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Il narcisismo e l'incapacità d'amare

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1
Ospite
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Ospite
Vi riporto direttamente il link dell'articolo che ho trovato interessante e mi piacerebbe diventasse argomento di discussione
http://www.astrologiainlinea.it/astro_magazine/articoli/astromagazine_dett_articolo.asp?ID=633

Praticamente d'accordo su tutto l'articolo non trovo invece una completa affinità con l'ultimo pensiero esposto.

2
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
Prima obiezione, riguardo alla parte iniziale dell'articolo, citata appresso:

[...]sul piano culturale il narcisismo è la logica conseguenza di una “mancanza di valori e di senso di umanità” che porta a disinteressarsi della vita, dell’ambiente e delle cose che contano, perdendo pian piano di integrità.

Chi decide quali sono le cose che contano? Cosa conta? Ci sono cose che contano in assoluto?
Secondo me, quel che conta molto per te, caro Lowen, può contare poco per me (sono un relativista, in assenza di prove convincenti del contrario).

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3
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
L'argomento è molto interessante, anche se le teorie lasciano spesso il tempo che trovano.
In queste teorie sono enunciate caratteristiche in cui una persona può riconoscere anche marcatamente alcune sue peculiarità e/o problematiche ed altre parti, che della teoria in questione sono elementi essenziali, che non rientrano assolutamente nel quadro psicologico della stessa persona e sono, anzi, antitetiche della sua personalità.
L'argomento resta comunque molto interessante anche se, investendo parti profonde del sè e/o parti del sè magari irrisolte, può risultare contemporaneamente altrettanto doloroso.

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4
Ospite
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Ospite
herbaemme ha scritto:Prima obiezione, riguardo alla parte iniziale dell'articolo, citata appresso:

[...]sul piano culturale il narcisismo è la logica conseguenza di una “mancanza di valori e di senso di umanità” che porta a disinteressarsi della vita, dell’ambiente e delle cose che contano, perdendo pian piano di integrità.

Chi decide quali sono le cose che contano? Cosa conta? Ci sono cose che contano in assoluto?
Secondo me, quel che conta molto per te, caro Lowen, può contare poco per me (sono un relativista, in assenza di prove convincenti del contrario).

Potremmo partire, ad esempio, da quello che noi concepiamo come "umanità".

5
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Forse ogni persona di buon senso, ad un certo punto della vita, dovrebbe chiedersi: "Ma io ho davvero mai amato?" Un esame di coscienza, per capire se abbiamo cercato negli altri solo il soddisfacimento delle nostre mancanze o insicurezze, attraverso lo specchio del loro amore. Ma si potrebbe arrivare alla conclusione, forse errata, che gli unici amori veri siano quelli "disperati", autodistruttivi, senza corrispettivo.

Nella mia vita ho conosciuto due narcisisti veri, patentati, ai quali il ritratto dell'articolo si adatta perfettamente: tanto sono tutti uguali...
Il primo l'ho amato brevemente da bambina: è mio padre. Ingabbiato nel suo ego, riflesso di profonde insicurezze derivanti forse da una piccola menomazione fisica, deve essere sempre ossessivamente al centro di tutto, pena la rottura. Molto difficile avere a che fare con lui. Pure, a piccole dosi, è affascinante, seduttore, generoso per autocompiacimento: è sempre una piccola delusione scoprire che i suoi regali non sono per te, ma per sè stesso, per accrescere le lodi che gli sono dovute. Gli voglio bene, ma un vero rapporto, sincero, con lui non lo si può avere.
Il secondo mi ha attratto per somiglianza, forse. Cause edipiche? Suspect L'allegria della spensieratezza barzellettiera paterna ritrovata, quella serena deresponsabilizzazione adolescenziale così vivificante per me che convivo con la pesantezza di un Super Io egemone. I markers della patologia erano abbastanza evidenti, ma finché non c'è coinvolgimento sentimentale o di vita puoi anche fregartene: "compagni di merende" pensavo... E sbagliavo. Mad2

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6
Ospite
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Ospite
Prima di fare altre domande sull'argomento, aspetto un po' di interventi. Avrei molto da chiedere e da sottoporre a confronto.

