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Stress psicologico: alla ricerca delle cause e dei rimedi

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1
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Il termine stress, tradotto dall'inglese, significa "pressione" (o "sollecitazione"), ed è stato introdotto per la prima volta da Hans Seyle nel 1936 per indicare la "spinta a reagire, mediante l'adattamento, esercitata sull'organismo".
Lo stress infatti è un meccanismo naturale di difesa del corpo e della mente.
Lo avreste mai detto?
Senza lo stress non è possibile vivere in quanto esso ci permette di affrontare in modo efficace e con prontezza una determinata situazione.
Il problema subentra quandi, sia di fronte ad un vero pericolo fisico che ad un pericolo immaginato e/o temuto, mente e corpo reagiscono nello stesso modo, ovvero mettono in atto tutta una serie di meccanismi fisiologici atti a garantire un'efficace risposta di adattamento.
Si parla di stress psicologico in questi casi, cioè quando le richieste ambientali e non, superano le nostre risorse percepite.
A quel punto, lo stress diventa uno stato di eccitazione e di tensione continua e sgradevole causata da un compito o una richiesta a cui non sappiamo se siamo effettivamente in grado di rispondere.

La domanda che mi pongo è perchè questo accada, perchè cioè la risposta ansiogena venga generalizzata da alcuni soggetti assumendo queste caratteristiche.
Qual'è la vostra opinione in merito?
Avete qualche esperienza di stress psicologico?
In che occasione si è manifestato e come lo avete sconfitto?
In generale come gestite lo stress?



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2
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Mi capita ogni tanto di essere sotto stress: me ne accorgo dalla dificoltà ad addormentarmi e dai frequenti risvegli di soprassalto con un colpo contrattivo al diaframma. Poi un senso di tensione generalizzata e il rifiuto per il caffè.

Le cause non sono solitamente evidenti. Se tutto rimane in limiti accettabili mi basta dare un drastico taglio al caffè e assumere qualche tintura madre di erbe adatte. Se invece non risolvo entro un certo lasso di tempo allora vado dal mio esperto di medicina tradizionale cinese, il migliore della mia regione, e mi faccio mettere gli aghi.

Dopo avermi auscultato i "soffi" dei polsi e osservato la lingua e le caratteristiche fisiche del momento mi dà la cura per il fegato: un compositum liquido di cardo mariano e altre erbe da assumere al mattino, una dieta rigida con esclusione assoluta di alcuni elementi, un trattamento di agopuntura a cadenza settimanale.

Termine un certo numero di sedute e tutto va in equilibrio: via l'ansia, l'insonnia, la reattività.

Il fegato è il mio punto debole e accade che lo stress spesso sia solo una spia che concomita con un altro disturbo che sembra non entrarci niente mentre invece proviene dalla stessa causa.

Il trattamento di agopuntura consta in circa una venticinquina di aghi che mi vengono infissi profondamente in punti strategici del corpo (meridiani). il solo svantaggio è che di frequente mi lasciano l'ecchimosi.



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3
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Mi dispiace che tu risenta così fortemente dello stress. Oltre ai rimedi contenitivi, come quelli a cui ricorre sarebbe forse opportuno riflettere su questo stress.
Cosa lo occasiona?
Hai sempre avuto lo stesso tipo di vulnerabilità alle medesime situazioni?
Comprendendo questo forse puoi avvicinarti alle sue cause profonde destrutturando questo tipo di risposta.
Se vuoi possiamo parlarne.

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4
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
victorinox ha scritto:
In generale come gestite lo stress?
Tavor.


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5
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
victorinox ha scritto:Mi dispiace che tu risenta così fortemente dello stress. Oltre ai rimedi contenitivi, come quelli a cui ricorre sarebbe forse opportuno riflettere su questo stress. Cosa lo occasiona? Hai sempre avuto lo stesso tipo di vulnerabilità alle medesime situazioni? Comprendendo questo forse puoi avvicinarti alle sue cause profonde destrutturando questo tipo di risposta. Se vuoi possiamo parlarne.

Non mi sembra che il mio risentimento allo stress sia così eccessivo. In realtà non vi sono cause visibili e macroscopiche da correggere. La mia vita è normale e a parte qualche disarmonia familiare del tutto di ordinaria amministrazione io non rilevo altro.

I miei disturbi sono di tipo leggero e del tutto sostenibili nel quadro della mia vita. Se ho scelto la medicina cinese al posto di un qualunque sedativo chimico è perchè mi piace servirmi di una medicina che comprenda una scienza delle cause (cosa che non esiste nella nostra medicina occidentale) e in base a questa scienza offra una visione assai più ampia del problema. E' in questa ottica che il medico è giunto all'organo "fegato" come origine di tutto. E infatti nel corso dell'anamnesi ho rilevato che nella mia vita io ho sempre presentato i disturbi tradizionalmente legati alle disarmonie energetiche di quest'organo ignorando l'approccio tradizionale e i suoi assunti.

