Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Psicologia del Confine

Condividere 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
Faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Claude Lévi-Strauss, sostiene che la proibizione dell’incesto (o, più precisamente, la creazione dell’idea di incesto) segna l’atto di nascita della cultura. La cultura inizierebbe tracciando un confine che prima non esisteva attraverso una distinzione artificiale ( in questo caso nell'insieme delle donne e degli uomini partner potenziali)
I confini sono tracciati per creare differenze, per distinguere un luogo dal resto dello spazio, un periodo dal resto del tempo, una categoria di creature umane dal resto dell’umanità.
Creare delle differenze significa modificare le probabilità: rendere certi eventi più probabili e altri meno, se non addirittura impossibili. Quando questo si verifica il mondo si trasforma in un ambiente in cui è più facile agire in modo ragionevole ( cioè intenzionale).
Il confine protegge dall’inatteso e dall’imprevedibile: dalle situazioni che ci spaventerebbero, ci paralizzerebbero e ci renderebbero incapaci di agire. I confini danno sicurezza.
Per avere questo ruolo i confini devono essere concretamente tracciati. Violarli significa trasgredire ed esporsi a rischi, mentre conformarsi ad essi significa crearli, mantenerli e rafforzarli. Così all'interno del confine c'è ordine e al di fuori di esso caos. I confini sono tracciati per creare e mantenere un ordine anche spaziale ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano. In quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni.

In altre parole, il confine è una differenza arbitraria, sorta per facilitare l'azione in termini economici ( costo/efficacia). Il profitto esiste, ma la strategia pone in essere altre tensioni, diverse dal disorientamento, anch'esse artificiali.

Ora vi chiedo di mettere a fuoco quali e quanti sono i confini esistenti. Ce ne sono fra stati, fra popoli, all'interno dei popoli, tra le persone.

Quali considerazioni possiamo fare?
Ci sono utili i nostri molti confini?
Potremmo vivere attribuendo ad essi minor peso?
Che differenza c'è tra confine e barriera?


Vedi il profilo dell'utente
2
PaperMoon
avatar
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Sono nata e vissuta in una zona di confine, e questo argomento del confine mi ha da sempre affascinata: da piccola chissà quante volte avanti e indietro in macchina, mia madre alla guida, a passare il confine con il burro e le bottiglie di cognac*** (credo) sotto il sedere Sorriso Scemo

Più avanti alle prese con i confini mentali miei e altrui, e comunque sempre pronta a difendere quella che chiamo la mia "bolla" entro la quale è preferibile non sconfinare e il cui raggio aumenta al diminuire del grado di intimità e/o comunque del mio umore.

Ho trovato in rete negli archivi del corriere della sera un'articolo
Nascono sui confini le nuove identità
di Bauman
http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/24/Nascono_sui_confini_nuove_identita_co_9_090524040.shtml

da cui, molto pigramente BeautyfulSuina , cito due punti che mi paiono rilevanti (oltre che al titolo):

"nel nostro pianeta che si sta rapidamente globalizzando, la diminuzione dell' efficacia dei confini (la loro crescente porosità, associata al fatto che la distanza spaziale ha sempre minor valore difensivo) si accompagna alla rapida crescita di significato che si tende ad attribuire loro"


"Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell' arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità"

***tengo a specificare che mia madre non aveva problemi di alcolismo, ma si dilettava, da piccola chimica Sorriso Scemo , a fare il cognac all'uovo (vov casalingo), da regalare a natale

Vedi il profilo dell'utente
3
Pazza_di_Acerra
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@PaperMoon ha scritto:Sono nata e vissuta in una zona di confine, e questo argomento del confine mi ha da sempre affascinata: da piccola chissà quante volte avanti e indietro in macchina, mia madre alla guida, a passare il confine con il burro e le bottiglie di cognac*** (credo) sotto il sedere

Più avanti alle prese con i confini mentali miei e altrui, e comunque sempre pronta a difendere quella che chiamo la mia "bolla" entro la quale è preferibile non sconfinare e il cui raggio aumenta al diminuire del grado di intimità e/o comunque del mio umore.

Ho trovato in rete negli archivi del corriere della sera un'articolo
Nascono sui confini le nuove identità
di Bauman
http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/24/Nascono_sui_confini_nuove_identita_co_9_090524040.shtml

da cui, molto pigramente , cito due punti che mi paiono rilevanti (oltre che al titolo):

"nel nostro pianeta che si sta rapidamente globalizzando, la diminuzione dell' efficacia dei confini (la loro crescente porosità, associata al fatto che la distanza spaziale ha sempre minor valore difensivo) si accompagna alla rapida crescita di significato che si tende ad attribuire loro"


"Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell' arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità"

***tengo a specificare che mia madre non aveva problemi di alcolismo, ma si dilettava, da piccola chimica , a fare il cognac all'uovo (vov casalingo), da regalare a natale

Su che confine è nata? (la domanda non è oziosa, glielo chiedo a ragion veduta, ma può non rispondermi ovviamente!)

