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Transumanesimo

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
L'ultimo libro del vecchio Dan ha affrontato il tema del Transumanesimo.

In sostanza...è lecito per l'uomo "partecipare attivamente al processo evolutivo indirizzandolo verso specie post-umane"?
Cioè verso una o più specie "oltre l'homo sapiens" che superino i limiti dell'homo sapiens?
Tramite l'ingegneria genetica tutto ciò potrebbe essere possibile....cioè potrebbe essere possibile inventare una tecnologia capace di "modificare il DNA" per creare delle specie post-umane che amplifichino le caratteristiche positive della razza umana e cancellino le caratteristiche negative.

Può l'uomo sostituirsi ai processi naturali? Può l'uomo indirizzare attivamente il processo evolutivo? Può l'uomo sostituirsi a dio?


Queste domande sono del tutto legittime, anche se inutili. Infatti, il giorno stesso che queste domande dovessero essere attuali (perchè qualcuno ha inventato la tecnologia) esse perderebbero di significato, perchè certamente qualcuno quella tecnologia la userebbe...infischiandosene di ogni dubbio etico, filosofico, religioso.

La conseguenza sarebbe, in brevissimo tempo, l'estinzione della razza umana....a meno che la "nuova specie superiore" non voglia mantenere gli uomini per utilizzarli come schiavi. In ogni caso il destino per gli individui homo sapiens non sarebbe roseo. Sarebbero considerati esattamente come noi oggi consideriamo le scimmie.
Inoltre....essendo queste tecnologie esclusiva di pochi e ricchi individui, sarebbe una tecnologia non certamente accessibile a tutti. D'altra parte la storia ci insegna che nessuno chiedeva agli ebrei se volessero partecipare al gioco come "dottori". Loro erano i "pazienti" e tali dovevanop rimanere.

In effetti....se da un punto di vista teorico considero assolutamente positivo che l'uomo partecipi al proprio processo evolutivo indirizzandolo, da un punto di vista pratico immagino che questa possibilità porterà a un futuro roseo per pochi individui (i nuovi eletti della nuova specie)...e a una sciagura indescrivibile per tutit gli altri: cioè gli individui dell'homo sapiens....che sarà NON la razza infariore, ma addirittura "la specie inferiore".

E qui torna prepotente la domanda: può la morale bastare a se stessa senza misurarsi con "dio"?

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2
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Nel mondo greco la tecnica era parente stretta della poièsis, il fare apparteneva all'ambito della virtù e non esprimeva nessuna volontà di potenza, nessun preteso dominio dell'uomo sull'essere. La trasformazione della tecnica in un vero e proprio apparato va di pari passo con il moderno soggettivismo e con la volontà di potenza che lo caratterizza, con il mutamento dell'uomo da custode dell'essere in dominatore e manipolatore dell'ente.

Può la morale bastare a se stessa senza misurarsi con "dio"? E quale "dio"? Secondo alcuni è precisamente la fede nel dio creatore ad originare quel processo di oblìo dell'eternità del tutto, di ciascun ente ridotto ad accid-ente creato "dal nulla" e dunque abitato dal nulla, esposto alla manipolazione ed alla deriva nichilistica della tecnica.

E come dimenticare il Kirillov dostoevskjiano?

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Aleister ha scritto:
Può la morale bastare a se stessa senza misurarsi con "dio"? E quale "dio"? Secondo alcuni è precisamente la fede nel dio creatore ad originare quel processo di oblìo dell'eternità del tutto, di ciascun ente ridotto ad accid-ente creato "dal nulla" e dunque abitato dal nulla, esposto alla manipolazione ed alla deriva nichilistica della tecnica.
grande Alèste ! party  

'n cinque righe c'hai dato da riflètte da fàcci un bimbo! l'estate ti fa bene; o salutami i mori Sorriso Scemo

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4
Aleister
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Viandante Storico
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Vero? Preciso 'ome un dito 'nculo....rolleyss . Riferirò ai mori deh...

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5
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
preciso come dite voi...
ma perché sarebbe proprio la fede nel dio creatore all'origine del processo?