Avessi avuto prima certi input mi sarei evitata una serie nutrita di problematiche. Ma è interessante che l'ultima volta che mi sono rivolta al medico tradizionalista cinese per un problema particolare che nessuno riusciva a risolvermi, costui dopo aver formulato la diagnosi cinese mi abbia detto di un "sentimento" che avrebbe provocato da lontano tutto questo...un sentimento, una sensazione personale che, legandosi all'organo fegato, avrebbe provocato la mia reazione fisica. Estremamente interessante perchè era vero: quella sensazione precisa c'era stata.

E dunque....sentimento- legame con l'organo-produzione di Fuoco-Fuoco che diviene Vento e si alza a colpire il bersaglio situato nella parte altra del corpo.

Un approccio del tutto diverso e sconosciuto alla nostra cultura occidentale. Per cui quando oggi noi diciamo "stress" pronunciamo una parola in realtà vuota che dev'essere riempita di contenuti molto variegati.

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6
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Io non ho rimedi. Sono una vittima dello stress.
A volte però ne ho fatto un'ottimo uso: un'adrenalina continua che mi permetteva di fare moltissime cose e che richiedeva qualche ora di palestra per scendere a livelli accettabili.
In alcuni periodi invece non sono riuscita a farne un'uso positivo e allora la carica d'ansia ha un effetto auto stancante, spinge al fumo e all'inattività... o all'attività simulata ad esempio il farsi paranoie o fare castelli di cose da fare eternamente rimandate tanto per schiacciarsi con la sensazione che tanto non si riuscirà a fare un tubo.
Nei momenti in cui prevale l'uso positivo, infondo solo i veri problemi pesano. Nei momenti in cui non ci riesco qualsiasi cosa o anche l'assena di ogni cosa è un problema.
La differenza sta nel mio livello di autostima e da quanto sono soddisfatta della mia vita.
La presenza di uno stress di fondo deriva da come sono fatta, il che vuol dire dalla mia storia iniziata con un'imprinting affettivo caldo talvolta e sempre insicuro e preoccupato.

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7
Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
Mah, anch'io mi chiedo come mai sempre più persone soffrano di questo disturbo. Beh, in effetti mi rispondo anche rapidamente: il mondo offre sempre più situazioni complicate, problematiche, difficili.
Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università. Come uso direi io, «vivo perennemente in vacanza» rotolarsi dal ridere
Questo ovviamente implica anche che io non faccia "vacanze" come le persone "normali" (che sono poi anche quelle stressate). E' difficile da spiegare e tantopiù da riassumere, perché questo mio modo di vivere è sostanzialmente legato alla mia filosofia di vita, acquisita con tempo e riflessione.
Così su due piedi, dovendo dire qualcosa, mi viene da consigliare una riconsiderazione e riflessione del rapporto con la propria mente: essa è molto più potente di quanto la maggior parte delle persone non creda, o magari lo crede anche ma se frega e continua a vivere come prima.
A Ninfa: perché diavolo devi andare il palestra per "dis-stressarti" = rilassarti? In pratica per rilassarti ti devi stancare, ma è palese che "rilassamento" è diverso da "stanchezza". Quindi, sempre in pratica, stai ammettendo che non hai un minimo controllo sulla tua mente, e quindi che anche la tua vita va avanti quasi per caso, e che le decisioni che prendi sono più simili a sbandate che a "scelte".
Sto parlando duramente per esprimere il concetto. Ovviamente non dico che io invece sono un vate o un genio con poteri paranormali, psicofisici o chissaché. Però, in linea di massima, ritendo decisamente più corretto invertire il detto mens sana in corpore sana: prima pensa alla mente, e dopo viene il corpo - inevitabilmente, di conseguenza.
E mi fermo qui, altrimenti devo scrivere un libro (che poi sicuramente qualcuno più intelligemente di me avrà anche già scritto, ma preferisco gloriarmi di esserci arrivato senza il loro aiuto FIGO ).

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8
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Interessante l'intervento di Pier Silverio...estremizzando un po' si potrebbe affermare che la presenza dello stress è strettamente legata all'assenza di consapevolezza. Dove per consapevolezza si intenda uno sguardo lucido, distaccato, impersonale, non giudicante, accogliente, libero dalla dicotomia di avversione o attaccamento che costituisce la modalità di funzionamento del mentale. Fuori dal "mi piace e non mi piace", fuori dalla fatica - fatalmente destinata al fallimento - di far coincidere il mondo con il "nostro" mondo (dei giudizi, dei valori, dei desideri e personalismi vari) e non viceversa...

