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76
Dudù
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
vanth ha scritto:forza lazioooooooo
Olè

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77
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
None Lisandro,

Avevi detto telepatia, bastava quello ti pare? Mo che è sto malinteso?

Non v'è modo di dire niente senza scopo. L'interpretazione sbagliata è ammessa però la reazione superficiale non soddisfa nessuno – chi corre questo rischio non ha grande considerazione del proprio interlocutore.

È vero che il sospetto, la litigiosità e l'autostima è tale che chi sta appena fuori dalle modalità d'interfaccia usuali appare ambiguo – non so se si può confondere lo stereotipo col pregiudizio, se fosse, qual'è lo stereotipo associabile a me?

Se tu giochi, non solo mi stava bene ma, ho risponsto dicendo che gioco insieme a te, cos'altro sarebbe stato meglio? Quale pregiudizio? Mi sentirei ridicolo io, ti assicuro, così come m'è bastato uno solo detto da te per non cascarci ancora.

Voglio dire che non avevo alcun pregiudizio ma non mi piace di dover tranquillizzarti sopratutto ora, dopo la tua risposta. Fardelli dietro ad uno pseudonimo in un luogo ludico, ma a chi interessa l'opinione anonima quando esistono gli esperti?

Be' un mese fa io ho avuto un infarto, mia sorella ha la sclerosi multipla e mio padre è morto di questa malattia. Ho già detto dei genocidi, forse altro ma in che modo può questo coinvolgere l'utenza o alterare il mio rapporto con essa?

È normale che mi dispiaccia il malinteso creato, anche dicendo condizionamento ambientale e libero arbitrio mi sembrava di rispondere alla tua ultima battuta – hei! Non sto dicendo che tu non hai compreso – dico che mi sono espresso male. Insomma il racconto del bambino descritto da te a me è sembrata una storia dello stereotipo italiano.

E adesso voglio chiederti scusa perché faccio prima così che a spiegare ancora come non c'entravi nulla.

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78
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
SergioAD ha scritto:Naturalmente si gioca, io non so nulla dei problemi della mente
E adesso voglio chiederti scusa perché faccio prima così che a spiegare ancora come non c'entravi nulla.
E invece c'entrava tutto. Sorriso Scemo

Ho fatto un sogno... mi sono svegliato, sono le 4:45 e ho fatto un sogno... chissà che direbbero Freud e Jung messi assieme?

Lo so io, li mortacci loro, lis. rotolarsi dal ridere

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79
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Tie', mi sto facendo fregare!

Io uso un aforisma di Erin Hunter - "Once a friend, always a friend", non è che viene da qualche lettura umanista, oppure così non sembrerebbe. Viene dal sistema di valutazione delle minacce dei velivoli non identificati per evitare il fratricidio.

Ah ah! Lascia perdere ma seguimi... io queste regole di ingegneria le applico sugli esseri umani, l'uomo lo vedo come una funzione più o meno complessa. Identificato l'amico finché non c'è soluzione di continuità nell'osservazione egli resta tale.

Certo per applicare una regola come quella sugli esseri umani bisogna avere le spalle larghe... e senza difetti si spronuncia e a me... a me, mi si deve capire oppure fidarsi di me come si fa con le divinità, ah ah, aldilà dell'essere atei come sono io.

Se devo fare i preamboli, eccoti soddisfatto! tacci tua! Ora raccontaci il tuo sogno... lascia perdere Freud e Jung che qui ti diranno mille cose e mi sa che l'unica risposta che non vorrai sentire è che ricadi nella normalità, cosa che a me sembra buona.

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80
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Tie' fatevi sti du giorni pe' comunicare. So' du giorni che sti qua mandano inviti. Loro? Assolutamente High Context!

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81
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
I miei sogni io non li so raccontare, nel senso che se ci provassi diverrebbero una cosa sconcia.
E quando mi trovo smarrito, m'affido a chi ha già calcato i miei passi.


"... uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno..."



L'homo sapiens sapiens è l'individuo che sa di sapere.
E come si definisce l'individuo che sa di sapere di non sapere?

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82
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Lisandro ha detto: L'homo sapiens sapiens è l'individuo che sa di sapere.
E come si definisce l'individuo che sa di sapere di non sapere?

Guarda, voglio apportare una piccola vera modifica...

L'homo sapiens sapiens dice che è l'individuo che sa di sapere.

Dimmi se non ti risultano così quasi 100% delle persone che conosci.

