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Sulla felicità - solo per santi e puri di cuore

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1
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
Noi non viviamo, speriamo soltanto di vivere, e aspettandoci sempre la felicità in futuro, è inevitabile che non siamo mai felici .
Così parlò Pascal (non prendetevela con me).

Una delle cause più comuni dell'infelicità consiste nel fatto che cerchiamo di vivere sul piano di un appagamento differito. Cioè, non viviamo, non godiamo oggi della vita, ma aspettiamo sempre un avvenimento futuro. Saremo felici quando coroneremo il nostro sogno d'amore, quando avremo un lavoro migliore, quando avremo finito di pagare il mutuo, quando avremo terminato l'università, quando avremo portato a compimento una data cosa o ottenuto una vittoria, etc. etc. etc. : ma invariabilmente rimaniamo delusi.

Non pensate che la felicità sia un abito, un atteggiamento mentale, e se non si impara e non se ne fa pratica nel presente, non si avra mai?
Non deve essere condizionata alla soluzione di un problema esterno, poiché una volta risolto il problema ne sorge immediatamente un altro. La vita è una serie di problemi.
Se vogliamo essere felici sempre, dobbiamo esserlo per abitudine mentale, non a causa di qualcosa.

In un certo senso, siamo felici nella misura in cui abbiamo deciso di esserlo.
La felicità non è un prodotto degli oggetti o degli eventi, bensì delle idee, dei pensieri, degli atteggiamenti che nascono e si sviluppano dalle attività proprie dell'individuo, indipendentemente dall'ambiente.

Mi rivolgo ai puri di cuore e ai santi, di cui questo forum notoriamente pullula :
cosa vi impedisce di essere ogni giorno felici?

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2
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
L'infelicità nasce dal senso di frustrazione che si prova quando non si riesce a dare forma e sostanza a una cosa per noi importante. Che ci consenta di esprimenrci pienamente come uomini (o come donne...non ci dimentichiamo mai dell'altra metà del cielo, altrimenti....apriti cielo!).

Cosa diversa è invece non essere mai appagati. Esistono i milionari che si comportano come se non avessero un soldo. Esiste chi ha e si preoccupa di avere ancora, più che dedicarsi all'essere.

Chi invece non ha....bè....la frustrazione c'è. Non si può dire a un bimbo che ha fame: non ci pensare, pensa ad essere felice. confused

P.S. non sono santo....e nemmeno puro di cuore rotolarsi dal ridere

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3
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@xmanx ha scritto:L'infelicità nasce dal senso di frustrazione che si prova quando non si riesce a dare forma e sostanza a una cosa per noi importante.

E' proprio proprio proprio proprio proprio esatto!

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4
Ospite
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Ospite
Stavo per rispondere che a me, in questo momento, basta una bella serata con amici per sentirmi al settimo cielo, e fare la battuta "non sarò mica una pura di cuore?", poi mi sono accorta che forse sarei stata riduttiva e magari anche un pochino irrispettosa in una discussione che forse richiede un po' di serietà, ma dato che sto per staccare, passo dopo.

5
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@herbaemme ha scritto:Noi non viviamo, speriamo soltanto di vivere, e aspettandoci sempre la felicità in futuro, è inevitabile che non siamo mai felici .
Così parlò Pascal (non prendetevela con me).

.... e almeno lui poteva accampare la scusa di essere un giansenita...
è sempre bene pensare prima ad un alibi se si ha in mente di fare una cazzata.

Il riferimento a Pascal mi fa pensare ad una cosa che c'entra tangenzialmente.
Se la vita è stata creata da Dio così come è fatta, non dovrebbe esserci peccato maggiore per un credente che sprecarla?
non dovrebbe essere forse la devozione alla vita stessa un ponte per il paradiso?
Per un non credente invece, non dovrebbe esserci altro paradiso che la vita stessa?
perchè dunque spendere la vita in attività antivitali e piegarla alle necessità di sistemi ideali da noi creati?
Tutto ciò che blocca... a livello psicologico concerne il percorso rischioso che separa la pulsione dalla meta ( appagamento), dato che porta con se tensione rischio di insoddisfazione.
Tutto ciò che blocca a livello biologico concerne il percorso che separa il bisogno dalla sua cessazione, e che implica il rischio dell'errore e della morte.
Ergo?
L'evitamento della felicità non è forse una devianza dell'istinto di conservazione e l'esito di una gestione disfunzionale delle cariche libidico aggressive?

in attesa che si iscriva Marzullo,
potete rispondermi voi se volete
Sorriso Scemo


intanto ti rispondo.... ma con le parole di mio padre che per ora sono le migliori che abbia mai sentito: essere felici è accontentarsi di ciò che si ha.
Ed aggiungo non ha caso che la felicità è un insegnamento ricevuto e qualcosa appreso con buona volontà ( e sempre per citare mio padre: non servono a niente le doti senza buona volontà)

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6
Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
La felicità è una dimensione interiore

La felicità è reale solo se condivisa (christopher mccandless)

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7
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@herbaemme ha scritto:cosa vi impedisce di essere ogni giorno felici?

