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Psicofarmaci e Terapia

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
La terapia è un percorso personale molto lungo. Questo percorso implica fatica da parte di chi lo intraprende. Nulla di ciò che compete il suo malessere è delegato ad altri. La persona ha per intero la responsabilità di se stessa. Nessuno sbocco è garantito. Il punto d'arriva, anche se era implicito nella richiesta di una terapia, appare sempre come un che di inaspettato.
Lo psicofarmaco invece è un medicinale, che per produrre effetti richiede tempo ma che si configura come la risposta immediata ad un bisogno. Laddove la terapia implica la capacità o la volontà di maturare la capacità di tollerare la frustrazione e differire l'appagamento, il farmaco costituisce l'illusione della possibilità di una risposta magica, che tutto risolva in formato pocket.
Se la sofferenza fosse sangue lo psicofarmaco sarebbe un tampone, mentre la terapia sarebbe il suo fluire. Non un fluire libero, tumultuoso, emorragico ma gestito e "controllato". Le ferite si rimarginano naturalmente proprio attraverso lo scorrere del sangue che ripulisce la lacerazione, rallenta pian piano ed infine la sigilla.
Quanto è utile quindi tamponare una ferita a prescindere da ciò che contiene? Ciò che decide l'evolversi di una lacerazione verso la cancrena o verso il suo rimarginarsi, è anche il suo contenuto.
Può curare una farmaco? Il farmaco può essere terapeuto visto e considerato che si basa sul principio della delega ad altro di ciò che è nostra responsabilità?
Io sono contraria al loro utilizzo, che invece vedo essere prassi comune, eccezion fatta per psicotici gravi che non possono contare su altre risorse. Ritengo che lo psicofarmaco non solo non risolva i problemi, ma ne crei anche se somministrato sotto controllo medico.

Ma siccome è una posizione discutibile la mia, discutiamone.

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2
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
io al massimo prendo un paio di aspirine l'anno....quindi sono contrario all'utilizzo della pasticca
in senso più ampio sono contrario a tutto ciò che viene usato come una pasticca....tipo l'ostia della comunione ma anche un frullato plurivitaminico, una seduta di yoga un massaggio un mantra ecc...
ok, mi è venuto un mal di denti bestiale....prendo anche io la pasticca ma con più calma cerco di capire e rimuovere le cause
questo approccio lo uso in ogni forma di malessere ma io sono abbastanza abituato a mettermi in discussione e ad esaminarmi mentre ho dovuto constatare che molti esseri non riescono a discutere di quello che è interiore....costoro vogliono solo qualcosa che gli tolga il dolore

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3
Darkmoon
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Viandante Residente
Viandante Residente
Tutti pro dolore??andreste d'accordo con la chiesa cattolica!!Credo dipenda da caso a caso,mi spiego se la pillola può permettere di fare una vita tollerabile e non tapparsi in casa,non per pigrizia di autoanalisi,ma per depressioni serie(anche non psicosi serie),allora sono favorevole.Sono invece piuttosto contraria per i bambini,finché è un adulto in età da compiere scelte e informato ok,ma decidere per un bambino no.

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4
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@euvitt ha scritto: ho dovuto constatare che molti esseri non riescono a discutere di quello che è interiore....costoro vogliono solo qualcosa che gli tolga il dolore

Già.

@Darkmoon ha scritto:Tutti pro dolore??andreste d'accordo con la chiesa cattolica!!Credo dipenda da caso a caso,mi spiego se la pillola può permettere di fare una vita tollerabile e non tapparsi in casa,non per pigrizia di autoanalisi,ma per depressioni serie(anche non psicosi serie),allora sono favorevole.Sono invece piuttosto contraria per i bambini,finché è un adulto in età da compiere scelte e informato ok,ma decidere per un bambino no.

