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Regole della conoscenza

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1
SergioAD

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Faccio un paio di affermazioni.

1. Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

2. Dio esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

a) Qual'è la differenza tra queste due affermazioni, b) cosa hanno in comune e c) quali discipline e/o grado di conoscenza servono per partecipare ad un ipotetico dibattito sensato e franco?

Potete rispondere anche ad una sola di queste tre domande.

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2
LieveMente
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Viandante Storico
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@SergioAD ha scritto:Faccio un paio di affermazioni.

1. Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

2. Dio esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

a) Qual'è la differenza tra queste due affermazioni, b) cosa hanno in comune e c) quali discipline e/o grado di conoscenza servono per partecipare ad un ipotetico dibattito sensato e franco?

Potete rispondere anche ad una sola di queste tre domande.


Vai sul difficile... e ingabbi le risposte. Io non ci sto sorriso



Posso dirti che il futuro è una realtà che possiamo immaginare, progettare sognare.
Dio invece è una percezione soggettiva, spesso rappresenta un bisogno.

Sono stata franca. Sensata non so. E non credo nelle discipline.
Pure le conoscenze in questo caso
sono aleatorie.

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3
SergioAD

Viandante Storico
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Intanto, voglio ringraziarti per l'attenzione, non sono un gran postatore per la scarsa attenzione che suscito. Qualche volta provo a raccogliere dei dati (i vostri), convertirli insieme in informazione, concordare insieme una specie di idea accettabile, e dire "da queste parti la pensiamo così". Non riesco a vedere il foro in altro modo, tipo simposio forse. Suppongo che non ci sia "feeling", succede ah ah.

Le due affermazioni hanno in comune il fatto che sono frutto di una delle nostre capacità più rilevanti e che ne fanno l’essere che siamo. La battuta più in voga che aderisce a questo concetto è “imparare le lezioni”. Fare riferimento al passato è anche il motivo stesso della percezione del nostro stato evolutivo. Se non avessimo la consapevolezza di ciò, non avremmo potuto sapere chi siamo ora.

Se il tempo che ci vuole per andare da Roma a Milano è lo stesso per tutte le stesse distanze e le stesse condizioni allora percorrere 3 Km in un’ora significa che nelle stesse condizioni ci vorranno sempre 3 e solo 3 ore. Lo facciamo consapevolmente ed inconsapevolmente – scusatemi se vi appaio banale. Con la prossima provo ad inserire un concetto più generalizzato ugualmente deterministico.

Significa che misurare due eventi passati attraverso quella che si chiama interpolazione è verosimilmente possibile estrapolare la ripetizione dello stesso evento nel futuro. Noi si fa questo con un buon grado di approssimazione e con ulteriori "regole" possiamo prevedere eventi interdipendenti anche complessi. Finché accadono saremo in grado in imparare nuove lezioni e di migliorare.

Questo hanno in comune le due affermazioni. Per la seconda vale lo stesso finché parliamo di cause. Non vi voglio ripetere quella roba sul condizionamento ambientale, le manipolazioni, le forzature e gli umori perché è roba nota e mediamente tutti noi in qualche modo ne sappiamo qualcosa. Ciò che non si è mai verificato non può essere interpolato e tanto meno estrapolato e questa è la differenza.

La seconda pertanto esiste perché è entrata nella mente degli esseri umani attraverso l’osservazione indiretta. È una osservazione che merita rispetto per il comportamento degli esseri umani – il rispetto è dovuto per non ripetere gli errori della storia in cui s’è forzata l’osservazione indiretta facendola passare per vera. È pertanto una questione di consapevolezza, come per tutte le altre cose.

Per discutere di queste cose gradevolmente in un contesto eterogeneo meglio essere autorevoli che autoritari. Noi conosciamo almeno 3 discipline per il nostro lavoro, le relazioni umane, il dominio operativo e la nostra specializzazione. Nello specifico oltre alle relazioni umane servirebbe una cultura tecnica per il metodo oppure filosofica per l’approccio retorico pragmatista, e la specializzazione.

Salvo qualcuno avesse il compito di applicare il rumore della comunicazione o con la violenza in questo modo è possibile restare amichevolmente agganciati sui temi. Allora ci sarebbe la differenza che rende ossimori "esistenza e verità" per cogliere appieno l'esistenza di una cosa non vera e vice versa - perché il futuro sia come lo vogliamo noi bisogna lavorarlo e allora buono futuro!

Questa poteva essere l'idea di comune accordo per proseguire discutendo su esistenza e verità. In genere vengono in mio soccorso Papermoon, Ninfa, Aleister. Questa volta sei venuta tu... altrimenti sarei rimasto solo nella valle degli echi. Lievemente, mi sarebbe piaciuto discutere o sapere cosa sembra difficile, perché pensi che abbia ingabbiato le risposte e sopratutto perché non ci stai?

