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E' necessario essere coscienti della spiriutalità?

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1
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
Secondo me no.
La cosa invece che reputo necessaria è vivere in armonia con la globalità di se stessi, anche non sapendo cosa sia la spiritualità.

Un uomo e una donna possono vivere altrettando bene la propria vita non sapendo nulla di spiritualità ma vivendo (e quindi dimostrando) nei fatti concreti che la vita gli pone davanti. Quella sarà tutta la loro spiritualità e anche un metro per poter capire di che "pasta sono fatti".

Cosa ne pensate in merito?

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2
BigBossStigazzi
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cos'è la globalità di te stesso?

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3
Unachi
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Viandante Storico
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Cosa intendi per "essere coscienti della propria spiritualità" ?

Non sto facendo la spiritosa: non ho capito davvero. nascondersi

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4
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Unachi ha scritto:Cosa intendi per "essere coscienti della propria spiritualità" ?

Non sto facendo la spiritosa: non ho capito davvero. nascondersi

Intendo dire che la spiritualità è qualcosa di cui si parla ma non di cui parlandone si pratica o applica. Cioè parlare di spiritualità o illudersi (ancora peggio) di praticarla con atti specifici non corrisponderebbe alla vera vita spirituale che avviene tutta nel nascondimento dalla mente e quindi come tale, impercettibile.

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5
Candido
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Viandante Storico
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Anzitutto, cosa vuol dire "spiritualità"? Per me non coincide per nulla col termine "religione", che indica qualcosa di formalizzato e dogmatico. E' la tendenza alla ricerca interiore, a cercare dei significati profondi per la vita, delle risposte alle eterne domande sul chi siamo e dove andiamo ecc.. In questo senso, è ovviamente atteggiamento del tutto individuale e soggettivo, un'esigenza che può essere avvertita o meno. Altrimenti di solito ci si limita a credere nel caso cieco che assegna, appunto a caso, gioie e dolori.

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6
Finalitario
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Viandante Residente
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@Candido ha scritto:Anzitutto, cosa vuol dire "spiritualità"? Per me non coincide per nulla col termine "religione", che indica qualcosa di formalizzato e dogmatico. E' la tendenza alla ricerca interiore, a cercare dei significati profondi per la vita, delle risposte alle eterne domande sul chi siamo e dove andiamo ecc.. In questo senso, è ovviamente atteggiamento del tutto individuale e soggettivo, un'esigenza che può essere avvertita o meno. Altrimenti di solito ci si limita a credere nel caso cieco che assegna, appunto a caso, gioie e dolori.


Esatto, ma quando dici che è "atteggiamento" non capisco cosa possa significare, per me infatti sta proprio qui il punto, anche il porsi domande sul chi siamo e su dove andiamo non entrano a pieno nella spiriutalità, essa è molto altro da quanto possiamo mai immaginare.

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7
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Finalitario ha scritto:
@Candido ha scritto:Anzitutto, cosa vuol dire "spiritualità"? Per me non coincide per nulla col termine "religione", che indica qualcosa di formalizzato e dogmatico. E' la tendenza alla ricerca interiore, a cercare dei significati profondi per la vita, delle risposte alle eterne domande sul chi siamo e dove andiamo ecc.. In questo senso, è ovviamente atteggiamento del tutto individuale e soggettivo, un'esigenza che può essere avvertita o meno. Altrimenti di solito ci si limita a credere nel caso cieco che assegna, appunto a caso, gioie e dolori.


Esatto, ma quando dici che è "atteggiamento" non capisco cosa possa significare, per me infatti sta proprio qui il punto, anche il porsi domande sul chi siamo e su dove andiamo non entrano a pieno nella spiriutalità, essa è molto altro da quanto possiamo mai immaginare.

Allora non so bene cosa intendi, personalmente da molti anni cerco in qualche modo una mia strada tramite lo studio, lo yoga, ma soprattutto lo sforzo di LEGGERE la mia vita in modo tale da riuscire a fare i necessari collegamenti tra gli eventi che mi accadono, le mie risposte e quella "Legge" che corrisponde all'Assoluto. Tutte parole, ma purtroppo è questo che abbiamo a disposizione...

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8
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
Il mio punto di vista, anche corroborato da esperienza è che gli atti pratici che noi accreditiamo come spiritualità in effetti non lo siano ma siano delle "distrazioni" nella quale la mente viene "accontentata" più o meno bene a seconda di come si fanno e di cosa si fa. Per me non è li che va ricercata la vera spiritualità, non negli atti finalizzati ad essa ma semmai da quanto facciamo di concreto nell'imminenza di fatti quotidiani, o anche "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Lo spirito ha un canale "altro" dalla mente, invece di solito si "lavora" per la mente e per la coscienza, entrambe facenti parte del mondo materiale, di sostanza più fine ma sempre materiale è.

