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Educazione psicologica di base

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1
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Non credete che rudimenti di psicologia andrebbero insegnati nelle scuole?
La sola nozione del modo in cui funziona la nostra psiche e dei principali meccanismi di distorsione nella percezione di noi stessi e della realtà, non potrebbe essere d'aiuto nel prevenire le patologie più diffuse, come l'ansia ad esempio?
Ed inoltre: cosa ne pensate dei diffusissimi manuali di "auto-aiuto" psicologico, oggi diffusissimi? La presa di coscienza di un problema può sostituire l'intervento di un terapeuta? Migliora o peggiora le cose?

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2
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
Alle prime due domande mi viene da rispondere no.
Alla prima, perché credo che il mondo della scuola sia di per sè, oramai e purtroppo, talmente incasinato e difficile, che dei corsi di psicologia (?) non potrebbero fare altro che aggiungere kaos a quello già esistente. Inoltre non credo che conoscere i meccanismi delle nostre testoline/anime, almeno in età adolescenziale, possa tornare utile per lo svolgimento della vita di tutti i giorni. Anzi, farebbe peggio. Un conto è inserire una figura d'aiuto nelle scuole, un supporto a cui rivolgersi anonimamente. Altro è mettere nella testa dei ragazzi una serie di studi - spesso in contrapposizione tra loro - magari sperando che capiscano il "perché" della loro momentanea infelicità. Per me sarebbe peggio.

Non credo nei manuali di auto-aiuto.
Ma parlo per me, magari su un' altra funzionerebbero, quindi che ci siano fa bene a chi ci crede. Se ci credi, funziona tutto.

La presa di coscienza di un problema aiuta a capire dove andiamo con la testa e cosa ci porta a vivere una situazione con più o meno enfasi.
Il terapeuta può farsi un cuore così dietro al paziente, ma se non "ti senti", non risolvi.


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3
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Gèca ha scritto:
Non credo nei manuali di auto-aiuto.
Ma parlo per me, magari su un' altra funzionerebbero, quindi che ci siano fa bene a chi ci crede. Se ci credi, funziona tutto.

La presa di coscienza di un problema aiuta a capire dove andiamo con la testa e cosa ci porta a vivere una situazione con più o meno enfasi.
Il terapeuta può farsi un cuore così dietro al paziente, ma se non "ti senti", non risolvi.



Neanche io penso che possano guarire da un problema, però prendere coscienza e capire è importantissimo. C'è un libro che ho letto, peraltro abbastanza stupido, molto divulgativo, che davvero mi ha cambiato la vita, nel senso che quella che io credevo fosse una mia vicenda unica ed irripetibile, straordinaria ed inquietante, ha assunto i toni banali - e molto più realistici - di un caso da manuale. Così ti senti meno solo, meno in colpa, meno vittima, e cominci a dare il giusto peso a certe cose. Anche saper interpretare i comportamenti degli altri, e riconoscere l'aggressività nascosta dietro certe frasi di persone care, spesso gli stessi genitori, ti aiuta a difenderti, a non farti sopraffare.

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4
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
beautiful stranger ha scritto:
Gèca ha scritto:
Non credo nei manuali di auto-aiuto.
Ma parlo per me, magari su un' altra funzionerebbero, quindi che ci siano fa bene a chi ci crede. Se ci credi, funziona tutto.

La presa di coscienza di un problema aiuta a capire dove andiamo con la testa e cosa ci porta a vivere una situazione con più o meno enfasi.
Il terapeuta può farsi un cuore così dietro al paziente, ma se non "ti senti", non risolvi.



Neanche io penso che possano guarire da un problema, però prendere coscienza e capire è importantissimo. C'è un libro che ho letto, peraltro abbastanza stupido, molto divulgativo, che davvero mi ha cambiato la vita, nel senso che quella che io credevo fosse una mia vicenda unica ed irripetibile, straordinaria ed inquietante, ha assunto i toni banali - e molto più realistici - di un caso da manuale. Così ti senti meno solo, meno in colpa, meno vittima, e cominci a dare il giusto peso a certe cose. Anche saper interpretare i comportamenti degli altri, e riconoscere l'aggressività nascosta dietro certe frasi di persone care, spesso gli stessi genitori, ti aiuta a difenderti, a non farti sopraffare.

Sì, non dubito che la lettura possa aiutare a capire certi passaggi.
Però, personalmente, mi risulta difficile non farmi sopraffare dagli eventi, da certi comportamenti e da certi atteggiamenti.
I modi in cui reagisco sono opposti, perché non conosco altre strade e , se anche le conoscessi, non sarebbe un terapeuta o un manuale ( che io odio in ogni sua pretesa ) a farmi cambiare modo di essere. Sarebbe solo un attenuare.
Ovviamente parlo per me. Penso che, bene o male, i fantasmi ce li portiamo sempre dietro. Solo che a volte li riconosciamo - come dicevi tu - altre volte non sappiamo proprio chi siano, nè se siano buoni o altro.

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5
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Si. Penso sia una buona idea. Come cultura di base ci vorrebbe.

In quanto a sostituire il terapeuta...credo di no. Gli stessi terapeuti, infatti, fanno sedute di analisi. Non sono uno specialista, ma....credo che il confronto con un altro diverso da noi sia irrinunciabile.

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6
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
purtroppo quella istituzionalizzare la consapevolezza la vedo come una strada difficilmente percorribile, anche se assolutamente auspicabile;
direi che in questo senso vale la militanza apostolico-critica di tutte le persone sensibili e interessate, per diffondere la consapevolezza e la curiosità, alleviare la solitudine e aiutare le persone care a non sentirsi incomprese e vittime;

in una fanta-dittatura però, costringerei i neo-genitori a prendere coscienza di alcune nozioni di psicologia, altrimenti contro-intuitive;

io non snobberei i manualini, soprattutto se scritti da psicologi clinici; magari in diversi casi possono essere discutibili operazioni semplificatrici e commerciali, ma la loro funzione sta nella diffusione dell'idea che "ci sia qualcosa" di cui vale la pena di sapere e che normalmente verrebbe ignorato;
oltretutto, a rigor di scienza, molti approcci che pretenderebbero di avere un profilo terapeutico di alto livello - la psicoanalisi, innanzitutto - devono a loro volta soggiacere ad una condizione di mancato riconoscimento delle loro premesse teoriche, seppure nella società godano di maggiore prestigio...

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7
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Eh..trovo sarebbe auspicabilissimo ciò avvenisse. Credo però che tale intento didattico andrebbe strutturato secondo un criterio quantomeno accorto e ciò –visto quello che accade- non è detto avvenga.
Io credo che esso: l’intento, dovrebbe articolarsi secondo il triplice obiettivo di: fornire elementi di conoscenza, favorire quella che si può definire come prevenzione primaria, suggerire spunti struttural-organizzativi per il problem-solving.

Io –ma credo di averlo già detto- senza misconoscere l'importanza di un approccio integrato, credo che a livello cognitivo (pertanto meccanismi, distorsioni e dissonanze) si giochi un’importante partita nell’assetto psichico dell’individuo, sul comportamento, e bla bla bla.
In quest’ottica, un’intervento formativo che viene effettuato nel momento in cui comincia a delinearsi la struttura razional-cognitiva dell’individuo è più che sensato.

Relativamente alla seconda domanda di b-stranger io credo che l’intervento del terapeuta sia semplicemente non sostituibile e pertanto manuali che si propongono ciò sono da scartare.
Altro discorso è un’opera informativa che può cominciare ad infondere su di una determinata questione alcuni elementi conoscitivi.
Ovvio che a tale opera non si debba chiedere (e non debba presentare) una certa esaustività descrittiva, o ancor peggio, propositiva, terapeutica. Lo scopo dovrebbe essere quello di favorire, una scintilla, una spinta, un impulso all’individuo in modo da contrastare quell’impasse che può essere generata dalla mancanza assoluta di informazioni, e che quindi -in qualche modo- può essere introduttiva all’eventuale intervento terapeutico.

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