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4
LieveMente
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Viandante Storico
Viandante Storico
@SergioAD ha scritto:Intanto, voglio ringraziarti per l'attenzione, non sono un gran postatore per la scarsa attenzione che suscito. Qualche volta provo a raccogliere dei dati (i vostri), convertirli insieme in informazione, concordare insieme una specie di idea accettabile, e dire "da queste parti la pensiamo così". Non riesco a vedere il foro in altro modo, tipo simposio forse. Suppongo che non ci sia "feeling", succede ah ah.

Non ti preoccupare, anch'io non riesco ad entrare nelle dinamiche del forum. probabilmente non ci metto abbastanza impegno o attenzione.

@SergioAD ha scritto:Le due affermazioni hanno in comune il fatto che sono frutto di una delle nostre capacità più rilevanti e che ne fanno l’essere che siamo. La battuta più in voga che aderisce a questo concetto è “imparare le lezioni”. Fare riferimento al passato è anche il motivo stesso della percezione del nostro stato evolutivo. Se non avessimo la consapevolezza di ciò, non avremmo potuto sapere chi siamo ora.

Se il tempo che ci vuole per andare da Roma a Milano è lo stesso per tutte le stesse distanze e le stesse condizioni allora percorrere 3 Km in un’ora significa che nelle stesse condizioni ci vorranno sempre 3 e solo 3 ore. Lo facciamo consapevolmente ed inconsapevolmente – scusatemi se vi appaio banale. Con la prossima provo ad inserire un concetto più generalizzato ugualmente deterministico.

Significa che misurare due eventi passati attraverso quella che si chiama interpolazione è verosimilmente possibile estrapolare la ripetizione dello stesso evento nel futuro. Noi si fa questo con un buon grado di approssimazione e con ulteriori "regole" possiamo prevedere eventi interdipendenti anche complessi. Finché accadono saremo in grado in imparare nuove lezioni e di migliorare.

Questo hanno in comune le due affermazioni. Per la seconda vale lo stesso finché parliamo di cause. Non vi voglio ripetere quella roba sul condizionamento ambientale, le manipolazioni, le forzature e gli umori perché è roba nota e mediamente tutti noi in qualche modo ne sappiamo qualcosa. Ciò che non si è mai verificato non può essere interpolato e tanto meno estrapolato e questa è la differenza.

La seconda pertanto esiste perché è entrata nella mente degli esseri umani attraverso l’osservazione indiretta. È una osservazione che merita rispetto per il comportamento degli esseri umani – il rispetto è dovuto per non ripetere gli errori della storia in cui s’è forzata l’osservazione indiretta facendola passare per vera. È pertanto una questione di consapevolezza, come per tutte le altre cose.

Per discutere di queste cose gradevolmente in un contesto eterogeneo meglio essere autorevoli che autoritari. Noi conosciamo almeno 3 discipline per il nostro lavoro, le relazioni umane, il dominio operativo e la nostra specializzazione. Nello specifico oltre alle relazioni umane servirebbe una cultura tecnica per il metodo oppure filosofica per l’approccio retorico pragmatista, e la specializzazione.

Salvo qualcuno avesse il compito di applicare il rumore della comunicazione o con la violenza in questo modo è possibile restare amichevolmente agganciati sui temi. Allora ci sarebbe la differenza che rende ossimori "esistenza e verità" per cogliere appieno l'esistenza di una cosa non vera e vice versa - perché il futuro sia come lo vogliamo noi bisogna lavorarlo e allora buono futuro!

Questa poteva essere l'idea di comune accordo per proseguire discutendo su esistenza e verità. In genere vengono in mio soccorso Papermoon, Ninfa, Aleister. Questa volta sei venuta tu... altrimenti sarei rimasto solo nella valle degli echi. Lievemente, mi sarebbe piaciuto discutere o sapere cosa sembra difficile, perché pensi che abbia ingabbiato le risposte e sopratutto perché non ci stai?

Sarò sincera. Ho letto tre volte quello che hai scritto qua sopra. Davvero non riesco ad entrare nell concetto che esprimi. Di nuovo... probabilmente sono troppo superficiale o forse poco preparata.

Il quesito che avevi posto inizialmente è interessante:

" 1. Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

2. Dio esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

a) Qual'è la differenza tra queste due affermazioni, b) cosa hanno in comune ."

Ecco. Io mi sarei fermata qui, lasciando libero spazio di discussione.


