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L'etica, Dio e l'Uomo : chi non è necessario?

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76
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Ed eccovi il terzo filmato... dai vostri commenti si capisce l'interesse che avete per certe cose - in effetti io le divinità le vedo unicamente attraverso gli esseri umani, capra come sono per le percezioni extrasensoriali.



Eh ma quel "ama il tuo nemico come te stesso" l'ho letto anche io però dall'amore e l'assoluta mancanza di amichevolezza che mostrate chi volesse darvi le proprie spalle dovrebbe portare mutande di piombo... rrrtacci vostri!

I Buddhisti famosi pacifisti nello Sri Lanka hanno massacrato i Tamil (Induisti) per decenni... Ho visto una chiesa rasa al suolo, ho chiesto cos'era successo e mi è stato detto che erano stati proprio i Buddhisti.

Ed il Kashmir, pacifisti Induisti, non si sono inchiappettati i Musulmani? perché hanno chiesto autodeterminazione nella regione medesima.

La rivoluzione francese ha aperto la strada al secolarismo e allora che le religioni tutte restino un fatto di coscienza senza nessuna ingerenza negli Stati - la migliore sarà quella che da rispetto e la peggiore quella che lo pretende.

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77
euvitt
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Viandante Storico
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@Sergio....è vero....
nel Taoismo e nel Confucianesimo non troverai una sola parola violenta....eppure taoisti e confuciani si sono massacrati
è l'interpretazione umana....
a questo punto è bene separare il maestro che ha detto alcune cose dagli allievi, che ne hanno capite altre
...simpaticissima è la pillola d'oro del taoismo, era un simbolismo per la ricerca dell'immortalità (dell'anima non del corpo)
...non so come in alcune parti divenne un disgustoso intruglio a base di sangue mestruale
i maestri zen erano spietati in questo....
si narra che il maestro Joshu alla domanda sul significato ultimo del buddhismo rispose "la quercia nel giardino"
un allievo in seguito disse a tale domanda Joshu rispose "la quercia nel giardino"
e si beccò uno schiaffone dal monaco anziano....IL MAESTRO NON HA MAI PRONUNCIATO QUESTA FRASE
....certo, l'aveva pronunciata....ma il monaco gli stava dando un significato diverso

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78
An Boum
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Viandante Storico
Viandante Storico
SergioAD ha scritto:capra come sono per le percezioni extrasensoriali.

Ma come...affermi di avere avuto un incontro del quarto tipo! Anch'io ho avuto esperienze abbastanza singolari da bambina ma le ho sempre attribuite all'età. Mi chiedo tu come possa con così tanta sicurezza affermare di avere incontrato un extraterrestre e non dubitare che, a otto anni, può essere stata qualsiasi cosa, una luce improvvisa che tu hai interpretato a modo tuo.

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79
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Ma io nego di aver incontrato l'extraterrestre quando ci ho ragionato, qualche anno dopo, ho concluso che doveva essere una allucinazione e basta. Contattai la rivista per due motivi: 1) incontrai un signore polacco in un bar della stazione termini che ebbe la stessa esperienza e la raccontò a me senza conoscere la mia versione e 2) si trattava di un "little grey alien" cosa che io non potevo sapere così piccolo in Africa e lo vidi in qualche immagine come questa.



Mi sono trovato altre volte in situazioni strane, impressionanti ed anche drammatiche ma penso che il mio modo di agire non fu grazie a capacità ESP o strane ma applicando la ragione e valutazioni oggettive. Ma è così per tutti, immagina uno che dice di essere il Messia, nel 33 AD lo hanno crocifisso oggi lo legano e lo internano. Inoltre, se lo aspettano cenciosi o con le stimmate e capelli e barba lunghi - nessun credente gli darebbe in soldo.

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80
An Boum
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Viandante Storico
Viandante Storico
sorriso 
Mi suonava un pò strano che affermassi di aver incontrato gli UFO.

Io tra poco comincerò a credere in Dudù.

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81
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Perché che c'ha Dudù? Se lo sono portato via gli alieni e ce l'hanno riportato a pezzi ovvero ha avuto un incontro di squarto tipo.

Un po' come il tal arcangelo che faceva certe magie.

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82
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
Mi sono un po' perso... ma mi pare che fossimo arrivati a stabilire che è eticamente accettabile ciò che non ci fa soffrire.

E la percezione della sofferenza è in relazione al nostro grado di compartecipazione.

Il principio di fratellanza: "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te" esiste da che mondo è mondo. Come pure "la mia libertà finisce dove inizia la tua e viceversa".

Diciamo le stesse cose con parole diverse.
Xmanx che propugna il suo credo dettandolo con razionalismo (scientificamente provato è il suo timbro di qualità) si scontra con Euvitt che ugualmente con razionalismo sostiene il suo non-credo (empiricamente dimostrato ed è la sua referenza).

E dall'incontro-osservazione di questa relazione, rileviamo ciò che non si può definire fratellanza.