Il buon senso.
Non me lo impedisce, mi aiuta ad accettare l'impossibilità di essere felice.

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8
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Gèca ha scritto:
@herbaemme ha scritto:cosa vi impedisce di essere ogni giorno felici?

Il buon senso.
Non me lo impedisce, mi aiuta ad accettare l'impossibilità di essere felice.


allora non è buon senso.
Chiediamoci un po' se può essere buon senso per noi ciò che ci rende infelici...
è nell'interesse di chi questa colossale fregatura?

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9
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
Allora, procediamo per ordine di santità: :P

@ xmanx e soldatino di stagno
Siamo d'accordo che la felicità riguarda l'essere e non l'avere, ma chi si preoccupa di accumulare ricchezze rappresenta comunque un modello di essere. Un milionario compulsivo vuole dare forma e sostanza al suo patrimonio...
Un bambino che vive di stenti può essere felice anche nella sua miseria, non perché glielo chiedo io, ma perché i poveri sanno apprezzare meglio di noi il bene più prezioso, in molti casi l'unico che hanno.

@ CignoNero
Dicono che la felicità sia fatta di piccole cose...ma una serata con gli amici non è una cosa tanto piccola. Per me l'amicizia è una cosa grande. Ti spaventa essere una pura di cuore?

@ NinfaEco
Cos'è una vita sprecata? Esistono vite esemplari?
Nonostante tutti i miei errori e devianze penso di avere devozione e gratitudine per la mia vita. L'evitamento della felicità riguarda la complessità dell'esistenza umana, che evidentemente non è possibile gestire a rigor di logica. Le parole di tuo padre sono ampiamente condivisibili. Però, più che accontentarsi, preferisco dire che la felicità è avere gli occhi per vedere, apprezzare ed essere grati per ciò che si ha. E sì, senza fede (anche laicamente intesa) e buona volonta, non si va da nessuna parte.

@ Sogno Infranto e Gèca
La felicità è reale solo se condivisa? Direi che chi è felice tende a condividere, ma penso che la felicità viva di vita propria.
L'impossibilità di essere felice: lo ritieni impossibile per te, Gèca, o impossibile in assoluto? E cosa ti farebbe felice, se venisse a cadere il baluardo dell'impossibilità?

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10
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Non è necessario essere felici per vivere pienamente la vita: la felicità come obbligo mi fa venire l'ansia. Tutti uguali, sorridenti, realizzati: mica funziona così la vita...Ho piccoli momenti di gioia e serenità pura, dati dall'assenza temporanea di preoccupazioni, o dal fare le piccole cose che mi piacciono (un bel libro, un buon vino, un raggio di sole che scalda la stanza, una cosina nuova), e questo mi basta. Adattabilità. Per il resto, non ci sono nata, non ho il temperamento giusto: so che sarei inquieta in ogni caso, in ogni casa. L'ho imparato. Per cui sto dove sono.

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11
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
[quote="beautiful stranger"] Ho piccoli momenti di gioia e serenità pura, dati dall'assenza temporanea di preoccupazioni,...[/ quote]

Infatti questo concetto lo sposo con quello di xmanx da me quotato sulla frustrazione.

Quindi : a me è stata tolta l'opportunità di essere felice.

Anzi. Dirò le cose come realmente stanno : la burocrazia mi sta uccidendo.

Ogni giorno : ininterrottamente.

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12
Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Soldatino scappiamocene assieme sull'isola dei miei amici ;-P

concordo con quanto detto sulla vita dall'herbaemme

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13
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
@beautiful stranger ha scritto:Non è necessario essere felici per vivere pienamente la vita: la felicità come obbligo mi fa venire l'ansia. Tutti uguali, sorridenti, realizzati: mica funziona così la vita...Ho piccoli momenti di gioia e serenità pura, dati dall'assenza temporanea di preoccupazioni, o dal fare le piccole cose che mi piacciono (un bel libro, un buon vino, un raggio di sole che scalda la stanza, una cosina nuova), e questo mi basta. Adattabilità. Per il resto, non ci sono nata, non ho il temperamento giusto: so che sarei inquieta in ogni caso, in ogni casa. L'ho imparato. Per cui sto dove sono.

Non vorrei mai obbligare nessuno ad essere felice, anche se sono fra quelli che pensano che una persona felice in più renda il mondo migliore.
Sarò pragmatico, allora: essere felici non è un dovere, ma una convenienza. Chi ce la fa, buon per lui, chi non ce la fa, può vivere pienamente in ugual misura - ma con qualche cruccio in più.

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14
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:
@Gèca ha scritto:
@herbaemme ha scritto:cosa vi impedisce di essere ogni giorno felici?

Il buon senso.
Non me lo impedisce, mi aiuta ad accettare l'impossibilità di essere felice.


allora non è buon senso.
Chiediamoci un po' se può essere buon senso per noi ciò che ci rende infelici...
è nell'interesse di chi questa colossale fregatura?

