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26
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto:Attenzione al discredito.
Che contano sono i risultati, non i titoli esposti o i mezzi usati.

Lo diceva anche Rogers nella sua biografia, e aggiungeva anche che non e' necessario un diploma specifico per operare bene e con riscontri positivi, ma valeva molto di più la disposizione personale e la vicinanza al mondo di riferimento del paziente/cliente.
CARL ROGERS "Un modo di essere", Ed. Giunti (1983

Ma quale discredito?!
Qui si legge:
Domanda: "si può fare terapia on line?"
Risposta: "io faccio un lavoro di counseling da anni e ho conosciuto meglio molte persone attraverso il web che non dal vivo".
Si paragonano le pere alle banane, insomma.
E non contento aggiunge anche "contano i risultati".
Come può confrontare i risultati di due 'operazioni' totalmente diverse in ambiti differenti?
Sarebbe come paragonare un intervento alla colecisti con l'ablazione del tartaro.

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27
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:
Qui si legge:
Domanda: "si può fare terapia on line?"
Risposta: "io faccio un lavoro di counseling da anni e ho conosciuto meglio molte persone attraverso il web che non dal vivo".
Si paragonano le pere alle banane, insomma.
E non contento aggiunge anche "contano i risultati".
Come può confrontare i risultati di due 'operazioni' totalmente diverse in ambiti differenti?
Sarebbe come paragonare un intervento alla colecisti con l'ablazione del tartaro.


Il paragone non mi sembra adeguato proprio perchè di ambiti differenti. Queste sono due operazioni meccaniche e strumentali che resuppongono conoscenza paticolare. Tu pensi che un chirurgo internista sappia fare l'ablazione del tartaro?

Invece il couseling e la psico-terapia sono ambiti continuativi, perche' non sai dove comincia l'uno e finisce l'altro.

Diversamente ritorneresti ad una disgregazione della mente e cui vorresti rimediare.

Secondo me.


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28
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
E comunque anche in un forum come questo ci sono elementi di terapia della mente.

Solo che sono informali e non strutturati, e che non apprezziamo per via di una mentalità particolarista e specialistica che ci è stata inflitta con lo scientismo positivista.

Utile nelle operazioni strumentali, non utili o disastrose nelle operazioni integrative sulla personalità.

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29
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto:
Il paragone non mi sembra adeguato proprio perchè di ambiti differenti. Queste sono due operazioni meccaniche e strumentali che resuppongono conoscenza paticolare. Tu pensi che un chirurgo internista sappia fare l'ablazione del tartaro?

Invece il couseling e la psico-terapia sono ambiti continuativi, perche' non sai dove comincia l'uno e finisce l'altro.

Diversamente ritorneresti ad una disgregazione della mente e cui vorresti rimediare.

Secondo me.



Bravo! Infatti anche terapia e counseling sono di ambiti differenti: la terapia, soprattutto, presuppone conoscenze particolari, mentre per diventare counselor non è richiesta nemmeno la laurea in psicologia.
Non sono affatto continuativi e si sa bene dove finisce l'uno e comincia l'altro.
E questo non è "secondo me".

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30
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
doctor faust ha scritto:E comunque anche in un forum come questo ci sono elementi di terapia della mente.

vabé a questo punto ci sono molti ambiti che offrono elementi di terapia della mente. Ma dubito che siano poi cosí efficaci...visto che se la terapia rimane ad un livello razionale risolvi ben poco.

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31
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:

Bravo! Infatti anche terapia e counseling sono di ambiti differenti: la terapia, soprattutto, presuppone conoscenze particolari, mentre per diventare counselor non è richiesta nemmeno la laurea in psicologia.
Non sono affatto continuativi e si sa bene dove finisce l'uno e comincia l'altro.
E questo non è "secondo me".

Perche? La funzione di counselor e' normata?
Forse sei uno studente di psicologia e la cosa ti brucia un po', ma obiettivamente e' difficile stabilire che cosa e' psicoterapia, a parte il pagamento della parcella.

