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Essere Vegetariani, Vegani o Onnivori

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Vegetariani, Vegani o Onnivori?

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51
An Boum
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euvitt ha scritto:premesso che ho smesso da secoli di cercare di convincere le persone a dirigersi su alcuni alimenti piuttosto che su altri, una ventina di anni di studio mi hanno convinto che ci sono alimenti non adatti all'uomo
la carne è una di questi
il latte della centrale è veleno puro
i formaggi pure
il prosciutto di maiale è da non toccare nemmeno con le mani
pane pizza biscotti sono da eliminare
....
restano (quasi) tutte le verdure i cereali integrali i legumi  un po' di pesce azzurro e la frutta
....
fate come vi pare....non è una religione ed io stesso a volte mi concedo qualche porcata

Nonostante non metta totalmente in pratica, penso che tu abbia ragione.

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52
Magonzo
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Viandante Storico
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Cenere79 ha scritto:


   

mi fa pensare alla circolarità dei percorsi e al "più puro che ti epura" Sorriso Scemo

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53
Tolstoiano
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Viandante Residente
Viandante Residente
Cenere79 ha scritto:Perché tu ragioni in base a quello che senti tu
e su quello ti regoli.

Può darsi. Non vedo quale sia la stranezza. Ogni ragionamento si basa sull'esperienza, e questo vale anche per te ;) Qui comunque si sta parlando di vegetarianismo, quindi eviterei divagazioni epistemologiche.

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54
SergioAD

Viandante Storico
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Euvitt,

Ma io non sono per niente un tuo nemico! (precauzione in caso "ricascare" avesse qualche senso diretto a me che invece con me fai come ti pare e piace al 100%)

Il pane senza sale è inconcepibile -poi se ci fai la bruschetta salandola a dovere faccio festa così come coi crostini di fegato opportunamente salati! (apertura e solidarietà, c'ho il nonno paterno livornese ma sono per i sapori forti levantini io)

euvitt ha scritto:@Sergio....
ogni tanto ci ricasco....ho detto a un toscano che i loro crostini col fegato per me non sanno di niente e me lo sono fatto nemico....e questo dopo avergli lodato i vini locali, i fagioli all'uccelletto, l'uso della salvia e dell'aglio in cottura...le ceche (si pronuncia ce'e....sono livornesi) la ribollita e tutto quello che mi sono sparato nei miei anni trascorsi in toscana
A)ciò che ti piace è ovviamente sacro
B)ciò che fa bene o fa male è oggetto di discussione fatto salvo il punto A)

in tanti anni di studio mi sono fatta un'idea e....costretto all'eliminazione forzata di certi cibi ho cercato le opportune alternative

ho lessato dei borlotti freschi mentre pranzavo con un meloncino....stasera farò una zuppa di fagioli e ci taglierò dentro due fettine di cipolla di tropea e aggiungerò olio al peperoncino fatto da me....non avrò nessun rimpianto per le salsicce di maiale che non mangio da secoli

Hanno ragione quelli che mangiano sano come te e questo l'ho detto.

Che possono fare quelli che hanno un repertorio culinario di cui vanno orgogliosi per le modifiche sulla base del sapore mediterraneo, che fanno Euvitt! Si tratta di una richiesta di comprensione, cos'altro?

Quella tua zuppa a me piace pure ma è a mia moglie che va proprio (essa che gira intorno ai tre chili). Allora tolgo acqua, ci metto due cipolle intere di tropea, il peperoncino naga moric e le sarcicce bollite in antecedenza per ritardare l'infarto (parolaccia). Madonnina mia se godo! Ovvio che mi tocca sentire da mia moglie che devo assaggiare la bontà dei fagioli sani e allora ando' le metti le cotiche olimorte'? Roba che m'è toccato confessarlo al musulmano che s'era ingrifato, lui che si compra il bacon di manzo e mangia la "pizza peperone" (che sarebbe una schifezza senza peperoni ma col salamino "beef salami"!).

Ecco tie'!

Pesce!



Pesce!



Funghi!



Te piacciono le spezie? Tie'!

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55
Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Tolstoiano ha scritto:
Cenere79 ha scritto:Perché tu ragioni in base a quello che senti tu
e su quello ti regoli.

Può darsi. Non vedo quale sia la stranezza. Ogni ragionamento si basa sull'esperienza, e questo vale anche per te ;) Qui comunque si sta parlando di vegetarianismo, quindi eviterei divagazioni epistemologiche.

Come tu parli della sofferenza degli animali, io parlo della possibile sofferenza delle piante.
Posso?

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56
Tolstoiano
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Viandante Residente
Viandante Residente
Cenere79 ha scritto:
Tolstoiano ha scritto:
Cenere79 ha scritto:Perché tu ragioni in base a quello che senti tu
e su quello ti regoli.