Che ne dici? sorriso


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5
SergioAD

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Per come si è sviluppato il dibattito ogni cosa è migliore! Naturalmente la tua partecipazione è invece gradita. Volevo raccogliere qualche dato. Sai delle dispute tra creazionisti, evoluzionisti e gli agnostici. Qui si sarebbe potuto discutere sulle comunalità con gli agnostici.

In ambiente tecnico, diciamo specifico, io sono definibile come ateo forte per l'uso che faccio delle frazioni e come queste pesano nella la mia vita. Ingegneri, fisici, biologi è certo che sanno di cosa parlo e naturalmente quelli che avrebbero la forma mentale equivalente.

Mentre, per alcuni medici e comunque tutti quelli che hanno una cultura diversa, naturalmente la forma mentale permette di essere meno rigidi, dicevo per questi io sono agnostico e lo sono per quei numeri che pur non usandoli essi li ritengono possibili e non trascurabili.

Perciò un teologo che è anche biologo trova il nesso tra evoluzionismo e la creazione biblica. Oppure un agnostico non sa esattamente come s'intendono i calcoli della probabilità. Insomma spesso non se ne esce per motivi legati alla cultura oltre che alle varie moralità.

Certo se si riesce a mantenere il clima di amichevolezza non serve la terza domanda! Sono d'accordo con te.

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6
lisandro
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Viandante Storico
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@SergioAD ha scritto:Faccio un paio di affermazioni.

1. Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

2. Dio esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

a) Qual'è la differenza tra queste due affermazioni

La differenza è che l'una contraddice l'altra


b) cosa hanno in comune


Hanno in comune che per l'appunto si contraddicano in proiezione.

c) quali discipline e/o grado di conoscenza servono per partecipare ad un ipotetico dibattito sensato e franco?
Chi sono Franco e Sensato?




E non sono venuto qui a fare "rumore di comunicazione". Sinceramente, non vorrei tu equivocassi come nell'altro 3d (come vedi, anch'io ti leggo). E' che evidentemente utilizzo simboli differenti dai tuoi e soprattutto non ne ho piena padronanza. Potresti invece tu, facendo la mia conoscenza, darmi l'opportunità di decifrare quei requisiti che mi predisporrebbero alla predizione degli eventi. Che lo si chiami Dio o futuro non ha importanza.

Sono curioso di vedere dove andrai a parare.

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7
SergioAD

Viandante Storico
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Forse non hai visto questo messaggio appena più in alto.

http://www.lavalledelleco.net/t7528-regole-della-conoscenza#189041

tu dici che La differenza è che l'una contraddice l'altra

Una può basarsi su eventi accaduti e misurati e pertanto stimabili e prevedibili, non è verosimile?

L'altra non può farlo perché si basa unicamente sulla immaginazione.

dici anche che Hanno in comune che per l'appunto si contraddicano in proiezione.

Sono ambe due frutto della nostra immaginazione ed è ciò che hanno in comune.

Stai operando un'apertura nei miei confronti giocando coi termini franco e sensato, ed io ti ringrazio. Sono un po' imbarazzato perché se avessi avuto dei problemi non sarei tornato e se sono restato fuori è solo per la mia incapacità ad intervenire in alcuni argomenti.

Allora Lisandro vado a parare che tu, se ti va, dovresti seguire l'evoluzione dell'argomento anche per onorare Lievemente alla quale ho detto perché ho messo la terza domanda (franco e sensato) quando poteva essere inutile.

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8
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
@SergioAD ha scritto: non è verosimile?


Credo di capire il percorso che volevi impostare nella discussione. Mi piace quando qualcuno precisa la distinzione tra autorevolezza e autorità.
Le mie provocazioni non sono dirette alla persona, ma al metodo.
Ti scoccia un rumore molesto?
D'altronde quando accade un imprevisto a chi ci si rivolge direttamente?
irrazionale
Solo quando l'imprevisto diventa costante, allora si cerca di prevedere.
razionale

Le mie risposte erano solo un gioco, anche perché avevi dato già le tue risposte: la differenza sta che l'uno si può esperire mentre l'altro no. Sulla qual cosa non ho nulla da eccepire, secondo la tua proiezione.
Ma in quanti modi si possono leggere quelle stesse affermazioni?

Ho provato la mia proiezione:
il futuro (ciò che deve ancora accadere) esiste e so io immaginarlo. Io ho imparato a immaginarlo per prevenire le cadute.
dio (ciò che non mi è dato sapere) esiste e so io immaginarlo. Io ho imparato a immaginarlo per prevenire le cadute.
Hanno entrambe la stessa funzione, ma mentre nella prima pare più un'aspettativa che potremmo condizionarne gli esiti, nella seconda appare come un auspicio che possiamo invocare per ingraziarci agli eventi.

