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Il suicidio, i suicidi

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1
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Non esiste un'unico percorso che conduce l'individuo a scegliere di darsi la morte, così come non esiste il suicidio, ma semmai i suicidi.
Esiste il suicidio riuscito o propriamente detto, ovvero l'autodistruzione intenzionale e volontaria di un essere umano ai danni di se stesso, e accanto ad esso il tentato suicidio e il mancato suicidio. Il discrimine tra suicidio e tentato suicidio è la minor consistenza del fattore intenzionalità. Rientrano in questo tipo di condotte anche le cosi dette dissimulazioni suicidarie, in cui il suicidio è inscenato ma non realmente cercato. Il discrimine fra suicidio e mancato suicido invece è la prassi suicidaria, almeno secondo me. Il soggetto di fatto “non prova ad uccidersi” o almeno non lo fa nel modo che siamo abituati ad intendere come suicidio. Il soggetto però si autodistrugge. Rientra in questo tipo di condotta la cosidetta erosione suicidaria, ovvero il rifiuto di cure e alimentazione, e i cosidetti atti anticoservativi congrui/incongrui.
I suicidi non si differenziano solo sulla base di volontarietà, intenzionalità e prassi, ma anche su base motivazionale. Lo psichiatra ed antropologo Durkeim parla a riguardo di suicidio egoistico, quando l'individuo non è integrato nel gruppo sociale, di suicidio altruistico, quando il suicidio è agito in gruppo e di suicidio anomico, determinato dalla totale perdita di punti di riferimento. Rientrano tra i suicidi altruistici i suicidi detti a grappolo, che coinvolgono per “contagio” gruppi di con simili e i suicidi allargati, caratteristici ad esempio quelli delle sette.
Alcuni studiosi affiancano a queste tipologie di suicidio il cosidetto suicidio razionale in cui è una valutazione lucida della contingenza a spingere il soggetto ad uccidersi.




Questo è il quadro, ma cosa vi salta agli occhi?
Io noto in primo luogo un'indebita schematizzazione del dolore. Sono fermamente convinto che il dolore che conduce a questi atti sia uno. L'elemento dimostrativo è sempre presente, e non caratteristico dei mancati suicidi e dei suicidi simulati. Anche l'intenzione è sempre presente e non si deve scambiare il caso fortuito che permette a qualcuno di salvarsi come una minor forza della sua intenzione suicidaria.
Voi giudicate diversamente i vari tipi di suicidi?
Ritenete vadano considerati diversamente per capirli?
Che differenze ci sarebbero?

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2
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
rispetto e comprendo il suicidio razionale

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3
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il motore del suicidio è l'indifferenza assai più spesso del dolore, è il senso dell'inutile a fare il maggior numero di vittime.

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4
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
L'immagine?

Sindrome dello specchio.

Narcisismo.

Papermoon! Compassione per tutti i suicidi :D ... quello razionale somiglia tanto ad un atto eroico perché per essere tale deve servire a qualcosa di importante.

Poi ci sono quelli che si annoiano a morte - ma i poveri, quelli da cui dipende la sopravvivenza di altri che non possono nemmeno suicidarsi senza apparire dei vigliacchi. Queste sono le persone che dovrebbero toccare la nostra sensibilità.

Infine ci sono quelli che pesano sugli altri anch'essi prodotti miserabili ella nostra società.

E' da un po' che l'interesse degli utenti s'è spostato nelle zone oscure del cervello umano - su con la vita!

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5
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
sergio, volendo essere concisa non mi sono espressa in modo completo:

provo compassione totale, assoluta e incondizionata per qualunque tipo di suicidio
rispetto per tutti
sono convinta , e qui vengo al punto, ossia a quello che volevo in realtà dire, che nel pieno della propria razionalità (e qui ci sarebbe da discutere...) un essere umano abbia il diritto di scegliere se porre fine ad una vita che è divenuta per lui intollerabile. Credo al valore della vita ma anche alla qualità della stessa (e anche qui ci sarebbe da discutere...)

