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Caro Lucio Musto oggi ti scrivo.

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The Royal
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Ciao Lucio e dunque.Ho deciso di scriverti questo singolare post,aprendone il relativo topic, poiche' oggi sono in vena di riflessioni particolarissime ed a tutto campo.E sono convinto che tu sia l'uomo giusto per commentare questi miei stati d'animo .E siccome tu, proprio come me, sei un'uomo "contro" e "di alternanza" al tempo stesso, io ti posto queste confidenze-riflessioni. Ti premetto che cio' che accomuna le nostre diverse impostazioni e' semplicemente l'avversione alla piattezza ideologica del perbenismo politico, perche', vedi, Lucio. tu vieni da quel radIcalismo progressista che non ha volto, poiche' nessuno e' mai riuscito ad inquadrarlo ideologicamente, mentre io, vengo dalla reazione e dal bolscevismo contemporaneamente con fortissimi richiami nazional-comunisti.E pertanto queste nostre culture "altre", dialogano nobilmente tra di loro a distanza e con reverenziale rispetto. Sai, Lucio, oggi io ho visto con i miei occhi, la felicita' di un uomo che provava il paradiso. Mi dirai che sono pazzo, ma non e' cosi'. Ti premetto anche che ho accettato alcune varianti contrattuali lavorativamente che dovrebbero permettemi di espandermi, ovviando, cosi' a quella panzana di cui ancora adesso pagherei le conseguenze......Ti ricordi quando dialogavamo -polemizzavamo sul non aver accettato o meno certe proposte di lavoro e tu intervenivi acutamente. Ebbene stavolta, in chiave diversa si e' ripetuta la circostanza, ed ho accettato.Ma vedi, Lucio, ritorniamo a monte, poiche' non e'propriamente questo il tema in questione anche se' fa da sfondo a quanto sto per raccontarti.Nel primo pomeriggio mi stavo spostando in autobus sulla via Aurelia tra Sestri levante e Lavagna, all'altezza della frazione dei Cavi di lavagna.Ed uscito dalle gallerie, ho visto una scena gloriosa ed irripetibile.Mentre si dominava a vista tutto il Golfo del Tigullio, ebbene, in un mare dall'azzurro sovrannaturale e di sogno, con il sole in controluce, un uomo nuotava a stile libero a circa cento metri dalla costa, mentre piu' lontano stavano passando alcune imbarcazioni e l'effetto era di una magica indicibile stupefazione. Io credo, che quell'uomo, sia stato molto felice, poiche' nuotando in un ambito del genere, ha vissuto il paradiso. Ed il Paradiso, Lucio, ce l'avevo anch'io nel cuore per altre ragioni. Ed adesso che ti ho scritto,Lucio sono di nuovo felice come quando ho assistito a quella scena, con in piu' l'onore di aver rivissuto quella circostanza di abbi addietro, dove non accettai, mentre stavolta ho accettato. Cose personali; adesso aspetto i tuoi commenti e ti offro un drink,poiche' ho una sete dell'accidente che mi rende ancora piu' felice.

Foto autore Hisakazu Watanabe

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Lucio Musto
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Politica & Paradiso

Ti ringrazio “The Royal” del tuo scritto, che mi onora moltissimo.
Per prima cosa ho naturalmente accettato il tuo drink virtuale rendendolo reale immediatamente con un mirato prelievo dal mio frigo. Hai ragione; una birretta fresca ci voleva proprio per riflettere, e per rispondere, almeno con garbo, alle tue parole.

Ma non sarà facile, almeno per la prima parte, perché non sono sicuro di condividere la tua “panoramica” sulle mie idee politiche, ed anzi forse nemmeno ci ho capito molto.
Io non ho una concezione politica ideologicamente determinata ma solo un sogno, molto nitido.
Io auspico una società di serena e totale condivisione di responsabilità con chiara e spontanea assunzione di doveri e franco riconoscimento dei diritti propri ed altrui.
E sul piano materiale una cultura del dare al posto della usuale cultura del prendere.
Naturalmente so che il mio sogno è del tutto utopico, almeno per oggi e per noi, eppure è una società che abbiamo continuamente sotto gli occhi nella realtà di innumerevoli famiglie sane.

Ma estendere la meravigliosa realtà familiare ad una intera nazione, ma anche ad una semplice regione, ad una città ad un condominio… è al di là da venire.
Soprattutto in questi tempi in cui si diffonde prepotente la civiltà dell’odio, la cultura del “no”.
Non è possibile una vera comunione di beni ed una franca circolazione di idee là dove è primario il proprio tornaconto ma anche, e spesso ancor più forte, la prevaricazione avverso gli altri.
Sembra che il mondo oggi urli: “Non mi importa tanto di stare male, purché tu stia peggio”.

Oltre l’utopia, io vedo la concretezza. E la concretezza è diversa per ogni popolo, per ogni cultura, per ogni realtà storica ed ambientale. Non ha senso dire “la Democrazia è meglio”, perché lo è sicuramente, ma solo in certi casi, in altri è perniciosa.
Qualche volta va bene la dittatura, altre sarebbe auspicabile un’oligarchia, o altre forme ancora…
Ecco perché io non mi etichetto mai di alcun colore politico. Ed in Italia manco credo si possa parlare, di politica, ma al massimo di partitica…

Andiamo alla parte bella, alla gioa del tuo discorso, ma non senza aver prima brindato al superamento di un’empasse lavorativa che ti dava per lo meno stizza.

Si, è bello pensare che il nuotatore che ti ha colpito stesse sperimentando un attimo di Paradiso, ma può darsi che stesse deliberatamente allontanandosi dalla riva per non poterci far più ritorno, e attuare un disegno suicida!
Dico questo per significarti che il Paradiso non è nello splendido scenario della natura o nella freschezza delle acque trasparenti, che pure di per se sono cose buonissime, ma nell’animo umano, nello spirito con cui quelle cose le miri e te ne fai penetrare, nella trasparenza della mente in quel momento, dalla liberazione dei vincoli fuorvianti del pensiero, nella leggerezza dell’essere.

Pochi giorni fa ho pubblicato ne “La valle dell’Eco” un attimo autobiografico proprio del tipo che dici ora tu, un qualche “assaggio di Paradiso”, che ho titolato “Datevi tempo per guardare il cielo”.
Anche lì si parla di scenari naturali, di messaggi siderali e considerazioni mistiche, ma anche lì (non so se ho saputo rendere il concetto) il riferimento è ad un momento di pace interiore, di beatitudine intima, di limpidezza spirituale.

Innumerevoli cose ci sono state messe a disposizione perché in qualunque momento ne possiamo godere, e possiamo fare esperienza di Paradiso.
Ma tocca a noi il saperci elevare, il saperci svincolare dalla brutalità della materia che ci ancora alla polvere di cui siamo fatti in quanto creature materiali.

In una parola, io credo che il Paradiso ci sia, e ci sia ugualmente per tutti. Il goderne, o meno, è solo nostra scelta, nostro libero arbitrio di creature senzienti.

