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Il gruppo e noi stessi: riflessioni di pancia contro il mal di stomaco

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Di topic su gruppi e dinamiche gruppali qui ce ne erano parecchi.
Ma non uno di questo tipo.
Lo apro ispirata dall'argomento gruppi sollevato da Camira, e dalla risposta di Sick.

Il concetto di gruppo da un punto si definisce lungo tre dimensioni: quella dell'interazione comprende il sistema di scambi tra i membri rapporti che si verificano tra membri del gruppo; quella dell'appartenenza qualifica l'elemento emotivo che fa da collante; quella dell'identità qualifica la riconoscibilità e l'auto riconoscibilità dei membri tra loro e rispetto all'extra-gruppo.

In altre parole non c'è gruppo:
- se non c'è scambio
- se non c'è un che di irrazionale che tiene unite le persone attraverso l'emotività (o meglio ancora la pulsionalità)
- se non c'è qualcosa attraverso cui poter dire insieme "sono" e crederci

E' facile capire perchè senza scambio non c'è gruppo. Ma se ci pensate bene, non è così immediato capire come lo scambio lo costituisce. Lasciamo perdere lo scambio regolamentato, che richiede un discorso a parte, e limitiamoci all'interazione libera. Lo scambio libero all'interno di un gruppo si struttura su base emotiva ( punto 2) e l'emotività istituzionalizza certe successioni di scambio in rapporti di potere effettivi ( cioè sanciti dal risultato dello scambio comunicativo e non da regole imposte a priori). Chi "vince" la competizione emotiva all'interno dell'interazione di gruppo? L'individuo che siamo soliti chiare leader. In questo caso si tratta di un leader relazionale, cioè di una figura che si impone sulla base della fiducia. Ma cosa da fiducia in un'interazione gruppale libera? L'apparente capacità di gestire la situazione amministrando in essa il bene ed il male. Ma cosa sono il bene e il male in una situazione emotiva? Non sono altro che effetti. Bene è ciò che produce un risultato emotivo a prescindere dalla sua bontà. Questo effetto motivo agisce da riverbero sull'elemento emotivo che fa da collante e che è anche ciò che ha spinto i membri ad unirsi. Questo qualcosa nei gruppi spontanei è strettamente legato ad un bisogno individuale di auto affermazione... all'io in cui vogliamo riconoscerci... un'io ideale in genere... ed eccoci al punto 3, la cara identità.

Perchè questa pappardella?

Perchè se avete fatto la fatica di leggerla ci sono tanti e tanti punti su cui riflettere su ciò che ci accade ovunque, da questi miserabili e claustrofobici spazi virtuali fino a ciò che ci accade tutti i giorni.

Davvero non siamo portati a ricercare la protezione del gruppo?
Davvero mai lo abbiamo fatto?
Sappiamo davvero perchè lo facciamo?
Sappiamo sottrarci a certe fascinazioni?
Possiamo farlo?


Prego siori venghino

Ah.. diffidate dei leader e diffidate dei gruppi coesi.
Guardatevi da chi vi da ragione, mentre tenete d'occhio chi vuole inchiappetarvi apertamente.
Ricordatevi che siete nati soli e che l'ostetrica era pagata.
La vita è una passeggiata di salute.





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2
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Ci pensavo proprio stamattina. Sto leggendo un romanzo su un gruppo di amici, e pensavo che io non ho mai avuto un gruppo. Ho frequentato gruppi, ma da "esterna", da stagista, temporanea, non mi sono mai sentita davvero parte di loro. Difficilmente esprimo con decisione le mie opinioni, temo il rifiuto, ma questo mi impedisce anche l'accettazione piena, appunto perchè evito lo scambio di cui parlavi. Sindrome del diplomatico? Boh.
In rete i gruppi mi fanno un pò paura, sono più che altro strumenti di esclusione degli outsider, per i quali in genere simpatizzo, anche quando mi urtano i nervi.

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:Guardatevi da chi vi da ragione, mentre tenete d'occhio chi vuole inchiappetarvi apertamente.
con quell'avatar, dovresti avere più occhi del padreterno
per renderti il compito meno gravoso, zazà ed io ci autodenunciamo, à la Marco Pannella...