7
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
CignoNero ha scritto:
herbaemme ha scritto:Prima obiezione, riguardo alla parte iniziale dell'articolo, citata appresso:

[...]sul piano culturale il narcisismo è la logica conseguenza di una “mancanza di valori e di senso di umanità” che porta a disinteressarsi della vita, dell’ambiente e delle cose che contano, perdendo pian piano di integrità.

Chi decide quali sono le cose che contano? Cosa conta? Ci sono cose che contano in assoluto?
Secondo me, quel che conta molto per te, caro Lowen, può contare poco per me (sono un relativista, in assenza di prove convincenti del contrario).

Potremmo partire, ad esempio, da quello che noi concepiamo come "umanità".

Umanità è considerazione per gli altri in quanto persone che hanno diritto a vivere e perseguire la propria idea di felicità.

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8
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Sì, mi sembra una analisi piuttosto lucida. E condivisibile. Non tutti i particolari...ma nel complesso condivisibile.

D'altra parte, come sempre accade, chi si affanna a voler distruggere "qualunque valore", sminuendone i significati profondi, spesso li sostituisce con se stesso.
Ognuno vive come può e come sa. Basta saperlo.

E' un pò come un grande "buco nero". Assorbe e distrugge tutto. Ma c'è chi li apprezza e li cerca. Perchè c'è chi sente il bisogno di farsi del male. Personalmente preferisco una persona "sole".

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9
Ospite
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Ospite
herbaemme ha scritto:
Umanità è considerazione per gli altri in quanto persone che hanno diritto a vivere e perseguire la propria idea di felicità.

C'è qualcosa di relativo in questo, o anche qui possiamo parlare di relatività?
Il narcisista passa sopra ad ogni considerazione altrui pur di conseguire quello a cui più ambisce, ma soprattutto pur di difendere la propria immagine perfetta, quello che vorrebbe essere, che riflette agli altri, ma non riesce ad essere, e può sentirsi tale solo nel momento in cui gli altri credono a questa immagine. Non si fa scrupoli: mente, manipola, non gli interessano i sentimenti altrui e le conseguenze, anche se poi, per far vedere quanto lui invece sia "buono", sosterrà con tutto se stesso quei valori che non rispetta.
E' vero che le cose sono molto relative, ma se ci affidiamo al buon senso, credo che una persona che non ha bisogno di affermare a tutti i costi quell'immagine possa capire quali sono i limiti da non oltrepassare.

Il discorso credo sia vasto, quindi ci sarà molto, secondo me, da affrontare.

Faccio una domanda: secondo voi un narcisista quali "prede" cerca, solitamente? Persone in qualche modo con un passato problematico, particolarmente sensibili, o persone che risultano essere ambite per nutrire il proprio narcisismo? O entrambe le cose?

10
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Penso che molte persone narcisiste non abbiano la lucida consapevolezza di esserlo.
Ricordiamoci che è una patologia.

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11
Ospite
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Ospite
Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:Penso che molte persone narcisiste non abbiano la lucida consapevolezza di esserlo.
Ricordiamoci che è una patologia.

Concordo, anche perchè hai specificato molte, ma non tutte, comunque anch'io penso che il narcisista patologico non si accorga di esserlo, però quando la sua immagine viene "sporcata" spesso cambia ambiente e cerca nuovo nutrimento, un posto dove poterla ricostruirla, altrimenti non può sentirsi vivo e soprattutto non può più riconoscersi in quell'immagine che si è creato.

12
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
CignoNero ha scritto:

Faccio una domanda: secondo voi un narcisista quali "prede" cerca, solitamente? Persone in qualche modo con un passato problematico, particolarmente sensibili, o persone che risultano essere ambite per nutrire il proprio narcisismo? O entrambe le cose?

Un narcisista cerca nutrimento per il suo ego. Le fonti possono essere diverse. Se ha già condiviso questo suo bisogno con altri, è a loro che si rivolgerà.

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13
Ospite
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Ospite
Sì, ma mi chiedo, a livello di preda amorosa, visto che si parla di incapacità d'amare, secondo voi ha dei canoni preferiti? Oppure, rigirando la cosa, c'è un particolare tipo di persona che può risultare attratta da un narcisista patologico?

14
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ho letto l'articolo che hai messo sul tuo topic.
Lì si fa una netta distinzione tra l'accezione psicologica e quella culturale.
Quando si tratta di narcisismo io, direi quasi automaticamente, sono portata ad associarlo al primo significato.
Quello patologico.
Credo ci sia una profonda verità.


PS : scritto il post due volte, perchè mentre lo scrivevo "transitava" l'antivirus che credo mi abbia annullato l'invio pietra
Chissà se è possibile ciò? Misteri della scienza & della tecnica scratch

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15
falansterio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
herbaemme ha scritto:Prima obiezione, riguardo alla parte iniziale dell'articolo, citata appresso:
Seconda obiezione sul passo "in questi soggetti, manca il senso di autostima, il valore personale e, in cambio di un’accettazione, svendono la loro identità ed autenticità."

Al contrario credo che il narcisista stimi molto se stesso, proprio in virtù dell'immagine di sé che si premura di dare all'esterno. Non confondiamo il narcisista con l'epigono che tenta invano di farsi accettare dagli altri imitando modelli socioculturali che non gli sono propri, ma che sa perfettamente di indossare abiti che non sono suoi.
Sfruttando la tattica del come se, studiata e applicata da correnti come la PNL e la scuola di Palo Alto, il narcisista appare vincente, quindi è vincente. Almeno finché non incontrerà chi gli farà sbattere il naso contro i suoi limiti, ed egli stesso non sarà disposto a mettersi in discussione.
Lo stesso articolo conferma che una società di pecoroni edonisti è l'humus ideale per lo sviluppo della personalità narcisistica, e non sarà certo quella a fargli cambiare prospettiva. Nel tempo ha imparato molto bene a gestire il suo vuoto riempiendosi di impegni, relazioni più o meno superficiali, ricchezze materiali. Ecco perché il narcisista abbandonerà le sue maschere, sviluppando nel contempo la propria interiorità, solo se in qualche modo vi sarà costretto.

Ma questo potrebbe non accadere mai, e in tal caso egli giungerà alla morte sentendosi felice, stimato e realizzato.

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16
herbaemme
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Viandante Residente
Viandante Residente
CignoNero ha scritto:Sì, ma mi chiedo, a livello di preda amorosa, visto che si parla di incapacità d'amare, secondo voi ha dei canoni preferiti? Oppure, rigirando la cosa, c'è un particolare tipo di persona che può risultare attratta da un narcisista patologico?

Un tipo di persona attratta dal narcisista potrebbe essere, per esempio, una persona che ha bisogno di sentirsi protetta.
Inversamente, il narcisista predilige i legami in cui si instaura un rapporto di dipendenza dell'amata da lui.

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17
Ospite
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Ospite
falansterio ha scritto:
herbaemme ha scritto:Prima obiezione, riguardo alla parte iniziale dell'articolo, citata appresso:
Seconda obiezione sul passo "in questi soggetti, manca il senso di autostima, il valore personale e, in cambio di un’accettazione, svendono la loro identità ed autenticità."

Al contrario credo che il narcisista stimi molto se stesso, proprio in virtù dell'immagine di sé che si premura di dare all'esterno. Non confondiamo il narcisista con l'epigono che tenta invano di farsi accettare dagli altri imitando modelli socioculturali che non gli sono propri, ma che sa perfettamente di indossare abiti che non sono suoi.
Sfruttando la tattica del come se, studiata e applicata da correnti come la PNL e la scuola di Palo Alto, il narcisista appare vincente, quindi è vincente. Almeno finché non incontrerà chi gli farà sbattere il naso contro i suoi limiti, ed egli stesso non sarà disposto a mettersi in discussione.
Lo stesso articolo conferma che una società di pecoroni edonisti è l'humus ideale per lo sviluppo della personalità narcisistica, e non sarà certo quella a fargli cambiare prospettiva. Nel tempo ha imparato molto bene a gestire il suo vuoto riempiendosi di impegni, relazioni più o meno superficiali, ricchezze materiali. Ecco perché il narcisista abbandonerà le sue maschere, sviluppando nel contempo la propria interiorità, solo se in qualche modo vi sarà costretto.

Ma questo potrebbe non accadere mai, e in tal caso egli giungerà alla morte sentendosi felice, stimato e realizzato.

Per ora commento solo la fine, con più tempo passo al resto, dato che ho trovato molto interessante il tuo intervento.
Personalmente dubito che un narcisista cali la maschera, che si senta mai costretto a calarla. Da quanto ho potuto constatare io, anche a maschera "levata", continua a difendere quell'immagine negando ogni possibile evidenza.

