La solitudine della libertÃ
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La solitudine della libertÃ
Ho deciso di intitolare così questo topic perchè è proprio alla solitudine che porta la libertà di essere sè stessi,il vivere secondo i propri princìpi.
Me ne accorgo ogni giorno,in ogni contesto.
Sento una sorta di impermeabilità alla comprensione dell'altro, un egoismo di fondo che non ammette ragionevolezza o se l'ammette è travestita dall'ipocrisia. Si tratta di un ascolto pregiudizievole che si evince dal linguaggio corporeo, mentre le parole servono solo a riempire la propria chiusura.
Un contesto in particolare mi porta a riflettere su questa condizione,anzi due, che per i molti sono concetti assolutamente legati.
1. Ho trent'anni e non ho mai desiderato l'abito bianco,se non perchè amo la moda (vintage)e questa comprende pure le meravigliose manifatture di "alcuni" abiti da sposa. Lo indosserei volentieri ma non per quello che rappresenta,poichè non credo nel matrimonio sociale. Io sono "sposata" da più di 6 anni e il mio testimone è stato il mare. Ritengo il matrimonio un'ostentazione e lo ritengo assolutamente opposto all'intimità dei sentimenti,al suo pudore. Ovviamente tengo a precisare che è un mio personalissimo pensiero associato al mio modo di essere e rispetto chi sceglie di condividere,sfarzosamente o semplicemente, quel giorno con chi desidera.
Penso che l'amore non abbia bisogno di testimoni,se non gli stessi amanti.
Penso che l'amore non abbia bisogno d'invitare gente che altrimenti si offenderebbe e che non si è mai incontrata nella vita.Penso che all'amore non interessino gli estranei invitati solo per quel sentimento di compensazione tipico dell'ipocrisia.Penso che ho rispetto per le PERSONE e il fatto stesso d'invitarle offenderebbe,secondo il mio modo di intendere,la loro dignità ,mentre nei matrimoni accade proprio il contrario.
Penso che detesto le bomboniere,le partecipazioni (partecipare l'evento per avere il regalo,la trovo una cosa squallida...ho letto partecipazioni nelle quali veniva pure riportata la quota minima da poter spendere...allibita).
Detesto...tanto rumore per nulla...per una dimensione che non ha nulla a che vedere con la quantità ,con l'ostentazione,ma proprio con il loro opposto,la qualità e la totale riservatezza.
Non riesco assolutamente a comprendere il farsi crescere i capelli della sposa per poi tagliarli il giorno dopo e perchè non si vede quasi mai una sposa con i capelli corti,sbarazzina,magari con un tailler pantaloni.O quantomeno perchè ci si sorprende nel vederla? Non si partecipa forse all'amore di quella donna con il suo uomo? Lì scatta subito il pettegolezzo di tutta quella gente estranea, di cui prima, che non conosce assolutamente niente di quelle due persone,tanto meno del loro amore.
Credo il matrimonio si potrebbe celebrare pure sotto un cielo stellato,poichè credo che dio sia proprio la natura e appositamente lo scrivo in minuscolo poichè sono certa che lui sia umano,come noi e che comprenda e dia la sua benedizione laddove riconosce la purezza dell'amore,la quale non necessita manifestazioni se non il suo stesso esistere.
Non credo nella chiesa,nella religione che da delle imposizioni solo per contenere le masse ignoranti,che ignorano la possibilità di ragionare con il proprio cervello e il coraggio di essere se stessi e agire secondo coscienza.
La mia religione è la mia coscienza,ed è privata...privata come lo è la mia vita e quella di ognuno,privata nel senso del "sentire spirituale". Non può che essere altrimenti per me.
Il matrimonio al comune lo condiviso solo qualora servisse a tutelare un figlio.
2.Ed ecco il secondo punto.Il figlio.
Io non voglio bambini,ma non li escludo,poichè la vita spesso decide per noi.
Non volere bambini non significa essere snaturati,non essere pienamente donne,come si sente dire spesso e queste affermazioni proprio non le capisco...poichè se qualche donna non volesse figli cosa vorrebbe dire che non sarà mai totalmente donna? Essere madre è qualcosa di meraviglioso e credo sia il progetto dell'amore,qualcosa che dà totalità alla coppia,non alla donna.
Subito si pensa...allora tu non ami il tuo uomo o viceversa e il tuo amore non sarà mai totale,date le mie premesse.
Assolutamente no,io ho scelto l'amore e il mio uomo e per motivi assolutamente privati ho fatto questa scelta che vorrei si rispettasse senza essere sempre guardata come un'aliena,anche se da tempo mi è stata data la patente di "ragazza strana",solo perchè non ho mai avuto timore di essere me stessa.
Tutte le donne hanno sempre sognato l'abito bianco o essere madri.Ma dov'è scritto?
La cosa bella è che io per loro non sarei una che ama davvero o una donna con la D maiuscola,mentre invece paradossalmente vivo per l'amore e sarei capace pure di dare la mia vita per esso e proprio per tutto l'amore che ho dentro che le mie scelte sono così radicali e incredibilmente sofferte e fa male quel ghigno insopportabile di chi non sa andare oltre il proprio egocentrismo.
Ribadisco nessuna offesa per nessuno,esclusivamente una mia opinione.
Credo seguiranno altri spunti di discussione relativamente alla libertà incompresa.
Me ne accorgo ogni giorno,in ogni contesto.
Sento una sorta di impermeabilità alla comprensione dell'altro, un egoismo di fondo che non ammette ragionevolezza o se l'ammette è travestita dall'ipocrisia. Si tratta di un ascolto pregiudizievole che si evince dal linguaggio corporeo, mentre le parole servono solo a riempire la propria chiusura.
Un contesto in particolare mi porta a riflettere su questa condizione,anzi due, che per i molti sono concetti assolutamente legati.
1. Ho trent'anni e non ho mai desiderato l'abito bianco,se non perchè amo la moda (vintage)e questa comprende pure le meravigliose manifatture di "alcuni" abiti da sposa. Lo indosserei volentieri ma non per quello che rappresenta,poichè non credo nel matrimonio sociale. Io sono "sposata" da più di 6 anni e il mio testimone è stato il mare. Ritengo il matrimonio un'ostentazione e lo ritengo assolutamente opposto all'intimità dei sentimenti,al suo pudore. Ovviamente tengo a precisare che è un mio personalissimo pensiero associato al mio modo di essere e rispetto chi sceglie di condividere,sfarzosamente o semplicemente, quel giorno con chi desidera.
Penso che l'amore non abbia bisogno di testimoni,se non gli stessi amanti.
Penso che l'amore non abbia bisogno d'invitare gente che altrimenti si offenderebbe e che non si è mai incontrata nella vita.Penso che all'amore non interessino gli estranei invitati solo per quel sentimento di compensazione tipico dell'ipocrisia.Penso che ho rispetto per le PERSONE e il fatto stesso d'invitarle offenderebbe,secondo il mio modo di intendere,la loro dignità ,mentre nei matrimoni accade proprio il contrario.
Penso che detesto le bomboniere,le partecipazioni (partecipare l'evento per avere il regalo,la trovo una cosa squallida...ho letto partecipazioni nelle quali veniva pure riportata la quota minima da poter spendere...allibita).
Detesto...tanto rumore per nulla...per una dimensione che non ha nulla a che vedere con la quantità ,con l'ostentazione,ma proprio con il loro opposto,la qualità e la totale riservatezza.
Non riesco assolutamente a comprendere il farsi crescere i capelli della sposa per poi tagliarli il giorno dopo e perchè non si vede quasi mai una sposa con i capelli corti,sbarazzina,magari con un tailler pantaloni.O quantomeno perchè ci si sorprende nel vederla? Non si partecipa forse all'amore di quella donna con il suo uomo? Lì scatta subito il pettegolezzo di tutta quella gente estranea, di cui prima, che non conosce assolutamente niente di quelle due persone,tanto meno del loro amore.
Credo il matrimonio si potrebbe celebrare pure sotto un cielo stellato,poichè credo che dio sia proprio la natura e appositamente lo scrivo in minuscolo poichè sono certa che lui sia umano,come noi e che comprenda e dia la sua benedizione laddove riconosce la purezza dell'amore,la quale non necessita manifestazioni se non il suo stesso esistere.
Non credo nella chiesa,nella religione che da delle imposizioni solo per contenere le masse ignoranti,che ignorano la possibilità di ragionare con il proprio cervello e il coraggio di essere se stessi e agire secondo coscienza.
La mia religione è la mia coscienza,ed è privata...privata come lo è la mia vita e quella di ognuno,privata nel senso del "sentire spirituale". Non può che essere altrimenti per me.
Il matrimonio al comune lo condiviso solo qualora servisse a tutelare un figlio.
2.Ed ecco il secondo punto.Il figlio.
Io non voglio bambini,ma non li escludo,poichè la vita spesso decide per noi.
Non volere bambini non significa essere snaturati,non essere pienamente donne,come si sente dire spesso e queste affermazioni proprio non le capisco...poichè se qualche donna non volesse figli cosa vorrebbe dire che non sarà mai totalmente donna? Essere madre è qualcosa di meraviglioso e credo sia il progetto dell'amore,qualcosa che dà totalità alla coppia,non alla donna.
Subito si pensa...allora tu non ami il tuo uomo o viceversa e il tuo amore non sarà mai totale,date le mie premesse.
Assolutamente no,io ho scelto l'amore e il mio uomo e per motivi assolutamente privati ho fatto questa scelta che vorrei si rispettasse senza essere sempre guardata come un'aliena,anche se da tempo mi è stata data la patente di "ragazza strana",solo perchè non ho mai avuto timore di essere me stessa.
Tutte le donne hanno sempre sognato l'abito bianco o essere madri.Ma dov'è scritto?
La cosa bella è che io per loro non sarei una che ama davvero o una donna con la D maiuscola,mentre invece paradossalmente vivo per l'amore e sarei capace pure di dare la mia vita per esso e proprio per tutto l'amore che ho dentro che le mie scelte sono così radicali e incredibilmente sofferte e fa male quel ghigno insopportabile di chi non sa andare oltre il proprio egocentrismo.
Ribadisco nessuna offesa per nessuno,esclusivamente una mia opinione.
Credo seguiranno altri spunti di discussione relativamente alla libertà incompresa.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Purtroppo l'ambiente ci condiziona parecchio... o sei come tutti, pensi come tutti, agisci come tutti o sei diversa, strana.
Ti ammiro per la forza che hai di reagire, di superare gli sguardi degli altri senza farti condizionare, senza farti cambiare. Diciamo che se ne parli in questo modo un pò ti condizionano, altrimenti tireresti dritta per la tua strada senza neanche vedere o sentire certe cose, ma come hai detto tu devi dare conto solo a te stessa e ovviamente a tuo marito. Se sei sicura di quello che vuoi o che non vuoi fregatene degli altri. Lo so che fa male, figurati che vivo in un paesino dove tutti sanno tutto di tutti. Io non ho mai avuto la tua forza, anzi ho sempre creduto che quello che volevo era quello che volevano gli altri per me e da me...errore gravissimo di cui mi sono accorta solo di recente. Tu invece sei molto obiettiva e cosciente, fanne tesoro e vivi come la tua anima vuole vivere senza pensarci due volte...
Ti ammiro per la forza che hai di reagire, di superare gli sguardi degli altri senza farti condizionare, senza farti cambiare. Diciamo che se ne parli in questo modo un pò ti condizionano, altrimenti tireresti dritta per la tua strada senza neanche vedere o sentire certe cose, ma come hai detto tu devi dare conto solo a te stessa e ovviamente a tuo marito. Se sei sicura di quello che vuoi o che non vuoi fregatene degli altri. Lo so che fa male, figurati che vivo in un paesino dove tutti sanno tutto di tutti. Io non ho mai avuto la tua forza, anzi ho sempre creduto che quello che volevo era quello che volevano gli altri per me e da me...errore gravissimo di cui mi sono accorta solo di recente. Tu invece sei molto obiettiva e cosciente, fanne tesoro e vivi come la tua anima vuole vivere senza pensarci due volte...

tulip- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Grazie Tulip...mi viene da sorridere sai,quando leggendoti incontro la parola "marito",la mia era solo una metafora per dire che "sposarsi da dentro" è qualcosa che può capire solo l'anima di chi ne fa parte,poichè l'anima diventa una,come il respiro...molto parte dalle definizioni, dire marito e moglie,non sempre vuol dire esserlo intimamente...è come la LETTERATURA FANTASTICA che non esiste se non nelle parole. A me piace dire il mio "amato",perchè amo essere "antica" e ritirarmi nelle stanza poetica della mia mente,per salvarmi dall'indifferenza.
Delle volte ci soffro perchè la mia anima è caratterizzata da una profonda "pietas" e tutto mi travolge come se non avessi pelle,ma soffro perchè amo la vita e la sua bellezza e soffro nel vederla rinchiusa in un barattolo di vetro dall'ignoranza,non quella della gente semplice,ma della gente che non ha il coraggio di accogliere l'altro con umiltà per timore di scoprire lati di sè stesso che lo spaventano;e anche perchè spesso, delusi dalle proprie scelte,si proietta negli altri le proprie frustrazioni attraverso quello spietato giudizio che getta spirito soltanto al fuoco della propria rabbia. molte persone scelgono le vie più facili perchè ci vuole moltissima pazienza e forza nel rimanere impermeabili alle lusinghe della vita.
"LASCIA TUTTO E SUGUITI",diceva qualcuno a noi familiare...e per TUTTO intendo la mediocrità .La mia vita è un percorso,lei mi ha preso per mano tempo fà e quando mi ha considerata in grado l'ha lasciata e mi ha invitato a proseguire da sola,educandomi alla libertà .
Delle volte ci soffro perchè la mia anima è caratterizzata da una profonda "pietas" e tutto mi travolge come se non avessi pelle,ma soffro perchè amo la vita e la sua bellezza e soffro nel vederla rinchiusa in un barattolo di vetro dall'ignoranza,non quella della gente semplice,ma della gente che non ha il coraggio di accogliere l'altro con umiltà per timore di scoprire lati di sè stesso che lo spaventano;e anche perchè spesso, delusi dalle proprie scelte,si proietta negli altri le proprie frustrazioni attraverso quello spietato giudizio che getta spirito soltanto al fuoco della propria rabbia. molte persone scelgono le vie più facili perchè ci vuole moltissima pazienza e forza nel rimanere impermeabili alle lusinghe della vita.
"LASCIA TUTTO E SUGUITI",diceva qualcuno a noi familiare...e per TUTTO intendo la mediocrità .La mia vita è un percorso,lei mi ha preso per mano tempo fà e quando mi ha considerata in grado l'ha lasciata e mi ha invitato a proseguire da sola,educandomi alla libertà .

