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Vocazioni religiose

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Blasel
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Nell'immediato dopo guerra, le famiglie meno abbienti, pur di far studiare e conseguire un diploma ai figli maschi, non esitavano ad inviarli nei seminari, sia vescovili che monastici.

Completato il ciclo di studi, mentre i più sinceri, privi di vocazione, ed intraprendenti, abbandonavano seminario e tonaca, altri, pur senza vocazione sincera, rimanevano nel sacerdozio ed alcuni di questi, provocando, in seguito, quegli episodi che abbiamo sempre letto in cronaca e che tanto nocumento hanno creato.

Ho citato il dopo guerra perchè, dopo, questo tipo di fenomeno è andato notevolmente scemando con il boom economico prima e con l'industrializzazione, dopo.

Oggi, in pieno periodo di recessione e di crisi economica, sembra che questa affluenza ai seminari di cui sopra, sia ripresa, viste le numerose nuove 'vocazxioni' ed a me sovviene l'espressione partenopea "ca s'adda ffa ppe magnà" /Che cosa non bisogna fare per poter mangiare)

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Top-man
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Viandante Affezionato
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Forse sei più informato di me, ho trovato questa statistica che però si ferma al 2009, dove si vede chiaramente la diminuzione delle vocazioni:
http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/4970/italia_dati%20statistici_%202009.pdf

Non ho capito una cosa, della tua analisi, intanto sembra che si tratti di vocazioni del dopoguerra?
Quindi ad oggi avrebbero circa 70/80 anni? Parli di quella generazione o di tutte?
Poi dici che una parte di vocazioni "non sincere" sono uscite di seminario ma un'altra è rimasta e tra questi ci sarebbero i "preti pedofili"?
Non ho capito se la restante parte che è rimasta in seminario era costituita da vocazioni autentiche (in parte) oppure secondo te erano tutte "forzature"?

Allargando poi un po la visuale, oggi mi sembra che la vita è dura per tutti, in primis per i giovani ma non per questo tali giovani entrano in seminario. A me non risulta, di persone che conosco io, certamente in una piccola realtà, due giovani che sono orientati a farsi sacerdoti sono tra i pochi che non avrebbero davvero alcun bisogno,anzi dal punto di vista finanziario stanno veramente bene.
Per me è un analisi, che non tiene conto che oggi i giovani non sono più come quelli del dopoguerra, ma se lo scrivi qualche riscontro lo dovresti avere, non si potrebbe parlare tanto per sentito dire.
Intanto se mi dai la dimostrazione che dal 2009 ad oggi, le vocazioni di italiani (e non di stranieri che vengono in missione in Italia)sono aumentati te ne sarei grato e darebbe anche più credibilità al post

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Blasel
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@ Topman che me lo ha chiesto : l'economia italiana, prevalentemente agricola fino alla fine degli anni 50, a cominciare da allora si è man mano trasformata in industriale con conseguente 'miracolo economico' o 'boom' che dir si voglia.

Mentre quanto sopra ha coinvolto principalmente l'Italia del nord, l'Italia del centro e del sud hanno avuto (ed hanno) decenni di ritardo ed in alcune zone del sud Italia, tale miracolo economico non è mai arrivato, quindi il presunto calcolo che le non vocazioni cui faccio riferimento, abbiano oggi 70 e più anni va totalmente ridimensionato ed è facilmente riscontrabile con il calo percentuale delle vocazioni dal 1980 in poi.

Precisato ciò, ripeto quanto sopra detto : Oggi, in pieno periodo di recessione e di crisi economica, sembra che questa affluenza ai seminari di cui sopra, sia ripresa, viste le numerose nuove 'vocazioni' ed a me sovviene l'espressione partenopea "ca s'adda ffa ppe magnà" /Che cosa non bisogna fare per poter mangiare)

Dove il 'sembra' la dice lunga : è soltanto una mia ipotesi sull'attuale incremento di vocazioni. Insomma ho fatto ciò che fa l'avvocato del diavolo in sacra rota.

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4
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Blasel:
continuo a non leggere le "pezze di appoggio" al tuo dire che oggi assistiamo ad una rinnovata affluenza ai seminari, forse abiti vicino ad uno di essi? E chiedi loro anche la nazionalità?
Per dire che mi sembra tu tragga delle conclusioni tirando in ballo "vocazioni" e agganciandole alla recessione e alla crisi. Continua pure a fare l'avvocato del diavolo ma prima di fare certe affermazioni (che poi non porterebbero da nessuna parte) accertati che ci siano effettivamente questa crescita di cui parli, altrimenti stai inseguendo i mulini a vento.
Che poi, tra l'altro, volendo vedere questo aspetto dal punto di vista della religiosità non è che una goccia in mezzo all'oceano. La religione di se è già qualcosa che ha espresso tutto quello che poteva esprimere, oggi, addirittura io parlerei di inutilità della religione, figuriamoci poi il senso o significato di chi entra in seminario. Però se dovessi fare un discorso umano, sarei invece d'accordo sul dare lavoro ai giovani, potremmo anche discutere sul tipo di lavoro ma garantirei il lavoro a tutti quelli che veramente vogliono farlo.

