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Ansia e despressione: la responsabilità di ciò che sentiamo di chi è?

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Meer
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Viandante Residente
Viandante Residente

Ansia e depressione sono responsabilità esclusiva di chi le prova? Chi o cosa ha la responsabilità di tali stati?

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2
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
A quanto pare sí. Questo é proprio quello che mi ha detto un terapeuta tempo fa'.
Sta a te cambiare e ce la potresti pure fare.
Il terapeuta puó aiutare a cambiare te non il mondo circostante.
Per cui se ti trasferisci in Nord Corea e ti viene la depressione e l'ansia, non é per via del contesto.
La risposta é dentro di te
Gran paraculata no?
Tu che ne pensi?

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3
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Mi vien da dire che certo ho la responsabilità dei miei gesti, delle mie azioni e reazioni, del modo in cui comunico o del possibile riversare sugli altri il malessere
e in sostanza sono "responsabile" di come me la vivo sta storia della depressione o dell'ansia

Poi per me siamo responsabili tutti di tutto e questo già di per sè depotenzia la nostra singola e unica chiamata in causa...e la parola responsabilità non mi convince, per un gioco di associazioni mi fa pensare alla colpa

@Rupa
credo invece che il contesto, la mancanza di senso e valori di una società, l'ambiente, pure lo squallore di un rione o delle cose che ci circondano eccetera eccetera possano contribuire alla depressione

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4
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
@PaperMoon ha scritto:

@Rupa
credo invece che il contesto, la mancanza di senso e valori di una società, l'ambiente, pure lo squallore di un rione o delle cose che ci circondano eccetera eccetera possano contribuire alla depressione

Ecco é esattamente quello che credo io. Si puó essere felici in Somalia e depressi in Nord Corea e viceversa.
Lottare per cambiare noi stessi e accettare una nuova cultura, il contesto...mi suona tanto metodo ludovico van.
Siamo quello che viviamo, l'essere avulso da tutto ció non esiste.

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5
Dream memories
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Viandante Residente
Viandante Residente
L'ambiente famigliare per me è determinante

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6
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Io penso che l'idea di colpa e responsabilità sia da superare.
In genere si percepisce il propblema e poi lo si indaga. Indagandolo se ne trovano le origini in esperienze vissute a cusa di altri. A quel punto c'è la fase dell'incompalmento. È triste sapere che hanno giocato con la nostra vita, magari addirittura senza saperlo. Un po' di rabbia viene. Ma il rancore è un legame. Se ci si ferma a questa fase, non si supererà mai nulla. Anche se esistesse un tribunale e una pena congrua, non saremmo mai sazi. E non esistono pene e tribunali. Nemmeno esiste un risarcimento.
Quindi la fase risolutiva subentra quando avendo capito, diventiamo responsabili di noi stessi addossandoci la responsabilità della nostra vita.
Allora saremo non più condizionati... e quindi liberi.

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7
Lostboy
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Viandante Storico
Viandante Storico
La responsabilità di ciò che sentiamo è della responsablità di ciò che sentiamo

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8
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
La psichiatria definisce il senso di colpa una iperestesia della coscienza morale, una forma di coscienziosità patologica che tormenta il soggetto fino all'ossessione. Tale coscienza, costretta alla paralisi dell'agire poichè teme di riportare una macchia nell'azione, si annida secondo Hegel in ogni visione morale del mondo che miri alla realizzazione del Bene assoluto: "Siccome si deve realizzare l'Ottimo universale, non si fa nulla di buono".

Il vespaio di contraddizioni che contraddistingue le concezioni morali universalistiche presenta una singolare affinità della coscienza riscontrabile in certe patologie psicologiche. Basti pensare alle nevrosi ossessive, dove la coazione a ripetere a oltranza dei medesimi gesti o pensieri sembra celare la spinta verso una perfezione che ogni volta si sottrae condannando il soggetto a una reiterata insufficienza (ansia). Ma la tragedia del nevrotico rivela una specie di ipertrofia della colpa, non fa che amplificare uno stato latente dell'esistenza umana connaturato alla sua finitudine.

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9
Meer
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Rupa Lauste ha scritto:A quanto pare sí. Questo é proprio quello che mi ha detto un terapeuta tempo fa'.
Sta a te cambiare e ce la potresti pure fare.
Il terapeuta puó aiutare a cambiare te non il mondo circostante.
Per cui se ti trasferisci in Nord Corea e ti viene la depressione e l'ansia, non é per via del contesto.
La risposta é dentro di te
Gran paraculata no?
Tu che ne pensi?

Che vorrei essere certa che anche la domanda sia dentro di me. sorriso
La domanda l'ha fatta nascere chi ha la colpa. No?
Come posso rispondere a domande che non mi sono posta io?
Spero di essermi spiegata imbarazzo

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10
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
ti sei spiegata benissimo...noi andiamo bene per come siamo è il resto che origina questi stati e li categorizza come ansia, depressione...e purtroppo lascia a te il compito di fronteggiarli.
questa è una seccatura immensa
sorriso

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11
Steiner

Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Per quanto riguarda la mia ristretta personale esperienza sul tema, la depressione è una crisi profonda legata al rapporto del proprio essere con la realtà.
Questa crisi , prescinde dallo stato sociale , economico, culturale del soggetto succube della crisi.

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12
Meer
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Viandante Residente
Viandante Residente

Vi rigrazio per le vostre risposte. Devo dire che su questo forum ho trovato molta sensibilità ed intelligenza nel discutere, anche se sono presenti prese in giro. Anzi, forse è per questo che non mi sembra di parlare da sola o di avere a che fare con gente che finge.


Si definisce una persona depressa quando non reagisce alla vita. A questa persona viene detto: “Ma esci vai a ballare, divertiti, reagisci”. La depressione è, in realtà, il tradimento al vero sé, un dolore lacerante che ti pervade e lentamente ti distrugge sempre di più. La cosa più grave è che, senza che te ne accorga, stai alimentando la tua autodistruzione. E’ come se qualcosa si fosse impossessato di te, impedendoti di vivere.
E’ come se ci fossero delle forze di occupazione sul terreno del tuo corpo, della tua mente e del tuo spirito che tu stessa hai creato senza saperlo, solo a scopo di difenderti.


Non sono parole mie, ma è il miglior modo di descrivere la depressione e l'ansia per come la conosco io

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13
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Fin che si parla della malinconia con le parole e i toni dell'atto consolatorio non si capisce la verità della malinconia che fa retrocedere tutte le parole all'inarticolato, all'altezza del quale c'è solo quel grido che talvolta interrompe la corazza opaca e spessa del silenzio che, massiccio, avvolge la solitudine malinconica....

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14
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Meer ha scritto:



Si definisce una persona depressa quando non reagisce alla vita. A questa persona viene detto: “Ma esci vai a ballare, divertiti, reagisci”. La depressione è, in realtà, il tradimento al vero sé, un dolore lacerante che ti pervade e lentamente ti distrugge sempre di più. La cosa più grave è che, senza che te ne accorga, stai alimentando la tua autodistruzione. E’ come se qualcosa si fosse impossessato di te, impedendoti di vivere.
E’ come se ci fossero delle forze di occupazione sul terreno del tuo corpo, della tua mente e del tuo spirito che tu stessa hai creato senza saperlo, solo a scopo di difenderti.


Non sono parole mie, ma è il miglior modo di descrivere la depressione e l'ansia per come la conosco io


Una descrizione davvero efficace

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