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Continuo ad ammirarti per le tue scelte. Come dicevi la gente frustrata e invidiosa invece di essere felice per gli altri , mormora e giudica..ma tu non ti curar di loro, ma guarda e passa

tulip- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
tulip ha scritto:Continuo ad ammirarti per le tue scelte. Come dicevi la gente frustrata e invidiosa invece di essere felice per gli altri , mormora e giudica..ma tu non ti curar di loro, ma guarda e passa![]()
Bellina...grazie tante

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Personalmente, mi sono sposato con rito civile spendendo 250 euro per una giacca e un paio di pantaloni decenti. Non abbiamo voluto figli, di comune accordo, con ciò seguendo l'esempio di milioni di coppie di questa Italia alla frutta e senza un futuro. Mi pare tutto sommato una posizione condivisa da tanti, senza bisogno di discorsi su libertà e solitudine, sentimenti che possono scattare per ben altri motivi.
Se mi sono sempre sentito un "diverso", un solitario, è per motivi che vanno al di là , e la sofferenza è ancora viva...
La "norma" è una costruzione del tutto umana, ognuno di noi, se lo avverte interiormente e non come parola d'ordine, può contribuire a migliorare questa "norma"...
Se mi sono sempre sentito un "diverso", un solitario, è per motivi che vanno al di là , e la sofferenza è ancora viva...
La "norma" è una costruzione del tutto umana, ognuno di noi, se lo avverte interiormente e non come parola d'ordine, può contribuire a migliorare questa "norma"...

Candido- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Se ho reputato parlarne è perchè per me ha un senso ciò che ho scritto.Non ho parlato di libertà e solitudine in senso lato o assoluto,ma di quelle piccole circostanze che contribuiscono ad alimentarle.E la vita è fatta di piccole circostanze.
Io sto in un piccolo paesino della Sicilia e il mio è più un discorso culturale,di usi e costumi.Amo la mia terra ,ma mi sta stretta la mentalità di chi converge la sua esistenza sulle vite altrui,fondando tutto sull'apparenza.In questo sono un po' cosmopolita,per dirla in grande. E' inevitabile la chiusura in un paesino che alimenta sè stesso senza mai mettere naso sul mondo.
Tutto dipende da come si è fatti e lascia stare il periodo,la mia è un'astrazione che non ha nulla a che vedere con l'impossibilità del momento,il discorso glisserebbe ad altro e non era quello il mio intento.
Il discorso era rivolto all'incredulità che riscontro,ogni santa volta,nel dire che non credo nel matrimonio religioso e non voglio avere figli. Tutto quà ,non volevo fare di certo la paladina della giustizia e credo anch'io che le arditezze stanno altrove e non hanno a che fare con le parole.
Io sto in un piccolo paesino della Sicilia e il mio è più un discorso culturale,di usi e costumi.Amo la mia terra ,ma mi sta stretta la mentalità di chi converge la sua esistenza sulle vite altrui,fondando tutto sull'apparenza.In questo sono un po' cosmopolita,per dirla in grande. E' inevitabile la chiusura in un paesino che alimenta sè stesso senza mai mettere naso sul mondo.
Tutto dipende da come si è fatti e lascia stare il periodo,la mia è un'astrazione che non ha nulla a che vedere con l'impossibilità del momento,il discorso glisserebbe ad altro e non era quello il mio intento.
Il discorso era rivolto all'incredulità che riscontro,ogni santa volta,nel dire che non credo nel matrimonio religioso e non voglio avere figli. Tutto quà ,non volevo fare di certo la paladina della giustizia e credo anch'io che le arditezze stanno altrove e non hanno a che fare con le parole.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Evidentemente certe realtà di paese sono rimaste ancora assai indietro, non conosco affatto la vita e la cultura di un paesino siciliano, pensavo qualcosa fosse un po' cambiato rispetto a 50 anni fa. Naturalmente è tutto ben diverso dalla capitale dove ho sempre vissuto, non perché da noi si sia più "evoluti" (sarebbe un gravo errore ed un pregiudizio quasi razzista vederla così) ma perché per alcuni versi vi sono dei dati accettati ormai in modo generale, delle conquiste civili risalenti magari anche agli anni '60.
Ma comprendo che il discorso era in generale sulla libertà e la solitudine a cui porta il coraggio che necessita per viverla sul serio. Io il mio sentirmi diverso l'ho sempre pagato percependomi solo, isolato, "strano", per così dire, non ho mai capito perché le persone vedono certe cose come importanti ed altre no, quando i valori per me sono diversi, a volte ribaltati...vorrei continuare a scrivere, è un punto fondamentale, ma il mio pc si spegne da solo e mi si cancella tutto...
Ma comprendo che il discorso era in generale sulla libertà e la solitudine a cui porta il coraggio che necessita per viverla sul serio. Io il mio sentirmi diverso l'ho sempre pagato percependomi solo, isolato, "strano", per così dire, non ho mai capito perché le persone vedono certe cose come importanti ed altre no, quando i valori per me sono diversi, a volte ribaltati...vorrei continuare a scrivere, è un punto fondamentale, ma il mio pc si spegne da solo e mi si cancella tutto...