Grazie di nuovo, amico, è stato un piacere leggerti


Lucio Musto 13 settembre 2010
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The Royal
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Credo, Lucio, che si sia presentata un'altra occasione valida per postare in questo singolare topic. Il topic dell'umanita' e delle riflessioni interiori, in cui tu sei detentore, per uno di quegli inspiegabili giochi di simpatia di talune mie riflessioni intime. Ho deciso di scriverti ancora, poiche' oggi sono stato protagonista di un'altra circostanza che ha mosso la mia intima sensibilita', e mi ha portato ad esternare quanto tu leggerai. E' quotidiano per me, l'uso del bus e siccome percorro sempre quegli otto chilometri di costa, oggi, nel primo pomeriggio, come gia' era accaduto l'altra volta, quando quel divino nuotatore si muoveva nel paradisiaco mare , ho nuovamente ripercorso il tratto in questione in zona rocche di S.Anna Tigullio e stavolta ho avuto modo di contemplare una cosa diversa, ma altrettanto emotivamente coinvolgente.
Foto wiki-Patrone

Guardando verso Portofino ed in mezzo al mare, ho visto una scena molto simile a quella che ti ho postato.C'era una nave molto, molto simile a questa, che era maestosamente ferma all'orizzonte, proprio come nella foto, solo che il mare era molto piu' azzurro, e la nave appariva proprio sull'orizzonte circondata da qualche pittoresca e misteriosa nuvola. La sensazione che ho avuto e' stata semplicemente quella di una felice elevazione della mia anima verso non so' che cosa. Comprendo perfettamente che forse resterai perplesso davanti a queste mie considerazioni e altrettanto forse ti sembrero' un poco manicomiale.Ma il fatto e' Lucio, che quanto sto' per esporti, altro non e' che un mio credo interiore che quella visione mi ha evocato.Tu, con la tua umanita' puoi capire questo.

QUELLA NAVE MISTERIOSA ALL'ORIZZONTE

Io credo, Lucio, che la dignita' di un uomo risieda nel credere in se' stesso e trovo che la coerenza operativa e morale siano i pilastri filosofici del nostro impegno quotidiano.La dignita' e' una dimensione conquistata con la fede nell'azione e la perseveranza nel raggiungimento dei traguardi prefissati,Ogni nostra azione ha un senso intrinseco e nel momento in cui noi agiamo ed operiamo diventiamo degni.Siamo talmente tanto degni da sentirci come se nulla potesse toccarci. Scalfirci. E questo in tutti i campi. Vedendo quella nave e riflettendo attorniati dalla suggestione che essa evoca in noi, ci si rende conto che aver lottato e' servito. E'servito per serbare dentro di noi l'embrione vitale della fede e dell'orgolio. L'amore per le battaglie morali vinte e per un trionfo silenzioso ma immane. Un anonimo scrisse che le grandi gioie non fanno rumore.Verissimo.Ma adesso mi appresto a concludere, segnalandoti che sto' impegnandomi per un'altro traguardo:quello finale.Quello della mia dignita', conquistata e battagliata in mezzo all'indifferenza etica che tante volte oggi e' presente.Un'indifferenza ostentata da tante persone, e non parlo beninteso di questo forum, che sarebbero e sono solo capaci di fare pettegolezzi ed inanita'.Probabilmente, Lucio, ti avro' annoiato con questa prosopopea strana ed astrusa.Ma tu sei l'uomo giusto per comprendere questi passaggi.E tante belle cose, Lucio,amico di umanita' e di grandezze nascoste. party

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Lucio Musto
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Sulla Dignità dell’uomo

Quasi mi ci ritrovo perfettamente, nelle tue parole, ma qualche sfumatura credo meriti di essere evidenziata, perché le sfumature sono importanti e, se ci poniamo attenzione, a volte sono determinanti più delle cose grosse, quelle che trasudano evidenza.

Per me la dignità dell’uomo è la coerenza con sé stesso. L’aderenza al proprio credo ed ai propri principi “senza se e senza ma”, come balbetterebbe qualche buffoncello dei nostri politici.
Naturalmente credo e principi possono evolversi, cambiare o ribaltarsi.
Convertirsi è anche cosa degna, quando profondamente sentita. Ma prima ci si converte, poi si cambiano le linee-guida delle nostre azioni.
Sennò non si chiama dignità, ma opportunismo, ed è cosa turpe.

In questo, non incide il trionfo, non conta la sconfitta. Dignitosamente si può vincere o perdere, così come si può conquistare da infame ed essere scacciati da scellerato.

La coerenza con sé stesso, l’agire degno, è cosa che viene valutata nel proprio intimo da quella stilla di assoluto che tutti abbiamo e che non possiamo soffocare.
Si chiama “Coscienza”, ed è di natura angelica, qualunque significato si voglia dare a questo termine, cioè trascendente da noi e dalla nostra volontà.
Se la “Coscienza” rimorde, abbiamo fatto qualcosa di sbagliato; e non ci piove. E la “Coscienza” rimorde sempre, rimorde a tutti, quando qualcosa non va.

Certo, possiamo allenarci ad ignorarne gli ammonimenti, possiamo vivere benissimo anche con la coscienza lorda e brontolona, così come riusciamo ad andare avanti anche col mal di gola o con la gotta, ed è giusto che sia così, perché siamo nati liberi, ed il nostro libero arbitrio è sacro ed intoccabile anche per il Dio dei credenti!

Ma qualcosa paghiamo comunque, anche in termini concreti, tangibili.

Con la “Coscienza” in disordine perdiamo, o ci troviamo alterata l’emozione del bello. Se l’animo non è sereno diventiamo incapaci di cogliere le sfumature della creazione, perdiamo sintonia con l’armonia dell’universo che ci vibra intorno.
Ed il mondo ci si ingrigisce intorno.

E’ una esperienza che possiamo fare quotidianamente, perché il “termometro” è molto sensibile, e l’allarme scatta per le più piccole imperfezioni della nostra vita.
E’ il dono stupendo che la Natura ci fa perché noi possiamo subito correggerci, e rimanere costantemente degni del bene più prezioso in Terra. La dignità di uomo.

Naturalmente, se la cosa ci interessa.

Per questo può essere godimento grande il notare una nave all’orizzonte, e le nuvole a fargli da corona, e leggerci dentro una personale elevazione spirituale! Nulla di cui stupirsi!


Lucio Musto 26 settembre 2010
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The Royal
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Come ti avevo promesso, Lucio, mi appresto a scriverti, anche se tardi. E sento di doverlo fare perche' e' da stamattina che sto rimunginando su due grossi temi che mi animano. Il primo e' una questione a sfumatura intima Stamane ho avuto a che fare con una donna che mi ha letteralmente conquistato con la sua presenza che non riesco a spiegarti. Non e' che si stata bella, e' che aveva un fluido sottopelle che mi avvinceva. E non era propriamente la carica erotica, Lucio, no. Era semplicemente un modo di fare posato e discreto, accompagnato da un atteggiamento di ascolto nei miei confronti,che trasformava quella donna in una desiderabile star . Lo scambio di battute che peraltro, gia' altre volte avevo avuto con lei e' stato qualcosa di trascinante. Ma ho dovuto desistere poiche' quella donna e' gia' sposata e con una enorme tragedia famigliare alle spalle.

