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Sul dominio della ragione e sulla ragione com potere: persona e politica nel mondo moderno ( riflessioni a partire da Stirner)

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victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Con l’età della borghesia ha inizio anche quella del liberalismo. Si vuol vedere realizzato dappertutto ciò che è “razionale” “conforme allo spirito del tempo” ecc. La seguente definizione del liberalismo che vorrebbe esaltarlo ne determina perfettamente il carattere: “Il liberalismo non è altro che la conoscenza razionale applicata ai nostri rapporti esistenti”. Sua meta è un “ordine razionale” un “comportamento morale” una “libertà limitata” non l’anarchia l’assenza di leggi l’individualismo. Ma se domina la ragione soccombe la persona. (...)
Non il singolo è l’uomo ma un pensiero un ideale è l’uomo al quale il singolo non si rapporta neppure come il bambino all’uomo adulto ma invece come un punto segnato col gesso al punto pensato o come – una creatura finita al creatore eterno o secondo le idee piú recenti come l’esemplare alla specie. Ecco allora l’esaltazione dell’“umanità” dell’umanità “eterna e immortale” per la cui gloria (in maiorem humanitatis gloriam) il singolo deve dar tutto se stesso considerando suo “vanto imperituro” l’aver fatto qualcosa per lo “spirito dell’umanità”.
(...)
Da sempre si tenta affannosamente di “plasmare” gli uomini in modo da farne “esseri” morali razionali pii umani ecc. cioè di ammaestrarli. Ma questi tentativi sono sempre naufragati contro lo scoglio della egoità indomabile della natura propria dell’egoismo.


( Max Stirner, L'unico e la sua proprietà)


Vi lascio questo stralcio senza commenti ulteriori, in modo da non influenzare i vostri.

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xmarcox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Ho letto circa metà libro, pesantissimo ma illuminante.

In pratica nella mia lettura Stirner si pronuncia contro l'esaltazione di qualsiasi cosa astratta (ad es. l'umanità, la libertà, la ragione, ecc...). L'individuo non si deve mai sottomettere a un ideale, cioé può anche sacrificare i propri interessi ma perché lo desidera, non perché sia giusto o dovuto o perché vi sia un bene superiore.

L'egoismo di cui parla Stirner è un pelino differente da quello dal significato prettamente negativo a cui generalmente si attribuisce questa parola.

Un egoista potrebbe nei fatti comportarsi come San Francesco, ma con scopi e ragionamenti completamente diversi dietro (esempio banale: dono ogni cosa non per amor di Dio o del prossimo ma perché mi gira di fare così).

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