Candido- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
CANDIDO fondamentalmente parliamo della stessa identica cosa,perchè il mio discorso verte sull'incapacità della gente di comprendere la libertà altrui che appunto ,nel mio caso specifico,si condensa nello sfatare un pregiudizio secondo il quale una donna debba necessariamente sposarsi(soprattutto a 30 anni)e secondo i loro parametri di matrimonio e che conseguentemente debba avere un figlio,perchè esso suggella l'amore. In questo mi sento isolata, "strana" come capita a te,perchè comprendo che vi è una fortissima resistenza ai luoghi comuni e una totale incapacità di concepire ,diciamo così,il nuovo,il diverso,rispetto alle proprie consolidare convinzioni.
In genere parlo per dati di fatto. Ho espresso questa constatazione proprio perchè la vivo e non perchè la io la ipotizzi e soprattutto è necessariamente contestualizzata al mio mondo,alla mia vita quotidiana.
La cosa peggiore è che si intende la libertà ,che sostanzialmente dovrebbe appartenere a tutti,come una sorta di presa di posizione,di anticonformismo ostentato,quando invece è la necessità naturale di ogni essere umano.Quantomeno dovrebbe esserlo. Si confonde la libertà con l'incapacità d'impegnarsi,è questo che mi sconvolge,quando la libertà è per me la volontà di scegliere ogni giorno,nel rispetto primario degli altri,la vita che voglio,con serietà e credo assoluto.
Spero tu possa continuare il discorso se ti va'...è un piacere confrontarsi.
In genere parlo per dati di fatto. Ho espresso questa constatazione proprio perchè la vivo e non perchè la io la ipotizzi e soprattutto è necessariamente contestualizzata al mio mondo,alla mia vita quotidiana.
La cosa peggiore è che si intende la libertà ,che sostanzialmente dovrebbe appartenere a tutti,come una sorta di presa di posizione,di anticonformismo ostentato,quando invece è la necessità naturale di ogni essere umano.Quantomeno dovrebbe esserlo. Si confonde la libertà con l'incapacità d'impegnarsi,è questo che mi sconvolge,quando la libertà è per me la volontà di scegliere ogni giorno,nel rispetto primario degli altri,la vita che voglio,con serietà e credo assoluto.
Spero tu possa continuare il discorso se ti va'...è un piacere confrontarsi.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
I miei amici più giovani hanno 40 anni e più, la maggior parte delle volte sono "fidanzati" (per capirci) oppure soli, pochi sono sposati e molti di loro è tanto se hanno un solo figlio. La media è questa, per cui il problema che vivi al paese (ma certo non è solo quello) qui non esite proprio. L'unica eccezione un amico cinquantenne che ha tre figli dei quali due piccoli, lo prendono in giro per questo! Lo chiamano SPERMINATOR...ahah.
Hai ragionissima, ostentare libertà significherebbe essere assai più schiavi di quelli che vivono spontaneamente le norme vigenti. Meglio un integrato tranquillo di un contestatore fuori di testa...Il problema viene fuori quando, come è accaduto a me, ti senti fuori dagli schemi ma di questo ti fai un problema, sentendoti strano, diverso, non accettato per come sei. Insomma, è vero, ti senti SOLO. Continuo dopo, devo cambiare computer...ma l'altro è lentissimo!
Hai ragionissima, ostentare libertà significherebbe essere assai più schiavi di quelli che vivono spontaneamente le norme vigenti. Meglio un integrato tranquillo di un contestatore fuori di testa...Il problema viene fuori quando, come è accaduto a me, ti senti fuori dagli schemi ma di questo ti fai un problema, sentendoti strano, diverso, non accettato per come sei. Insomma, è vero, ti senti SOLO. Continuo dopo, devo cambiare computer...ma l'altro è lentissimo!

Candido- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
non voglio far credere che vivo ai tempi delle velette sconsolate e delle lenzuola appese fuori dopo la prima notte di nozze
,tuttavia nei paesini la norma è proprio la convenzione,per cui soprattutto una ragazza che ragiona come me,ne esce totalmente fuori. Magari fingono di accettarti,ma tu lo vedi da mille altre avvisaglie che non è così.
Io amo essere come sono e non soffro di questo,anzi,mi rendo conto di quanto sia bello vivere di ciò che si desidera...ovviamente sempre nei limiti. Se dovessi davvero vivere come vorrei viaggerei per tutta la vita,poichè lo ritengo un modo per affinare sempre più la propria civiltà e il proprio "essere umani".
,tuttavia nei paesini la norma è proprio la convenzione,per cui soprattutto una ragazza che ragiona come me,ne esce totalmente fuori. Magari fingono di accettarti,ma tu lo vedi da mille altre avvisaglie che non è così.Io amo essere come sono e non soffro di questo,anzi,mi rendo conto di quanto sia bello vivere di ciò che si desidera...ovviamente sempre nei limiti. Se dovessi davvero vivere come vorrei viaggerei per tutta la vita,poichè lo ritengo un modo per affinare sempre più la propria civiltà e il proprio "essere umani".