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4
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
beautiful stranger ha scritto:Ci pensavo proprio stamattina. Sto leggendo un romanzo su un gruppo di amici, e pensavo che io non ho mai avuto un gruppo. Ho frequentato gruppi, ma da "esterna", da stagista, temporanea, non mi sono mai sentita davvero parte di loro. Difficilmente esprimo con decisione le mie opinioni, temo il rifiuto, ma questo mi impedisce anche l'accettazione piena, appunto perchè evito lo scambio di cui parlavi. Sindrome del diplomatico? Boh.
In rete i gruppi mi fanno un pò paura, sono più che altro strumenti di esclusione degli outsider, per i quali in genere simpatizzo, anche quando mi urtano i nervi.

Nemmeno io. M per la semplice ragione che avrei sacrificato qualcosa di me. Quindi ne per paura, ne per eroismo. Perchè mi causava costrizione.
Condivido la tua opinione dei gruppi in rete. In rete le dinamiche istintuali sono più forti. E' in gioco l'inconscio in modo massiccio ed esso non ha freni che non possano venire elusi. Efficacissimo quindi è compattare il gruppo facendo riferimento ad un nemico esterno che possa essere identificato come tale da altri sulla base di una violazione di ciò che riguarda nucleo emotivo che unisce il gruppo. Nessuno si porrà il problema di conoscere quella persona realmente, di stare ascoltando una sola campana, di conoscere i fatti o di avere prove. La voce è efficace perchè unisce e mobilità. Ciò che unisce in rete è l'emotività intrecciata in un sistema di proiezioni. Quante persone in rete sono rimaste vittime di simili comportamenti? Io sono un caso, ma ce ne sono infiniti ( me ne sto occupando da vicino) Efficace è quindi il potere esercitato ad personam, qualcosa di simile al potere dittatoriale nei regimi in cui vige il culto del capo e l'atteggiamento dei membri sarà quello del gregge che ragiona di pancia, inefficace sarà quindi ogni lucido appello allo spirito critico e al buon senso. Non contiene alcuna portata emotiva.

Magonzo ha scritto:
NinfaEco ha scritto:Guardatevi da chi vi da ragione, mentre tenete d'occhio chi vuole inchiappetarvi apertamente.
con quell'avatar, dovresti avere più occhi del padreterno
per renderti il compito meno gravoso, zazà ed io ci autodenunciamo, à la Marco Pannella...

Ok, ma vi arresto ed ammanetto io però

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5
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
La dinamica di gruppo -su internet e fuori- è, come molte altre cose, largamente basata su un baratto psichico. Cosa do in cambio di cos'altro?
Non mi sembra il caso di star qui a dilungarsi sulle funzioni sociali e gli aspetti "positivi" e funzionali del gruppo -e dunque di quel baratto- ché mi sembrano abbastanza evidenti.

Cosa barattiamo? A seconda dei casi, di norma un po' di iniziativa personale, un po' di libertà di espressione, un po' di autonomia decisionale. Tutta roba che, a ben vedere, non causa scompensi traumatici -finché se ne baratta POCA ed in cambio di tutti i vantaggi, in termini personali, funzionali, emotivi, logistici che l'appartenenza ad un gruppo offre.
Una delle cose però che siamo più volentieri portati a barattare, e che in effetti finisce dentro ad un mucchio di questi scambi psichici che effettuiamo con noi medesimi, è l'ansia, perché è una delle cose che ci crea più dolore in assoluto.
Il brutto di quando barattiamo l'ansia è che, in cambio, "riceviamo" un livello di attenzione più basso. Tanto maggiore l'ansia di cui ci "priviamo", tanto più basso il livello di attenzione.

E si comincia. Si comincia a non accorgersi che le dinamiche del proprio gruppo sono malate. Magari uno non si rende conto di fare un lavoro che, di fatto, danneggia la vita di altre persone, un altro non vede che i suoi amici sono -di fatto- degli attaccabrighe violenti, qualcuno non si rende conto che la società in cui vive (perchè è "gruppo" anche quello) è, che so, razzista e arretrata e così via.

Non sono però sicuro che, su internet, le dinamiche di questo baratto siano più forti. O, meglio: concordo pienamente con Ninfa, quando dice che in rete l'inconscio è molto più in gioco (e molto più "allo scoperto") che in situazioni di vita "reale", ma è pur vero che l'inconscio -anche collettivo- è una bestiaccia sottile che trova facilmente il modo di esprimersi.
Magari in rete risulta più evidente, perchè la necessità di esprimersi in modo pressocché esclusivo sul piano verbale rende più "manifeste" le operazioni di esclusione nei confronti di un "outsider". É vero dall'altra parte, però, che su internet è più difficile che un outsider resti a lungo tale, perché c'è una maggiore esposizione a punti di vista differenti e dunque è più semplice trovare altre persone alle quali ci si può appoggiare se non proprio "fare gruppo".

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6
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:
Magonzo ha scritto:
NinfaEco ha scritto:Guardatevi da chi vi da ragione, mentre tenete d'occhio chi vuole inchiappetarvi apertamente.
con quell'avatar, dovresti avere più occhi del padreterno
per renderti il compito meno gravoso, zazà ed io ci autodenunciamo, à la Marco Pannella...

Ok, ma vi arresto ed ammanetto io però
purché uno alla volta; io con le manette di cioccolato all'arancio... rolleyss

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7
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
^Sick_Boy ha scritto:
Non sono però sicuro che, su internet, le dinamiche di questo baratto siano più forti. O, meglio: concordo pienamente con Ninfa, quando dice che in rete l'inconscio è molto più in gioco (e molto più "allo scoperto") che in situazioni di vita "reale", ma è pur vero che l'inconscio -anche collettivo- è una bestiaccia sottile che trova facilmente il modo di esprimersi.
Magari in rete risulta più evidente, perchè la necessità di esprimersi in modo pressocché esclusivo sul piano verbale rende più "manifeste" le operazioni di esclusione nei confronti di un "outsider". É vero dall'altra parte, però, che su internet è più difficile che un outsider resti a lungo tale, perché c'è una maggiore esposizione a punti di vista differenti e dunque è più semplice trovare altre persone alle quali ci si può appoggiare se non proprio "fare gruppo".

Concordo su tutto ciò che non ho quotato
( non volevo lusingarti troppo Sorriso Scemo )

Credo che in internet questi fenomeno non siano più evidenti ma realmente più forti per via della slatentizzazione. Pensa alle variabili normalmente in gioco e in questo caso assenti. Non esistono freni. E tutto può dilagare l di fuori, come è accaduto in alcuni casi.


Magonzo ha scritto:
NinfaEco ha scritto:
Magonzo ha scritto:
NinfaEco ha scritto:Guardatevi da chi vi da ragione, mentre tenete d'occhio chi vuole inchiappetarvi apertamente.
con quell'avatar, dovresti avere più occhi del padreterno
per renderti il compito meno gravoso, zazà ed io ci autodenunciamo, à la Marco Pannella...

Ok, ma vi arresto ed ammanetto io però
purché uno alla volta; io con le manette di cioccolato all'arancio... rolleyss

Suvvia, non fare il sofisticato

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8
xmarcox
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Viandante Residente
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solitamente mi "infiltro" in un gruppo per prendere confidenza con una persona che ne fa parte... poi magari ci rimango anche dopo che questa è perduta cmq...

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9
allure
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Viandante Residente
Viandante Residente
NinfaEco ha scritto:Di topic su gruppi e dinamiche gruppali qui ce ne erano parecchi.
Ma non uno di questo tipo.
Lo apro ispirata dall'argomento gruppi sollevato da Camira, e dalla risposta di Sick.

Il concetto di gruppo da un punto si definisce lungo tre dimensioni: quella dell'interazione comprende il sistema di scambi tra i membri rapporti che si verificano tra membri del gruppo; quella dell'appartenenza qualifica l'elemento emotivo che fa da collante; quella dell'identità qualifica la riconoscibilità e l'auto riconoscibilità dei membri tra loro e rispetto all'extra-gruppo.