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5
Blasel
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E' chiaro che l'incremento numerico è relativo al trend consolidato all'ultimo decennio (a partire dall'anno 2000) e, certamente non è in cifre che possano apparire 'strabilianti', lo sono, strabilianti, a mio avviso, in percentuale e te lo spiego, laddove c'erano 9 seminaristi, se ne sono aggiunti 3 che, quindi, rappresentano più del 33% d'incremento, tanto per fare un'esemplificazione, invertendo cosi l'andamento precedente che vedeva il decremento.

Come e dove ho appreso queste notizie? Direttamente da alcuni seminari e da alcune curie e te ne cito qualcuna : Seminario Arcivescovile di Benevento, Seminario Benedetto XVI - Brindisi, Seminario GiovanniPaolo II di Potenza.

Certo, per aver studiato, io, alla Badia di Cava dei Tirreni, alla fine degli anni 50', dove c'era un seminario arcivescovile ed anche un seminario monastico, con moltissimi alunni, vedere che attualmente la sede è addirittura vacante, mi fa comprendere quante poche siano state le vocazioni nel recente passato e come stiano rifiorendo oggi, in pieno periodo di crisi economica.

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6
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Per chiarezza ti riporto in cifre i dati relativi al numero di sacerdoti:
Anno - Sacerdoti diocesani
2000 36.117
2001 36.133
02 34.376
03 34.080
04 33.684
05 33.529
06 33.409
07 33.161
08 32.499
09 32.157

Come si evince dall'allegato, dal 2000 al 2009 i sacerdoti sono diminuiti più di 4.000 unità. Il dato non è riferito a chi entra in seminario ma cmq è una tendenza che dimostra un calo molto forte.
Il discorso che fai mi sembra viziato alle origini, se parliamo di percentuali, qui siamo intorno al 9% in meno se non sbaglio su un dato riferito al 2000 (36.000) e al 2009 (32.000). Se mi parli di una unità e mi dici che 2 seminaristi farebbero il 100%, sarebbe vero matematicamente ma poi un riscontro duraturo non c'è, sai forse quanti ne sono usciti in totale in 10 anni?
Ma a parte questa diatriba sui numeri, ancora non riesco a capire dove vorresti arrivare, certo, stai dicendo che in tempi di crisi entrare in seminario equivale ad avere un posto assicurato, ma mi sto chiedendo se fosse successo a te, tu lo avresti fatto? E poi chi ce lo dice che questo tempo di crisi non corrisponda pure con un tempo di vocazioni?
Ammettiamo però che la tua analisi sia puntuale e che oggi in tempo di crisi, molti giovani scelgano il sacerdozio come alternativa la lavoro, senza però potersi sposare, ma che discorso sarebbe? Non farebbero prima a fare un corso da infermiere professionale? Viste le richieste e visti anche gli studi, bene o male in seminario c'è ugualmente da studiare, per giunta non si può creare una famiglia.

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7
Blasel
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Top, il tuo discorso fila, ma non tieni conto del mio.. Spiego : i dati che riporti sono aggiornati a tutto il 2009, dove, tu stesso, noti un decremento progressivo dal 2000 in poi, quello di cui ho parlato io, e su questo ho aperto il 3D, è proprio l'inversione di tendenza, venutasi a creare post crisi economica.

Potrebbe essere, come auspichi tu, che siano vocazioni sincere maturate proprio grazie al periodo di crisi economica, di certo non sarò io a dire che sono vocazioni fasulle, quello che è certo è il dato numerico d'incremento.

Che debbano rinunciare ad una regolare famiglia, è un dato che, a mio parere, non dovrebbe esser preponderante visto che anche nel mondo laico le unioni di fatto diventano sempre più numerose a scapito dei matrimoni, sopra tutto quelli religiosi.

Infine, prospetti alternative quali quella dell'infermiere professionale (al che potrei ribattere che, secondo i dati confcommercio, i parrucchieri da donna sono richiestissimi ed introvabili, ma è un dato del tutto falso a mio avviso), e francamente non sono interessato ad entrare nel merito delle possibili alternative all'ingresso in seminario, con o senza sincera vocazione.

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Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Riporto tutto un articolo per capire di cosa si sta parlando:

Cresce la Chiesa cattolica: in aumento fedeli, vescovi, sacerdoti, diaconi e seminaristi PDF Stampa E-mail

CINA_-_Cattolici10 marzo 2012



Si ferma la diminuzione dei religiosi, non quella delle religiose.



