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Chi non ha paura della propria Ombra ? ( Jung e il concetto di Ombra della Personalità)

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Jung definisce “Ombra” il contenuto di sentimenti e ed emozioni rimossi da ognuno di noi, perchè ritenuti brutti, sporchio e cattivi. Quindi l’Ombra definisce anche l'insieme delle funzioni e degli atteggiamenti non sviluppati della personalità*.

Come corpo fisico, così anche ogni essere umano ha un’Ombra, che si allunga dietro di lui e talvolta anche davanti, rabbuiando i suoi passi. Per questo una persona posseduta dalla propria Ombra inciampa costantemente nei suoi errori.

Spesso allora per esorcizzare quel buio nel tentativo di liberare i propri passi, le persone attribuiscono ad altri la propria Ombra. In altre parole le attribuiamo emozioni e sentimenti rimossi, accusandole di ciò che ci appartiene.
Questo meccanismo è all’origine dell’antipatia, del disprezzo, della repulsione e dell’odio, ma a volte paradossalmente anche dell’attrazione.

Riconoscere questa proiezione significa imparare a vedere e poi a conoscere la propria ombra della propria Ombra.
E’ un percorso difficile, perché il soggetto ha rimosso ciò che sostanzia l’Ombra proprio perché lo condannava e perché la rimozione lo ha mascherato e nascosto in luoghi della psiche meno accessibili. Ma se la persona non compie questo percorso, si condanna a vivere una vita parziale.
Nel suo modo di agire privilegerà ogni condotta che lo ponga al di sotto del proprio livello o nella condizione del perseguitato dalla sorte, prediligendo sempre e comunque le azioni che trasmettono di lui un’immagine negativa. Ogni volta che il sentiero sarà tanto diritto e ben spianato da non fornirle alcun ostacolo in cui inciampare, la se ne costruirà uno apposta, convincendosi di aver fatto qualcosa di giusto.

Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?
Le volete riconoscere?
Vi hanno condizionato?
Vi condizionano?
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?




* il concetto di ombra può essere anche inteso come archetipo o immagine archetipica, ma è un altro discorso

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2
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
NinfaEco ha scritto:
Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?
Le volete riconoscere?
Vi hanno condizionato?
Vi condizionano?
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?

Per qualche giorno sono stata perseguitata da terribili incubi, quasi infantili: fantasmi, il diavolo, spiriti cattivi cercavano di afferrarmi, di fare del male a me ed alla mia famiglia. Mi era già capitato, ma non capivo, e cercavo spiegazioni esoteriche Sorriso Scemo Invece adesso, da reduce di guerra, mi sono resa conto che stavo "semplicemente" (semplicemente un par de ciufoli) combattendo contro me stessa, contro una tentazione, una mia debolezza. Bastassero gli esorcismi del prete...
La mia ombra sta lì in una stanza, ricordo il tempo in cui ne sono stata posseduta, se incontro qualcuno che la condivide con me ci riconosciamo immediatamente come fratelli, al primo sguardo, una solidarietà triste e dolorosa.
Il dubbio che mi perseguita è il seguente: e se nell'ombra risiedesse il nostro principio vitale, una specie di sorgente di energia, la nostra verità più profonda? Davvero possiamo rinnegarla, senza pagare con la vita?
Il sogno si concludeva così: io capivo di essere una strega, caricavo mia figlia su una scopa di saggina e volavamo via insieme, nella notte fresca. Suspect

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:Jung definisce “Ombra” il contenuto di sentimenti e ed emozioni rimossi da ognuno di noi, perchè ritenuti brutti, sporchio e cattivi. Quindi l’Ombra definisce anche l'insieme delle funzioni e degli atteggiamenti non sviluppati della personalità*.
...

Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?
Le volete riconoscere?
Vi hanno condizionato?
Vi condizionano?
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?