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Sarà una stupidaggine,ma queste piccolezze mi fanno riflettere.
Spesso vado a studiare in un parcheggio all'ombra di un albero. E' un posto che mi rilassa e concilia la mia attenzione,molto volubile.
Stavo ripetendo,tranquillamente,quando arriva una macchina.E fin quì tutto normale.Fin quando i componenti della multipla,iniziano a manifestare attenzione per me in modo graduale,con il sottofondo stucchevole del melodramma napoletano (che per carità de gustibus...io amo la musica napoletana d'autore...ognuno...
)iniziano a escogitare il modo per farmi girare. Io ero per conto mio,tranquilla e sentivo lo sghignazzamento (come divertirsi con niente..),un ragazzo ce scende dalla macchina e dice "se chiudo lo sportello si girerà ?"...ovviamente io non mi giro,figuriamoci...e tutti sorpresi del perchè io rimanga imperterrita al mio posto...poi la cosa s'incentiva ed io,che avevo da studiare,ho deciso di andar via.
Adesso,ovvio che sia un posto pubblico e ognuno possa fare ciò che vuole. Quello che io non capisco è perchè una persona non possa starsene per conto suo,da sola,senza necessariamente destare una curiosità morbosa che trovo assolutamente fuori luogo e invadente. Io non mi permetterei mai t'invadere lo spazio di una persona (non mi permetto nemmeno nella totale confidenza,anzi lì forse sono ancora più prudente perchè non si approfitta mai dei sentimenti per me),mentre per loro era quasi dovuto.
Io rimango allibbita.
Spesso vado a studiare in un parcheggio all'ombra di un albero. E' un posto che mi rilassa e concilia la mia attenzione,molto volubile.
Stavo ripetendo,tranquillamente,quando arriva una macchina.E fin quì tutto normale.Fin quando i componenti della multipla,iniziano a manifestare attenzione per me in modo graduale,con il sottofondo stucchevole del melodramma napoletano (che per carità de gustibus...io amo la musica napoletana d'autore...ognuno...
)iniziano a escogitare il modo per farmi girare. Io ero per conto mio,tranquilla e sentivo lo sghignazzamento (come divertirsi con niente..),un ragazzo ce scende dalla macchina e dice "se chiudo lo sportello si girerà ?"...ovviamente io non mi giro,figuriamoci...e tutti sorpresi del perchè io rimanga imperterrita al mio posto...poi la cosa s'incentiva ed io,che avevo da studiare,ho deciso di andar via.Adesso,ovvio che sia un posto pubblico e ognuno possa fare ciò che vuole. Quello che io non capisco è perchè una persona non possa starsene per conto suo,da sola,senza necessariamente destare una curiosità morbosa che trovo assolutamente fuori luogo e invadente. Io non mi permetterei mai t'invadere lo spazio di una persona (non mi permetto nemmeno nella totale confidenza,anzi lì forse sono ancora più prudente perchè non si approfitta mai dei sentimenti per me),mentre per loro era quasi dovuto.
Io rimango allibbita.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
NB. I componenti erano donne e uomini,lo sottolineo perchè si poteva credere fossero dei provoloni alla vista di una ragazza sola! E pure lì ci sarebbe da dire,ma evitiamo!

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
...e da un lato sarai così piccolo da confonderti tra i diecimila esseri e dall'altro così grande da innalzarti da solo erso il cielo ...
perché cito questo antico detto che mi colpì tanti anni fa come un maglio?
perché io sono nato con il marchio della diversità ... una diversità non fisica ma interiore, non avevo i processi mentali tipici della mia generazione e di questo ho sofferto e pagato...prevedibilmente
poi con il tempo mi sono fermato ad osservare il mondo ...coloro che in qualche modo si proclamavano "diversi" per la maggior parte erano degli originali in cerca della libertà , della propria libertÃ
e qui inizia un altro tipo di ragionamento, possiamo considerare la libertà come la possibilità di fare ciò che vogliamo?
rispondo io? sì e no
io posso fare mille cose ma posso anche non farle... e di solito scelgo di non farle
non devo esibirmi
non ho diversità esteriori da mostrare
quello che mi ha reso diverso è ciò che l'occhio non può vedere e l'orecchio non può udire quindi è inutile parlarne
un accenno?
avevo cinque anni e se mi rompevo l'anima di stare in un posto sceglievo di sparire... di fatto non sparivo fisicamente ma il tempo per me si fermava e un'ora diveniva un istante
avevo dieci anni, forse meno e cercavo di comprendere il legame tra libero arbitrio e destino...mi sedevo da solo in un prato e tiravo un sasso, il destino aveva deciso che avrei tirato un sasso oppure ero io ad averlo tirato?
possibile che avveniva solo ciò che doveva avvenire e se era così dov'era la mia libertà ?
...tuttora mi confondo tra i diecimila esseri...
perché cito questo antico detto che mi colpì tanti anni fa come un maglio?
perché io sono nato con il marchio della diversità ... una diversità non fisica ma interiore, non avevo i processi mentali tipici della mia generazione e di questo ho sofferto e pagato...prevedibilmente
poi con il tempo mi sono fermato ad osservare il mondo ...coloro che in qualche modo si proclamavano "diversi" per la maggior parte erano degli originali in cerca della libertà , della propria libertÃ
e qui inizia un altro tipo di ragionamento, possiamo considerare la libertà come la possibilità di fare ciò che vogliamo?
rispondo io? sì e no
io posso fare mille cose ma posso anche non farle... e di solito scelgo di non farle
non devo esibirmi
non ho diversità esteriori da mostrare
quello che mi ha reso diverso è ciò che l'occhio non può vedere e l'orecchio non può udire quindi è inutile parlarne
un accenno?
avevo cinque anni e se mi rompevo l'anima di stare in un posto sceglievo di sparire... di fatto non sparivo fisicamente ma il tempo per me si fermava e un'ora diveniva un istante
avevo dieci anni, forse meno e cercavo di comprendere il legame tra libero arbitrio e destino...mi sedevo da solo in un prato e tiravo un sasso, il destino aveva deciso che avrei tirato un sasso oppure ero io ad averlo tirato?
possibile che avveniva solo ciò che doveva avvenire e se era così dov'era la mia libertà ?
...tuttora mi confondo tra i diecimila esseri...

euvitt- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
euvitt ha scritto:...e da un lato sarai così piccolo da confonderti tra i diecimila esseri e dall'altro così grande da innalzarti da solo erso il cielo ...
perché cito questo antico detto che mi colpì tanti anni fa come un maglio?
perché io sono nato con il marchio della diversità ... una diversità non fisica ma interiore, non avevo i processi mentali tipici della mia generazione e di questo ho sofferto e pagato...prevedibilmente
poi con il tempo mi sono fermato ad osservare il mondo ...coloro che in qualche modo si proclamavano "diversi" per la maggior parte erano degli originali in cerca della libertà , della propria libertÃ
e qui inizia un altro tipo di ragionamento, possiamo considerare la libertà come la possibilità di fare ciò che vogliamo?
rispondo io? sì e no
io posso fare mille cose ma posso anche non farle... e di solito scelgo di non farle
non devo esibirmi
non ho diversità esteriori da mostrare
quello che mi ha reso diverso è ciò che l'occhio non può vedere e l'orecchio non può udire quindi è inutile parlarne
un accenno?
avevo cinque anni e se mi rompevo l'anima di stare in un posto sceglievo di sparire... di fatto non sparivo fisicamente ma il tempo per me si fermava e un'ora diveniva un istante
avevo dieci anni, forse meno e cercavo di comprendere il legame tra libero arbitrio e destino...mi sedevo da solo in un prato e tiravo un sasso, il destino aveva deciso che avrei tirato un sasso oppure ero io ad averlo tirato?
possibile che avveniva solo ciò che doveva avvenire e se era così dov'era la mia libertà ?
...tuttora mi confondo tra i diecimila esseri...
Ti capisco

