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Teorie delle Intelligenze multiple: qualche domanda

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
So che qui ci sono almeno due persone che conoscono bene l'argomento: SergioAD ed Euvitt.
Magari ce ne sono altre e lo spero.

Io l'ho incontrato oggi, e mi è venuto in mente di averne sentito parlare qui da voi.
Così vi posto quello che il testo da me consultato riporta sulle intelligenze multiple.

Secondo la Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gadamer in ogni individuo esisterebbero 8 tipi di intelligenze:
- l'intelligenza linguistica -> abilità di usare il linguaggio per esprimere cosa c'è all'interno della mente e per capire le persone
- l'intelligenza logica -> capacità di elaborare lunghe catene di ragionamento
- l'intelligenza spaziale -> capacità di ricostruire luoghi ed oggetti nello spazio
- l'intelligenza musicale -> capacità di riconscere suoni, ritmi e melodie
- l'intelligenza cinestetica -> abilità di controllo dei movimenti corporei
- l'intelligenza interpersonale -> capacità di entrare in sintonia con gli altri, capirne i desideri, influenzarli, collaborare e interagire
- l'intelligenza intrapersonale -> capacità di introspezione, conoscenza di sè, dei popri punti di forza e di debolezza
- l'intelligenza naturalistica -> che permette di fare classificazioni a partire da dati e inferenze
Secondo Robert Stenberg invece sarebbero 3
- l'intelligenza pratica
- l'intelligenza analitica
- l'intelligenza creativa


Se ho capito bene quindi, la teoria delle intelligenze multiple non è una sola. Ne esistono molte versioni, giusto?
Che senso ha parcellizzare l'intelligenza?
Questo dissenzione infinita che crea diverse porzioni di una stessa cosa a seconda del punto di vista adottato, non finisce per creare nuovi pseudo oggetti in luogo dell'oggetto di osservazione?



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2
Magonzo
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Viandante Storico
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@NinfaEco ha scritto:Se ho capito bene quindi, la teoria delle intelligenze multiple non è una sola. Ne esistono molte versioni, giusto?
Che senso ha parcellizzare l'intelligenza?
è solo un tentativo di correggere la nozione ereditata da un'impostazione positivista e funzionalista, basata sull'idea di "lavoro" e la necessità di misurare per selezionare;
l'idea dei test è quella di operazionalizzare, attribuire un valore ad una nozione standard funzionalista per cui l'"intelligenza" si può solo misurare come: capacità di risolvere problemi per unità di tempo;

naturalmente, per quanto elementari, i test presuppongono comunque una certa familiarità culturale con le forme nei quali si esprimono, e infatti col tempo le parti linguistiche e matematiche, o quelle che usano simboli, lettere e numeri, o concetti che potrebbero indurre in errore, sono state sostituite con moduli esclusivamente visivo-spaziali, più neutrali;

tuttavia, siccome l'idea dell'intelligenza misurabile esclusivamente come performance pone problemi di diversa natura, scientifica, culturale e sociale, l'osservazione delle capacità in un mondo che produce espressioni sempre più articolate e valorizzate ha indotto a formulare tipologie diverse e distinte di intelligenza;

personalmente non ho idea se queste categorie abbiano o meno un riscontro verificabiile che ne giustifichi la formulazione, al di là di una simpatica critica ai vecchi moduli di misurazione.

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3
lisandro
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Viandante Storico
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-Anch'io stavo leggendo al riguardo in questi giorni, dopo aver letto Euvitt... hai visto mai che il forum serva a qualche cosa?
Ho fatto anche un test... ecco, appunto. Neanche aumentando le chance ho rischiato di sembrare virtuoso, ma neanche a sprazzi. Quindi deduco che son tutte minchiate!
Per altre mie interessanti considerazioni si pazienti un poco, nell'attesa che sbuchi fuori un altro tipo d'intelligenza.

