se Paolo Ferrero, un devoto cristiano riformato valdese, si dice "comunista", non implica affatto che voglia creare dei gulag;
ma se uno si dice "nazista", non avrebbe alcun senso che tale definizione prescinda dall'ideologia razzista e anti-egualitaria per condizione di nascita;
che è il motivo per cui generalmente nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista;

questa distinzione diventa rilevante per comprendere le cause dei crimini che descrivi:  infatti, quando a proposito del Nazismo dici perché ha toccato direttamente gli europei, fai emergere il contrasto tra cultura e prassi umanistica che l'Europa ha assimilato, e ideologia nazista;
la matrice "orientale" del comunismo reale implica che quell'ideologia è stata assunta in paesi e culture politiche già di per sé in origine estranee all'umanesimo democratico e alle sue prassi, e che comunque non avevano mai conosciuto la democrazia;
in Russia e satelliti, Ucraina, Bielorussia, ecc., anche dopo la fine del comunismo non si può dire che le prassi politiche siano diverse da quelle del regime;
evidentemente quelle prescindono dall'ideologia, perché dipendono dalla cultura politica, dai modelli di autorità, ecc...

perciò, oltre ai crimini che elenchi tu, il vero scandalo del comunismo secondo me è stato la capacità di ottundere lo spirito critico di quelli che in Occidente ci hanno creduto e soprattutto hanno negato a se stessi ciò che sarebbe stato evidente, volendo vedere, e in questo atteggiamento tutto europeo si ritrovano l'ipocrisia e il cinismo dell'uomo qualunque tedesco durante il nazismo, forse con l'attenuante di un'ideologia egualitaria, ma certamente senza quella del terrore.  
a te, invece, non deve sfuggire che ogni singola frase postata da pirlino è frutto di copiaincolla, preso dove gli fa comodo. E, se non trova quello che gli fa comodo, omette le parti "scomode" dal copiaincolla.
A lui non frega un cazzo di essere obiettivo, non ci hai fatto caso?

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13
Magonzo
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Viandante Storico
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@FUCKTOTUM ha scritto:
@Magonzo ha scritto:nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista

vedasi l'Ammerica... SGHIGNAZZARE 
bravo, citala tutta: davanti c'era un "generalmente"; secondo te, perché ? Sorriso Scemo

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14
Zadig
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Viandante Ad Honorem
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@FUCKTOTUM ha scritto:
@Magonzo ha scritto:nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista

vedasi l'Ammerica... SGHIGNAZZARE 
qui devo darti ragione: poco importante è a quale partito dichiari di appartenere: la differenza la fa come applichi il manifesto del tuo partito.
Ad esempio io gli Israeliani li vedo come un partito di destra. Estrema destra.

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15
xmanx
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Viandante Ad Honorem
A questo proposito non si può non rilevare con un certo stupore un forte contrasto. I vincitori del 1945 hanno legittimamente fatto del crimine, e in particolare del genocidio degli ebrei, il fulcro della loro condanna del nazismo. Numerosi studiosi di tutto il mondo lavorano da decenni su quest'argomento, a cui sono state dedicate decine di libri e decine di film, alcuni dei quali famosissimi: su registri alquanto diversi, "Notte e nebbia" e "Olocausto", "La scelta di Sophie" e "Schindler's List". Raul Hilberg, per fare un solo nome, ha incentrato la sua opera principale sulla minuziosa descrizione delle modalità di eliminazione degli ebrei nel Terzo Reich.

Ma sul tema dei crimini comunisti non esistono studi di questo tipo. Mentre i nomi di Himmler o di Eichmann sono noti in tutto il mondo come simboli della barbarie contemporanea, quelli di Dzerzinskij, di Jagoda o di Ezov sono ignorati dai più. E per Lenin, Mao, Ho Chi Minh, e persino per Stalin, si continua ad avere un sorprendente rispetto. La lotteria di Stato francese ha addirittura commesso la leggerezza di sfruttare l'immagine di Stalin e di Mao per una delle sue campagne pubblicitarie! A chi sarebbe mai venuto in mente di usare Hitler o Goebbels per una simile operazione?