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9
Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
Aleister ha scritto:Interessante l'intervento di Pier Silverio...estremizzando un po' si potrebbe affermare che la presenza dello stress è strettamente legata all'assenza di consapevolezza. Dove per consapevolezza si intenda uno sguardo lucido, distaccato, impersonale, non giudicante, accogliente, libero dalla dicotomia di avversione o attaccamento che costituisce la modalità di funzionamento del mentale. Fuori dal "mi piace e non mi piace", fuori dalla fatica - fatalmente destinata al fallimento - di far coincidere il mondo con il "nostro" mondo (dei giudizi, dei valori, dei desideri e personalismi vari) e non viceversa...
Non estremizzi neanche tanto, alla fine ok

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10
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Pier Silverio ha scritto:
Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università. Come uso direi io, «vivo perennemente in vacanza» rotolarsi dal ridere

quindi sei uno studente o questo era un esempio?
beh se sei uno studente...graziearcazzo...ne riparliamo tra qualche anno

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11
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
victorinox ha scritto:
Il problema subentra quandi, sia di fronte ad un vero pericolo fisico che ad un pericolo immaginato e/o temuto, mente e corpo reagiscono nello stesso modo, ovvero mettono in atto tutta una serie di meccanismi fisiologici atti a garantire un'efficace risposta di adattamento.

anche questa mi sfugge...probabilmente ho capito male. Perché in alcuni casi di stress la mente va a destra e il corpo a sinistra.

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12
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Aleister ha scritto:Interessante l'intervento di Pier Silverio...estremizzando un po' si potrebbe affermare che la presenza dello stress è strettamente legata all'assenza di consapevolezza. Dove per consapevolezza si intenda uno sguardo lucido, distaccato, impersonale, non giudicante, accogliente, libero dalla dicotomia di avversione o attaccamento che costituisce la modalità di funzionamento del mentale. Fuori dal "mi piace e non mi piace", fuori dalla fatica - fatalmente destinata al fallimento - di far coincidere il mondo con il "nostro" mondo (dei giudizi, dei valori, dei desideri e personalismi vari) e non viceversa...

Il mondo di un monaco zen....o di un morto. SGHIGNAZZARE

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13
Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
Rupa Lauste ha scritto:
Pier Silverio ha scritto:
Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università. Come uso direi io, «vivo perennemente in vacanza» rotolarsi dal ridere

quindi sei uno studente o questo era un esempio?
beh se sei uno studente...graziearcazzo...ne riparliamo tra qualche anno
Hai colto perfettamente YES vado per i 20 (bell'età, eh? rolleyss )
Se intendi svalutare quello che ho detto perché sono troppo giovane allora non dovrei più scrivere niente su questo forum. Se invece intendi svalutare solo la mia critica a Ninfa riguardo alla sua gestione del dis-stress anche qui allora non dovrei più scrivere niente: ho detto la mia, e ovviamente il "pulpito" da cui lo dico è quello della mia persona, con un certa età e certe esperienza di vita.Se chi è più anziano ignorasse tutto quello che è detto dai più giovani penso che starebbe solo perdendo occasioni di riflessione.
Secondo questo principio, ancora, chi fa l'avvocato e ha una bella moglie, un magnifico figlio, una grande armonia famigliare, nessun problema economico e non saprebbe come migliorare la propria vita allora non dovrebbe dire niente a un operaio con problemi coniugali, un figlio alcolizzato, un lavoro precario.

Tutto questo per dire che in questo luogo , credo - e spero - nessuno vuole insegnare niente a nessuno, ma di certo ci si vuole scambiare idee, spunti, alternative, stimoli. Se non sei disposto a raccoglierli o non è questo che cerchi, allora non capisco cosa cerchi in questa sede.

Detto questo, non intendo offenderti in alcun modo, anche perché ai scritto due righe, quindi io ho certamente reagito su scala molto più larga alla tua provocazione. fischio
Poi lo so che intendevi solo farmi notare che le vere difficoltà della vita cominciano più avanti del punto in cui sono io, quando dovrò preoccuparmi di lavoro, stipendio, casa, bollette, famiglia, genitori, fratelli, parenti, mutuo, fidanzadata/moglie, ecc. e che quindi per ora vado ancora via di lusso rotolarsi dal ridere
abbraccio

musicante di brema ha scritto:
Aleister ha scritto:Interessante l'intervento di Pier Silverio...estremizzando un po' si potrebbe affermare che la presenza dello stress è strettamente legata all'assenza di consapevolezza. Dove per consapevolezza si intenda uno sguardo lucido, distaccato, impersonale, non giudicante, accogliente, libero dalla dicotomia di avversione o attaccamento che costituisce la modalità di funzionamento del mentale. Fuori dal "mi piace e non mi piace", fuori dalla fatica - fatalmente destinata al fallimento - di far coincidere il mondo con il "nostro" mondo (dei giudizi, dei valori, dei desideri e personalismi vari) e non viceversa...