Non sono pro-dolore. Credo solo che dal dolore non si scappa. Il dolore va superato attraverso l'elaborazione. Non puoi delegare questo compito ad altri o ad altro.
Lo psicofarmaco allevia il sintomo ma non cura. Hai ragione a dire che le depressioni gravi necessitano di un sostegno, ma questo deve essere affiancato da una terapia, per me sorriso

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5
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@NinfaEco ha scritto:Lo psicofarmaco allevia il sintomo ma non cura. Hai ragione a dire che le depressioni gravi necessitano di un sostegno, ma questo deve essere affiancato da una terapia, per me sorriso

Come dice Ninfa il farmaco tiene sotto controllo il sintomo, non cura.
Ma ci sono situazioni in cui è fondamentale per permettere al paziente di potersi recare in terapia e di poter sfruttare lo spazio terapeutico al meglio.
E ci sono altre situazioni in cui la psicoterapia è impotente ed il farmaco diventa l'unica risorsa perché il paziente possa condurre una vita pseudo-decente.

@Darkmoon ha scritto:Sono invece piuttosto contraria per i bambini,finché è un adulto in età da compiere scelte e informato ok,ma decidere per un bambino no.

Fammi capire...se un bambino necessitasse di un farmaco per problemi cardiaci aspetteresti che raggiunga la maggiore età perché possa scegliere autonomamente?

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6
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
salvo eccezioni, lo psicofarmaco si adatta bene a chi lo preferisce alle verità che un curioso terapeuta può far emergere.

Le eccezioni sono, ad esempio, gravi disturbi a livello sinaptico dovuti a carenze genetiche congenite.

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7
Darkmoon
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Yale ha scritto:
@NinfaEco ha scritto:Lo psicofarmaco allevia il sintomo ma non cura. Hai ragione a dire che le depressioni gravi necessitano di un sostegno, ma questo deve essere affiancato da una terapia, per me sorriso

Come dice Ninfa il farmaco tiene sotto controllo il sintomo, non cura.
Ma ci sono situazioni in cui è fondamentale per permettere al paziente di potersi recare in terapia e di poter sfruttare lo spazio terapeutico al meglio.
E ci sono altre situazioni in cui la psicoterapia è impotente ed il farmaco diventa l'unica risorsa perché il paziente possa condurre una vita pseudo-decente.

@Darkmoon ha scritto:Sono invece piuttosto contraria per i bambini,finché è un adulto in età da compiere scelte e informato ok,ma decidere per un bambino no.

Fammi capire...se un bambino necessitasse di un farmaco per problemi cardiaci aspetteresti che raggiunga la maggiore età perché possa scegliere autonomamente?

Yale:parlavo di psicofarmaci ovviamente!!le altre categorie di farmaci non mi permetterei mai di dare un giudizio non ne so nulla!

Ninfa:difatti gli psicofarmaci da soli non servono a nulla dopo qualche tempo,necessitano una terapia psicologica,di un percorso che comunque si fa.Il dolore va affrontato certo,ma neanche gli psicofarmaci l'allontanano,dipende sempre se alcune malattie come depressione vengono definite tali o solo mancanza di volontà e di conseguenza vengono affrontate diversamente.C'è un dibattito in tal senso da psicologi e psichiatri,i primi non vogliono e non possono prescrivere psicofarmaci,i secondi non li disdegnano.
Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza al dolore,e una capacità di conviverci,se lo psicofarmaco permette di salvare la vita a qualcuno ben venga!

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8
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Darkmoon ha scritto:

Yale:parlavo di psicofarmaci ovviamente!!le altre categorie di farmaci non mi permetterei mai di dare un giudizio non ne so nulla!

Lo so, anch'io parlavo di psicofarmaci.
E vorrei capire cosa ne sai di più rispetto alle altre categorie di farmaci, visto che fai questa distinzione alquanto stramba.

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9
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Darkmoon ha scritto:
Ninfa:difatti gli psicofarmaci da soli non servono a nulla dopo qualche tempo,necessitano una terapia psicologica,di un percorso che comunque si fa.Il dolore va affrontato certo,ma neanche gli psicofarmaci l'allontanano,dipende sempre se alcune malattie come depressione vengono definite tali o solo mancanza di volontà e di conseguenza vengono affrontate diversamente.C'è un dibattito in tal senso da psicologi e psichiatri,i primi non vogliono e non possono prescrivere psicofarmaci,i secondi non li disdegnano.
Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza al dolore,e una capacità di conviverci,se lo psicofarmaco permette di salvare la vita a qualcuno ben venga!