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
cvd: l'idiota di pirlino non sa proprio un cazzo.
E quello che copiaincolla nemmeno lo sa interpretare, se non come gli fa comodo.
Non sa nemmeno che la storia la scrive chi vince, è sempre stato così.
Povero idiotello.

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17
FUCKTOTUM
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Magonzo ha scritto:
@FUCKTOTUM ha scritto:
@Magonzo ha scritto:nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista

vedasi l'Ammerica... SGHIGNAZZARE 
bravo, citala tutta: davanti c'era un "generalmente"; secondo te, perché ?  Sorriso Scemo

Mbè? E' il metodo Repubblica cojo dove mi fa comodo coje sorriso 

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18
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
è anche il metodo pirlman.

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19
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Cavolo X..con tutto il tuo "impressionante"bagaglio di conoscenza...mi stupisco quanto tu sia confuso e contorto.. facepalm 

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20
laura18

Viandante Mitico
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@Zadig ha scritto:
@FUCKTOTUM ha scritto:
@Magonzo ha scritto:nelle democrazie liberali dell'Occidente è consentito fondare un partito comunista, ma non uno nazista

vedasi l'Ammerica... SGHIGNAZZARE 
qui devo darti ragione: poco importante è a quale partito dichiari di appartenere: la differenza la fa come applichi il manifesto del tuo partito.
Ad esempio io gli Israeliani li vedo come un partito di destra. Estrema destra.
...come gli amici russi di x..

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il comunismo e i cristiani

L’ateismo militante costituì, di fatto, il motore del sistema sovietico. Tutto ciò che apparteneva alla Chiesa, non solo proprietà e beni economici, ma seminari, scuole, orfanotrofi, ospedali, vennero nazionalizzati. Fu vietato l’insegnamento della religione e l’uso visibile di simboli religiosi, come icone e croci, perfino sulle tombe. Tutte le funzioni religiose e le manifestazioni pubbliche della religione, quali battesimi, matrimoni, funerali, dovevano essere prive di ogni riferimento religioso.

Cattedrali, chiese e cappelle destinate al culto furono trasformate in stalle per animali, in magazzini, in fabbriche, in sale cinematografiche. Si organizzarono “carnevali antireligiosi” nel periodo delle grandi feste liturgiche. Furono prodotti film antireligiosi e creati musei dell’ateismo, spesso nelle chiese.

L’insegnamento e lo studio dell’ateismo venne reso obbligatorio nelle Università e nelle scuole di ogni ordine e grado. Anche la radio dell’Associazione degli Atei militanti trasmetteva su tutte le stazioni sovietiche in 14 lingue e, nel 1970 in URSS erano 4500 le stazioni radio che diffondevano la propaganda .

La Chiesa ortodossa russa, prima del 1917 contava circa 210.000 membri del clero, tra monaci e preti diocesani, Negli anni del Terrore, dal 1917 al 1941, ne vennero fucilati circa 150.000. Sempre nel 1917 i vescovi russi erano 300 e di essi 250 furono assassinati dai bolscevici. Dopo il crollo dell’impero, nel 1917 i cattolici erano forse 2 milioni e mezzo, i vescovi 14, i sacerdoti 1350, le chiese circa 600. Nel 1941 rimanevano aperte solo due chiese, una a Mosca e l’altra a Leningrado (appartenenti all’ambasciata francese) e vivevano nel Paese solo 1 vescovo (straniero) e 20 sacerdoti in libertà. I preti fucilati erano stati quasi 300, gli altri costretti ad emigrare .

La campagna di ateizzazione proseguì, dopo la morte di Stalin (1953), sotto Kruscev e i suoi successori. Il rapporto Ilicev sull’educazione atea del novembre 1963 ribadì l’inconciliabilità di scienza e religione e la necessità di un sistema di coerente educazione scientifica atea . “Fra poco tempo – disse Kruscev – la religione finirà di esistere, la gente dimenticherà cosa è la religione ed io vi mostrerò l’ultimo sacerdote cattolico” .