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6
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Non solo del cristianesimo ma anche del pensiero occidentale da Parmenide in avanti. Per la metafisica parmenidea l'essere è e non può non-essere, ovvero esiste solo l'essere e gli enti, da sempre custoditi nell'eternità ed immutabilità dell'Essere. Ma il pensiero greco successivo ha evocato il divenire inteso come la dimensione visibile dove le cose provengono dal niente e ritornano nel niente, dopo essersi trattenute provvisoriamente nell'essere. Il divenire diventa l'oscillazione delle cose tra l'essere e il niente. Idem la concezione cristiana di una creazione dal nulla, di un non-Dio, di un creato che non essendo eterno è esposto alla manipolazione, mero "materiale" utilizzabile a disposizione della volontà di potenza dell'uomo. Se tutto è da sempre eterno non vi è creazione, nè caduta, nè necessità di alcun salvatore.
Emanuele Severino (non solo lui anche se la sua concezione ha una radicalità estrema) ha indagato a fondo i rapporti tra "fede" nel divenire, tecnica e deriva nichilistica dell'Occidente.

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7
PaperMoon
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Viandante Mitico
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grazie

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8
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Caro Aleister, la tua conoscenza della rivelazione cristiana mi sembra un po' deficitaria.
La rivelazione cristiana non si basa sul creazionismo. Gesù Cristo non ci ha rivelato che "dio" ha creato il mondo dal nulla.
Gesù Cristo è venuto a rivelarci il "cuore della legge" e, con esso, i legami tra uomo e dio e tra uomo e uomo.
"Ama dio con tutto il tuo cuore e tutta la tua mente...e il prossimo tuo come te stesso"....poichè dio è padre e noi siamo figli, cioè fratelli.
Questo è il cuore della rivelazione cristiana.....e non il fatto che "dio ha creato l'universo dal nulla".
In effetti, per un cristiano, chi, cosa e come abbia creato l'universo è una questione del tutto secondaria. E' invece fondamentale "perchè" è stato creato.

Detto questo...torniamo al punto. Se la morale (ogni morale) bastasse a se stessa, come potremmo dire che la "morale nazista" era negativa? Se ogni morale bastasse a se stessa come potremmo dire che la creazione in laboratorio di una specie superiore che spazzerebbe via l'homo sapiens è una cosa negativa?

Se ogni morale basta a se stessa allora ogni "progetto sull'umanità" è giustificato in se stesso. Quindi il più forte vince. Chi ha i soldi e la forza tecnologica e militare per imporre il proprio progetto e la propria morale, vince.
Di fatto "la morte di dio" (inteso non come "creatore"....ma come "padre") segnerà inevitabilmente la morte dell'homo sapiens.

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9
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Quella che tu chiami la rivelazione cristiana non sfugge alla deriva nichilistica di cui sopra, affermando infatti la suprema bestemmia di un'alterità dell'uomo da Dio, creatore o Padre poco importa ma sempre determinato nei "modi" e frutto di rappresentazioni quando proprio il paradosso della Croce rivela la fine di ogni rappresentazione di Dio come "Altro". Alla morte dell'io, dell'uomo determinato, creaturale, corrisponde la morte del Dio altrettanto determinato nei modi (creatore, Padre, Amore etc.) e l'attingimento, qui ed ora, dell' identità divino-umana, esperienza di unità (non unione) e dunque di assoluta pace, gioia, "beatitudine". Cioè il cuore dell'annuncio cristiano. Non la salvezza in un eschaton, ulteriore rimando all'alterità ma assoluta unità e gioia nel presente, "senza perchè". Fine della morale, dello scopo, del perchè, appunto.

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10
xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Ovviamente dissento.
Il "cuore dell'annuncio cristiano" non è la "beatitudine personale" scaturita dall'identità divino-umana. Nè tantomeno la "salvezza personale". Il "cuore dell'annuncio cristiano" non riguarda tanto la natura del legame tra il singolo uomo e dio (che invece interessa molto coloro che vedono nella religione un ennesimo modo per affermare se stessi e il proprio ego).
Il "cuore dell'annuncio cristiano" è l'amore verso il prossimo. Un concetto semplice, immediato...e senza troppi giri di parole. "Come puoi amare dio che non vedi, se non ami il tuo fratello che vedi?".

E proprio questo spiazza tutti i vari professoroni - o presunti tali - che usano discorsi da azzeccagarbugli su identità divino-umana...su esperienza di unità...e su altre amanità del genere nel tentativo di descrivere una propria "presunta illuminazione e conoscenza superiore".

Il "cuore dell'annuncio cristiano" è la parabola del buon samaritano....cioè "farsi prossimo degli altri uomini"...."interessarsi con com-passione al loro destino" come fosse il nostro.
Il "cuore dell'annuncio cristiano" è una cosa molto semplice e alla portata di tutti....e che spesso sfugge proprio a coloro che lo ricercano in chissà quale "concetto astruso e superiore o riservato ai pochi illuminati".

Ed è proprio perchè il "cuore dell'annuncio cristiano" ruota attorno al concetto: "chi tra voi vuole essere il primo si faccia servo degli altri", cioè ruota attorno al concetto "dell'amore verso gli altri esseri umani considerati propri fratelli".....proprio per questo il cristianesimo è il vero ed unico antidoto ad ogni transumanesimo elitario, ad ogni nazismo, ad ogni fascismo, ad ogni comunismo.....antidoto, cioè, ad ogni "progetto di uomo" che preveda una casta superiore elitaria ed eletta che vive affermando il proprio dominio e potere su una schiera di presunti sfigati, o schiavi, o inferiori o sottoposti sottopagati.

Il "cuore dell'annuncio cristiano" non è un ridicolo gioco di parole presunto saccente e illuminato sulla natura dell'uomo e di dio. Il "cuore dell'annuncio cristiano" ti spinge a farti prossimo, senza troppi giri di parole spocchiose e vuote, verso ogni essere umano e le sue necessità.
Ed è per questo che l'etica cristiana è un potente antidoto contro ogni "religione individualista" che dichiara "la morte di dio" ed eleva a totem un "nuovo progetto di uomo" (dove chi lo inventa, guardacaso, si autoprocalma sempre sommosacerdote): qualunque esso sia.

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11
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@xmanx ha scritto:
Il "cuore dell'annuncio cristiano" è l'amore verso il prossimo. Un concetto semplice, immediato...e senza troppi giri di parole. "Come puoi amare dio che non vedi, se non ami il tuo fratello che vedi?".

E proprio questo spiazza tutti i vari professoroni - o presunti tali - che usano discorsi da azzeccagarbugli su identità divino-umana...su esperienza di unità...e su altre amanità del genere nel tentativo di descrivere una propria "presunta illuminazione e conoscenza superiore".
ics, sei fuori bersaglio con questa polemica;

Alèste non si è per niente atteggiato a professorino, ma ha riportato una questione filosofica essenziale, che non inficia l'eventuale fede di chi vuole aderire ad una dottrina etica;
cioè, non confligge di per sé con quello che dici tu, ma si pone su un altro piano, che si capisce se si vuol fare un minimo sforzo per comprendere la logica di quel discorso;

senza nessuna critica per il tuo pensiero positivo, se la butti in polemica perdi solo un'occasione di riflettere su qualcosa a cui magari non avevi pensato sorriso 

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12
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Caro magonzo....da studioso e analista serio della tradizione, storia e cultura occidentale, voglio farti notare che la mia non era una risposta polemica.

Aleister ha scritto: "Quella che tu chiami la rivelazione cristiana non sfugge alla deriva nichilistica di cui sopra".
E' una affermazione autoreferenziale, che denota una scarsa (o nulla) conoscenza della rivelazione cristiana (e quindi dell'evento storico e culturale che - all'indomani della caduta dell'impero romano - ha plasmato la civiltà occidentale).

Infatti vorrei che Alesiter mi spiegasse che cosa c'è di nichilistico nella parabola del buon samaritano che è "il cuore dell'annuncio cristiano".

Ammesso e non concesso che sappia cosa sia il nichilismo e sappia cosa sia la parabola del buon samaritano.