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4
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
che poi se volessimo aggiungere altri tipi, non credo ci voglia una scienza.
Per esempio: l'intelligenza di genere.
L'intelligenza "femminile" che si esprime al meglio secondo me, quando si ritrova al volante per andare a fare acquisti. E' vero che racchiude in sé le già citate intell. spaziale, cinestetica,inter & intrapersonale (queste due quando non sono presenti, costituirebbero una patologia?), ma queste stesse, nell'intelligenza "maschile", sono riscontrabili nell'esigenza quotidiana dell'uomo di escogitare nuove strategie per eiaculare, ovvero espellere quel liquido seminale in eccesso che appunto, biologicamente produciamo continuamente.
Ma si potrebbero fare altri esempi.
Ecco perché la differenziazione di genere.
Poi ci sarebbe l'intelligenza temporale (o momentanea).
Che potrebbe essere ulteriormente sviluppata e suddivisa in sottotipi:
tipo che sono stato intelligente per 5 minuti, poi è passato.
tipo d'intelligenza del 10 agosto 1977, quando presumibilmente ho imparato a defecare nel vasetto.
tipo d'intelligenza del 27 giugno 1988 delle ore 04:47, che però a quell'ora in Italia era notte e non s'è fatto nulla.
e così via.
Che poi la mia mediocrità è lapalissiana (sto cazzo!), nel senso che non ho tempo di pensare se una cosa è intelligente mentre la sto facendo. In effetti io ho una spiccata intelligenza mediocre. Che potrebbe essere un altro tipo aggiuntivo.

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5
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Intanto vale la pena dire che deve servire a qualcosa.

Non è una scatola in cui si può sbirciare dentro per notarla, ma se sta li dentro allora va trasformata in qualcosa che è verificabile, validabile. Modelli di eccellenza vengono costruiti dai processi di questa capacità quindi il senso dell'intelligenza è ragiungere l'obiettivo "esteticamente".

Vuol dire che l'obiettivo non è l'estetica, l'astrazione non è fine a se stessa, non è intorno alla ragione ma in funzione di essa inambiguamente. Non è fare un disegno e poi descriverlo ma descrivere quello che si disegnerà, poi disegnare quello che s'è descritto e qualificare l'esatta l'aderenza.

Non genio e follia ma costante applicazione nel tempo.,.

... "esteticamente" nel contesto intellettuale se deve essere femminile. ok

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6
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
-Tra gli ultimi due post quello che più mi balza agli occhi è la dicotomia (acciderbolina!) tra il tuo "eccellenze" e il mio "mediocrità".
Forse per un puro fatto estetico. Sorriso Scemo
Quindi porrò in atto la mia intelligenza femminile, che vorrebbe essere forse più emozionale o sensoriale.
Per poter determinare quella capacità di riproduzione di un fenomeno che si suppone possa garantire una migliorabilità del sistema.
E in quanto insieme, inserire anche la capacità di assimilabilità dell'errore.
Poste tutte queste prerogative, procedere verso la predizione del futuro, ovvero l'applicabilità del progetto (o disegno divino Sorriso Scemo ).

Affibbiare all'intelligenza "multiple competenze" può forse costituire nuova dignità per l'individualità che le espleta, perché appunto, si sperimenta la funzionalità di ogni aspetto ai fini della ricerca.

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7
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
@SergioAD ha scritto:Non genio e follia ma costante applicazione nel tempo.,.

quindi nell'intelligenza temporale, oltre alla momentanea tu aggiungeresti quella permanente?
mmm... non è ancora pervenuta.

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8
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
a me non è l'intelligenza multipla ma la stupidità multipla a spaventarmi anche la cattiveria al quadrato e l'imbecillità in potenza (senza scordare la radice quadrata della deficenza) Sorriso Scemo

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9
PaperMoon
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Viandante Mitico
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10
Aleister
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Viandante Storico
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La molteplicità delle declinazioni dell'intelligenza potrebbe essere riportata a due tipologie principali. L'intelligenza convergente che è quella forma di pensiero che non si lascia influenzare dagli spunti dell'immaginazione ma tende all'univocità della risposta a cui tutte le problematiche vengono ricondotte. E l'intelligenza divergente che invece di accontentarsi della soluzione dei problemi tende a riorganizzare gli elementi fino a ribaltare i termini del problema per dar vita a nuove ideazioni.

Ma forse, dentro ed oltre questi due gruppi bisognerà guardare ad altre figure d'intelligenza per affrontare un futuro arrischiato al livellamento cognitivo. Valorizzando la versatilità di quelle cinque figure d'intelligenza di cui parla Howard Gardner nel suo: "Cinque chiavi per il futuro".
A partire dall'intelligenza disciplinare che consente di acquisire con chiari messaggi la differenza tra il vero e il falso, il reale e il fantastico, l'astratto e il concreto. Su questa base deve impiantarsi l'intelligenza sintetica capace di assemblare informazioni che provengono da più fonti in modo da pervenire ad una sintesi unitaria. Acquisita la disciplina e la capacità di sintesi resta da addestrare l'intelligenza creativa allo scopo di sollecitare risposte inesplorate, magari con il ribaltamento dei termini con cui il problema era stato originariamente formulato.
Abituando alle soluzioni inaspettate l'intelligenza creativa predispone all'intelligenza rispettosa che è tale perchè non teme e non si arrocca di fronte alla differenza e all'alterità. Infine occorre promuovere l'intelligenza etica, che non fa riferimento esclusivamente ai "principi della propria coscienza" ma si fa carico dell'esigenza della società...