Vedi il profilo dell'utente
4
PaperMoon
avatar
Viandante Mitico
Viandante Mitico
Trieste

Vedi il profilo dell'utente
5
Pazza_di_Acerra
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Meraviglioso! Lì ho due o tre amici di forum (perciò gliel'ho chiesto!) La prima volta che vengo a trovarli spero di inconytrare anche lei!

Vedi il profilo dell'utente
6
PaperMoon
avatar
Viandante Mitico
Viandante Mitico
bene, sono timidona imbarazzo
ma mi piace come idea

Vedi il profilo dell'utente
7
Lamia africa
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Ora vi chiedo di mettere a fuoco quali e quanti sono i confini esistenti. Ce ne sono fra stati, fra popoli, all'interno dei popoli, tra le persone.

Quali considerazioni possiamo fare?
Ci sono utili i nostri molti confini?
Potremmo vivere attribuendo ad essi minor peso?
Che differenza c'è tra confine e barriera?

________________________________________________________________________


bella domanda
i Confini tra le persone delimitano,a mio avviso,la propria libertà.
La famosa frase"la mia libertà finisce dove inizia la tua",la vedo delimitata dal confine.
Ma il confine è una linea morbida,che si lascia attraversare.Malleabile può intersecarsi con il confine dell'altro.


Una barriera invece è il muro dietro al quale l'individuo ,armato fino ai denti,nn fa passsare nessuno.E' la rigidità,la diffidenza,la misantropia.
[i]Io nn voglio cambiare-nessuno invada i miei spazi.


Un individuo mai rilassato,accigliato e chiuso dentro il suo mondo,cosi rassicurante.

Vedi il profilo dell'utente
8
xmarcox
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Una cosa che non di rado mi viene in mente è che, spesso, le regole penalizzano chi le rispetta e lasciano inpunito chi le viola.

Ad esempio per strada, i controlli sono pochi quindi chi viola il codice risparmia tempo e resta inpunito, mentre chi lo rispetta anche quando non vi sarebbe ragione pratica di farlo (ad esempio limite dei 50 km/h su strada in mezzo ai campi, o semaforo rosso con nessuno all'orizzonte) perde tempo.

Vedi il profilo dell'utente
9
Lamia africa
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@xmarcox ha scritto:Una cosa che non di rado mi viene in mente è che, spesso, le regole penalizzano chi le rispetta e lasciano inpunito chi le viola.

Ad esempio per strada, i controlli sono pochi quindi chi viola il codice risparmia tempo e resta inpunito, mentre chi lo rispetta anche quando non vi sarebbe ragione pratica di farlo (ad esempio limite dei 50 km/h su strada in mezzo ai campi, o semaforo rosso con nessuno all'orizzonte) perde tempo.

ma cosa c'entra con il discorso?
:_-_:

Vedi il profilo dell'utente
10
xmarcox
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@Lamia africa ha scritto:
@xmarcox ha scritto:Una cosa che non di rado mi viene in mente è che, spesso, le regole penalizzano chi le rispetta e lasciano inpunito chi le viola.

Ad esempio per strada, i controlli sono pochi quindi chi viola il codice risparmia tempo e resta inpunito, mentre chi lo rispetta anche quando non vi sarebbe ragione pratica di farlo (ad esempio limite dei 50 km/h su strada in mezzo ai campi, o semaforo rosso con nessuno all'orizzonte) perde tempo.

ma cosa c'entra con il discorso?
:_-_:

quale discorso?

Vedi il profilo dell'utente
11
Lamia africa
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@xmarcox ha scritto:
@Lamia africa ha scritto:
@xmarcox ha scritto:Una cosa che non di rado mi viene in mente è che, spesso, le regole penalizzano chi le rispetta e lasciano inpunito chi le viola.

Ad esempio per strada, i controlli sono pochi quindi chi viola il codice risparmia tempo e resta inpunito, mentre chi lo rispetta anche quando non vi sarebbe ragione pratica di farlo (ad esempio limite dei 50 km/h su strada in mezzo ai campi, o semaforo rosso con nessuno all'orizzonte) perde tempo.

ma cosa c'entra con il discorso?
:_-_:

quale discorso?

qui si parla della differenza tra confini e barriere...ma forse volevi prendermi in giro??
Suspect

Vedi il profilo dell'utente
12
xmarcox
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
io rispondevo al primo messaggio non a te. per me le regole sono confini e mi pare di essere in tema con il primo messaggio.

Vedi il profilo dell'utente
13
Contenuto sponsorizzato

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum