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Super Web : un'indagine esplorativa sulle strane forme di vita dell'etere

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Blasel
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Osservando oggi, per la prima volta questo topic, prima di leggere l'ultimo post di Ninfa, desidero dire la mia sul tema del 'boy' che offre soldi in cambio di una relazione a sfondo sessuale.

Nel 1965 Richard Lester realizzò il film "The knak", con Rita Tishingham, il cui titolo fu tradotto in italiano, a doppio senso, "Non tutti ce l'hanno" e, forse faccio meglio a postarne la trama :

I tempi e le mode sono cambiati. Colin è rimasto tagliato fuori dalla rivoluzione sessuale. Egli implora amico ed amici di insegnargli 'il colpo di mano' - come a segnare con le donne. Casualmente, Colin e il suo nuovo inquilino Tom si incontrano con Nancy, mentre Colin compra un letto più grande. I tre si piacciono, ma il loro divertimento finisce quando Tolen incontra Nancy. Colin è geloso, ma impotente, e Tolen attrae e respinge lei......

Ecco, forse il 'nostro' amico anzicchè cercare una mercenaria che gli dia un orgasmo, con i suoi soldi puù acquisire un look diverso, più attraente, migliorare il suo relazionarsi con gli altri, sempre affidandosi a validi professionisti del settore, e non aspirare alle 'finte' donne che appaiono su Playboy e giornali similari.

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27
Blasel
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@NinfaEco ha scritto:





Cosa ne pensate?

Visto che abbiamo voltato pagina, riporto il grafico postato da Ninfa.

Rispondo con un paio di ricordi personali :

il risotto con il nero di seppia, mi ha sempre fatto senso, alla vista, prima che l'assaggiassi la prima volta.... ne vado matto

mangiavo volentieri il callo di trippa (piede ed interiora di vitello lessati e conditi con solo sale e limone, venduti per strada da venditori ambulanti) ed una volta che passavo davanti ad un negozio che preparava, cuocendolo, questo cibo, entrai per acquistarne, ma il fetore che mi giunse alle narici, m'impedì di farlo e di mangiarne per un pò di tempo. Oggi, è una pietanza che mangio molto volentieri, a tavola e non mi reco più nei negozi dove la cuociono...






P.S. Avete mai assistito ad un parto?



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NinfaEco
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No, non ho mai assistito...
e penso che nessun uomo di sesso maschile dovrebbe assistere

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tulip
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Viandante Storico
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@NinfaEco ha scritto:






Analizziamo insieme il fenomeno



Non mi ero accorta di questo thread, scusate ma volevo aggiungere una cosa.

I ragazzi sono in cerca di affetto, cosa gravissima...capisco chi cerca sesso perchè magari per timidezza o altro nn riesce ad avere approcci con le donne, ma se si cerca affetto la cosa è grave.
Mi viene da pensare che questi assetati di affetto siano figli di madri anaffettive, e mi fa orrore pensare che si debba elemosinare l'affetto , o che si debba pagare per avere un'illusione, l'illusione di essere voluti bene da qualcuno, in questo caso da una sconosciuta.

..e poi cos'è questo desiderio di affetto? Siamo soli , ci sentiamo soli?
E' solo una sensazione, una realtà....ho mille dubbi

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-William-

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No no è così, spesso si è soli, poco da fare. Io mi ritengo solo, ma ogni giorno mi alzo e lotto per spazzare via questa sensazione, per costruirmi un futuro e per trovare qualcuno che mi riempia la vita. E' un diritto ed è un dovere che ho, l'unico, nei miei stessi confronti. Ci sono persone amiche mie che piuttosto di uscire di casa prefriscono raccontare cazzate, vissuti che non hanno mai avuto o esperienze che non hanno mai provato, solo perché hanno paura di mettersi in gioco e di ammettere che sono timorosi e statici. Condividono ogni mia insicurezza, solo che io ci sbatto contro la testa e non mi fermo, invece alcuni arrivano al punto di elemosinare affetto in modo goffo, come dici tu, o di mentire quotidianamente a se stessi ignorando desideri che hanno ma che non riescono a tentare di soddisfare.

