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Gli archetipi nei sogni: Jung e i sogni archetipici

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victorinox
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Viandante Residente
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In molti hanno tentato di definire cosa sia il sogno ma nessuna definizione isolata è esaustiva, e forse non lo è nemmeno il loro insieme.
L'aspetto più sconcertante è nella sua significatività: il sogno non risulta indifferente al sognatore, ed emozioni e impressioni dense di significato si affollano frequentemente in esso.
L'interpretazione freudiana del sogno si basa essenzialmente sul metodo delle libere associazioni, e poggia sulla concezione del sogno come manifestazione del desiderio, che però viene mascherata dall'azione della censura onirica. Inoltre, per Freud il desiderio è essenzialmente di natura sessuale, per cui il sogno esprime sempre un desiderio sessuale, attuale o pregresso.
C.G. Jung amplia questa interpretazione utilizzando anch'egli il metodo delle libere associazioni ma tenendo conto del contesto
ricollocando così il sogno nella dimensione globale dell'esistenza del sognatore.
Esistono sogni di diverso genere e tra questi ci sono i sogni archetipici, o grandi sogni, capaci di una rilettura complessiva del senso della nostra esistenza facilitandoci nel processo evolutivo che vi è intrinseco e che Jung chiama individuazione.
I sogni archetipici chiamano in causa un inconscio personale, per forza di cose, ma anche un inconscio collettivo, il quale rappresenta per Jung uno strato più profondo rispetto all'inconscio personale, più prossimo alla coscienza.
Il funzionamento dell’inconscio personale è legato ai complessi, mentre quello dell’inconscio collettivo è caratterizzato essenzialmente appunto dagli archetipi, i quali sono strutture caratterizzate da vari livelli di intensità, significato e carica energetica che Jung chiama “numinosità” e che permettono la periodica formazione e dissoluzione di immagini, mentre la struttura dell’Ego. L’archetipo non a caso è da lui interpretato come una funzione psichica che dà forma e sviluppo a un particolare aspetto della personalità e, per certi versi, corrisponde a livello psichico alla funzione che i geni hanno a livello somatico. Gli archetipi ci forniscono la possibilità stessa di identificarci e di assimilare concetti della realtà già presenti nel bagaglio ereditario della conoscenza umana. In questo senso i sogni archetipici hanno un significato individuale di “traccia evolutiva” della personalità e sono simboli del processo di individuazione.

Cercherò di elencare i principali archetipi.
Non so quali ricorrano nei vostri sogni. Per me è stato intrigante scovarne alcuni nei miei sogni



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2
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
I principali archetipi ricorrenti nei sogni

Essi sarebbero il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita e per Jung non è possibile entrare in rapporto diretto con essi, ma solo con i loro effetti: sogni, sintomi, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.
Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Vecchio, il Fanciullo, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.



L’archetipo della Madre


si riferisce a una immagine della figura materna a cui la madre reale viene assimilata nella psiche individuale. Tale archetipo viene proiettato sulla madre concreta, attribuendole potenza e fascino. Il prototipo di madre ereditato dal bambino influenza in maniera determinante l’idea che egli si formerà della propria madre. L’immagine primordiale della madre si manifesta sotto molte forme, ad esempio la “vecchia saggia” o la “dea della fecondità”, nel suo lato positivo, la “strega” o la “madre terribile” in quello negativo. Come tutti gli archetipi, infatti, la Madre presenta aspetti di luce e di ombra.

L’archetipo del Vecchio

Racchiude, nel lato positivo, caratteristiche psicologiche come stabilità, maturità, saggezza, senso di responsabilità; in senso negativo si riferisce ad atteggiamenti derivanti da eccessivo tradizionalismo, dispotismo, cinismo e mancanza di fantasia.

L’archetipo del Fanciullo


Deriva da un dio dell’antichità, successivamente identificato con Dioniso e con Eros. È il dio della giovinezza, della vita, della resurrezione dopo la morte, del rinnovamento. Nella psicologia analitica junghiana questa definizione viene attribuita a una personalità maschile che, in età adulta, ha ancora le caratteristiche dell’adolescenza e una dipendenza troppo forte dalla madre. Si manifesta, nel lato negativo, come rifiuto di assumere responsabilità, in quello positivo, invece, risveglia le risorse creative e le capacità di rinnovamento della psiche.

L’archetipo dell’Ombra

Rappresenta una parte inconscia della personalità, contraddistinta da inclinazioni e comportamenti (sia negativi che positivi) rimossi dall’Io cosciente. Nei sogni compare sotto forma di una persona dello stesso sesso del sognatore. Il riconoscimento della propria Ombra, generalmente, implica una crescita nel processo di evoluzione psicologica.