Non ci siamo. Non sembra tu abbia idea nè di cosa sia uno psicofarmaco nè di cosa sia una depressione.


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10
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@paolo iovine ha scritto:salvo eccezioni, lo psicofarmaco si adatta bene a chi lo preferisce alle verità che un curioso terapeuta può far emergere.

Le eccezioni sono, ad esempio, gravi disturbi a livello sinaptico dovuti a carenze genetiche congenite.

@ Ninfa: Questo e l'intervento che ho appena commentato rappresentano il motivo per cui sono restia ad affrontare questi temi in un forum. Ma te ci devi sempre sbattere la testa, eh? KleanaOcchiolino

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11
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
buffo che state discutendo di qualcosa, esprimete pareri, senza aver specificato di cosa stiate effettivamente parlando; o, più verosimilmente, dando per scontate le cause che ritenete tali;

forse, prima di esprimere un giudizio sulla validità e l'efficacia di una cura, o filosofia terapeutica, si dovrebbe quantomento provare a definire l'origine del malessere, no ?

cominciamo a dire: lo stato organico è rilevante, o no ?
è possibile un benessere/normale funzionalità in presenza di un disturbo organico permanente ?

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12
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
stringi stringi, l' argomento Magonzo è : può un farmaco sostituire un rapporto umano ?

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13
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Yale ha scritto:
@NinfaEco ha scritto:Lo psicofarmaco allevia il sintomo ma non cura. Hai ragione a dire che le depressioni gravi necessitano di un sostegno, ma questo deve essere affiancato da una terapia, per me sorriso

Come dice Ninfa il farmaco tiene sotto controllo il sintomo, non cura.
Ma ci sono situazioni in cui è fondamentale per permettere al paziente di potersi recare in terapia e di poter sfruttare lo spazio terapeutico al meglio.
E ci sono altre situazioni in cui la psicoterapia è impotente ed il farmaco diventa l'unica risorsa perché il paziente possa condurre una vita pseudo-decente.

Sono d'accordo. Si tratta però di casi gravi, in cui certi ambiti sono molto compromessi e il farmaco ha un ruolo ausiliario rispetto alla terapia nel primo caso e nel secondo è l'unica strada possibile ( dato che nessuna strada può portare alla guarigione)



@paolo iovine ha scritto:salvo eccezioni, lo psicofarmaco si adatta bene a chi lo preferisce alle verità che un curioso terapeuta può far emergere.

Ho pensato a volte che ogni paziente ricerchi uno stile terapeutico in base a come funziona.
Chissà se è bene soddisfare una richiesta modellata su aspettative di questo tipo visto che a volte il modo di funzionare del paziente parte del problema...

@Darkmoon ha scritto:


Ninfa:difatti gli psicofarmaci da soli non servono a nulla dopo qualche tempo,necessitano una terapia psicologica,di un percorso che comunque si fa.

In questo senso allora mi trovi d'accordo. Ma se si possono evitare, ed così nella quasi totalità dei casi. Tu hai parlato anche di soglia di sopportazione del dolore.... va allenata.


@Yale ha scritto:
@ Ninfa: Questo e l'intervento che ho appena commentato rappresentano il motivo per cui sono restia ad affrontare questi temi in un forum. Ma te ci devi sempre sbattere la testa, eh? KleanaOcchiolino

Oltre a lepri e leoni... occorrono capre testone SGHIGNAZZARE SGHIGNAZZARE
Scherzi a parte, a me piacerebbe che scrivessi qualcosa tu su queste cose... perchè certamente ne sai più di me.
Io la butto lìì fischio

@Magonzo ha scritto:buffo che state discutendo di qualcosa, esprimete pareri, senza aver specificato di cosa stiate effettivamente parlando; o, più verosimilmente, dando per scontate le cause che ritenete tali;

forse, prima di esprimere un giudizio sulla validità e l'efficacia di una cura, o filosofia terapeutica, si dovrebbe quantomento provare a definire l'origine del malessere, no ?

cominciamo a dire: lo stato organico è rilevante, o no ?
è possibile un benessere/normale funzionalità in presenza di un disturbo organico permanente ?