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31
tulip
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Viandante Storico
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@-William- ha scritto:No no è così, spesso si è soli, poco da fare. Io mi ritengo solo, ma ogni giorno mi alzo e lotto per spazzare via questa sensazione, per costruirmi un futuro e per trovare qualcuno che mi riempia la vita. E' un diritto ed è un dovere che ho, l'unico, nei miei stessi confronti. Ci sono persone amiche mie che piuttosto di uscire di casa prefriscono raccontare cazzate, vissuti che non hanno mai avuto o esperienze che non hanno mai provato, solo perché hanno paura di mettersi in gioco e di ammettere che sono timorosi e statici. Condividono ogni mia insicurezza, solo che io ci sbatto contro la testa e non mi fermo, invece alcuni arrivano al punto di elemosinare affetto in modo goffo, come dici tu, o di mentire quotidianamente a se stessi ignorando desideri che hanno ma che non riescono a tentare di soddisfare.

Credo ci sia differenza tra sentirsi, ritenersi soli ed esserlo
Ci si può sentire soli pur non essendolo, per indole, per rabbia, per stato d'animo momentaneo , ma quello che abbiamo dietro, la famiglia, anche se sembra distante da noi in reatà non lo è. Ci supporta in modo silenzioso e incondizionato e noi lo avvertiamo, abbiamo la certezza che sia così , sebbene contiuiamo a sentirci soli
Chi è solo, non ha nessuno, nessuno che si interessi di lui, nessuno che possa pensarlo con affetto, nessuno che gli voglia bene.

Ora sentirsi soli pur non essendolo, è sintomatico di questa società egocentrica, ma esserlo ed elemosinare affetto dagli sconosciuti è ben altra cosa

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32
-William-

Viandante Storico
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Io credo che la famiglia e gli amici non bastino, credo che ci voglia pure l'amore. Forse io prima non ne avevo bisogno, ma ora sì, mi manca qualcosa e questo -che lo voglia o no- mi fa sentire solo. Poi ci remo contro, ho gli amici, la famiglia e tutti i cazzi e fancazzi, ma sempre solo sono, non posso ignorarlo. Sono stato in compagnia di qualcuno, ma anche lì ero solo. La prima cosa da fare è essere consapevoli di ciò che si vuole e non farne un'ossessione ma un sogno. Chi elemosina affetto è ossessionato dal suo sentimento di solitudine. Altro pericolo è del resto quello in cui incappano quasi tutti, quello cioè consistente nel inventarsi una storia d'amore con qualcuno solo perché è il primo che passa. Prendono qualcuno per buono perché fanno parlare il deficit di amore anziché il desiderio, così facendo danno origine a storie che se non sono inferno sono purgatorio, capitò pure a me qualche anno fa. Anche da soli, dunque, mi piace pensare che si possa avere rispetto di sé e dei propri desideri, che si possa scegliere qualcuno come se non si sentisse il peso di dover scegliere per forza visto l'incalzante necessità che si avverte. Per uscire dalla solitudine l'unica cosa da fare è essere consapevoli di essere soli ma agire come se il peso della solitudine non ci fosse.

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33
tulip
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Viandante Storico
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@-William- ha scritto:Io credo che la famiglia e gli amici non bastino, credo che ci voglia pure l'amore. Forse io prima non ne avevo bisogno, ma ora sì, mi manca qualcosa e questo -che lo voglia o no- mi fa sentire solo. Poi ci remo contro, ho gli amici, la famiglia e tutti i cazzi e fancazzi, ma sempre solo sono, non posso ignorarlo. Sono stato in compagnia di qualcuno, ma anche lì ero solo. La prima cosa da fare è essere consapevoli di ciò che si vuole e non farne un'ossessione ma un sogno. Chi elemosina affetto è ossessionato dal suo sentimento di solitudine. Altro pericolo è del resto quello in cui incappano quasi tutti, quello cioè consistente nel inventarsi una storia d'amore con qualcuno solo perché è il primo che passa. Prendono qualcuno per buono perché fanno parlare il deficit di amore anziché il desiderio, così facendo danno origine a storie che se non sono inferno sono purgatorio, capitò pure a me qualche anno fa. Anche da soli, dunque, mi piace pensare che si possa avere rispetto di sé e dei propri desideri, che si possa scegliere qualcuno come se non si sentisse il peso di dover scegliere per forza visto l'incalzante necessità che si avverte. Per uscire dalla solitudine l'unica cosa da fare è essere consapevoli di essere soli ma agire come se il peso della solitudine non ci fosse.

Quindi stiamo parlando di amore. Tu sei sicuro che il vuoto, il sentirsi solo, possa essere colmato dall'amore? Io no
Altra cosa. Il bsogno di avere compagnia spesso ci porta a cercare chi non cercavamo e trovare chi non volevamo trovare.
Il bisogno ci rende ciechi più dell'amore stesso.

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Jester

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il vuoto, QUEL vuoto, lo si riempie solo con se stessi..rirovare sé stessi é la vera medicina..ed é purtroppo medicina RARA...ma perseverando, la si puo' trovare...i legami, le amicizie e l'amore portano fuori strada..
l'amore é solo un palliativo, il sesso ancora peggio...roba da uscirne pazzi!
la solitudine é considerata sempre con un'aurea negativa...é come se essere o sentirsi soli, sia una piaga, una malattia tipo la peste medievale...a volte ci si sente così disperati da preferire una compagnia devastante piuttosto che la solitudine: in campo sentimentale è quella situazione che dà origine alla strategia dell'ultima spiaggia...prendo la prima/il primo che passa perché non vedo luce in fondo al tunnel..
io invece penso che la solitudine abbia un côté positivo...la pesantezza della solitudine interiore è un po' come la morte, si può dimenticare, ma non cancellare. E dimenticarla è la strategia migliore, coprendola con tanti oggetti d'amore, con molteplici interessi e scambi comunicativi...
Prima devi riuscire a stare da solo, poi apprezzerai ancora meglio la compagnia degli altri, sarà la ciliegina sulla torta. E per star bene da soli non c'è che un modo, amare ciò che si fa, penetrando dentro di esso e fondendosi con esso fino a dimenticare tutto ciò che ci circonda..lo so, é piu' facile a scriversi che a realizzarsi e il mondo esterno ci lancia tutti i segnali possibili e immaginabili per cadere nell'errore di considerare la solitudine una situazione negativa, ma Si deve imparare che ciò che si ama (dalla lettura di un libro a una corsa, da una passeggiata allo stare con una persona) è vero amore se tu ti fondi con esso, se entri in sintonia completa...

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tulip
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@Jester ha scritto:il vuoto, QUEL vuoto, lo si riempie solo con se stessi..rirovare sé stessi é la vera medicina..ed é purtroppo medicina RARA...ma perseverando, la si puo' trovare...i legami, le amicizie e l'amore portano fuori strada..
l'amore é solo un palliativo, il sesso ancora peggio...roba da uscirne pazzi!
la solitudine é considerata sempre con un'aurea negativa...é come se essere o sentirsi soli, sia una piaga, una malattia tipo la peste medievale...a volte ci si sente così disperati da preferire una compagnia devastante piuttosto che la solitudine: in campo sentimentale è quella situazione che dà origine alla strategia dell'ultima spiaggia...prendo la prima/il primo che passa perché non vedo luce in fondo al tunnel..
io invece penso che la solitudine abbia un côté positivo...la pesantezza della solitudine interiore è un po' come la morte, si può dimenticare, ma non cancellare. E dimenticarla è la strategia migliore, coprendola con tanti oggetti d'amore, con molteplici interessi e scambi comunicativi...
Prima devi riuscire a stare da solo, poi apprezzerai ancora meglio la compagnia degli altri, sarà la ciliegina sulla torta. E per star bene da soli non c'è che un modo, amare ciò che si fa, penetrando dentro di esso e fondendosi con esso fino a dimenticare tutto ciò che ci circonda..lo so, é piu' facile a scriversi che a realizzarsi e il mondo esterno ci lancia tutti i segnali possibili e immaginabili per cadere nell'errore di considerare la solitudine una situazione negativa, ma Si deve imparare che ciò che si ama (dalla lettura di un libro a una corsa, da una passeggiata allo stare con una persona) è vero amore se tu ti fondi con esso, se entri in sintonia completa...


Concordo. Per stare bene da soli occorre una grande forza di volontà che non tutti hanno.
I problemi che ognuno può avere nel relazionarsi con gli altri non sono altro che i problemi che ha con se stesso.
Il vuoto non si colma riempiendo il " contenitore" con tutto quello che ci capita, il vuoto è dentro di noi, fa parte di noi e deve essere trovato,compreso, conosciuto e poi amato, cosa difficilissima.