Può darsi. Non vedo quale sia la stranezza. Ogni ragionamento si basa sull'esperienza, e questo vale anche per te ;) Qui comunque si sta parlando di vegetarianismo, quindi eviterei divagazioni epistemologiche.

Come tu parli della sofferenza degli animali, io parlo della possibile sofferenza delle piante.
Posso?

Allora pensa alla quantità di vegetali che consuma ogni animale che viene allevato. Se anziché mangiare animali mangi direttamente le piante, vengono recise meno piante. Io non penso che le piante soffrano, ma è comunque meglio recidere meno piante (e quindi non mangiare gli animali allevati, che ne consumano moltissime), perché così c'è più cibo disponibile sul pianeta e meno fame nel mondo. E guarda che non è una barzelletta, anche se lo sembra.

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57
Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Io penso che in campo alimentare
la regola corretta sia "poco di tutto",
senza fanatismi e che il vero problema non sia
cosa si mangia ma quanto si mangia,
il che è evidentemente in relazione anche
con i modi in cui il cibo che mangiamo viene
prodotto (compresi i metodi di allevamento,
che io pure reputo insostenibili).

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58
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Fermi un attimo, amanti della provocazione!

Quello che mangiamo delle piante sono date dalle piante stesse per la loro riproduzione - se gli strappi le radici gli fai male non se mangi frutta o le cime esterne...

... continuate.

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59
Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Io la butto sul poetico, mi sa:

Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gl'individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi.
Entrate in un giardino di piante, d'erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell'anno. Voi non potete volger lo sguardo in nessuna parte che voi non vi troviate del patimento. Tutta quella famiglia di vegetali è in istato di souffrance, qual individuo più, qual meno.
Là quella rosa è offesa dal sole, che gli ha dato la vita; si corruga, langue, appassisce. Là quel giglio è succhiato crudelmente da un'ape, nelle sue parti più sensibili, più vitali. Il dolce mele non si fabbrica dalle industriose, pazienti, buone, virtuose api senza indicibili tormenti di quelle fibre delicatissime, senza strage spietata di teneri fiorellini. Quell'albero è infestato da un formicaio, quell'altro da bruchi, da mosche, da lumache, da zanzare; questo è ferito nella scorza e cruciato dall'aria o dal sole che penetra nella piaga; quello è offeso nel tronco, o nelle radici; quell'altro ha più foglie secche; quest'altro è roso, morsicato nei fiori; quello trafitto, punzecchiato nei frutti. Quella pianta ha troppo caldo, questa troppo fresco; troppa luce, troppa ombra; troppo umido, troppo secco. L'una patisce incomodo e trova ostacolo e ingombro nel crescere, nello stendersi; l'altra non trova dove appoggiarsi, o si affatica e stenta per arrivarvi.
In tutto il giardino tu non trovi una pianticella sola in istato di sanità perfetta. Qua un ramicello è rotto o dal vento o dal suo proprio peso; là un zeffiretto va stracciando un fiore, vola con un brano, un filamento, una foglia, una parte viva di questa o quella pianta, staccata e strappata via. Intanto tu strazi le erbe co' tuoi passi; le stritoli, le ammacchi, ne spremi il sangue, le rompi, le uccidi. Quella donzelletta sensibile e gentile, va dolcemente sterpando e infrangendo steli. Il giardiniere va saggiamente troncando, tagliando membra sensibili, colle unghie, col ferro.
Certamente queste piante vivono; alcune perché le loro infermità non sono mortali, altre perché ancora con malattie mortali, le piante, e gli animali altresì, possono durare a vivere qualche poco di tempo. Lo spettacolo di tanta copia di vita all'entrare in questo giardino ci rallegra l'anima, e di qui è che questo ci pare essere un soggiorno di gioia. Ma in verità questa vita è trista e infelice, ogni giardino è quasi un vasto ospitale (luogo ben più deplorabile che un cemeterio), e se questi esseri sentono, o vogliamo dire, sentissero, certo è che il non essere sarebbe per loro assai meglio che l'essere.


Giacomo Leopardi

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60
euvitt
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tanti anni fa feci un corso sui monti della tolfa con un indiano americano che insegnava l'uso delle erbe....le medicinali, quelle alimentari e anche quelle per l'igiene personale
la sua filosofia era ....la natura ha un patto con l'uomo, l'uomo può prendere tutto quello di cui ha bisogno ma nulla di più...
in tal senso io non mi sento affatto criminale nel mangiare un pesce che entra a far parte di un sistema più evoluto del suo
quello che effettivamente è ignobile sono gli allevamenti intensivi....si per gli animali, gli uomini che ci lavorano e quelli che li mangiano
ritengo la dieta vegan piuttosto squilibrata....buona per depurarsi ma a tempo limitato

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61
Automaalox
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Cenere79 ha scritto:
Tolstoiano ha scritto:
Cenere79 ha scritto:Perché tu ragioni in base a quello che senti tu
e su quello ti regoli.