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Violacremisi ha scritto:Ho deciso di intitolare così questo topic perchè è proprio alla solitudine che porta la libertà di essere sè stessi,il vivere secondo i propri princìpi.
Me ne accorgo ogni giorno,in ogni contesto.
Sento una sorta di impermeabilità alla comprensione dell'altro, un egoismo di fondo che non ammette ragionevolezza o se l'ammette è travestita dall'ipocrisia. Si tratta di un ascolto pregiudizievole che si evince dal linguaggio corporeo, mentre le parole servono solo a riempire la propria chiusura.
Un contesto in particolare mi porta a riflettere su questa condizione,anzi due, che per i molti sono concetti assolutamente legati.
1. Ho trent'anni e non ho mai desiderato l'abito bianco,se non perchè amo la moda (vintage)e questa comprende pure le meravigliose manifatture di "alcuni" abiti da sposa. Lo indosserei volentieri ma non per quello che rappresenta,poichè non credo nel matrimonio sociale. Io sono "sposata" da più di 6 anni e il mio testimone è stato il mare. Ritengo il matrimonio un'ostentazione e lo ritengo assolutamente opposto all'intimità dei sentimenti,al suo pudore. Ovviamente tengo a precisare che è un mio personalissimo pensiero associato al mio modo di essere e rispetto chi sceglie di condividere,sfarzosamente o semplicemente, quel giorno con chi desidera.
Penso che l'amore non abbia bisogno di testimoni,se non gli stessi amanti.
Penso che l'amore non abbia bisogno d'invitare gente che altrimenti si offenderebbe e che non si è mai incontrata nella vita.Penso che all'amore non interessino gli estranei invitati solo per quel sentimento di compensazione tipico dell'ipocrisia.Penso che ho rispetto per le PERSONE e il fatto stesso d'invitarle offenderebbe,secondo il mio modo di intendere,la loro dignità ,mentre nei matrimoni accade proprio il contrario.
Penso che detesto le bomboniere,le partecipazioni (partecipare l'evento per avere il regalo,la trovo una cosa squallida...ho letto partecipazioni nelle quali veniva pure riportata la quota minima da poter spendere...allibita).
Detesto...tanto rumore per nulla...per una dimensione che non ha nulla a che vedere con la quantità ,con l'ostentazione,ma proprio con il loro opposto,la qualità e la totale riservatezza.
Non riesco assolutamente a comprendere il farsi crescere i capelli della sposa per poi tagliarli il giorno dopo e perchè non si vede quasi mai una sposa con i capelli corti,sbarazzina,magari con un tailler pantaloni.O quantomeno perchè ci si sorprende nel vederla? Non si partecipa forse all'amore di quella donna con il suo uomo? Lì scatta subito il pettegolezzo di tutta quella gente estranea, di cui prima, che non conosce assolutamente niente di quelle due persone,tanto meno del loro amore.
Credo il matrimonio si potrebbe celebrare pure sotto un cielo stellato,poichè credo che dio sia proprio la natura e appositamente lo scrivo in minuscolo poichè sono certa che lui sia umano,come noi e che comprenda e dia la sua benedizione laddove riconosce la purezza dell'amore,la quale non necessita manifestazioni se non il suo stesso esistere.
Non credo nella chiesa,nella religione che da delle imposizioni solo per contenere le masse ignoranti,che ignorano la possibilità di ragionare con il proprio cervello e il coraggio di essere se stessi e agire secondo coscienza.
La mia religione è la mia coscienza,ed è privata...privata come lo è la mia vita e quella di ognuno,privata nel senso del "sentire spirituale". Non può che essere altrimenti per me.
Il matrimonio al comune lo condiviso solo qualora servisse a tutelare un figlio.
2.Ed ecco il secondo punto.Il figlio.
Io non voglio bambini,ma non li escludo,poichè la vita spesso decide per noi.
Non volere bambini non significa essere snaturati,non essere pienamente donne,come si sente dire spesso e queste affermazioni proprio non le capisco...poichè se qualche donna non volesse figli cosa vorrebbe dire che non sarà mai totalmente donna? Essere madre è qualcosa di meraviglioso e credo sia il progetto dell'amore,qualcosa che dà totalità alla coppia,non alla donna.
Subito si pensa...allora tu non ami il tuo uomo o viceversa e il tuo amore non sarà mai totale,date le mie premesse.
Assolutamente no,io ho scelto l'amore e il mio uomo e per motivi assolutamente privati ho fatto questa scelta che vorrei si rispettasse senza essere sempre guardata come un'aliena,anche se da tempo mi è stata data la patente di "ragazza strana",solo perchè non ho mai avuto timore di essere me stessa.
Tutte le donne hanno sempre sognato l'abito bianco o essere madri.Ma dov'è scritto?
La cosa bella è che io per loro non sarei una che ama davvero o una donna con la D maiuscola,mentre invece paradossalmente vivo per l'amore e sarei capace pure di dare la mia vita per esso e proprio per tutto l'amore che ho dentro che le mie scelte sono così radicali e incredibilmente sofferte e fa male quel ghigno insopportabile di chi non sa andare oltre il proprio egocentrismo.
Ribadisco nessuna offesa per nessuno,esclusivamente una mia opinione.
Credo seguiranno altri spunti di discussione relativamente alla libertà incompresa.
Quoto ogni parola ed ogni frase...stesso concetto che ho io dell'amore e del matrimonio. A mio avviso siamo completamente fuori strada! l'umanità è rivolta sempre verso l'esterno mai verso l'interno. Società false e ipocrite, dogmatiche e sfarzose, che hanno bisogno di riconoscimenti! Non comprenderò mai il bisogno di ufficializzare e legalizzare un amore. Tutti soldi buttati via inutilmente solo per dimostrare agli altri un'unione che comunque esisterebbe lo stesso. Si sperpera per unire due amanti e si sperpera poi anche per separarli...che cosa sciocca e inutile! Ogni meccanismo su questo pianeta è mosso dai soldi, tutto ruota intorno al "Dio denaro"! è le istituzioni lo sanno mooolto bene!

Stardust- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Stardust ha scritto:Violacremisi ha scritto:Ho deciso di intitolare così questo topic perchè è proprio alla solitudine che porta la libertà di essere sè stessi,il vivere secondo i propri princìpi.
Me ne accorgo ogni giorno,in ogni contesto.
Sento una sorta di impermeabilità alla comprensione dell'altro, un egoismo di fondo che non ammette ragionevolezza o se l'ammette è travestita dall'ipocrisia. Si tratta di un ascolto pregiudizievole che si evince dal linguaggio corporeo, mentre le parole servono solo a riempire la propria chiusura.
Un contesto in particolare mi porta a riflettere su questa condizione,anzi due, che per i molti sono concetti assolutamente legati.
1. Ho trent'anni e non ho mai desiderato l'abito bianco,se non perchè amo la moda (vintage)e questa comprende pure le meravigliose manifatture di "alcuni" abiti da sposa. Lo indosserei volentieri ma non per quello che rappresenta,poichè non credo nel matrimonio sociale. Io sono "sposata" da più di 6 anni e il mio testimone è stato il mare. Ritengo il matrimonio un'ostentazione e lo ritengo assolutamente opposto all'intimità dei sentimenti,al suo pudore. Ovviamente tengo a precisare che è un mio personalissimo pensiero associato al mio modo di essere e rispetto chi sceglie di condividere,sfarzosamente o semplicemente, quel giorno con chi desidera.
Penso che l'amore non abbia bisogno di testimoni,se non gli stessi amanti.
Penso che l'amore non abbia bisogno d'invitare gente che altrimenti si offenderebbe e che non si è mai incontrata nella vita.Penso che all'amore non interessino gli estranei invitati solo per quel sentimento di compensazione tipico dell'ipocrisia.Penso che ho rispetto per le PERSONE e il fatto stesso d'invitarle offenderebbe,secondo il mio modo di intendere,la loro dignità ,mentre nei matrimoni accade proprio il contrario.
Penso che detesto le bomboniere,le partecipazioni (partecipare l'evento per avere il regalo,la trovo una cosa squallida...ho letto partecipazioni nelle quali veniva pure riportata la quota minima da poter spendere...allibita).
Detesto...tanto rumore per nulla...per una dimensione che non ha nulla a che vedere con la quantità ,con l'ostentazione,ma proprio con il loro opposto,la qualità e la totale riservatezza.
Non riesco assolutamente a comprendere il farsi crescere i capelli della sposa per poi tagliarli il giorno dopo e perchè non si vede quasi mai una sposa con i capelli corti,sbarazzina,magari con un tailler pantaloni.O quantomeno perchè ci si sorprende nel vederla? Non si partecipa forse all'amore di quella donna con il suo uomo? Lì scatta subito il pettegolezzo di tutta quella gente estranea, di cui prima, che non conosce assolutamente niente di quelle due persone,tanto meno del loro amore.
Credo il matrimonio si potrebbe celebrare pure sotto un cielo stellato,poichè credo che dio sia proprio la natura e appositamente lo scrivo in minuscolo poichè sono certa che lui sia umano,come noi e che comprenda e dia la sua benedizione laddove riconosce la purezza dell'amore,la quale non necessita manifestazioni se non il suo stesso esistere.
Non credo nella chiesa,nella religione che da delle imposizioni solo per contenere le masse ignoranti,che ignorano la possibilità di ragionare con il proprio cervello e il coraggio di essere se stessi e agire secondo coscienza.
La mia religione è la mia coscienza,ed è privata...privata come lo è la mia vita e quella di ognuno,privata nel senso del "sentire spirituale". Non può che essere altrimenti per me.
Il matrimonio al comune lo condiviso solo qualora servisse a tutelare un figlio.
2.Ed ecco il secondo punto.Il figlio.
Io non voglio bambini,ma non li escludo,poichè la vita spesso decide per noi.
Non volere bambini non significa essere snaturati,non essere pienamente donne,come si sente dire spesso e queste affermazioni proprio non le capisco...poichè se qualche donna non volesse figli cosa vorrebbe dire che non sarà mai totalmente donna? Essere madre è qualcosa di meraviglioso e credo sia il progetto dell'amore,qualcosa che dà totalità alla coppia,non alla donna.
Subito si pensa...allora tu non ami il tuo uomo o viceversa e il tuo amore non sarà mai totale,date le mie premesse.
Assolutamente no,io ho scelto l'amore e il mio uomo e per motivi assolutamente privati ho fatto questa scelta che vorrei si rispettasse senza essere sempre guardata come un'aliena,anche se da tempo mi è stata data la patente di "ragazza strana",solo perchè non ho mai avuto timore di essere me stessa.
Tutte le donne hanno sempre sognato l'abito bianco o essere madri.Ma dov'è scritto?
La cosa bella è che io per loro non sarei una che ama davvero o una donna con la D maiuscola,mentre invece paradossalmente vivo per l'amore e sarei capace pure di dare la mia vita per esso e proprio per tutto l'amore che ho dentro che le mie scelte sono così radicali e incredibilmente sofferte e fa male quel ghigno insopportabile di chi non sa andare oltre il proprio egocentrismo.
Ribadisco nessuna offesa per nessuno,esclusivamente una mia opinione.
Credo seguiranno altri spunti di discussione relativamente alla libertà incompresa.
Quoto ogni parola ed ogni frase...stesso concetto che ho io dell'amore e del matrimonio. A mio avviso siamo completamente fuori strada! l'umanità è rivolta sempre verso l'esterno mai verso l'interno. Società false e ipocrite, dogmatiche e sfarzose, che hanno bisogno di riconoscimenti! Non comprenderò mai il bisogno di ufficializzare e legalizzare un amore. Tutti soldi buttati via inutilmente solo per dimostrare agli altri un'unione che comunque esisterebbe lo stesso. Si sperpera per unire due amanti e si sperpera poi anche per separarli...che cosa sciocca e inutile! Ogni meccanismo su questo pianeta è mosso dai soldi, tutto ruota intorno al "Dio denaro"! è le istituzioni lo sanno mooolto bene!![]()
Ho sempre desiderato avere questa capacità di sintesi,hai detto gli stessi concetti in due parole!
Io sono infinitamente analitica nella scrittura,come a riempire spazi necessari che essendo vuoti a perdere non si riempiono mai.Ma questo è un altro discorsetto!
Hai detto bene...umanità rivolta verso l'esterno, NON VERSO L'INTERNO.
Lotterò sempre per tenere quell'interno tra i miei e i suoi occhi,e mi farò una risata quando verrò incolpata di dover cercare chi possa "sponsarizzare" l'amore.
Nessuno può conoscere l'amore se non la coppia che lo condivide e ogni storia è meravigliosamente sgrammatica e stonata rispetto ai luoghi comuni,noisi e presuntuosi di essere veri solo perchè palesati.
A me non interessa stare con qualcuno,m'interessa stare con LUI.E' diverso.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
mah sarà ... ma a scuola la mia professoressa di italiano mi rompeva le balle perché non ero sintetico nei temi e mi perdevo in spazi reconditi di svariate cazzate