In altre parole non c'è gruppo:
- se non c'è scambio
- se non c'è un che di irrazionale che tiene unite le persone attraverso l'emotività (o meglio ancora la pulsionalità)
- se non c'è qualcosa attraverso cui poter dire insieme "sono" e crederci

E' facile capire perchè senza scambio non c'è gruppo. Ma se ci pensate bene, non è così immediato capire come lo scambio lo costituisce. Lasciamo perdere lo scambio regolamentato, che richiede un discorso a parte, e limitiamoci all'interazione libera. Lo scambio libero all'interno di un gruppo si struttura su base emotiva ( punto 2) e l'emotività istituzionalizza certe successioni di scambio in rapporti di potere effettivi ( cioè sanciti dal risultato dello scambio comunicativo e non da regole imposte a priori). Chi "vince" la competizione emotiva all'interno dell'interazione di gruppo? L'individuo che siamo soliti chiare leader. In questo caso si tratta di un leader relazionale, cioè di una figura che si impone sulla base della fiducia. Ma cosa da fiducia in un'interazione gruppale libera? L'apparente capacità di gestire la situazione amministrando in essa il bene ed il male. Ma cosa sono il bene e il male in una situazione emotiva? Non sono altro che effetti. Bene è ciò che produce un risultato emotivo a prescindere dalla sua bontà. Questo effetto motivo agisce da riverbero sull'elemento emotivo che fa da collante e che è anche ciò che ha spinto i membri ad unirsi. Questo qualcosa nei gruppi spontanei è strettamente legato ad un bisogno individuale di auto affermazione... all'io in cui vogliamo riconoscerci... un'io ideale in genere... ed eccoci al punto 3, la cara identità.

Perchè questa pappardella?

Perchè se avete fatto la fatica di leggerla ci sono tanti e tanti punti su cui riflettere su ciò che ci accade ovunque, da questi miserabili e claustrofobici spazi virtuali fino a ciò che ci accade tutti i giorni.

Davvero non siamo portati a ricercare la protezione del gruppo?
Davvero mai lo abbiamo fatto?
Sappiamo davvero perchè lo facciamo?
Sappiamo sottrarci a certe fascinazioni?
Possiamo farlo?


le dinamiche di interazione sociale sono per me molto interessanti, e soprattutto nei forum c'è molto da osservare e imparare.
secondo me, il gruppo è solo un insieme di persone, e quindi nulla di nocivo, è quello che uno cerca o ci mette nel gruppo che fà la differenza.
credo che il gruppo sia un momento importante nell' infanzia e nell' adolescenza, quando la personalità non è ancora formata-identificata e quindi, fuori dall' ambito di sicurezza familiare, il bambino/adolescente cerca complicità e riconoscibilità all' interno di un gruppo.
poi con l' età adulta il gruppo dovrebbe essere solo un punto di incontro fra persone che hanno piacere a confrontarsi con rispetto reciproco, dove ognuno entra ed esce liberamente sentendosi solo arricchito umanamente.
il "gruppo", come inteso nel modo più tradizionale, lo trovo molto vincolante e limitante l' altrui libertà. sorriso

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10
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
xmarcox ha scritto:solitamente mi "infiltro" in un gruppo per prendere confidenza con una persona che ne fa parte... poi magari ci rimango anche dopo che questa è perduta cmq...

Uhm... furto di femmine suppongo rotolarsi dal ridere
Eh già è una caratteristica delle società tribali

allure ha scritto: è quello che uno cerca o ci mette nel gruppo che fà la differenza.

Vero.. ad esempio cosa sarebbe nocivo per te?

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11
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Non hai accennato al concetto di "progetto". I gruppi caratterizzati da forte identità e appartenenza hanno un progetto chiaro. E più ci si identifica con quel progetto più saranno forti il senso di identità e appartenenza.

Ora...qual è il progetto? Questa è, per me, la prima domanda. Poi seguono le altre: come è organizzato il potere? Quali sono le regole?