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11
hakimsanai43
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sorriso
E qui c'è qualcuno che ha l'intelligenza di rispondere in modo chiaro e semplice,senza nessun"secondo me"alla domanda:"Chi sono io?"?
scratch

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lisandro
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@hakimsanai43 ha scritto: sorriso
E qui c'è qualcuno che ha l'intelligenza di rispondere in modo chiaro e semplice,senza nessun"secondo me"alla domanda:"Chi sono io?"?
scratch


Io sono la mia e la tua speranza di sapere chi io sia
Tu sei la mia e la tua speranza di sapere chi tu sia
Egli è la sua e la nostra speranza di sapere chi egli sia

-ops! c'é un inghippo tecnico.
daltronde: il tutto è più della somma delle singole parti. scratch

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13
BigBossStigazzi
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lisandro
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@Aleister ha scritto: Infine occorre promuovere l'intelligenza etica, che non fa riferimento esclusivamente ai "principi della propria coscienza" ma si fa carico dell'esigenza della società...


-E questo dovrebbe essere il fine ultimo, ma come non "spaventarsi" di fronte all'errore?

"Quando prendiamo decisioni e stiliamo progetti, agiamo come "metasistemi" che si regolano per errore controllato, ovvero impegnati ad apprendere dagli stessi sistemi che tentiamo di gestire.
L’apprendimento è una forma di adattamento, ma talvolta può prendere la forma di un’abitudine controproducente quando tendiamo a percepire solo i problemi per i quali abbiamo già pronta una soluzione. E l'abitudine ci ostacola nel riadattamento ad un cambiamento.
Tuttavia anche questo errore deve essere prevedibile.

I sistemi sono sani quando sono resilienti nei confronti dell’incertezza." cit. Post.Carbon.Cities.






Ultima modifica di lisandro il Sab 12 Gen 2013 - 0:01, modificato 1 volta

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15
Aleister
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Viandante Storico
@lisandro ha scritto:
@Aleister ha scritto: Infine occorre promuovere l'intelligenza etica, che non fa riferimento esclusivamente ai "principi della propria coscienza" ma si fa carico dell'esigenza della società...


-E questo dovrebbe essere il fine ultimo, ma come non "spaventarsi" di fronte all'errore?

"Quando prendiamo decisioni e stiliamo progetti, agiamo come "metasistemi" che si regolano per errore controllato, ovvero impegnati ad apprendere dagli stessi sistemi urbani che tentiamo di gestire.
L’apprendimento è una forma di adattamento, ma talvolta può prendere la forma di un’abitudine controproducente quando tendiamo a percepire solo i problemi per i quali abbiamo già pronta una soluzione. E l'abitudine ci ostacola nel riadattamento ad un cambiamento.
Tuttavia anche questo errore deve essere prevedibile.

I sistemi sono sani quando sono resilienti nei confronti dell’incertezza." cit. Post.Carbon.Cities.





Un'intelligenza divergente, dialogica, dialettica è in grado di ospitare i contrari, di operare una "coincidentia oppositorum" che li concepisce come complementari, discernendo la verità relativa (relazionale e dunque davvero "logica" nel suo richiamo etimologico di legheìn, di collegare..) e l'assoluta falsità di ogni contenuto (qualora si voglia porre appunto come assoluto)


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16
SergioAD

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@lisandro ha scritto:
@SergioAD ha scritto:Non genio e follia ma costante applicazione nel tempo.,.

quindi nell'intelligenza temporale, oltre alla momentanea tu aggiungeresti quella permanente?
mmm... non è ancora pervenuta.
In realtà starei rispondendo al tuo messaggio antecedente a questo.

Dicevo dove serve, altrimenti va bene tutto. A me serve che nell'ambito di una applicazione la concentrazione ci sia sempre e ciò è l'impegno costante nel tempo. Non contemplo la temporaneità intellettuale, quelle sono botte di culo evidentemente.

Allora tu hai accennato l'intelligenza emotiva ed io propongo l'intelligenza sociale che pare proprio qui il posto giuso per discuterla ed approvata.