Rupa Lauste ha scritto:

vabé a questo punto ci sono molti ambiti che offrono elementi di terapia della mente. Ma dubito che siano poi cosí efficaci...visto che se la terapia rimane ad un livello razionale risolvi ben poco.

E come fai a stabilire quando passi dal razionale all'irrazionale e viceversa?
E la pisicoterapia e' tutta irrazionale? Che psicoterapia sarebbe questa?


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32
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto:
Yale ha scritto:

Bravo! Infatti anche terapia e counseling sono di ambiti differenti: la terapia, soprattutto, presuppone conoscenze particolari, mentre per diventare counselor non è richiesta nemmeno la laurea in psicologia.
Non sono affatto continuativi e si sa bene dove finisce l'uno e comincia l'altro.
E questo non è "secondo me".

Perche? La funzione di counselor e' normata?
Forse sei uno studente di psicologia e la cosa ti brucia un po', ma obiettivamente e' difficile stabilire che cosa e' psicoterapia, a parte il pagamento della parcella.

Appunto, non è normata. Ti dice niente questo dettaglio? Non sono uno studente, non sono nemmeno "uno" e no, non mi "brucia": ritengo solo importante non far passare informazioni potenzialmente dannose.
Esempio: quel "obiettivamente è difficile stabilire che cosa è psicoterapia" io lo sostituirei con "secondo me è difficile...", visto che obiettivamente è assolutamente chiaro e ben definito cosa sia la psicoterapia.

doctor faust ha scritto:
E come fai a stabilire quando passi dal razionale all'irrazionale e viceversa?
E la pisicoterapia e' tutta irrazionale? Che psicoterapia sarebbe questa?

Il passaggio dal razionale all'irrazionale non ti è chiaro?
Ora capisco perché per te tutto si riduce al pagamento di una parcella.

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33
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
obiettivamente è assolutamente chiaro e ben definito cosa sia la psicoterapia.

Io ho meno certezze di te.

Cito:http://www.percorsiinteriori.it/psicologia/efficaciapsicoterapie.htm

Di fronte a medici di base spesso impreparati e alla carenza di informazioni, spesso, nella ricerca di uno psicoterapeuta, si finisce per ricorrere all'elenco telefonico, a nomi pubblicizzati in qualche sito internet, o ci si affida al consiglio di qualche amico.

Ma, può capitare di apprendere che esistono più di 200 tipi di psicoterapie diverse e che solo di una piccola parte di esse è stata valutata in modo rigoroso l'efficacia. Questo, come affermano Morosini e Michielin, nell'articolo citato:"...induce a dubitare delle affermazioni degli psicoterapeuti sulla efficacia della loro forma particolare di psicoterapia."


Il passaggio dal razionale all'irrazionale non ti è chiaro?Ora capisco perché per te tutto si riduce al pagamento di una parcella.

Tu mi sapresti distinguere nella frase sopra quanto c'è di razionale e meditato, e quanto di istintivo ed emotivo?



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34
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto:
obiettivamente è assolutamente chiaro e ben definito cosa sia la psicoterapia.

Io ho meno certezze di te.

Cito:http://www.percorsiinteriori.it/psicologia/efficaciapsicoterapie.htm

Di fronte a medici di base spesso impreparati e alla carenza di informazioni, spesso, nella ricerca di uno psicoterapeuta, si finisce per ricorrere all'elenco telefonico, a nomi pubblicizzati in qualche sito internet, o ci si affida al consiglio di qualche amico.

Ma, può capitare di apprendere che esistono più di 200 tipi di psicoterapie diverse e che solo di una piccola parte di esse è stata valutata in modo rigoroso l'efficacia. Questo, come affermano Morosini e Michielin, nell'articolo citato:"...induce a dubitare delle affermazioni degli psicoterapeuti sulla efficacia della loro forma particolare di psicoterapia."