P.S. La cosa più divertente alla quale assisto sempre più spesso e quella di vedere un sacco di gente che parla di cristianesimo senza avere la più pallida idea di cosa sia stato e di cosa sia.
E ritengo questo un fatto gravissimo. Sarebbe come dire che la rivoluzione francese è stata organizzata dai preti.  
Ti assicuro....è spassosissimo.

P.S.2 Mi verrebbe da dire: "Gesù non è venuto a fare filosofia, nè tantomeno a dirci di farla. Gesù è venuto per praticare l'amore fraterno e a raccontarcelo. E ad invitarci a fare lo stesso, cioè a essere come lui".
Mi chiedo: Aleister lo avrà capito? Mah.....ne dubito fortemente.

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13
Aleister
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Xmanx, l'emotività (che non è esattamente l'amore) non aiuta la ragione. Infatti non ne hai azzeccata una.

"Beatitudine personale" è un ossimoro, consistendo la beatitudine in quel "rinnegare se stessi" "rinnegare la propria anima" ovvero la volontà propria ed appropriativa che riduce anche Dio (ed il prossimo) ad Ente utile a sostenere le pretese dell'egoità. "Dio è un ente per i peccatori" ricordava Meister Eckhart. Il pensiero dell'alterità è pensiero alienato e alienante, infatti "Non esiste separazione tra Dio e le cose, perchè Dio è in tutte le cose, più intimo ad esse di quanto esse non lo siano a se stesse. Anche l'uomo non deve essere separato da cosa alcuna; ovvero deve essere niente in se stesso, assolutamente uscito da se stesso in modo da non essere separato da cosa alcuna ed essere tutte le cose. Infatti, nella misura in cui sei niente in te stesso, nella stessa misura sei tutte le cose e non esiste separazione tra te e le cose. Dunque nella misura in cui non sei separato dalle cose, nella stessa misura sei Dio e tutte le cose, perchè la divinità di Dio consiste nel fatto che egli non è separato da cosa alcuna"

Quello dell'amore per il prossimo non è il cuore dell'annuncio cristiano ma la regola aurea di ogni tradizione religiosa e non costituisce lo specifico del cristianesimo che è invece l'unitas spiritus tra uomo e Dio, senza mediazioni. Pensare un prossimo da amare è pensare qualcuno di altro da me, ciò che è altro da me è un non-me e dunque una negazione, di qui il nichilismo dell'amore del prossimo malinteso. Ogni creatura per essere se stessa nega di essere un'altra, solo Dio, l'Uno (e l'uomo uno con Lui) è "negatio negationis" e cosi' tutto in tutti.

La declinazione del cristianesimo come tensione al Regno, progetto, distanza (tra uomo e uomo, tra Dio e uomo, tra mondo, uomo e Dio) che va colmata lungi dall'esserne l'antidoto è il modello di ogni ideologia e progettualità, anche la menata del transumanesimo. Solo la gioia dell'Uno, qui ed ora e senza perchè è il lieto annuncio libero da ogni alienazione.
In tal senso il cristianesimo porta in sè e si compie in una sorta di ateismo mistico (questo sì unico vero antidoto ad ogni forma nichilistica ed alienante) i cui tratti ti avevo sopra suggerito.

Prova a pensarci libero da emotività e reattività. Ammesso e non concesso che tu sappia cosa significa pensare.

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Magonzo
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Viandante Storico
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@xmanx ha scritto:Caro magonzo....da studioso e analista serio della tradizione, storia e cultura occidentale, voglio farti notare che la mia non era una risposta polemica.
...
P.S.2 Mi verrebbe da dire: "Gesù non è venuto a fare filosofia, nè tantomeno a dirci di farla. Gesù è venuto per praticare l'amore fraterno e a raccontarcelo. E ad invitarci a fare lo stesso, cioè a essere come lui".
Mi chiedo: Aleister lo avrà capito? Mah.....ne dubito fortemente.
il fatto che "Gesù non sia venuto a fare filosofia" non esclude che le dottrine - peraltro varie e diverse - che vi si ispirano non possano essere osservate nelle loro implicazioni filosofiche, no ?

anche fosse - e non è certo questo il caso - che bisogno hai di aggredire sempre l'interlocutore tacciandolo di non sapere ?

