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Che differenza c'è tra vizio e peccato?

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1
Shri_Radha
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Vizio -> abitudine umana negativa, che spinge l'individuo ad un comportamento nocivo normalmente ripetitivo
Peccato -> colpa derivante da una trasgressione volontaria ad una legge superrima

In altre parole sembra che la nozione di vizio non sia necessariamente religiosa o teologica, anche se può essere etica o morale, mentre la nozione di peccato sembra essere essenzialmente teologica, cioè religiosa. In filosofia ed in diritto si parla di male morale, di errore, di colpa, sempre e soltanto in relazione alla ragione o ad una legge naturale o positiva, mentre il peccato, teologicamente inteso, è propriamente errore, colpa, male morale, ma concepito come libera e volontaria trasgressione, in pensieri, parole, opere o omissioni, della volontà di Dio, di cui ogni legge è espressione.
Però quando si parla di 7 vizi capitali, il termine equivale a quello di peccato.

C'è quindi differenza tra vizio e peccato in termini filosofici?
E in termini reali?
Nella vita dell'uomo un vizio è un peccato e un peccato è un vizio oppure no?
Cosa li differenzia?
Oppure cosa vi fa dire che sono la stessa cosa?



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2
hakimsanai43
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Viandante Storico
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commosso

Il vizio esiste,il peccato no.

:,,,,,.........

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3
Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Shri_Radha ha scritto: Vizio -> abitudine umana negativa, che spinge l'individuo ad un comportamento nocivo normalmente ripetitivo
Peccato -> colpa derivante da una trasgressione volontaria ad una legge superrima

In altre parole sembra che la nozione di vizio non sia necessariamente religiosa o teologica, anche se può essere etica o morale, mentre la nozione di peccato sembra essere essenzialmente teologica, cioè religiosa. In filosofia ed in diritto si parla di male morale, di errore, di colpa, sempre e soltanto in relazione alla ragione o ad una legge naturale o positiva, mentre il peccato, teologicamente inteso, è propriamente errore, colpa, male morale, ma concepito come libera e volontaria trasgressione, in pensieri, parole, opere o omissioni, della volontà di Dio, di cui ogni legge è espressione.
Però quando si parla di 7 vizi capitali, il termine equivale a quello di peccato.

C'è quindi differenza tra vizio e peccato in termini filosofici?
E in termini reali?
Nella vita dell'uomo un vizio è un peccato e un peccato è un vizio oppure no?
Cosa li differenzia?
Oppure cosa vi fa dire che sono la stessa cosa?



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In termini reali il vizio è qualcosa di cui non si può fare a meno,una dipendenza e se entrassimo in questo modo di pensare, le dipendenze sarebbero davvero molte.
Un vizio generalmente riguarda la sfera dei sensi. Ora, nel vizio si tratta più di mancanza di volontà che di peccato vero e proprio e in questo senso ogni vizio potrebbe divenire "a vita" ed a prescindere da cosa sia vizio, infatti come detto, si tratta di volontà "fallace". Un esempio di vizio considerato peccato potrebbe essere quando i cristiani cattolici si vanno a confessare e poi puntualmente il giorno dopo commettono lo stesso peccato. In questo caso peccato e vizio corrispondono.

Il peccato filosoficamente inteso ma ancora dippiù spiritualmente, è un atto deliberato e quindi volontario contro Dio. E' ovvio che un peccato contro Dio non può essere un vizio di un "senso" del nostro corpo ma l'intenzionale volontà per esempio di negare l'esistenza di Dio. Questo è un peccato e il passo successivo, chiamato anche con il termine di iniquità, consiste nel mettere in atto tutte quelle procedure per confermare tale peccato e produrlo quindi, anche all'esterno. Infatti il peccato è essenzialmente qualcosa di interiore che poi crescendo arriva a riperquotere i suo effetti o "danni" interiormente ed esteriormente.

Il vizio del goloso non ha nulla a che fare con il peccato di chi nega la natura di Dio, sono due cose assolutamente diverse. In una scala di valori negativi c'è anche l'errore, ossia un primo livello di quello che si considera peccato, l'errore non è qualcosa legato alla volontà ma cmq è una imperefezione nel portare a termine un progetto nel quale ci sia una componente strettamente di Fede personale. Un errore appunto di valutazione.

