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l'aggressività

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doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Perché gli esseri umani, che per alcuni discendono da dio, fatti a sua immagine e somiglianza, sono capaci di aggressioni simili a quelle di una belva feroce?

Che riflessioni ne scaturiscono?

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2
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
homo homini lupus...dio non c'entra nulla

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@doctor faust ha scritto:Perché gli esseri umani, che per alcuni discendono da dio, fatti a sua immagine e somiglianza, sono capaci di aggressioni simili a quelle di una belva feroce?
perché erano così quelli che sono sopravvissuti all'ambiente per centinaia di migliaia di anni, selezionandosi;
poi, siccome siamo meno forti delle belve, ma in grado di comunicare e astrarre, abbiamo anche imparato ad organizzare l'aggressività, sia come riflesso culturale individuale, sia come espressione collettiva;

Che riflessioni ne scaturiscono?
troppe; brevi cenni sull'universo Sorriso Scemo

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4
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
L'aggressività fine a se stessa è una patologia del carattere.

Nei villaggi, o in provincia, si osservano discussioni ad alta voce molto animate, sembrano litigi ed invece sono usi e costumi (basta vederli giocare a morra) - quello è condizionamento ambientale.

Ne parlavo con un amico che ascolta la gente - c'è aggressività nelle case degli italiani ed alcuni se la portano dietro in un modo o nell'altro.

A questo thread si può rispondere leggendo dal seguente collegamento.

https://www.google.it/?gws_rd=cr&ei=sC0iUrzyIYTFtAai64H4Bw#q=italians+are+aggressive&safe=off

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5
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico


Sapendo questo in rete si dovrebbe mitigare l'effetto della mancanza dei contatti visivi, acustici o fisici.

No, perché i malintesi sono dietro all'angolo - c'è anche che -

a noi latini (italiani sopratutto) serve gesticolare. E' importante vedere i muscoli corrugatori e zigomatici degli italiani e le distanze oltre che mani e braccia naturalmente.

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6
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@doctor faust ha scritto:Perché gli esseri umani, che per alcuni discendono da dio, fatti a sua immagine e somiglianza, sono capaci di aggressioni simili a quelle di una belva feroce?

Che riflessioni ne scaturiscono?
prima definisci cosa intendi per aggressività.

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7
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Dopo che Dr. Faust avrà definito il suo punto di vista dell'aggressività... spero che io non abbia preso la vacca per i coglioni, ah ah.

Per ogni invasione di territorio, c'è uno che prende ed uno che cede, uno che aggredisce ed uno che si sottomette.

Risale alla minaccia dell'istinto di conservazione, sopravvivenza.

Non avrei mai creduto, mai davvero, di avere un attacco cardiaco, un danno biologico così grande per una discussione (ao! non come fate qui, parlo di portare l'inferno in casa e palleggiarlo per mesi).

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8
biba
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Sergio, mi dispiace per il tuo attacco cardiaco, spero che tu ora stia bene, per quanto possibile.
Purtroppo l'aggressività, o come dicono gli studiosi, l'istinto rettiliano, è un qualcosa che tace dentro di noi, fino a quando non veniamo stimolati..
Un grande freno è la paura: se hai paura di chi hai davanti, non riuscirai mai ad essere aggressivo, e il tuo fisico reagirà in base agli stimoli percepiti!
Dobbiamo abituarci a rispondere agli stimoli esterni con la stessa attitudine....purtroppo! (davanti ad un criminale, devi avere una mente ancora più criminale! cit: il mio istruttore di TDKM) hug tenderly

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9
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Grazie Biba!

No no! Non ho mai ceduto alla paura, non sono ipocondriaco e non ho mai perso.

Questa volta si, senza cedere appunto l'infrazione cardiaca. L'attacco era su tre fronti diversi, di cui l'ultimo personale. Ho un vocione e le urla si sentivano bene.

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10
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
In Jacob Bohme la collera e l'amore di Dio aprono insieme lo spazio della manifestazione. Senza la collera l'amore non potrebbe apparire, la luce è tale in quanto dissipa la notte. La tensione appartiene a Dio, e la collera è lo sfondo tenebroso da dove Dio nasce a se stesso e si rivela al mondo.