Può darsi. Non vedo quale sia la stranezza. Ogni ragionamento si basa sull'esperienza, e questo vale anche per te ;) Qui comunque si sta parlando di vegetarianismo, quindi eviterei divagazioni epistemologiche.

Come tu parli della sofferenza degli animali, io parlo della possibile sofferenza delle piante.
Posso?

No. Cioé, sì, puoi, ma ti sbagli.

Immagino che tu per sofferenza intenda la sofferenza fisica, il dolore conseguente ad un danno subito da un organismo e non una sofferenza metafisica legata allo spirito di fratello carciofo e sorella lattuga.

I vegetali NON sono dotati di sistemi fisiologici in grado di trasmettere un segnale, un impulso d'azione, da un distretto all'altro in grado di rendere cosciente la pianta del danno subito. Non hanno neanche un centro della coscienza. L'interazione dei vegetali con l'ambiente avviene in maniera diversa rispetto agli animali.

Per un animale, al fine della sopravvivenza, ha senso percepire il dolore, proprio per adottare comportamenti istantanei utili ad evitare di peggiorare il danno subito, per la pianta la cosa non avrebbe senso.

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cinzia
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ommiodio sconvoltA

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Automaalox
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Chiamami pure Andrea.

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euvitt
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SergioAD ha scritto:
Ecco tie'!

Pesce!



Pesce!


vada per il pesce ok 
stasera preparo il baccalà in umido....ricetta semplice, cipolla fresca saltata con pomodorini....aggiungo patate e cuocio a fiamma bassa, a mezza cottura aggiungo baccalà ammollato e cuocio a fuoco lento senza girare....lieve spolverata di prezzemolo

in alternativa adoro le alici....sughetto di pomodorini alla livornese e sopra metti le alici senza la testa....moderatamente piccante con un peperoncino fresco

adoro la spatola.....in tutti i modi possibili.....fritta in padella oppure guarnita con aglio rosmarino fresco capperi di pantelleria e alici di gaeta... ma anche al forno con pangrattato

....ora mi attirerò le ire dei puristi.....niente bianco....un buon Peppoli o Morellino ....contorni leggeri tipo insalata verde o rughetta con noci e limone

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Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Automaalox ha scritto:
Cenere79 ha scritto:
Tolstoiano ha scritto:
Cenere79 ha scritto:Perché tu ragioni in base a quello che senti tu
e su quello ti regoli.

Può darsi. Non vedo quale sia la stranezza. Ogni ragionamento si basa sull'esperienza, e questo vale anche per te ;) Qui comunque si sta parlando di vegetarianismo, quindi eviterei divagazioni epistemologiche.

Come tu parli della sofferenza degli animali, io parlo della possibile sofferenza delle piante.
Posso?

No. Cioé, sì, puoi, ma ti sbagli.

Immagino che tu per sofferenza intenda la sofferenza fisica, il dolore conseguente ad un danno subito da un organismo e non una sofferenza metafisica legata allo spirito di fratello carciofo e sorella lattuga.

I vegetali NON sono dotati di sistemi fisiologici in grado di trasmettere un segnale, un impulso d'azione, da un distretto all'altro in grado di rendere cosciente la pianta del danno subito. Non hanno neanche un centro della coscienza. L'interazione dei vegetali con l'ambiente avviene in maniera diversa rispetto agli animali.

Per un animale, al fine della sopravvivenza, ha senso percepire il dolore, proprio per adottare comportamenti istantanei utili ad evitare di peggiorare il danno subito, per la pianta la cosa non avrebbe senso.

Questo è quello che sa l'uomo ad oggi.
Ma mica esaurisce tutte le possibilità.
Magari c'è qualcosa che non arriva a capire,
come capita anche a te professorino,
anche se non lo sai pat 

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66
cinzia
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@cenere..lascialo stare...altrimenti non finiamo più....Linguino 

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67
Magonzo
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io mi sono appena sparato un'onnivora pasta con pesto, gamberi e pomodori pachino cool fame BeautyfulSuina 

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SergioAD

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Ao! Dopo che mi sono ingrifato leggendo del bacalà (e pensavo che due olive c'andavano e che è meglio un vermentino e che in Italia si mangia bene) - accidenti...

Stasera m'è toccata (sarebbe toccata) una pasta con le zucchine, della bieta (selvatica) con quei latticini da obitorio, e loro si sono messi davanti un pasticcio di patate con la groviera e cannella, le melanzane con la tahina (crema di sesamo) ed il gelato alle noci... ho trasgredito un po' -

Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose mi sa che passo per un po'... se vedemo magari in un'altro tema meno personale! Tanto al massimo avreste criticato qualche mia manchevolezza.