Ma sospetto che questo messaggio venga probabilmente mal visto malgrado io non abbia nessuna intenzione malvagia.

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17
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@SergioAD ha scritto:I Modelli di eccellenza vengono costruiti dai processi di questa capacità quindi il senso dell'intelligenza è ragiungere l'obiettivo "esteticamente".


Due domande:
- i modelli di eccellenza sono culturali? Se sì, cosa modulano e cosa li modifica? Hanno uno scopo?
- In che senso il significato dell'intelligenza è raggiungere un obiettivo estetico?

@Magonzo ha scritto:
@NinfaEco ha scritto:Se ho capito bene quindi, la teoria delle intelligenze multiple non è una sola. Ne esistono molte versioni, giusto?
Che senso ha parcellizzare l'intelligenza?
è solo un tentativo di correggere la nozione ereditata da un'impostazione positivista e funzionalista, basata sull'idea di "lavoro" e la necessità di misurare per selezionare;
l'idea dei test è quella di operazionalizzare, attribuire un valore ad una nozione standard funzionalista per cui l'"intelligenza" si può solo misurare come: capacità di risolvere problemi per unità di tempo;

Solo?

Ti sei mai chiesto perchè quell'impostazione ha preso piede?
Io mi sono imbattuta per caso in autori che si ponevano il perchè di questo e di altri trend culturali in università. Mi ci sono appassionata e ho fatto tanti esami su queste cose. Mi ero resa conto di un problema che non mi ero mai posta. Mi ero sempre interrogata sulle idee, a partire dalle idee o dalle coseguenze delle idee, ma mai sul perchè delle idee. Che scema vero? Mai mi aveva sfiorato l'idea che il paradigma stesso potesse essere oggetto d'indagine nascondersi
Comunque, quanto te ne accorgi si apre un mondo e stranamente pur essendo un mondo di decostruzione, non è un mondo di distruzione. In questo caso l'onda lunga dell'impostazione positivista rimanda all'umanesimo e all'empirismo nella meccanicista.
In sintesi: scoperta dell'uomo come soggetto "artefice del proprio destino" + scoperta del cosmo come realtà materiale con proprie leggi di funzionamento, e quindi come materia manipolabile -> L'uomo artefice del proprio destino diventa individuo + abbandono di qualsiasi forma di finalismo, la realtà meccanica viene interpretata come un sistema interconnesso - > re-attribuzione di finalità al sistema meccanico, questa volta umane. Infatti essendo un meccanismo privo di finalità proprie ciò è legittimo. Essendo un sistema l'uomo puà controllarlo -> costruzione dell'idea di obiettività e oggettività in termini di misurabilità matematica ed estensione di tale idea all'uomo stesso -> iper-razionalizazzione dell'esistenza umana ed astrazione dell'uomo da se stesso
È una sintesi feroce e mutilata, ma da un'idea rapida dei fatti.
Emerge dalla storia del pensiero, poi ci sono autori che tengono in considerazione i perchè ersistenziali di questa evoluzione cioè si chiedono quali esigenze umane sostengono questo trend culturale.
In sintesi sarebbe l'esigenza di controllo ad animare questo processo, in modo non diverso da altri precedenti.
L'incroco della variabile esistenziale e di quella culturale è il luogo dove ricercare la spiegazione di questo fenomeno, per me.
Mi intrippa il nulla.... c'è poco da fare imbarazzo



naturalmente, per quanto elementari, i test presuppongono comunque una certa familiarità culturale con le forme nei quali si esprimono

Tornando a valle e abbandonando il monte.... esiste maghetto un'intelligenza che non sia culturale?
Io rispondo di no

@lisandro ha scritto:
Ho fatto anche un test...

Dove?
Lo posteresti?

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18
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:Solo?

