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Proposta di legge per tutelare l'alimentazione vegetariana: menù obbligatori nei ristoranti e altro ancora

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Come giudichi la proposta di legge per la tutela di vegetariani e vegani?

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Meer
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Viandante Residente
Viandante Residente
È stata presentata una proposta di legge per obbligare le mense, i ristoranti e i bar ad aggiungere ai propri menù almeno una scelta vegetariana e vegana.
Il titolo del disegno di legge è: “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana”. La proposta vorrebbe obbligare tutte le mense, i ristoranti e i bar, ad aggiungere ai propri menù almeno una scelta vegana e vegetariana.
La proposta di legge prevede che “sia sempre assicurata l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e una vegana negli esercizi pubblici di ristorazione e nelle mense comunitarie, in alternativa alle pietanze di provenienza animale previste nei menu convenzionali”.
Verrà richiesto anche l’insegnamento di nozioni di nutrizione, di gastronomia e di ristorazione vegetariana e vegana nei programmi didattici degli Istituti Professionali Alberghieri e per i Servizi Alberghieri e Ristorativi.

 
art. 1. La presente legge tutela le scelte alimentari vegetariana e vegana e il diritto dei cittadini e delle cittadine che le adottano ad un’alimentazione in linea con i propri principi etici, nonché garantisce loro la tutela della salute e afferma e valorizza gli aspetti etici, scientifici e nutrizionali di tale scelte.
Art. 2 1. Ai sensi della presente legge si intende per: a) “vegetariana”: l’alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dall’uccisione di animali; b) “vegana”: l’alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dall’uccisione di animali, latte e suoi derivati, uova, miele e qualsiasi altro alimento di origine animale; c) “luogo di ristorazione”: qualsiasi mensa o refettorio pubblico o aperto al pubblico, ivi comprese mense scolastiche, ospe-daliere, militari, penitenziarie, aziendali; d) “menù”: primo, secondo piatto e contorno, oppure piatto unico equivalente a primo, secondo e contorno, di equilibrato e sufficiente valore nutrizionale.
Art. 3. (Mense) 1. In tutte le mense pubbliche, convenzionate e private, o che svolgono in qualsiasi modo servizio pubblico, nelle mense che svolgono servizio per le scuole di qualsiasi ordine e grado, compresi gli asili nido, nelle mense universitarie e nei luoghi in cui i lavoratori siano costretti a nutrirsi per l’impos-sibilità di fare rientro per il pranzo al proprio domicilio quali bar e ristoranti convenzionati con i luoghi di lavoro, devono essere sempre offerti e pubblicizzati almeno un menù vegetariano e uno vegano in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti di origine animale previste nel menù convenzionale. 2. I menù vegetariano e vegano offerti devono essere strutturati in modo da assicurare un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, così come indicato dalla scienza ufficiale in materia di nutrizione e considerando i progressi scientifici in tale campo. 3. Le pietanze vegetariane e vegane non devono contenere gli ingredienti di origine animale utilizzati per la preparazione e non identificabili organoletticamente, elencati nell’Allegato 1. 4. Al fine di assicurare un servizio adeguato agli utenti, il personale preposto alla somministrazione deve essere adeguatamente informato ai sensi della presente legge. 5. Le uova presenti nelle preparazioni vegetariane devono provenire da galline allevate con metodo biologico o allevate all’aperto.
Art. 4. (Educazione e formazione scolastica) 1.A decorrere dall’anno scolastico successivo a quello della data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca inserisce l’insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegetariana e vegana nei programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi. 2. Gli studenti che, per obbedienza alla coscienza, nell’esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza a seguire le lezioni didattiche pratiche riguardanti alimenti di origine animale. 3. Gli istituti di cui al comma 1 hanno l’obbligo di rendere noto a tutti gli studenti il loro diritto ad esercitare l’obiezione di coscienza di cui al comma 2. Nessuno può subire conseguenze sfavorevoli in seguito all’esercizio del diritto di cui al comma 2. 4. Agli studenti obiettori viene offerta una proposta didattica alternativa per integrare il monte ore previsto dai programmi ministeriali.
Art. 5. (Compiti del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) 1. A decorrere dall’anno di entrata in vigore della presente legge, e per ciascun anno seguente, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), cui ai sensi del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono attribuiti funzioni e compiti del soppresso Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, destina una quota non inferiore al 30 per cento del proprio piano di destinazione fondi al finanziamento di progetti di ricerca nell’ambito della nutrizione vegetariana e vegana. 2. Il CRA adotta e divulga almeno una volta ogni anno programmi informativi su alimentazione vegetariana e vegana rivolti ai cittadini, in quanto scelta di piatti alternativi o sostitutivi, salutari e nutrienti.
Art. 6. (Promozione di campagne informative) 1. Il Ministero della salute, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e almeno una volta l’anno, promuove una o più campagne informative relative ai benefici dell’alimentazione vegetariana e vegana e a favore del consumo di prodotti vegetali.
Art. 7. (Norme transitorie) 1. Le strutture di cui all’articolo 3 devono adeguarsi alle disposizioni di cui alla presente legge entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore.
Art. 8. (Sanzioni) 1. In caso di violazione delle disposizioni di cui alla presente legge si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro, nonché il provvedimento di sospensione della licenza di esercizio per la durata di trenta giorni lavorativi. In caso di recidiva la sanzione è aumentata di un terzo e la licenza è revocata.