Il mondo di un monaco zen....o di un morto. SGHIGNAZZARE
Ne sei davvero sicuro? In realtà è molto più concreto di quello che può sembrare (questo colloca questa riflessione di Aleister tra le più "concrete" che ho letto fin'ora ). Riusciresti ad accettare il fatto che qualcuno ci prova e riesce (o quasi), e vive felice?
Al di là se io o qualcuno che conosco ci risesce davvero, quello che conta qui non è se qualcuno ci riescie, ma se tu sei disposto ad ammettere che questo è praticamente possibile.
Sei disposto ad ammetterlo?

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musicante di brema
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Pier Silverio ha scritto: Ne sei davvero sicuro? In realtà è molto più concreto di quello che può sembrare (questo colloca questa riflessione di Aleister tra le più "concrete" che ho letto fin'ora ). Riusciresti ad accettare il fatto che qualcuno ci prova e riesce (o quasi), e vive felice? Al di là se io o qualcuno che conosco ci risesce davvero, quello che conta qui non è se qualcuno ci riescie, ma se tu sei disposto ad ammettere che questo è praticamente possibile. Sei disposto ad ammetterlo?

Ma certo che è possibile! Sono le realizzazioni dei santi uomini, traguardi di una vita di meditazione e preghiera silenziosa.

Ma io non sono (ancora) una santa donna e nemmeno lo è l'ordinaria umanità. Perciò la mia risposta rimane quella di sopra.

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Pier Silverio
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musicante di brema ha scritto:
Pier Silverio ha scritto: Ne sei davvero sicuro? In realtà è molto più concreto di quello che può sembrare (questo colloca questa riflessione di Aleister tra le più "concrete" che ho letto fin'ora ). Riusciresti ad accettare il fatto che qualcuno ci prova e riesce (o quasi), e vive felice? Al di là se io o qualcuno che conosco ci risesce davvero, quello che conta qui non è se qualcuno ci riescie, ma se tu sei disposto ad ammettere che questo è praticamente possibile. Sei disposto ad ammetterlo?

Ma certo che è possibile! Sono le realizzazioni dei santi uomini, traguardi di una vita di meditazione e preghiera silenziosa.

Ma io non sono (ancora) una santa donna e nemmeno lo è l'ordinaria umanità. Perciò la mia risposta rimane quella di sopra.
Beh dai, possiamo tutti vivere un po' più da monaci zen, no? sorriso

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16
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Pier Silverio ha scritto: Beh dai, possiamo tutti vivere un po' più da monaci zen, no? sorriso

Oh...se salgo sulla mia torre d'avorio e mi astraggo dal mondo e dalle sue seduzioni allora si. Ma ancora il mondo mi seduce ed essendo io donna mi faccio risucchiare. Proprio perchè son donna, maggiormente perchè son donna mi abbandono al mondo. Da sempre divisa in due attendo...come il tenente Drogo affacciato dalla fortezza Bastiani sull'orlo del deserto dei Tartari....

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Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
musicante di brema ha scritto:
Pier Silverio ha scritto: Beh dai, possiamo tutti vivere un po' più da monaci zen, no? sorriso

Oh...se salgo sulla mia torre d'avorio e mi astraggo dal mondo e dalle sue seduzioni allora si.

Ma ancora il mondo mi seduce ed essendo io donna mi faccio risucchiare. Proprio perchè son donna, maggiormente perchè son donna mi abbandono al mondo. Da sempre divisa in due attendo...comeil tenente Drogo affacciato dalla fortezza Bastiani sull'orlo del deserti dei Tartari....
Mmmhh, non per dire, che credo che tu stia riducendo il concetto, perché il tuo ragionamento è del tipo:
"contatto col mondo -> infelicità; astrazione dal mondo -> felicità => devo estrarmi per essere felice"
Sinceramente questo lo definisco, in un certo senso, una via facile: perché è sì difficile decidere di astrarsi, fisicamente, da mondo, facendo l'asceta, ma è anche molto più facile vincere le influenze, dato che di influenze non ce ne sono!
La sfida, ma anche il bello, è essere felici qui e era (o tendere ad esserlo). Certo che se approcci la cosa in questo modo (ciò dai per scontato, per ovvio, per ineluttabile la tua infelicità), non credo che alla fine sarai stata molto felice di come hai vissuto. O no?
Ovviamente non voglio criticare la tua vita, ma se costruisco a partire da ciò che mi dici non viene fuori un quadretto proprio idilliaco, ne convieni?

