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IL LUTTO

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laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Io personalmente sono sempre stata incuriosita da quelle persone che accettano la morte come una cosa normale...poi ho osservato che piu si va avanti con gli anni ,piu quella normalità viene accettata..Ma secondo voi il lutto serve?Il lutto come capo di abbigliamento,come comportamento,ec etc....Nella mia famiglia ci sono sempre state delle regole strettissime riguardo al lutto...vestiti neri,niente scherzi,niente sorrisi....i grandi vestiti di nero...i piccoli di marrone,blu scuro o grigio...Serve secondo voi?Quando da bambina chiedevo dell perchè mi dicevano che per rispetto verso il mancato...ma io ancora oggi non ho capito cosa -cambia al deceduto,se io mi vesto di giallo o di nero?Da dove proviene questa necessità ?

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2
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
dipende da chi muore.

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3
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Di solito un parente...

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4
cinzia
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Viandante Storico
Viandante Storico
no..a casa mia sono morti tutti, siamo rimasti in pochi , e non si sono mai adottate le regole del "paese" abiti neri e musi lunghi.
La morte come la vita dobbiamo considerarli parte di noi..
qui dovremmo essere solo di passaggio.
Il lutto è e rimane nel cuore di ognuno di noi e non sta sicuramente nel nostro modo di vestire.

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5
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
sono contenta che non sia l'unica che la pensa cosi...per abitudine io vesto spesso colori "di lutto",ma quando si tratta di tenere veramente il "lutto",quei colori prendono un altro significato e spesso mi ritrovo a non usarli piu come prima..

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6
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
il lutto è una cosa intima.non credo che serva sbandierarlo ai 4 venti adottando abiti scuri e imponendosi atteggiamenti altrettanto "scuri".sono tradizioni che non ci appartengono più.

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7
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Nelle culture mature il simbolo è vissuto come un veicolo attraverso il quale comunicare una consapevolezza. Diventa un fatto identitario di quella cultura.
E' al tempo stesso una fatto importante e relativo.
E' importante proprio perchè rappresenta un linguaggio e un sistema di valori condiviso....appunto identitario.
Ed è relativo perchè la semplice adesione al simbolo senza aver maturato la consapevolezza che vuole comunicare...è semplice ipocrisia.

Vestirsi di nero senza essere consapevole del sistema di valori che quel simbolo rappresenta è un puro gesto di ipocrisia.
Non vestirsi di nero per puro spirito ribelle è da imbecilli.
Cercare di maturare una propria consapevolezza e poi avere il coraggio e la libertà di manifestarla attraverso dei simboli...è la cosa auspicabile.

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8
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@laura18 ha scritto:Io personalmente sono sempre stata incuriosita da quelle persone che accettano la morte come una cosa normale...poi ho osservato che piu si va avanti con gli anni ,piu quella normalità viene accettata..Ma secondo voi il lutto serve?Il lutto come capo di abbigliamento,come comportamento,ec etc....Nella mia famiglia ci sono sempre state delle regole strettissime riguardo al lutto...vestiti neri,niente scherzi,niente sorrisi....i grandi vestiti di nero...i piccoli di marrone,blu scuro o grigio...Serve secondo voi?Quando da bambina chiedevo dell perchè mi dicevano che per rispetto verso il mancato...ma io ancora oggi non ho capito cosa -cambia al deceduto,se io mi vesto di giallo o di nero?Da dove proviene questa necessità ?
Non ho indossato mai il lutto, inteso come abbigliamento e anche ai funerali vado vestita sobria ma non in nero per forza.
Questione di educazione forse, nella mia famiglia non mi ricordo di aver mai visto nessuno vestito a lutto.
Certo non ci lanciamo i gavettoni ai funerali, ma se finita la funzione e salutato il defunto quando si è a casa ci scappa una battuta ( o meglio nonostante la situazione riusciamo ancora a fare una battuta)  e un sorriso non ci vediamo nulla di male. Non ci sentiamo in colpa di fronte al defunto, vero è che siamo nell'intimità della famiglia e amici, che comprendono, perdonano e partecipano.
In fin dei conti la tumulazione è l'atto estremo che solleva l'animo dei sopravvissuti.

Avete mai notato , ma magari capita solo a me, che finché la salma è all'obitorio, o a casa , onella camera ardente c'è quel senso di pesantezza, come essere "sospesi", poi quando infine ci allontaniamo dal cimitero si fanno quei sospiri lunghi e liberatori?

ps. poi sì, come già è stato detto, dipende anche chi muore. Non che ci siano morti più degne di altre , e che ce ne sono di tanto inaspettate che ti lasciano tanto inebetito

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9
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
"Avete mai notato , ma magari capita solo a me, che finché la salma è all'obitorio, o a casa , onella camera ardente c'è quel senso di pesantezza, come essere "sospesi", poi quando infine ci allontaniamo dal cimitero si fanno quei sospiri lunghi e liberatori?".......anche a me è capitato di avvertire quella sensazione li...di pesantezza...di un energia strana,irrespirabile...sarà il fatto che il quei momenti tutti i vivi presenti osservano la morte come un dato di fatto...sei li con il deceduto/a e ti rendi conto che un giorno al suo posto ci sarai te.Sara per quello..non lo so..So che io sono molto intrigata dai riti funebri che si svolgono molto diversamente da una cultura al altra...e non capisco dell perche nella nostra cultura il deceduto è visto come qualcosa di "sporco"..di intoccabile...Come mai secondo voi?