L'individuo che sapeva di non sapere è un signore d'altri tempi che ci ha introdotto la capacità della riflessione astratta e razionale.

C'è un trucco, lo applicarono gli inglesi durante il loro impero: Non bisogna interferire coi saperi degli altri se ciò ha un costo che potrebbe non essere sostenibile.

Ti ho detto che mi avresti fregato? In realtà non sono gli eventi del sogno che hai sognato ma le emozioni che ti ha trasmesso da cui il sogno stesso viene fuori - un po' come la metafisica che esiste solo perché la si può immaginare.

Il mondo è più semplice di quello che sembra, Lexandros!

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83
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
zailor ha scritto:
NinfaEco ha scritto:Nei vari scambi avuti in questi anni, riguardo al forum mi sono sempre sentita dire che era atipico, particolare, fatto da persone "brillanti" e fuori degli schemi. In alcuni casi lo hanno detto per esprimere il loro apprezzamento e in altri mi è stato poi detto "purtroppo troppo fuori dagli schemi per me".
Insomma nessuno ha detto che era un posto banale.... ma che era un posto strano molti.

Ma che cacchio ha di strano sto posto e chi ci scrive? sadness

2 anni e mezzo fa quando mi iscrissi con un altro nick colsi subito la profondità delle persone che qua scrivevano.

I temi sono più ricercati, le persone danno risposte più ponderate e riflessive e si espongono in maniera diversa.

Io percepii subito una qualità superiore anche perché ho e bazzico ancora forum più leggeri dove al 90% si parlava del più e del meno sempre.

Chi rimane è un po' come il chinotto s.pellegrino: (beve) fuori dal coro.

Tutti vogliono la qualità a parole ma non tutti, nel momento in cui la toccano con mano, sanno apprezzarla e sopratutto sostenerla.

Hai detto delle cose belle sorriso
Posso sapere chi eri, anche in pvt?

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84
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
@ Sergio: per quanto riguarda i giochi di logica sul linguaggio, dovrebbero essere motivo di continua indagine.
Sul sogno, credo di aver descritto le reazioni delle emozioni nell'altro 3d da me aperto. E non solo del sogno di ieri notte, ma delle sensazioni tutte che mi pervadono da un po' di tempo a questa parte. Quindi e' sempre all'inconscio che tento di dare parola.

Mi interesserebbe cosa hai da aggiungere sulla gerarchia della conoscenza. Non so se avro' modo di lasciare qualche intervento, in ogni caso provero' a continuare a leggerti.

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85
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
@ Lisandro.....prova questa
Credo di sapere
So di non sapere
Non so di sapere
So si sapere
.....se vi garba continuo

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86
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
direi di sì...
visto che 'forse' il caso non esiste.

o è la casualità a non esistere
o è il fatto stesso come noi lo percepiamo a non esistere

dipende a quale estremo ci poniamo
impossibile a vedersi nel medesimo istante

l'interpretazione di Copenaghen Sorriso Scemo

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87
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Non immaginate quanta roba è ripetibile, quanta comunalità c'è nei concetti di base per descrivere qualsiasi cosa.

Parto dall'interfaccia tra noi e gli eventi.

Siamo degli esseri spirituali, Lexandros, nota le diatribe anche qui e trovaci delle verità e vedrai che sono irrazionali - o mamma mia, le antipatie e gli umori! E le depressioni? Gli ipocondriaci!!? Quelli poi.

Per tanto tempo abbiamo discusso sulle modalità applicando la ragione, la dialettica per esprimere un pensiero ragionevolmente "migliore" e ancora quella lotta tra come siamo, come vorremmo essere e come ci vogliono gli altri ed i dettagli intorno. Coscienza del singolo, della comunità e dell'area relativamente grande. Quando vince la forza, etc...

Il robot non ha coscienza ma ha degli algoritmi - per me anche l'uomo è così e la chiama coscienza... Chiedere al robot di dare una mano e sentirsi chiedere dal robot stesso se serve la mano destra oppure quella sinistra - rispetto alla coscienza è derisorio e stupido ma in assoluto è un percorso che nello specifico resta assurdo ma nell'idea è innovativo per il bene e confusionario nelle acrobazie dialettiche per il male (vedi la guerra nei fora).

Eros, Agape e Philia... si sa cosa sono! Ma in Italia (la lingua espressiva) si dice voler bene perché "ti amo" non è davvero definito e sembra associabile unicamente alla combinazione amore/sesso/responsabilità simile ai romanzi d'amore. Bolle culturali intorno a noi, condizionamento ambientale! Dati di fatto, ne ho parlato in vari modi e temi sulla conoscenza e si è sempre arenato.