Il passaggio dal razionale all'irrazionale non ti è chiaro?Ora capisco perché per te tutto si riduce al pagamento di una parcella.

Tu mi sapresti distinguere nella frase sopra quanto c'è di razionale e meditato, e quanto di istintivo ed emotivo?

Ah vabbè, se giochiamo a cambiare argomento in itinere...
Stavamo parlando della chiarezza della definizione di psicoterapia rispetto al counseling, indipendentemente dal modello teorico alla base, quindi non serve che te ne esci dicendo "ce-ne-sono-poche-che-funzionano-pappappero!"

Quanto alla seconda provocazione forse ci siamo di nuovo equivocati sul significato dei termini.
Voglio comunque rispondere seguendo il tuo registro e dico sì. Ma ci riesco solo perché ho fatto un lungo percorso psicoterapeutico (efficace).

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35
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
@ D.Faust: citando la tua stessa fonte

"si pone con forza la necessità di fare scelte più consapevoli e oculate, basate su informazioni chiare e obbiettive.
Purtroppo però, l'informazione per i non addetti ai lavori è scarsa, lacunosa sotto diversi profili e di non facile reperibilità
".

Ecco perché ci tengo a non far passare concetti falsi e potenzialmente dannosi quale la confusione tra counselor e psicoterapeuta.

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36
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Cocettualmente sono d'accordo con te.

L'unico handicap è che è mia personale convinzione che gli elementi in gioco siano troppi [tipo di terapia, tipo di operatore, tipo di cliente, tipo di situazione, ecc.] per cui ottenere qualcosa di prevedibile con la consueta formula:- Vado dall'esperto e in dieci sedute risolvo il problema, pago e ho il certificato di garanzia- puo' succere una volta ogni tanto [ma tanto tanto].

Secondo la mia esperienza, quasi mai.

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37
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Quello che mi perplime di te è che farcisci i tuoi commenti di citazioni "Spinoza, Parmenide, Leucippo, Democrito, Epicuro, Eraclito, Hume..." e poi non fai mai mancare l'aggiunta di un "secondo me - a mio modesto parere - è mia personale convinzione - secondo la mia esperienza (ma quale???)...".
Anche questa tua risposta evidenzia quanto poco chiare siano le tue idee: "consueta formula"??? Ma che significa "consueta"? Mi fai un esempio di un qualsiasi trattamento che garantisca questa "consueta formula"?
Chiunque pensi di poter risolvere un problema che richieda una psicoterapia in dieci sedute è paragonabile a chi si mette in viaggio il 2 agosto da Milano pensando di raggiungere Reggio Calabria in otto ore.
Gli elementi in gioco sono così numerosi proprio perché si sta parlando di un'"operazione" impegnativa: non fare passare l'idea "la terapia è ostica, ripieghiamo sul counseling".

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38
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:Quello che mi perplime di te è che farcisci i tuoi commenti di citazioni "Spinoza, Parmenide, Leucippo, Democrito, Epicuro, Eraclito, Hume..." e poi non fai mai mancare l'aggiunta di un "secondo me - a mio modesto parere - è mia personale convinzione - secondo la mia esperienza (ma quale???)...".

Curioso questo rilievo...altrove mi dicono l'esatto contraio. Che sono troppo categorico e non metto mai un condizionale.
La mia esperienza viene da una vita passata fra letti di ospedale, ambulatori, consultori, sert, psichiatrie, scuole di allievi, convivenza in una istituzione dove vivevano stanzialmente 1500 persone, a altre centinaia in transito, con cui si doveva convivere giorno dopo giorno. E questo per decenni.

Anche questa tua risposta evidenzia quanto poco chiare siano le tue idee: "consueta formula"??? Ma che significa "consueta"? Mi fai un esempio di un qualsiasi trattamento che garantisca questa "consueta formula"?