Va da sè, che ad esempio, il gruppo nel quale si lavora ha come progetto quello raggiungere l'obiettivo. Cioè remunerare gli azionisti. pietra Come gruppo funziona. Difficilmente sarà coinvolgente.
Quindi la questione è: quando un gruppo è coinvolgente? scratch

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12
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
sempre stata restìa, diffidente e guardinga all'idea di entrare a far parte di un gruppo, mi sta stretto un pò come il collo di lana di una dolcevita o gli anelli che se indosso poi semino ovunque, appena posso

forse è anche una questione caratteriale, in fondo fin da piccola mi piaceva non fossilizzarmi in un unico gruppetto di amichetti ma transitare tra i diversi piccoli gruppetti a seconda degli interessi (di gioco ovviamente) del momento

un pò è l'idea del baratto, di cui parla sick, che mi fa stare sulle mie;
il fatto di potermi sentire un acquisto per il gruppo e quindi oggetto di una possibile transazione in cui tacitamente sottoscrivo a delle regole esplicite ed implicite mi da fastidio.
ho un pò ho la sindrome della pecora nera il tutto a discapito della protezione, rete di salvataggio in caso di cadute, che il gruppo può comunque, e soprattutto in situazioni di pericolo (leggi sul lavoro ad esempio) offrire

una molla all'ingruppamento può essere certo, oltre alle affinità, una data progettualità (xmx), in questo caso le finalità di un progetto comune possono farmi a tratti superare la sindrome del solista che vede nel lavoro di squadra solo/molte perdite di tempo come riunioni, seccatori, richieste di curare l'aspetto relazionale a discapito di produttività, creatività, e, perchè no, serenità d'animo

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13
Unachi
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:
beautiful stranger ha scritto:Ci pensavo proprio stamattina. Sto leggendo un romanzo su un gruppo di amici, e pensavo che io non ho mai avuto un gruppo. Ho frequentato gruppi, ma da "esterna", da stagista, temporanea, non mi sono mai sentita davvero parte di loro. Difficilmente esprimo con decisione le mie opinioni, temo il rifiuto, ma questo mi impedisce anche l'accettazione piena, appunto perchè evito lo scambio di cui parlavi. Sindrome del diplomatico? Boh.
In rete i gruppi mi fanno un pò paura, sono più che altro strumenti di esclusione degli outsider, per i quali in genere simpatizzo, anche quando mi urtano i nervi.

Nemmeno io. M per la semplice ragione che avrei sacrificato qualcosa di me. Quindi ne per paura, ne per eroismo. Perchè mi causava costrizione.
Condivido la tua opinione dei gruppi in rete. In rete le dinamiche istintuali sono più forti. E' in gioco l'inconscio in modo massiccio ed esso non ha freni che non possano venire elusi. Efficacissimo quindi è compattare il gruppo facendo riferimento ad un nemico esterno che possa essere identificato come tale da altri sulla base di una violazione di ciò che riguarda nucleo emotivo che unisce il gruppo. Nessuno si porrà il problema di conoscere quella persona realmente, di stare ascoltando una sola campana, di conoscere i fatti o di avere prove. La voce è efficace perchè unisce e mobilità. Ciò che unisce in rete è l'emotività intrecciata in un sistema di proiezioni. Quante persone in rete sono rimaste vittime di simili comportamenti? Io sono un caso, ma ce ne sono infiniti ( me ne sto occupando da vicino) Efficace è quindi il potere esercitato ad personam, qualcosa di simile al potere dittatoriale nei regimi in cui vige il culto del capo e l'atteggiamento dei membri sarà quello del gregge che ragiona di pancia, inefficace sarà quindi ogni lucido appello allo spirito critico e al buon senso. Non contiene alcuna portata emotiva.

Uno scambio, questo tra Beautiful e Ninfa, che - per i miei gusti - vale più di un intero Trattato. inchino

Vivo come autentico terrore l'ipotesi del "gurppo virtuale" in quanto fonte di costrizione, e sinceramnete credo che mai come nel virtuale il "gruppo" sia fonte di costrizione: mi sembra che nella vita reale le modalità di interazione siano più ampie e che quindi offrano più possibilità di comprendere ed essere compresi. O, almeno, questo posso dire dalla mia esperienza concreta.

Sperando possa essere utile alla discussione, riassumo con piacere un fatto vero, molto riferito anche al concetto espresso da Ninfa di "atteggiamento dittatoriale + atteggiamento del gregge".

