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Cos'è la fede?

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26
Mononeurone
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Viandante Affezionato
@SergioAD ha scritto:Non sono d'accordo l'uso che si fa di questi termini è diverso. Voglio essere breve perché temo che non si legga tutto.

Trust and Faith, così ci allontaniamo dalla matrice comune.

La fiducia si basa sui risultati della vita vissuta, dai fatti storici.

La fede si basa sulle supposizioni per colmare dei vuoti nell'attesa di evidenza.

Appunto, fede è fiducia irrazionale, non basata su riscontri oggettivi.
Dal latino fides, dal greco feithe: lealtà, fiducia. Entrambe derivano dal sanscrito bandh, che significa legare.



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27
SergioAD

Viandante Storico
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Ah ah! Ok! Mononeurone.

Ho detto poi, per distinguerle bene, che una ammette il dubbio mentre l'altra no ed è quello che rende il dialogo impossibile tra fede e ragione, malgrado le indicazioni date dal penultimo papa nella sula lettera enciclica Fides et Ratio circa i rapporti complicati tra le fedi e la ragione.

Il rapporto tra fede e ragione passa attraverso la ragione per descrivere il mondo irrazionale che contiene la fede ma è una vecchia storia affrontata dalle tante separazioni e scismi che hanno fatto proliferare settori incompatibili che convivono solo attraverso il secolarismo.

Comunque erano ben distinte anche prima fede e fiducia.


Infine anche davanti alle evidenze, la fede resta incrollabile, già nella Genesi l'acqua viene descritta come elemento non creato dal Dio creatore dell'universo come indicato negli insegnamenti. E' stata forzata la fede dall'organizzazione promotrice della rivelazione senza obiettività.

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28
Mononeurone
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Infine anche davanti alle evidenze, la fede resta incrollabile, già nella Genesi l'acqua viene descritta come elemento non creato dal Dio creatore dell'universo come indicato negli insegnamenti. E' stata forzata la fede dall'organizzazione promotrice della rivelazione senza obiettività.

Appunto, è irrazionale. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che qualcuno voti sarebbe intenzionato a votare ancora per berlusconi.

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29
hakimsanai43
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rotolarsi dal ridere

Fede = recarsi in un ristorante a 5 stelle senza un soldo in tasca,
ordinare una dozzina di ostriche sperando di trovare in una di esse
una perla con cui pagare il conto.

Questa risposta non è mia ma del maestro Thailandese Achaan Chah
che è un uomo di fede.
E perchè ,se è proprio lui l'uomo di fede,ha risposto così?

scratch

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30
SergioAD

Viandante Storico
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Me lo ricordavo ateo Achaan Chah, ragionevolmente ateo. Ah ah! Non ci si può fidare più di nessuno.

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31
Faust
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32
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Non è un argomento da chiudere così, non è così semplice per conviverci.

Quelli come me tagliano corto e non ammettono fenomeni misteriosi, sparizioni, fantasmi, avvistamenti di esseri extraterrestri; oppure percezioni extrasensoriali, déjà vu, near death experience con l'aldilà, archeologia bizzarra, etc...

Ma nemmeno sappiamo con precisione e dettagli come funzionano tutte le connessioni tra corpo e mente, vedi l'effetto placebo che allevia davvero o l'ipocondria che fa stare male. Mi sono chiesto quanta gente è così, vive in questo modo.

Dove cercare le risposte? Teologia, psicologia, psichiatria; andare dall'erborista o dal farmacista - sta roba esiste, qualcuno ci ha investito e ci lavora e allora solo per questo merita attenzione, non importa quanto sia vero ma che sia creduto.

Ecco quando dico l'organizzazione, quella va mantenuta ed è il potere che è durato maggiormente nel tempo per quel che ne sappiamo. L'organizzazione farà di tutto per sopravvivere, lo ha fatto e lo farà ancora. La fede non implica l'esistenza.

Se sembra un ragionamento Buddhista? Non sono Buddhista ma questa è un'osservazione verosimile.