DETTO QUESTO

passerei alla seconda parte che oggi ha una base assolutamente musicale. Sperando di non annoiarti troppo ti rinnovo le mie simpatie per Arturo Toscanini. Il Maestro. E ti sottopongo un video che io adoro, che ho gia' postato altrove per un'altra ragione e cioe' l'Aida finale atto secondo. A parte la pregevolezza intrinseca del pezzo, ti prego di osservare un passaggio. Tu ascolta principalmente il canto degli interpreti dal minuto 2.02 al minuto 2,20. Ascolta la prodogiosa nitidezza della linea melodica e l'armonioso discendere tonale. Trovo che sia Toscanini, sia i cantanti siano in realta' andati oltre la semplice cantabilita' e presi dal fervore interpretativo di dover esprimere acusticamente qualcosa siano riusciti a tirare fuori sonorita' suggestive ed intime. Da notare la nitidezza di ogni singola nota. Se vuoi sappimi dire, Lucio.



ARTHUR FIEDLER ED EARL WILD

Si tratta di due assi che porto nel cuore.Arthur Fiedler. A questo direttore d'orchestra e' sempre stato rimproverato di aver inquinato la musica classica con la musica pop nel senso di aver adottato stili esecutivi troppo leggeri. Ed invece, Lucio, io credo che sia proprio questo il merito di Fiedler: aver interpretato le partiture con quella scioltezza analitica tipica della musica leggera ed una agilita' esecutiva e gestuale tali da dinamicizzare tutto il pezzo. IL pianista Earl Wild e' un istrione della tastiera che gioca con le note ed il risultato e' un virtuosismo mozzafiato. Ora, Lucio io ti propongo un pezzo arcinoto interpretato da loro due insieme e cioe' il celeberrimo concerto 1 per pianoforte ed orchestra di Tchaikowsky. Il risultato e' travolgente : ci sono un ritmo ed un dinamismo moderni ed disinibiti: i due interpreti rispettano in pieno la partitura ma conferiscono al pezzo l'emozionalita' di un brano di musica leggera nella sua freschezza e suggestione. Da notare una sonorita' piena, "Fashion" ed elegante. Una gloria di potenza e di agilita' ritmica. Suona la Boston Pops Orchestra. Da notare ancora due cose.Primo video. Prima dell'inizio del brano, Fiedler e Wild si scambiano alcune direttive:da notare che Fiedler fa un segno a Wild con la mano destra nel senso di "tirare" cioe' di far procedere la linea melodica agilmentre e scioltamente. Secondo spezzone.Tieni d'occhio all'inizio del brano il timpanista della Boston Pops : suona anche lui ed esegue la propria parte ritmando artisticamente, tutto preso dal ritmo che egli ha colto nella parte dei timpani e che Fiedler con la sua arte direttoriale gli suggerisce.Terzo spezzone:la gestualita' di Fiedler ed il virtuosismo esecutivo di Wild.

BUONA SUGGESTIONE LUCIO





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Lucio Musto
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Perché desistere?


E desistere da cosa, scusa tanto?
Sono finiti i tempi di noi guasconi impavidi,
castigamatti con la spada e bardi con il liuto
perennemente in assalto alle castella
virtuose di bramate donzelle putibonde.
Sono finite le pugna gentili per la conquista
(o l’onta) di premio tanto ambito e corteggiato.
Ed è finito pure quel diritto di possesso
che tronfi ci facea, poi che valorosi paggi.

Oggi semplicemente offriamo
il nostro braccio alle signore o signorine
che vorremmo conquistare. e loro,
leggiadre o scortesi così come le gira,
ci cedono il piacere, o rozzamente,
quali mozzi di tolda o soldatacci,
ci mandano a fanculo su due piedi.

Educatamente provaci, per tua dignità,
ché forse manco lei lo noterà,
e spera nella sorte. Tutto qua.
Vincendo non te ne verrà gran merito;
se rigettato, resti come ora.
Questo è il duro scotto che finezza
adesso piange e paga alla modernità.

Per tutto il resto, amico, sarò una delusione. Amante appassionato della musica e sensibile ad ogni melodia, io non posseggo ahimé, alcuna competenza o stile. Solo in pochi brani, che particolarmente mi sono famigliari io colgo le sottigliezze esecutive, e fo distinguo nell’ascolto.
Il mio orecchio non è educato, ed il mio cuore palpita soltanto d’emozione.

Mi proponi, splendida, l’Aida, magistralmente diretta dal tuo aedo Toscanini, ed io mi commuovo.
Ma non per l’arte di quel sommo di cui non so carpire la grandezza. Ma mi ritorna in cuore un’altra Aida, spettacolo imponente ed esaltante di quell’allestimento nell’Arena della Mostra d’Oltremare a Napoli. Se ne parlò per mesi, nell’ambiente, che mai era stata vista scena tanto grandiosa e travolgente. Ebbene io, bambino ancora, c’ero! e mi colpì.
Per me l’Aida è quella, ed i rari brani di cui ne ho ricordo per averli risentiti tante volte dai dischi di famiglia, ormai consunti.

Ma ti ringrazio della tua premura, di tanta tua sollecitudine mal posta. Ascolto il brano in gioiosa intesa col sentire dell’amico generoso, e ne fo grazie alla mia buona stella amica.

Leggo con attenzione le dritte che mi dai sull’opera 23 di Tchaikovsky e cerco di farmi penetrare dal brano. E poi lo risento nella esecuzione che ho io, con Martha Argerich e Kondrashin a dirigere.
Mi piace di più quella che ho io, ma non so dirti perché. Come ti dicevo sono un istintivo senza cultura musicale. O forse solo perché le dita dell’Argerich mi sono più “familari”.
Mi succede così anche per le canzonette. Sentite in una esecuzione… tutte le altre mi sembrano appropriazioni indebite.

Ma voglio lo stesso particolarmente ringraziarti. Io sono sempre stato un gran fruitore di musica: da ragazzo perché entravo gratis al San Carlo d’inverno e gratis all’Arena Flegrea d’estate (ma sono due storie a parte, diverse fra loro che non c’entrano con mio padre) e poi ovviamente perché in casa mia c’era una discreta collezione di 78 giri (ormai purtroppo dispersa) che in mancanza di meglio, ed in nostalgia del quotidiano studio di mio padre, sentivamo e risentivamo fino allo spasimo. E poi da adulto… beh!... ho semplicemente continuato, con la radio nelle orecchie a farmi compagnia.
Negli ultimi vent’anni poi vivo in un’oasi felice, e di concerti me ne cucco anche più di uno a settimana.
Ma sono rimasto spettatore, fruitore passivo. Ed ammiro molto, e bonariamente invidio il tuo acume, la tua profondità, la tua cura attenta per il dettaglio di una esecuzione.