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69
Coraline
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Magonzo ha scritto:io mi sono appena sparato un'onnivora pasta con pesto, gamberi e pomodori pachino cool fame BeautyfulSuina 

Io invece me ne sono sparata una con pesto di rucola del mio orticello, piccadilly e feta :famkeòPK:innaffiata con (tanto) pecorino locale finedelmondo felice1  E per un'ex vegetarianachenonmangiavauncazzonèbevevaniente direi che non è poco Esultare

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70
Automaalox
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Cenere79 ha scritto:

Questo è quello che sa l'uomo ad oggi.
Ma mica esaurisce tutte le possibilità.
Magari c'è qualcosa che non arriva a capire,
come capita anche a te professorino,
anche se non lo sai pat 

Il ricorso al principio pseudofilosofico del non sappiamo tutto quindi tutto può essere è il classico metodo adottato da chi vuole sostenere l'insostenibile senza neanche sforzarsi troppo. E' un principio assurdo, poiché adottandolo si può arrivare a sostenere qualsiasi fantasia, di fatto è la morte della ragione.

Oltretutto rappresenta un paradosso anche per chi ne fa uso, come in questo caso. Cioè, se ammetti che le piante possano provare dolore fisico, contro ogni evidenza (sono prive di qualsiasi forma di trasmissione veloce di un segnale, che sia un gradiente chimico o campo elettromagnetico, né un centro di elaborazione), affermando solo che tutto può essere, quindi non ponendo limiti al ventaglio delle possibilità che siano dettati da qualsiasi tipo di osservazione empirica, allora potresti applicare tale metodo di interpretazione della realtà ad ogni cosa; possono provare dolore anche i sassi, le nuvole, l'acqua che bevi, l'aria che respiri, e così via qualsiasi cosa ti venga in mente, cioè la tua stessa esistenza fa soffrire l'universo.

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71
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
SergioAD ha scritto:Ao! Dopo che mi sono ingrifato leggendo del bacalà (e pensavo che due olive c'andavano e che è meglio un vermentino e che in Italia si mangia bene) - accidenti...

Stasera m'è toccata (sarebbe toccata) una pasta con le zucchine, della bieta (selvatica) con quei latticini da obitorio, e loro si sono messi davanti un pasticcio di patate con la groviera e cannella, le melanzane con la tahina (crema di sesamo) ed il gelato alle noci... ho trasgredito un po' -

Non mi sento a mio agio a parlare di queste cose mi sa che passo per un po'... se vedemo magari in un'altro tema meno personale! Tanto al massimo avreste criticato qualche mia manchevolezza.
vero.....ci andavano le olive di Gaeta....ma mi erano finite e poi c'è da dire che questo tipo di alimentazione prevede l'esaltazione del sapore intrinseco dei cibi senza cercare ingredienti aggiuntivi salvo qualche spezia ad hoc
in effetti se il baccalà fosse stato in bianco sarei stato costretto a mettere in frigo un donnafugata o un torbato di Alghero
la bieta selvatica è l'unica che sopporto....i bietoloni giganti li odio, sono acidi allappano il palato e per dargli sapore sei costretto a ripassarla con olio aglio pomodorini e peperoncino....invece quella selvatica (piccola e a forma di punta di lancia) è ottima....lo stesso vale per gli spinaci che non uso
se la pasta con le zucchine ti intristisce prova quella con le melanzane in bianco
devi cuocere le melanzane con olio aglio e sale.....
mantechi la pasta e poi versi il tutto in una pirofila dove da almeno un'ora riposavano in olio uno spicchio di aglio sano, delle foglie di basilico fresco e foglioline di menta
....andrebbe spolverata con della ricotta salata ....ma è bbona anche così fidate

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72
Cenere79
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
[quote="euvitt"]
SergioAD ha scritto:
se la pasta con le zucchine ti intristisce

Con aggiunta dei fiori e zafferano è buonissima!

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73
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
Cenere79 ha scritto:
euvitt ha scritto:
SergioAD ha scritto:
se la pasta con le zucchine ti intristisce

Con aggiunta dei fiori e zafferano è buonissima!

io dovendo usare i fiori aggiungerei un'alicetta....uhm....dovrei provare ma credo farei un'aglio e olio più alice più fiori sminuzzati....mai fatta ma ne sento il sapore in bocca sorriso 

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74
cinzia
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ma ...se ci aggiungessi dei gamberetti...sai quelli piccoli piccoli?

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75
euvitt
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Viandante Storico
cinzia ha scritto:ma ...se ci aggiungessi dei gamberetti...sai quelli piccoli piccoli?
uhm...dovrebbe venir bene
in alternativa una grossa spolverata di rughetta?

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