Ti sei mai chiesto perchè quell'impostazione ha preso piede?
cerchiamo di restare wittgensteinianamente ordinati, e limitare l'oggetto:

l'"esteticamente" cui si riferiva Sergio credo si riferisse a ciò che è esteriormente percepibile e misurabile, nel contesto funzionalista di cui parlavo, ed è così che l'intelligenza è stata misurata nell'ambito culturale occidentale;

la critica sociale a qusto modello, che si suppone sovrastimare le capacità di chi ha una formazione culturale tecnico-scientifica tipicamente occidentale, ha indotto all'identificazione di percorsi diversi di intelligenza; anche perché la società opulenta richiede performances più articolate rispetto a quelle dell'Sapiens Sapiens Faber ossia l'ingegniere moderno, perciò l'arte, il pensiero laterale, le attitudini sociali, ecc...

tuttavia, queste "facoltà" sono per loro natura meno misurabili, perciò non si inseriscono davvero nel dibattito come alternative funzionali;

resta il punto centrale:
se ti trovi a dover selezionare persone in base alla performance che ti attendi da loro, che metodo usi ?
per il momento, il nostro concetto di "lavoro" e performance ottimizzata resta legato all'ipotesi che una persona sia preferibile nella misura in cui sia capace di identificare quanto più rapidamente determinati vincoli sistemici che governano una circostanza, a partire dai dati disponibili, cioè i sacchi di patate, i marinai, i calzini....

anche se le persone intelligenti annodano i calzini per colore al momento di toglierli dallo stendino; e n't'o qhulo al buio e al test

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19
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Per restare wittgensteinianamente ordinati bisognerebbe tacere (anche) in questo caso, riconoscendo che: "anche una volta ch tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono stati neppure toccati. Certo, allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa è la risposta. La soluzione del problema vita si scorge allo sparire di esso".

In ogni caso la discussione sulla molteplicità delle intelligenze e i criteri della loro misurazione evidenzia un interessante cortocircuito tra approccio psicologico e scientifico. Se infatti la psicologia riconosce nella soggettività la sua area di indagine, cosa risponde a Husserl quando osserva che "la soggettività non può essere conosciuta da nessuna scienza oggettiva?". II discorso scientifico esige infatti, per la sua costruzione, una coscienza intersoggettiva, un intelletto puro che lascia fuori di sé ogni sorta di condizionamento psicologico. Tale è il cogito cartesiano da cui prende avvio la scienza nella sua accezione "matematica" e a cui si rifà la psicologia nel suo tentativo di prodursi come scienza.
Ma qui la psicologia viene a trovarsi in una contraddizione insuperabile: se la scienza infatti può nascere solo in presenza e ad opera di un cogito depsicologizzato, se la non interferenza dello psichico è la prima condizione per la produzione di un discorso scientifico, se la soggettività empirica e individuale è proprio ciò che non deve intervenire dove l'analisi pretende di essere oggettiva, può la psicologia prodursi come scienza senza abolire se stessa?
Qui gli spazi si chiudono, non nel senso che alla psicologia resta preclusa la possibilità di prodursi in un'analisi scientifica dell'uomo, ma nel senso che, una volta che si è così espressa, la psicologia non è in grado di verificare "scientificamente" se il risultato della sua analisi è ancora l'uomo o non invece il prodotto del suo metodo che ascientificamente essa pretende di chiamare ancora uomo.

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20
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Aleister ha scritto:Per restare wittgensteinianamente ordinati bisognerebbe tacere (anche) in questo caso, riconoscendo che: "anche una volta ch tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono stati neppure toccati. Certo, allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa è la risposta. La soluzione del problema vita si scorge allo sparire di esso".
dai, Alèste, qui siamo su un forum generalista e volevo solo applicare il metodo ad un "conto della serva" semplice;

il punto è che ad un certo momento - metà XX° secolo - il metodo per operazionalizzare l'intelligenza (con i test) è divenuto politicamente controverso in quanto riproduceva schemi razzisti dell'età coloniale e positivista, come nel caso degli sudi comparati di Jensen sugli afroamericani;

così, per riforma e reazione, psicologia, antropologia, neurologia, genetica e altre scienze hanno espresso critiche al modello operazionalizzato tradizionale, anche se difficilmente l'intersezioe di queste discipline può determinare modelli di valutazione in qualche modo efficienti sotto il profilo della valutazione selettiva delle attitudini, dato che la moltiplicazione degli elementi considerati finisce inevitabilmente col creare tanti profili individuali quanto quelli dei soggetti da selezionare, e la ponderazione dei diversi elementi risulta metodologicamente problematica.