Ma noi non siamo l'amore e per noi può sempre aprirsi un eccesso tenebroso dove nell'altro affermiamo solo noi stessi. Può allora accadere che la nostra collera non sia l'espressione violenta dell'amore per l'altro, il nostro volere a tutti i costi il suo bene, ma solo l'ostinazione nel volere che l'altro sia quello che abbiamo sempre sperato o immaginato.

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11
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
la nostra collera può essere, semplicisticamente, l'espressione violenta del non-amore per l'altro, il non volere (l')altro
il non volere affermare noi stessi nell'altro

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12
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
La persona aggressiva non pensa: " Sono aggressivo". Non sente la propria aggressività: sente invece con molta intensità l'aggressività dell'altro. E' molto vulnerabile. L'aggressore interpreta il mondo come ostile invece che come sofferente. Questa interpretazione lo spinge a fabbricare un mondo effettivamente aggressivo poichè la maggior parte dei suoi interlocutori reagisce automaticamente con aggressività alla sua aggressività

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13
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
vero

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14
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@doctor faust ha scritto:Perché gli esseri umani, che per alcuni discendono da dio, fatti a sua immagine e somiglianza, sono capaci di aggressioni simili a quelle di una belva feroce?

Che riflessioni ne scaturiscono?
Per fortuna, significa che siamo vivi.
Boutade a parte, il punto è che poi noi siamo – anche - in grado di ottimizzare al peggio la carica aggressiva impiegandola per conseguire scopi talmente aberranti da essere esclusivi della nostra specie.

Devo poi dire che l’argomento «aggressività», mi sembra una questione mastodontica, nella quale ben prima della difficoltà a trovare una valida sintesi tra i sistemi valutativi e diagnostici, ben prima di trovare un efficace punto di incontro fra le varie concezioni teoriche, entra in gioco la difficoltà anche solo di elaborare una definizione appropriata, condivisa; se non esaustiva: quanto meno rappresentativa.
Le difficoltà si manifestano quindi assai precocemente, nel rapportarsi al concetto, come ad esempio qua:

Mr. Sergio (il Mr. non è ironico, è giocoso-rispettoso) ha scritto:
L'aggressività fine a se stessa è una patologia del carattere.
Quale?
~
La mia posizione* sulla questione, non può non riflettere il clima gravido di incertezze e di possibilità che le varie teorie e la ricerca, suggeriscono.
Credo, ne rappresenterò una porzione* con un aneddoto.

Fine giugno, inizio luglio; uscendo dal supermercato, mentre percorrevo la distanza utile per uscire dal centro commerciale, mi sono imbattuto in una donna chinata su due bambini.
Si trovavano in posizione defilata, ma non troppo, osservabile intendo ed anche udibile , come poi è stato,
Avvicinandomi a loro, ho osservato i bambini; 4/5 anni, almeno così ho arbitrariamente stabilito e, continuando in ciò: con esigua differenza di età, un maschio ed una femmina.
Il bambino piangeva copiosamente, mentre la bambina era evidentemente rattristata per la situazione.
Ancora distante, ho notato la donna (la madre come poi ho appurato) rivolgere qualche parola al bambino, per poi dedicarsi alla sorella.
Giunto nei pressi della «famigliola», ho udito questa madre dire alla bambina: «Sara.. è vero che tuo fratello ha fatto una cosa sbagliata, molto sbagliata… ma non è con i calci che si risolvono le cose».
Mi sono quindi ritrovato a rallentare, a fermarmi. Ho cercato di intercettare lo sguardo della donna, cosa che poi è avvenuta, per indirizzarle un sorriso.
Lei avrà sicuramente frainteso il mio intento e le motivazioni alla base di esso, al punto che impercettibilmente ha ridotto le distanze tra i bambini richiamandoli a sé con le braccia, ma poco male, anzi.
Ho sorriso a quella donna, perché a mio giudizio, ho assistito al modo più corretto e salubre di gestire la situazione.
Analisi certo parziale la mia, ma in ciò di cui sono stato testimone, non ho udito una negazione della realtà, di ciò che il fratello aveva commesso, ho visto la sua accettazione in formula piena, la sua non distorsione, la sua non minimizzazione.
Non ho assistito al tentativo della madre di risolvere rapidamente la vicenda consolando esclusivamente il fratello o  impartendo alla figlia un precetto indirizzato a debellare il tratto aggressivo, inibendolo, castrandolo in origine e quindi costituendo le basi per ben altri problemi*.
Ho assistito all’accettazione della realtà, anche nei termini di ciò che –filogeneticamente- ci perviene*, con l’indicazione a gestire, incanalare certe «energie», tramite un comportamento appropriato.

