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Psicoanalisi, ne parliamo?

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1
Unachi
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Viandante Storico
Viandante Storico
Questo 3d nasce dalla curiosità generatami da un apprezzamento positivo, espresso in altra discussione da William, nei confronti ella psicoanalisi.

Io non ne ho esperienza personale, e neanche indiretta fra amici e conoscenti.

E voi? Ne avete esperienza?
E quali effetti ha sortito su di voi? E come la considerate?

Grazie a chi vorrà portare la propria testimonianza. sorriso

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2
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
ho una formazione culturale non ostile alla psicanalisi, seppure andrebbero distinte scuole e metodologie;
non ho esperienza in prima persona, ma diverse esperienze indirette, tra le quali quella di aver convissuto 5 anni con una donna in analisi, già da prima di conoscermi, preciso :D;

per quel che posso valutare, non di rado l'analisi - soprattutto in forma di terapia "breve" - può essere molto utile a far superare nevrosi "eccentriche", quelle che ostacolano na vita ordinaria, impediscono di lavorare o di intrattenere relazioni di livello sociale;

sono molto più perplesso invece sull'analisi di lungo periodo, diretta ad affrontare il male di vivere, l'ordinaria pertirbazione dell'universo affettivo di chiunque;

intendiamoci, non è che ritenga di per sé inutile l'esplorazone di certi livelli della psiche;
semplicemente, ho l'impressione che tale esercizio finisca spesso per sottrarre in una misura importante molte energie alla vita di relazione, nonostante sia opinione comune di chi la affronta che si tratti di un percorso propedeutico alla vita di relazione stessa;

detto questo, i relativi sviluppi credo dipendano molto dalla capacità e preparazione del singolo analista, e dalla propensione culturale del paziente a concepire pulsioni e conflitti in quel determinato quadro.

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3
allure
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Viandante Residente
Viandante Residente
Unachi ha scritto:Questo 3d nasce dalla curiosità generatami da un apprezzamento positivo, espresso in altra discussione da William, nei confronti ella psicoanalisi.

Io non ne ho esperienza personale, e neanche indiretta fra amici e conoscenti.

E voi? Ne avete esperienza?
E quali effetti ha sortito su di voi? E come la considerate?

Grazie a chi vorrà portare la propria testimonianza. sorriso

cara unachi, io per fortuna ho conosciuto la psicoanalisi, dico per fortuna perchè mi ha permesso di uscire da una situazione di black-out.
la mia esperienza è positiva e per questo mi sento di suggerirla a chi stà male.
chiaramente bisogna capire se la psicoanalisi è ciò che serve alla persona sofferente e quindi come primo passo il medico di base è la figura di riferimento giusta per trovare l' indirizzo terapeutico corretto.
il fai da te non è sicuro rimedio, soprattutto in un settore così delicato.....


detto questo, i relativi sviluppi credo dipendano molto dalla capacità e preparazione del singolo analista, e dalla propensione culturale del paziente a concepire pulsioni e conflitti in quel determinato quadro.

mi trovo d'a ccordo anche con questa frase di magonzo.....il professionista fà sempre la differenza....

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4
Unachi
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Viandante Storico
Viandante Storico
Mentre vi ringrazio di cuore e cervello....ammetto di essere sempre più diffidente verso l'argomento, anche grazie ai Vs. interventi.
Confessione integrale : il probbbblema vero è che ...io non riesco proprio a convincermi della Valenza del Caposcuola, quanto a psicoanalisi.
E sulla scorta di questo pregiudizio (che disgraziatamente mi risulta di fatto inamovibile) ...finisco per le leggere anche le Vs. preziosissime Parole.