Credo possa essere interessante per valutare il gioco reciproco dei due atteggiamenti, i quali, secondo me, sono pur sempre compresenti, ma...non sempre secondo quello che parrebbe esserne l'ordine crono-logico più prevedibile.

In due forum diversi e con persone diverse (due persone diverse) mi è accaduta la stessa cosa, e cioè : io mi esprimevo per quel che pensavo. In breve tempo di trovo due estimatrici a vita persa (una per forum) che mi raggiungono in privato per dirmi quanto siano con me all'unisono e fiere di esserlo. Nei mesi (e in un caso anni) che seguono...dapprima le vedo come mia claque personale in pubblico (periodica fissa). Poi, a volte, capita che ...per la foga di fare la claque...dicano (ritenendo di interpretare il mio pensiero) cose che non avrei mai pensato o che addirittura erano il contrario di quello che pensavo, e che comunque erano PER ME inconciliabili con quel che davvero avrei detto o pensato io.
Cordialmente cercavo di chiarire, rapidamente.

Porcaccia miseriaccia!!!! Ne seguivano SFINIMENTI A VITA PERSA , IN PVT O PER MAIL, ANCHE IN PROFONDA NOTTURNA, DOVE IL CONCETTO PORTANTE ERA : "NON E' POSSIBILE CHE DICIAMO DUE COSE DIVERSE, PERCHE' IO SONO COME TE, E QUINDI NON E' POSSIBILE CHE DICIAMO DUE COSE DIVERSE!". Seguivano anche sfilze di lunsinghe e dichiarazioni di devozione eterna al mio indirizzo. Nel caso più patetico fra i due (lo furono entrambi, ma uno molto più dell'altro) si arrivava a chiedermi in PVT, APERTAMENTE (dopo ORE in cui mi stavo a scassar maroni per spiegare, sempre in cortese PVT, che, comunque la girasse, quel che aveva postato lei non c'entrava un'emerita minchia con quel che penso io, ma che questo NON era un drama) : "vabbè...probabilmente sono confusa e stanca, ma dimmi quel che devo dire perchè (ATTENZIONE, QUI, PREGO!) ....NON HO NESSUNA INTENZIONE CHE GLI ALTRI PENSINO CHE ESISTONO DISTANZE TRA ME E TE!!!!".

Ora: a parte che, stando allo storico frusto, in entrambi i casi è finita ...a schifìo (per colpa mia , cerrrrrto!!!, e di chi , sennò? ), in entrambi i casi io sono "quella che NON ama e che è solo RAZIONALE!!! (se c'è una che vive di emotività allo stato puro su questa Terra, da doverne aver paura per se stessa....signori...ecco la Unachi!!!! E infatti....come me potevca capità de pijamme certi carri de carnevale, se non per una emotività del menga?).

Ma quel che desideravo portare in questo 3d, in personale sviluppo dei concetti di "costrizione" e poi di "atteggiamenti dittatoriali e di sudditanza" come tanto bene espressi sia da Beatiful che da Ninfa è solo questo piccolo interrogativo:
- posto che non me ne impipa una emerita cippa di "fare la leader" nel virtuale;
- posto che la cosa mi darebbe anche sindrome asmatica o di soffocamento, poichè so bene per averlo PAGATO che essere leader significa dover poi convincere tot persone che ...si è sempre all'unisono (che è una cosa di un due palle bestialissimo);
- posto che ...nei miei modestissimi casi di leadership concreta e SUBITA (si può SUBIRE la leadership? Azzzo se SI'!!!!!!)...quella leadershipo non fu PER NULLA CERCATA e fu invece INVOCATA da qualcuno (qualcuno anche molto presuntuosetto e presenzialista, peraltro!);
- posto che presunzione e presenzialismo e invadenza dei "sudditi" furono tali da logorarmi per sfinimento nel tempo, fino alla esiziale e salutare scelta del vaffa cosmico e chiaro chiaro chiaro da parte MIA (l'ingrata, ovvio);