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15
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
io suppongo che nel'uomo l'aggressività risieda in una parte molto primitiva del proprio essere. si tratta di quella parte istintiva che ti permette di sopravvivere. è il retaggio della nostra genesi animale. secondo me il problema fondamentale sovviene quando entra in gioco la nostra parte pensante. le convezioni sociali ci dicono che le situazioni andrebbero sempre affrontate con un certo grado di self-control ma il retaggio animale ci istiga a attaccare prima di essere attaccati essendo noi primati e non conigli. ora qui secondo me nasce il problema, quando reprimo la mia aggressività a favore della razionalità tutta quella tensione aggressiva dove va a finire?
le soluzioni secondo me sono due: incanalo la tensione in qualcosa di positivo, ad esempio un corso di fit-boxe, oppure la assorbo e piano piano me ne riempio talmente che prima o poi esploderò in un evento drammatico.
il grosso del problema e capire il proprio limite e controllare la quantità di tensione che posso assorbire. questo implica un certo grado di introspezione che non tutti hanno.

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16
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
in una situazione normale, l' aggressività è proporzionale alla fame, è un fatto fisiologico. In una situazione particolare, ad esempio di ferimento fisico o psicologico, anche in questo caso l' aggressività è fisiologica.

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17
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Dovreste evitare il caso limite.

Io ho detto quella roba di me perché mi sento normale (significa che mi può succedere) e mi piace che non pensiate che sia spocchioso. Perché ci sono pesi e misure a seconda della fascia di età, evento e conseguenze da tenere presente.

Gestire il proprio carattere è un fatto educativo, sociale e culturale. Il bambino che mostra aggressività prima di andare al nido indica che l'aggressività c'è in famiglia, man mano che cresce si percepiscono le iterazioni con l'ambiente aggressivo o meno.

Dopo l'attacco a Nassiria ci era stato commissionato un mezzo di intercettazione delle intrusioni - una contro misura. Si tratta di formare uno livello di attenzione basato sullo stato di consapevolezza. In questo modo l'aggressività viene pianificata -

Per soddisfare i requisiti in modo da vincere e non per compiacersi della sconfitta del "nemico". Qui Dr. Faust vuole sapere quel che pensa il foro sull'aggressività, io dico che si riferisca a quella specifica nel foro. In uno dei suoi messaggi ha detto:

@doctor faust ha scritto:
@Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:A proposito di sciorinare diagnosi : che ne pensate del Disturbo Istrionico di Personalità?

che e' una minchiata indistinguibile da altre manifestazioni dell'atteggiamento umano, fatto per dare corpo al DSM e accontentare psichiatri e psicologi frustrati sempre in cerca di fondamenti al poco o nulla di cui e' fatta la loro scienza.
Così mentre noi siamo specialisti ognuno della propria materia di formazione ed esperienza, nell'ambito dei disturbi della personalità parrebbe che non esista una storia, materiale didattico autorevole o scuola per formare la specializzazione.

Essa si rifà sulla capacità degli operatori del settore. Eppure c'è una distribuzione gaussiana che ci rappresenta - ed essa si chiama anche "normale" proprio per identificare precise caratteristiche del 33% della popolazione presa in esame.

Dunque, per questa cosa probabilmente tutti quelli che hanno speso energie, tempo e notti insonni potrebbero essere risentiti e rispondere in maniera dissenziente e forse con parole diverse lo faccio anche io anche se non frequento quell'ambiente.

Perché attaccare tutto un settore medico e paramedico in un forum nascosti nell'anonimato quando si può offrire il proprio contributo usando i mezzi che la società mette a disposizione? Li gli eventuali consensi diventano determinanti.

Potremmo divertirci a postare le bizzarrie delle persone aggressive in modo da discutere sul livello di opportunità, imbarazzo, etc... forse tenendo presente fascia di età, evento e conseguenze - boh - abbiamo pesi e misure diverse tra di noi.