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6
Cielo
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Del quadro mi salta agli occhi il fatto che il suicida(l'uovo) è diverso dagli altri (palline da ping pong)!
Credo che nel suicidio siamo tutti uguali e che non ci siano differenze ,
le differenze stanno nel modo di giudicare il suicidio da parte di alcuni, Personalmente non riesco a giudicare un suicidio , di fronte ad un gesto così estremo mi pongo delle domande a cui difficilmente trovo risposta, cerco di capirne i motivi anche se penso sia difficile comprendere certe motivazioni!

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7
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il suicidio è strettamente legato alla speranza, non intesa come un guardare al futuro, ipotizzandolo migliore ma semmai al rapporto con il passato. Sperare non significa guardare avanti con ottimismo, ma guardare indietro per vedere come è possibile configurare quel passato che ci abita, per giocarlo in possibilità a venire. Suicidarsi invece è decidere che il nostro passato contiene il senso ultimo e definitivo della nostra vita, per cui non è più il caso di ri-assumerlo, ma solo di porvi semplicemente fine.
Sia la speranza sia il suicidio giocano i loro dadi sul passato e sul senso che il passato viene assumendo per me. E siccome sono io a dar senso al passato, nella speranza c’è la libertà di conferire al passato la custodia di sensi ulteriori, e nel suicidio l’illibertà di chi nel passato vede solo un senso inoltrepassabile e perciò definitivo. Ma siccome dipende da noi conferire o togliere senso, in ogni suicida c’è un tratto di infedeltà all’essenza dell’uomo, che è custodita nella possibilità di esistere solo se non smette il lavoro della creazione del senso.

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8
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Non ho mica capito

Guardare indietro per trovarvi possibilità a "configurare quel passato che ci abita, per giocarlo in possibilità a venire" mi sembra il gioco a rimpiattino della grande assente nel presente del suicida: la possibilità o la capacità di intuirne e immaginarne anche solo il respiro, sempre ammesso che ci sia.
E forse in determinate situazioni il dolore eccede l'umana capacità di creare un senso e di sopportare anche la sola possibilità che rimane.

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9
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@PaperMoon

della grande assente nel presente del suicida

Non esiste un presente del suicida, se questi vivesse l'assoluto presente vanirebbe ogni considerazione, valutazione, rapporto. Il "presente" del suicida è tutto volto ad un rapporto col passato, nella duplice decinazione di cui si è detto...

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10
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Forse avrei aperto un nuovo thread "Cerimonie senza Dio" ma non avendo un gran successo getto qui dentro un paio di riflessioni.

Vi siete concentrati nella zona oscura, lontano dalla penombra e usando la terza persona. Sono venute fuori citazioni di relazioni col complesso di Edipo, Narciso – tristezza, morte e suicidio. Voi ed io, la maggior parte di voi usa dell'ironia attraverso l'apparente confidenzialità e pronti ad accomunare la ragione con le acrobazie dialettiche.

Molti giovani esternano aggressività per l'incapacità di tirare fuori emozioni riflessive ed i meno giovani probabilmente avranno rimosso l'introspezione dalla comunicazione. Allora viene usata la terza persona ma ci sono dei casi inevitabili, comuni a tutti gli umani in cui è difficile sentirsi estranei. Il culto dei morti ci appartiene come umani.

Prima o poi tutti partecipiamo a riti funebri e qualche volta questo può essere ateo. Il culto dei morti senza religione appartiene comunque agli umani ed è esso che ha fatto concepire l'infinito nella nostra mente. Molti di noi hanno accresciuto uno stato di coscienza e con una consapevolezza indiretta hanno creato un'immagine divina verosimile.

Non si è soli da morti, finché si resta nei ricordi di qualcuno è giusto essere la memoria di quello che si era da vivi con tutti, creazionisti ed evoluzionisti. A me piacerebbe. Quello che sappiamo della morte è descritto da chi ha vissuto la “near death experience” e così sappiamo che quell'attimo sarà bellissimo poi probabilmente ci sarà il commiato.