Oibò maghetto .... forse mi sono spiegata confusamente? Strano non mi accade mai rotolarsi dal ridere

Io chiedevo soltanto ai presenti la loro opinione sugli psicofarmaci e sul loro valore terapeutico.
Vedo che da questo primo quesito la tua affettatrice mentale ha tirato fuori altre gustose bracioline.
Vediamo come verrà cucinata questa carne al fuoco.

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14
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
forse, Ninfa, il paziente che cerca uno stile terapeutico in base a come funziona, non ha la più pallida idea di quale sia il suo funzionamento, quello parte del motivo per cui si trova ad essere in terapia; per cui, in questi casi, può essere utile una fase di assecondamento finalizzata ad instaurare un rapporto di fiducia, indispensabile per addentrarsi nei meandri della sua mente, scovare il tarlo e ucciderlo ( il tarlo ovviamente ).

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15
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Magonzo ha scritto:buffo che state discutendo di qualcosa, esprimete pareri, senza aver specificato di cosa stiate effettivamente parlando; o, più verosimilmente, dando per scontate le cause che ritenete tali;

forse, prima di esprimere un giudizio sulla validità e l'efficacia di una cura, o filosofia terapeutica, si dovrebbe quantomento provare a definire l'origine del malessere, no ?

cominciamo a dire: lo stato organico è rilevante, o no ?
è possibile un benessere/normale funzionalità in presenza di un disturbo organico permanente ?
psico farmaci....farmaci per la psiche
la tua domanda è corretta...ma non è possibile dare una risposta valida per tutte le situazioni
in teoria è possibile avere una mente limpida e chiara anche in presenza di un disturbo organico, in pratica la cosa è abbastanza difficile dato che occorrerebbe una mente con una forza superiore alla media e anche di parecchio
però pare che buona parte dei disturbi organici dipendano da stati mentali alterati....gatto che si morde la coda
la mia risposta sintetica è: pijate 'sta pasticca se non puoi farne a meno ma cazzo indaga sulle cause del tuo male

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16
Darkmoon
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Viandante Residente
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@Yale ha scritto:
@Darkmoon ha scritto:
Ninfa:difatti gli psicofarmaci da soli non servono a nulla dopo qualche tempo,necessitano una terapia psicologica,di un percorso che comunque si fa.Il dolore va affrontato certo,ma neanche gli psicofarmaci l'allontanano,dipende sempre se alcune malattie come depressione vengono definite tali o solo mancanza di volontà e di conseguenza vengono affrontate diversamente.C'è un dibattito in tal senso da psicologi e psichiatri,i primi non vogliono e non possono prescrivere psicofarmaci,i secondi non li disdegnano.
Ognuno di noi ha una soglia di tolleranza al dolore,e una capacità di conviverci,se lo psicofarmaco permette di salvare la vita a qualcuno ben venga!

Non ci siamo. Non sembra tu abbia idea nè di cosa sia uno psicofarmaco nè di cosa sia una depressione.



credo tu non possa permetterti una tale affermazione mia cara,rimarresti di sasso!!!e capiresti che un pò di umiltà ti farebbe bene!!
Detto ciò sapevo che era un post bomba,nel senso che è un argomento ultra sfaccettato e difficilissimo da trattare perché chi risponde forse qualche esperienza ce l'ha Yale,io non rispondo a qualunque argomento senza criterio e sensibilità.

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17
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Darkmoon ha scritto:
credo tu non possa permetterti una tale affermazione mia cara,rimarresti di sasso!!!e capiresti che un pò di umiltà ti farebbe bene!!
Detto ciò sapevo che era un post bomba,nel senso che è un argomento ultra sfaccettato e difficilissimo da trattare perché chi risponde forse qualche esperienza ce l'ha Yale,io non rispondo a qualunque argomento senza criterio e sensibilità.