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18
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Zadig ha scritto:
@doctor faust ha scritto:Perché gli esseri umani, che per alcuni discendono da dio, fatti a sua immagine e somiglianza, sono capaci di aggressioni simili a quelle di una belva feroce?

Che riflessioni ne scaturiscono?
prima definisci cosa intendi per aggressività.
Uno stato di alterazione momentaneo o continuato del carattere, che impedisce la comunicazione serena e costruttiva.

Detto questo, senz'altro riduttivo, ringrazio per le risposte variegate.

Poi chiaramente sul concetto di aggressività ci si possono fare ricerche enciclopediche.

Io parto da un presupposto semplice: Abbiamo bisogno di latte e carezze.
Se ci viene a mancare l'una o l'altra cosa, o tutte e due, l'aggressività aumenta secondo la propra indole e i modi che abbiamo appreso per manifestarla.

Poi c'è chi la rivolta contro se stesso, e chi la ribalta sugli altri.

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19
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ho scelto questo intervento perchè mi ha incuriosito:

@SergioAD ha scritto: Qui Dr. Faust vuole sapere quel che pensa il foro sull'aggressività, io dico che si riferisca a quella specifica nel foro. In uno dei suoi messaggi ha detto:

@doctor faust ha scritto:
@Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:A proposito di sciorinare diagnosi : che ne pensate del Disturbo Istrionico di Personalità?

che e' una minchiata indistinguibile da altre manifestazioni dell'atteggiamento umano, fatto per dare corpo al DSM e accontentare psichiatri e psicologi frustrati sempre in cerca di fondamenti al poco o nulla di cui e' fatta la loro scienza.
Così mentre noi siamo specialisti ognuno della propria materia di formazione ed esperienza, nell'ambito dei disturbi della personalità parrebbe che non esista una storia, materiale didattico autorevole o scuola per formare la specializzazione.

Essa si rifà sulla capacità degli operatori del settore. Eppure c'è una distribuzione gaussiana che ci rappresenta - ed essa si chiama anche "normale" proprio per identificare precise caratteristiche del 33% della popolazione presa in esame.
In effetti sembra che sia cosi: La psicologia terapeutica è un pallone gonfiato, vistoso e appariscente, ma che contiene solo molecole di gas.

Non sto ad elencare tutte le prove raccolte in anni e anni di frequentazioni, studi, discussioni, partecipazioni a dibattiti, impegno personale, approfondimenti in questa o quella metodica, controllo dei risultati anche a distanza, nei casi ritenuti risolti, ecc.

Se si vuole si può riproporre l'ennesima discussione sull'argomento, che finirà come tutte le altre, cioè chi è sulla barca non vuole che affondi, mentre chi non sta su quella barca, ma in altre, può dire tranquillamente che sta imbarcando acqua e non bastano le toppe.

Poi ci sono i naufraghi, che si attaccherebbero a tutto, pur di salvarsi, per cui va bene anche uno zatterone senza prua e senza poppa, basta che galleggi e che nell'immaginario, rappresenti la salvezza.

Dunque, per questa cosa probabilmente tutti quelli che hanno speso energie, tempo e notti insonni potrebbero essere risentiti e rispondere in maniera dissenziente e forse con parole diverse lo faccio anche io anche se non frequento quell'ambiente.

Perché attaccare tutto un settore medico e paramedico in un forum nascosti nell'anonimato quando si può offrire il proprio contributo usando i mezzi che la società mette a disposizione? Li gli eventuali consensi diventano determinanti.
Qui mi pare di sentire una accusa neanche tanto velata.
Criticare non vuol dire attaccare per distruggere e basta. La critica filosofica fa parte del mio lavoro intellettuale. E non si rivolge certo solo alle psicoterapie, ma a molti ambiti dell'ambiente psico-socio-sanitario. Che è l'ambiente dove ho passato la mia vita lavorativa.

Del resto una delle discipline che critico di più, è proprio l'ambito filosofico, che ho frequentato per anni [e continuo a farlo].

Potremmo divertirci a postare le bizzarrie delle persone aggressive in modo da discutere sul livello di opportunità, imbarazzo, etc... forse tenendo presente fascia di età, evento e conseguenze - boh - abbiamo pesi e misure diverse tra di noi.
Ok. Capisco. Ma non è che prima di fare un'osservazione il partecipante deve fare una ricerca su tutti quelli che leggeranno presumibilmente quel post, e regolarsi su ognuno, secondo l'opportunità o meno.