Le porte del paradiso

Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: «C'è davvero un paradiso e un inferno?».
Chi sei?» volle sapere Hakuin. «Sono un samurai» rispose il guerriero.
«Tu un soldato!» rispose Hakuin. «Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!».
Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: «Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa».
Mentre Nobushige snudava la spada, Hakuin osservò: «Qui si aprono le porte dell'inferno!».
A queste parole il samurai, comprendendo l'insegnamento del maestro, rimise la spada nel fodero e fece un inchino.

«Ora si aprono le porte del paradiso» disse Hakuin.

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
"Quello dell'amore per il prossimo non è il cuore dell'annuncio cristiano ma la regola aurea di ogni tradizione religiosa e non costituisce lo specifico del cristianesimo che è invece l'unitas spiritus tra uomo e Dio, senza mediazioni."

Mi spiace caro Aleister, ma sei fuori strada. E pure parecchio. E sei fuori strada perchè - come avevo già detto - tu affronti l'argomento cristianesimo dal punto di vista della natura dell'uomo e di dio e della relazione tra essi. In sostanza riduci il cristianesimo a una questione filosofica.
Ma come ti ho già detto, "Gesù non è venuto a fare filosofia, nè tantomeno a dirci di farla. Gesù è venuto per praticare l'amore fraterno e a raccontarcelo. E ad invitarci a fare lo stesso, cioè a essere come lui".
L'amore fraterno "è il cuore del cristianesimo". Non esiste regno, non esiste salvezza, non esiste dio...senza l'amore fraterno. E non esiste cristianesimo senza l'amore fraterno.

Gesù NON ci invita a pensare come lui. Gesù ci invita AD ESSERE come lui.

D'altra parte il tuo tentativo di ridurre il cristianesimo a una questione filosofica e teorica sul rapporto tra dio e l'uomo, non mi sorprende affatto. Tutti coloro che negano il cristianesimo e lo vogliono sminuire, si sforzano di negare "la questione dell'amore fraterno". Fanno finta che semplicemente non ci sia. Ed invece è la questione centrale.

Lo stesso Gesù, che cercava di comunicare questo semplice concetto ai Farisei, agli stessi Farisei diceva: "Ti ringrazio Padre perchè hai voluto rivelare queste cose ai semplici e le hai volute nascondere ai dotti (o presunti tali)".
Caro Aleister....non sei nè il primo nè sarai l'ultimo a far finta di non capire.

Tutte le tue parole sono chiacchiere vuote. Chiacchiere da azzeccagarbugli, di chi cerca di nascondere dietro paroloni privi di significato una verità assai semplice: "Come puoi dire di amare dio che non vedi, se non ami il prossimo tuo che vedi?".
A questa affermazione gli chiesero: "E chi è il mio prossimo?". E Gesù rispose raccontando la parabola del buon samaritano.

Tanto lo so che farai finta di non capire....e vomiterai altri mille concetti filosofici astrusi pieni di dotte citazioni. Ma quella roba che hai in mente tu NON E' il cristianesimo.

Detto questo...che è solo una premessa...torno al punto principale. Il cristinesimo si fonda sull'"amore fraterno universale che nasce dall'essere tutti figli di dio e quindi fratelli" (quella del "padre" e dei "figli" è solo un'immagine metaforica che ha lo scopo di ricordare il concetto di "unità" tra gli uomini e dio).
Questo E' lo specifico del cristianesimo.
Nessuna altra religione si fonda sulla fratellanza universale e sull'amore universale.

Questo è l'unico e solo antidoto per combattere e controbattere ogni casta elitaria che, autoattribuendosi un ruolo elitario di guida (sempre giustificato dal volere di dio), fonda un'etica autoreferenziale (cioè che giustifica se stessa perchè voluta da qualche "dio" partorito dalla loro mente) nella quale attribuisce a se stessa il potere di dominare e sottomettere gli altri ritenuti inferiori e quindi si autoassegna il ruolo di guida.