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10
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Penso che sia un fatto recente, un tempo quando si moriva in casa erano le donne a pulire e preparare la salma e forse non c'era quella diffidenza che si avverte ora. C'è una scena di un film, Tornatore ?, non mi ricordo.racconta proprio il momento in cui tutte le donne di casa accorrono nella stanza del defunto e se ne prendono cura.

Eppoi c'era la veglia, che in alcuni posti di Italia si fa ancora (3 giorni se non sbaglio). Adesso , quasi sempre, si muore, in ospedale, e anche la camera mortuaria ha gli orari da rispettare.

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11
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Si e vero ..non solo in Italia ,ma in tanti altri posti tocca alle donne di casa di lavare e vestire il deceduto.La veglia cè ancora ma sempre meno...e anche li ci deve essere sempre qualcuno nella stanza dell morto..poi ci sono un sacco di tradizioni diverse..alcune addiritura macabre che con il tempo tendono a aparire.Per esempio mia nonna ha una borsa nella qualle tiene delle foto vecchie..tutti i bisnonni,cugini,etc..e in mezzo a quelle foto ci sono alcune fatte ai morti..sopratutto bambini deceduti,l'ultima foto degli anni 40-50.Sono rimasta sciocatta alla loro vista..parlo di tanti anni fa.Poi ho trovato su internet gli album dei morti..........Perche cè bisogno di avere quel tipo di ricordo...quando i ricordi piu cari sono di loro vivi?

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12
Jack lo Smilzo
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Viandante Residente
Viandante Residente
YES 
L'ultima volta che il mio corpo è morto è stato il 6 Febbraio del 1943
a Stalingrado e il giorno 7 si trovava già in ospedale a Monfalcone(Go)
reparto maternità.Ma in tutto questo che c'entro io ?
Comunque per 20 ore dopo la morte ,vedevo la gente che veniva
a guardarmi dentro la bara e ho osservato come erano vestite.
E in tutto questo,che c'entro io?
imbarazzo 

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13
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
bhoooo

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14
biba
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Dai, spiegacelo confused 

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15
Lady Joan Marie
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Viandante Storico
Viandante Storico
Quando sono morti i miei nonni mia madre vestiva di nero però a me e alle mie due sorelle non ci ha mai imposto un abbigliamento da lutto, anche se la mancanza dei miei nonni soprattutto io la sentivo...

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16
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
Certo che la mancanza si sente...ma come mai qui noi vestiamo di nero,e in Asia vestono di bianco?Perchè cè bisogno di esternare la nostra mancanza usando determinati colori?

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17
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
@laura18 ha scritto:Certo che la mancanza si sente...ma come mai qui noi vestiamo di nero,e in Asia vestono di bianco?Perchè cè bisogno di esternare la nostra mancanza usando determinati colori?
è un rito e come quasi tutti i riti non c'è alcun reale legame con la scienza
in certi paesini sperduti del sud è ancor oggi difficile trovare donne sopra i 40 anni che non siano vestite di nero in quanto ad ogni morte portano il lutto per almeno un anno e pare che non siano sovrapponibili, nel senso che se mi muoiono due parenti contemporaneamente non posso portare il lutto per entrambi ma devo fare un anno + un anno....alla fine i morti e i lutti si accumulano e non ti togli più i vestiti neri
....mi dissero che se non lo fai la gente mormora

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18
laura18

Viandante Mitico
Viandante Mitico
@euvitt ha scritto:
@laura18 ha scritto:Certo che la mancanza si sente...ma come mai qui noi vestiamo di nero,e in Asia vestono di bianco?Perchè cè bisogno di esternare la nostra mancanza usando determinati colori?
è un rito e come quasi tutti i riti non c'è alcun reale legame con la scienza
in certi paesini sperduti del sud è ancor oggi difficile trovare donne sopra i 40 anni che non siano vestite di nero in quanto ad ogni morte portano il lutto per almeno un anno e pare che non siano sovrapponibili, nel senso che se mi muoiono due parenti contemporaneamente non posso portare il lutto per entrambi ma devo fare un anno + un anno....alla fine i morti e i lutti si accumulano e non ti togli più i vestiti neri
....mi dissero che se non lo fai la gente mormora
..........Ecco proprio queste cose non le capisco..perche per forza un anno?Una volta gli uomini non si potevano fare la barba per 30 gg(si usa ancora in certi posti in Europa e non solo).Posso capire che è una questione di rispetto,vestire di lutto(nero o bianco che sia)ma perche allungare questo lutto addirittura ad un anno per ogni scomparso?Passato l'anno cosa succede...smette di essere deceduto?Non cè più bisogno di dimostrare la nostra perdita e la nostra sofferenza al riguardo?

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