La conferenza di Yalta sancì la spartizione dell’Europa in due zone di influenza: con il consenso dei governi occidentali, il comunismo sovietico divenne padrone assoluto dell’Europa orientale. Iniziò quindi la persecuzione contro i cristiani che vivevano nei Paesi dell’Europa orientale.

Papa Pio Undicesimo condannò con due encicliche distinte, pubblicate a pochi giorni di distanza l'una dall'altra: il nazismo, "Mit brennender Sorge" del 14 marzo 1937, e il comunismo, "Divini Redemptoris" del 19 marzo 1937. Quest'ultima affermava che Dio aveva dotato l'uomo di prerogative: «Il diritto alla vita, all'integrità del corpo, ai mezzi necessari all'esistenza; il diritto di tendere al suo fine ultimo nella via tracciata da Dio; il diritto d'associazione, di proprietà e il diritto di valersi di questa proprietà». E anche se si può denunciare una certa ipocrisia della Chiesa, che avallava l'arricchimento eccessivo di alcuni in virtù dell'espropriazione di altri, il suo appello al rispetto della dignità umana rimane comunque essenziale.

Già nel 1931, nell'enciclica "Quadragesimo anno", Pio Undicesimo aveva scritto:

"E' insito nell'insegnamento e nell'azione del comunismo un doppio obiettivo, che esso persegue non in segreto e per vie traverse, ma apertamente, alla luce del sole e con tutti i mezzi, anche i più violenti: una lotta di classe implacabile e la totale scomparsa della proprietà privata. Nel perseguire questo scopo, non c'è nulla che non osi, nulla che rispetti; laddove ha preso il potere, si dimostra selvaggio e disumano a un livello che si stenta a credere e che ha del prodigioso, come testimoniano i terribili massacri e le rovine che ha accumulato in immensi paesi dell'Europa orientale e dell'Asia".

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22
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:Il comunismo e i cristiani

L’ateismo militante costituì, di fatto, il motore del sistema sovietico. Tutto ciò che apparteneva alla Chiesa, non solo proprietà e beni economici, ma seminari, scuole, orfanotrofi, ospedali, vennero nazionalizzati. Fu vietato l’insegnamento della religione e l’uso visibile di simboli religiosi, come icone e croci, perfino sulle tombe. Tutte le funzioni religiose e le manifestazioni pubbliche della religione, quali battesimi, matrimoni, funerali, dovevano essere prive di ogni riferimento religioso.

Cattedrali, chiese e cappelle destinate al culto furono trasformate in stalle per animali, in magazzini, in fabbriche, in sale cinematografiche. Si organizzarono “carnevali antireligiosi” nel periodo delle grandi feste liturgiche. Furono prodotti film antireligiosi e creati musei dell’ateismo, spesso nelle chiese.

L’insegnamento e lo studio dell’ateismo venne reso obbligatorio nelle Università e nelle scuole di ogni ordine e grado. Anche la radio dell’Associazione degli Atei militanti trasmetteva su tutte le stazioni sovietiche in 14 lingue e, nel 1970 in URSS erano 4500 le stazioni radio che diffondevano la propaganda .

La Chiesa ortodossa russa, prima del 1917 contava circa 210.000 membri del clero, tra monaci e preti diocesani, Negli anni del Terrore, dal 1917 al 1941, ne vennero fucilati circa 150.000. Sempre nel 1917 i vescovi russi erano 300 e di essi 250 furono assassinati dai bolscevici. Dopo il crollo dell’impero, nel 1917 i cattolici erano forse 2 milioni e mezzo, i vescovi 14, i sacerdoti 1350, le chiese circa 600. Nel 1941 rimanevano aperte solo due chiese, una a Mosca e l’altra a Leningrado (appartenenti all’ambasciata francese) e vivevano nel Paese solo 1 vescovo (straniero) e 20 sacerdoti in libertà. I preti fucilati erano stati quasi 300, gli altri costretti ad emigrare .

