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Gli psicologi peccano di presunzione?

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Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Ho mai scritto che lo psicologo non interagisce?
Non illuderti: non ne hai fatto mezzo di passo avanti.

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52
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Che fai...giochi con le parole?
Interagisce....cioè interviene proattivamente...indirizza. Non si limita, cioè, a essere lo "strumento del cambiamento che il paziente decide" (come hai detto tu). Ma interviene attivamente e proattivamente sul concetto di "cambiamento", indirizza il paziente.

E indirizza il paziente seguendo un propro concetto di "bene e male"....mia cara. Proprio quello che tu cerchi di negare descrivendo il ruolo dello psicologo come un ruolo neutro rispetto alle decisioni, alle intenzioni, ai desideri del paziente.

E chi stabilisce cosa è bene e cosa è male? Eh? E soprattutto...in quale visione si inquadrano il concetto di bene e male? eh?

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53
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:Che fai...giochi con le parole?
Interagisce....cioè interviene proattivamente...indirizza. Non si limita, cioè, a essere lo "strumento del cambiamento che il paziente decide" (come hai detto tu). Ma interviene attivamente e proattivamente sul concetto di "cambiamento", indirizza il paziente.

E indirizza il paziente seguendo un propro concetto di "bene e male"....mia cara. Proprio quello che tu cerchi di negare descrivendo il ruolo dello psicologo come un ruolo neutro rispetto alle decisioni, alle intenzioni, ai desideri del paziente.

E chi stabilisce cosa è bene e cosa è male? Eh? E soprattutto...in quale visione si inquadrano il concetto di bene e male? eh?
So già che sarà una perdita di tempo e che me ne pentirò, ma voglio provarci facendoti un esempio facile-facile.
Il paziente soffre di attacchi di panico.
Il paziente vuole smettere di avere attacchi di panico.
Il terapeuta gli offre gli strumenti per eliminare gli attacchi di panico.
Dove vedi qui il bene o il male?
Quale visione del mondo ci vedi?

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54
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ah bè....ma quello è un "disturbo" personale che ha impatto solo sulla persona. Ed è universalmente riconosciuto in tutte le visioni del mondo come un disturbo da superare.

Ma cosa succede quando un paziente dice: sa dottore...sono attratto dai bambini, fino ad ora ho sempre represso questo istinto e il fatto di reprimere questo istinto mi fa stare male. Ho deciso di cambiare, voglio stare bene...ora vado in strada e adesco un bambino e me lo porto a letto. In fondo che male c'è?

Allora lo domandiamo allo psicologo (e lo domandiamo a te) e vediamo che cosa ci risponde: in fondo che male c'è, eh? Se lo fa stare bene....

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55
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:Ah bè....ma quello è un "disturbo" personale che ha impatto solo sulla persona. Ed è universalmente riconosciuto in tutte le visioni del mondo come un disturbo da superare.

Ma cosa succede quando un paziente dice: sa dottore...sono attratto dai bambini, fino ad ora ho sempre represso questo istinto e il fatto di reprimere questo istinto mi fa stare male. Ho deciso di cambiare, voglio stare bene...ora vado in strada e adesco un bambino e me lo porto a letto. In fondo che male c'è?

Allora lo domandiamo allo psicologo (e lo domandiamo a te) e vediamo che cosa ci risponde: in fondo che male c'è, eh? Se lo fa stare bene....
Vedi Xmanx, qui entra in gioco il codice deontologico.
Non c'è nessuna visione personale del mondo.

Articolo 11: Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.

Articolo 13:
Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia, lo psicologo limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto.
Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.

Se un paziente confida l'intenzione di abusare di un bambino, di uccidere qualcuno, di suicidarsi ecc, lo psicologo per legge ha l'obbligo di denuncia.

Quindi? Vuoi cambiare esempio?

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56
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@nextlife ha scritto:
Poi, per l’ennesima volta: rendiamoci conto di ciò di cui stiamo parlando e di come – in questo ambito – proprio per le sue caratteristiche intrinseche, sia difficile procedere.
Se si vuol chiamare in causa le zone d’ombra che riguardano la professione di psicologo e/o psicoterapeuta, lo si può anche fare, ma con un criterio, poiché se manca quello: possiamo mettere nel bellissimo calderone del relativismo assoluto un sacco di cose, molti aspetti della psichiatria compresi.
Ma come? Anche la Psichiatria, quindi la medicina?
Oh, sì: hai voglia…
Io dovrei cominciare a fare come dici tu.

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57
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Yale
Secondo me tu hai in mente parecchia confusione. Vedrò di schiarirti le idee.

Uno psicologo non è un poliziotto. Per cui, cara Yale, anche dopo aver denunciato il suo paziente come previsto dalla legge...uno psicologo continua ad essere lo psicologo di quel paziente. Non smette di fare lo psicologo.

Tu in sostanza sostieni che tutti gli aspiranti suicidi, pedofili...o gli adolescenti che si tagliano con le lamette, vengono denunciati dagli psicologi e finiscono la loro carriera di pazienti dietro le sbarre. SGHIGNAZZARE 
Grazie al cielo non è così. Uno psicologo, dopo aver adempiuto ai suoi obblighi di legge denunciando il suo paziente, continua ad essere lo psicologo di quel paziente (se non è lui, sarà un altro).
Il rapporto psicologo-paziente non viene interrotto da una eventuale denuncia...il rapporto continua. Quindi l'adempimento del codice deontologico non impedisce allo psicologo di proseguire a fare il proprio lavoro con quel paziente.

Ora che ti ho chiarito le idee torniamo alla domanda:
Anche dopo l'eventuale denuncia, quindi, domandiamo allo psicologo (e lo domandiamo a te) e vediamo che cosa ci risponde: in fondo che male c'è, eh? Se lo fa stare bene....

P.S. Non so quanto sia produttivo il tuo atteggiamento di continuare a schivare le questioni per te scomode e che mettono in discussione la tua visione del mondo. Non è un atteggiamento molto intelligente.
Rispondi nel merito...non scappare. Evita di trincerarti dietro pretesti legali, o screditando le persone, o dicendo che una ricerca scientifica non lo è. Rispondi nel merito delle questioni...affrontale. YES

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58
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:@Yale
Secondo me tu hai in mente parecchia confusione. Vedrò di schiarirti le idee.

Uno psicologo non è un poliziotto. Per cui, cara Yale, anche dopo aver denunciato il suo paziente come previsto dalla legge...uno psicologo continua ad essere lo psicologo di quel paziente. Non smette di fare lo psicologo.

Tu in sostanza sostieni che tutti gli aspiranti suicidi, pedofili...o gli adolescenti che si tagliano con le lamette, vengono denunciati dagli psicologi e finiscono la loro carriera di pazienti dietro le sbarre. SGHIGNAZZARE 
Grazie al cielo non è così. Uno psicologo, dopo aver adempiuto ai suoi obblighi di legge denunciando il suo paziente, continua ad essere lo psicologo di quel paziente (se non è lui, sarà un altro).
Il rapporto psicologo-paziente non viene interrotto da una eventuale denuncia...il rapporto continua. Quindi l'adempimento del codice deontologico non impedisce allo psicologo di proseguire a fare il proprio lavoro con quel paziente.

Ora che ti ho chiarito le idee torniamo alla domanda:
Anche dopo l'eventuale denuncia, quindi, domandiamo allo psicologo (e lo domandiamo a te) e vediamo che cosa ci risponde: in fondo che male c'è, eh? Se lo fa stare bene....