Grazie, amico, di insegnarmi a vedere le cose dell’arte.

Lucio Musto 4 ottobre 2010
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PS - come divertissement, vado a pubblicare nella sezione racconti del Forum un mio piccolo scritto, “Gentile”, specificatamente dedicandotelo.

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The Royal
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Ciao, Lucio, vedo che sei diventato un valente editorialista del giornale che sta' nascendo. Ed al quale tu stai corresponsabilmente collaborando. Prossimamente vorrei permettermi di postare nei tuoi spazi editoriali un mio modestissimo "fondo" di natura politica. In quanto beninteso semplice ospite del quotidiano. Mi auguro che tu e la redazione ne permetterete l'editamento. A prestissimo, Lucio. BeautyfulSuina

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Lucio Musto
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@The Royal ha scritto:
Ciao, Lucio, vedo che sei diventato un valente editorialista del giornale che sta' nascendo. Ed al quale tu stai corresponsabilmente collaborando. Prossimamente vorrei permettermi di postare nei tuoi spazi editoriali un mio modestissimo "fondo" di natura politica. In quanto beninteso semplice ospite del quotidiano. Mi auguro che tu e la redazione ne permetterete l'editamento. A prestissimo, Lucio. BeautyfulSuina

Niente valente e niente editorialista, amico mio.
Come intuisci, la mia partecipazione è abortita subito e spontaneamente, per il banale motivo che io, una volta di più, non avevo capito niente.
Si intendeva metter su un foglio di satira, non un angolo culturale.
Io gradisco molto la battuta spiritosa o ironica; anche sarcastica,purché non sia offensiva o volgare, ma non amo applicarmi ad inventarne o a ricercarne sui media.
Ed allora transeat!... ci occuperemo di altro. Al foglio nascente auguro il massimo successo editoriale possibile, e non mancherò di sfogliarlo spesso per rallegrare lo spirito.

Credo (ma non vorrei sbagliare di nuovo!) che l'intervento sia libero come nelle altre sezioni del forum, solo che i redattori saranno guida e forse responsabili delle singole rubriche.

A presto!

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:

Si intendeva metter su un foglio di satira, non un angolo culturale.


Vedi, Lucio, io ti stimo perche' mi accorgo che tu, oltre ad essere un non allineato autentico sei anche un anti regime. Che cos'e' un anti regime...........un anti regime e' semplicemente un uomo che e' uscito fuori dal coro senza dare minimamente l'idea di essere un oppositore dell'ultimo minuto il quale farebbe esattamente il gioco di quelle posizioni che egli vorrebbe combattere legittimandole cosi'. In altre parole, Lucio, le fortune delle cosiddette destre sono paradossalmente legate all'intensita' avversativa delle cosiddette sinistre. Anche se argutamente si e' rilevato che avversare una qualsivoglia posizione, non significhi necessariamente collocarsi dalla parte dell'altra. E quindi Lucio, io e te siamo soli, a questo punto.......potrei dire che siamo soli insieme nel senso che siamo accomunati da un dialogo che puo' avere impostazioni diverse ,ma che attribuisce ai termini ed alle varie posizioni il medesimo significato interprtetativo. Pertanto ci stimiamo. Quando quel tuo amico ultrasinistrorso ti dice che tu sei il piu' democratico dei fascisti in realta' ti sta dicendo che tu sei politicamente un grand'uomo per il semplice motivo che cogli tutti gli spunti positivi nelle altre qualsivoglia dottrine e ne fai una bandiera personale. E siccome tu mi hai detto che il tuo esordio in un certo spazio e' semplicemente abortito, ferma restando la stima verso la tua dialettica politica, e senza voler fare la parte del colonnello- guasta disegni nei confronti di nuove tendenze editoriali, ho ben pensato di postare qui e di dedicarti questo mio modestissimo fondo che adesso leggerai. Dedicato a te, Lucio che parli un linguaggio politico autentico,con il quale, proprio perche'in controtendenza con il conformismo scontato (beninteso parlo in astratto senza riferirmi a chichessia e non mi permetterei mai), nessuno probabilmente vorrebbe aver nulla a che vedere.

Nazional-comunismo e ragione di stato

Credo che sia necessario riflettere su quelli che sono gli intenti delle ideologie. E cioe' tentare sempre di costruire una societa'che porti l'uomo verso l'orizzonte della propria realizzazione. Il problema inizia a nascere nel momento in cui una ideologia assolutizza i propri parametri filosofici ed organizzativi creando cosi' una prassi assolutistica che alla fine produce un a danno maggiore di quello che avrebbe voluto curare. E da qui l'aberrazione pragmatica che si realizza in strutture repressive con esiti ablativi e spurii. Alla base dei grandi movimenti di massa che mirano alla relizzazione di un mondo per l'uomo e per le proprie esigenze c'e il populismo. Cioe' l'idea che il popolo sia il fulcro fondamentale di tutta la dottrina politica in esame. Ma e' necessario un piccolo distinguo tra idelogie politiche nate dalla destra e quelle nate dalla sinistra. Perche' nel caso delle istanze provenienti dalla destra, si puo' parlare a pieno titolo di populismo cioe' di considerazioni e parametri riguardanti il popolo inteso nel suo insieme, mentre nelle concezioni della sinistra, quando si parla di popolo si fa' riferimento ad una classe ben precisa e cioe' il, proletariato che assurge a classe leader nella conduzione della societa' verso il raggiungimento del benessere e la soddisfazione dei propri legittimi bisogni. E nel momento in cui queste due concezioni hanno messo in pratica i loro tentativi di attuazione operativa, certamente in qualche modo ci si e' avviati verso questo orizzonte, ma nello stesso tempo si e' assistito ad aberrazioni strutturali che tutti conosciamo e che e' inutile riesaminare. Tuttavia da questi due grandi culture
di massa si sono sviluppate aree di opinione che hanno tentato di cogliere quelli spunti positivi dell'una e dell'altra eliminando le aberrazioni assolutistiche ed originando una nuova filosofia politica o meglio area di opinione, che portebbe definirsi come nazional-comunismo cioe' una struttura sociale dove nazionalismo ed egualitarismo dignitario convivono in una sintesi unica e nello stesso tempo micidiale. Cioe' tutta la politica sociale propria del progressismo e dell'avanguardismo proletario unita alle concezioni nazionalistiche di uno stato contenitore e multietnico che possa dare ad ognuno le opportunita' di azione difendendo pero' ferreamente la propria identita'. Questa la sintesi "in fieri". Di qui, l'idea di una "ragione di stato" come di una sorta di primato culturale e politico che lo stato detiene nel suo intimo per garantire a tutti i cittadini e componenti quelle condizioni di agiatezza sicurezza e sviluppo che sono, proprie di una societa' in protensione e non in contrazione socio-politica. Quindi lo stato "sanamente fautore " di coordinate ben precise ed a favore dei cittadini: difesa del posto di lavoro, intangibilita''delle pensioni assoluto controllo della criminalita' organizzata tutela dei valori e delle istanze culturali che via via si presentino nel corso dei vari fermenti e cosi' via. In altre parole Lucio un modello sociale, come gia' credo di aver affermato altrove con NinfaEco dove tutte le categorie sociali siano prese e portate ai massimi livelli politico sociale ed economico all'interno di una visione etica e filantropica della vita a sua volta posta in relazione con la continuita' storica da cui tutti i popoli provengono. Ma Lucio, non voglio stancarti oltre. Ho posto tale riflessione in questo topic, poiche ' sono convinto che tu, come "alternanza" avrai modo di leggerla ed altresi' ho ben pensato di non porla in una qualsivoglia altra sede. Ciao.