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21
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Magonzo ha scritto:


anche se le persone intelligenti annodano i calzini per colore al momento di toglierli dallo stendino; e n't'o qhulo al buio e al test


Tu hai messo le telecamere in casa mia confessalo

--------------------------

KleanaFurbo Adesso mi godo questa singolar tenzone mentale tra maschiacci....
.... non vi interromperei per nulla al mondo..... voglio proprio vedere come va a finire gattina lolpc

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22
Magonzo
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Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:
@Magonzo ha scritto:


anche se le persone intelligenti annodano i calzini per colore al momento di toglierli dallo stendino; e n't'o qhulo al buio e al test


Tu hai messo le telecamere in casa mia confessalo

ho capito: non mi reputi abbastanza intelligente da annodarli io stesso...
vabbè, vado alle terme di Bagno Vignoni, va... Sorriso Scemo

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23
SergioAD

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Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto:
@SergioAD ha scritto:I Modelli di eccellenza vengono costruiti dai processi di questa capacità quindi il senso dell'intelligenza è ragiungere l'obiettivo "esteticamente".


Due domande:
- i modelli di eccellenza sono culturali? Se sì, cosa modulano e cosa li modifica? Hanno uno scopo?
- In che senso il significato dell'intelligenza è raggiungere un obiettivo estetico?

Si lo sono. I modelli d'eccellenza sono richiesti dall'industria che investe nella ricerca e pertanto si tratta di rispondere a domande relative alla soluzione di problemi - quella voglia di individualismo mascherato da democrazia e libertà ovvero, la meritocrazia regolata dal mercato.

Ma non poteva essere altro perché la base di partenza è composta da cultura, ambiente e accesso agli strumernti. Ecco perché è necessario un livello sociale d'accesso per "essere" intelligente, ci sono dei pre-requisiti prima di essere pronti a dimostrala quando sarà richiesto.

La seconda risposta era rivolta a Lisandro riguardo l'intelligenza emotiva e femminile. La soluzione estetica però è quando essa ti appare dopo mesi di analisi ed è importante confezionalra bene ma abbiamo già detto qualcosa sull'essere e apparire. Qui i due termini sono proprio serviti insieme.

Insomma è il mondo pratico che utilizza la teoria altrimenti non serve a molto e si atrofizza.

Ah ah! Ma c'è anche una malformazione genetica che fa di un gruppo etnico più intelligente!

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24
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Interessante il rimando al significato dell'intelligenza quale raggiungimento di un obiettivo estetico. Ma il discorso non è solo finalistico in quanto più che mai urgente è il recupero della dimensione intrinsecamente estetica dell'intelligenza, della ritrovata unione tra pathos e logos, il cui "divorzio" conduce alla duplice deriva di un'intelligenza astratta e calcolante e ad un'emotività superficiale e confusa.
"Estetica" rimanda etimologicamente alla questione della sensazione ed è coestensibile all'interrogazione sul Senso. L'idea chiave potrebbe essere questa: il senso precede la sensazione e le consente di istruire la coscienza circa la capacità rivelativa dell'ordine (intelligenza) degli affetti.

L'universo di questi legami nei quali l'uomo sa e sente inestricabilmente di essere in comunicazione con il logos e il pathos (eros) della propria origine e destinazione, è appunto l'ordine del senso, l'intelligenza estetica. Questo precede la costituzione del corpo e della mente, e determina, in ogni più piccola determinazione cosciente, l'apprezzamento qualitativo dell'esistente dato. Quel giudizio senza il quale nulla si mette in moto: neppure l'istinto o la pulsione. Quell'affectus in cui la coscienza, lungi dall'essere semplicemente il riflesso di un mero apprendimento dell'ente dato, irresistibilmente si pronuncia, contro la paritetica evidenza del suo apparire, su ciò che deve essere considerato umano e ciò che non lo è.

In soldoni si tratta di riscoprire come la struttura originaria della coscienza sia connotata da una interrelazione tra aisthesis, pathos e logos, tra dischiudersi del mondo alla sensibilità risvegliata, coinvolgimento in un sentire totale in cui la ragione, il logos, non sia esaurito nella declinazione univoca di una razionalità astratta ed oggettivante ma consista nella capacità di creare legami e nessi di “senso”, appunto ed in cui il pathos non significhi unicamente la passività, la passione opacizzante ma la forza che congiunge e crea affetti degni e duraturi.

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25
lisandro
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Viandante Storico
Viandante Storico
[quote="SergioAD"][quote="lisandro"]
@SergioAD ha scritto:Allora tu hai accennato l'intelligenza emotiva ed io propongo l'intelligenza sociale che pare proprio qui il posto giuso per discuterla ed approvata.

Ma sospetto che questo messaggio venga probabilmente mal visto malgrado io non abbia nessuna intenzione malvagia.

Ma sì, pare anche a me il luogo giusto... vai avanti.
Voglio proprio vedere dove vuoi andare a parare
Sorriso Scemo

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