18
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@ Cigno

Ti dico cosa ne penso io.
Innanzitutto dissento comletamente sull'interpretazione culturale di narcisismo.
Il fatto che una certa cultura, la nostra ad esempio, si conformi come una cultura narcisistica, non significa che il narcisismo sia un fenomeno culturale o che vada interpretato in termini culturali. Il narcisismo è un fenomeno culturale soltanto in quanto fenomeno umano e osservare questo movimento di generazione in un altro senso significa commettere un errore di inversione tra causa ed effetto che compromette la comprensione del fenomeno osservato.
Detto questo entro nel merito.
In troppi si dimenticano che il narcisismo è innanzitutto una ferita. E' una configurazione di personalità relativamente stabile e una difesa che le persone adottano in risposta ad una grave privazione d'affetto. E' una mutilazione dell'esperienza e una condanna all'autismo emotivo. Narcisismo è dolore. Narcisismo è tristezza. E anche queste cose, non sarebbero gravi di per sè se il narcisismo non neutralizzasse la possibilità stessa di elaborare tale dolore.
Il narcisista non può investire amore sugli oggetti ( gli altri) perchè tra il suo bisogno d'amore e essi si frappone un timore " fondamentale" ( cioè relativo alle fondamenta dell'io). Normalmente amando un oggetto l'io si arricchisce. L'io del narcisista invece si svuota generando nel soggetto un senso di smarrimento profondo. Ciò che è a rischio è la sua stessa identità. L'identità è a rischio perchè il narcisista l'ha dovuta costruire difendendosi dai suoi oggetti d'amore e non interagendo con essi. Il narcisista quindi non potendo investire su di essi, ha investito sul proprio io riversando su di esso la propria libido e indirizzandone un altra parte alla fantasia privata che di tali oggetti si era formato. Il narcisista vive in prigione e se prova ad evadere rischia la morte. Questo è quanto.
Chi si presta ad essere vittima delle torture dell'altrui narcisismo sente freddezza, aridità, sadismo... ed interpreta spesso la condizione del narcisista in un senso diverso. In termini relazionali ha perfettamente ragione. Ma la condizione del narcisista resta una condizione di sofferenza profonda e di grande pericolo.
I narcisismi sono poi molti... non solo quello classico qui descritto, anche se non tutti sono d'accordo. Io si ad esempio.
Facendola breve, c'è il narcisismo classico, quello di cui parla il tuo articolo caratterizzato dall'incapacità di intessere relazioni; il narcisismo "dello specchio" caratterizzato da una capacità d'amare vincolata ( ti amo se sei il mio speccio); le stesse nevrosi sono spesso forme di narcisismo ( la persona funziona in questo caso come un fisarmonica. Talvolta si dilata ed altra si ccontiene con angosce, pensieri ossessivi o altro. Nella prima condizione la persona può agire per costruire se stessa ma sa di essere condannata alla solitudine. Nella seconda può amare ma sente di scivolare nel nulla e vive tutto con forte angoscia) ecc
Per queste ragioni io chiamo il narcisismo la bestia nera.

Se avete capito cosa volevo dire, spiegatemelo Sorriso Scemo

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19
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@NinfaEco

Sembra che tu ne sappia molto a proposito di questa problematica personale. Posso chiederti se sei un'addetta ai lavori?
Beh...te l'ho chiesto BeautyfulSuina ma non per questo sei tenuta a dirmelo.
Sai che io non ci capisco più niente? Non su ciò che hai scritto tu, anzi tu sei molto chiara nell'esprimerti; bensì sul concetto di narcisismo.
Ho letto qualcosa in proposito e mi ha molto colpito la descrizione che il narcisista ricerca negli occhi degli altri lo sguardo della madre.
Non so se potrai rispondermi, ma io te lo chiedo (tra l'altro sembri una persona molto disponibile, in questo senso) : LO RICERCA IN TUTTI GLI ALTRI? O soltanto nell'"oggetto" d'Amore?
E poi non capisco la classificazione che afferma che il narcisista dice e fa ogni cosa per compiacere gli altri, per trovare il loro consenso.
Non può esistere una forma di narcisismo che non risponde in assoluto con queste modalità comportamentali relazionandosi con gli altri?
Mi spiego meglio : se un soggetto presenta una determinata quantità di caratteristiche narcisistiche ed allo stesso tempo NON ne presenta un'altrettanta quantità, come si fa a capire qual'è la sua vera problematica?
Insomma : se un cosiddetto narcisista ha il 50% delle caratteristiche che lo "classificano" in tale patologia e per il restante 50% ha delle caratteristiche diametralmente opposte a quelle enunciate nella stessa teoria, quale diventa il metro di misurazione del suo problema?