Ma che c'entra l'umiltà?
Non so che conoscenze tu abbia in materia, questo è vero, ma di certo con le tue risposte non le hai dimostrate.
Io commento quello che leggo, non quello che suppongo che tu sappia.
E di sasso ci rimarrei davvero a sapere che anche tu sei del campo visto come parli di psicofarmaci e depressione.

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18
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@paolo iovine ha scritto:stringi stringi, l' argomento Magonzo è : può un farmaco sostituire un rapporto umano ?
no, semmai il contrario;

@NinfaEco ha scritto:Oibò maghetto .... forse mi sono spiegata confusamente? Strano non mi accade mai rotolarsi dal ridere

Io chiedevo soltanto ai presenti la loro opinione sugli psicofarmaci e sul loro valore terapeutico.
Vedo che da questo primo quesito la tua affettatrice mentale ha tirato fuori altre gustose bracioline.
se i presenti ti dicono che l'ufficiale giudiziario ti ha messo sotto fermo amministrativo l'auto perché ti ha attraversato un gatto nero, esprimono implicitamente la tesi per cui pagare o non pagare le multe è ininfluente; SGHIGNAZZARE

@euvitt ha scritto:
@Magonzo ha scritto:forse, prima di esprimere un giudizio sulla validità e l'efficacia di una cura, o filosofia terapeutica, si dovrebbe quantomento provare a definire l'origine del malessere, no ?

cominciamo a dire: lo stato organico è rilevante, o no ?
è possibile un benessere/normale funzionalità in presenza di un disturbo organico permanente ?
psico farmaci....farmaci per la psiche
la tua domanda è corretta...ma non è possibile dare una risposta valida per tutte le situazioni
in teoria è possibile avere una mente limpida e chiara anche in presenza di un disturbo organico, in pratica la cosa è abbastanza difficile dato che occorrerebbe una mente con una forza superiore alla media e anche di parecchio
però pare che buona parte dei disturbi organici dipendano da stati mentali alterati....gatto che si morde la coda

a meno di postulare "anima", "psiche" e altre categorie non definibili o comprovabili che dovrebbero presiedere all'agire umano in condizioni di indipendenza dall'elemento organico - provate a dare un acido al Dalai Lama o al papa e poi vediamo se dicono le stesse cose a cui siamo abituati - dobbiamo ritenere che se si produce un'alterazione di determinati equilibri l'umore e la condizione mentale cambiano, e che la sede organica di elaborazione e reazione a determinati stimoli è il cervello;

se ti bevi un calice di rosso o ti fai una cannetta per rilassarti prendi un farmaco "per l'umore";
se hai uno squilibrio chimico permanente che compromette la funzionalità ordinaria di un organo, ti può essere prescritto un farmaco, e se l'organo in questione è il cervello, non si capisce perché non si debba fare altrettanto, con tutte le generali cautele sull'uso dei farmaci;

lo "scandalo" si determina solo se si evita di distinguere e si butta in un calderone retorico di sofferenza anche la condizione esistenziale - normale o modicamente traumatica - perché ciò intacca a sua volta le sicurezze di tanti coinvolti:

chi va da 12 anni in analisi difficilmente sarà disposto ad accettare l'idea di una rilevanza delle cause organiche, che magari può ridimensionare o relativizzare la cosmogonia che l'analisi gli rappresenta; poco incline sarà lo stesso analista... Sorriso Scemo

e così tutti i santoni, guru, maestri de 'sta cippa che si presentano come detentori di "un sapere" iniziatico come quello dell'analista;
non che dell'industria farmaceutica mi fidi per principio di più, eh... però si tratta di un terreno più accessibile e contendibile, confutabile;

il che non esclude affatto il ricorso all'aiuto psicologico, che è cosa buona e giusta, ma sono molto sospettoso nei confronti della psicolatria che crocifigge la chimica colpevole di attentato di lesa sovranità sul regno dei pipponi mentali Sorriso Scemo

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19
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
be, se un rapporto umano può sostituire un farmaco, Magonzo, non resta che determinarne la posologia.