La cerimonia di commiato è in effetti l'ultimo capitolo del libro della nostra vita. Il riassunto della nostra storia e se può dare forza e far sorridere allora è anche una responsabilità. Ci sono stati dei momenti nella storia che la religione non appariva umana, la chiesa stessa ha dovuto istituire la Santa Inquisizione per limitare l'abuso che se ne faceva.

Finisco con la mia provocazione, non eretica ma rispettosa. Si saranno messi i vestiti da sera, vorranno mangiare e parlare con chi non si vedeva chissà da quanto tempo e allora quelli che avranno voluto bene chi non c'è più, gli si potrà aprire il cuore dei bei ricordi di successi e note positive finanche il gesto estremo di puro eroismo.

La compassione verso il suicida incapace di aggrapparsi e superare il proprio scoglio è invece l'unico pensiero di perdono per questo narcisista che ha chiesto di più rispetto a quello che potava dare. Ci sono tutti così... gli eroi positivi, gli irrilevanti e gli eroi negativi... se c'è posto per i vigliacchi ditelo voi...

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11
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@serge

non trovo Edipo, forse il Narciso sì
vigliacchi lo siamo tutti, a volte

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12
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Nei tuoi post Papermoon, c'è sempre qualcosa che mi piace.

Allora ti dedico questa canzone.




Il complesso di Edipo svanisce per l'interesse narcisistico. Se l'immagine materna, la presenza di essa permane molto forte sorgono comportamenti autodistruttivi o di suicidio e pare che si rintraccia l'avvitamento del complesso di Edipo.

Bada, bada! Non sono nulla del conoscitore io! E' deduzione, immaginazione della mia probabilmente eccessiva semplificazione.

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13
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@sergio
grazie
la canzone non la conosco, la sto ascoltando ora mentre ti rispondo: la musica è romantica e "avvolgente".
Quello che mi piace è il suono delle parole francesi.

E' interessante questa "idea di connessione" tra complesso di Edipo, il Narciso e il comportamento autodistruttivo: io forse stavo prendendo un pò la deriva pensando a casi estremi in cui ad esempio un malato terminale decide di uscire di scena rifiutando l'accanimento terapeutico o condizioni di vita che di umano e dignitoso non hanno più nulla.

Anch'io non me ne intendo e "mi manca parecchia bibliografia" a riguardo

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14
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
ho conosciuto più di un suicida purtroppo.
la sola cosa in comune che ho trovato,è la rabbia che il loro gesto mi ha fatto provare

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15
otttoz
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Viandante Residente
Viandante Residente
ricordo che esiste telefono amico prevenzione suicidi,almeno si fornisce una possibilità...

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16
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
@PaperMoon ha scritto:rispetto e comprendo il suicidio razionale

Non credo esista un suicidio veramente "razionale". Ma solo perché l'essere umano spesso non agisce in modo razionale. Purtroppo o per fortuna. Il suicidio deriva necessariamente da un modo del tutto soggettivo di vedere la vita. Io l'ho sfiorato...Non esiste un modo "razionale" in assoluto di vedere la vita, perché non abbiamo il dono di vedere le cose in modo veramente "oggettivo". Ciò equivarrebbe a saper cogliere le leggi universali...
O.T. Faccio a tutti i miei complimenti, state parlando assai poco di elezioni...

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17
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@candi

rettifico ancora
comprendo - provo compassione per tutti i suicidi
sul razionale o meno di una scelta suicidaria non oso addentrarmi
non sia mai che mi telefoni il telefono amico ( facepalm )


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18
luci62
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
no,io non comprendo.
magari provo compassione per la loro incapacità di reagire diversamente.
ma non comprendo e provo rabbia.

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19
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
comprendo perchè mi riguarda
tutto mi riguarda
anche la rabbia

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20
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Per Lucy e il Papero: Perché rabbia?

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21
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
non ho quotato Luci62, lei parla di rabbia
e ci sta
perchè puoi odiare il suicida che recide vita, legame e ti lascia senza molte risposte

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22
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
io conoscevo uno che quando si parlava di queste cose elargiva il suo preziosissimo:

"io conosco uno che stà bene, è felice e non rompe i cojoni agli altri"

quando mi suiciderò farò finta che sia un incidente cosicchè nessuno si debba dispiacere!