Come dire, semplicemente che:
- se uno deve azzeccare l'indicazione terapeutica (psicoanalisi o altro?)...e poi...
- se uno deve azzeccare la scuola più valida tra quelle praticate ....e poi, ancora e soprattutto, ...
- se uno deve azzeccare anche il nominativo del terapeuta che ossequi degnamente i dictat della Scuola di appartenenza essendone effettivamente all'altezza............
....madonna mia ......................
da hobbista della matematica...............mi sembra molto più facile fare sei al superenalotto.....
Considerando poi che ...la Scuola inidonea o il professionista inidoneo ....basterebbero a far la rovina a vita persa di chiunque, quand'anche fosse corretta l'indicazione di terapia psicoanalatica.....giuro che (ancorata certamente ai miei pregiudizi confessati) giuro che TREMO!!!!
In pratica: mi è inevitabile concludere con un molto adolescenziale ma pur sempre valido "sbagliare per sbagliare...almeno sbaglio di mio!"............................
Voglio dire: dato il numero impressionante di variabili da "azzeccare" E non possedendo a priori i parametri per azzeccarle..."guarire" per psicoanalisi parrebbe (scusate) ...'un botta de culo" (dive "culo" sta peer "fortuna").
Se consideriamo che la psicoanalisi è tradizionalmente trasversale agli ANNI, e se condideriamo che NEGLI ANNI ...variano DA SOLE un sacco di variabili....ci sarebbe di che poter dire (per un cervellino piccolo e diffidente come il mio) che...quando "guarisci di psicoanalisi" ....è 'na botta de fortuna che, però, non necessariamente dipende dalla psicoanalisi...... imbarazzo :,,,,,......... gattina nonvolevo cool

Ma...sono stata solo sincera , come lo sono nel dire che ...spero NON sia come dico io ............ gattina

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5
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
cool
Come il trattore a motore Diesel ha soppiantato l'aratro trainato dai buoi,così l'informatica ha soppiantato psicologia e psicanalisi.
Non si parla più di turbe psichiche ma di virus non individuati,non si parla più di personalità ma del tipo di programmi caricati ecc.ecc.
hissfit

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6
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Psicoanalisi, è tutto detto nell'etimo: discioglimento della psiche e dei suoi contenuti, sempre accidentali e condizionati. Esattamente il contrario di quanto la psicoanalisi opera, cioè un estenuante esercizio masturbatorio atto a confermare l'io come soggetto stabile. Vera terapia risolutiva, dissolutrice è la morte dell'anima :vi sono due morti dell’anima. La prima è quella che, nella tradizione spirituale, significa l’annichilimento dello psicologico e l’emergenza dello spirituale, con la sua libertà e la sua gioia; la seconda morte dell’anima è invece quella operata dalla cultura contemporanea, che ha ridotto l’anima a psiche, con la perdita del “fondo dell’anima”, ovvero della sua realtà spirituale. Da ciò anche l’impotenza terapeutica delle moderne psicologie, psicoanalisi e psichiatrie, che non guariscono quel male che sta nello psichismo stesso, ovvero nell’attaccamento all’io.

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7
camira
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
io sono molto favorevole alla psicanalisi a cui mi sono avvicinata con molto interesse e curiosità per capire meglio delle cose di me...

ora visto che si parlava di scuole, qualcuno esperto potrebbe spiegare la differenza tra la spicanalisi Freudiana, Junghiana, Lacaniana sorriso

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8
-William-

Viandante Storico
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A me piace Lacan, parecchio anche. Però non mi convince in alcune cose.

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9
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
Almeno il buon Lacan sa che la cura non cerca la guarigione, a differenza di Freud (bella guarigione poi quella freudiana, consistente nel passaggio da un'infelicità patologica alla nor-male infelicità ed alienazione condivisa da tutti). In Lacan la cura è il riconoscimento che non vi è cura nè soggetto da curare, ovvero la "Verità".

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10
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
Aleister ha scritto:Almeno il buon Lacan sa che la cura non cerca la guarigione, a differenza di Freud (bella guarigione poi quella freudiana, consistente nel passaggio da un'infelicità patologica alla nor-male infelicità ed alienazione condivisa da tutti). In Lacan la cura è il riconoscimento che non vi è cura nè soggetto da curare, ovvero la "Verità".
Si, infatti mi piace che Lacan non distingua tra "sani" e "malati", la trovo molto onesta intellettualmente questa posizione.

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11
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
-William- ha scritto:
Aleister ha scritto:Almeno il buon Lacan sa che la cura non cerca la guarigione, a differenza di Freud (bella guarigione poi quella freudiana, consistente nel passaggio da un'infelicità patologica alla nor-male infelicità ed alienazione condivisa da tutti). In Lacan la cura è il riconoscimento che non vi è cura nè soggetto da curare, ovvero la "Verità".
Si, infatti mi piace che Lacan non distingua tra "sani" e "malati", la trovo molto onesta intellettualmente questa posizione.

Verissimo, Lacan polemizzava contro la "prassificazione americana della psicanalisi" e non taceva sull'impossibile riconciliazione dell'Io con il Me, paradossalmente scacco e "cura" (Verità). E' poi interessante il suo utilizzo di contesti interdisciplinari - dalla linguistica, alla filosofia, all'arte, addirittura alla mistica. Indimenticabile un suo seminario in cui consigliava la lettura del mistico tedesco Angelus Silesius come indispensabile premessa a chi volesse accostarsi al percorso dell'analisi...

