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Shomèr ma mi-llailah?

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Strade deserte, strade di campagna. Il piede preme nervoso sul pedale dell'acceleratore. Intorno a me un mare verde; le risaie sono immense distese verdi e verdi sono anche i campi di mais. Gli alberi maestosi e rigogliosi controllano severi i confini tra le proprietà assolvendo alla loro funzione di frangivento.

Il sole sta tramontando, c'è vento, un vento intenso, insolito da queste parti. La musica riempie l'abitacolo piena di immagini che ho vissuto, che tutti hanno vissuto. Sento dentro una sensazione di sottile inquietudine e una domanda ricorrente: sentinella, quanto resta della notte? Shomèr ma mi-llailah? Non lo so. Non c'è una meta definita. Non ci sono risposte. Solo piccoli segni lasciati nella notte e l'istinto che mi guida.

In questo viaggio non c'è futuro, non c'è passato. Cerco di rimanere concentrato sul momento presente, di osservare i segni, di impararne il linguaggio. Cerco di comprenderne il significato. Ma quella sensazione di sottile inquietudine che mi porto dentro da sempre che cos'è? Non lo so cos'è. Forse dentro all'immenso spazio che mi circonda non c'è più spazio, forse lo spazio che sto cercando non c'è.

Un'immagine nella mia mente. La luce all'interno della macchina si spegne automaticamente qualche secondo dopo aver chiuso le portiere. Ogni pensiero cancellato dai suoi occhi, dalle sue mani. Le sue guance unite, non penso a niente, nessun pensiero, solo sensazioni. Inizia a mordicchiarmi le labbra, avvicinamenti lenti, il calore del suo respiro sulla bocca, un leggero morso, una leccata. Dopo qualche istante ancora e poi ancora. Infila la lingua tutta nella mia bocca, sento un cuneo che penetra con forza fino a toccarne il fondo.

Un bacio dolcemente violento e profondo. La mia mano sotto la sua gonna, in mezzo alle cosce, fino in fondo, per sentire l'umido del suo desiderio trapassare gli slip e bagnarmi le dita. Lei, fradicia di desiderio, con quel bacio mi contagiava e mi trasmetteva la sua eccitazione, il suo desiderio.

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