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4
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
che peccato non avere più vizi

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5
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
La differenza è legata alla volontà, nel vizio essa è passiva e quindi non venendo esercitata priva l'uomo o la donna del "carattere" necessario per poter interrompere quel determinato vizio. Nel peccato, la volontà non solo viene utilizzata ma è il perno su cui ruota il peccato, il peccatore è consapevole di essere in quello stato (con delle eccezioni) e non solo non se ne fa un problema ma prosegue in quella strada di non ritorno che si chiama alla fine iniquità, l'iniquo è colui che è consapevole di ciò che sta facendo e si applica al 100% delle proprie capacità e possibilità pur di riuscire in tale scopo. Il concetto di peccato espresso nel cristianesimo invece, è qualcosa di diverso, qui vizio e peccato non sono dissimili.

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6
Steiner

Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Top-man ha scritto:La differenza è legata alla volontà, nel vizio essa è passiva e quindi non venendo esercitata priva l'uomo o la donna del "carattere" necessario per poter interrompere quel determinato vizio. Nel peccato, la volontà non solo viene utilizzata ma è il perno su cui ruota il peccato, il peccatore è consapevole di essere in quello stato (con delle eccezioni) e non solo non se ne fa un problema ma prosegue in quella strada di non ritorno che si chiama alla fine iniquità, l'iniquo è colui che è consapevole di ciò che sta facendo e si applica al 100% delle proprie capacità e possibilità pur di riuscire in tale scopo. Il concetto di peccato espresso nel cristianesimo invece, è qualcosa di diverso, qui vizio e peccato non sono dissimili.

Estremamente interessante questa distinzione, peraltro mi pare assimilabile al diritto legislativo.La colpa sarebbe /è maggiore in presenza confermata di dolo volontario.
E , come giustamente dici, l'assenza di ravvedimento e la determinazione nella condotta iniqua, configurerebbero la volontarietà di ciò che potrebbe considerarsi passività viziosa, involontaria.
Ammesso e non concesso che esita un momento di soluzione di continuità del vizio, in cui esercitare la propria potestà volontaria.
Da un punto di vista dottrinario , sarebbe il momento del cosiddetto pentimento.

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7
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Steiner ha scritto:
@Top-man ha scritto:La differenza è legata alla volontà, nel vizio essa è passiva e quindi non venendo esercitata priva l'uomo o la donna del "carattere" necessario per poter interrompere quel determinato vizio. Nel peccato, la volontà non solo viene utilizzata ma è il perno su cui ruota il peccato, il peccatore è consapevole di essere in quello stato (con delle eccezioni) e non solo non se ne fa un problema ma prosegue in quella strada di non ritorno che si chiama alla fine iniquità, l'iniquo è colui che è consapevole di ciò che sta facendo e si applica al 100% delle proprie capacità e possibilità pur di riuscire in tale scopo. Il concetto di peccato espresso nel cristianesimo invece, è qualcosa di diverso, qui vizio e peccato non sono dissimili.

Estremamente interessante questa distinzione, peraltro mi pare assimilabile al diritto legislativo.La colpa sarebbe /è maggiore in presenza confermata di dolo volontario.
E , come giustamente dici, l'assenza di ravvedimento e la determinazione nella condotta iniqua, configurerebbero la volontarietà di ciò che potrebbe considerarsi passività viziosa, involontaria.
Ammesso e non concesso che esita un momento di soluzione di continuità del vizio, in cui esercitare la propria potestà volontaria.
Da un punto di vista dottrinario , sarebbe il momento del cosiddetto pentimento.


Nel vizio la volontà è stata già sommersa e superata, l'individuo vivrebbe in uno stato di dipendenza se a svegliarlo da questo sonno non intervenisse un "qualcosa" di nuovo.
Non ho capito molto bene questo aggancio con il diritto.
Nel diritto ci sono delle leggi, se si violano si entra nel campo appunto del reato e in base a quanto prescrive tale legge si va incontro a delle sanzioni più o meno salate, fino, per i reati più gravi e a seconda gli Stati, alla pena di morte. Il pentimento può avvenire ma di solito è qualcosa che succede una volta in priogione e sporadicamente avviene nella vita libera.
Vorrei ritornare al peccato, esso è qualcosa che ha a che vedere con la nostra anima e quindi riguarda il bene di questa. Chi sta peccando è consapevole di farlo ma la sua volontà potrebbe in ogni momento, interrompere questo "atto" e ritornare alla vita diciamo "normale". Quando invece si è superato il limite del peccato e si entra nella iniquità, la volontà dell'individuo ormai, è totalmente coinvolta e pressocché impossibilitàta a tirarsi indietro.
A differenza con le leggi terrene, nel peccato e nell'iniquità si perde molto dippiù

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