Quando è vera l'una è falsa l'altra, in un eterno avvicendarsi. Poiché si compensano.
Ecco perché contesto il metodo: perché c'è bisogno di tutta l'immaginazione di questo mondo.

Sono convinto che saprai sempre meglio prevenire quando ti rimanderò "a parare". sorriso
Eppoi io sono veramente curioso di fare mia la tua conoscenza, altrimenti non ti leggerei.

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9
lupo

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io sono un pò duro, magari non capisco quello che leggo ma secondo me il futuro esiste anche se non me lo immagino, il futuro esiste anche per chi è in coma, esiste per il mio gatto e per i ba'i (vermi) che ho nell'orto.
Dio ... boh?
esiste per chi ha fede, ma la fede è un dono di Dio per cui esiste per chi vuole Lui
o non esiste proprio ed è solo un nostro bisogno interiore

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10
SergioAD

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Ciao Lupo, rispondo a Lisandro e poi riprendo però qui anche esistono dei legami coi concetti del tema come lo vedi tu. Dunque, esistono delle relazioni di correlazione tra autorevolezza/razionalità e autorità/irrazionalità.

Quando si è giovani e si vuole interagire con quelli che danno l’opportunità di esprimersi allora gli eventuali successi possono solo essere autorevoli e può diventare uno stile di vita come quando tu parli di metodo.

La conferma della validità di tale affermazione avviene quando si tirano le somme, nel mio caso entrato nell'età pensionabile, ho tempo per pensare. Sono concetti di verosimiglianza, soggetti ad errori di visioni parziali.

Separo temporaneamente l’argomento dal merito, tratto il metodo come regola e per comodità applico tre tempi: a) prevalenza dell’irrazionalità; b) iniziazione della razionalità; e c) costruzione della conoscenza.

Se amplio i tempi in ere allora nel primo tempo è difficile discernere perfino i sogni dalla realtà, pensare alle difficoltà di soddisfare gli istinti di conservazione, astrologia/astronomia/scienza/religione sono unite.

Nel secondo tempo appare un tizio che ci somiglia un po', per farla breve c'è chi costruisce strumenti di morte e chi crede che tirando la catena de proprio cesso scatena l'evento catastrofico, un bel salto ma vediamo.

Nel terzo tempo si tratta di usare la ragione per riconoscere l'irrazionalità, studiarla e descrivere dei modelli sociali in cui riescano a vivere bene tutti, coscienti della necessaria sostenibilità - e si va tutti insieme!

Questo discorso dovrebbe spiegare il metodo che ho applicato. Non ha nessuna importanza se una cosa è vera o falsa ma che determini una realtà e ciò la fa esistere come interessarsi al il dito che indica la luna.

Se siamo d'accordo possiamo andare avanti se vi va. Lisandro chiede "dove vado a parare", be' questo tema era nato per il contrasto tra atei ed agnostici in cui sembra che venga preferito il credente all'agnostico.

Una cosa per volta però.

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11
euvitt
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Viandante Storico
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@SergioAD ha scritto:Faccio un paio di affermazioni.

1. Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

2. Dio esiste perché siamo capaci di immaginarlo;

a) Qual'è la differenza tra queste due affermazioni, b) cosa hanno in comune e c) quali discipline e/o grado di conoscenza servono per partecipare ad un ipotetico dibattito sensato e franco?

Potete rispondere anche ad una sola di queste tre domande.

1 il tempo esiste solo nella mente umana quindi direi di sì
2 tu immagini quello che sei in grado di immaginare quindi il dio immaginato non è Ciò che va Oltre
3 la fisica quantistica forse è la disciplina che attualmente si avvicina ad entrambe le asserzioni...oltre ovviamente alla filosofia orientale

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12
lupo

Viandante Storico
Viandante Storico
per me volate troppo alti
io amavo Eduardo perchè diceva cose grandi sforzandosi (o magari gli veniva naturale dall'alto di una classe superiore) sforzandosi, dicevo, di farsi capire anche da me
non capivo un altro grande come Carmelo Bene (grande sulla fiducia) e quindi non lo amavo
io so parlare terra terra, altro non so

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13
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Lupo,

I concetti sono estremamente semplici. Lisandro dice che il metodo permette interpretazioni ambigue ed io sarei d'accordo ma per alcuni le due affermazioni sono sostenibili o reali perché esistono e vere o reali perché esistono ma una delle due è falsa oppure potrebbe essere vera.