Ps: tra breve partiremo con le riprese di Rappottenstein Horror, ma questo e' un'altro tema. Sera, Lucio. :ç-*:

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Lucio Musto
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La politica del maiale



Assolutamente intrigante il saggio su “Nazional-comunismo e ragione di Stato” che hai elaborato, amico “The Royal”, almeno per quella parte che sono riuscito ad assimilare.
Più avvezzo a trattare di aritmetica, la filosofia politica riesco a penetrarla solo a livello molto elementare.
Con lo spannometro (strumento mentale che misura le cose approssimativamente), direi che il tuo dire si avvicina moltissimo, nelle sue conclusioni, a quella che viene insegnata come “Dottrina sociale della Chiesa Cattolica”, che sicuramente è una cosa bellissima, ma puramente speculativa.

Naturalmente non mi stupisce per nulla il fatto che, parlando di società di uomini, partire da postulati evangelici o postulati comunisti si arrivi a conclusioni simili.
Se l’obiettivo è il medesimo (nello specifico il bene dei popoli) ovvio che tutte le strade per raggiungerlo risultino convergenti.

Ed io sono completamente d’accordo, e plaudo… ma stiamo viaggiando nel mondo dei sogni e dei fausti ideali. Non dimentichiamolo.

Perché, se scendiamo fino a poggiare i piedi in terra, faremmo meglio a parlare della politica del maiale. Cos’è?... una definizioncella spiccia che mi sono inventato io, e che spiego fra un attimo.

Ma prima andiamo a dare uno sguardo a queste bellissime elucubrazioni filosofiche.
Quella sul Nazional-Comunismo o quella sulla Dottrina Sociale della Chiesa, è indifferente.

In entrambe infatti si parte da qualcosa che in realtà non esiste.
Di populismo, popolo nel suo insieme, classi sociali, si parla nel nostro saggio, ovvero di comunità, collettività o ancora popolo in altro ambito.

Ma chi è il popolo?... un insieme eterogeneo e multicolore di persone.

A quale “popolo” ci si riferisce nei nostri discorsi?... un popolo (classe, collettività ecc.) che sa quello che vuole, che conosce le sue esigenze e quelle degli altri (popoli, classi, collettività… ma se volete anche corporazioni, gilde o semplici associazioni), ed è intenzionato a mediare fra risorse, possibilità, diritti e doveri.
Bene. Questi “popoli” non esistono. E quindi è inutile farci su voli pindarici.

Il mondo è fatto per lo più di brave persone, padri e madri che cercano di governare al meglio la loro famiglia magari estesa a figli e nipoti, adottando metodi più o meno evangelici, più o meno comunisti, più o meno liberali, magari mediando di volta in volta, barcamenandosi come possono e come meglio riescono per raggiungere quel “bene” che hanno ben chiaro in mente.

Questa gran massa di brave persone (assai più grande di qualsivoglia “maggioranza qualificata”) non saprebbe assolutamente estendere la propria virtù nel governo della famiglia al governo di una nazione, di un popolo intero.
Non lo sa fare, e ne è cosciente. Perché contrariamente a quello del proprio ristretto ambito, ha solo una vaghissima ed assolutamente utopistica idea di cosa possa essere il “bene comune” e come lo si potrebbe concretamente realizzare.

Tutte queste brave persone sanno benissimo di essere tessere preziose di un bellissimo mosaico, ma non sono mosaicisti, ed il mosaico non lo saprebbero comporre.

Per governare il Paese quindi, devono delegare… ma chi?

Chi meglio li rappresenti!... si ode strillare a gran voce. I migliori fra di noi!... coloro che più tipicamente rappresentino la collettività, il giusto mezzo fra i molti carismi!...
Sembra giusto, sembra bello, sembra democratico… ed invece è sbagliato!

E qui entra in ballo il maiale. Nella collettività dei contadini chi si assumerà la responsabilità di ammazzare il maiale?... chi è il più bravo fra i contadini, o quello che più somiglia al contadino medio?... nossignori! Sarà scelto quello che sa meglio ammazzare il maiale!... anche se non gli riesce di fare un solco dritto con l’aratro.

I contadini si sa, hanno il cervello fino, ma anche in politica dovrebbe essere lo stesso, secondo la mia filosofia della “politica del maiale”. La politica dovrebbero farla i politici, quelli che la politica la sanno fare.

Già, ma come sceglierli?... non molto difficile... come si faceva una volta!
Chi se la sente di fare il politico si propone in politica e si trova i suoi clientes. Poi comincia a fare strada e sale sempre più in alto… fino alla prima cazzata.
Come sbaglia viene defenestrato. Oh!... mica necessariamente ammazzato!... quello solo nei casi più gravi, e per i gradini più alti!... Ma perde il posto e risponde personalmente dei suoi errori anche patrimonialmente… fino al settimo grado di parentela!

Ed allora si che si vedrebbero in giro politici integerrimi e capaci.
Ma soprattutto pochi. Perché i tanti tagliaborse che vediamo oggi in giro… avrebbero tutti le mani tagliate!

Si capisce che sono contrario al principio democratico “una testa, un voto” con tutti i voti uguali?... si, sono contrario.

Lucio Musto 7 ottobre 2010
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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:.


Ed allora si che si vedrebbero in giro politici integerrimi e capaci.
Ma soprattutto pochi. Perché i tanti tagliaborse che vediamo oggi in giro… avrebbero tutti le mani tagliate!

Si capisce che sono contrario al principio democratico “una testa, un voto” con tutti i voti uguali?... si, sono contrario.

Lucio Musto 7 ottobre 2010
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Sei irraggiungibile Lucio. Come al solito. Poi riprenderemo con calma ma adesso mi devo assentare. Stasera credo che inizieranno le riprese a Rappottenstein e speriamo di non prendere un colpo di freddo-nebbia in riva a qual laghetto dove ci sara' ..........un mostro che insegue........ Suspect Suspect Suspect

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The Royal
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EHILA' LUCIO

.............questa mattina sono stato su' con la luna girata per il verso giusto e sbagliato al tempo stesso. Al dila' della battuta vorrei inzitutto rivolgerti una piccolissima scusa se ci siamo arenati con le riprese a Rappottenstein, anche perche' ti avevo promesso che avremmo iniziato e sara' cosi'. Solo che cosa vuoi, tra un topic e l'altro.......

SICCHE'.............SICCHE'.........


............sicche' sicche' oggi sara' per me una bellissima giornata. E sai perche? Perche' prima di entrare al lavoro dovro' andare a pranzo con un mio rispettabile amico il quale collaborera' come mi ha gia' anticipato al raggiungimento dei quel mio traguardo finale di cui avevo parlato, ma che adesso non rivelo ancora per lasciare che il velo del mistero regni in questa bellissima situazione. Per la verita' dovevamo gia' vederci ieri, ma poi un contrattempo ha azzerato tutto. Poco male. Quello che conta Lucio, e' la mentaita' con cui si vivono talune situazioni.

PURTROPPO DEVO DIRTI CHE

Purtoppo deco dirti che alla luce di qualche piccolo dettaglio vissuto ieri ho felicemente preso la decisione di escludere qualcuno da talune situazioni della mia vita quando invece sarebbe stato possibile che i taluni soggetti in questione ci stessero benissimo.
EH LO SO', LUCIO COSA CI VUOI FARE........

Mi dirai........cosa ci vuoi fare.......niente Lucio, proprio un gran bel niente di niente e quando la gente moralmente di scava la fossa da sola se la scava.
IN REALTA'

in un topic di ieri sera ponderavo sul fatto di non litigare e non acuire nella vita i contrasti. Ed in effetti nella vita non acuiro' i contrasti con un soggetto che proprio ieri, e beninteso il forum non c'entra niente, ha avuto nei miei confronti un atteggiamento cosi' sciocco da giocarsi la considerazione.
TU MI DIRAI CHE

Tu mi dirai che poco te ne importa ed hai ragione, ma quando poi si decide di porre moralmente una persona sul piano che non e' piu' un piano perche' quella persona oramai........ebbene si procede.


MA NON MI DILUNGO SU QUESTO

perche' se no tu potresti dirmi che cado in contraddizione poiche' continuerei a parlare di una cosa della quale non dovrei piu' parlare.......ma allora vorrebbe dire che quella cosa conta.......emergendo cosi' l'opposto di cio' che avrei voluto considerare.
BENE LUCIO

Adesso devo proprio andare perche' piu' tardi saro' laddove devo essere e cioe' A TAVOLINO CON CHI DI DOVERE.. Riprenderemo quanto prima le riprese a Rappottenstein e adesso ti lascio un video che esprime molto bene quello che in questa giornata di gloria morale e di resurrezione, per me, e'il mio stato d'animo rigenerato ed IRREMOVIBILE.

FIGURATI LUCIO CHE HO GIA' FAME ADESSO.....


Ps: mi dirai......ma che razza di lettera e' questa........oh, Lucio, e' una lettera che esprime.....esprime.....esprime.....


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Lucio Musto
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stavolta stiamo messi male...
del criptomessaggio ho capito poco,
il video non mi ha entusiasmato...
ma soprattutto, soprattutto...
ho capito che se magna, se beve in quel della costiera...
e io non sono stato invitato!...

QUESTE, sono le cose che mi fanno incazzare!!! BeautyfulSuina BeautyfulSuina

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:

ho capito che se magna, se beve in quel della costiera...
e io non sono stato invitato!...

QUESTE, sono le cose che mi fanno incazzare!!! BeautyfulSuina BeautyfulSuina


Ed in effetti, Lucio, non ci sarebbe stato nessun problema ad invitarti, solo che avresti dovuto fare un' bel po' di chilometri. Mi dicevi che il post era criptico, ed in effetti lo e' poiche' sono io stesso che ho voluto che fosse cosi'. Ma ti fornisco qualche delucidazione in piu'. Il fatto e' che quando una persona, anzi due dato che ieri di nuovo ho avuto una sorta di conferma di taluni atteggiamenti nei miei confronti che non mi vanno benesi mette su un certo piano, allora ben penso, anzi ho gia' pensato di escluderla da un evento della mia vita che spero possa esserci e per il quale sto fortemente impegnandomi. Al momento Lucio le cose restano in questi termini:come ben puoi constatare dalla timbrica dei miei comportamenti io sono l'uomo delle convergenze e delle buone intenzioni, ma quando arrivo alla constatazione di determinate condizioni allora le cose cambiano.
MA PASSIAMO AD ALTRO LUCIO

Non vorrei che tu interpretassi le considerazioni che seguiranno come una sorta di presa in giro verso di te: non mi permetterei mai. E dunque. Ma non ti mettere a ridere per favore. Se ben ho visto, mi pare che tu sia di nuovo editorialista della nuova testata giornalistica. E questo non puo' che farmi piacere , poiche' come tu sai io ti considero una delle menti piu' acute nell'ambito dell'opinionistica e del polemismo. Tu sai anche ed io ti ribadisco qui la mia intenzione che io mi prefiggo , fatto salvo quel'articoletto sull'estetica paesaggistica di non intervenire cola' per tanto profonde quanto doverose ragioni di rispetto verso determinati equilibri opinionistici e di impostazione politica. Equilibri ed ambiti di cui tu, e correggimi se sbaglio sei partecipe con la tua arguzia e le tue impostazioni. Ti posto qui, a livello di amicizia personale un mio brevissimo fondo che lascio alle tue considerazioni pregandoti tanto gentilmente quanto fermamente di non pubblicarlo sul quotidiano, Non ce ne sono le ragioni e sopratutto si tratta di pensieri tra due amici che riflettono su taluni atteggiamenti che a volte certi italiani avrebbero.

LE CARTE IN REGOLA PER CRITICARE

Credo Lucio che avrai certamente constatato nella tua lunga esperienza una cosa: e cioe' che la politica dovrebbe essere quella dimensione etico-amministrativa che determina lo svolgimento della vita in uno stato. Dico dovrebbe poiche' in pratica stiamo assistendo ad una sorta di continui litigi "inter partes" o meglio tra le parti, dove reciprocamente ci si rinfacciano errori e manchevolezze amministrativo-politiche. E' anche vero pero' che l'occupazione del potere e' sempre una situazione comoda ed invitante. Credo pero' anche che con tutte le grane in cui un politico, se cosi' vogliamo chiamarlo, venga ad imbattersi nel momento della sua ascesa al rango di governante, non si tratti di un traguardo tanto poi ambito. Si potrebbe dire che sono piu' le grane che ci si ritrovi accollati che non i cosiddetti benefici anche se poi penso che la salute ed il non logorarsi troppo dovrebbero essere parametri primari. Ti dicevo Lucio della critica e delle polemiche dirette tra le varie parti. A mio avviso qui ci sarebbe da stare attenti alla coerenza nei propri reciproci atteggiamenti critici, poiche' prima del venticinque aprile di un certo anno che adesso non ritengo opportuno tirare a mezzo per ragioni di pacatezza espositiva l'Italia era a senso unico. Dopo quella data, le cose sono cambiate e molte persone che per anni avevano approvato quello che c'era e di cui nemmeno desidero fare il nome sono repentinamente passate ad altra opinione. Benissimo Lucio, egregio amico, niente da dire.Ognuno gestisce il proprio libero arbitrio come meglio crede solo che ci si potrebbe benissimo interrogare circa la legittimita' di tante polemiche provenienti proprio da mentalita' le cui carte forse non sarebbero proprio in regola.E' anche vero che le nuove generazioni non siano certo responsabili di repentini cambiamenti d'opinione. Ma Lucio, queste sono quelle che tu chiameresti, ed hai ragione, quisquillie da superare.Direi quindi di lasciarti alle tue acute meditazioni e mentre mi preparo una frittata con la padella a doppio fondo


ti offro Brahms

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Lucio Musto
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grazie per Brhams e grazie per le tue parole e soprattutto la tua stima, come sempre esagerata, nei miei confronti.