Informazioni tratte da qui


Per voi è giusto? Essere vegani e vegetariani è una scelta, quindi perchè dare ad un ristorante l'obbligo di avere tale menù, quando non è previsto per celiaci o intolleranti vari?  Allora allo stesso titolo imponiamo il menù islamico senza maiale. Anzi avrebbe quasi più senso. E  poi far chiudere un ristorante per la violazione di questa norma in tempo di crisi lo trovo pura follia.
L'articolo che ho riportato la presenta come un passo avanti, a me sembra l'ennesima conferma che i nostri politici si preoccupano dell'inessenziale.

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2
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Infatti ho votato la terza opzione. Con tutti i problemi che abbiamo, è proprio il caso di perdere tempo a legiferare sulle verdurine...

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Meer ha scritto:È stata presentata una proposta di legge per obbligare le mense, i ristoranti e i bar ad aggiungere ai propri menù almeno una scelta vegetariana e vegana.  
Il titolo del disegno di legge è: “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana”. La proposta vorrebbe obbligare tutte le mense, i ristoranti e i bar, ad aggiungere ai propri menù almeno una scelta vegana e vegetariana.
La proposta di legge prevede che “sia sempre assicurata l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e una vegana negli esercizi pubblici di ristorazione e nelle mense comunitarie, in alternativa alle pietanze di provenienza animale previste nei menu convenzionali”.
è una questione interessante di applicazione evolutiva della nozione di esercizio pubblico;
cioè, in astratto, andare al ristorante è una facoltà, e pertanto chi offre il servizio non sarebbe in via di principio tenuto ad alcun obbligo nel menù - fatti salvi quelli sanitari e di legge, ecc;

tuttavia, quando il servizio diviene una scelta quasi obbligata per comuni circostanze sociali o di necessità - come le mense aziendali o convenzionate, di prossimità, o i pasti in aereo, ecc. - il legislatore può tener conto del valore tutelabile di una scelta alimentare che sia divenuta relativamente diffusa;

in questi casi però, il senso e la vincolatività di una norma si desume solo dai regolamenti applicativi, con le eccezioni e le contro-tutele per gli esercenti, modalità e garanzie che spesso in questi casi comportano vantaggi compensativi per gli stessi ristoratori, detrazioni dei costi operativi aggiuntivi che i commercialisti sfruttano bene, ecc.);

va anche detto che virtualmente è probabile che in moltissimi esercizi il menù già contempli il più delle volte la possibilità di convertire il pranzo in vegetariano a partire dalle combinazioni esistenti;
molto più difficile il vegano.