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9
Candido
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Viandante Storico
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@Finalitario ha scritto:Il mio punto di vista, anche corroborato da esperienza è che gli atti pratici che noi accreditiamo come spiritualità in effetti non lo siano ma siano delle "distrazioni" nella quale la mente viene "accontentata" più o meno bene a seconda di come si fanno e di cosa si fa. Per me non è li che va ricercata la vera spiritualità, non negli atti finalizzati ad essa ma semmai da quanto facciamo di concreto nell'imminenza di fatti quotidiani, o anche "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Lo spirito ha un canale "altro" dalla mente, invece di solito si "lavora" per la mente e per la coscienza, entrambe facenti parte del mondo materiale, di sostanza più fine ma sempre materiale è.

Sì, ma scusami, allora ritieni di essere arrivato ad agire "con lo Spirito", di avere superato la mente arrivando ai foderi eterni, Anima e Intelletto? Di vivere quella che con termini abusati chiamano "illuminazione", "satori", "nirvana" e chi più ne ha più ne metta?Io sto semplicemente seguendo la mia strada sapendo che prima di superare la mente devo in qualche modo "esaurirla". E troppo ce ne vuole... testata contro il mu La spiritualità è un fine, non un mezzo, e quando ci si arriva credo non esistano più né fini né mezzi...

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10
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Candido ha scritto:
@Finalitario ha scritto:Il mio punto di vista, anche corroborato da esperienza è che gli atti pratici che noi accreditiamo come spiritualità in effetti non lo siano ma siano delle "distrazioni" nella quale la mente viene "accontentata" più o meno bene a seconda di come si fanno e di cosa si fa. Per me non è li che va ricercata la vera spiritualità, non negli atti finalizzati ad essa ma semmai da quanto facciamo di concreto nell'imminenza di fatti quotidiani, o anche "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Lo spirito ha un canale "altro" dalla mente, invece di solito si "lavora" per la mente e per la coscienza, entrambe facenti parte del mondo materiale, di sostanza più fine ma sempre materiale è.

Sì, ma scusami, allora ritieni di essere arrivato ad agire "con lo Spirito", di avere superato la mente arrivando ai foderi eterni, Anima e Intelletto? Di vivere quella che con termini abusati chiamano "illuminazione", "satori", "nirvana" e chi più ne ha più ne metta?Io sto semplicemente seguendo la mia strada sapendo che prima di superare la mente devo in qualche modo "esaurirla". E troppo ce ne vuole... testata contro il mu La spiritualità è un fine, non un mezzo, e quando ci si arriva credo non esistano più né fini né mezzi...

Sto dicendo l'esatto opposto, io come ognuno di noi non potremmo mai sapere di "agire" con lo Spirito (ammesso che questo termine significhi qualcosa per tutti uguale)e che quindi ogni pratica esteriore anche rivolta alla spiritualità non ci potrebbe dare come una cartina tornasole la "situazione" spirituale aggiornata di noi stessi dato che per quanto ci sforziamo di annullarla (essa mente) rimane sempre li presente, anzi più ci mettiamo volontà e meno otteniamo

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11
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Allora siamo sostanzialmente d'accordo. Buffo questo fatto...essere d'accordo su qualcosa che non si è vissuto. "Più ci mettiamo volontà meno otteniamo". E sì, perché l'"ottenere qualcosa" probabilmente si ha tramite un "lasciare andare", un abbandono, non un atto di volontà, anche se la volontà ritengo sia indispensabile per preparare un terreno adatto alla semina.

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12
hakimsanai43
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Viandante Storico
@Finalitario ha scritto:Secondo me no.
La cosa invece che reputo necessaria è vivere in armonia con la globalità di se stessi, anche non sapendo cosa sia la spiritualità.

Un uomo e una donna possono vivere altrettando bene la propria vita non sapendo nulla di spiritualità ma vivendo (e quindi dimostrando) nei fatti concreti che la vita gli pone davanti. Quella sarà tutta la loro spiritualità e anche un metro per poter capire di che "pasta sono fatti".

Cosa ne pensate in merito?
scratch
la prima domanda è:"E chi sarebbe colui che è cosciente della propria spiritualità ?"
E' l'Io ? Se è l'io allora siete in due:tu e la spiritualità.
Ma nell'anima non c'è posto per due: o devi andartene tu o deve andarsene la spiritualità
E tutti seguono la seconda soluzione e.....parlano di spiritualità nei forum.
sadness

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