La campagna di ateizzazione proseguì, dopo la morte di Stalin (1953), sotto Kruscev e i suoi successori. Il rapporto Ilicev sull’educazione atea del novembre 1963 ribadì l’inconciliabilità di scienza e religione e la necessità di un sistema di coerente educazione scientifica atea . “Fra poco tempo – disse Kruscev – la religione finirà di esistere, la gente dimenticherà cosa è la religione ed io vi mostrerò l’ultimo sacerdote cattolico” .

La conferenza di Yalta sancì la spartizione dell’Europa in due zone di influenza: con il consenso dei governi occidentali, il comunismo sovietico divenne padrone assoluto dell’Europa orientale. Iniziò quindi la persecuzione contro i cristiani che vivevano nei Paesi dell’Europa orientale.

Papa Pio Undicesimo condannò con due encicliche distinte, pubblicate a pochi giorni di distanza l'una dall'altra: il nazismo, "Mit brennender Sorge" del 14 marzo 1937, e il comunismo, "Divini Redemptoris" del 19 marzo 1937. Quest'ultima affermava che Dio aveva dotato l'uomo di prerogative: «Il diritto alla vita, all'integrità del corpo, ai mezzi necessari all'esistenza; il diritto di tendere al suo fine ultimo nella via tracciata da Dio; il diritto d'associazione, di proprietà e il diritto di valersi di questa proprietà». E anche se si può denunciare una certa ipocrisia della Chiesa, che avallava l'arricchimento eccessivo di alcuni in virtù dell'espropriazione di altri, il suo appello al rispetto della dignità umana rimane comunque essenziale.

Già nel 1931, nell'enciclica "Quadragesimo anno", Pio Undicesimo aveva scritto:

"E' insito nell'insegnamento e nell'azione del comunismo un doppio obiettivo, che esso persegue non in segreto e per vie traverse, ma apertamente, alla luce del sole e con tutti i mezzi, anche i più violenti: una lotta di classe implacabile e la totale scomparsa della proprietà privata. Nel perseguire questo scopo, non c'è nulla che non osi, nulla che rispetti; laddove ha preso il potere, si dimostra selvaggio e disumano a un livello che si stenta a credere e che ha del prodigioso, come testimoniano i terribili massacri e le rovine che ha accumulato in immensi paesi dell'Europa orientale e dell'Asia".
...non so quali siano le tue fonti ma stai raccontando un bel pò di cazzate...e vero che nelle scuole non era permesso l'insegnamento della religione,ma nei cimiteri le croci ci sono sempre state,la religione è sempre stata presente nella vita di tutti i giorni( solo con meno ardore di prima)..Poi mi sfugge una cosa(tra le tante altre che secondo te mi sfuggono)...cosa vuoi dimostrare?Che il comunismo sia sinonimo di nazismo?Che uno è stato peggio o meglio dell'altro?Che Hitler era meglio o peggio di Stalin?Hai aperto se non erro 5 topic diversi solo per confonderti di più le idee.Passa al sodo..sono curiosa..

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
probabilmente ora darà la colpa agli islamici, fa parte del suo iter.
Ma solo se trova materiale da copiaincollare.

Il pirlino è fatto così, va a fisse.
poi fai caso come accomuna tutti quelli che gli fanno comodo, e li accomuna o per religione o per fede politica, a seconda di come gli conviene.
E pensa di essere colto e furbo, il tapino.

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il Grande Terrore

Molto è stato scritto sul «Grande terrore» che i so
vietici chiamano anche "ezovscina", «l'epoca di
Ezov». Infatti, proprio nei due anni in cui l'N.K.V
.D. era diretto da Nikolaj Ezov (dal settembre del
1936 al novembre del 1938) la repressione acquisì u
n'ampiezza senza precedenti, coinvolgendo
tutte le componenti della popolazione sovietica, da
i dirigenti dell'Ufficio politico ai semplici
cittadini arrestati per strada all'unico scopo di c
ompletare le quote di «elementi controrivoluzionari
da reprimere».

Risulta così che, nel solo periodo 1937-1938, l'N.K
.V.D. arrestò un milione 575 mila persone; che
un milione 345 mila (ovvero l'85,4 per cento) furon
o condannate nel corso degli stessi anni; che
681692 (cioè il 51 per cento delle persone condanna
te) furono giustiziate. Le persone arrestate
venivano condannate seguendo svariate procedure. I
«quadri» politici, economici e militari erano
processati dai tribunali militari e dai Consigli sp
eciali dell'N.K.V.D., come pure gli intellettuali,
la categoria più individuabile e meglio conosciuta.

Le operazioni avevano una tale portata che a fine
luglio del 1937 il governo istituì delle trojka a livello regionale, composte dal procuratore, dal
direttore dell'N.K.V.D. e dal capo della polizia. Queste trojka adottavano procedure estremamente
sbrigative, poiché rispondevano a quote fissate in
anticipo dal potere centrale. Era sufficiente
«riattivare» le liste degli individui già schedati
dai servizi. L'istruttoria era ridotta ai minimi termini:
le trojka esaminavano molte centinaia di casi al gi
orno, come conferma per esempio la recente
pubblicazione del "Leningradskij Martirolog" (Marti
rologio di Leningrado), un annuario in cui, a
partire dall'agosto del 1937, sono enumerati mese p
er mese i leningradesi arrestati e condannati a
morte ai sensi dell'articolo 58 del Codice penale.

Il lasso di tempo che intercorreva abitualmente fra
l'arresto e la sentenza capitale andava da qualche
giorno a qualche settimana. La condanna, senza
appello, era eseguita nel giro di pochi giorni. Nel
quadro delle operazioni specifiche di
«liquidazione delle spie e dei separatisti» e delle
grandi campagne di repressione, come la
«liquidazione dei kulak» lanciata il 30 luglio 1937
, la «liquidazione degli elementi criminali»
lanciata il 12 settembre 1937, la «repressione dell
e famiglie di nemici del popolo» eccetera, le
possibilità di essere arrestati all'unico scopo di
completare la quota dipendevano da una serie di
fattori fortuiti: casualità «geografiche» (le perso
ne che vivevano nei territori di frontiera erano
molto più esposte), trascorsi individuali (avere un
qualche rapporto con un paese straniero o essere
di origine straniera), omonimia.

Se la lista delle
persone schedate era insufficiente per «raggiungere
gli standard», le autorità locali «si arrangiavano»
. Così, solo per fare un esempio, l'N.K.V.D. della
Turkmenia, dovendo completare la categoria dei «sab
otatori», colse l'occasione di un incendio
scoppiato in una fabbrica per arrestare tutti quell
i che si trovavano sul posto, costringendoli a
indicare dei «complici». Il terrore, che era progra
mmato dall'alto e stabiliva arbitrariamente le
categorie dei nemici «politici», generava per sua s
tessa natura sconfinamenti molto indicativi
riguardo la cultura di violenza da cui erano animat
i gli apparati repressivi di base.

La repressione dei quadri del Partito è uno degli a
spetti più conosciuti del Grande terrore, poiché fu
la prima a essere denunciata (al Ventesimo Congress
o). Nel suo «Rapporto segreto» Hruscov si
dilungò ampiamente su questo aspetto della repressi
one. Lo scopo di questa grande epurazione, per usare l'espressione colorita della
«Pravda», era di «affumicare e distruggere i nidi d
elle cimici trotzkiste-fasciste».


Alcune regioni, per cui disponiamo di dati statisti
ci parziali, furono «epurate», con maggior cura: al
primo posto figura anche questa volta l'Ucraina. Du
rante il solo 1938, dopo la nomina di Hruscov (Lo stesso che fece la grande denuncia al congresso del PCUS)
alla guida del Partito comunista ucraino, nella rep
ubblica furono arrestate oltre 106 mila persone
(per la grande maggioranza giustiziate). Su 200 mem
bri del Comitato centrale del Partito comunista
ucraino sopravvissero soltanto in tre. Lo stesso co
pione fu replicato in tutti gli organismi regionali
e locali del Partito, dove vennero organizzate decine
di processi pubblici di dirigenti comunisti.

Il compagno Sidorov

Fra le vittime del Grande terrore, una schiac
ciante maggioranza di anonimi. Estratti di un
fascicolo «normale» del 1938.
Fascicolo n. 24260.
1. Cognome: Sidorov
2. Nome: Vasilij Klementovic
3. Luogo e data di nascita: Sycevo, regione di Mosc
a, 1893.
4. Indirizzo: Sycevo, distretto Kolomenskij, region
e di Mosca.
5. Professione: dipendente di una cooperativa.
6. Affiliazione sindacale: sindacato dei dipendenti
delle cooperative.
7. Patrimonio al momento dell'arresto (descrizione
dettagliata): una casa di legno di 8 metri per 8
con tetto di latta, un cortile in parte coperto di
20 metri per 7, una mucca, 4 pecore, 2 maiali,
pollame.
8. Patrimonio nel 1929: lo stesso, più un cavallo.
9. Patrimonio nel 1917: una casa di legno 8 metri p
er 8; un cortile in parte coperto di 30 metri per
20; 2 granai, 2 magazzini, 2 cavalli, 2 mucche, 7 p
ecore.
10. Situazione sociale al momento dell'arresto: dip
endente.
11. Stato di servizio nell'esercito zarista: nel 19
15-1916 fantaccino
di seconda classe nel Sesto Reggimento fanteria del
Turkestan.
12. Stato di servizio nell'Armata bianca: nessuno.
13. Stato di servizio nell'Armata rossa: nessuno.
14. Origine sociale: Mi considero figlio di un cont
adino medio.
15. Passato politico: non iscritto ad alcun partito
.
16: Nazionalità, cittadinanza: russo, cittadino del
l'URSS.
17. Appartenenza al R.K.P.(b): no.
18. Livello di istruzione: elementare.
19. Stato militare attuale: riservista.
20. Condanne pregresse: nessuna.
21. Stato di salute: ernia.
22. Situazione familiare: coniugato. Moglie: Anasta
sija Fodorovna, 43 anni, colcosiana; figlia: Nina,
24 anni.
Arrestato il 13 febbraio 1938 dalla direzione distr
ettuale dell'N.K.V.D.

Estratti dell'atto di accusa.
... Sidorov, maldisposto verso il potere sovietico
in generale e il Partito in particolare, conduceva
una sistematica propaganda antisovietica diffondend
o le seguenti affermazioni: «Stalin e la sua
banda non vogliono mollare il potere, Stalin ha ucc
iso un sacco di gente ma non vuole andarsene. I
bolscevichi stanno al potere, arrestano le persone
oneste, e non se ne può nemmeno parlare, perché
se no ti internano in un campo per venticinque anni
».
L'imputato Sidorov si è dichiarato non colpevole, m
a è stato smascherato da diverse testimonianze.
L'incartamento è stato inviato a una trojka per il
processo.
Firmato: Salahaev, sottotenente della milizia distr
ettuale di Kolomenskoe.
Per assenso: Galkin, tenente della Sicurezza di Sta
to, capo del distaccamento della Sicurezza di
Stato del distretto di Kolomenskoe.

Estratti del processo verbale di sentenza della trojka, 15 luglio 1938.
... Caso Sidorov, V. K. Ex commerciante, sfruttava
una bottega insieme al padre. Accusato di aver
diffuso la propaganda controrivoluzionaria fra i colcosiani, caratterizzata da affermazioni disfattiste,
accompagnate da minacce contro i comunisti, critiche contro la politica del Partito e del governo.
Verdetto: FUCILARE Sidorov Vasilij Klementovic, con
fiscarne tutti i beni.


La sentenza è stata eseguita il 3 agosto 1938.

Durante questi anni le autorità tentarono di «liqui
dare definitivamente gli ultimi residui del clero»,
per riprendere un'espressione in voga all'epoca. Il
censimento annullato del gennaio del 1937 aveva
rivelato che nonostante le numerose pressioni di va
rio genere un'ampia maggioranza della
popolazione - il 70 per cento circa - aveva dato ri
sposta positiva alla domanda: «Lei è credente?»;
perciò i dirigenti sovietici decisero di sferrare i
l terzo e ultimo attacco contro la Chiesa.

