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Il Narcisismo: questione di punti di vista

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Il Narcisismo da un punto di vista clinico è una struttura di personalità caratterizzata da una modalità di condotta caratterizzata dall'elemento della grandiosità (nelle fantasie e nel comportamento) e da uno stile relazionale basato sullo sfruttamento dell’altro. Il Narcisista vive su un palcoscenico e relega gli altri al ruolo di spettatori sia che decida di occupare la scena , sia che si metta in disparte. Il termine, rimanda all'omonimo mito greco ma anche e da una parola greca che significa torpore ( aspetto sottolineato da Kerberg quando afferma in narcisisti non sono in grado di distinguere tra l’immagine di chi credono di essere e l’immagine di chi effettivamente sono)
 
Ma facciamo un passo indietro, per ripercorrere la storia della presa di consapevolezza delle origini e delle caratteristiche del Narcismo, nella tradizione che io conosco, quella psicoanalitica, sperando che giungano contributi differenti ad arricchirla... magari partendo da altri approcci.


Il vecchio Sigmund se ne occupa per la prima volta in “Introduzione al Narcisismo”, Siamo nel 1914 e quindi nell'epoca d'oro della teoria pulsionale, poi arricchitasi ad opera dello stesso Freud e dei suoi successori. Questo è lo sfondo teorico da tenere presente.
Sigmund parte da un'intuizione strettamente connessa all'immagine di Narciso consegnatagli dalla tradizione, ovvero il ragazzo innamorato della sua immagine e ne da una lettura in termini pulsionali: il narcisista è colui che trae una soddisfazione erotica dalla contemplazione di se. Vedendo che tale atteggiamento è frequente, Sigmun ipotizza si tratti di uno stadio dello sviluppo umano normale.
Infatti tutti noi possiamo ricevere piacere autoerotico a partire da noi stessi e da un oggetto. Ciò accadrebbe nella prima infanzia, e gli oggetti in questione sarebbero per il bambino se stesso e la madre.
Sigmund designa come primario questo tipo di narcisismo e come secondario il narcisismo che riconosce in soggetti adulti con determinati comportamenti. Mentre il narcisismo primario indica la dinamica di uno stadio evolutivo in cui l'io investe tutta la sua libido in se stesso prima di scegliere degli oggetti esterni, il narcisismo secondario indica indica un ripiegamento sull’Io della libido che verrebbe cosi sottratta ai suoi investimenti oggettuali.
Sigmud ipotizza che il progrezzo dall'investimento autoerotico a quello oggettuale non avvenga a causa di una mancanza da parte degli oggetti.
E qui Sigmund si ferma, ed occorre attendere che entri inscena Fairbairn, teoria delle relazioni oggettuali.
Secondo questo approcci l'oggetto non è solo una meta pulsionale, cioè non ha valore solo perchè consente scarica ed appagamento ma ha valore in se stesso e questo valore in un certo senso aziona il moto pulsionale della libito da noi posseduta. In parole povere: noi abbiamo bisogno di rapporti umani in modo essenziale e tali rapporti ci costruiscono.
Secondo Fairbain tutti nasciamo con un Io libidico che essendo tale cerca il contatto affettivo con gli oggetti, e poi per un trauma tale io si scinde e diviene anche anti libidico.
Queste idee sono riprese da Winnicott in Gioco e Realtà. Winicott sottolinea l'importanza di un accudimento buono ma non troppo ( funzione di holding) al fine di sviluppare un Se sicuro. Se tale condizione non sussiste il Se indosserà una maschera chiamata falso sé per evitare di essere annientato dall'oggetto rifiutante. Questa maschera è il narcisismo.
Kohut, il papà della Psicologia del Sé rielabora tutto quello che era stato detto in precedenza. Anche per lui lo sviluppo del se dipende dall'holding. Per mantenere un senso di benessere il bambino crea grandiosa ed esibizionistica del Sé. Questa immagine poi viene attribuita alla madre. In questo senso per Kohut il mantenimento del Se grandioso dipende dalla presenza di un oggetto che lo rinforzi. Poi questo Sè grandioso verrà abbrandonato, o meglio ridimensionato fino alla normalità. Se però non si concede ad esso diritto d'esistenza negandoi al se grandioso un rispecchiamento allora, si produce un arresto evolutivo ed una messa in crisi traumatica del Sé grandioso che si manifesterà, successivamente, come disturbo narcisistico di personalità.

Nel progredire dell'elaborazione il concetto di Io, è soppiantato da quello di Sè. Nessun timore, non si è estinto. Solo, inevitabilmente queste teorie essendo incentrate sulle relazioni necessitano di un idea più “calda” e ampia di quella di Io. L’Io è un luogo della topica dell'inconscio accando ad Es e Super io. Si struttura con il tempo. Il suo scopo è organizzare l'esperienza e gestire la consapevolezza. Il Sé nasce con noi ed ingloba i tre luoghi della topica ( quindi anche l'Io), insieme al nostro corpo e alla nostra persona . Ecco perchè è forse l'immagine più corretta da utilizzare quando si parla di Narcismo.


Questa è la tradizione che io conosco, con i suoi pregi e le sue carenze.
Mi piacerebbe anche conoscere altri punti di vista che integrano o criticano quello soprastante, e le vostre idee in merito.
Posto questa spataffiata per questo, e perchè mesi fa avevamo discusso un bel po' a riguardo

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Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Non sono riuscito a leggere approfonditamente il tutto. Ma ecco il test, ho ottenuto solo 23 punti, sono privo di tendenze narcisistiche...
http://www.nienteansia.it/test/test-del-narcisismo.html

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