E' proprio da questa concezione che nasce il transumanesimo....e che sono nati i lager e i gulag di tutti i colori che hanno insanguinato il 20 secolo.
Proprio dalla negazione NON tanto di dio come entità filosofica astratta ed elitaria....ma dalla negazione di dio padre e del fatto che siamo tutti fratelli in quanto figli. (cioè dalla negazione del "cuore del cristianesimo").

In effetti il cristianesimo era scomodo all'imperatore romano e alla casta elitaria che dominava l'impero. E continua ad essere scomodo per ogni corrente di pensiero che giustifica la supremazia di un uomo su un altro uomo. Di qualunque colore sia la dottrina.



Ultima modifica di xmanx il Mar 27 Ago 2013 - 16:37, modificato 1 volta

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xmanx
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Caro Magonzo....io non contesto ad Aleister di parlare di filosofia. Per me può fare quello che vuole. Anche se in questo 3D NON si vuole parlare di filosofia.....nè tantomeno il cristianesimo è una filosofia.

Certo che quando Aleister fa delle affermazioni, denotando una scarsa conoscenza della materia di cui si sta parlando, e pretende pure che gli si creda per fede (visto che non dimostra mai le sue affermazioni).....mi viene da prenderlo un po' in giro.
Ma in modo bonario eh.

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Magonzo
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@xmanx ha scritto:Caro Magonzo....io non contesto ad Aleister di parlare di filosofia. Per me può fare quello che vuole. Anche se in questo 3D NON si vuole parlare di filosofia.....nè tantomeno il cristianesimo è una filosofia.

Certo che quando Aleister fa delle affermazioni, denotando una scarsa conoscenza della materia di cui si sta parlando, e pretende pure che gli si creda per fede (visto che non dimostra mai le sue affermazioni).....mi viene da prenderlo un po' in giro.
Ma in modo bonario eh.
Alèste deve per forza ricorrere ad un linguaggio molto sintetico per esprimere qui certi concetti; peraltro ha compiuto anche un discreto e apprezzabile sforzo per non ricorrere troppo a formulazioni paradossali che parlano agli habitués della dialettica;

la nozione implicita nel dibattito evocato da Alèste - non se l'è inventato lui, eh - è che il Cristianesimo è di necessità anche una filosofia, se non altro perché nel linguaggio e nelle categorie che contempla si esprime una dialettica e una cosmogonia;
ogni seguace di dottrina fondata su postulati di fede pone quella dottrina su un piano diverso da quello filosofico; tuttavia, per trovare un comune denominatore dialettico che ti consenta di discutere devi astrarti dalla componente di fede; il che, tra l'altro, ti consentirebbe anche di valutare analogie e dicotomie nascoste sotto l'esteriorità precettistica.

mi rendo conto che da monoteista biblico ovviamente è un concetto che sembra riduttivo, ma non dovresti averne paura, perché è una cosa che ti può solo arricchire e non ti toglie nulla.

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xmanx
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Caro Magonzo, è davvero incredibile la tua capacità di capire "quello che vuoi capire"...e di non capire, invece, quello che c'è scritto sotto i tuoi occhi.
Non ho mai parlato di fede - che tra l'altro non ho.
Ho, invece, parlato del messaggio storico del Gesù storico (così come si evince dai vangeli).
Il Gesù storico e tutto il cristianesimo, come sa benissimo chiunque lo abbia studiato davvero (e non chi ne parla per sentito dire)...non ha mai fatto discorsi "filosofici" o di "fede" astratti.
Il "cuore del cristianesimo" non è una discussione filosofica sui massimi sistemi.

Lo stesso Gesù, ogni volta che veniva interrogato dai Farisei sul piano teorico e filosofico su dio e sul rapporto con dio (le famose dispute "sulla legge di mosè"...su chi è "puro" e chi no....su chi sono gli eletti e chi no) riconduceva la discussione su aspetti molto pratici: "come puoi amare dio che non vedi se non ami il tuo prossimo che vedi?".
Caro Magonzo....io non sto parlando di "fede". Sto parlando di ciò che il Gesù storico voleva comunicare, che poi è l'essenza del cristianesimo.