La consueta formula à quella a cui ci ha abituato la società consumistica:- Vado, mi aggiustano, pago e continuo come prima -. Ormai e' un riflesso condizionato. Come andare dal meccanico.

Chiunque pensi di poter risolvere un problema che richieda una psicoterapia in dieci sedute è paragonabile a chi si mette in viaggio il 2 agosto da Milano pensando di raggiungere Reggio Calabria in otto ore.

Dipende da ciò di cui uno ha bisogno. Può essere che una spiegazione paradossale o inaspettata rompa un circolo abitudinario. Per fare questo basta qualche chiacchierata. Si chiama terapia strategica. Mutuata dalla scuola sofistica, da cui proveniva anche Socrate. Leggi Nardone & company.
Se invece si capita da un Psicoanalista, ti tiene agganciato anni mantendoti nelle tue abitudini.

[qiote]Gli elementi in gioco sono così numerosi proprio perché si sta parlando di un'"operazione" impegnativa: non fare passare l'idea "la terapia è ostica, ripieghiamo sul counseling". [/quote]

Io invece penso che sia perchè non si sa che pesci pigliare. E' per questo che nelle carceri, al sert, in psichiatria e in comunita l'80% delle persone ritorna.

E comunque hai ragione. Se si dice counseling non si dice nulla. C'è chi si dice counselor dopo aver fatto un corso di una settimana. In verità io non so come definirmi, per cui non lo faccio affatto, a meno che non mi tirino per i capelli.

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39
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto: La mia esperienza viene da una vita passata fra letti di ospedale, ambulatori, consultori, sert, psichiatrie, scuole di allievi, convivenza in una istituzione dove vivevano stanzialmente 1500 persone, a altre centinaia in transito, con cui si doveva convivere giorno dopo giorno. E questo per decenni.

Ecco appunto: vale a dire esperienza di psicoterapia pari a zero.


doctor faust ha scritto:
La consueta formula à quella a cui ci ha abituato la società consumistica:- Vado, mi aggiustano, pago e continuo come prima -. Ormai e' un riflesso condizionato. Come andare dal meccanico.

Mmm...non hai risposto: chiedevo un esempio di una situazione dove possa realmente concretizzarsi questa formula, visto che nemmeno quando vai dal meccanico puoi avere una garanzia di "continuo come prima".


doctor faust ha scritto:
Dipende da ciò di cui uno ha bisogno. Può essere che una spiegazione paradossale o inaspettata rompa un circolo abitudinario. Per fare questo basta qualche chiacchierata. Si chiama terapia strategica. Mutuata dalla scuola sofistica, da cui proveniva anche Socrate. Leggi Nardone & company.
Se invece si capita da un Psicoanalista, ti tiene agganciato anni mantendoti nelle tue abitudini.

A parte il fatto che tutte le terapie inducono cambiamento fin dalle prime sedute: si chiama effetto placebo.
Le terapie brevi funzionano per situazioni molto circoscritte: anche la terapia cognitivo comportamentale risolve un attacco di panico in dieci sedute, ma difficilmente un attacco di panico si presenta come sintomo singolo. Stessa cosa per la tua terapia strategica: con qualche chiacchierata si può rompere un circolo abitudinario ma di certo non si può ottenere una ristrutturazione, quindi quella "rottura" non sarà generalizzabile ad altri circoli.
Quanto alla psicoanalisi io non ho grossa simpatia per questo ramo ma devi riconoscere che il lavoro di uno psicoanalista è ben più profondo di quello che puoi ottenere con qualche “chiacchierata”.


doctor faust ha scritto:
Io invece penso che sia perchè non si sa che pesci pigliare. E' per questo che nelle carceri, al sert, in psichiatria e in comunita l'80% delle persone ritorna.
E comunque hai ragione. Se si dice counseling non si dice nulla. C'è chi si dice counselor dopo aver fatto un corso di una settimana. In verità io non so come definirmi, per cui non lo faccio affatto, a meno che non mi tirino per i capelli.