COME FACCIO A PENSARE CHE IL "GRUPPO" VEDA UN GREGGE DI PECORE ED UN PASTORE DITTATORIALE CHE LE MANIPOLA, SE L'ESPERIENZA MI INSEGNA CHE IL BISOGNO DI ALCUNI DI FARSI GREGGE E' COSIì DISPERATO E DISPERANTE DA ...TRASFORMARE IN LEADER-PER-FORZA CHI....STAVA BENISSIMO PER I CACCHI SUA???????????????????????????????????? :_-_:

(solo per ragionarci, se se ne ha voglia: il caso più grave dei due, che ha comportato ENORMI interferenze con la mia vita privata ed un grado di invadenza di rilievo psichiatrico e che in me ha lasciato tracce NON dimenticabili, riguarda una donna che...avendola poi conosciuta (purtroppo)...in comune con me NON HA NIENTE DI NIENTE DI NIENTE DI NIENTE. Eppure...faceva il mio alter ego.
E ci vollero tante belle persone a spiegarmi (demente io) che ...la NECESSITA' di questa di trovarsi una identità gratificante...l'avesse resa ridicola per se stessa e insopportabile per me....nel trovarla, sta identità....in ciò che le arrivava della mia...e...appiattircisi sopra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).

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14
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@ ninfa io vedo molte individualità in questo forum, l'unico branco (anche perchè le definizioni si attagliano più ad un branco che ad un gruppo) l'ho visto con un guretto e due adepti che intervenivano al posto suo quando leggevano dei post (miei) in cui facevo presente le contraddizioni o esprimevo disaccordo verso i post sconclusionati e solitamente OT di costui, in tutti gli altri casi ho visto fazioni (specie per gli argomenti di politica o costume e società) che vedono alleanze estemporanee basate più sulla convenienza del momento che su di un reale senso di appartenenza ad un gruppo.
Forse, visto che ci sono molti iscritti ma sempre gli stessi che intervengono, può darsi che ci siano delle persone che si identificano con l'una o l'altra idea espressa e che non avendo voglia di esporsi, si guardino comodamente la bagarre con i pop corn... Sorriso Scemo

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@unachi
Vabbè, cose che capitano. In un gruppo - reale o virtuale - prende forma la propria visione del mondo. Ora...l'atteggiamento delle persone che hai descritto rivela un tentativo di "fare squadra" con alcuni elementi per poter interagire con maggior forza con il resto del gruppo. Sono dinamiche del tutto normali, se non portate all'eccesso. Credo.
D'altra parte, anche nel mondo reale, soprattutto nel mondo del lavoro, capita di sovente. Ci sono persone maggiormente attive nell'esercizio-controllo-scalata del potere che tessono trame con altre persone alla perenne ricerca di vantaggi personali. E' una continua analisi di azioni e contro-azioni, di mosse e contro-mosse.

Ma, spesso, in questo atteggiamento NON c'è nessuna identificazione col gruppo nel suo insieme e con il suo progetto. C'è solo il desiderio di voler scalare il potere e di poter conquistare posizioni di potere nel gruppo, creando delle alleanze strumentali. E in queste alleanze si creano i "capetti" e i subalterni.

Ognuno vive come può e come sa.

A me, personalmente, il potere interessa. Ma solo se posso utilizzarlo per realizzare quello che interessa a me e come interessa a me. Conquistare il potere per poi esercitarlo per imporre delle priorità dettate da altri non fa per me. pietra

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hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
scratch
Ognuno vive come può e sa?
Mai incontrato un individuo simile.
Io ho sempre incontrato individui che vivono come è stato imposto a loro di vivere.
E muoiono come è stato imposto loro di morire.

"Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo di che non possono più far niente.Temete
piuttosto coloro che mandano anima e corpo nella Gehenna del fuoco."

Chi sono costoro ?
Ne hai mai conosciuto qualcuno?

scratch

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ho conosciuto un sacco di gente, haki. E, francamente, mi sono rotto il cazzo. pietra

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hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
cool
Io volevo sapere se conosci qualcuno di quelli che mandano anima e corpo nella Gehenna del fuoco.Io ne conosco moltissimi.

E ora preghiamo in nome del gruppo:

"Nel gregge,con il gregge,per il gregge,

a te Caprone onnipotente

nell'unità della suprema ignoranza

ogni onore e gloria.

Amen"

inchino

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