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Asia e oltre: gli strumenti dell'Oriente

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ReLear
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
La musica asiatica presenta due tradizioni assai differenti: una popolare influenzata da antiche credenze e rituali magici e una colta e raffigurata, destinata alla nobiltà delle corti e delle antiche città imperiali, pura espressione artistica. Accanto a questi due generi c'è un'ampia gamma di musiche religiose. La musica non è intesa come semplice suono ma come potenza trascendente, capace di mettere in relazione i suoni con l'ordine dell'universo.
Insomma è legata ad una concezione del mondo e ad un preciso immaginario rispetto a cui il suono non è casuale. Ad ogni sonorità, corrispondono degli strumenti musicali che attraverso la musica degli ultimi decenni sono entrati a far parte di canzoni che ascoltiamo tutti.
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ReLear
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Viandante Affezionato
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Il Sitar

I Beatles sono stati tra i primi sperimentare in questo senso, sopratutto grazie ad Harrison. Usarono ad esempio il sitar.
Lo impiegarono a partire dal 1965 nell'album Rubber Soul. Ma anche i Rolling Stones lo usarono in Paint It Black. Bryan Jones apprezzava parecchio queste cose.




Il Sitar, per chi non lo conosce, è uno strumento musicale a corde dell'India settentrionale. Si pensa che sia stato importato in India dalla Persia, letteralmente significa ‘tre corde’, la cassa armonica del sitar è fatta con una zucca tagliata a metà, a cui viene aggiunto un sottile strato di legno che fa da coperchio.


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