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20
Magonzo
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@paolo iovine ha scritto:be, se un rapporto umano può sostituire un farmaco, Magonzo, non resta che determinarne la posologia.
io infatti non ho detto che può... ritengo probabile esattamente il contrario, e cioè che se hai una disfunzione nel cervello anche molto più leggera rispetto ad una gastrite o ad un'insufficienza renale, è verosimile che un rapporto umano possa fare pochino;

vale, ovviamente, anche il contrario, ma l'idea che la psiche (l'"anima", ecc...) sia un comparto alieno dalla fisiologia è un insidioso luogo comune culturale che ha parecchio a che vedere con l'educazione religiosa.

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21
euvitt
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@Magonzo ha scritto:
a meno di postulare "anima", "psiche" e altre categorie non definibili o comprovabili che dovrebbero presiedere all'agire umano in condizioni di indipendenza dall'elemento organico - provate a dare un acido al Dalai Lama o al papa e poi vediamo se dicono le stesse cose a cui siamo abituati - dobbiamo ritenere che se si produce un'alterazione di determinati equilibri l'umore e la condizione mentale cambiano, e che la sede organica di elaborazione e reazione a determinati stimoli è il cervello;

se ti bevi un calice di rosso o ti fai una cannetta per rilassarti prendi un farmaco "per l'umore";
se hai uno squilibrio chimico permanente che compromette la funzionalità ordinaria di un organo, ti può essere prescritto un farmaco, e se l'organo in questione è il cervello, non si capisce perché non si debba fare altrettanto, con tutte le generali cautele sull'uso dei farmaci;

lo "scandalo" si determina solo se si evita di distinguere e si butta in un calderone retorico di sofferenza anche la condizione esistenziale - normale o modicamente traumatica - perché ciò intacca a sua volta le sicurezze di tanti coinvolti:

chi va da 12 anni in analisi difficilmente sarà disposto ad accettare l'idea di una rilevanza delle cause organiche, che magari può ridimensionare o relativizzare la cosmogonia che l'analisi gli rappresenta; poco incline sarà lo stesso analista... Sorriso Scemo

e così tutti i santoni, guru, maestri de 'sta cippa che si presentano come detentori di "un sapere" iniziatico come quello dell'analista;
non che dell'industria farmaceutica mi fidi per principio di più, eh... però si tratta di un terreno più accessibile e contendibile, confutabile;

il che non esclude affatto il ricorso all'aiuto psicologico, che è cosa buona e giusta, ma sono molto sospettoso nei confronti della psicolatria che crocifigge la chimica colpevole di attentato di lesa sovranità sul regno dei pipponi mentali Sorriso Scemo

senza bisogno di arrivare al Dalai Lama (i papi lasciamoli perde') ci sono io...
quando ero adolescente vedevo gli amici fare le peggio cose con uno spinello ed io rosicavo perché a me 'sta roba nun me faceva niente....una volta per tigna mi fumai un cannone ma a parte un filino di stanchezza non ebbi risultati
idem per gli alcolici...ovviamente il mio fisico ne risente, mi gira la testa mi vien da vomitare e una volta vomitai nella tazza del cesso sbagliata (ne vedevo due) ma non perdo minimamente lucidità...
il problema è capire cosa sia "la mente" e cosa invece sia il cervello....ti assicuro che non sono la stessa cosa; a volte l'hardware necessita di opportune revisioni, le faccio anche io...squilibri tra elementi e eccessi di metalli pesanti sono da evitare....le carenze di litio ti danno depressione...ecc...
sembrerebbe che tra chimica e mente ci sia una connessione diretta ma non è proprio così, perlomeno non è così lineare
quindi a mio avviso occorre muoversi con cautela su entrambi i fronti....rimane inteso che gli stregoni vanno evitati ma non stanno da una parte sola