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33
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
A me risulta il contrario, la Fede implica l'esistenza ed è la causa stessa. La non fede è invece la negazione di tutto ed è sinonimo o equiparazione del Nulla. C'è soltanto un Vero valore nell'Universo, chi si uniforma ad esso rientra in questa Realtà, chi non lo fa, va fuori da questa realtà, si trova nel Nulla. Poi se volessimo parlare della nostra vita come esistenza, allora i termini sarebbe differenti, ma in questa prospettiva mi sembra che tutto sia già delineato.

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34
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
La non fede è invece la negazione di tutto ed è sinonimo o equiparazione del Nulla.

Così dai senso alle risposte derisorie che io non ho dato perché rispetto le persone ed ho perfino messo da parte i poveri di spirito - ma una frase come quella che ho citato sopra non dice nulla davvero, "la non fede è negazione di tutto" ed "è equiparazione del nulla". Attraverso l'Islam oppure l'Ortodossia?

Il rispetto è dovuto ma ha dei confini che sono all'interno dell'etica della reciprocità. Ma lo dice anche il Vangelo in Matteo 7,12; 22, 39 e Luca 6,31. Praticamente quello che non fanno proprio i creazionisti (che credono nella creazione) ed invece lo pretendono dagli evoluzionisti (che non credono nella creazione).

Non so quali equiparazioni si possono fare tra cose dette da cenciosi e credute con diverse interpretazioni? Forse discutendo tra Ortodossi, Evalgelici e Cattolici, per restare nell'ambito del Cristianesimo scismatico. Poi ci sono i punti di vista degli Ebrei e dei Musulani per restare nelle religioni Abramitiche. Quale?

Guarda se non ha senso questa immagine. Non è universale?


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35
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
quoto party

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36
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
La fede intesa come fiducia fondamentale prima che come adesione ad enunciati dogmatici (fides qua e fides quae) è un dato antropologico prima ancora che teologico, struttura portante di un esistere pienamente umano ed umanizzante.
Naturalmente fede in questo senso forte di fede primaria, assoluta, non sarà fede in questo e in quello, in questa dottrina, in quel concetto, in una certa opinione, in quel tale individuo. E', piuttosto, fede radicale, senza oggetto e senza nome.

E' una conoscenza intuitiva che il male è forte ma non è il più forte, che la sofferenza è universale ma non è ultimo orizzonte. Questa comprensione intuitiva è fede, è fiducia: una fiducia ampia che fa da sfondo a quell'alternarsi di piccole fiducie e piccole sfiducie che scandisce le nostre giornate; una fiducia che è fonte della forza più grande che ci è dato di immaginare: la forza di saper vivere e la forza di saper morire.

Perciò il contrario di fede non è miscredenza. Miscredenza, infatti, è soltanto un'insieme di opinioni di segno contrario a quelle che costituiscono una credenza. Il contrario di fede è invece "paura" : paura di vivere e paura di morire, mancanza di fiducia nella vita e mancanza di fiducia nella morte. E ancora: il contrario di fede sarà sfiducia in noi stessi e sfiducia negli altri....

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37
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Per massimizzazione il contrario di fede è l'assenza della stessa.

Tu mi pare, avevi citato Gianni Vattimo, io ci metto Edgar Morin e Michel Onfray e parlerei di ateologia ma non mi sembra il posto adatto e tanto meno immagino che ci sia tanto interesse alla partecipazione.

Resta pertanto, chiamala come preferisci, la normalità della "a" privativa per θεος ovvero, άθεος per indicare senza Dio. Ricordiamoci che Nasciamo senza fede altrimenti non ci sarebbe l'imprinting religioso.

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38
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Ok. Permane tuttavia un'equivocazione tra credenza religiosa e fede, che poi si prolunga in quella del tanto strombazzato rapporto tra "ragione e fede". In realtà tradotti dai più come razionalismo (loghismos e non Logos) e credenza in contenuti vari. Non si esce dallo psicologico, dall'appropriativo, dall'accidentale, in cui la stessa ragione (non solo la credenza), intesa come loghismos, appunto, rivela ad uno sguardo lucido tutta la sua infondatezza.
In realtà - e qui si entra nella metafisica speculativa da Meister Eckhart, a Spinoza sino ad Hegel, con interessanti "puntatine" nietzschiane, ma nessuno nasce senza bagagli come affermava Ricoeur - la Ragione intesa come Logos, intelletto puro (attivo), atto puro del pensare e fede coincidono in una sorta di ateismo mistico di cui il normale ateismo (critica di contenuti psicologici e psicologico essa stessa) è solo un inizio da indagare più profondamente ( e sempre il buon Federico si domandava perchè il lavoro filosofico, quel "filosofare col martello" ad un certo punto conoscesse un arresto, un rifiuto a scavare-pensare più a fondo, sino allo s-fondamento del pensiero determinato. Ovviamente la risposta che si era data consisteva nel dominio dell'utile e dell'appropriativo che da un eccessivo scavo sarebbe stato messo in gioco..).

Eppure è chiara l'equivalenza tra atto dell'intelletto - ovvero distacco e riconoscimento della parzialità e determinatezza di ogni contenuto psicologico - e fede. Fede niente affatto come credenza che, anzi, in quanto tale è messa da parte come rappresentazione oggettivistica alienante. Fede, invece, che è sempre negazione di ogni determinato e, in questo senso, negazione anche di ogni contenuto religioso. Fede che ha il senso originario e forte di fiducia - fiducia nell'assoluto (disciolto da ogni determinazione, ovunque ed in nessun luogo) - e che si esprime appunto nel distacco-ragione da ogni finitezza. Fede la cui "oscurità" non significa supina accettazione del "mistero" (orrenda ed abusata categoria ecclesiale) ma riferimento a Dio "senza immagini", fede razionale il cui esito è la presenza di Dio come nulla. Esperienza di un contatto assoluto con l'assoluto oltre ogni mediazione concettuale, idolatrica, rappresentativa, appropriativa. Infatti noi non possiamo vedere l'Uno, non possiamo avere come oggetto ciò che non è più oggetto-altro, ma costituisce invece la nostra stessa realtà.

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39
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@SergioAD ha scritto:

Così dai senso alle risposte derisorie che io non ho dato perché rispetto le persone ed ho perfino messo da parte i poveri di spirito - ma una frase come quella che ho citato sopra non dice nulla davvero, "la non fede è negazione di tutto" ed "è equiparazione del nulla". Attraverso l'Islam oppure l'Ortodossia?


Non si tratta di clamore o di derisione o di mettersi in mostra, neppure di usare slogan o paroloni.
La Fede che intendo, rappresenta non la teoria di un aldilà che forse ci sarà ma un vivere già da ora quella pienezza che esprime convinzione reale del vissuto interiore. In questo discorso è chiaro che non ci sono cattivi o antipatici o quanto altro possiamo immaginare, ma ci sono solo delle scelte. O si sceglie la vita e la si vive da subito, oppure si sceglie la non vita e allora si inizia un cammino che fisicamente ci porterà alla morte tra molti anni e che spiritualmente è già avvenuto. Nel momento in cui io rinuncio alla vita, essa se ne va. E questo non implica un atteggiamento ortodosso o sciita ma un ragionamento pratico. Lasciamo perdere i poveri in spirito e i "buffoni", parliamo di cose serie, per chi si sente tale. Non ci può essere mai offesa in una scelta, ma solo rispetto. Io rispetto chi sceglie di fare a meno della Fede ma sono libero di esprimere la mia visione della vita.

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40
Steiner

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Viandante Affezionato
La fede? un sentire personale.

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41
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Benedetto Finalitario!

I poveri di spirito non sono buffoni, è una blasfemia anche per gli umanisti come me dire così e comunque lo so bene che non era intenzionale. I poveri di spirito sono persone che non si fanno troppe domande, sono ingenui e pronti a seguirti senza problemi, hanno fede sul serio.

Quando mia madre si sposò, il prete disse che siccome aveva "accettato" il Cattolicesimo non doveva mai più entrare in una chiesa non Cattolica. Ella gli rispose male con le motivazioni che immagini ma la stessa cosa era accaduta ai suoi genitori Greca ed Armeno Ortodossi.

Solo nel 1966 Greco Ortodossi e Cattolici si sono tolte le rispettive scomuniche - hai capito? Per il filioque! Dunque per essere apostolici, evangelisti, autocefali o meno hanno fatto del male. Nel 1453 Costantinopoli cadde nelle mani dei Turchi e Roma plaudeva contenta.

Questo è quello che si fa in nome della fede. Non c'è bisogno che riempia il tema di errori contro l'umanità di questi assurdi esseri che nel caso migliore sono superstiziosi. Hai compreso che questa è l'organizzazione ed il suo sostegno attivo per opportunità - resta la "bontà".

Allora Finalitario, se la fede che manifesti tu è genuina, ingenua e aperta ma sopratutto non ti confronti con chi non l'ha, o l'ha diversa, con pregiudizi oppure neghi la possibilità di essere persone degne senza necessariamente avere fede allora, c'è qualcosa in comune.

Tornado a quello che senti tu, ci sono dei dettagli che non capisco.

@Finalitario ha scritto:Non si tratta di clamore o di derisione o di mettersi in mostra, neppure di usare slogan o paroloni.
Perché dici clamore o mettersi in mostra, slogan o paroloni? La derisione poi non è mia. Facci caso io reagisco, rispondo - se dici a me "non vita" o qualcosa di simile almeno nel foro ti rispondo. Se si tratta delle capacità espressive be' basta dare un senso compiuto a quello che si vuole dire - basta rileggersi prima di postare.

La Fede che intendo, rappresenta non la teoria di un aldilà che forse ci sarà ma un vivere già da ora quella pienezza che esprime convinzione reale del vissuto interiore.
Abbiamo descritto cos'è la fede. Se stai parlando di qualcosa di cui si hanno prove ma di cui tu non sai nulla e pertanto ti serve un atto di fede per crederci potrei risponderti come ho già fatto. Quello che indichi come fede è una tua interpretazione personale ed apparentemente non esternabile - non riesco a decodificarla questa frase mi dispiace e non capisco il confronto con chi ti legge.

In questo discorso è chiaro che non ci sono cattivi o antipatici o quanto altro possiamo immaginare, ma ci sono solo delle scelte. O si sceglie la vita e la si vive da subito, oppure si sceglie la non vita e allora si inizia un cammino che fisicamente ci porterà alla morte tra molti anni e che spiritualmente è già avvenuto.
Aiutami a comprendere la tua scelta perché stai dicendo che chi non sceglie la vita è già morto spiritualmente. La metto in positivo perché è vero che per vivere bisogna sceglierla questa vita ed anche sperare di superare le difficoltà del destino.

Nel momento in cui io rinuncio alla vita, essa se ne va. E questo non implica un atteggiamento ortodosso o sciita ma un ragionamento pratico. Lasciamo perdere i poveri in spirito e i "buffoni", parliamo di cose serie, per chi si sente tale. Non ci può essere mai offesa in una scelta, ma solo rispetto. Io rispetto chi sceglie di fare a meno della Fede ma sono libero di esprimere la mia visione della vita.
Qui ancora la stessa cosa ma non starai parlando della voglia di vivere? Questa fa parte dei nostri istinti, sopravvivenza e riproduzione che insieme si chiamano "conservazione"... senza quella moriamo tutti.

Rileggimi e dimmi se non ti sembrano buone le distinzioni che ho fatto per Mago Merlino sulle comunalità tra fede e spiritualità. Avere una vita spirituale non implica atti di fede, si? Mago Merlino ha dato un titolo all'argomento eppoi ha fatto una serie di domande alle quali io ho risposto.

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42
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
SergioAD:
siamo su due discorsi completamente differenti, che usano gli stessi terimini ma dove i signficati sono opposti.
Intanto per "povero in spirito" intendo significare un'espressione moderna che indica chi fa a meno dello spirito, quindi è "povero in spirito", dato che l'ha perso. I buffoni sono sinonimo di chi si vuol mettere in mostra attraverso termini non eleganti e volti alla derisione altrui (moderatori permettendo).
Per Fede intendo non un credo o un atto di fede ma la vera vita vissuta nella pienezza della visione e certezza di Dio come Padre.
Ciò non è esternabile ma allo stesso tempo è qualcosa a cui tutti possono attingere, per il semplice fatto che l'autore o coautore di questa Fede è presente in ciascuno. Faccio un esempio pratico, tutti nasciamo con i 5 sensi, alcuni sono già sviluppati e altri sono da sviluppare. All'inizio abbiamo tutto a disposizione per poter acquisire gli strumenti che ci serviranno nel futuro per poter interagire con l'esterno e con noi stessi.
Ora chi sperimenta la Fede, mette in pratica tutto quello che ha già in dotazione, non si inventa nulla che non abbia già, non si tratta di visioni o di miracoli o di altre cose, ma di capacità che si sviluppano, dato che ci sono delle premesse a monte. Chi non crede è come colui che pur non essendo cieco, ha gli occhi chiusi da un velo o da una mano e si ostina a rimanere in tale stato. Il non voler credere è cmq una scelta, determinata dalla volontà e non dalla predisposizione a monte. Tutti abbiamo dentro di noi il necessario per vivere da subito una vita di Fede, ma non tutti lo usano ma soprattutto lo vogliono. E questa è una libera scelta che è subordinata allo stato che ogni uomo ha, nascendo sulla terra e in condizioni come le nostre. Poi per qualcuno, queste condizioni potrebbero essere paradisiache, per altri infernali, ma qui già staremmo in altro discorso.

Edit: specifico anche che vivere una vita di Fede non consiste nel praticare una religione, o nel sottoporsi a determinati "atti" o "pratiche" meditative o inventate da checcessia. Questa vita, apparentemente ed esternamente non è dissimile da quella di un non credente, e spesso anche a livello morale ed etico. La differenza è prettamente interiore e di convizione, derivante dal vissuto spirituale stesso.

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43
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Finalitario ha scritto:SergioAD:
Per Fede intendo non un credo o un atto di fede ma la vera vita vissuta nella pienezza della visione e certezza di Dio come Padre.
Ciò non è esternabile ma allo stesso tempo è qualcosa a cui tutti possono attingere, per il semplice fatto che l'autore o coautore di questa Fede è presente in ciascuno.

Questo concetto è fondamentale. Nel momento in cui anche una sola persona, parla di vita dello spirito, resta chiaro che la possibilità e quindi la pratica, è data a tutti. Se ciò non fosse stato vero, allora, sia questa discussione o altre simili non avrebbero mai potuto essere, dato che non sarebbe esistito il terreno per poterne parlare. Si discute soltanto di quello che è possibile, certo filosoficamente è tutto possibile ma io parlo non già di filosofia, quanto di vita reale. E non credo di essere l'unico, forse sarò l'unico a fare questo discorso in un contesto forumistico, intercalato nella realtà di "La Valle dell'Eco", questo potrebbe essere vero, ma in assoluto non è questi termini, e ne ho la riprova.

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44
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
@Finalitario ha scritto:SergioAD:
siamo su due discorsi completamente differenti, che usano gli stessi terimini ma dove i signficati sono opposti.
Intanto per "povero in spirito" intendo significare un'espressione moderna che indica chi fa a meno dello spirito, quindi è "povero in spirito", dato che l'ha perso.
Povero di spirito come l'intendi tu andava descritto in modo da farlo capire ai tuoi interlocutori senza ambiguità. Io ho citato un passaggio del Vangelo e dell'uso comune e positivo che se ne fa tra creazionisti. Era importante che tu avessi inteso quel termine oltremodo specifico altrimenti...

I buffoni sono sinonimo di chi si vuol mettere in mostra attraverso termini non eleganti e volti alla derisione altrui (moderatori permettendo).
Nel dubbio che tu ti stia rivolgendo a me con questo tono, visto che stai rispondendo a me senza specificare di chi parli, non avrò bisogno dei moderatori per abbandonarti – non è la mancanza di fede che va difesa – oggi, per mia fortuna, è onere di chi afferma qualcosa portare prove.

Per Fede intendo non un credo o un atto di fede ma la vera vita vissuta nella pienezza della visione e certezza di Dio come Padre.
S'era capito benissimo e comunque si chiama “fede” e null'altro. Sia nel linguaggio comune che nei giochi mentali ed anche nelle varie lingue.

Ciò non è esternabile ma allo stesso tempo è qualcosa a cui tutti possono attingere, per il semplice fatto che l'autore o coautore di questa Fede è presente in ciascuno. Faccio un esempio pratico, tutti nasciamo con i 5 sensi, alcuni sono già sviluppati e altri sono da sviluppare. All'inizio abbiamo tutto a disposizione per poter acquisire gli strumenti che ci serviranno nel futuro per poter interagire con l'esterno e con noi stessi.
Tu hai scoperto dio per imprinting religioso il resto sono parole alle quali tu dai un senso ed io un significato – nulla di nuovo per quel poco che ho capito della mente umana. Si studia in teologia, in filosofia ed in psichiatria.

Ora chi sperimenta la Fede, mette in pratica tutto quello che ha già in dotazione, non si inventa nulla che non abbia già, non si tratta di visioni o di miracoli o di altre cose, ma di capacità che si sviluppano, dato che ci sono delle premesse a monte. Chi non crede è come colui che pur non essendo cieco, ha gli occhi chiusi da un velo o da una mano e si ostina a rimanere in tale stato. Il non voler credere è cmq una scelta, determinata dalla volontà e non dalla predisposizione a monte. Tutti abbiamo dentro di noi il necessario per vivere da subito una vita di Fede, ma non tutti lo usano ma soprattutto lo vogliono. E questa è una libera scelta che è subordinata allo stato che ogni uomo ha, nascendo sulla terra e in condizioni come le nostre. Poi per qualcuno, queste condizioni potrebbero essere paradisiache, per altri infernali, ma qui già staremmo in altro discorso.
E' così che parlate tra credenti? Pensando che chi non crede non viva appieno questa unica vita che ha? Dando più importanza all'immaginazione e forzando la realtà sulla base di quella? Quali condizioni? Le tue condizioni sono relative rispetto alle mie, rispetto ad altri credi, rispetto ad altre culture – pensa che secondo il popolo eletto del vecchio testamento tutti gli altri sono animali parlanti. Tutto è relativo e ci vuole studio e tempo per conoscere gli altri.

Edit: specifico anche che vivere una vita di Fede non consiste nel praticare una religione, o nel sottoporsi a determinati "atti" o "pratiche" meditative o inventate da checcessia. Questa vita, apparentemente ed esternamente non è dissimile da quella di un non credente, e spesso anche a livello morale ed etico. La differenza è prettamente interiore e di convizione, derivante dal vissuto spirituale stesso.
Molto personale ed assolutamente non condivisibile dai creazionisti se non in un'ottica New Age.


Mi sono deciso a risponderti dopo questa tua precisazione.

Questo concetto è fondamentale. Nel momento in cui anche una sola persona, parla di vita dello spirito, resta chiaro che la possibilità e quindi la pratica, è data a tutti. Se ciò non fosse stato vero, allora, sia questa discussione o altre simili non avrebbero mai potuto essere, dato che non sarebbe esistito il terreno per poterne parlare. Si discute soltanto di quello che è possibile, certo filosoficamente è tutto possibile ma io parlo non già di filosofia, quanto di vita reale. E non credo di essere l'unico, forse sarò l'unico a fare questo discorso in un contesto forumistico, intercalato nella realtà di "La Valle dell'Eco", questo potrebbe essere vero, ma in assoluto non è questi termini, e ne ho la riprova.
Quello che per te è fondamentale per l'apostata è trascurabile. La vita dello spirito è indimostrata è la confusione dei sogni con la realtà. Le discussioni si fanno quando c'è un invito e questo viene accolto, infatti mica partecipano tutti, per ora siamo in due. Non ho capito cosa intendi per discutere di ciò che è possibile o quando affermi che filosoficamente tutto è possibile? Il forum è virtuale e dai temi che prevalgono in questo momento pare sia impostato sul sesso, la psicologia e le personalità individuali.

In chiusura, se tu vai in estasi cercando e trovando dio con la meditazione va bene ed è comprensibile ma, se tu dai del cieco o qualsiasi qualificazione denigrante ad altri ebbene sarebbe normale pagarti con la stessa moneta.

Per la precisione le reazioni possibili sono.

Avete attribuito a dio il diluvio universale per il quale dite che di tutto il genere umano s'è salvata un'unica famiglia, anzi di ogni essere vivente sulla terra! Parlate di amore mentre lo temete come la morte e sperate che vi risparmi le sue ire - cedete ad ogni tentazione per la quale dite di peccare.

Se esistesse sarei il suo massimo antagonista e nemico mortale. Se esistesse sarebbe colpevole di ogni cosa che non funziona, per la quale falsamente parlate di libero arbitrio mentre minacciate chiedendo di avere timore. Qual'è il padre che farebbe questo ai suoi figli? Un mostro malato che promette sangue e dolore in vita e gioie e onori dopo la morte!

Nessuno tornerebbe in quel paradiso, creazionisti ed evoluzionisti che siano. Pillola blu o pillola rossa? Sfido che l'uomo sceglie la rossa, come ha sempre fatto.

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SergioAD
Tu hai scoperto dio per imprinting religioso il resto sono parole alle quali tu dai un senso ed io un significato – nulla di nuovo per quel poco che ho capito della mente umana. Si studia in teologia, in filosofia ed in psichiatria.
____________

Ho letto fino a qui e mi è bastato, se vuoi dialogare con gli altri, diversi da te non gli puoi mettere in bocca quello che ti sei imparato sui libri. Quindi capitolo chiuso.

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46
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Bene che l'abbia compreso giovanotto. Quello che frulla nella tua testa tu non riesci ad esternarlo ma non pensare che l'abbiano tutti.

Per far valere le cose indimostrabili ci vogliono menti predisposte, menti a cui serve l'illusione e menti che le sanno vendere le illusioni.

Va a tuo vantaggio che non le sai vendere, vivile al meglio ed io sono contento per te. Bene anche che tu non abbia letto il resto del post.

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Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@SergioAD ha scritto:Bene che l'abbia compreso giovanotto. Quello che frulla nella tua testa tu non riesci ad esternarlo ma non pensare che l'abbiano tutti.

Per far valere le cose indimostrabili ci vogliono menti predisposte, menti a cui serve l'illusione e menti che le sanno vendere le illusioni.

Va a tuo vantaggio che non le sai vendere, vivile al meglio ed io sono contento per te. Bene anche che tu non abbia letto il resto del post.

Invece ti dico male per 4 volte.
Male perché non sono un giovanotto, (ma grazie lo stesso sorriso )
Male perché non riesci a capire quello che dico o lascio intendere (non tanto per il limite ma per la prospettiva che ti si aprirebbe)
Male perché pensi che ciò sia illusione e ti affideresti a certe menti e non altre, per farle vendere...
Male perché ti stai illudendo che si tratta di vendere e che tu solo saresti un buon venditore no

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48
SergioAD

Viandante Storico
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Dal basso per comodità,

Cosa pensi che io sta vendendo? Ma davvero! Se dovessi scrivere un libro per negare dio allora si che occuperei il mio tempo a promuoverlo in un modo o nell'altro. Avevo già detto che io faccio ingegneria, sono un tecnico puro e sarei un pessimo venditore - i sistemi che realizzo si quelli sono venduti ma non da me.

Le Organizzazioni religiose sono ricche, molto ricche!

Ma se avessi letto quello che ho scritto accetteresti che esistono persone diverse da te e che hanno avuto esperienze diverse!

Sei un giovanotto per il modo di ragionare semplice (genuino ma non diretto) io sono del 1954 e penso di avere esperienze di vita dirette e indirette difficili da confrontare perfino con quelli dell'olocausto.

Sono appassionato della vita ed un convinto umanista di stampo Marxista.

Chi mi da dello cieco non vede oltre le proprie convinzioni, chi lo fa è superficiale - dici che non dovevo reagire? Aspetta che inserisco una smiley anche io sorriso

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Ho capito, mi arrendo inizio a sorridere

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SergioAD

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Viandante Storico
Ma direi che non sei mai entrato in partita, se posso usare questo termine. Lo sto dicendo per quei pochi che avranno letto oltre che a te.

Per conto mio ho cercato di rispondere ad ogni singolo punto, ho fatto domande dove non ho compreso e sono stato politicamente coretto.

Sono cresciuto in una atmosfera cristiana e so interpretare lo stereotipo ma essendo nato e cresciuto in Africa potevo non capire proprio nulla.

Come se ti parlassi di Shango, Bumba, Elegua o Eshu, dicendoti che sono divinità incazzate, "all extremely dissatisfied with their creations".

Tutta roba che vuole fede per esistere.

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