P.S. Non so quanto sia produttivo il tuo atteggiamento di continuare a schivare le questioni per te scomode e che mettono in discussione la tua visione del mondo. Non è un atteggiamento molto intelligente.
Rispondi nel merito...non scappare. Evita di trincerarti dietro pretesti legali, o screditando le persone, o dicendo che una ricerca scientifica non lo è. Rispondi nel merito delle questioni...affrontale. YES



Di sicuro non sei tu a potermi chiarire le idee, qualora fossero confuse.
E accusarmi di schivare le questioni quando ti sto rispondendo puntualmente, è segno di mancata aderenza alla realtà.
Non ho mai detto che lo psicologo sia un poliziotto.
Ho solo detto che nel caso che mi hai proposto tu, lo psicologo ha l'obbligo di denuncia.
Quello che succede dopo è chiaramente compito delle autorità: se il paziente finisce in carcere o meno di certo non è responsabilità del clinico.
Io non sostengo niente: io ti ho riportato due articoli del Codice Deontologico.
Difficilmente un paziente denunciato continua il proprio rapporto con lo psicologo denunciante.
Ma supponiamo, per venirti incontro, che il rapporto continui.
Non essendo tu minimamente a conoscenza di come funzioni una psicoterapia, tocca spiegarti che il paziente contatta un terapeuta portando una specifica richiesta: un pedofilo porterebbe come richiesta il voler "guarire" e non il "voler continuare ad abusare dei bambini" (non serve che ti spieghi perché, vero?). Quindi, nel caso raro che il rapporto continui dopo la denuncia, terapeuta e paziente tornerebbero a lavorare sulla richiesta portata dal paziente (NB: Chiedo venia a Nextlife, ma sto semplificando molto per ovvi motivi).

Vedi Xmanx, è il termine "benessere" che ti confonde.
Anche una bulimica si sente bene quando vomita, altrimenti non lo farebbe, ma è ben consapevole che non è quello il suo "benessere": per questo chiede aiuto (@ Nextlife: vedi sopra).
Infine, come dici tu "l'adempimento del codice deontologico non impedisce allo psicologo di proseguire a fare il proprio lavoro con quel paziente", certo...ma non gli impedisce nemmeno di rifiutarlo, un paziente.
Se un terapeuta si rende conto di non essere in grado, per diversi motivi, di aiutare un paziente, può sempre dire "no grazie".

E adesso vediamo, dopo "sì, lo denuncia ma poi quello mica finisce in carcere" (osservazione assolutamente centrata!) quale parte deciderai di ridicolizzare e di stravolgere pur di non perdere un altro punto.

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59
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Aleister ha scritto:@ Rupa

Appunto, una descrizione convenzionale. Chi è la persona? Chi sono io in quanto persona? Tali domande hanno solo una risposta retorica, perchè la cosiddetta persona varia continuamente, in un flusso incessante di volizioni. La capacità di darsi maschere, di costituirsi come persona, non è così altro che la capacità di mentire funzionale ad una permanenza in quanto autoaffermatività, autoimmagine. Il concetto di persona a ben vedere non significa altro che l'attaccamento, questo sì immutabile, a quella psiche che di per sè non fa altro che variare, sfarfallare, proprio come nell'ambiguità del significato greco della parola psychè che significa, appunto, non solo anima, ma anche farfalla.
Continuo ad essere d'accordo con quello che scrivi o meglio con la mia interpretazione di quello che scrivi.
Peró sono le conclusioni che non mi convincono.
che siamo il risultato di una sommatoria di azioni chimiche, biologiche...che siamo la traduzione  di azioni sinaptiche...beh credo sia appurato.
Ma che questo porti alla conclusione che siamo esseri impersonali (ossimoro?),  beh non mi trova d'accordo.
Io che poi sono un animista convinto in realtá non farei testo...peró cerco di moderarmi...se proprio devo inizio a sorridere 
Ho appena citato l'animismo ma non é di anima che voglio parlare...anzi ti diró poco mi interessa.
Peró parlare di  psiche presuppone il tenere in considerazione la sua definizione modificatasi nel tempo...dal mero dualismo alla visione olistica dell'essere umano....quest'ultmia secondo me rappresenta la semplificazione e la versione piú attinente alla nostra complessitá.
Al di lá di queste interpretazioni possiamo convenire sul fatto che non siamo chissá quale nobile prodotto astruso generato dallo spirito santo...semplicemente "we are all made of stars" dice Moby...plagiando i nostro caro Alan Sorrenti...che a sua volta deve aver scopiazzato dalla cara Margherita...pace all'anima sua.
Pur volendo sminuire l'essere umano e ridurlo a puro escremento di pesce di epoca cambriana...faccio farica a ignorare l'individualitá e la specificitá di ogni essere...proprio in virtú della molteplicitá e diversitá dei parametri che lo definiscono.

La scomposizione dell'io in diverse forme e versioni di questo(N.b. ma tutte con lo stesso valore) credo sia presa in considerazione e non c'é nulla di scandaloso  nell'ammetterlo. Insomma non é una rivoluzione copernicana.
E comunque secondo me é proprio la difficoltá da parte dell'uomo comune nel volersi accettare in quanto mutevole e molteplice ad essere il problema. Il bisogno di volersi ricondurre ad un minimo comune denominatore a mio avviso é piú forte nel cliente/paziente che in chi sta dall'altra parte. Da sicurezza e controllo.
E poi non dimentichiamoci che si tratta sempre di un'intepretazione, la nostra intepretazione,  che per forza di cose deve essere tradotta e decodificata affinché possa essere compresa.

Sí siamo mutevoli ma ci muoviamo su un pentagramma. E poi  siamo anche memoria, storia, passato ed é l'attaccamento a questo che ci da la consapevolezza di noi stessi. Moriamo ogni giorno...e tra il divenire e essere poi non c'é cosí tanta differenza.

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Jack lo Smilzo
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Viandante Residente
Viandante Residente
Solo se dicono cose che dispiacciono al lpaziente.

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Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Jack lo Smilzo ha scritto:Solo se dicono cose che dispiacciono al lpaziente.
Se invece dicessero solo cose che piacciono al paziente, non lo aiuterebbero.

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Bonnie Parker
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Macchia ha scritto:Avete anche voi l'impressione che spesso pecchino di presunzione?
Io nella mia vita sono stata da 3 psicologhe. Tutte molto umane e che, in momenti diversi della mia vita, mi hanno aiutata molto.

Non ho mai notato la presunzione.

Però ho notato la presunzione di molto 'pazienti' che magari abbandonano la terapia dopo qualche seduta (quasi sempre quando si trovano davanti a verità 'scomode') dicendo 'era un'incompetente, non capiva niente e mi faceva solo perdere soldi e tempo prezioso'.

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Tam Tam
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Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
Ne ho conosciuta una in particolare che era meravigliosa, rideva con la pancia e con il sorriso largo, ne ha combinante tante in vita sua e non se ne fregava un benemerita mazza, ha cambiato tanti compagni e gli ultimi due erano stranieri, era una donna affascinante perchè grassa e morbida e soprattutto mooolto accomodante, un transfert perfetto, mi ha lasciato un ricordo indelebile ed un Cuore infinito come era il suo.  amorebandiera

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diamanda
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Viandante Residente
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Mi dispiace ricordarlo ma quasi tutti gli psicologi, fatta appunto qualche dovuta eccezione, sono dei narcisisti della peggiore specie e quindi si scelgono apposta un mestiere in cui possono avere sempre il coltello dalla parte del manico, avere sempre ragione e avere delle povere vittime che danno loro tutta l'attenzione possibile. Per non aggiungere poi che il vile denaro gli interessa più della psiche dei pazienti  no comment 

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Paura  Ho come l'impressione che potremmo perderti.
Sei forte e coraggiosa?
Spero tanto di sì


.... intanto che spero, rispondo a quello che hai scritto dicendoti come la vedo io.
Parto dal presupposto che gli psicologi siano esseri umani, e che in quanto tali siano uno diverso dall'altro, e parto dal presupposto che svolgono un lavoro, e che quindi legittimamente chiedano un compenso.
Detto questo sicuramente ogni cammino che una persona imbocca, compreso quello professionale, viene intrapreso per motivazioni personali tali per cui esso sembra soddisfare un qualcosa. Questo non è un male o una cosa da guardare con sospetto. Indica la nostra umanità ed è la radice di ogni passione. Possono entrare in campo motivazioni narcisistiche? Può essere, ma anche no.
La presunzione di cui qui si parla è tanto diffusa che io non riesco a vederla come un connotato di categoria, ma come un rischio che corriamo tutti.
Per quanto riguarda il denaro, è facile che un paziente possa vivere male il fatto che l'altrui ascolto abbia tempi e costi, tuttavia oltre rispetto a fattori concreti ( lo psicologo sta lavorando) anche in termini terapeutici è fondamentale che la terapia abbia un prezzo secondo me.  Il prezzo è la distanza che salva dall'illusione allucinatoria di un appagamento assoluto e il filo che ti fa trovare l'uscita impedendo alla terapia di diventare un labirinto.


P.s.
Il mio è un parere profanissimo, come il tuo comunque   KleanaOcchiolino

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diamanda
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Viandante Residente
Viandante Residente
Codice:
[code]Ho come l'impressione che potremmo perderti.
Sei forte e coraggiosa?
Spero tanto di sì
[/code]

Oh che carina a preoccuparti già così tanto per la mia incolumità. Perchè dovreste già perdermi?
Io sono qui su invito di una persona e se sono venuta qui è solo per stare in un altro forum in modo sereno, così come sto in altri forum.
Sono forte e coraggiosa, hai detto bene :)

Il mio parere era invece non obiettivo visto che sono dell'ambiente  lolpc 

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67
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Perchè sono discussioni che qui accendono gli animi.
Solo per questo. sorriso 

Sono un po' chioccia, e questo non fa di ogni nuovo arrivato un pulcino.
Sorry  party 

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68
diamanda
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Viandante Residente
Viandante Residente
ah, quindi qui gli animi si accendono con argomenti come questo? e come mai? sono tutti interessati alla psicologia?
Io non sono un pulcino, semmai una faraona, ma ti ringrazio lo stesso per il pensiero carino che hai avuto nei miei confronti. Grazie di avermi avvisato in tempo :)

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69
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
@diamanda ha scritto:ah, quindi qui gli animi si accendono con argomenti come questo? e come mai? sono tutti interessati alla psicologia?
Io non sono un pulcino, semmai una faraona, ma ti ringrazio lo stesso per il pensiero carino che hai avuto nei miei confronti. Grazie di avermi avvisato in tempo :)
credo che ci siano due o tre psicologi nel forum ( o psicoterapeuti....non mi chiedere perchè ma pare sia importante) ed altri che lo sono diventati per esser stati in terapia un' enormità di tempo
la mente è un luogo intimo dell'essere, molto intimo....più intimo del buco del culo e se provi ad infilarci qualcosa di tuo non te la caverai facilmente (nella mente intendo non nel culo)
PS ...può essere che interverrà qualcuno che si è letto due tre libri di zen e ti informerà che la sua è una non men-te ....tu digli di sì

PPS io non sono un addetto ai lavori....sono solo un pompiere rozzo e triviale

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70
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@NinfaEco ha scritto:Paura  Ho come l'impressione che potremmo perderti.
Sei forte e coraggiosa?
Spero tanto di sì

Se nella tua impressione era compresa una mia possibile replica, Ninfa, voglio tranquillizzarti: non intendo rispondere ad una generalizzazione così esagerata, oltre che infondata sotto ogni punto di vista, quale

@diamanda ha scritto:Mi dispiace ricordarlo ma quasi tutti gli psicologi, fatta appunto qualche dovuta eccezione, sono dei narcisisti della peggiore specie e quindi si scelgono apposta un mestiere in cui possono avere sempre il coltello dalla parte del manico, avere sempre ragione e avere delle povere vittime che danno loro tutta l'attenzione possibile. Per non aggiungere poi che il vile denaro gli interessa più della psiche dei pazienti

Siamo ai livelli di "italiani: pizza, mandolino, mafia": è talmente ridicola che si commenta da sola, insomma.


@ Euvitt: la distinzione a cui ti riferisci non è poi così fondamentale nelle presentazioni  KleanaOcchiolino

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euvitt
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@Yale ha scritto:

@ Euvitt: la distinzione a cui ti riferisci non è poi così fondamentale nelle presentazioni  KleanaOcchiolino
Tra psicologo e psicoterapeuta o tra mente e buco di culo?
La seconda mi è venuta in mente ripensando al vecchio detto....in culo te c'entra in testa no
Credo che avvenga perché alcune menti sono più strette ed oscure di un normale buco di culo


(Scusate se parlo di buco di culo in questa dotta discussione ma il mio livello purtroppo è questo)

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Yale
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@euvitt ha scritto:
@Yale ha scritto:

@ Euvitt: la distinzione a cui ti riferisci non è poi così fondamentale nelle presentazioni  KleanaOcchiolino
Tra psicologo e psicoterapeuta o tra mente e buco di culo?
La seconda mi è venuta in mente ripensando al vecchio detto....in culo te c'entra in testa no
Credo che avvenga perché alcune menti sono più strette ed oscure di un normale buco di culo


(Scusate se parlo di buco di culo in questa dotta discussione ma il mio livello purtroppo è questo)

Mah, ti dirò: secondo il mio modesto parere il tuo commento ha alzato notevolmente il livello della discussione.

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Rupa Lauste
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Viandante Storico
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Tanto il lavoro più bello lo faccio io!
Gné gné gné

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diamanda
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Viandante Residente
Viandante Residente
Ah, ecco, ora capisco cosa intendeva Ninfa quando mi ha detto che l'argomento avrebbe infuocato gli animi   
Il narcisismo degli psicologi al quale mi riferivo è una cosa ben precisa e non solo una generalizzazione. Mi spiace che qualcuno abbia pensato che restringessi la categoria solo a questa caratteristica ma essendo il narcisismo una precisa patologia la correlazione con il loro comportamento presuntuoso era necessaria. Quindi la mia generalizzazione non era di tipo "patriottico" ma semplicemente specifica riguardo l'argomento della presunzione con cui si è iniziato il topic.

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Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@diamanda ha scritto:Ah, ecco, ora capisco cosa intendeva Ninfa quando mi ha detto che l'argomento avrebbe infuocato gli animi   
Il narcisismo degli psicologi al quale mi riferivo è una cosa ben precisa e non solo una generalizzazione. Mi spiace che qualcuno abbia pensato che restringessi la categoria solo a questa caratteristica ma essendo il narcisismo una precisa patologia la correlazione con il loro comportamento presuntuoso era necessaria. Quindi la mia generalizzazione non era di tipo "patriottico" ma semplicemente specifica riguardo l'argomento della presunzione con cui si è iniziato il topic.

Pensavo fosse impossibile peggiorare la situazione, invece...
Replico solo perché non mi piace che si distorca quello che scrivo.
La generalizzazione a cui mi riferisco io, e la lingua italiana tutta, non riguarda la caratteristica "narcisista" (non sarebbe una generalizzazione), ma la categoria degli psicologi.
E comunque nessuno può pensare che tu parlassi solo di quello, visto che ci hai aggiunto la storia del coltello, delle povere vittime e del vil denaro che, come ben saprai visto che lo citi, con il disturbo narcisistico c'azzeccanozero.
Come c'azzeccazero anche associare il termine "patriottico" al mio paragone.
Infine...questo genere di commenti non può "infuocare il mio animo": mi fa venire solo una gran tristezza.

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