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12
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
SI si è vero, pensa che una volta provai a fare questo discorso con persone che si definivano "neuroscienziati", alludendo alla polemica di Lacan con le neuroscienze tradizionali. Fui insultato come mai in vita mia, mi tolsero addirittura il saluto:D

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13
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
-William- ha scritto:SI si è vero, pensa che una volta provai a fare questo discorso con persone che si definivano "neuroscienziati", alludendo alla polemica di Lacan con le neuroscienze tradizionali. Fui insultato come mai in vita mia, mi tolsero addirittura il saluto:D

Non credo tu ci abbia perso nulla . E' giusto il tuo distinguo riferendoti alle neuroscienze tradizionali. Ultimamente alcuni neuroscienziati (Ansermet e Magistretti ad es.) tentano un approccio ed un dialogo con la psicanalisi lacaniana cercando nel concetto di neuroplasticità un "ponte" tra stimoli interni e realtà esterna nella nascita della specificità individuale. Peccato che è proprio la specificità individuale ad essere messa in crisi dalla ricerca di Verità (non di cura) lacaniana, dalla frattura dell'ordine simbolico che nessuna prassi scientista potrà surrogare se non a rischio di esiti caricaturali...

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14
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
Aleister ha scritto:
-William- ha scritto:SI si è vero, pensa che una volta provai a fare questo discorso con persone che si definivano "neuroscienziati", alludendo alla polemica di Lacan con le neuroscienze tradizionali. Fui insultato come mai in vita mia, mi tolsero addirittura il saluto:D

Non credo tu ci abbia perso nulla . E' giusto il tuo distinguo riferendoti alle neuroscienze tradizionali. Ultimamente alcuni neuroscienziati (Ansermet e Magistretti ad es.) tentano un approccio ed un dialogo con la psicanalisi lacaniana cercando nel concetto di neuroplasticità un "ponte" tra stimoli interni e realtà esterna nella nascita della specificità individuale. Peccato che è proprio la specificità individuale ad essere messa in crisi dalla ricerca di Verità (non di cura) lacaniana, dalla frattura dell'ordine simbolico che nessuna prassi scientista potrà surrogare se non a rischio di esiti caricaturali...
eh eh effettivamente non persi nulla, ma mi sorprese molto il livore :D Ad ogni modo l'esito a cui pervengono certe "cure", tra cui alcune propagandate dalle neuroscienze a volte è addirittura raccapricciante.

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15
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Unachi ha scritto:
E voi? Ne avete esperienza?
E quali effetti ha sortito su di voi? E come la considerate?



Si possono dire tante cose della psicoanalisi.
Ma si parla sempre di teoria.

E' uno strumento di decostruzione selvaggia che esiste se esiste una persona che la pratica attraverso il praticarla spinti da una motivazione.

Persona, motivazione e pratica sono la psiconalisi.



Ne ho avuta esperienza.
E' un'esperienza difficile da raccontare. E' certamente trasformativa, questo si.
Ma perchè lo sia occorre "affidarsi" ed insieme "non avere fede".

La considero uno strumento accanto ad altri, che ha il pregio di essere versatile ed economico ( non intendo il costo delle sedute), ma difficile da usare e generalmente sovra investito.

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16
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ho avuto una discreta esperienza di psicoanalisi, 6 anni in tutto con tre professionisti diversi, di cui oltre cinque con il terzo, avendo trovato i primi due inadeguati alle mie necessità, uno per semplice incompatibilità nell'approccio, l'altro per manifesta incapacità professionale.

Come Ninfa, anch'io la ritengo uno "strumento accanto ad altri". Credo però sia uno strumento che, a poterselo permettere sotto il profilo economico, tutti farebbero bene ad utilizzare, sempre e continuativamente.

Si tratta di un percorso che mi sono trovato a intraprendere non in risposta ad un "problema" ma per semplice curiosità, come mezzo per approfondire la conoscenza della mia interiorità e a dover interrompere a malincuore solo perché, appunto, le condizioni economiche non me lo permettevano.