In questo caso ci sono due possibilita'. O il postatore si crea degli scrupoli insormontabili e smette di scrivere.

Oppure, più semplicemente, se una persona irrita o ci è antipatica, la si mette sulla lista degli ignorati.

Le possibilità per sfuggire alle frustrazioni ci sono. Ma è che a volte sono cosi profonde che si riversano sul primo che capita, basta che ci presti il fianco o accenda inconsapevolmente la miccia.YES 

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20
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Sono in attesa che si sviluppi il tema sui limiti del dialogo e non pensavo di interessarmi d'altro nel foro.

L'autoreferenzialità nel mondo tecnico non essendo oggettiva non è benvista - quella che sembra un'accusa non tanto velata è solo scetticismo perché fosse anche una opinione personale dovrebbe fare piacere portare qualche sostegno.

In un altro foro si era presentato Nicola Glielmi e parlò a nome suo delle sue esperienze (è un Reichiano) così le sue critiche avevano un senso, si poteva approfondire leggendo i suoi libri.

L'aggressività non è anche quella che ognuno di noi percepisce asseconda della propria sensibilità?

Volevo chiarire questo - probabilmente torno per dare una risposta più completa sul resto.

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21
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@biba ha scritto:Purtroppo l'aggressività, o come dicono gli studiosi, l'istinto rettiliano, è un qualcosa che tace dentro di noi, fino a quando non veniamo stimolati..
Un grande freno è la paura: se hai paura di chi hai davanti, non riuscirai mai ad essere aggressivo, e il tuo fisico reagirà in base agli stimoli percepiti!
Se definisci l'aggressività come un "istinto" suona strano, poi, sentir parlare di freni.
Oltretutto la paura, al contrario di quanto scrivi, spesso è un facilitatore dell'aggressività: il famoso "lotta o fuggi".

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22
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@doctor faust ha scritto: In effetti sembra che sia cosi: La psicologia terapeutica è un pallone gonfiato, vistoso e appariscente, ma che contiene solo molecole di gas.

Non sto ad elencare tutte le prove raccolte in anni e anni di frequentazioni, studi, discussioni, partecipazioni a dibattiti, impegno personale, approfondimenti in questa o quella metodica, controllo dei risultati anche a distanza, nei casi ritenuti risolti, ecc.

Se si vuole si può riproporre l'ennesima discussione sull'argomento, che finirà come tutte le altre, cioè chi è sulla barca non vuole che affondi, mentre chi non sta su quella barca, ma in altre, può dire tranquillamente che sta imbarcando acqua e non bastano le toppe.

Poi ci sono i naufraghi, che si attaccherebbero a tutto, pur di salvarsi, per cui va bene anche uno zatterone senza prua e senza poppa, basta che galleggi e che nell'immaginario, rappresenti la salvezza.


Non stai ad elencare le prove raccolte solo perché non ne hai. E parlo di prove scientifiche, non di "secondo me che non so una mazza dell'argomento".
Non è una questione tra chi è sulla barca e chi no, ma tra chi sa e chi non sa...e tu "non sa", e l'hai più volte dimostrato.

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23
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ma invece di continuare su questa strada, perchè non porti tu dimostrazioni dell' efficacia di terapie psicologiche, magari relative alle scuole principali?

Così tutti abbiamo modo di verificare e aggiornarci...

Magari quelle piu' usate nelle carceri e nei riformatori o nelle scuole per correggere l'aggressività...
con relative statistiche sui successi ottenuti.sorriso 

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24
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Semplicemente perché non sono io quella che continua a fare commenti sull'efficacia o meno delle psicoterapie: rispondo solo alle tue uscite infelici.
E comunque di studi in proposito ce ne sono a bizzeffe: immagino che tu abbia la possibilità di accedere alla maggior parte delle riviste scientifiche internazionali quindi accomodati.

Ah...Se solo avessi avuto la minima idea di cosa sia una psicoterapia non avresti fatto l'ennesimo scivolone parlando di carceri e riformatori.
Continua pure a elargire pacche sulle spalle: cambierai il mondo!

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25
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
adoro questo clima burrascoso!

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