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Il Disprezzo : la segreta utilità di un'emozione complessa

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1
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Le emozioni fondamentali, ovvero felicità, tristezza, paura e rabbia sono innescate da oggetti rilevanti per il soggetto.
A partire da queste emozioni, se ne articolano altre, dette emozioni complesse come l'imbarazzo, la vergogna, il senso di colpa, l'invidia, la gelosia e il disprezzo. Questo tipo di emozioni sono legate al modo in cui il soggetto si relaziona all'ambiente e alle strategie adottate per far fronte ai problemi sollevati da questo rapporto. In altre parole, hanno valore adattivo.
Soffermiamoci ora sul disprezzo.
Il disprezzo verso un altro individuo è provocato da comportamenti che violano una norma fondamentale per il soggetto perchè la utilizza per organizzare e gestire la propria vita. Questa norma può essere morale, legata alle regole della società, può riguardare i rapporti personali ecc.
Affermare che provare disprezzo è una forma di adattamento e che l'emozione del disprezzo ha valore adattivo, significa dire che disprezzando il soggetto riesce ad arginare un evento potenzialmente destabilizzante perchè minaccia ciò che sostiene la sua vita. Il disprezzo consente cioè di gestire l'impatto emotivo delle relazioni, consente di modulare le relazioni in modo che risultino più funzionali ai propri bisogni, consente il mantenimento di una norma di vita, il confronto con la norma maggioritaria e con le norme "alterntive".
E' strano come appaiano molte cose solo cambiando prospettiva. Un'emozione giudicata negativamente si rivela molto utile all'economia psichica, mentre l'incapacità di utilizzarla si rivela dannosa in molti casi.

Quali sono gli oggetti del vostro disprezzo?
Che rapporto avete con questa emozione?



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2
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
In genere, disprezzo quelli che disprezzano. Per me il discorso è semplice, leggo DISPREZZO come GIUDIZIO (ovviamente negativo). Tutti giudichiamo, non facciamo gli ipocriti, ma c'è chi ne fa professione e giudica a priori. Mentre in genere sarebbe più giusto fermarsi alle OPINIONI, che sono mutevoli e mai inappellabili...

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3
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@victorinox ha scritto:Le emozioni fondamentali, ovvero felicità, tristezza, paura e rabbia sono innescate da oggetti rilevanti per il soggetto.

Solo un piccolo appunto: il numero delle emozioni fondamentali è sempre stato molto discusso. Attualmente la teoria più accreditata ne prevede sei: alle tue si devono aggiungere sorpresa e disgusto.


@victorinox ha scritto:
E' strano come appaiano molte cose solo cambiando prospettiva. Un'emozione giudicata negativamente si rivela molto utile all'economia psichica, mentre l'incapacità di utilizzarla si rivela dannosa in molti casi.
Quali sono gli oggetti del vostro disprezzo?
Che rapporto avete con questa emozione?

Già, questo vale per tutte le emozioni, anche le più scomode.
Io ho un buon rapporto con le mie: mi ricordano quali sono i miei obiettivi.
Certo, ce ne sono alcune più difficili da gestire (la mia bestia nera è il senso di colpa) ma tra queste, per quel che mi riguarda, non c'è il disprezzo.
Il disprezzo, credo io, è legato ai nostri valori: disprezziamo coloro che non solo non li condividono ma li violano pure. Io, per esempio, disprezzo chi accetta posizioni o vantaggi non ottenuti grazie al proprio merito.

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4
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Già, caro victorinox. Mi viene sempre da sorridere quando leggo di persone che si dichiarano atei, agnostici, non credenti..."io non credo in niente". Queste persone dimenticano che ciascuno di noi ha una propria "religione", cioè una visione della vita con i propri dogmi, credenze, valori o disvalori, papi e vescovi...che è poi ciò che ci muove.
Il disprezzo è proprio uno dei sentimenti che la rivela. Poichè disprezziamo proprio chi stride duramente con i valori fondamentali della nostra visione della vita...della nostra "religione". Chi la "minaccia" alle fondamente, chi la "aggredisce".

E chi non disprezza mai niente e nessuno? Bè...ha una psiche "vuota", in balia degli eventi esterni...destrutturata. Giacchè il disprezzo non nasce semplicemente da una difformità di vedute o di idee...ma nasce a fronte di una "aggressione oggettiva" al nostro sistemi di valori e che mira a distruggerlo, qualunque esso sia. Una aggressione oggettiva e che viene percepita come tale.

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5
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:Già, caro victorinox. Mi viene sempre da sorridere quando leggo di persone che si dichiarano atei, agnostici, non credenti..."io non credo in niente". Queste persone dimenticano che ciascuno di noi ha una propria "religione", cioè una visione della vita con i propri dogmi, credenze, valori o disvalori, papi e vescovi...che è poi ciò che ci muove.
Il disprezzo è proprio uno dei sentimenti che la rivela. Poichè disprezziamo proprio chi stride duramente con i valori fondamentali della nostra visione della vita...della nostra "religione". Chi la "minaccia" alle fondamente, chi la "aggredisce".