Quando nelle carceri o al sert sarà possibile fare una psicoterapia cominceremo a parlare della stessa cosa.
Infine...
Non è questione di durata del corso: sono due cose totalmente DIVERSE: non a caso gli utenti si chiamano “clienti” nel counseling e “pazienti” in terapia.

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40
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:vale a dire esperienza di psicoterapia pari a zero.

Evvai!

devi riconoscere che il lavoro di uno psicoanalista è ben più profondo di quello che puoi ottenere con qualche “chiacchierata”.

Certo. E' un pozzo senza fondo.

Quando nelle carceri o al sert sarà possibile fare una psicoterapia cominceremo a parlare della stessa cosa.

Evvai! Espanditi.

Non è questione di durata del corso: sono due cose totalmente DIVERSE: non a caso gli utenti si chiamano “clienti” nel counseling e “pazienti” in terapia.

Sofismi.

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41
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Quando finisci le citazioni ti rifugi nei cori da stadio? Il prossimo passo? Le onomatopee?
Nei punti in cui gorgheggi "evvai" forse l'hai presa sul personale, mentre io parlavo di una semplice realtà dei fatti: non sono luoghi, quelli che nomini tu, dove si possa parlare di psicoterapia.
Ma tu guarda! Quando ti si invita ad essere concreto tutti i buoni insegnamenti della tua PNL non bastano più, eh?
Ad ogni modo a leggere "sofismi" mi crolla definitivamente il mento sulla tastiera: ci rinuncio e ti lascio continuare a fare il dottorino mancato.

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42
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Yale ha scritto:... una semplice realtà dei fatti: non sono luoghi, quelli che nomini tu, dove si possa parlare di psicoterapia.

Mi dovresti definire cosa e' per te psicoterapia.

...ti lascio continuare a fare il dottorino mancato.

Ma io non sono un dottorino mancato. Sono un pluri-dottore. Lo ha detto lo stato attraverso il ministro della pubblica istruzione e il ministero della sanità. E magari lo sei anche tu...

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43
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
doctor faust ha scritto:
E come fai a stabilire quando passi dal razionale all'irrazionale e viceversa?

A cosa ti riferisci?
se ho capito bene ti rispondo subito.

Fobie
Paura di volare. è più probabile che si muoia di cancro ai polmoni che in un volo. è più probabile che succeda in moto, per strada, in un pub. Ne siamo tutti consapevoli anche chi soffre di questo disturbo. Dopo il 9/11 la gente in USA ha limitato gli spostamenti in aereo preferendo le 4 ruote, questo con la consapevolezza di quanto fosse più pericoloso andare in auto. Ma c'è una discrepanza tra il sapere che volare è sicuro al 99% e il panico che sopraggiunge nel mezzo di un volo. A me il passaggio dal razionale all'irrazionale sembra evidente

Entomofobia
Conosco gente che se vede una vespa da i numeri reagisce in modo così spropositato che rischia la vita non per la vespa ma perchè magari finisce sotto un'auto o cade accidentalmente dal balcone.
Il passaggio anche in questo caso mi sembra palese.

Inoltre queste fobie di solito nascondono disturbi ben più radicati e profondi.
Anche questo in terapia di solito te lo fanno capire. Ma se lo capisci ad un livello superficiale, che in questo caso è proprio quello razionale, risolvi ben poco visto che se rivivi certe esperienze ci ricadi molto facilmente. La mente ti dice che non c'è pericolo il cuore invece ti scoppia dentro.

Senza scomodare alcun repertorio bibliografico senza concedersi a citazionismi inutili, credo semplicemente che questo sia elementare come concetto.

Doctor il problema è che tu hai come al solito un atteggiamento sfiduciato e rassegnato, dal principio di ereditarietà dell'individuo alla psichiatria e cura farmacologica come unico metodo di cura.
Mi dispiace.
Alla fine se c'è gente che è contenta, soddisfatta e appagata dopo un percorso...ben venga, che sia placebo o la trinità checccifrega...loro sono contenti così?
tu?

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44
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Doctor il problema è che tu hai come al solito un atteggiamento sfiduciato e rassegnato, dal principio di ereditarietà dell'individuo alla psichiatria e cura farmacologica come unico metodo di cura.
Mi dispiace.
Alla fine se c'è gente che è contenta, soddisfatta e appagata dopo un percorso...ben venga, che sia placebo o la trinità checccifrega...loro sono contenti così?
tu?

Io penso che ogni individuo segue il suo copione, fa quello che gli pare giusto, bello e migliore.

Io lo faccio e ne sono contento e soddisfatto.

Di quello che fai tu non mi importa niente, perchè sei libero di fare quello che vuoi.

Percio' non dispiacerti per me [si fa per dire] ma pensa piuttosto a te.

E gli altri alla fine stai tranquillo che faranno lo stesso, alla faccia mia e tua.


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45
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Per quel che riguarda il razionale e l'irrazionale non intendevo una sequela di definizioni ricopiate, ma capire cosa sta dietro il messaggio formale, che mescola aspetti irrazionali e razionali.

Ogni volta che apriamo la bocca sospiriamo, speriamo, desideriamo, cerchiamo approvazione, comprensione, affetto, oppure ringhiamo di rabbia, di invidia, di desideri distruttivi, e tutto ciò è nascosto sotto il velo delle parole.

A volte addirittura palesato, come chi e' stato colto con le dita nel barattolo di Nutella, e vuole vendicarsi per la ferita narcisitica che sanguina.

Questo vuol dire comprendere la reazione irrazionale, dietro una parvenza formale. Quella istintiva ed emotiva.

E questa contraddizione la si percepisce in ogni manifestazione, che sia mimata, parlata, scritta, o dipinta.
Da li dovrebbe partire la cura, se si vuol prendersi cura di qualcuno. Quella che tu chiamo psicoterapia.
Ma non sempre abbiamo voglia di spenderci. E questo dipende dall'empatia o dall'antipatia che ti ispira il soggetto.
Ancora l'irrazionale che sommerge il razionale.

E così invece che il contatto costruttivo, si cerca il contatto distruttivo, oppure si preferisce la fuga, a secondo di come sei umoralmente disposto in quel momento.

Questo e' quello che succede nella mente, non quello che leggi nelle definizioni da manuale.

Ma sono opinioni. Solo opinioni.

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46
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Al di lá di quelle che consideri definizioni da manuale...che poi trovano conferma nella pratica..se pur scadendo nell'ovvietá...ti ricordo che le opinioni si fondano su nozioni, o meglio da queste partono...da studi, da libri e anche da definizioni ricopiate...almeno quello non é giá impiantato nel DNA. Senza una base...l'opinione é labile.
Non mi riferisco alle tue o alle mie...ma ci tenevo a precisare questo concetto.

Per quanto riguarda il resto...francamente mi hai un po' confuso, se ho capito bene stai affermando che molto spesso la cura é un processo delicato che richiede tempo...all'inizio di questo topic se non sbaglio affermavi che la cura puó procedere tranquillamente online e comunque che la forma epistolare é piú che sufficiente...

probabilmente ho capito male io

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47
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Rupa Lauste ha scritto:Al di lá di quelle che consideri definizioni da manuale...che poi trovano conferma nella pratica..se pur scadendo nell'ovvietá...ti ricordo che le opinioni si fondano su nozioni, o meglio da queste partono...da studi, da libri e anche da definizioni ricopiate...almeno quello non é giá impiantato nel DNA. Senza una base...l'opinione é labile.
Non mi riferisco alle tue o alle mie...ma ci tenevo a precisare questo concetto.

Mi trovi d'accordo. Senza basi, senza studio e senza abitudine all'associazione di idee e concetti provenienti da discipline diverse, si scade nell'opinione dozzinale o nella convizione fideistica e acritica.
Ma ogni nozione in potenza deve poi essere tradotta in atto, e questo non sempre da ragione a chi ha letto più libri o è specializzato in un particolare sapere. E' per questo che esistono i consulti e lo scambio di pareri, ammesso che si abbia l'umiltà e la saggezza per farlo.

Per quanto riguarda il resto...francamente mi hai un po' confuso, se ho capito bene stai affermando che molto spesso la cura é un processo delicato che richiede tempo.

Se vogliamo parlare di cura, e quindi uscire dal campo prettamente medico-specialistico, l'aspetto fondamentale è la sua personalizzazione. Non esistono due malattie uguali che possono essere curate allo stesso modo, perchè ogni azione ricade su un substrato, un pabus, diverso. Lo stesso medicinale applicato ad una persona otterrà un risposta diversa, come vi vede palesemente dall'uso dei farmaci SSRI.

Analogamente ogni intervento di aiuto alla persona, e perciò di cura, prevede una aderenza al soggetto, e la valutazione del feedback. Non ci si può affidare a chi si detesta. Anche se razionalmente decidiamo di farlo.

Ne consegue che ogni intervento d'aiuto, o curativo, avrà la sua storia, i suoi tempi e la sua conclusione. Come ogni relazione umana, del resto.
Senza dimenticare che le due cure piu importanti sono quella insita nell'organismo stesso, la vis medicatrix naturae, e la cura di se, che si conclude solo con la propria esistenza.


.all'inizio di questo topic se non sbaglio affermavi che la cura puó procedere tranquillamente online e comunque che la forma epistolare é piú che sufficiente...

In alcuni casi un sodalizio curativo può essere benissimo portato avanti con mezzi che non abbisognano della presenza fisica. Del resto ci sono scuole che procedono in questo modo, anche università, e sempre di più ci si dovrà abituare a considerare l'ambito virtuale come una pro-tesi della fisicità.

Nei tempi andati ciò si faceva anche epistolarmente, o telefonicamente, e un manuale di autocura qualsiasi, non è altro che un concentrato di interventi da assumere in dosi personalizzate dal consumatore o fruitore o utente o paziente o cliente [se c'è un do ut des in moneta].

In altri casi invece esistono strutture specializzate, cioè il medico di famiglia, i SERD, i consultori famigliari, i servizi di assistenza sociale, gli ambulatori specialistici, le neuro-psichiatrie, le comunità di recupero, i gruppi di autoaiuto o i manicomi psichiatrici criminali o i carceri minorili.

Ci sono poi anche professionisti privati che operano in vari settori. Personalmente preferisco un welfare sanitario funzionante che la rincorsa al professionista di grido.

Pe ogni cura c'è il suo iter e la sua conclusione. Si spera sempre di trovare qualla più adatta alla situazione.

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48
Yale
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
doctor faust ha scritto: Se vogliamo parlare di cura, e quindi uscire dal campo prettamente medico-specialistico, l'aspetto fondamentale è la sua personalizzazione.

Volevi dire "entrare", suppongo.

doctor faust ha scritto:
In alcuni casi un sodalizio curativo può essere benissimo portato avanti con mezzi che non abbisognano della presenza fisica. Del resto ci sono scuole che procedono in questo modo, anche università, e sempre di più ci si dovrà abituare a considerare l'ambito virtuale come una pro-tesi della fisicità.

Ma dai? Per fare un esempio?


doctor faust ha scritto:
In altri casi invece esistono strutture specializzate, cioè il medico di famiglia, i SERD, i consultori famigliari, i servizi di assistenza sociale, gli ambulatori specialistici, le neuro-psichiatrie, le comunità di recupero, i gruppi di autoaiuto o i manicomi psichiatrici criminali o i carceri minorili.