In questo forum, a parte qualcuno, siete tutti così attaccati alla vostra infelicità che sembra che siate gelosi, preoccupati che qualcuno ve la tocchi. Essù, un po' di "libera mente" ci vuole, no? YES festA festa

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Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Pier Silverio ha scritto:
Rupa Lauste ha scritto:
Pier Silverio ha scritto:
Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università. Come uso direi io, «vivo perennemente in vacanza» rotolarsi dal ridere

quindi sei uno studente o questo era un esempio?
beh se sei uno studente...graziearcazzo...ne riparliamo tra qualche anno
Hai colto perfettamente YES vado per i 20 (bell'età, eh? rolleyss )
Se intendi svalutare quello che ho detto perché sono troppo giovane allora non dovrei più scrivere niente su questo forum. Se invece intendi svalutare solo la mia critica a Ninfa riguardo alla sua gestione del dis-stress anche qui allora non dovrei più scrivere niente: ho detto la mia, e ovviamente il "pulpito" da cui lo dico è quello della mia persona, con un certa età e certe esperienza di vita.Se chi è più anziano ignorasse tutto quello che è detto dai più giovani penso che starebbe solo perdendo occasioni di riflessione.
Secondo questo principio, ancora, chi fa l'avvocato e ha una bella moglie, un magnifico figlio, una grande armonia famigliare, nessun problema economico e non saprebbe come migliorare la propria vita allora non dovrebbe dire niente a un operaio con problemi coniugali, un figlio alcolizzato, un lavoro precario.

Tutto questo per dire che in questo luogo , credo - e spero - nessuno vuole insegnare niente a nessuno, ma di certo ci si vuole scambiare idee, spunti, alternative, stimoli. Se non sei disposto a raccoglierli o non è questo che cerchi, allora non capisco cosa cerchi in questa sede.

Detto questo, non intendo offenderti in alcun modo, anche perché ai scritto due righe, quindi io ho certamente reagito su scala molto più larga alla tua provocazione. fischio
Poi lo so che intendevi solo farmi notare che le vere difficoltà della vita cominciano più avanti del punto in cui sono io, quando dovrò preoccuparmi di lavoro, stipendio, casa, bollette, famiglia, genitori, fratelli, parenti, mutuo, fidanzadata/moglie, ecc. e che quindi per ora vado ancora via di lusso rotolarsi dal ridere
abbraccio

miiiii...tutto sto papiro per rispondere ad una semplice considerazione...e meno male che sei un tipo tranquillo tu...
Prima di tutto una precisazione: sono pienamente d'accordo, guai a sminuire o sottovalutare un'opinione di un individuo ragionando con il solo metro dell'etá o dell'esperienza...che poi esperienza di cosa?
Non voglio essere causa di una possibile tua dipartita virtuale, anche perché ti leggo con piacere per cui abbandona interpretazioni di questo tipo.
L'esempio dell'avvocato - operaio credo sia un po' troppo semplicistico...ma non conta...se poi ti interessa possiamo approfondirlo.

Cerco di spiegare meglio quelle 2 righe di prima:
hai posto l'accento su una situazione particolare
"Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università"
Ora sembra che tu riconosca in questo lo stadio limite o meglio quello che a tuo avviso, per quella che é la tua vita oggi, potrebbe piú facilmente causare situazione di stress altrimenti non avresti usato il "neanche". Peró questa situazione limite, nel tuo caso non causa nessun tipo di stress e questo ti porta a trarre le tue conclusioni. In sostanza scrivi che se non avverti stress per un esame...figurarsi per il resto. Sbaglio?

Se la mia interpretazione é giusta, passerei a spiegare la mia precedente reazione...
Se la mia interpretazione é sbagliata...passa al topic successivo
Linguino

Tu pur non provando stress, consideri la situazione "esame" molto importante e delicata...per quale motivo?
perché é una prova? perché viene chiamato in causa il senso di responsabilitá? perché entra in gioco l'autostima?
Il fatto di essere immune da questo tipo di stress di dá una conferma molto importante...
Quello che mi lascia interdetto é che tu abbia voluto mettere in evidenza il caso "esame all'universitá"...
non hai parlato di paura di volare, paura di nuotare, stress da pendolare...
hai portato un esempio che ha tutte le possibilitá di evolversi...per cui aspetterei casi un po' piú critici prima di confermare il metodo da te elargito.
Tutte quei punti sensibili (senso di responsabilitá, autostima, confronto con l'altro...) che potenzialmente possono essere sollecitati e messi a dura prova in un esame all'universitá, verranno maggiormente sollecitati in altre circostanze tra cui il lavoro...tutto qui.