Trovo che sia un percorso che -a prescindere dalla ragione per cui lo si inizia- abbia il valore assoluto di fornire l'opportunità di "guardarci dentro" da angolazioni e prospettive che tramite un'autoanalisi ci sono negate. É un po' lo stesso discorso che vale per alcune sostanze psicoattive (soprattutto "allucinogene") o per alcune tecniche di meditazione particolarmente "profonde": esistono stadi della coscienza, "luoghi della mente" e punti di vista su sè stessi (e sul proprio mondo) a cui non è possibile accedere senza determinate tecniche e sostanze o senza l'aiuto di una persona esterna (o, a volte, senza tutte e tre le cose assieme).

Tra l'altro, non è affatto vero che il gran numero di approcci tecnici, scuole di pensiero e l'immane varietà di professionisti possibili debba diventare una difficoltà, un problema nell'avvicinarsi a questo tipo di esplorazione.

Per prima cosa perchè, già da quando studiavo psicologia io -ed è passato qualche annetto-, la tendenza era verso un'approccio globale, che unisse i risultati più concreti delle varie scuole e metodologie, anche di quelle apparentemente in aperto contrasto tra di loro (come la teoria psicoanalitica e quella cognitivo-comportamentista, per esempio)
Tra l'altro, sta scomparendo la tendenza a concepire "mente" e "cervello" come realtà in qualche modo antagoniste tra loro -o dove una delle due sia "determinante" sull'altra- ma si parte dal presupposto che entrambe queste "sfere" (psichica ed organica) si influenzino in modo interdipendente.

In secondo luogo, il paziente è sempre parte attiva del percorso. Dunque, non gli è richiesto di sapere nulla di questa o quell'altra scuola di pensiero -anche perché, oggi come oggi, è piuttosto difficile, e sarebbe anacronistico, trovare un professionista che sia freudiano o junghiano o legato a qualsiasi altra scuola in modo integralista-, né tanto meno di metodologie e approcci. Tutto quel che deve fare è sperimentare vari professionisti e "andare" con quello con cui si trova meglio. E questo, a patto di non volersi fermare al secondo nome sull'elenco telefonico, è abbastanza semplice.

É pur vero che ci sono persone che passano anni e anni facendo sedute con "l'analista sbagliato". Ma è vero anche che ci sono persone che passano anni e anni a vivere rapporti di coppia che sono per loro sbagliati, insani, distruttivi (a volte addirittura sul piano fisico). E, ovviamente, gli unici che possono "incolpare" di questo sono loro medesimi.

Allo stesso modo se uno inizia a fare psicoanalisi con una persona e prosegue perchè "è quello che hanno scelto i genitori" o perché "gli è stato tanto caldamente raccomandato dagli amici" o perché "tutti dicono che è il migliore d'Italia" o altre fregnacce del genere, è ovvio che aumentano i rischi di un'analisi insoddisfacente se non addirittura dannosa.

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17
Blasel
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Banned
Banned
Psicanalisi? Una materia che conosco poco e quindi non mi cimento nel thread. comunque ho letto che citate Lacan e magari Fred e/o Jung. Per me è come se parlaste di Dallara, Postlethwaite, Fry (sono progettisti di auto diF1) anzicchè delle corse automobilistiche, del loro agonismo, del loro sviluppo e della loro cronaca.



Si l'hate capito è bene...

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18
euvitt
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Viandante Storico
Viandante Storico
12!!!! (DODICI)
li ho contati a mente e forse dimentico qualcuno....ho ben 12 amici (molto amici) psicologi
il problema che si sono posti (ci siamo, ho partecipato anche io in altre vesti) è semplice ed essenziale: cos'è la mente ?
... insomma...se lo psicologo deve aiutare l'individuo a ripristinare un soddisfacente funzionamento mentale dovrà pure in qualche modo conoscere l'oggetto della conversazione o no?
...in breve, nessuno sa veramente cosa diavolo sia questa mente di cui si è tanto parlato
interessante vero?
dopo tanti anni di studio (effettuato con mezzi non convenzionali) si è giunti a qualche risultato.. l'ipotesi è stata confermata e potrebbe anche definirsi teoria...
"....il sistema mentale è uno strumento di virtualizzazione della realtà oggettiva necessario per l'autodefinizione e l'analisi degli eventi per proporre l'interazione con la stessa realtà e per acquisire le esperienze necessarie all'organizzazione della realtà soggettiva......"
ovviamente questo è solo l'inizio di uno studio che si è protratto per anni con numerosi partecipanti e sperimentatori
In soldoni noi osserviamo la Realtà attraverso la mente che la soggettivizza....le lenti con cui viene effettuata l'osservazione potrebbero essere sporche e distorte... l'eccessivo distacco dal Reale è fonte di disturbi e dolori

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