Il medico di famiglia, i consultori familiari, i servizi di assistenza sociale, i gruppi di autoaiuto, LE carceri, le neuropsichiatrie infantili NON sono strutture specializzate per la psicoterapia!

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49
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
doctor faust ha scritto:
Ma dai? Per fare un esempio?

In Australia e altri paesi a scarsa densità demografica e ampi spazi,scuole pubbliche vengono portate avanti on line o via cavo con videolezioni.
Se si puo fare sesso con la webcam, si può fare anche lezione, colloquio, visite mediche con esami strumentali, e pure confessarsi.
http://archivio.pubblica.istruzione.it/innovazione/didattica/allegati/libro_bianco.pdf

Per quel che riguardà l'università on line, dai un'occiata alla pubblicità sul web.

E comunque, più in generale, se si considera la storia della medicina, anche quella psichiatrica, si vedrà che il contatto clinico ha subito degli alti e bassi. Nei manicomi le visite mediche erano periodiche, se non c'erano urgenze e complicazioni, ma il trasfert si istaurava lo stesso se si doveva istaurare, oppure no. Anche il famoso controtrasfert, indipendentemente dalla frequenza degli incontri.

Io stesso mi sono sottoposto a valutazione e supervisione da diversi operatori, e capivo subito quali erano sulla mia lunghezza d'onda e chi no, tanto come in un forum vedi abbastanza in fretta che è o meno sulla tua corda. Anche in mancanza della presenza fisica, della continuità, perfino di una foto che ti dia l'idea di chi sia l'interlocutore, ti crei una idea del soggetto, che magari ti immagini completamente diverso da come è nelle sue fattezze.

Ciò non toglie che puoi cogliere i suoi dati caratteriali principali e prevederne le mosse o le reazioni, cosi come fa lo scrittore quando stende una biografia, o come fa un animale quando fiuta la preda o l'animale pericoloso, e la classifica immediatamente, istintivamente ancora prima che razionalmente.


Il medico di famiglia, i consultori familiari, i servizi di assistenza sociale, i gruppi di autoaiuto, LE carceri, le neuropsichiatrie infantili NON sono strutture specializzate per la psicoterapia!

Dipende da cosa intendi per psicoterapia. Se invece che la psiche della persona hai in mente la sua performance globale, cioè la "cura" della persona, ogni luogo è buono per prendersi cura, o non prendersi cura della persona. Anche ai giardini pubblici o passeggiando sotto i portici.
Dipende da cosa si cerca.
Mi pare.

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Aleister
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Viandante Storico
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Leggere il doctor è sempre uno spasso. Il nostro infermiere è la dimostrazione vivente (si fa per dire..), della vacuità di tutto il circo barnum dell'impossibile cura della psiche e delle sue patologie (senza avvedersi che la psiche è la patologia) variamente declinata in approcci in cui cambia il nome ma non la sostanza, che in effetti non esiste, consistendo la (presunta) psiche in quella catena infinita di determinismi accidentali, di contenuti ciascuno dei quali rimanda ad altro senza mai attingere un fondo veritativo. Lo stesso svolgersi del topic attraverso gli interventi del Nostro - vanamente arginati dal buon senso dei suoi interlocutori che ne mettono in luce le infinite contraddizioni - è uno strepitoso esempio di psicodramma, di dramma di una psiche ricondotta alla sua natura, una glossolalia blablablante in cui afferma tutto e tutto nega. Il doctor annega suo malgrado in un abisso di metonimie, di spostamenti di immagini ed idee tutto affannato a rincorrere un senso che non sta nell'io, denunciando con i suoi mai suoi gargarismi la sensatezza dell'idea di una impossibile cura affermata da Lacan, o meglio di una cura che coincide non con terapie varie ma con la verità, con l'accettazione di un'impossibile ricomposizione tra Io e Me, di un reale che resta inattingibile in sè perchè di mezzo c'è sempre il simbolico (ed ovviamente il Totò del counseling confonde simbolo e sintomo)....

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