E chi non disprezza mai niente e nessuno? Bè...ha una psiche "vuota", in balia degli eventi esterni...destrutturata. Giacchè il disprezzo non nasce semplicemente da una difformità di vedute o di idee...ma nasce a fronte di una "aggressione oggettiva" al nostro sistemi di valori e che mira a distruggerlo, qualunque esso sia. Una aggressione oggettiva e che viene percepita come tale.

Permettimi un'osservazione, Xmanx: nella prima parte hai espresso un concetto che io condivido (e la cosa un po' mi inquieta) tanto che l'ho riportato più o meno similmente nel commento sopra il tuo.
Poi, però, ti lanci in un giudizio piuttosto severo e oltretutto privo di fondamenta verso coloro che tu definisci "atei". Forse, e ripeto forse, fai riferimento al commento di Candido. Bè, così fosse credo tu abbia mal interpretato le sue affermazioni.
Io ti chiedo: perché non ti limiti a fornire la tua visione del mondo senza arrogarti il diritto di esprimere giudizi su quella altrui?

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6
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Scusa eh, ma che c'entra Candido? La mia era una considerazione generale. scratch
E poi, cara Yale...(ad essere pignoli) tutti giudichiamo. Però quando lo facciamo noi, "esprimiamo giustamente un nostro diritto"...quando lo fanno gli altri, "si arrogano un diritto che non hanno". E non funziona così, eh.

Tu dici di disprezzare "chi accetta posizioni o vantaggi non ottenuti grazie al proprio merito". Bene.
Lascia a me la libertà di disprezzare chi fa dell' "individualismo ateo" la propria religione. Ma non perchè io pensi o pretenda che debba abbracciare una qualunque altra "religione"...ma perchè, spesso e volentieri, chi si proclama ateo non fa nient'altro che un goffo tentativo di mascherare il proprio individualismo. In realtà segue una sua propria religione dove ha messo se stesso al posto di qualunque dio. Dove, cioè, egli stesso e le sue esigenze sono, contemporaneamente, il papa, il dio da adorare e il totem al quale genuflettersi.
E questo, se permetti, io la vedo come una aggressione ai valori fondamentali della mia visione della vita e del nostro modello sociale.

Detto ciò...il buon Candido con questo discorso non c'entra proprio nulla.

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7
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@xmanx ha scritto:Scusa eh, ma che c'entra Candido? La mia era una considerazione generale. scratch
E poi, cara Yale...(ad essere pignoli) tutti giudichiamo. Però quando lo facciamo noi, "esprimiamo giustamente un nostro diritto"...quando lo fanno gli altri, "si arrogano un diritto che non hanno". E non funziona così, eh.

Tu dici di disprezzare "chi accetta posizioni o vantaggi non ottenuti grazie al proprio merito". Bene.
Lascia a me la libertà di disprezzare chi fa dell' "individualismo ateo" la propria religione. Ma non perchè io pensi o pretenda che debba abbracciare una qualunque altra "religione"...ma perchè, spesso e volentieri, chi si proclama ateo non fa nient'altro che un goffo tentativo di mascherare il proprio individualismo. In realtà segue una sua propria religione dove ha messo se stesso al posto di qualunque dio. Dove, cioè, egli stesso e le sue esigenze sono, contemporaneamente, il papa, il dio da adorare e il totem al quale genuflettersi.
E questo, se permetti, io la vedo come una aggressione ai valori fondamentali della mia visione della vita e del nostro modello sociale.

Detto ciò...il buon Candido con questo discorso non c'entra proprio nulla.

Infatti, Xmanx, se leggessi bene quello che scrivono gli altri... io ho precisato "Forse, e ripeto forse, fai riferimento al commento di Candido. Bè, così fosse credo tu abbia mal interpretato le sue affermazioni".
Io ho visto un possibile collegamento tra il suo "disprezzo quelli che disprezzano" e il tuo "quando leggo di persone che si dichiarano atei...", ma rendendomi conto che avrebbe anche potuto essere frutto di un mio personalissimo percorso mentale ti ho chiesto conferma utilizzando il condizionale. Do you know "condizionale"?
Detto questo...non ti ho nemmeno detto che non hai il diritto di esprimere un tuo giudizio: ho solo osservato che spesso lo fai con una severità e senza avere fondamenti. Per esempio: hai messo in un unico calderone atei e agnostici, che invece sono due cose ben distinte. E poi ci hai aggiunto "non credono in niente", deduzione totalmente arbitraria che hai voluto partorire tu. Spero tu abbia capito il senso.

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8
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Si, ho capito perfettamente.
A parte il fatto che non credo assolutamente che il buon Candido "non disprezza mai". E se uno gli brucia deliberatamente la casa? Se gli uccide il cane? Se gli sevizia la figlia? (è solo un esempio eh...non so nemmeno se Candido abbia una figlia). Chiacchiere.....spesso e volentieri si dicono solo chiacchiere. E a me le chiacchiere mi hanno stufato.
Solo chi è psicologicamente come una pianta "non disprezza mai nessuno"...anche quando viene "aggredito". E siccome non credo che il buon Candido sia una pianta, mi permetto di sorridere della sua affermazione. pietra

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9
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Esempio fresco fresco: io disprezzo l'automobilista che dopo un alterco gestuale ha lanciato un accendino dal finestrino colpendomi la portiera a 130 Km/h in autostrada. Il disprezzo mi ha portata a cercare nominativo e indirizzo dell'automobilista tramite la targa. Ora da vedere se suddetto disprezzo mi porterà ad andargli a depositare un mattone sul parabrezza.

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10
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
In effetti non ho mai dichiarato di non disprezzare "mai". Dico solo che, più vado invecchiando, più mi sembra di riuscire ad avere un'immagine un po' meno sfocata e soggettiva degli altri. Ripeto, "un po' meno". E proprio per questo mi riesce più difficile incaxxarmi, non perché sia diventato un santo, solo perché in genere gli altri mi SORPRENDONO di meno. Il disprezzo è ammantato di rabbia e sorpresa. Per dire, una cattiveria o presunta tale che anni fa mi avrebbe mandato in bestia, la inquadro meglio nella personalità di chi la compie. Non so se riesco a spiegarmi, essa rientra in una logica caratteriale che più difficilmente mi porta al disprezzo della persona...come potrei disprezzare un cane che ringhia minaccioso? Al limite quel cane mi farà paura.

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11
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Se una cosa/evento/persona/situazione non ha per me alcun valore, sono e rimango indifferente
Se la stessa cosa/evento/persona/situazione provoca una mia (re)-azione allora significa che una qualche valenza ce l'ha e il mio possibile de-prezzamento può anche essere adattivo e funzionale, come nel caso io disprezzi un eventuale capo al lavoro con comportamenti misogini nei miei confronti

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12
anna85
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
io disprezzo
chi fa del male
a bambini,anziani,animali
etc...
anzi in quel momento vorrei essere il giudice

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13
Coraline
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Viandante Storico
Viandante Storico
@victorinox ha scritto:

Quali sono gli oggetti del vostro disprezzo?
Che rapporto avete con questa emozione?



Più che disprezzare, che comunque è un'azione che richiede un certo coinvolgimento, non dò nessun valore a coloro che alzano la cresta con i più deboli e si accucciano ai piedi di chi riconoscono più forte, a coloro che pensano di essere invincibili pur non avendo nessun merito circa le fortune che si ritrovano, a coloro che svolgono professioni particolarmente delicate con superficialità e tracotanza (penso a certi medici), a coloro che, pur sapendo di avere sbagliato, non ammettono mai le proprie responsabilità e anzi combattono per affermare una verità che sanno inesistente. Non do valore a chi ha ottenuto il posto di lavoro con una raccomandazione e se ne dimentica, comportandosi come se l'avesse invece meritato, non dò valore a chi mente in presenza di chi conosce la verità, a chi disprezza qualcuno perchè lo invidia, a chi, pur essendosi macchiato di gravi colpe, svolge la sua vita serenamente ignorando la sofferenza che ristagna sotto le sue orme perchè protetto dalla logistica del caso o da qualcuno..

In passato ho detestato persone che, soprattutto professionalmente, non hanno esitato a mentire e a giocare sporco pur di scavalcarmi. Non riesco mai a fare lo step successivo, quello del disprezzo, perchè la vita (che sa sempre quello che fa) me li punisce prima. C'aggia fà scratch

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14
SergioAD

Viandante Storico
Viandante Storico
Se si giunge a disprezzare le categorie, le moralità o le differenze culturali è un errore.

Credo che sia ammesso disprezzare gli errori basati sulla ragione.

Il mio rapporto personale con le emozioni è cercare di comprenderne il significato per dargli senso - sono nella continua ricerca di azioni correttive.

Significa tollerare l'intolleranza mantenendo dignità.

Disprezzare perdendo dignità è una cosa che non vorrei mai vivere, ah ah!

Immagino che si rischia di più avvicinandosi ai due istinti, sopravvivenza e riproduzione - come figlio di sopravvissuti dei genocidi Ellenico ed Armeno ed avendo una discreta storia di minacce basate su moralità religiose - ho capito che la ragione contiene valori giusti.

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