Nell'aprile del 1935 Malenkov inviò un dispaccio a Stalin in cu
i dichiarava superata la legislazione sul culto e
proponeva l'abrogazione del Decreto dell'8 aprile 1
929. Spiegava: «[Tale decreto] aveva creato una
base legale per l'istituzione, da parte dei membri
più attivi del clero e delle sette, di una
organizzazione ramificata di 600 mila individui ost
ili al potere sovietico». E concludeva: «E' tempo
di finirla con le organizzazioni clericali e la ger
archia ecclesiastica». Migliaia di preti e la
stragrande maggioranza dei vescovi ripresero la via
dei campi, ma questa volta furono giustiziati
quasi tutti. All'inizio del 1941 meno di 1000 chiese e moschee delle 20 mila ancora in attività nel
1936 erano rimaste aperte al culto. Quanto al numer
o dei sacerdoti ufficialmente censiti, all'inizio
del 1941 era di 5665 (di cui oltre la metà provenie
nti dai territori baltici, polacchi, ucraini, moldavi
incorporati nel 1939-1941), mentre nel 1936 era anc
ora superiore a 24 mila.

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Il patto Molotov-Ribbentrop

Subito dopo aver annesso le regioni già appartenent
i alla Polonia, e in conformità agli accordi
sottoscritti con la Germania nazista (patto Molotv-Ribbentrop)
, il governo sovietico convocò a Mosca i capi dei governi estone,
lettone e lituano, costringendoli ad accettare «trattati di mutua assistenza» in virtù dei quali i loro
paesi «concedevano» all'Unione Sovietica l'uso di b
asi militari.

Subito dopo fu insediato in Estonia
un contingente di 25 mila soldati sovietici, un sec
ondo in Lettonia di 30 mila, un terzo in Lituania di
20 mila, per un totale di gran lunga superiore al n
umero di effettivi che componevano le forze
armate dei tre paesi baltici, ancora ufficialmente
in possesso della loro indipendenza.

In realtà la fine di tale indipendenza fu segnata proprio dall'i
nsediamento delle truppe sovietiche, avvenuto
nell'ottobre del 1939: dal giorno 11 di quel mese Berija dette ordine di «estirpare [dall'Estonia, dalla
Lituania e dalla Lettonia] tutti gli elementi antis
ovietici e antisociali», e da quel momento in poi la
polizia militare sovietica si accanì ad arrestare in numero sempre maggiore gli ufficiali, funzionari e
intellettuali considerati poco «fidati» in vista de
gli ulteriori obiettivi che l'URSS si proponeva.

LETTERA A STALIN DI L. BERIJA, commissario del popolo per gli Affari interni, del 5 marzo 1940; segretissimo.

"Al compagno Stalin.
E' attualmente detenuto nei campi per prigionieri d
i guerra, sotto custodia dell'N.K.V.D. dell'URSS,
e in prigioni situate nelle regioni occidentali del
l'Ucraina e della Bielorussia, un gran numero di ex
ufficiali dell'esercito polacco, di ex funzionari d
i polizia e dei servizi di informazione polacchi, di
membri dei partiti nazionalisti controrivoluzionari
, di membri di organizzazioni
controrivoluzionarie dell'opposizione, debitamente
smascherati, di transfughi e di altri: tutti nemici
giurati del potere sovietico e traboccanti di odio
contro il sistema sovietico.

Gli ufficiali dell'esercito e della polizia reclusi
nei campi di concentramento cercano di proseguire
le loro attività controrivoluzionarie e animano la
propaganda antisovietica. Ciascuno di loro non
aspetta che di essere liberato per intraprendere la
vera e propria lotta contro il potere sovietico.