D'altra parte se uno non si prende la briga di studiare Gesù e la sua "rivelazione" per quello che è (indipendentemente dal fatto di crederci o meno), difficilmente può capire la storia dell'occidente degli ultimi 2000 anni.
E io sono dell'idea che una persona seria Gesù lo studia per quello che è (indipendentemente dal fatto di crederci o meno)...e non per quello che vorrebbe che fosse.

E ora torniamo al punto: il transumanesimo, l'ingegneria e la manipolazione genetica. E' lecito per l'uomo indirizzare a proprio piacimento l'evoluzione al fine di creare una specie "superiore"?
Per chi sostiene che ogni "morale" basta a se stessa e si giustifica in se stessa, la risposta è ovviamente sì. E per queste persone il Gesù storico e la sua "rivelazione" continueranno a essere una presenza fastidiosa...da eliminare.

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paolo iovine
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Viandante Mitico
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x, se dio - per chi ci crede - è perfezione, non trovi naturale che l' uomo possa indirizzare l' evoluzione a sua immagine e somiglianza ?

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20
Aleister
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Viandante Storico
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Xmanx affermi di riferirti al "messaggio storico del Gesù storico" ignorando il dibattito ancora in corso sull'ambiguità ed estrema difficoltà da parte degli esegeti ad isolare i tratti autentici di colui che chiami Gesù storico. Uno studioso serio del cristianesimo non dovrebbe ignorare almeno alcuni punti.

1) Le fasi del dibattito storico sulla figura di Gesù-Yeshua e gli studi redatti nelle fasi "separatista" (Reimarus) dalla quale originano le fasi "liberale" (dal 1778 al 1906), quella "storico critica" (dal 1953 ad oggi) e quella dell'ebraicità di Gesù dalla fine degli anni Sessanta ai nostri giorni. Come ben sai in un'alternanza che oscilla dalla convinzione dell'impossibilità ad individuare un Gesù puramente storico e non già da sempre viziato da interpretazioni ideologiche (Schweitzer), alla demitizzazione di Bultmann, al tentativo di ripresa di un'analisi storico critica basata sui criteri esegetici di discontinuità, conformità, attestazione multipla sino alle problematiche dell'ebraicità di Gesù e della conformità o meno del suo messaggio al monoteismo ebraico. 2)Inoltre fa problema anche il percorso di redazione dei Vangeli per giungere sino a noi, un percorso che attraversa circa nove tappe: vita e predicazione di Gesù-Yeshua (in aramaico); predicazione orale degli apostoli e stesura delle prime unità narrative; redazione del testo finale da parte degli evangelisti (in greco); compilazione del canone da parte della Chiesa dei primi secoli; copia e produzione dei diversi manoscritti su papiri e pergamene; critica testuale; traduzioni; esegesi; ermeneutica. 3) Per non dimenticare le difformità ed incongruenze delle stesse fonti evangeliche (sarebbe lungo elencare tutte le discordanze fra di loro dei Vangeli canonici sulla figura ed il messaggio di Gesù)
Insomma, l'approccio "storico al Gesù storico" è questione seria, non liquidabile con un paio di frasette estrapolate a cazzo dal Vangelo (quale? Abbiamo visto che i Vangeli non dicono le stesse cose allo stesso modo, quando non si contra-dicono). Ammiro il tuo interesse sincero e la passione della ricerca sul "Gesù storico" ma un po' di studio ti aiuterebbe a liberarti da posizioni (queste sì idealistiche e fondamentaliste), ampliando i tuoi orizzonti. Buon lavoro....

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21
kohkarunagi
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Viandante Storico
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@Aleister ha scritto:Nel mondo greco la tecnica era parente stretta della poièsis, il fare apparteneva all'ambito della virtù e non esprimeva nessuna volontà di potenza, nessun preteso dominio dell'uomo sull'essere. La trasformazione della tecnica in un vero e proprio apparato va di pari passo con il moderno soggettivismo e con la volontà di potenza che lo caratterizza, con il mutamento dell'uomo da custode dell'essere in dominatore e manipolatore dell'ente.