Lo stato di salute della Chiesa secondo l'Annuario ponitificio 2012 e l'Annuarium Statisticum Ecclesiae



Appare in salute la Chiesa cattolica. cresce nel mondo il numero dei fedeli, dei vescovi, dei sacerdoti - soprattutto in Asia - dei diaconi e dei seminaristi. Sembra arrestarsi il calo dei religiosi professi, mentre prosegue quello delle religiose, dato quest'ultimo contraddetto dalla loro crescita in Africa e Asia. Sono i dati che emergono dalla lettura dell'Annuario pontificio 2012, che è stato presentato stamattina a Benedetto XVI: Contestualmente è stato presentato anche l'Annuarium Statisticum Ecclesiae.



Ne emergono alcune novità relative alla vita della Chiesa cattolica nel mondo, a partire dal 2011. Durante tale anno sono state erette 8 nuove sedi vescovili, 1 ordinariato personale e 1 ordinariato militare; sono state elevate: 1 arcidiocesi e 8 diocesi a sedi metropolitane, 1 prelatura, 1 vicariato apostolico e 1 prefettura apostolica a Diocesi, 1 missione ‹‹sui iuris›› a prefettura apostolica.



I dati statistici, riferiti all'anno 2010, forniscono un'analisi sintetica delle principali dinamiche riguardanti la Chiesa Cattolica nelle 2.966 circoscrizioni ecclesiastiche del pianeta.



Nel 2010 si contano poco meno di 1.196 milioni di cattolici, a fronte dei 1.181 milioni circa del 2009, con un aumento assoluto di 15 milioni di fedeli pari all'1,3%. Nel corso degli ultimi Le quote territoriali dei cattolici hanno subito tra il 2009 e il 2010 variazioni non trascurabili: essi hanno diminuito la loro importanza nell'America Meridionale (da 28,54 a 28,34 per cento) e soprattutto in Europa (da 24,05 a 23,83 per cento). Hanno viceversa guadagnato posizione nell'Africa (da 15,15 a 15,55 per cento) e nell'Asia Sud Orientale (da 10,41 a 10,87 per cento).



Dal 2009 al 2010, il numero di Vescovi nel mondo è passato da 5.065 a 5.104 con un aumento relativo dello 0,77%. L'incremento ha interessato l'Africa (+16 nuovi Vescovi), l'America (+15) e l'Asia (+12), mentre una lieve flessione si è manifestata in Europa (da 1.607 a 1.606) e in Oceania (da 132 a 129).



La tendenza alla crescita del numero dei sacerdoti, che ha avuto inizio dal 2000, è proseguita anche nel 2010, anno in cui si contano 412.236 sacerdoti, di cui 277.009 membri del clero diocesano e 135.227 del clero religioso; nel 2009 erano invece 410.593 suddivisi in 275.542 diocesani e 135.051 religiosi. Nel complesso i presbiteri sono aumentati dal 2009 al 2010 di 1.643 unità. Gli incrementi si registrano in Asia (con +1.695 sacerdoti), in Africa (con +761), in Oceania (con +52) e in America (con +40 unità), mentre il calo ha riguardato l'Europa (con -905 sacerdoti).



Il numero dei diaconi permanenti, sia diocesani sia religiosi, continua a mostrare un trend di crescita elevato anche nel 2010. Infatti è aumentato, in quest'anno, del 3,7%, rispetto al dato del 2009, passando da 38.155 a 39.564. I diaconi permanenti sono presenti soprattutto in America del Nord e in Europa con una quota relativa al totale mondiale del 64,3% e di 33,2%, rispettivamente.



Il trend di contrazione che ha interessato da qualche anno la categoria dei religiosi professi non sacerdoti sembrerebbe aver trovato nel 2010 una battuta di arresto. Nel mondo, essi erano 54.229 nel 2009 e hanno raggiunto il numero di 54.665 nel 2010. In netto calo in America del Sud (3,5%) e in America del Nord (0,9%), sono stazionari in Europa; i religiosi professi aumentano in Asia (+4,1%), dove accrescono la propria quota sul totale mondiale, e in Africa (+3,1%).



Anche il mondo delle religiose professe sta attraversando una profonda trasformazione caratterizzata da una dinamica fortemente decrescente. A livello globale, esse passano da 729.371 nel 2009 a 721.935 nel 2010. Il calo ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con variazioni negative anche di rilievo (-2,9% in Europa, -2,6% in Oceania e -1,6% in America). In Africa e in Asia, invece, l'incremento è stato decisamente significativo, attorno al 2% per entrambi i continenti.



Il numero degli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o religiosi è costantemente aumentato nel corso dell'ultimo quinquennio. Nel complesso, è cresciuto del 4%, passando dalle 114.439 unità del 2005 alle 118.990 del 2010. In diminuzione in Europa (-10,4%) e in America (-1,1%), i seminaristi maggiori aumentano in Africa (+14,2%), in Asia (+13,0%) e in Oceania (+12,3%).




(AsiaNews)

Già dal titolo si capirebbe tutto il discorso, si tratta di Chiesa nel suo complesso, fedeli compreso. Ma la bontà di queste cifre chi ce la da? A me sembra più un quadro pubblicitario dopo il declino di 10 anni, tanto per risollevare, almeno a parole il morale di chi vi crede.

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