L’archetipo della Persona ( cioè maschera dell’attore)

Esprime il ruolo sociale, derivante dalle aspettative della società e dell’educazione. L’Io equilibrato è in rapporto con il mondo attraverso una Persona adattabile. L’identificazione con la Persona, cioè con il proprio ruolo sociale, è in contrasto con lo sviluppo psicologico.

L’archetipo dell’Anima


Denota la parte inconscia femminile della personalità dell’uomo. Nei sogni è rappresentata da immagini di donne di vario genere: dalla seduttrice alla guida spirituale. L’Anima rappresenta la funzione relazionale (eros), quindi la sua evoluzione nell’uomo si manifesta nel modo di rapportarsi alle donne. L’identificazione con l’Anima può avere come conseguenza l’emergere di tratti psicologici come volubilità, eccitabilità, melanconia.

L’archetipo dell’ Animus ( cioè spirito)

Definisce l’elemento maschile dell’inconscio femminile. Costituisce la funzione razionale (logos) e compare nei sogni come figura maschile. L’identificazione con l’Animus può manifestarsi con caratteristiche di ostinazione, durezza, sfida, mentre nell’aspetto più positivo mette in relazione la donna con le energie creative dell’inconscio.

Il Sé

E' l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche, sulla quale esercita un effetto ordinatore. Si manifesta nelle visioni, nei sogni, nei miti e nelle fiabe come “personalità di grado superiore”, ad esempio come figura regale o eroica oppure, in forme astratte, come cerchio, quadrato, mandala.



Testi di di riferimento

C. G. Jung, La dinamica dell'inconscio
C. G. Jung, Psicologia e religione
C. G. Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo
 

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3
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Penso che il sogno sia semplicemente una cura della psiche verso se stessa e verso l'essere in generale.

Si tratta di scomporre e riassemblare momenti dell'esistenza, secondo principi di somiglianza, continuità e contiguità, [vedi Hume sul funzionamento della mente] anche le scelte che nella realta si sono scartate e sono state frustrate da incapacità e impossibilità oggettiva.

Ogni altra interpretazione mi appare arbitraria.

In quanto all'inconscio collettivo, non è altro che il risultato della memoria genetica presente nel dna del ramo filogenetico, e più in generale nella specie umana, con tracce ancora più profonde nei precedenti momenti evolutivi.

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4
samanta
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Viandante Residente
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@doctor faust ha scritto:Penso che il sogno sia semplicemente una cura della psiche verso se stessa e verso l'essere in generale.

Si tratta di scomporre e riassemblare momenti dell'esistenza, secondo principi di somiglianza, continuità e contiguità, [vedi Hume sul funzionamento della mente] anche le scelte che nella realta si sono scartate e sono state frustrate da incapacità e impossibilità oggettiva.

Ogni altra interpretazione mi appare arbitraria.

In quanto all'inconscio collettivo, non è altro che il risultato della memoria genetica presente nel dna del ramo filogenetico, e più in generale nella specie umana, con tracce ancora più profonde nei precedenti momenti evolutivi.
per quanto possa condividere questo pensiero prettamente materiale della funzione dei sogni mi spiegheresti allora perché dopo un evento di forte shock i medici sconsigliano di dormire subito altrimenti la mente assimila l'evento, mentre distraendosi per un certo tempo permettendo alla mente di liberarsi o sminuire il ricordo dell'evento stesso?

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5
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@samanta ha scritto:
per quanto possa condividere questo pensiero prettamente materiale della funzione dei sogni mi spiegheresti allora perché dopo un evento di forte shock i medici sconsigliano di dormire subito altrimenti la mente assimila l'evento, mentre distraendosi per un certo tempo permettendo alla mente di liberarsi o sminuire il ricordo dell'evento stesso?
Caso mai il contrario. Di solito, dopo uno shock traumatico, di somministano degli ansiolitici o dei sedativi.
Dipende dall'intensità dello shock e dalla situazione particolare.

Se la cosa non è disastrosa, spostare l'attenzione, distrarre, occupare con altro è utile. Quello che si fa di solito coi bambini.

Ma mi pare fisiologico. La mente, nel momento in cui vive il trauma, lo ha gia memorizzato. Poi si tratta di riviverlo, negli eventuali sogni, in tutte le sue possibilità per trovare un equilibrio, e valutare sensi di colpa, frustrazioni, rimorsi, rimpianti, ecc.

Processo che a volte può avere anche lunga durata, e dagli esiti poco prevedibili. Molto dipende dall'indole del soggetto.sorriso

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