Con Fragolina e Sergio sostanzialmente si affrontano i temi evidenziando gli stessi contrasti del credo-non credo, ma in questo caso si è invece al cospetto di ciò che riconosciamo come fratellanza.

Questi due sottoinsiemi, in ulteriore relazione tra di loro, definiscono in sintesi cosa professiamo quando intendiamo l'etica: ovvero l'occasione d'incontro dove ognuno a turno, possa manifestare il proprio credo.
Anch'io credo nel m'io padre onnipotente, che credo morrà assieme a me.

Più l'ego è accentuato, più l'etica ne è intaccata.
Pensate al peccato originale che simboleggia l'orgoglio.
Pensate all'orgoglio proprio, per noi che in media possediamo 10.000 oggetti cadauno. In rapporto con gli aborigeni, che mediamente di oggetti, ne posseggono 10.

Ognuno si fa custode del proprio segreto e orgogliosamente (e gelosamente) lo rivela solo agli adepti che si sacrificheranno per noi (generalmente sono familiari, amici e conoscenti. Forse qualcosa toccherà pure ai posteri).

Perciò oggi io mi reinvento e mi dico panenteista.
Hakim... dove sei?
In cosa diamine ti sei reincarnato oggi?
Io in una sfogliatella.

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83
An Boum
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Viandante Storico
Viandante Storico
lisandro ha scritto:
Più l'ego è accentuato, più l'etica ne è intaccata.

Lo penso anch'io e penso che abbia a che fare con l'indole di ognuno.
E credo che l'indole, alla nascita, non sia identica per tutti (@freeweb).

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84
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
FragolinaBoumBum ha scritto:Lo penso anch'io e penso che abbia a che fare con l'indole di ognuno.
E credo che l'indole, alla nascita, non sia identica per tutti (@freeweb).

se per indole intendiamo spirito di sopravvivenza, che alla nascità si esprime con un egoismo assoluto di attaccamento alla vita (reciso un po' alla volta: prima l'espulsione dal ventre, poi il taglio del cordone, più avanti lo svezzamento,etc.), è identico per tutti.
Se poi la vita ci modella per quel che raccogliamo in eredità e per come ne facciamo uso, è ugualmente identico per tutti.

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85
An Boum
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Viandante Storico
Viandante Storico
Per indole intendo il carattere dell'individuo che, a quanto pare, è determinato in parte dal patrimonio genetico, in parte dalle esperienze della vita intrauterina, in parte dalle esperienze dei primi tre anni di vita etc.

Dire che nasciamo tutti uguali mi sembra piuttosto arbitrario.
Più verosimilmente il carattere si forma nei primissimi anni di vita e, comunque, intorno ai dieci è già piuttosto definito.

A dieci anni, secondo me, c'è chi è in grado di limitare il proprio ego senza ricorrere a pressioni esterne e chi no. In realtà questo è abbastanza vero già a tre anni.

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86
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Se ho letto bene quello che dite quadra - io mi ricollego al thread sui valori, abbandonato, per dire che: a) non possiamo fare a meno della società; b) è indubbio che ci siamo evoluti e ci riconosciamo una coscienza; e c) ci piace l'idea delle pari opportunità;

Allora insegniamo ai nostri figli l'eguaglianza, la compartecipazione e che la gerarchia è una questione "morale" di saggezza e non di potere. Siamo capaci di combattere e vincere il capobranco, oggi diciamocelo è solo un rompipalle; abbiamo la società strutturata.

Sarà sempre più così e questo lo diranno i nostri nipoti guardandosi dietro come facciamo noi quando guardiamo ai nostri gran padri (nonni).

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87
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
We are somewhere between what we ought to be, what we want to be and what people around us what us to be.

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88
freeweb
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
FragolinaBoumBum ha scritto:
lisandro ha scritto:
Più l'ego è accentuato, più l'etica ne è intaccata.

Lo penso anch'io e penso che abbia a che fare con l'indole di ognuno.
E credo che l'indole, alla nascita, non sia identica per tutti (@freeweb).
Sicuramente ci sarà, nell'infinita varietà di esseri, chi nasce con indole cattiva. Molto pochi, credo, cattivi di indole. Più o meno prepotenti o maneschi è cosa comune fra i bambini, ma non è ancora cattiveria o crudeltà.
Forse proprio osservando il comportamento innaturale delle poche indole cattive, la maggioranza degli uomini (buoni) ha costruito i principi immutabili dell'etica.

Immaginare una società di esseri eticamente "perfetti", non è poi così utopico. La giusta conoscenza apre le menti a molti; per esempio, è da poco tempo che sui testi di scuola media viene riportata la verità scientifica dell'inesistenza di diverse razze umane. Le generazioni cresciute con tale informazione arricchiranno l'etica della società cancellando il razzismo. Ci vorrà tempo ma la strada è quella.

I video postati da SergioAD un domani saranno proiettati alle elementari e aiuteranno la coscienza a pensare ad un etica pura anche senza tirare in ballo dio.
A propos, belli, gracias serghio

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