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-William-

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@tulip ha scritto:
@-William- ha scritto:Io credo che la famiglia e gli amici non bastino, credo che ci voglia pure l'amore. Forse io prima non ne avevo bisogno, ma ora sì, mi manca qualcosa e questo -che lo voglia o no- mi fa sentire solo. Poi ci remo contro, ho gli amici, la famiglia e tutti i cazzi e fancazzi, ma sempre solo sono, non posso ignorarlo. Sono stato in compagnia di qualcuno, ma anche lì ero solo. La prima cosa da fare è essere consapevoli di ciò che si vuole e non farne un'ossessione ma un sogno. Chi elemosina affetto è ossessionato dal suo sentimento di solitudine. Altro pericolo è del resto quello in cui incappano quasi tutti, quello cioè consistente nel inventarsi una storia d'amore con qualcuno solo perché è il primo che passa. Prendono qualcuno per buono perché fanno parlare il deficit di amore anziché il desiderio, così facendo danno origine a storie che se non sono inferno sono purgatorio, capitò pure a me qualche anno fa. Anche da soli, dunque, mi piace pensare che si possa avere rispetto di sé e dei propri desideri, che si possa scegliere qualcuno come se non si sentisse il peso di dover scegliere per forza visto l'incalzante necessità che si avverte. Per uscire dalla solitudine l'unica cosa da fare è essere consapevoli di essere soli ma agire come se il peso della solitudine non ci fosse.

Quindi stiamo parlando di amore. Tu sei sicuro che il vuoto, il sentirsi solo, possa essere colmato dall'amore? Io no
Altra cosa. Il bsogno di avere compagnia spesso ci porta a cercare chi non cercavamo e trovare chi non volevamo trovare.
Il bisogno ci rende ciechi più dell'amore stesso.


io ne sono sicuro. per quanto riguarda l'altra parte del tuo discorso è proprio quello che ho detto, bisogna stare attenti e riuscire a trovare chi vogliamo davvero, su questo siamo d'accordo. Da soli non ci si basta, ammetterlo è il primo passo per liberarsi di un'illusione, andando forse verso un'illusione maggiore, ma almeno si prova.

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NinfaEco
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rotolarsi dal ridere Lo voglio qui sulla Valle dell'Eco... se non lo invitate voi lo faccio io



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BigBossStigazzi
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ma non è quello dei bimbiminkia? ...sei una autolesionista!"

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NinfaEco
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Capo... io mi sto ancora sbellicando.
Quest'uomo ha un punto di vista particolarissimo sulle cose.
E poi è un personaggio party

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NinfaEco
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Si... è lui rotolarsi dal ridere

Bimbiminkia contro Serafino Massoni...
hai ragione ....


l'ho postato nel topic in cui se ne parlava gattina

http://www.lavalledelleco.net/t5266-bimbominkia-un-mistero-antropologico#127242

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NinfaEco
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rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere rotolarsi dal ridere

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Silentis
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@NinfaEco ha scritto:No, non ho mai assistito...
e penso che nessun uomo di sesso maschile dovrebbe assistere

Mah, io ho assistito e credo che il tanto decantato "orrore" di tale vista sia esageratamente sopravvalutato.

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43
NinfaEco
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@Silentis ha scritto:
@NinfaEco ha scritto:No, non ho mai assistito...
e penso che nessun uomo di sesso maschile dovrebbe assistere

Mah, io ho assistito e credo che il tanto decantato "orrore" di tale vista sia esageratamente sopravvalutato.

Non dico per l'orrore.
E' che penso che nessun uomo farebbe più l'amore con la donna che ha visto partorire dopo, in parole povere.
Magari sono cazzate, ma da donna ho questo presentimento.
Ci sono cose che non vi riguardano, ed è violenza pretendere di farvele condividere. Una violenza che poi si paga.

Dica lei.

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44
Silentis
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Era già compreso nel suddetto "orrore", quindi la mia affermazione di cui sopra non cambia.

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Zadig
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"hai una coda qui dietro, tesoro"

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NinfaEco
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Questa perla andava condivisa.
Incredibile fino a che punto possa spingersi un essere umano.



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Yale
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Viandante Mitico
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Ninfa...invita qui anche questo.
Lo aspetto con ansia.

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48
Zadig
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con ansia o ansimando?

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NinfaEco
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Yale... costui è in terra nemica...
Non credo mi concederebbero l'estradizione

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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Altra chicca.
Gli atroci dubbi sul proprio compagnuccio di giochi calvo sono diffusi in rete.
Ma questo messaggio ha un tocco di originalità


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