Lievemente ha detto che ho ingabbiato le risposte in realtà ho blindato l'argomento in modo che le eventuali divagazioni siano intenzionali. Ovviamente sono benvenute perché in fondo il tema si orienta anche dalle associazioni che vengono fuori. Carmelo Bene disse della morte.

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14
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@lupo ha scritto:io sono un pò duro, magari non capisco quello che leggo ma secondo me il futuro esiste anche se non me lo immagino, il futuro esiste anche per chi è in coma, esiste per il mio gatto e per i ba'i (vermi) che ho nell'orto.
Dio ... boh?
esiste per chi ha fede, ma la fede è un dono di Dio per cui esiste per chi vuole Lui
o non esiste proprio ed è solo un nostro bisogno interiore


concordo con il fatto che Dio forse è solo un nostro bisogno interiore,ma il bisogno è reale e quindi anche Dio?
(reale quanto può esserlo il futuro)

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15
lupo

Viandante Storico
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@SergioAD ha scritto:Lupo,
I concetti sono estremamente semplici............

ah, meno male, che culo

@luci62
bada che io sono tra quelli che non volano, non mi fare domande difficili.

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16
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
C'è stata una leggera regressione che mi farebbe piacere di recuperare.

Possiamo fidarci ciascuno degli altri.

Euvitt ga detto che:
1 il tempo esiste solo nella mente umana quindi direi di sì
2 tu immagini quello che sei in grado di immaginare quindi il dio immaginato non è Ciò che va Oltre
3 la fisica quantistica forse è la disciplina che attualmente si avvicina ad entrambe le asserzioni...oltre ovviamente alla filosofia orientale

Intanto la Terra si fa circa 52 milioni di km/giorno sulla basa della nostra capacità di percezione della realtà.

La dimensione del tempo esiste nella mente di chi è in grado di capirla ed è vera. A tale dimensione noi abbiamo dato questa definizione, dico del tempo.

Ecco l'esempio di due percezioni concrete e misurabili:

L'orecchio umano è in grado di percepire l'avvicinamento e l'allontanamento delle ambulanze dalla deformazione del suono della sirena, che avviene sulla base della direzione del moto e la velocità. Il suono va a 300 m/s, se la macchina fa 30 m/s allora il suono varierà tra 330 m/s e 270 m/s, sono approssimazioni ma tutti noi percepiamo questo.

La velocità di rotazione della Terra sul proprio asse è 460 m/s:

24 ore X 60 min X 60 sec = 86400 sec;

La circonferenza della terra sull'equatore è 40000 Km (40000000 metri);

40000000 m : 86400 sec = 463.96 m/sec.

Tutti percepiamo questo, esiste perché lo immaginiamo ed è vero perché la pratica conforta la teoria (la dimostra).

Per discutere di ciò e del resto serve disponibilità al confronto (relazioni umane), la curiosità (forma mentale pragmatica).

Vuol dire che ragionevolmente tra tra 24 ore la data varierà di un giorno. Questo un esempio di interpolazione di due giorni passati per ottenere le 24 ore ed estrapolazione nel futuro di 24 ore.

Le ore? Vedere le 12 costellazioni dello zodiaco, settori ci cerchio di 30°, che transitano al ruotare della terra.

Se siamo tutti d'accordo che esiste l'immaginazione ed in questo caso è vera.

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euvitt
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Il tempo non è un nastro che scorre avanti all'infinito con la medesima velocità ....ma non lo dico io, lo dicono l fisici
Mi pare che il fotone abbia una vita di pochi secondi eppure ci giunge dal sole e da stelle remote....come mai?
Al di la di questo esiste la dimensione della coscienza e del suo rapporto con gli eventi e questo apre campi interessantissimi
Se in un'isola deserta cade un albero fa rumore?
L'osservazione modifica l'osservato quindi cosa avviene senza osservatore?
Cosa avviene in un universo deserto? È se pure ci siano eventi scorrono o no nel tempo senza una coscienza che dica tempo?
Scusa Sergio non volevo andare fuori tema ma non hai posto domande semplici

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lisandro
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-Ammetto che qui si stia costruendo paraboloidi o iperboloidi, ma asserire che lisandro abbia detto tutto quel che sostiene Sergio, è onestamente poco credibile.
Io sono solo un folle gentile, autodidatta pergiunta e vagavo in cerca di un elisir
Ho solo trovato la persona sufficentemente esotica da spacciarmela.
Come possiamo fidarci?


... ma una cosa per volta però


@SergioAD ha scritto:
c) costruzione della conoscenza.

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Nel terzo tempo si tratta di usare la ragione per riconoscere l'irrazionalità, studiarla e descrivere dei modelli sociali in cui riescano a vivere bene tutti, coscienti della necessaria sostenibilità - e si va tutti insieme!