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Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
Rupa Lauste ha scritto:
Pier Silverio ha scritto:
Rupa Lauste ha scritto:
Pier Silverio ha scritto:
Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università. Come uso direi io, «vivo perennemente in vacanza» rotolarsi dal ridere

quindi sei uno studente o questo era un esempio?
beh se sei uno studente...graziearcazzo...ne riparliamo tra qualche anno
[…]

miiiii...tutto sto papiro per rispondere ad una semplice considerazione...e meno male che sei un tipo tranquillo tu...
Prima di tutto una precisazione: sono pienamente d'accordo, guai a sminuire o sottovalutare un'opinione di un individuo ragionando con il solo metro dell'etá o dell'esperienza...che poi esperienza di cosa?
Non voglio essere causa di una possibile tua dipartita virtuale, anche perché ti leggo con piacere per cui abbandona interpretazioni di questo tipo.
L'esempio dell'avvocato - operaio credo sia un po' troppo semplicistico...ma non conta...se poi ti interessa possiamo approfondirlo.

Cerco di spiegare meglio quelle 2 righe di prima:
hai posto l'accento su una situazione particolare
"Personalmente non sento lo stress, neanche durante o poco prima degli esami all'università"
Ora sembra che tu riconosca in questo lo stadio limite o meglio quello che a tuo avviso, per quella che é la tua vita oggi, potrebbe piú facilmente causare situazione di stress altrimenti non avresti usato il "neanche". Peró questa situazione limite, nel tuo caso non causa nessun tipo di stress e questo ti porta a trarre le tue conclusioni. In sostanza scrivi che se non avverti stress per un esame...figurarsi per il resto. Sbaglio?

Se la mia interpretazione é giusta, passerei a spiegare la mia precedente reazione...
Se la mia interpretazione é sbagliata...passa al topic successivo
Linguino

Tu pur non provando stress, consideri la situazione "esame" molto importante e delicata...per quale motivo?
perché é una prova? perché viene chiamato in causa il senso di responsabilitá? perché entra in gioco l'autostima?
Il fatto di essere immune da questo tipo di stress di dá una conferma molto importante...
Quello che mi lascia interdetto é che tu abbia voluto mettere in evidenza il caso "esame all'universitá"...
non hai parlato di paura di volare, paura di nuotare, stress da pendolare...
hai portato un esempio che ha tutte le possibilitá di evolversi...per cui aspetterei casi un po' piú critici prima di confermare il metodo da te elargito.
Tutte quei punti sensibili (senso di responsabilitá, autostima, confronto con l'altro...) che potenzialmente possono essere sollecitati e messi a dura prova in un esame all'universitá, verranno maggiormente sollecitati in altre circostanze tra cui il lavoro...tutto qui.
Bella risposta, mi ha fatto anche ridere rotolarsi dal ridere non ti proccupare, ho solo colto uno spunto che mi hai - forse involontariamente - lanciato (immaginati me che leggo le tue due righe è penso: "E mò ti becchi il papiro!" rotolarsi dal ridere).
In sostanza il tutto ruota attorno al "neanche" della mia frase. Il motivo per cui l'ho scritto è presto detto: generalmente i miei coetanei sono in fribrillazione/ansia(da prestazione?)/tensione/paura prima degli esami. E del resto non faccio fatica a capirli: è statisticamente la situazione più comune di tensione che può capitare ai miei colleghi e coetanei. In pratica è lo stereotipo della situazione difficile (anche sapendo che alcuni esami sono detti "sbarramento" non senza motivo).
Questa sarebbe la prima delle due possiblità stile libro-game che mi hai concesso.
Devo ammettere che però non avevo proprio pensato alla seconda possibilità, che mi affascina decisamente. Sinceramente credo che l'alternativa più corretta che spieghi la mia scelta dell'esempio sia la prima, per il semplice fatto che in questo periodo TUTTO il mio mondo ruota davvero attorno all'università, quindi anche ipotizzando di avere paura di volare, nuotare, altezze, ecc. comunque questi sarebbero stati pensieri più "lontani" rispetto a quelli più "vicini" sull'università, pensieri che mi avvolgono, per ora, tutti i giorni tutto il giorno.

Sarebbe comunque interessante indagare se causini più stress eventi come gli esami, con tutto quelli che mi hai fatto notare che implicano, oppure situazioni di stress per così dire più "fisico", come appunto un volo in aereo, nuoto sbacqueo, funivie, ecc.