Stardust- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Stardust ha scritto:mah sarà ... ma a scuola la mia professoressa di italiano mi rompeva le balle perché non ero sintetico nei temi e mi perdevo in spazi reconditi di svariate cazzate![]()
io pure...la professoressa mi diceva sempre di mettere qualche punto ogni tanto...una volta scoperto il punto e virgola,caro mio,è stata la mia rovina!!!!
tuttavia in questo caso lo sei stato.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Violacremisi ha scritto:Stardust ha scritto:mah sarà ... ma a scuola la mia professoressa di italiano mi rompeva le balle perché non ero sintetico nei temi e mi perdevo in spazi reconditi di svariate cazzate![]()
io pure...la professoressa mi diceva sempre di mettere qualche punto ogni tanto...una volta scoperto il punto e virgola,caro mio,è stata la mia rovina!!!!![]()
tuttavia in questo caso lo sei stato.
grazie ma dipende dall'umore e dal grado di risolutezza mentale che ho al momento... anche a me piace articolare e a volte penso sia bello scrivere molto solo per il gusto e l'arte di scrivere, altre volte invece mi piace essere immediato, veloce ed essenziale.

Stardust- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Stardust ha scritto:Violacremisi ha scritto:Stardust ha scritto:mah sarà ... ma a scuola la mia professoressa di italiano mi rompeva le balle perché non ero sintetico nei temi e mi perdevo in spazi reconditi di svariate cazzate![]()
io pure...la professoressa mi diceva sempre di mettere qualche punto ogni tanto...una volta scoperto il punto e virgola,caro mio,è stata la mia rovina!!!!![]()
tuttavia in questo caso lo sei stato.
grazie ma dipende dall'umore e dal grado di risolutezza mentale che ho al momento... anche a me piace articolare e a volte penso sia bello scrivere molto solo per il gusto e l'arte di scrivere, altre volte invece mi piace essere immediato, veloce ed essenziale.
Infatti sono d'accordo. Soprattutto con la voglia di scrivere che in qualche modo, almeno per quanto mi riguarda, corrisponde ad un desiderio interno di ritrovarmi.
Io adoro pure la calligrafia, infatti amo scrivere lettere per raggiungere chi desidero in sè. Non mi aspetto niente.Spesso la risposta rimane negli occhi di chi legge.Quello mi basta. Certo poi se la risposta cartacea arriva ben venga!

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
capisco...bisogna fare però attenzione a valutare qual è il limite da non superare. Specialmente in un forum bisogna cercare di non dilungarsi troppo per non rendersi pesanti. In alcuni casi però è necessaria un'esplicazione maggiore.
Chiaramente il tutto dipende dal soggetto e dalle sue capacità comunicative; ci sono utenti logorroici che tendono a fare papiri ma sostanzialmente a ripetersi e quindi risultano pesanti e altri invece che pur scrivendo romanzi riescono ad essere seguiti e letti facilmente perché la loro scrittura o il loro tipo di lessico è scorrevole, chiaro e piacevole.
per es. nonostante tu abbia scritto molto prima, non mi è stato difficile leggere.
Tutte queste osservazioni comunque sono molto relative e lasciano il tempo che trovano poiché ognuno di noi ha interessi e passioni diverse e il romanzo che per me può risultare pesante può non esserlo per un altro utente. tutto dipende quindi da chi scrive ma anche dal tipo di lettore.
Chiaramente il tutto dipende dal soggetto e dalle sue capacità comunicative; ci sono utenti logorroici che tendono a fare papiri ma sostanzialmente a ripetersi e quindi risultano pesanti e altri invece che pur scrivendo romanzi riescono ad essere seguiti e letti facilmente perché la loro scrittura o il loro tipo di lessico è scorrevole, chiaro e piacevole.
per es. nonostante tu abbia scritto molto prima, non mi è stato difficile leggere.
Tutte queste osservazioni comunque sono molto relative e lasciano il tempo che trovano poiché ognuno di noi ha interessi e passioni diverse e il romanzo che per me può risultare pesante può non esserlo per un altro utente. tutto dipende quindi da chi scrive ma anche dal tipo di lettore.

Stardust- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Stardust ha scritto:capisco...bisogna fare però attenzione a valutare qual è il limite da non superare. Specialmente in un forum bisogna cercare di non dilungarsi troppo per non rendersi pesanti. In alcuni casi però è necessaria un'esplicazione maggiore.
Chiaramente il tutto dipende dal soggetto e dalle sue capacità comunicative; ci sono utenti logorroici che tendono a fare papiri ma sostanzialmente a ripetersi e quindi risultano pesanti e altri invece che pur scrivendo romanzi riescono ad essere seguiti e letti facilmente perché la loro scrittura o il loro tipo di lessico è scorrevole, chiaro e piacevole.
per es. nonostante tu abbia scritto molto prima, non mi è stato difficile leggere.
Tutte queste osservazioni comunque sono molto relative e lasciano il tempo che trovano poiché ognuno di noi ha interessi e passioni diverse e il romanzo che per me può risultare pesante può non esserlo per un altro utente. tutto dipende quindi da chi scrive ma anche dal tipo di lettore.
Esatto. Dipende da molte variabili.
Se io scelgo un romanzo complesso,ad esempio di un autore russo è perchè sostanzialmente cerco me stessa lì dentro.Io credo ci sia una corrispondenza perfetta tra ciò che siamo e quello che scegliamo.

Violacremisi- Viandante Affezionato

Re: La solitudine della libertÃ
Candido ha scritto:Personalmente, mi sono sposato con rito civile spendendo 250 euro per una giacca e un paio di pantaloni decenti. Non abbiamo voluto figli, di comune accordo, con ciò seguendo l'esempio di milioni di coppie di questa Italia alla frutta e senza un futuro. Mi pare tutto sommato una posizione condivisa da tanti, senza bisogno di discorsi su libertà e solitudine, sentimenti che possono scattare per ben altri motivi.
Se mi sono sempre sentito un "diverso", un solitario, è per motivi che vanno al di là , e la sofferenza è ancora viva...
La "norma" è una costruzione del tutto umana, ognuno di noi, se lo avverte interiormente e non come parola d'ordine, può contribuire a migliorare questa "norma"...
La poesia di Rabbi Michelich mentre a piedi tornava dalla Polonia,
inizia così:
"Tornavamo dai Lager come torrenti in piena
per le strade d'Europa.
E il cuore impazziva dalla PAURA DI ESSERE LIBERI.....
Lo psichiatra Erich Fromma ha scritto un libro
dal titolo:"FUGA DALLA LIBERTA'"

hakimsanai43- Viandante Storico

Re: La solitudine della libertÃ
Ricordate il sottotitolo del film "Easy rider"? Era "Libertà e paura"...

Candido- Viandante Storico

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