--------------------------

be' questo tema era nato per il contrasto tra atei ed agnostici in cui sembra che venga preferito il credente all'agnostico.


Lo scopo del metodo è apprendere quale immaginazione perpetrare nel tempo previa selezione delle verità sostenibili (autorevolezza) dalle falsità intollerabili (autorità).
Il credente secondo questo modello ha una marcia in più. Un perfetto determinista. E' ovvio che la sua realtà (che per me potrebbe essere fantasia) accada!
Per me sta qui l'inghippo.

facepalm

questo sul discorso di coscienza (soggettiva):
"fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce"
Tucorico ha scritto:Nella foresta che cresce il silenzio è d' obbligo,cade un albero forse troppo vecchio oppure colpito da un fulmine .Nessuno se ne accorge.Nella foresta regna il silenzio e in questo stato si cresce è si muore.Poi arrivo io,mi accorgo dell'albero caduto e mi dico:Porca miseria ,e caduto un albero ; di chi è la colpa ?E se il capire il perché diventasse un merito?Quando cade sono io che gli faccio fare rumore ,lui cade ,semplicemente,e non capirà' mai a chi importa veramente.

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19
LieveMente
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confused


La discussione si fa interessante....

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20
An Boum
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OT

Sergio, sei forse la persona qui dentro che affronta i temi che più mi interessano. Pensa che circa un mese fa cercavo informazioni su un argomento un pò contorto che purtroppo non ricordo più, di quei temi di cui è improbabile che parlino molte persone; ebbene, la fonte più soddisfacente per la mia curiosità è stato un tuo post su un altro forum
che spuntava al primo posto su Google con le inusuali parole che avevo inserito per la ricerca :)

Anche questa discussione è interessante come lo fu la prima che apristi qui che affrontava argomenti di sociologia applicata al web, argomento che mi intriga tantissimo. Per quanto mi riguarda, non partecipo perchè è molto impegnativo seguirti, ci tenevo a dirtelo.

Fine OT

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21
SergioAD

Viandante Storico
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Eccomi! Risponderò (ho piacere di farlo) ai messaggio che sono apparsi dal mio ultimo. Ovvio che se andiamo a macchia d'olio sarà lecito accusarmi di essere logorroico oltre che criptato, comprensibilmente incompreso.

Nessun problema Euvitt (Eugenio/Vittoria?), quello che fai calza bene. Abbiamo pochi interlocutori qui e le osservazioni di Lupo sono preziose, concrete e noi (suppongo noi tutti) teniamo al suo punto di vista come al tuo - io sicuramente. Allora se ti scusi è perché applichi amichevolezza in quel che dici ed è esattamente quello che serve solo per impostare i dibattiti.

Io ho immaginato di usare la finestra di osservazione giusta per quello che volevo dire. In ogni caso ciò si basa generalmente oltre che sulle grandezze che s’intende elaborare; sull’errore di misura (la precisione dello strumento di misura); la capacità di calcolo (le frazioni del calcolo aritmetico) ed il metodo da applicare. Non vorrei andare oltre le precisioni consentite.

Nel tema del collegamento sottostante ci sono delle relazioni di correlazione con ciò che dico ed in quel tema stesso non ci sono più gli elementi perché io possa dibattere ovvero si affermava con autorità dogmatica di “divinità che gli uomini hanno dentro senza saperlo”, rinunciando così al dibattimento e rendendo molto complessa una cosa relativamente semplice.
http://www.lavalledelleco.net/t3716p25-il-percorso-delle-anime#189243

Avevo aperto il tema de “Gli Attributi della Comunicazione”, collegamento sottostante, per dire che non è difficile cadere nella tentazione di mettere del rumore nei discorsi, molto spesso senza nessuna intenzione di immerge il segnale (la comunicazione) ma aumentando la complessità d’interpretazione anche di molto sino a neutralizzarlo – ripeto la non intenzionalità.
http://www.lavalledelleco.net/t7287-gli-attributi-della-comunicazione#183085

Non è nulla di strano, semplicemente conoscendo i miei interessi in questo foro ho preparato l’impalcatura di ciò di cui voglio parlare e perciò quasi tutti il miei messaggi hanno relazioni di correlazione, spero evidenti. Ma tornando nello specifico se è vero che possiamo immaginare quello che non sappiamo è vero anche che possiamo immaginare quello che sappiamo.