Uscendo da questo sotto argomento, mi è venuto in mente un'altro spunto: mi dici che il lavoro metterà ancora più alla prova quegli stessi aspetti che già gli esami coinvolgono, anche se in misura minore. Il mio dubbio è: ma la nostra capacità di affrontare queste sfide sarà rimasta uguale a quella che abbiamo all'università, o sarà cresciuta, e quindi, in termini relativi, le sfide del lavoro saranno ugualmente intense quanto gli esami?
Teoricamente il dubbio è legittimo: crescendo si dovrebbe maturare una maggior capacità di gestione di queste pressioni, quindi anche se in termini assoluti il lavoro causa preoccupazioni più gravi, in termini relativi questi potrebbero non essere più gravi delle preoccuazioni universitarie.


Comunque bella risposta, mi è proprio piaciuta YES mi hai ricordato quante cose si capiscano (più o meno consciamente) di una persona leggendone gli scritti. Dunque, quanto "stare attenti" quando si scrive, per non rischiare di offendere qualcuno… ma anche per non porgere facili appigli nel caso di una "disputa verbale" rotolarsi dal ridere

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musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Pier Silverio ha scritto:Mmmhh, non per dire, che credo che tu stia riducendo il concetto, perché il tuo ragionamento è del tipo:
"contatto col mondo -> infelicità; astrazione dal mondo -> felicità => devo estrarmi per essere felice"
Sinceramente questo lo definisco, in un certo senso, una via facile: perché è sì difficile decidere di astrarsi, fisicamente, da mondo, facendo l'asceta, ma è anche molto più facile vincere le influenze, dato che di influenze non ce ne sono!
La sfida, ma anche il bello, è essere felici qui e era (o tendere ad esserlo). Certo che se approcci la cosa in questo modo (ciò dai per scontato, per ovvio, per ineluttabile la tua infelicità), non credo che alla fine sarai stata molto felice di come hai vissuto. O no?
Ovviamente non voglio criticare la tua vita, ma se costruisco a partire da ciò che mi dici non viene fuori un quadretto proprio idilliaco, ne convieni?

In questo forum, a parte qualcuno, siete tutti così attaccati alla vostra infelicità che sembra che siate gelosi, preoccupati che qualcuno ve la tocchi. Essù, un po' di "libera mente" ci vuole, no? YES festA festa

Sei completamente fuori strada- Ho vissuto una vita piena e ricca, con le normali traversie che un essere umano può incontrare. Sono stata amata molto da molti, in molti sensi: filiale, amoroso, spirituale. Ho goduto e lottato, conosciuto e misurato me stessa. Non rimpiango alcunchè e se tornassi indietro farei le stesse cose.

Ho conosciuto il mondo e anche un pizzico di ciò che mondo non è: è per questo che dico quanto sopra. Tutti sono attratti dal mondo, è la nostra natura. Uscire dal mondo si può, ma solo attraverso un cammino particolare che si imbocca allorchè si divenga pronti anche per qualcosa d'altro che oltrepassi il mondo.

Ciò che si può raggiungere nella fase intermedia è la consapevolezza delle leggi e e delle regole del mondo e cercare di adeguarsi in una certa parte ad un comportamento che ti metta in armonia con la tua compagine umana in attesa di andare oltre fattualmente e cioè di ottenere una vera trasmutazione radicale. Non ci sono altre vie.

P.S. Io non ci ho mai creduto ai ventenni che scrivono su certi fora...tipo Giò 91...e nemmeno credo a te, sai? inizio a sorridere

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21
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
musicante di brema ha scritto:P.S. Io non ci ho mai creduto ai ventenni che scrivono su certi fora...tipo Giò 91...e nemmeno credo a te, sai? inizio a sorridere

Mioddio! Ma tu sei ossessionata da fake e cloni: in ogni thread accusi qualcuno di non esistere.
Se questa diffidenza cronica è il risultato della tua medicina cinese due son le cose: o non funge, oppure il tuo fegato è ormai troppo corroso dalla bile.

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22
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:Mioddio! Ma tu sei ossessionata da fake e cloni: in ogni thread accusi qualcuno di non esistere.
Se questa diffidenza cronica è il risultato della tua medicina cinese due son le cose: o non funge, oppure il tuo fegato è ormai troppo corroso dalla bile.