Voglio dare per scontato che il percorso culturale sia più semplice a chi legge che a me.

Essere
Il classismo appare disumano nel momento in cui tale separazione beneficia degli eletti eppure le discussioni qualitative avvengono al livello di una cercata e trovata empatia. Ci si trova qualche volta, qualche volta meno oppure meglio dove uno degli interlocutori ha la sensazione di avere trovalo lo spazio ed il momento giusti per dibattere.

Apparire
Quando non vale la pena di insistere è perché è proprio insistendo che si perde. Quelli come me danno per scontato la piacevolezza ed io so bene che ho a che fare anche con l'antropologia cibernetica, il linguaggio internettaro ed acosciente e allora credo che sia più gradevole il dibattito ideale che la discussione acrobatica a tutti i costi.

La mediazione tra essere ed apparire
È allora nemmeno si dice quello che si pensa per non offendere ed inoltre, quando esiste la possibilità di una interpretazione ambigua non è sbagliato scegliere quella più favorevole ed è quasi sempre quella che separa in modo naturale dagli inconvenienti. La coscienza non viene da sola ma con impegno e vita vissuta e crea il gap culturale.

L'integrazione delle mediazioni tra individui
Se dovessi applicare una strategia userei dei passettini brevi. In effetti ci sono dei buoni interlocutori, non solo tu, mi riferisco all'alone sociale che avete intorno. Il gap culturale lo si colma a livello della società, dopo che viene riconosciuta la convenienza e ciò avviene per sopperire a esigenze di miglioramento – serve uno scopo per ogni cosa.

Questo è lo schema che intendo e per me si tratta di un livello di coscienza superiore nell'ambito dell'evoluzione - anche per quel confronto necessario e fondamentale tra come era l'uomo durante l'anno zero e com'è attualmente aldilà dell'istinto di conservazione, insomma si uccideva nel nome di Dio perché si uccideva e Dio era la scusa come lo è oggi per le necessità attuali di chi gestisce il potere.


Però siamo anche prevedibili perché statisticamente parliamo di queste 4 cose e sembra solo di queste, nelle varie modalità e profondità ma difficilmente si scende dentro.


Vedendo i seguenti insiemi (sono fatti per definire il ragionamento, non per definire l'oggetto), si percepisce l'attivazione, la reattività dello stato di coscienza per cui serve una semplificazione. Gli elementi corrispondono al tipo ovvero valgono anche i contrari.


Prestando metodi analitici dell'ingegneria che vuole l'applicazione di cicli di vita guarda come si semplifica l'analisi e si può chiudere coi concetti relativi alla mente ed i suoi stati di coscienza. Così si riesce a "vedere" come si discosta o varia l'interesse relativo ad un tema che può diventare tattico o cambiare completamente (che poi è la stessa cosa).


Questa risposta dovrebbe ampliarsi nei temi per ritornare qui l'aspetto analitico.

Il cappello finale non potrà che essere la saggezza... credo sia il miglior sinonimo della divinità per il nostro tempo.

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88
Fawks
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Viandante Residente
Viandante Residente
Secondo me non è questione di essere incomprensibili, è questione di tirare fuori le tematiche più disparate che non siano sempre le solite 3/4 categorie; si tratta spesso di riuscire a tirare fuori anche discorsi più o meno profondi che in altri luoghi o altre situazioni sono si sarebbero tirati fuori...

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89
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
Lady Joan Marie ha scritto:Io penso che in questo forum comunichiamo ognuno in maniera diversa ma allo stesso tempo costruttiva, dobbiamo solo imparare a capirci l'un l'altro. lolpc
concordo a pieno...devo dire che quando...circa due giorni fa...mi sono iscritta era per la qualità degli argomenti affrontati e per le risposte sagaci e competenti degli avventori...inoltre qualcuno fa dell'ironia la sua bandiera e questo mi piace. devo però constatare a distanza di poche ore che qui ce veramente qualcuno che si prende veramente ma veramente troppo sul serio. insomma va bene sfoggiare qualità lessicali e competenza ma da qui a mettersi su di un piedistallo e sentenziare sui gusti altrui io lo trovo esagerato e inutile. che poi questa gente la vorrei vedere al bar la mattina con cappuccino e brioche come parlano. ma questo accade in quasi tutti i forum e anche nella vita reale.
la casta ancora non l'ho vista qui ma potremmo chiamare quelli del corriere per scovarli, lo hanno fatto per i politici nel 2007 possono farlo anche qui.  
dal basso della mia saggezza però consiglierei a tutti di rilassarsi un attimo e ricordarsi che alla base di un sano scambio di opinioni c'è il reciproco rispetto delle diversità socio-culturali e dei gusti, pareri altrui non espresso con astio ma con piena e sollecita comprensione e accettazione. se discutere vuol dire sentirsi per forza riconosciuto uno status e avere sempre ragione questo non è un interscambio e consiglierei a queste suddette persone di revisionare le proprie priorità.
sono polemica?????!!!!! ovvio è la mia prerogativa esserlo sempre con quelli che cercano di fare i meglio degli altri, quelli che sanno tutto loro e fanno bene tutto loro...qualcuno c è anche qui solo che io poi ho una vita fuori e me la rido, forse questa gente di vita fuori ne ha poca e mi fa compassione quindo sto cercando di diventare più comprensiva.
scusate ho sproloquiato sulla tastiera ma se avessi scritto tutto quello che mi suggerivano da dietro sarebbe stato più lungo e non ce l'avevo con qualcuno nel trd in particolare.
buona giornata a tutti.

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90
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Direi che l'aggressività ha lo stesso colore, tanto è sempre provocata e interveniamo sulla base della nostra sensibilità.

Adesso hai colpito, provocata o meno non importa, sei nella fascia superiore della figura che ho postato, pronta a reagire anche con me (forse).

Credo che si possa assegnare un livello di intenzionalità, diciamo sulla base della capacità di pianificazione degli attacchi verso l'interlocutore.

Al baccaglione acritico gli si può dare ragione subito mentre, quello che confeziona risposte articolate coerenti merita il dibattito appieno.

Poi se si discute sul metodo ancora diventa un noioso palleggio. Discutere sul merito è la vera aspirazione di tutti e quando accade siamo contenti.

In tutto questo c'entra la capacità di tollerare la variabilità dell'interlocutore e ricordare che si è tolleranti proprio quando l'interlocutore appare intollerante.

Si "perdona" l'interlocutore che ti mette in imbarazzo senza farlo sapere, quando si ha una personalità non si appare deboli, in arena non si scende sempre.

Questo è il nocciolo e secondo me siamo tutti cosi, ognuno con le proprie soglie (tenendo conto sopratutto di età ed esperienza).

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91
Aleister
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Viandante Storico
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Tutto va bene, l'importante è non convincersi di essere gli autori di ciò che "si" dice attraverso "noi". Non è il linguaggio ad appartenere all'io ma viceversa. Non esistono soggetti che comunicano attraverso un linguaggio ma solo l'accadere del linguaggio che compone e scompone, come vetrini di un caleidoscopio, i vari soggetti "dicenti".

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92
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
Aleister ha scritto:Tutto va bene, l'importante è non convincersi di essere gli autori di ciò che "si" dice attraverso "noi". Non è il linguaggio ad appartenere all'io ma viceversa. Non esistono soggetti che comunicano attraverso un linguaggio ma solo l'accadere del linguaggio che compone e scompone, come vetrini di un caleidoscopio, i vari soggetti "dicenti".
perdonami ma me lo spieghi come ad un bambino di due anni per favore? istintivamente l'ho trovato interessante ma non l'ho compreso.devo smetterla di collegarmi qui mentre lavoro poi non essendo io multitasking non faccio bene ne qusto ne quello.
uff quanto sono limitata.

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93
Magonzo
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samanta ha scritto:
Aleister ha scritto:Tutto va bene, l'importante è non convincersi di essere gli autori di ciò che "si" dice attraverso "noi". Non è il linguaggio ad appartenere all'io ma viceversa. Non esistono soggetti che comunicano attraverso un linguaggio ma solo l'accadere del linguaggio che compone e scompone, come vetrini di un caleidoscopio, i vari soggetti "dicenti".
perdonami ma me lo spieghi come ad un bambino di due anni per favore? istintivamente l'ho trovato interessante ma non l'ho compreso.
uff quanto sono limitata.
ora ti dà della pisana SGHIGNAZZARE 

o' Alèste, o' posa 'r fiasco e parla ''olle triglie n'bocca, ché ir pane secco è finito e ti si capisce mèglio  

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94
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
samanta ha scritto:
Aleister ha scritto:Tutto va bene, l'importante è non convincersi di essere gli autori di ciò che "si" dice attraverso "noi". Non è il linguaggio ad appartenere all'io ma viceversa. Non esistono soggetti che comunicano attraverso un linguaggio ma solo l'accadere del linguaggio che compone e scompone, come vetrini di un caleidoscopio, i vari soggetti "dicenti".
perdonami ma me lo spieghi come ad un bambino di due anni per favore? istintivamente l'ho trovato interessante ma non l'ho compreso.devo smetterla di collegarmi qui mentre lavoro poi non essendo io multitasking non faccio bene ne qusto ne quello.
uff quanto sono limitata.
In pratica affermare "io" dico-scrivo questo è una convenzione linguistica. Si presuppone vi sia un "io" stabile che usa il linguaggio come uno strumento per comunicare ad "altri". Ma questo "io" è già una convenzione-convinzione linguistica, non tanto parlante o scrivente quanto "parlato" e "di-scritto" da un flusso di parole, contenuti che non ci appartengono, agglutinati secondo dinamismi che non padroneggiamo, e che costituiscono l'orizzonte insuperabile in cui già da sempre abitiamo senza poterlo afferrare, senza poterci afferrare.

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95
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Magonzo ha scritto:
samanta ha scritto:
Aleister ha scritto:Tutto va bene, l'importante è non convincersi di essere gli autori di ciò che "si" dice attraverso "noi". Non è il linguaggio ad appartenere all'io ma viceversa. Non esistono soggetti che comunicano attraverso un linguaggio ma solo l'accadere del linguaggio che compone e scompone, come vetrini di un caleidoscopio, i vari soggetti "dicenti".
perdonami ma me lo spieghi come ad un bambino di due anni per favore? istintivamente l'ho trovato interessante ma non l'ho compreso.
uff quanto sono limitata.
ora ti dà della pisana SGHIGNAZZARE 

o' Alèste, o' posa 'r fiasco e parla ''olle triglie n'bocca, ché ir pane secco è finito e ti si capisce mèglio  


Dhè...flatus vocis...I discorsi li porta via il vento, le macchine i livornesi rotolarsi dal ridere 

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96
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
basta che non mi dà dell'aretina... 
ok ora ho capito grazie per la spiegazione...anche se sfido un bimbo di due anni a capirlo ancora com'era descritto...ma vorrei conoscerlo un bimbo di due anni che parla di io e convenzione linguistica....ok sono d'accordo con te.

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97
samanta
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Viandante Residente
Viandante Residente
un collega a tempo determinato mi suggerisce però che se l'io non fosse consapevole del linguaggio quest'ultimo non esisterebbe poiché esso è prodotto della necessità dell'io di proporre se stesso e comunicarlo all'esterno.
(non mi ritengo responsabile di ciò in quanto ambasciator non porta pena)

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98
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Aleister ha scritto:
In pratica affermare "io" dico-scrivo questo è una convenzione linguistica. Si presuppone vi sia un "io" stabile che usa il linguaggio come uno strumento per comunicare ad "altri". Ma questo "io" è già una convenzione-convinzione linguistica, non tanto parlante o scrivente quanto "parlato" e "di-scritto" da un flusso di parole, contenuti che non ci appartengono, agglutinati secondo dinamismi che non padroneggiamo, e che costituiscono l'orizzonte insuperabile in cui già da sempre abitiamo senza poterlo afferrare, senza poterci afferrare.
Al posto di dire "io" dovremmo dire: "l'espressione di questa mente condizionata nel tempo dalle esperienze soggettive e continuamente mutevole, pur se tendente a manifestare combinazioni specifiche appartenenti all'entità unica e irripetibile che ti sta parlando". Te piace? E' forse più vicina al vero, ma un po' lunghetta... YES

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99
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@ Samanta

Il linguaggio è l'orizzonte inarretrabile che ci precede e ci fonda. Quanto il tuo collega ti ha acutamente suggerito è l'agglutinazione di un flusso linguistico cui non corrisponde nella reatà alcun "io", essendo l'"io" nient'altro che linguaggio. Se non vi fosse il linguaggio non esisterebbe l'io ( ed il mondo) e non viceversa.


@ Candido

Me piace eccome. Limpida ed esatta sorriso

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100
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
Aleister ha scritto:Se non vi fosse il linguaggio non esisterebbe l'io ( ed il mondo) e non viceversa.
sempre intuita questa cosa, anche prima di pormi troppe questioni...

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