Gli organi dell'N.K.V.D. nelle regioni occidentali
dell'Ucraina e della Bielorussia hanno scoperto un
numero considerevole di organizzazioni controrivolu
zionarie ribelli: gli ex ufficiali dell'esercito e
della polizia polacchi svolgono una funzione attiva
a capo di tutte queste organizzazioni.
Fra gli ex transfughi e coloro che hanno varcato il
legalmente le frontiere dello Stato figura un
notevole numero di persone che sono state identific
ate come affiliate a organismi
controrivoluzionari di spionaggio e di resistenza.

Nei campi di concentramento per prigionieri di guer
ra sono detenuti 14736 fra ufficiali, funzionari,
proprietari terrieri, poliziotti, gendarmi, guardie
carcerarie, coloni insediati nelle regioni di frontiera
(osadnik) e agenti del servizio informazioni (polac
chi per il 97 per cento). Da tale cifra sono esclusi
sia i soldati semplici sia i sottufficiali.

Nel dettaglio, vi sono compresi:
- generali, colonnelli e tenenti colonnelli: 295
- comandanti e capitani: 2080
- tenenti, sottotenenti e aspiranti: 6049
- ufficiali e sottufficiali della polizia, delle gu
ardie confinarie e della gendarmeria: 1030
- agenti di polizia, gendarmi, guardie carcerarie e
agenti del servizio informazioni: 5138
- funzionari, proprietari terrieri, sacerdoti e col
oni delle regioni di frontiera: 144
Inoltre, nelle prigioni delle regioni occidentali d
ell'Ucraina e della Bielorussia sono detenuti 18632
uomini (di cui 10685 polacchi).

Nel dettaglio sono costituiti da:
- ex ufficiali: 1207
- ex agenti del servizio informazioni, della polizi
a e della gendarmeria: 5141
- spie e sabotatori: 347
- ex proprietari terrieri, proprietari di impianti
industriali e funzionari: 465
- membri di diverse organizzazioni controrivoluzion
arie di resistenza ed elementi diversi: 5345
- transfughi: 6127

Dal momento che tutti costoro sono nemici accaniti
e irriducibili del potere sovietico, l'N.K.V.D.
dell'URSS stima necessario:
1. Disporre che l'N.K.V.D. dell'URSS deferisca al g
iudizio dei tribunali speciali:
a. 14.700 detenuti nei campi di concentramento per
prigionieri di guerra, popolati da ex ufficiali,
funzionari, proprietari terrieri, agenti di polizia
, agenti dei servizi informazioni, gendarmi, coloni
delle regioni di frontiera e guardie carcerarie;
b. e inoltre 11 mila individui affiliati alle diver
se organizzazioni controrivoluzionarie di spie e
sabotatori, ex proprietari terrieri e proprietari d
i impianti industriali, ex ufficiali dell'esercito
polacco, funzionari e transfughi, che sono stati ar
restati e sono detenuti nelle prigioni delle regioni
occidentali dell'Ucraina e della Bielorussia,
per APPLICARE A TUTTI COSTORO IL CASTIGO SUPREMO: L
A PENA DI MORTE PER FUCILAZIONE.


2. Che l'esame dei singoli incartamenti sia compiut
o senza convocazione dei detenuti e senza atto di
accusa; le conclusioni dell'istruttoria e la senten
za finale saranno presentate nei modi seguenti:
a. per quanto riguarda gli individui detenuti nei c
ampi di concentramento per prigionieri di guerra,
sotto forma di certificati presentati dall'amminist
razione preposta agli Affari dei prigionieri di
guerra dell'N.K.V.D. dell'URSS;
b. per quanto riguarda gli altri arrestati, sotto f
orma di certificati presentati dall'N.K.V.D. della
R.S.S. di Ucraina e dall'N.K.V.D. della R.S.S. di B
ielorussia.

3. Che gli incartamenti siano esaminati, e le sente
nze emanate, da un tribunale composto da tre
persone, i compagni Merkulov, Kobulov e Bashtalov.

Firmato: Il commissario del popolo per gli Affari interni de
ll'URSS, L. Berija


-----------------------------------------------------------

Queste furono le conseguenze del patto Molotv-Ribbentrop.
La "pacifica" unione sovietica si apprestava a fucilare decine di migliaia di persone. (tra cui anche i famosi ufficiali di Katyn

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