Parodiando ciò che hai scritto in conclusione al tuo post, io scrivo che certamente tu saprai spiegarmi meglio di me ciò che volevo dire! Sorriso Scemo

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20
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Alcune premesse: il discorso è molto interessante, e ringrazio CignoNero per averlo postato; le fonti (cioè, l'articolo da cui prende spunto) sono, però, scadenti.
Esistono ambiti appositi (in questo caso, la psicologia scientifica) per trattare determinati argomentii (in questo caso, il narcisismo) proprio perchè, ad analizzarli fuori dai suddetti ambiti, si rischia di fare una GRAN confusione -che poi è proprio quello che fa l'articolo.

Se Ninfa ha giustamente marcato l'importanza di non leggere il narcisismo in chiave culturale, un motivo c'è. Ed il motivo -sono certo che Ninfa lo sa benissimo- è che narcisismo psicologico e narcisismo culturale sono due cose completamente diverse.
L'articolo, invece, tende a correlarle. É vero, infatti, che viviamo in una società narcisista basata sugli effimeri valore dell'apparenza e del possesso, ma questo basta a fare di tutti coloro che a questo modello si conformano dei narcisisti, in seno alla loro psiche? Assolutamente no.

E infatti, immagino a causa dell'articolo confusionario, nei commenti successivi (fatta eccezione per herbaemme, falansterio e NinfaEco) ho visto una certa tendenza a confondere aspetti della personalità prettamente egoistica con il concetto di narcisista.

Tanto per parlare chiaro, spesso le personalità narcisiste sono estremamente altruiste, disponibili -anzi, portate- al sacrificio e all'abnegazione fin quasi (spesso senza "quasi") al masochismo. Perchè, essenzialmente, questi sono modi fantastici di dare "lustro" alla propria immagine.

E, sempre per riprendere il post di Ninfa, ci sono forme pressocché infinite di narcisismo tra cui, per altro, credo che quella "anaffettiva" descritta nell'articolo non sia nemmeno la più diffusa.
Un tratto comune del narcisismo è l'essere autocentrati. Adesso, difficilmente una persona che sia stata "(con/in)centrata su stessa" per tutta la vita non conosce la propria dimensione affettiva e, se la conosce, ne è di solito "troppo innamorata" per non darle sfogo. Certo, spesso questo sfogo non è libero ma "deve" in qualche modo sottostare a delle forme che soddisfino il narcisismo della persona.

Se ad esempio pensiamo alle "prede amorose" sono d'accordo sul fatto che, quando è in gioco un narciso, l'elemento della dipendenza diventi fondamentale. Sarei già meno d'accordo, però, a vedere questo elemento come unidirezionale.

In ultimo, provo a rispondere alla domanda di Soldatino: il narcisismo (come quasi tutti gli aspetti psicologici di una persona) non ha tanto a che fare con le caratteristiche, quanto con il modo in cui queste caratteristiche si combinano e vengono espresse nel vissuto di una persona.
Sono decenni che in psicologia esistono correnti che cercano di "misurare" tutto e sono anni che queste correnti restano puntualmente relegate allo studio del funzionamento dei nervi ottici o dell'attività elettrica del cervello quando si sogna, ma non riescono minimamente ad approssimarsi ai sentimenti, alle sensazioni, agli stati d'animo, alle patologie vere e proprie (se non in termini, appunto, di attività bioelettrica o comunicazione chimica).
Dico questo perchè, come l'essere umano è il prodotto di una serie di funzioni fisiologiche (bioelettriche, chimiche ecc.) che creano stati d'animo che a loro volta influenzano queste funzioni fisiologiche, così è per il narcisista: non è riconducibile ad una percentuale, quanto ad un insieme di elementi che si influenzano tra di loro e si esprimono nel vissuto.