....oppure ho un'esperienza di cloni in rete che è assolutamente eccezionale..... SGHIGNAZZARE

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23
Pier Silverio
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Viandante Residente
Viandante Residente
musicante di brema ha scritto:
Pier Silverio ha scritto:Mmmhh, non per dire, che credo che tu stia riducendo il concetto, perché il tuo ragionamento è del tipo:
"contatto col mondo -> infelicità; astrazione dal mondo -> felicità => devo estrarmi per essere felice"
Sinceramente questo lo definisco, in un certo senso, una via facile: perché è sì difficile decidere di astrarsi, fisicamente, da mondo, facendo l'asceta, ma è anche molto più facile vincere le influenze, dato che di influenze non ce ne sono!
La sfida, ma anche il bello, è essere felici qui e era (o tendere ad esserlo). Certo che se approcci la cosa in questo modo (ciò dai per scontato, per ovvio, per ineluttabile la tua infelicità), non credo che alla fine sarai stata molto felice di come hai vissuto. O no?
Ovviamente non voglio criticare la tua vita, ma se costruisco a partire da ciò che mi dici non viene fuori un quadretto proprio idilliaco, ne convieni?

In questo forum, a parte qualcuno, siete tutti così attaccati alla vostra infelicità che sembra che siate gelosi, preoccupati che qualcuno ve la tocchi. Essù, un po' di "libera mente" ci vuole, no? YES festA festa

Sei completamente fuori strada- Ho vissuto una vita piena e ricca, con le normali traversie che un essere umano può incontrare. Sono stata amata molto da molti, in molti sensi: filiale, amoroso, spirituale. Ho goduto e lottato, conosciuto e misurato me stessa. Non rimpiango alcunchè e se tornassi indietro farei le stesse cose.

Ho conosciuto il mondo e anche un pizzico di ciò che mondo non è: è per questo che dico quanto sopra. Tutti sono attratti dal mondo, è la nostra natura. Uscire dal mondo si può, ma solo attraverso un cammino particolare che si imbocca allorchè si divenga pronti anche per qualcosa d'altro che oltrepassi il mondo.

Ciò che si può raggiungere nella fase intermedia è la consapevolezza delle leggi e e delle regole del mondo e cercare di adeguarsi in una certa parte ad un comportamento che ti metta in armonia con la tua compagine umana in attesa di andare oltre fattualmente e cioè di ottenere una vera trasmutazione radicale. Non ci sono altre vie.

P.S. Io non ci ho mai creduto ai ventenni che scrivono su certi fora...tipo Giò 91...e nemmeno credo a te, sai? inizio a sorridere
Riguardo al corpo del messagio, beh mi hai decisamente convinto, quindi non dirò altro oltre a farti i complimenti, dato che mi sembri proprio soddisfatta sorriso
Riguardo al post scriptum: se non avessi letto anche il messaggio di Yale non avrei neanche capito cosa intendevi, dato che lì per lì l'ho interpretato nel senso che non credevi al fatto che i 20enni potessero credere con la convinzione che dimostrano (o non dimostrano) ciò che dicono e scrivono. Fortunanatamente mi sbagliavo, perché mi avrebbe un po' ferito questa considerazione.
Se invece ritieni "solo" che stia mentendo sulla mia età, ovvero identità, beh la cosa mi lusinga più che rammaricarmi. Ovviamente non mi metto a discuterne: sarebbe inutile e OT.
Mi viene solo in mente un frase che ho letto in questo forum tempo fa: "Non conta essere giovani fuori, l'importante è essere vecchi dentro!" rotolarsi dal ridere
Comunque puoi fare conto che abbia gli anni che vuoi, non mi interessa particolarmente SGHIGNAZZARE

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24
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
musicante di brema ha scritto:
Yale ha scritto:Mioddio! Ma tu sei ossessionata da fake e cloni: in ogni thread accusi qualcuno di non esistere.
Se questa diffidenza cronica è il risultato della tua medicina cinese due son le cose: o non funge, oppure il tuo fegato è ormai troppo corroso dalla bile.

....oppure ho un'esperienza di cloni in rete che è assolutamente eccezionale..... SGHIGNAZZARE

Forse. Sta di fatto che due volte su due qui hai bellamente toppato.
100% di insuccesso.
Assolutamente eccezionale!

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25
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Interessanti le vostre risposte.
Inizio con il rispondere a Candido. Lo psicofarmaco ha una funzione di contenimento: tiene a bada il sintomo senza curare. Il suo compito è quello di consentire una vita quotidiana efficiente, riducendo nel contempo il peso psichico. Ma lo stresso non va contenuto semplicemente, va elaborato.
Buona la soluzione di Musicante. Non lo dico per lo strumento scelto in se stesso. Avrebbe anche potuto fare tutt'altro. Lo dico perchè si è affidata ad una cosa in cui crede e che richiede la sua azione collaborativa. Quersto significa cercare attivamente di suberare lo stress e nello specifico, cercare vie di rilassamento. La persona stressata non riesce ad accedervi normalmente a differenza di altri. Quindi deve scoprire vie adatte a se. Perchè funzioninbo deve credere in esse. Per questo Musicante ha scelto bene.

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