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Narciso ed Eco

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
È un mito a cui sono molto legata. Stendiamo un velo pietoso sul perchè. Sappiate soltanto che non è da me avventurarmi sull'Olimpo, ben consapevole di "essere umana, e mai troppo umana"

Narciso era un ragazzotto piuttosto belloccio. Era figlio di una Ninfa del resto.
Un veggente, tal Tiresia ( menagramo come tutti i veggenti, ad eccezione delle cartomanti di Telelombardia) profetizzò che sarebbe vissuto a lungo solo se non si fosse mai guardato allo specchio.
Così avviene fino ad una certa età, ma gli altri che potevano vederlo lo amavano follemente, una vera e propria isteria di massa a cui non si sottrae la ninfa Eco.
Ninfa Eco era già stata punita da Era perchè era molto abile nel raccontare storie, favole sopratutto e il suo parlare sapeva essere così accattivante da distrarla a tal punto da farla dimenticare di tener d'occhio le sciacquette che suo marito era impegnato a ripassarsi. La punizione consiste nel privarla della sua dote, cioè il saper parlare, condannandola a ripetere in eterno le ultime partole dette da altri senza poter dire nulla di proprio.
Narciso respinge bruscamente Eco trovando assurdo quel suo fare eco alle ultime cose che lui diceva.
Artemide che assiste alla scena decise che è il caso di dargli una regolata e gli fa incontrare tramite uno stagno lo specchio da cui si era tenuto fino a quel momento lontano.
Narciso si vede riflesso, e anche lui come mezza Grecia non può resistere alla propria bellezza. Purtroppo però non riesce a baciarsi perchè nell'avvicinarsi allo specchio d'acqua l’immagine del suo viso scompariva. L’amore gli veniva concesso e negato, Narciso si struggeva per il dolore ma insieme godeva del tormento ben sapendo che almeno non avrebbe tradito se stesso. Cosi morì, alcuni sostengono d’inedia, altri dicono che si trafisse il petto con una spada, altri ancora dicono che affogò comunque si trasformò in un fiore il narciso.

Tutto questo fu usato contro di me, ed in realtà era una feroce auto diagnosi. Ah... che disastro se si usa la chiave di lettura sbagliata. Pensi di aprire la porta della dispensa e ti ristrovi nel cesso. rotolarsi dal ridere
Comunque....
...bella storiella. Vediamo di farci sù due parole... se vi va.
Chi è Narciso?
Chi Eco?
Chi è l'immagine riflessa?
Chi è lo stagno?
Insomma, io ne ho di cose da dire. Voi?
Qualsiasi osservazione ci sta YES

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2
Pazza_di_Acerra
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Sleep Sleep

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3
NinfaEco
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Che pippa che sei... e spremi un po' quella prugna che ti fa da riempimento alla scatola cranica... o di questo passo non ti farà più da contappeso al culo rolleyss


( va bene così? sono credibile come stronza? rotolarsi dal ridere )

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4
Pazza_di_Acerra
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@NinfaEco ha scritto: Qualsiasi osservazione ci sta YES

pat facepalm

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5
Mononeurone
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Viandante Affezionato
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Posso avere un cheese burger?

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6
NinfaEco
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Ritiro ciò che ho detto.


Ci sta quasi qualsiasi osservazione.



E sbattetevi un po' cavolaccio rotolarsi dal ridere


( Faccio paura eh ? eh? festa )

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7
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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Secondo me lo stagno simboleggia il ventre materno, Narciso il pene di Dudù e Eco la Ninfaeco...

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8
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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@Pazza_di_Acerra ha scritto:Secondo me lo stagno simboleggia il ventre materno, Narciso il pene di Dudù e Eco la Ninfaeco...

Leggerti mi consola sempre circa il mio stato mentale.

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9
Pazza_di_Acerra
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Invece, l'immagine riflessa riflette (appunto) il complesso edipico ella Ninfa o, forse, la smania erettile di Dudù, ma qui le scuole di pensiero divergono... fischio

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10
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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sad Ma cristo perchè sono amica di questa qui

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11
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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@NinfaEco ha scritto: sad Ma cristo perchè sono amica di questa qui

Perché gli opposti si attraggono, cara lei... fischio

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12
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
urgono nuovi input...una campagnia pubblicitaria, per esempio

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13
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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cioè?

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14
Rupa Lauste
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Viandante Storico
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ma voglio dire...
non é meglio la storiella di Oscar Wilde?
narciso
le oreadi
ecc ecc

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15
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Non la so, me la racconti?

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16
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Quando Narciso morì, lo stagno del suo piacere si mutò da una tazza di dolci acque in una tazza di lacrime salse e le Oreadi vennero piangendo attraverso i boschi per cantare allo stagno e confortarlo. E quando videro che lo stagno s’era mutato da una tazza di dolci acque in una tazza di acque salse, sciolsero le verdi trecce dei loro capelli e gridarono verso lo stagno e dissero:

Noi non ci meravigliamo che tu pianga tanto Narciso, perché egli era davvero bellissimo -
Ma era bello Narciso? - disse lo stagno.
Chi potrebbe saperlo meglio di te? - risposero le Oreadi.
Ci passava sempre davanti, ma cercava te e si stendeva sulle tue rive e guardava dentro di te e nello specchio delle tue acque specchiava la propria bellezza. -
Allora lo stagno rispose: - Ma io amavo Narciso perché, mentre egli se ne stava disteso sulle mie rive e mi guardava, nello specchio dei suoi occhi io vedevo sempre specchiata la mia bellezza-

Poesie in prosa, il discepolo, Oscar Wilde
inizio a sorridere

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17
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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E' l'anello mancante del mito, per come lo vedo io.
Lo stagno è chi adora Narciso, cioè chi se ne innamora ricavando un tornaconto dal legarsi ad un narciso.

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18
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Bella vero?!! rotolarsi dal ridere
l'avevo dedicata alla mia ex quando ero un giovincello idealista e anche un po' kitsch!
lei mi disse...e quindi?
ecco fortunatamente é la mia ex.
buuuuuu!!!
sad sad

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19
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Per fortuna Rupone, per fortuna... se ci interessa così poco il mondo interiore di un altra persona, l'avventura che si può condividere insieme è breve, povera e noiosa



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20
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@NinfaEco ha scritto:Per fortuna Rupone, per fortuna... se ci interessa così poco il mondo interiore di un altra persona, l'avventura che si può condividere insieme è breve, povera e noiosa




Ma smettila, pettegolaccia moralista da due soldi! rolleyss

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21
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Mi sono tornati tra le mani alcuni libri di Hillman e posto qui perchè comunque sempre del mito si parla

Ma l'amore non ha anche un fondamento narcisistico?..........(L. P.)

Perchè mischiare il soggettivismo autoerotico con uno dei più importanti e potenti miti dell'immaginazione? Pensi soltanto a quanti scrittori, pittori e poeti si sono ispirati a Narciso, e a quanti filosofi, compreso Plotino. Confondere Narciso con il narcisismo uccide un certo tipo di amore, l'amore delle immagini. Per entrare nell'immaginazione, o semplicemente per immaginare, bisogna desiderare l'immagine in sé, senza preoccuparsi della sua provenienza o del fatto che potrebbe essere l'immagine di qualcos'altro. L'immagine è la realtà. Narciso si china verso l'immagine, sull'immagine e nell'immagine: non è prigioniero dei suoi stessi sentimenti, del suo Sé. Si dimentica di sé, del suo soggettivismo: altro che narcisismo! E' l'immagine a riempire la sua coscienza, il suo desiderio. Invece, il modo in cui il concetto di "narcisismo" è usato in psicologia è un'altra aggressione razionalista all'immaginazione e al mito stesso, che ha implicazioni terribilmente profonde sulla riflessione, la risonanza e l'eco, la passione fisica per l'immagine, la devozione all'immagine, la bellezza e la morte... Narciso dona la sua intera vita a un'immagine. Ma la psicologia è terrorizzata da Narciso. Vorrebbe che nessuno amasse con tutto il cuore le immagini e le considerasse reali. E' risoluta a impedire che l'amore sia immaginale.
Il mito è abbastanza radicale, abbastanza drammatico, per risultare utile in campo patologico, ma questo non significa che il mito sia semplice patologia. Tutte le grandi narrazioni e le figure mitiche sono utili alla visione delle nostre patologie umane, ma il cammino opposto, il cammino dalla versione umana di queste patologie a una corrispondente patologia dentro il mito, è una distorsione umanistica.
Narciso non è semplice narcisismo. Il termine "narcisismo" vede l'amore nel mito totalmente secondo la prospettiva secolare e normale della salute mentale, lasciandosi sfuggire la sottigliezza del mito, la sua tematica di redenzione. Se riuscissimo a entrare davvero in questa figura, capiremmo come l'amore agisca nella mente che immagina e come la psiche agisca nel soggetto: attraverso le immagini e l'amore di esse.
(J. H.)

da Il linguaggio della vita. Conversazioni con Laura Pozzo di J. Hillman

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22
Lostboy
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Viandante Storico
Viandante Storico
Chi è Narciso?
L'unico uomo al mondo morto di autoerotismo

Chi Eco?
L'unica donna al mondo che per farla stare zitta basta non parlare

Chi è l'immagine riflessa?
Dipende da chi si specchia

Chi è lo stagno?
Stagno (elemento)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lo stagno è un elemento chimico nella tavola periodica che ha simbolo Sn e numero atomico 50. Questo metallo di post-transizione argenteo e malleabile, che non si ossida facilmente all'aria e resiste alla corrosione, si usa in molte leghe e per ricoprire altri metalli più vulnerabili alla corrosione. Lo stagno si ottiene soprattutto dalla cassiterite (un minerale in cui è presente sotto forma di ossido) e dalla stannite.
Caratteristiche

Lo stagno è un metallo malleabile e duttile bianco argenteo, con una struttura cristallina particolare che provoca uno stridio caratteristico quando una barra di stagno viene piegata (il rumore è causato dalla rottura dei cristalli): se riscaldato, perde la sua duttilità e diventa fragile. Questo metallo resiste alla corrosione da acqua marina, da acqua distillata e da acqua potabile, ma può essere attaccato da acidi forti, da alcali e da sali acidi. Lo stagno agisce da catalizzatore in presenza di ossigeno disciolto nell'acqua, che accelera l'attacco chimico.
Forme allotropiche

Lo stagno solido a temperature normali ha due forme allotropiche. Sotto i 13,2 °C è stabile la forma allotropica alfa, detta stagno grigio, che ha una struttura cristallina cubica molto diversa dal silicio e dal germanio. Sopra la temperatura limite di 13,2 °C invece è stabile la seconda forma allotropica, stagno beta, detto anche stagno bianco con una struttura cristallina tetragonale.

Stagno alfa: densità 5,769 g/cm-3; numero di coordinazione 4

Stagno beta: densità 7,265 g/cm-3; numero di cordinazione 6

Se raffreddato da solido, lo stagno bianco si riconverte lentamente nella forma allotropica alfa, un fenomeno noto come peste dello stagno che viene favorito da impurità di alluminio e zinco presenti nel metallo: per impedire questa trasformazione vengono aggiunte allo stagno puro piccole quantità di antimonio e bismuto.
Applicazioni

Lo stagno si lega facilmente col ferro ed è stato usato in passato per rivestire piombo, zinco e acciaio per impedirne la corrosione.
I contenitori, lattine e scatolette, in banda stagnata (lamierino di acciaio stagnato) sono tuttora largamente usati per conservare i cibi, un uso che copre gran parte del mercato mondiale dello stagno metallico. Oltre alla forma metallica trovano largo impiego industriale diversi dei numerosi composti, organici ed inorganici, dello stagno IV.

Altri usi:

Alcune importanti leghe dello stagno sono: il bronzo nelle sue varie formulazioni (come la lega campanaria e il bronzo fosforoso), il metallo di Babbitt, leghe die casting, il peltro, la lega da saldatore, il princisbecco e il White metal.
Il sale di stagno più importante è il cloruro di stagno, che si usa come agente riducente e come mordente nella stampa calico. Quando dei sali di stagno vengono spruzzati sul vetro, si forma un rivestimento elettricamente conduttivo: questo fenomeno viene sfruttato nella fabbricazione di pannelli luminosi e per frangivento antighiaccio.
Il vetro delle finestre è molto spesso fabbricato raffreddando il vetro fuso facendolo galleggiare sopra una massa di stagno fuso, per ottenere una superficie piatta (è il famoso processo Pilkington).
Lo stagno si usa anche nelle saldature per unire tubi di piombo ed entra nella composizione delle più diffuse leghe per saldatura utilizzate per componenti e circuiti elettronici, in leghe per bronzine, nella fabbricazione del vetro e in una vasta gamma di processi chimici.
Fogli di stagno (carta stagnola) erano un imballaggio per cibo e medicinali (ormai sono stati soppiantati da sottilissimi fogli di alluminio laminato).
Composti dello stagno si usano nelle vernici antivegetative con cui è dipinta l'opera viva delle navi, per impedire il proliferare di alghe, crostacei e molluschi su di essa.

Lo stagno diventa superconduttore al di sotto dei 3,72 K: è stato uno dei primi superconduttore scoperti (il primo è Hg allo stato solido), e l'effetto Meissner, una delle caratteristiche dello stato di superconduttività, è stato osservato per la prima volta in cristalli superconduttori di stagno. La lega niobio-stagno Nb3Sn è usata commercialmente per fabbricare cavi per magneti superconduttori grazie all'alta temperatura critica (18 K) e l'alto valore critico di campo magnetico (25 T). Un magnete superconduttore di un paio di kilogrammi di massa può generare lo stesso campo di un magnete convenzionale pesante molte tonnellate.
Storia

Lo stagno (dal latino stannum) è stato uno dei primi metalli ad essere scoperto, e fin dall'antichità venne intensivamente usato per il suo effetto come legante del rame, di cui aumenta di molto la durezza e le doti meccaniche formando la lega nota come bronzo, in uso fino dal 3500 a.C. L'attività di estrazione mineraria dello stagno iniziò presumibilmente in Cornovaglia e a Dartmoor in età classica: grazie ad esso queste regioni svilupparono un fitto commercio con le aree civilizzate del Mar Mediterraneo. Lo stagno puro non venne usato in metallurgia fino al 600 a.C.

Nel 1900 la Malesia produceva la metà di tutto lo stagno a livello mondiale; l'estrazione vi ebbe inizio dopo che nel 1853 l'Inghilterra soppresse l'imposta su questo metallo.

In epoca moderna l'alluminio ha soppiantato alcuni usi dello stagno, ma il termine stagnola è ancora, a volte, impropriamente usato per ogni metallo argenteo in forma di fogli sottili.
Abbondanza

Circa 35 paesi nel mondo hanno miniere di stagno in attività, e praticamente in ogni continente c'è un importante produttore di stagno. Lo stagno metallico si produce riducendo il minerale con carbone in una fornace a riverbero. L'elemento stagno è relativamente scarso nella crosta terrestre, con una abbondanza relativa di circa 2 ppm, a paragone con le 94 ppm per lo zinco, le 63 ppm per il rame e le 12 ppm per il piombo. La maggior parte dei giacimenti di stagno del mondo sono di natura alluvionale, e metà di essi è nel sudest asiatico. L'unico minerale importante dal punto di vista estrattivo è la cassiterite (SnO2), ma piccole quantità di stagno si possono ottenere anche da solfuri complessi come stannite, cilindrite, frankeite, canfieldite e teallite.
Composti
Ossidi

Diossido di stagno

Composti organometallici
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce stannani.
Isotopi

Lo stagno è l'elemento con il maggior numero di isotopi stabili, dieci; questi comprendo tutti quelli con le masse atomiche fra 112 e 124, ad eccezione di 113, 121 e 123. Di questi, quelli più abbondanti sono 120Sn (almeno un terzo di tutto lo stagno), 118Sn e 116Sn, mentre quello meno abbondante è 115Sn. Gli isotopi che possiedono numeri atomici pari non hanno spin nucleare, mentre quelli dispari hanno uno spin di +1/2. Lo stagno, insieme ai suoi tre isotopi più comuni 115Sn, 117Sn e 119Sn, è tra gli elementi più facili da rilevare e analizzare mediante la spettroscopia NMR, e i suoi spostamenti chimici sono raffrontati rispetto allo SnMe4.[1][2]

Si pensa che questo ampio numero di isotopi sia un risultato diretto dello stagno che possiede un numero atomico di 50, che nella fisica nucleare è un "numero magico". Ci sono 28 isotopi instabili aggiuntivi che sono noti, che abbracciano tutti quelli rimanenti con masse atomiche tra 99 e 137. A parte lo 126Sn, che ha un'emivita di 230.000 anni, tutti gli isotopi radioattivi hanno un'emivita di meno di un anno. Lo 100Sn radioattivo è uno dei pochi nuclidi che possiedono un nucleo "doppiamente magico" e fu scoperto in tempi relativamente recenti, nel 1994.[3] Altri 30 isomeri metastabili sono stati caratterizzati per gli isotopi tra 111 e 131, il più stabile dei quali essendo lo 121mSn, con un'emivita di 43,9 anni.
Precauzioni

Le piccole quantità di stagno che si possono trovare nei cibi in scatola non sono dannose per gli esseri umani. Però, i composti trialchilici e triarilici dello stagno sono biocidi, e devono essere maneggiati con molta attenzione.
Note

^ Soltanto H, F, P, Tl e Xe hanno una ricettività più alta all'analisi NMR per i campioni contenenti isotopi nella loro abbondanza naturale.
^ Interactive NMR Frequency Map. URL consultato in data 5 maggio 2009.
^ Walker, Phil (1994). Doubly Magic Discovery of Tin-100. Physics World 7 (giugno).

Citazioni letterarie

Allo stagno è dedicato uno dei racconti de "Il sistema periodico" di Primo Levi.
Viene citato in "Oceano Mare" di Alessandro Baricco, quando lo scrittore (parlando in prima persona) descrive la situazione dei naufraghi sulla zattera, che "si tenevano pezzi di stagno sotto la lingua per resistere alla sete"

Bibliografia

Francesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento, proprietà, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993. ISBN 88-7975-077-1
R. Barbucci, A. Sabatini, P. Dapporto, Tavola periodica e proprietà degli elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998. ISBN 88-1020-000-0

Voci correlate

Consiglio internazionale dello stagno
Solfato stannoso
Stagno nativo

Altri progetti

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Collegamenti esterni

(EN) Los Alamos National Laboratory – Tin
(EN) WebElements.com – Stagno
(EN) EnvironmentalChemistry.com – Stagno

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