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22
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@Magonzo ha scritto:
se i presenti ti dicono che l'ufficiale giudiziario ti ha messo sotto fermo amministrativo l'auto perché ti ha attraversato un gatto nero, esprimono implicitamente la tesi per cui pagare o non pagare le multe è ininfluente; SGHIGNAZZARE


a meno di postulare "anima", "psiche" e altre categorie non definibili o comprovabili che dovrebbero presiedere all'agire umano in condizioni di indipendenza dall'elemento organico - provate a dare un acido al Dalai Lama o al papa e poi vediamo se dicono le stesse cose a cui siamo abituati - dobbiamo ritenere che se si produce un'alterazione di determinati equilibri l'umore e la condizione mentale cambiano, e che la sede organica di elaborazione e reazione a determinati stimoli è il cervello;

se ti bevi un calice di rosso o ti fai una cannetta per rilassarti prendi un farmaco "per l'umore";
se hai uno squilibrio chimico permanente che compromette la funzionalità ordinaria di un organo, ti può essere prescritto un farmaco, e se l'organo in questione è il cervello, non si capisce perché non si debba fare altrettanto, con tutte le generali cautele sull'uso dei farmaci;

lo "scandalo" si determina solo se si evita di distinguere e si butta in un calderone retorico di sofferenza anche la condizione esistenziale - normale o modicamente traumatica - perché ciò intacca a sua volta le sicurezze di tanti coinvolti:

chi va da 12 anni in analisi difficilmente sarà disposto ad accettare l'idea di una rilevanza delle cause organiche, che magari può ridimensionare o relativizzare la cosmogonia che l'analisi gli rappresenta; poco incline sarà lo stesso analista... Sorriso Scemo

e così tutti i santoni, guru, maestri de 'sta cippa che si presentano come detentori di "un sapere" iniziatico come quello dell'analista;
non che dell'industria farmaceutica mi fidi per principio di più, eh... però si tratta di un terreno più accessibile e contendibile, confutabile;

il che non esclude affatto il ricorso all'aiuto psicologico, che è cosa buona e giusta, ma sono molto sospettoso nei confronti della psicolatria che crocifigge la chimica colpevole di attentato di lesa sovranità sul regno dei pipponi mentali Sorriso Scemo

psicolatria
Sorriso Scemo

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Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@euvitt ha scritto:senza bisogno di arrivare al Dalai Lama (i papi lasciamoli perde') ci sono io...
quando ero adolescente vedevo gli amici fare le peggio cose con uno spinello ed io rosicavo perché a me 'sta roba nun me faceva niente....una volta per tigna mi fumai un cannone ma a parte un filino di stanchezza non ebbi risultati
idem per gli alcolici...ovviamente il mio fisico ne risente, mi gira la testa mi vien da vomitare e una volta vomitai nella tazza del cesso sbagliata (ne vedevo due) ma non perdo minimamente lucidità...
il problema è capire cosa sia "la mente" e cosa invece sia il cervello....ti assicuro che non sono la stessa cosa;
il cervello si può studiare, mentre quando parliamo di "mente" - bellissimo argomento, per carità - sono solo parole in libertà, come per psiche, anima, ecc...

cioè, non è indicato basare una cura su quei presupposti, a meno di voler giocare con l'esistenza delle persone;

vedrai che se si verificano scompensi chimici nella produzione e/o rilascio di neurotrasmettitori i cambiamenti si producono;
la "lucidità" può non essere interessata, e infatti nel caso dei depressi non lo è, anzi, pare che addirittura si acuisca perché non offuscata da aspettative positive...

il punto è che dovremmo tener conto del fatto che tutto il nostro approccio "istintivo" alla questione è affettato da una cultura millenaria e sedimentata che postula un'autonomia della psiche dal soma, cosa che forse può apparire in alcuni casi, ma non risponde certo a realtà; se invece della cannetta o del litrozzo reiterato ti fai un acido, poi m'aricconti quanto sei stato lucido; però nun salì sur tetto pe' raccattà 'r micio, m'ariccomanno SGHIGNAZZARE

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Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@NinfaEco ha scritto:
Scherzi a parte, a me piacerebbe che scrivessi qualcosa tu su queste cose... Io la butto lìì fischio

Ninfa cara, te la sei cercata: ora ti dico qual è il MIO pensiero in proposito.
Ecco il pippone.
Occorre fare una piccola premessa: senza stare a discutere qui su cosa venga prima, se l'uovo o la gallina, è un dato di fatto che ad alcune patologie si accompagnino modificazioni importanti della biologia e della fisiologia cerebrale, se non addirittura della morfologia.
Per fare un esempio, la schizofrenia è caratterizzata, tra le altre cose, da un eccesso del neurotrasmettitore Dopamina; la depressione da una carenza di Serotonina.
I farmaci servono a controllare proprio queste modificazioni chimiche.
Che molti psicofarmaci abbiano effetti collaterali a volte importanti e una tendenza alla dipendenza è altra cosa nota, ma ci sono situazioni in cui io, personalmente, sono assolutamente favorevole all'assunzione degli stessi.