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23
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@BigBossStigazzi ha scritto:io conoscevo uno che quando si parlava di queste cose elargiva il suo preziosissimo:

"io conosco uno che stà bene, è felice e non rompe i cojoni agli altri"

quando mi suiciderò farò finta che sia un incidente cosicchè nessuno si debba dispiacere!

Bravo Boss! Abbiamo un approccio identico al problema.

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24
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
se è per questo, anch'io

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25
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
@SergioAD ha scritto:Forse avrei aperto un nuovo thread "Cerimonie senza Dio" ma non avendo un gran successo getto qui dentro un paio di riflessioni.

Vi siete concentrati nella zona oscura, lontano dalla penombra e usando la terza persona. Sono venute fuori citazioni di relazioni col complesso di Edipo, Narciso – tristezza, morte e suicidio. Voi ed io, la maggior parte di voi usa dell'ironia attraverso l'apparente confidenzialità e pronti ad accomunare la ragione con le acrobazie dialettiche.

Molti giovani esternano aggressività per l'incapacità di tirare fuori emozioni riflessive ed i meno giovani probabilmente avranno rimosso l'introspezione dalla comunicazione. Allora viene usata la terza persona ma ci sono dei casi inevitabili, comuni a tutti gli umani in cui è difficile sentirsi estranei. Il culto dei morti ci appartiene come umani.

Prima o poi tutti partecipiamo a riti funebri e qualche volta questo può essere ateo. Il culto dei morti senza religione appartiene comunque agli umani ed è esso che ha fatto concepire l'infinito nella nostra mente. Molti di noi hanno accresciuto uno stato di coscienza e con una consapevolezza indiretta hanno creato un'immagine divina verosimile.

Non si è soli da morti, finché si resta nei ricordi di qualcuno è giusto essere la memoria di quello che si era da vivi con tutti, creazionisti ed evoluzionisti. A me piacerebbe. Quello che sappiamo della morte è descritto da chi ha vissuto la “near death experience” e così sappiamo che quell'attimo sarà bellissimo poi probabilmente ci sarà il commiato.

La cerimonia di commiato è in effetti l'ultimo capitolo del libro della nostra vita. Il riassunto della nostra storia e se può dare forza e far sorridere allora è anche una responsabilità. Ci sono stati dei momenti nella storia che la religione non appariva umana, la chiesa stessa ha dovuto istituire la Santa Inquisizione per limitare l'abuso che se ne faceva.

Finisco con la mia provocazione, non eretica ma rispettosa. Si saranno messi i vestiti da sera, vorranno mangiare e parlare con chi non si vedeva chissà da quanto tempo e allora quelli che avranno voluto bene chi non c'è più, gli si potrà aprire il cuore dei bei ricordi di successi e note positive finanche il gesto estremo di puro eroismo.

La compassione verso il suicida incapace di aggrapparsi e superare il proprio scoglio è invece l'unico pensiero di perdono per questo narcisista che ha chiesto di più rispetto a quello che potava dare. Ci sono tutti così... gli eroi positivi, gli irrilevanti e gli eroi negativi... se c'è posto per i vigliacchi ditelo voi...

Prima di rispondere, ti invito ad aprire la discussione in questione perchè fin troppo evidente che quanto scrivi è frutto di un'elaborazione più ampia che vorrei conoscere.
Condivido l'idea che l'atto suicidario sia ha una riappropriazione di se, una significazione della vita e della morte con connotati para-religiosi. La significazione è nichilista, coincide con l'annullamento estremo. Ma è tale.

@otttoz ha scritto:ricordo che esiste telefono amico prevenzione suicidi,almeno si fornisce una possibilità...

Non è infulenza, non c'è prevenzione possibile.

@luci62 ha scritto:no,io non comprendo.
magari provo compassione per la loro incapacità di reagire diversamente.
ma non comprendo e provo rabbia.

Anche ci si suicida ne prova

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