Può la morale bastare a se stessa senza misurarsi con "dio"? E quale "dio"? Secondo alcuni è precisamente la fede nel dio creatore ad originare quel processo di oblìo dell'eternità del tutto, di ciascun ente ridotto ad accid-ente creato "dal nulla" e dunque abitato dal nulla, esposto alla manipolazione ed alla deriva nichilistica della tecnica.

E come dimenticare il Kirillov dostoevskjiano?
Dio è solo una perversione mentale nata dalla paura. È una nostra creatura e come tale possiamo distruggerla con la presa di coscienza della sua condizione di creatura a noi assoggettata.

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22
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Aleister ha scritto:Xmanx affermi di riferirti al "messaggio storico del Gesù storico" ignorando il dibattito ancora in corso sull'ambiguità ed estrema difficoltà da parte degli esegeti ad isolare i tratti autentici di colui che chiami Gesù storico. Uno studioso serio del cristianesimo non dovrebbe ignorare almeno alcuni punti.

1) Le fasi del dibattito storico sulla figura di Gesù-Yeshua e gli studi redatti nelle fasi....
Eh... temo siano suggerimenti che il buon X non può e non vuole considerare.
Ho già provato io su questo terreno, ma con poca fortuna.
Auspico però, ogni tuo più profondo successo in tal senso.

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23
samanta
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
[Se ogni morale basta a se stessa allora ogni "progetto sull'umanità" è giustificato in se stesso. Quindi il più forte vince. Chi ha i soldi e la forza tecnologica e militare per imporre il proprio progetto e la propria morale, vince.
Di fatto "la morte di dio" (inteso non come "creatore"....ma come "padre") segnerà inevitabilmente la morte dell'homo sapiens. da xmanx]
mi intrufolo in questo trd ne da cristiana, ne da conoscitrice ne da filosofa. però ritengo che in questa osservazione , anzi nella sua negazione ci sia il succo di tutto questo discorso. infatti se parti dal presupposto che non siamo il progetto di nessuno il ragionamento del più forte vince e fila che è una meraviglia.
io suppongo che quando si parla di possibilità mediche e di miglioria della vita non la devi mai vedere dalla limitatezza (e questa è una mia opinione) della religione ma da un punto di vista civico per cui bisogna dare il più grande beneficio alla maggioranza della popolazione. indi per cui se usare determinate tecnologie può aiutare l'umanità a vivere meglio o ad eliminare i difetti evolutivi ben venga.
per tornare al tuo discorso poi voglio pensare ancora in maniera molto materialista e in natura vince sempre il forte  a partire dalla fecondazione, trattasi di evoluzione della specie. se non fosse così pensa a cosa saremo oggi, ma grazie a questo pensa a cosa saremo domani. il problema secondo me non è sostituirsi a dio ma alla natura nel senso opposto, noi permettiamo anche la sopravvivenza del gene più debole cosa che in natura non esiste. è questo che dovremo fortemente correggere secondo me.
se poi la dobbiamo vedere dal punto di vista della religione o del cristo storico mi devi indicare dove dio abbia mai detto che l'uomo non deve progredire nella medicina, e solo di questa si parla nella bibbia per ovvie ragioni storico-culturali, per custodire la propria vita. perché sulla bibbia si dice proprio di curarsi e fare qualunque cosa possibile per mantenersi in salute ( ovviamente sto parafrasando). e se per mantenere in salute l'umanità servissero proprio quelle manipolazioni genetiche?

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xmanx
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@aleister
non ignoro affatto il dibattito storico.
ma un conto è il dibattito...altro conto sono i documenti.
e chiunque voglia fare un discorso scientifico serio parte sempre dalle fonti originarie che abbiamo a disposizione, cioè dai documenti storici.

il resto sono chiacchiere.

rabbrividisco al pensiero che ora, in qualche laboratorio sparso per il mondo, qualche pazzoide stia facendo esperimenti genetici su embrioni umani e non a fini di cura....ma per realizzare un suo disegno folle e malato.

la perdita del senso di dio (inteso non come entità astratta e filosofica, ma come "padre comune" della vita e degli esseri umani) non può che portare a scenari apocalittici, come già la storia ci ha ampiamente dimostrato.

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paolo iovine
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pensa che stanno cercando di clonarti, x.

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