Il buon senso non rende infelici.
Ma l'idea di poter essere ogni giorno felice è davvero fuori dalla realtà, per me.
Per cui il buon senso mi toglie questa ulteriore "esigenza" di felicità come fosse una cosa possibile sempre, comunque ed ogni giorno.
Per me è un'assurdità, per altri no.

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15
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@herbaemme ha scritto:@ Sogno Infranto e Gèca
La felicità è reale solo se condivisa? Direi che chi è felice tende a condividere, ma penso che la felicità viva di vita propria.
L'impossibilità di essere felice: lo ritieni impossibile per te, Gèca, o impossibile in assoluto? E cosa ti farebbe felice, se venisse a cadere il baluardo dell'impossibilità?

Per me la felicità è sempre del singolo, gli altri - se hanno un legame con quella persona - ne sentono il riflesso e la positività di quell'attimo. Per me non è possibile essere felici ogni giorno; piccoli momenti in una vita intera, sì.
L'impossibilità non la dò come assoluta, così come la possibilità.
Sono entrambe eventualità.
Una cosa posso "sapere" in merito alla felicità: un momento prima non sai cosa sia, un momento dopo è finita e ne senti la scia.
Quello che accade nel mezzo è sempre un mistero.

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16
Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Il segreto per una piccola dose sicura di felicità secondo me è questa

avere sempre un progetto della giornata,cioè sapere che dovrai fare tutta una serie di cose che ti piacerà in buona parte fare
avere un senso di continuità,di progressività.
Mi spiego.
Quello che più spaventa l'uomo non è l'idea della morte in se,ma quello che verrà dopo,la non vita,il non divenire,la stasi perenne.
Così avviene anche per il quotidiano

L'uomo deve pensare che si sta costruendo,che si sta evolvendo e che quindi i suoi sacrifici,sforzi non sono invani,ma ne vede pure i frutti.
Nel divenire l'uomo scopre che è vivo,che sta provando nuove sensazioni e quindi avrà nuovi bei ricordi per quando il suo viaggio giungerà alla fine



Ultima modifica di Sogno_infranto il Mer 22 Set 2010 - 17:16, modificato 1 volta

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17
Ospite
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Ospite
@herbaemme ha scritto:
Non vorrei mai obbligare nessuno ad essere felice, anche se sono fra quelli che pensano che una persona felice in più renda il mondo migliore.
Sarò pragmatico, allora: essere felici non è un dovere, ma una convenienza. Chi ce la fa, buon per lui, chi non ce la fa, può vivere pienamente in ugual misura - ma con qualche cruccio in più.

Non trovo la felicità un dovere e non la trovo nemmeno una convenienza, al massimo una condizione, o uno stile di vita, o filosofia di vita, come la si preferisce chiamare è indifferente.
Non trovo la felicità nemmeno nel programmarsi una giornata, nell'avere un progetto: nel momento in cui queste cose, per qualsiasi motivo, saltano, salta anche la nostra ipotetica felicità.
Trovo la felicità, punto di vista personale, perchè ognuno ha un modo personale di ricercarla, nel vivere alla giornata, al contrario, e prendere quello che viene. Impegnandomi sì perchè arrivi qualcosa di buono, perchè quella ricerca va aiutata. L'accettazione del fatto che le cose non possono poi andare sempre bene, è un modo, secondo me, di avvicinarsi all'essere felici, risentendo, forse, sempre meno dei colpi che prima ci atterrivano. Trovo la felicità nel non dare per scontato le cose, anche quelle piccole. Trovo la felicità nel vedere che c'è chi sa pensare ed andare oltre alle apparenze, come la trovo quando io riesco a fare altrettanto. A volte la trovo anche in un bel vaffa liberatorio . Trovo la felicità nell'attimo in cui un amico si fa km per abbracciarmi, e lo fa più volte, combattendo sempre di più la mia rigidità da autodifesa in quel momento, fino a che io non mi appoggio alla sua spalla lasciandomi abbracciare. Trovo la felicità nel vedere i miei gatti che fanno la lotta, come nel svegliarmi la mattina e mettermi a chiacchierare con la mia coinquilina. La trovo nel guardare dei piccoli spelacchiati di cigni . Tutto questo non è programmato, c'è, arriva, ed alcune cose sono davvero piccole, ma regalano anche piccoli attimi di felicità, che per alcuni diventano grandi, magari soprattutto dopo aver visto il buio. Poi non ci sono segreti o consigli che vadano bene per tutti, ognuno costruisce la propria dose di felicità come meglio crede, a volte anche illusoria, ma quello, poi, è affar suo e non di certo mio.

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Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
"Felice di vivere e
padrone di sè
è chi al cadere di ogni giorno potrà dire:
"Ho vissuto. Domani il Padre avvolga
pure il cielo di nubi oscure o sereno
l'accenda il sole,non renderà mai sterile
il mio passato e non potrà mai cancellare
come se per me non fosse accaduto
ciò che l'attimo fuggente mi ha portato"

Orazio, Carmina III

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