La frittata... se impari a farla in una padella fina, a fondo leggero... senza farla attaccare, ovviamente!, risulta più briosa e giovanile, certo con cottura meno uniforme, ma proprio per questo più sfiziosa al gusto e gradevole alla vista.

Già!... perché il problema è riuscire a non farla attaccare, quella frittata, muovendola rapidamente, in modo da dare ad ogni punto il suo spunto di calore e d'intersse... esattamente quello che non sanno e non vogliono fare i nostri governanti, saldamente appoggiati col loro grasso culo nel posto più tiepido e comodo, del tutto indisponibili a passar la mano a diverse energie, briose e più attuali, a nuove idee, feconde di altre strade di variegati sapori.

E così la frittata del nostro vivere politico si coagula in grumo stracotto e incartapecorito dove ogni nuova spinta cerca di arrivare sgomitando inconsultamente, scamazzando ogni altra iniziativa concorrente, umiliando ogni fresco virgulto, ogni speranza di rinnovamento e di progresso.
Ogni profumo nuovo si svapora, ogni speranza emigra.
Non resta che una gran toppa di bruciato, e gelatina cruda e sfatta tutt'attorno.

No, ti sbagli. Nessun ripensamento, non sono redattore proprio di niente, e manco mi va di diventarlo. Non stamattina almeno, che mi sono svegliato con il pensiero alla raccolta in fascicoli dei miei scritti che faticosamente vado portando avanti da alcuni anni; sentimentalmente emozionato come il bambino che fa il suo castello di sabbia sulla riva, razionalmente ben conscio della stoltezza dell'impresa inutile.

Come nella mia attitudine di dattilografo delle emozioni, ti copio qui la trascrizione digitata di quel pensiero, augurandoti una serena giornata, ed ogni fasto per il tuo progetto di vita, così tanto importante!


Fascicoli, fascicoli

sterminato campo sterile
nell’umidore fetido ed uggioso
di questo malinconico tramonto.
Faticosamente avanzo, incerto,
sul letto crocchiante dei miei fogli
scritti. Secchi come foglie secche,
svuotati d’ogni linfa, vinti .
Vecchi ricordi, poesie d’amore,
passioni accartocciate di lombi vuoti,
pensieri ingialliti, fragili,
trame consunte da un tempo andato
sorrisi dimenticati, volti grigi
sculture vaghe scolpite nella nebbia;
frasi, racconti, schizzi frettolosi
di storie abortite e mai narrate.
Ciarpame inutile, parole
che non sfioramo l’animo di alcuno.

Porto avanti i miei giorni, lento
faticosamente trascinando
l’inutile passato. Raccolgo i fogli.
Ordinatamente, puntigliosamente
raccolgo queste briciole di nulla
che furono me stesso, pur restando nulla,
illusione di quel vuoto che ricordo vivo,
che inutile passò, e non ritorna.
Puntigliosamente raccolgo i miei ricordi,
e ne fo libri illustrati da figure
posticce, raccattate andando in giro
per le vie vuote della mia illusione.
Libri ordinati, lucidi, graziosi,
di storie vissute e andate invano
spasimi sbiaditi, lacrime seccate.

Lascio l’eredità della mia vita
in comodi fastelli affastellate,
utili a dare fiamma nel camino;
quello ormai spento, e per sempre ormai,
poi che faceva fumo, e non si usa più.

Lucio Musto 16 ottobre 2010
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16
Lucio Musto
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PS - Un dubbio atroce mi assale, ma tu puoi redimerlo certamente.

Com'è che a me risulta l'op 98 come 4a sinfonia ed invece quella che gentilmente i hai proposto tu dice che è la 3a sinfonia?...
Forse Brhams ha due catalogazioni diverse?... che ne sai?

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:

PS - Un dubbio atroce mi assale, ma tu puoi redimerlo certamente.

Com'è che a me risulta l'op 98 come 4a sinfonia ed invece quella che gentilmente i hai proposto tu dice che è la 3a sinfonia?...
Forse Brhams ha due catalogazioni diverse?... che ne sai?


Dovrebbe essere, Lucio, se non erro anch'io io, quarto movimento, quello che ti ho proposto, della terza sinfonia. Infatti nel video mi sembra che ci sia la sigletta mtv, cioe' movimento: il quarto appunto........ BeautyfulSuina

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memole1969
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Viandante Residente
@Lucio Musto ha scritto:.

La politica del maiale



Assolutamente intrigante il saggio su “Nazional-comunismo e ragione di Stato” che hai elaborato, amico “The Royal”, almeno per quella parte che sono riuscito ad assimilare.
Più avvezzo a trattare di aritmetica, la filosofia politica riesco a penetrarla solo a livello molto elementare.
Con lo spannometro (strumento mentale che misura le cose approssimativamente), direi che il tuo dire si avvicina moltissimo, nelle sue conclusioni, a quella che viene insegnata come “Dottrina sociale della Chiesa Cattolica”, che sicuramente è una cosa bellissima, ma puramente speculativa.

Naturalmente non mi stupisce per nulla il fatto che, parlando di società di uomini, partire da postulati evangelici o postulati comunisti si arrivi a conclusioni simili.
Se l’obiettivo è il medesimo (nello specifico il bene dei popoli) ovvio che tutte le strade per raggiungerlo risultino convergenti.

Ed io sono completamente d’accordo, e plaudo… ma stiamo viaggiando nel mondo dei sogni e dei fausti ideali. Non dimentichiamolo.

Perché, se scendiamo fino a poggiare i piedi in terra, faremmo meglio a parlare della politica del maiale. Cos’è?... una definizioncella spiccia che mi sono inventato io, e che spiego fra un attimo.

Ma prima andiamo a dare uno sguardo a queste bellissime elucubrazioni filosofiche.
Quella sul Nazional-Comunismo o quella sulla Dottrina Sociale della Chiesa, è indifferente.

In entrambe infatti si parte da qualcosa che in realtà non esiste.
Di populismo, popolo nel suo insieme, classi sociali, si parla nel nostro saggio, ovvero di comunità, collettività o ancora popolo in altro ambito.

Ma chi è il popolo?... un insieme eterogeneo e multicolore di persone.

A quale “popolo” ci si riferisce nei nostri discorsi?... un popolo (classe, collettività ecc.) che sa quello che vuole, che conosce le sue esigenze e quelle degli altri (popoli, classi, collettività… ma se volete anche corporazioni, gilde o semplici associazioni), ed è intenzionato a mediare fra risorse, possibilità, diritti e doveri.
Bene. Questi “popoli” non esistono. E quindi è inutile farci su voli pindarici.

Il mondo è fatto per lo più di brave persone, padri e madri che cercano di governare al meglio la loro famiglia magari estesa a figli e nipoti, adottando metodi più o meno evangelici, più o meno comunisti, più o meno liberali, magari mediando di volta in volta, barcamenandosi come possono e come meglio riescono per raggiungere quel “bene” che hanno ben chiaro in mente.

Questa gran massa di brave persone (assai più grande di qualsivoglia “maggioranza qualificata”) non saprebbe assolutamente estendere la propria virtù nel governo della famiglia al governo di una nazione, di un popolo intero.
Non lo sa fare, e ne è cosciente. Perché contrariamente a quello del proprio ristretto ambito, ha solo una vaghissima ed assolutamente utopistica idea di cosa possa essere il “bene comune” e come lo si potrebbe concretamente realizzare.

Tutte queste brave persone sanno benissimo di essere tessere preziose di un bellissimo mosaico, ma non sono mosaicisti, ed il mosaico non lo saprebbero comporre.

Per governare il Paese quindi, devono delegare… ma chi?

Chi meglio li rappresenti!... si ode strillare a gran voce. I migliori fra di noi!... coloro che più tipicamente rappresentino la collettività, il giusto mezzo fra i molti carismi!...
Sembra giusto, sembra bello, sembra democratico… ed invece è sbagliato!

E qui entra in ballo il maiale. Nella collettività dei contadini chi si assumerà la responsabilità di ammazzare il maiale?... chi è il più bravo fra i contadini, o quello che più somiglia al contadino medio?... nossignori! Sarà scelto quello che sa meglio ammazzare il maiale!... anche se non gli riesce di fare un solco dritto con l’aratro.

I contadini si sa, hanno il cervello fino, ma anche in politica dovrebbe essere lo stesso, secondo la mia filosofia della “politica del maiale”. La politica dovrebbero farla i politici, quelli che la politica la sanno fare.

Già, ma come sceglierli?... non molto difficile... come si faceva una volta!
Chi se la sente di fare il politico si propone in politica e si trova i suoi clientes. Poi comincia a fare strada e sale sempre più in alto… fino alla prima cazzata.
Come sbaglia viene defenestrato. Oh!... mica necessariamente ammazzato!... quello solo nei casi più gravi, e per i gradini più alti!... Ma perde il posto e risponde personalmente dei suoi errori anche patrimonialmente… fino al settimo grado di parentela!

Ed allora si che si vedrebbero in giro politici integerrimi e capaci.
Ma soprattutto pochi. Perché i tanti tagliaborse che vediamo oggi in giro… avrebbero tutti le mani tagliate!

Si capisce che sono contrario al principio democratico “una testa, un voto” con tutti i voti uguali?... si, sono contrario.

Lucio Musto 7 ottobre 2010
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veramente non ho parole ....ma veramente la pensi in questo modo sei preoccupante ..se l'Italia anche solo per 1/4 la pensa come te forse è meglio preoccuparsi...

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Lucio Musto
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@memole1969 ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:.

La politica del maiale



...
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veramente non ho parole ....ma veramente la pensi in questo modo sei preoccupante ..se l'Italia anche solo per 1/4 la pensa come te forse è meglio preoccuparsi...



Lo vedo che non hai parole... ed in effetti non dici molto.
Ma io non pretendo né di aver ragione, come la maggior parte delle persone che ascolto, né di parlare a nome del Popolo Italiano, come fa l'Onorevole Casini e gran parte dei politici impegnati, ognuno dei quali potrebbe (al massimo!) parlare per una piccola frazione dei votanti, quelli iscritti al partito che rappresentano.

Io sono aperto al dialogo, sono pronto ad affrontare con la mia intelligenza (niente di speciale, ma è quella che ho) e la mia personale esperienza ogni altra tesi, voglio sforzarmi di capire, e non ho remore ad ammettere di essermi sbagliato se qualcun altro mi dimostra l'erroneità del mio dire.

"Come me" la penso certamente io, ma non ci è dato di sapere quanti altri siano d'accordo. Per cui forse è semplicistico e forse prematuro cominciare già a preoccuparsi... non trovi?

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memole1969
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vorse dirò una stupidaggine ma sono del parere che se togliessero la possibilità di avere una pensione dopo pochi anni di politica, abassassero gli stipendi poco più di un operaio specializzato e avessero per obbligo a dover mantenere un comportamento civile ed impeccabile altrimenti viene mandato a piantare patate allora forse anche quelli che ci sono inizierebbero a lavorare con la testa e non con i piedi...ma siccome non e così io non tengo ne alla sinistra ,neppure alla destra ..attualmente guardo solo quelli che propongono la cosa migliore che sia di sinistra o di destra e quella voto....anche perchè per la mia persona riterrei veramente stupido dopo quello che abbiamo lottato per ottenere il diritto di voto rinunciare...

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The Royal
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@memole1969 ha scritto:forse dirò una stupidaggine ma sono del parere che se togliessero la possibilità di avere una pensione dopo pochi anni di politica,

Ciao Memole e benvenuta su questo topic. Ascolta, adesso ceno, ma dopo desidererei farti una proposta. BeautyfulSuina

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Lucio Musto
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voglio augurarmi che sia una proposta... decente!

Vedo, "The Royal" che hai cambiato avatar.
Mi piaceva più quello di prima, emblema della cristallina logica del tuo pensare.


Il fuoco mi piace, ma dove c'è fuoco, ci sono anche cenere e fumo...

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memole1969
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FUOCO!!!!! sovranità e potere.......carattere dominante

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Lucio Musto
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@memole1969 ha scritto:FUOCO!!!!! sovranità e potere.......carattere dominante

già... ecco forse perché mi piace e mi lascia interdetto ad un tempo...
dove c'è potere c'è sottomissione e dove dominio... spesso cenere.

Il problema della cenere è che basta un poco d'acqua per trasformarla in pericolosa liscivia...

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:voglio augurarmi che sia una proposta... decente!


Proposta decentissima.

@memole1969 ha scritto:FUOCO!!!!! sovranità e potere.......carattere dominante


Memole.........hai parlato tu. Gentilmente ascoltatemi: sto per aprire un topic: questione di un'oretta o poco piu'.Quando vedrete di che cosa si tratta, sappiate che voi due insieme a quelli che lo vorranno, siete, se volete invitati a postare li. Ma sospetto che Lucio, abbia gia' sentito l'odore. Ci vediamo credo in Terre Emerse. Occhio gente.......occhio.......


Ps: sai, Memole secondo me tu hai un certo temperamento che va' bene per quel topic...........si. si......credo che tu abbia la pelle dura quanto basta.......... party

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