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21
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:
Mi spiego meglio : se un soggetto presenta una determinata quantità di caratteristiche narcisistiche ed allo stesso tempo NON ne presenta un'altrettanta quantità, come si fa a capire qual'è la sua vera problematica?
Insomma : se un cosiddetto narcisista ha il 50% delle caratteristiche che lo "classificano" in tale patologia e per il restante 50% ha delle caratteristiche diametralmente opposte a quelle enunciate nella stessa teoria, quale diventa il metro di misurazione del suo problema?

Ti rivolgi direttamente a Ninfaeco, pertanto vorrai (e anche Ninfa vorrà) spero, perdonare questa mia intrusione.
Mi chiedo, perché è importante? Perché è importante per te?
Voglio dire, a meno che tu non abbia a che fare con la vicenda per fini professionali (che mi sembra tu abbia escluso) per quale motivo diviene necessario un quadro così profondamente delineato?
Io comprendo (nella logica cognitivo-comportamentista a me tanto cara) la necessità degli individui di possedere schemi interpretativi di un certo rilievo ove modulare il proprio comportamento, però una certa attenzione è opportuna; in particolare quando essi si delineano rigidamente.
Non è semplice come sembra, l’evidenziazione, la distinzione tra narcisismo sano e patologico: sebbene esistano markers degni di considerazione (in ambito relazionale ed emotivo) vi sono molte variabili da prendere in considerazione per giungere all’eventuale rilevazione del pattern pervasivo del narcisismo patologico.
Io, in sostanza, trovo vi sia un’eccessiva sensibilizzazione sulla questione che conduce a giudizi affrettati. Il dato statistico infatti (da intendere non come dogmatico, ma come indicativo) riferisce di un fenomeno connotabile su di un valore che va dal 1 al 5-7 %.
Evidentemente la restante percentuale referta anche la presenza di varie forme di sano narcisismo (che vi deve essere in quanto siamo individui).

Relativamente all’articolo postato in link da CignoNero, vi è qualcosa che non mi torna e mi chiedo quanto di tutto ciò possa essere ricondotto all’autrice di tale articolo, piuttosto che a Lowen.
Si potrebbe anche andare a ripescare Lowen stesso, ma forse è eccessivo.
Quello che non mi torna l’ha già sostanzialmente esposto Falansterio ovvero: volendo parlare del rapporto tra narcisista ed autostima perché proporre una variabile -importante sì- ma forse non la più rappresentativa.
Credo infatti anch'io (non negando l’esistenza di variabili ) che tale rappresentatività -nel narcisismo patologico- dell'orientamento rispetto all'autostima sia costituita da eccesso, da valori smodati. il che -tra l’altro- è uno dei tratti sintomatologici contenuti nel DSM.
Posso anche citare quali sono i criteri o come dici tu "il metro", ma una volta conosciuti, come la mettiamo con la loro esatta individuazione?

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22
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@nextlife

Nessuna intrusione. Anzi, ti ringrazio.
Mi ero rivolta espressamente a NinfaEco perchè ne aveva scritto in modo molto esteso, non per limitare altri interventi che, se esplicativi, apprezzo davvero molto.
Inoltre NinfaEco aveva toccato dei punti sulla sofferenza del narcisista che trovo molto interessanti e che, trattando di questo argomento specifico, mi sembrava ancor più interessante sviluppare.
Ho letto qualcosa sul narcisismo al di là dell'articolo del link di CignoNero, il quale articolo aveva in sè delle divagazioni, anche piacevoli se vogliamo, inserendo al contempo l'astrologia (non ho niente contro quest'ultima :ç-*: ).
Sicuramente ho letto molto poco sullo specifico argomento.
Parlo sempre dell'aspetto psicologico e non dell'attuale accezione culturale.
Ma senza pretendere di conseguire una laurea in psicologia, dato che mi sono imbattuta in questo tema sul Forum, mi sono, diciamo così, appassionata.
Mi interessava in particolare l'associazione che viene fatta con le azioni altrustiche del narcisista messe in atto per essere apprezzato dagli altri, come giustamente ha sottolineato ^Sick_Boy.
E di conseguenza mi chiedevo che cosa significasse invece una totale assenza di queste azioni, anzi una vera e propria antitesi del comportamento, in rapporto ad una patologia narcisistica che presentasse invece gli altri tratti salienti.
^Sick_Boy faceva riferimento anche alla differenza tra egoismo e narcisismo. Mi pare però piuttosto evidente la differenza tra le due cose, poi posso anche sbagliare. Non credo che un narcisismo che manifesta assenza di altruismo possa ridursi ad un mera definizione di egoismo. La cosa fondamentale è che l'egoista non soffre della sua condizione, mentre il narcisista credo che, infine, subisca la propria incapacità di dare un limite, di porre un freno alla necessità della propria autoconferma.
La spasmodica ricerca di perfezione tende a portarlo alla spossatezza. E questa ricerca di perfezione è fine a se stessa.
La conseguente impossibilità di amare è quantomeno inevitabile.
Ma lui patisce di questa ineluttabilità.
Tutto questo per capire. Dove capire può, anche se non necessariamente, significare un percorso per arrivare ad un rimedio che possa affievolire il dolore provocato dalla patologia.
Alla fine, appunto, il dubbio : è narcisismo questo che ho appena descritto?