Per una maggiore comprensione della frase “Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo”, invece di ridurla in elementi più elementari vi dico com’è nata. In questo periodo sto analizzando un sistema di fusione dati in ambiente multi sensoriale per formare un unico scenario univoco e consistente e m'era venuta in mente la prima battuta sull'esistenza del futuro per la capacità di immaginarlo: i nuovi investimenti, la ricerca, la sfida, gli imprevisti, "bid/no bid".

Dunque la semplicità sta nell’accettare la cardinalità “1:molti” dell’affermazione ovvero “Il futuro esiste perché siamo capaci di immaginarlo” per uno e più casi. Naturalmente è altrettanto importane nello specifico “sapere” anche come ci siamo arrivati (ammesso che lo abbiamo fatto), tenendo conto di tutte le osservazioni dei partecipanti. Sempre se avete voglia!

Temo invece di avervi rotto le palle, comunque se uno monta a cavallo di un fotone e non si illumina, finché sta lì il tempo per lui resta nullo ma ciò era stato predetto 100 anni fa. Discutere della coscienza è un degli obbiettivi anche di questo tema. La propagazione del rumore fisico ha senso e significati in più contesti, basta descriverli. L'osservazione ha stravolto l'osservato.

Degli eventuali eventi che scorrono o no nel tempo senza una coscienza che dica tempo ovviamente interessa l'affermazione che è stata creata, l'eventuale studio a) di veridicità e b) se esiste qualcosa da imparare. Una ultima osservazione - il WEB ed il fotone alterano la concezione del tempo rispetto alla vita normale di ogni giorno - be' c'ho provato.



Ultima modifica di SergioAD il Mar 12 Feb 2013 - 13:45, modificato 1 volta (Motivazione : qualcosa sembrava di troppo)

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22
euvitt
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@ Sergio...giustissimo euvitt= eugenio+vittoria....ma io sono il maschio come potrà testimoniare la Ninfa rotolarsi dal ridere

aggiungiamo carne al fuoco
da bambino avevo un potere che ho perso, quello di fermare il tempo
se mia madre mi diceva aspetta mezz'ora ed io non avevo nessuna voglia di aspettare mettevo la mente (mente?) in un "certo" modo e la mezz'ora passava in un istante
qualcuno dirà che per mia madre e per gli orologi era passata mezz'ora
ma io potrei replicare che pure la mia coscienza vale qualcosa e non era passato nessun tempo...oppure che nel luogo dove ero andato non c'era tempo

il futuro l'ho visto più di una volta...ma in un caso ho immaginato il futuro di molti e si è realizzato...ma quei molti cosa avevano immaginato?

avevo un problema da bambino e ce l'ho ancora....guardavo un mio dito muoversi...e non capivo se ero io a muoverlo o era il destino a decretare che in quel preciso istante il dito si muovesse....morale avveniva sempre e solo quello che doveva avvenire
....questo è il dualismo che ancora devo superare per capire il rapporto tra Dio e l'essere

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23
SergioAD

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@lisandro ha scritto:-Ammetto che qui si stia costruendo paraboloidi o iperboloidi, ma asserire che lisandro abbia detto tutto quel che sostiene Sergio, è onestamente poco credibile.
Io sono solo un folle gentile, autodidatta pergiunta e vagavo in cerca di un elisir
Ho solo trovato la persona sufficentemente esotica da spacciarmela.
Come possiamo fidarci?

... ma una cosa per volta però
@SergioAD ha scritto:
c) costruzione della conoscenza.
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Nel terzo tempo si tratta di usare la ragione per riconoscere l'irrazionalità, studiarla e descrivere dei modelli sociali in cui riescano a vivere bene tutti, coscienti della necessaria sostenibilità - e si va tutti insieme!
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be' questo tema era nato per il contrasto tra atei ed agnostici in cui sembra che venga preferito il credente all'agnostico.

Lo scopo del metodo è apprendere quale immaginazione perpetrare nel tempo previa selezione delle verità sostenibili (autorevolezza) dalle falsità intollerabili (autorità).
Il credente secondo questo modello ha una marcia in più. Un perfetto determinista. E' ovvio che la sua realtà (che per me potrebbe essere fantasia) accada!
Per me sta qui l'inghippo.

facepalm

questo sul discorso di coscienza (soggettiva):
"fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce"
Tucorico ha scritto:Nella foresta che cresce il silenzio è d' obbligo,cade un albero forse troppo vecchio oppure colpito da un fulmine .Nessuno se ne accorge.Nella foresta regna il silenzio e in questo stato si cresce è si muore.Poi arrivo io,mi accorgo dell'albero caduto e mi dico:Porca miseria ,e caduto un albero ; di chi è la colpa ?E se il capire il perché diventasse un merito?Quando cade sono io che gli faccio fare rumore ,lui cade ,semplicemente,e non capirà' mai a chi importa veramente.

Ammetti anche che sono possibili delle risposte semplici, estremamente reali e gradevoli in cui ognuno ci si trova senza grossi problemi.

Quella sul riferimento mio a te avrebbe una seconda chiave di lettura eppure avendo compreso la persona, io sono certo che anche se non avessi capito (io) - quello che dici è benevolo.

Ok, una cosa per volta e salto anche io.

Riguardo a autorevolezza ed autorità voglio dire che se è impossibile sopportare un coglione autoritario è anche vero che seguire un coglione autorevole fa sentire coglioni chi lo segue - si tratta di responsabilità. Poi c'è chi preferisce il Condottiere autoritario anche se coglione.

Se il credente vive meglio non so, non so chi vive meglio Lisandro. Il povero di spirito vive meglio non perché ha fede. Non è una cosa banale, l'evoluzione è riconosciuta da tutti e non piace a nessuno trovare dei sensi dove non ci sono oppure cambiare la destinazione d'uso per Dio.

Ma ora stiamo ancora decidendo se "il futuro esiste perché noi lo immaginiamo". Il passato del futuro si trova solo nelle predizioni, pianificazioni e necessità altrimenti è il presente oppure è passato. Se non lo vediamo bene questo concetto allora la tesi del "tutto è possibile" è già falsa.

Ah ah! E' saltata la metrica... mi stai impegnando, Euvitt segue saltando con te e Lievemente avrà finito i pop corn.

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SergioAD

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@LieveMente ha scritto: confused


La discussione si fa interessante....
Quando fai cosi che vuol dire? Lo vedi come guizzano con li fotoni, li frutti di bosco, li deserti che c'hanno l'alberi, i muoni che l'unica certezza è incerta pure quella.

Che me ne dai un po'?

FragolinaBoumBum ha scritto:OT

Sergio, sei forse la persona qui dentro che affronta i temi che più mi interessano. Pensa che circa un mese fa cercavo informazioni su un argomento un pò contorto che purtroppo non ricordo più, di quei temi di cui è improbabile che parlino molte persone; ebbene, la fonte più soddisfacente per la mia curiosità è stato un tuo post su un altro forum
che spuntava al primo posto su Google con le inusuali parole che avevo inserito per la ricerca :)

Anche questa discussione è interessante come lo fu la prima che apristi qui che affrontava argomenti di sociologia applicata al web, argomento che mi intriga tantissimo. Per quanto mi riguarda, non partecipo perchè è molto impegnativo seguirti, ci tenevo a dirtelo.

Fine OT
Grazie Fragolina! Be' intervieni e vedrai che sarà come gli altri tuoi post equilibrati che ho letto qui.

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SergioAD

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Ninfa testimonia la tua mascolinità allora!

Per quanto riguarda la carne sul fuoco di stranezze come quelle che indichi ne ho alcune anche io... e ne ho di terribilmente importanti, perfino di incredibili - seriamente.

Il punto che mi tengo a favore è che possono passare per casualità e percezioni associabili ad eventi noti.

C'è tanta irrazionalità in noi che possiamo permetterci di disconoscere l'eccesso di coscienza che abbiamo o dargli qualunque nome, solo che c'è bisogno di riconoscere l'esistenza del condizionamento ambientale. Ne parliamo dopo, ora c'è bisogno del caposaldo - a me serve la gerarchia tra dati, informazione e sapere.

@euvitt ha scritto:@ Sergio...giustissimo euvitt= eugenio+vittoria....ma io sono il maschio come potrà testimoniare la Ninfa rotolarsi dal ridere

aggiungiamo carne al fuoco
da bambino avevo un potere che ho perso, quello di fermare il tempo
se mia madre mi diceva aspetta mezz'ora ed io non avevo nessuna voglia di aspettare mettevo la mente (mente?) in un "certo" modo e la mezz'ora passava in un istante
qualcuno dirà che per mia madre e per gli orologi era passata mezz'ora
ma io potrei replicare che pure la mia coscienza vale qualcosa e non era passato nessun tempo...oppure che nel luogo dove ero andato non c'era tempo

il futuro l'ho visto più di una volta...ma in un caso ho immaginato il futuro di molti e si è realizzato...ma quei molti cosa avevano immaginato?

avevo un problema da bambino e ce l'ho ancora....guardavo un mio dito muoversi...e non capivo se ero io a muoverlo o era il destino a decretare che in quel preciso istante il dito si muovesse....morale avveniva sempre e solo quello che doveva avvenire
....questo è il dualismo che ancora devo superare per capire il rapporto tra Dio e l'essere

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