- Quando la psicoterapia non è sufficiente
Penso alla schizofrenia, che solitamente è caratterizzata da sintomi positivi (deliri e allucinazioni) e da sintomi negativi (disturbi emotivi o del pensiero). I primi rispondono bene ai farmaci, i secondi alla psicoterapia.

- Quando il farmaco è necessario per lo svolgimento di una psicoterapia
Penso ad un paziente depresso, e parlo di depressione maggiore, non di “mancanza di volontà” come ha detto qualcuno: senza il farmaco è difficile che trovi la forza di alzarsi dal letto, lavarsi, vestirsi e recarsi dal terapeuta.

- Quando i tempi della terapia mal si conciliano con l'urgenza del disturbo
E' il caso di un paziente con disturbo ossessivo compulsivo che per rispettare i suoi rituali arriva tardi al lavoro, non esce più di casa, rifiuta qualunque relazione e finisce col rischiare così il licenziamento o l'isolamento sociale.
Con un paziente simile non ci si può permettere di aspettare i mesi/anni necessari alla psicoterapia e diventa prioritario preservare il suo ambiente sociale, familiare e lavorativo.
Senza contare i pazienti in cui è alto il rischio di suicidio.

Per quanto riguarda i bambini, fortunatamente molte patologie gravi hanno insorgenza tardiva, rispetto a questa fascia di età, ma ci sono disturbi emotivi e del comportamento che comportano, per esempio, una difficoltà nella gestione della rabbia: qui il farmaco è necessario per evitare che il piccolo rischi di fare male a sé stesso o ad altri.

Questo è il mio pensiero in merito.
Non sono riuscita ad essere più concisa, sorry.

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An Boum
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Viandante Storico
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Premetto che i casi citati da Yale mi sembrano sufficientemente idonei ad un intervento esterno (anche se magari, coi bambini, sarebbe più utile cercare di tenerli sotto controllo piuttosto che modificar loro la chimica del cervello, organo molto complesso).

A me è capitata un'estate da tilt.
Ho avuto episodi che mi hanno diagnosticato come attacchi di panico.
Dopo un anno di muratori in casa (proprio dentro), delusioni in famiglia, bambini piccoli, una forte anemia, l'aver smesso di fumare ed una temperatura esterna di oltre 40°, sono entrata in tilt.
Sono entrata in uno stato d'ansia incredibile perchè mi sentivo debolissima, avevo problemi alla vista (che ho tutt'ora, ma non avendone mai avuti in vita mia mi ero spaventata) ed altri malesseri e mi sono convinta di aver qualche brutto male. La medica della mutua, oltre ad avermi consigliato un viaggetto, con nonchalance mi ha prescritto delle goccine che io non ho mai preso.
Quello che ricordo meglio è lo stato d'ansia che mi assaliva la mattina...quello sono riuscito a sconfiggerlo tramite...un forum su internet;
mi immergevo nella lettura e pian piano l'ansia passava.
Nel giro di un mese è passato tutto, erano 5 anni fa e non ho avuto mai più problemi.
Una mia conoscente che ha vissuto la stessa situazione in quell'anno, le goccine le prende ancora.

Aggiungo che, tutte le persone che conosco che si sono suicidate, erano sotto cura da psicofarmaci, e non erano dei matti da legare in senso letterale. Io sono convinta che in molti casi lo psicofarmaco allenti l'istinto di autoconservazione. Sicuramente se ne abusa (degli psicofarmaci, non dell'istinto di autoconservazione).

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