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4
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Perché, non è già possibile, se vuoi, mangiare in un ristorante solo frutta e verdura? facepalm 

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5
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Inutile, se voglio mangiare vegetariano vado in un locale vegetariano o dove so che preparano anche piatti vegetariani.

Imporre per obbligo a tutti i ristoranti di avere anche un menù vegetariano mi sembra un'esagerazione.

Se vado a mangiare in una "griglieria" è perché mangio carne, poi se voglio mangio solo le verdure, che comunque sono cotte vicino alla carne.

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6
Miss.Stanislavskij
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
mentre alla mensa sono "costretto" ad andare, perché non posso tornare a casa, perché il pranzo al bar costerebbe troppo, allora sì nelle mense un'alternativa ci vuole, un po' come succede già nelle mense scolastiche chiedi ad inizio anno una dieta speciale.

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7
cinzia
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Viandante Storico
Viandante Storico
se fossi un ristoratore mi arrabbierei
se fossi un cliente idem.

la tavola tra l'altro è il luogo dove si deve essere liberi di solleticare il palato come meglio ci aggrada, se si sceglie di essere vegetariani o vegani, visto che è una scelta (consapevole ?!) si andrà dove già sono previsti tali menù senza obbligare nessuno con una legge(siamo arrivati all'inverosimile).
I celiaci e gli allergici o gl' intolleranti che devono fa?

Nelle mese scolastiche , ci sono state mamme che hanno avuto da ridire per un primo piatto di pizza al pomodoro e mozzarella che aveva sostituito la solita pasta...
applausi da parte dei bimbi
musoni e lamentele da parte delle mamme..figuriamoci !!

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8
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Miss.Stanislavskij ha scritto:mentre alla mensa sono "costretto" ad andare, perché non posso tornare a casa, perché il pranzo al bar costerebbe troppo, allora sì nelle mense un'alternativa ci vuole, un po' come succede già nelle mense scolastiche chiedi ad inizio anno una  dieta speciale.
ma appunto;
la proposta di legge è congegnata appositamente in modo massimalista, perché quando poi si discute in commissione vengono presentate decine di emendamenti e poi ci sono i regolamenti applicativi; magari prima vanno a vedere come la materia è disciplinata all'estero SGHIGNAZZARE 

ci sta pure che le associazioni di categoria facciano finta di lamentarsi, e che intanto si freghino le mani perché possono iscrivere alla voce "costi" tutti gli adeguamenti e portarli in detrazione; cinquanta porzioni di melanzane e zucchine invendute per offrire il servizio in ottemperanza al precetto iscritte a passivo, e magari riciclate nel polpettone del giorno dopo, iscritto pure quello a costo, tanto i controlli sui rifiuti sono talmente improbabili e difficili che il guadagno è assicurato cool 

alla fine, il tutto si tradurrà in una disciplina sostanzialmente esortativa e diretta ai self-service che offrono pasti nelle zone ad alta intensità di uffici, come riconoscimento simbolico ad una tendenza che si sta affermando;
io la vedo più come una specie di campagna di sensibilizzazione.

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Tolstoiano
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Viandante Residente
Viandante Residente
come diceva Tolstoj (lo scrittore a cui è ispirato il mio nick sorriso ) il vegetarianismo è il primo gradino per una società più equa e umana. Dal rispetto per gli animali e dalla diffusione di un'alimentazione sana deriva tutto il resto: per questo il vegetarianismo è il primo gradino da compiere per un'etica a 360°. Lo pensava anche Gandhi, ed è una cosa di cui mi sono convinto anch'io sempre più nel corso degli anni. Quindi reputo iniziative di questo genere + che meravigliose

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