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23
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Voilà : "Chi cerca trova".

Credo proprio di aver trovato ciò che cercavo.
Anche se il dibattito rimane sempre interessante quando i temi sono importanti.

Per chi fosse interessato : http://www.nicolalalli.it/pdf/ricerca/narcisismo.pdf

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24
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
No perbacco, tu Soldatino_di_Stagno fai benissimo ad interessarti ed avanzare tutte le considerazioni che credi.
Come mi è capitato di dire in altra circostanza: se le varie branche della scienza e della tecnica rivendicassero l’esclusività di ogni forma di articolazione concettuale, cosa rimarrebbe di noi?

Mi premeva invece, suggerire (in generale) un’accortezza che dovrebbe scongiurare certe prese di posizione che derivano dal tentativo di fornire un assetto ad un determinato schema o modulo interpretativo anche quando esso strutturalmente non lo presenta.
Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:
E di conseguenza mi chiedevo che cosa significasse invece una totale assenza di queste azioni, anzi una vera e propria antitesi del comportamento, in rapporto ad una patologia narcisistica che presentasse invece gli altri tratti salienti.

Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:
Alla fine, appunto, il dubbio : è narcisismo questo che ho appena descritto

Questa domanda, collegata a quella che prima avanzavi relativamente al metro, mi consente innanzitutto di provare a risponderti e poi di tentare nuovamente di sottolineare quello che dicevo precedentemente.

Attualmente, vi è uno strumento diagnostico di riferimento (non esente da critiche, ma vi tornerò) che è il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (da cui l’acronimo DSM) giunto alla quarta edizione /R (la quinta è prevista nel 2013 circa).
Ora, alla voce: «Disturbo Narcisistico di Personalità» sono elencati una serie di sintomi caratteristici di tale condizione psicopatologica.
Il criterio con il quale si compie la diagnosi del disturbo citato, è costituito dalla presenza pressoché costante di almeno 5 dei sintomi elencati.
Comprenderai bene, quali siano le possibilità di rilevare -nell’individuo- molteplici formulazioni distinte a livello quali quantitativo senza che esso ricada in tale rilevazione sintomatologica.
Inoltre, recuperando quello che dicevo prima, non è per nulla irrilevante la critica che viene avanzata a tale diffuso strumento diagnostico e alla sua rigidità applicativa, con il risultato finale di rendere la situazione affatto limpida.

Se l’individuo, l’uomo comune (e questo è il nocciolo di quello che mi preme sostenere) compie malgrado tutto ciò, un’opera piuttosto precisa di definizione di un quadro nel quale collocare gli altri, rischia di compiere un’operazione azzardata, dagli altrettanto azzardati risultati.

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25
Ospite
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Ospite
Con un po' di calma mi leggo tutti gli interventi, che vedo finalmente arrivare. Concordo con quanto scritto da Ninfa, tranne che per una cosa: non sono certa che il narcisismo arrivi sempre da una privazione dell'amore. E' una ferita, è una mancata elaborazione del dolore, il narcisista è intrappolato in una gabbia che tra l'altro si è costruito e ci tiene a difendere, ma credo che non sempre questo narcisismo parta dalla mancanza di un amore, ma che possa essere dato anche dal troppo amore ricevuto e che si ricerca, poi, in altri soggetti alla stessa maniera. Poi con calma leggo tutto il resto e vado avanti.

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