Jung è affascinante, ma in genere diffido dell'attribuzione di forme preordinate ed esogene a ciò che è invece astrazione, non necessariamente, e anzi, facilmente non congruente a quelle rappresentazioni formali;

già di per sé definire sentimenti, pulsioni, istinti, attribuendo loro un dato coerente o comunque riconducibile ad una logica è un'impresa ardua e azzardata;
se poi vogliamo romanticamente disegnare forme direttamente intellegibili perché conosciute, familiari, introduciamo un ulteriore elemento di distorsione e confusione, non ce ne fossero già abbastanza;

una rappresentazione formale della "realtà" è già una sua interpretazione ed una sostanziale limitazione delle nostre facoltà di immaginazione - e comprensione - al di fuori di quel quadro rappresentativo;
ora, se posso intendere un sentimento dostoevskijano di ombra, o di sottosuolo, la costruzione sistematica di una realtà rappresentata da quella metafora mi lascia molto perplesso, anche se curioso e affascinato;

in soldoni, arbitrio epistemologico per arbitrio, tanto vale aderire ad una fede religiosa o al culto di qvelo, e darci dentro finché ce n'è, e nt'o'qulo all'ombra !

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4
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:Jung definisce “Ombra” il contenuto di sentimenti e ed emozioni rimossi da ognuno di noi, perchè ritenuti brutti, sporchio e cattivi. Quindi l’Ombra definisce anche l'insieme delle funzioni e degli atteggiamenti non sviluppati della personalità*.

Come corpo fisico, così anche ogni essere umano ha un’Ombra, che si allunga dietro di lui e talvolta anche davanti, rabbuiando i suoi passi. Per questo una persona posseduta dalla propria Ombra inciampa costantemente nei suoi errori.

Spesso allora per esorcizzare quel buio nel tentativo di liberare i propri passi, le persone attribuiscono ad altri la propria Ombra. In altre parole le attribuiamo emozioni e sentimenti rimossi, accusandole di ciò che ci appartiene.
Questo meccanismo è all’origine dell’antipatia, del disprezzo, della repulsione e dell’odio, ma a volte paradossalmente anche dell’attrazione.

Riconoscere questa proiezione significa imparare a vedere e poi a conoscere la propria ombra della propria Ombra.
E’ un percorso difficile, perché il soggetto ha rimosso ciò che sostanzia l’Ombra proprio perché lo condannava e perché la rimozione lo ha mascherato e nascosto in luoghi della psiche meno accessibili. Ma se la persona non compie questo percorso, si condanna a vivere una vita parziale.
Nel suo modo di agire privilegerà ogni condotta che lo ponga al di sotto del proprio livello o nella condizione del perseguitato dalla sorte, prediligendo sempre e comunque le azioni che trasmettono di lui un’immagine negativa. Ogni volta che il sentiero sarà tanto diritto e ben spianato da non fornirle alcun ostacolo in cui inciampare, la se ne costruirà uno apposta, convincendosi di aver fatto qualcosa di giusto.

Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?
Le volete riconoscere?
Vi hanno condizionato?
Vi condizionano?
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?




* il concetto di ombra può essere anche inteso come archetipo o immagine archetipica, ma è un altro discorso
cool
Jung non sarebbe mai riuscito a capire questa cosa semplicissima:

Io HO una casa MA io non sono una casa.
Io ho una moto ma io NON sono una moto.
Io ho un corpo fisico ma io NON sono il corpo fisico.

Jumg non sarebbe mai riuscito a capire una cosa così semplice.
Perchè? Perchè la sua OMBRA era la cultura occidentale.Una cultura di parte,non
la cultura della verità.

Sito consigliato:

www.federazionepagana.it

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5
xmarcox
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Viandante Residente
Viandante Residente
se incontrassi la mia ombra le passerei il testimone e le direi "OK ora provaci un po' tu."

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6
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Penso che Jung...quando ha elaborato quella teoria...avesse fumato qualcosa di forte. pietra

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7
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:

Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?
Le volete riconoscere?
Vi hanno condizionato?
Vi condizionano?
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?




* il concetto di ombra può essere anche inteso come archetipo o immagine archetipica, ma è un altro discorso

In questo credo di essere mio malgrado abbastanza esperto. Conosco le mie, le rispetto, non le temo e non mi condizionano. Diverso discorso per quelle degli altri. Le ho sempre percepite e c'è stato un lungo periodo della mia vita in cui volevo sviscerarle, volevo che si manifestassero. Ora invece mi limito ad osservarle e a regolarmi di conseguenza.

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8
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
NinfaEco ha scritto:Che mi dite delle vostre ombre?
Le avete riconosciute?(1)
Le volete riconoscere?(2)
Vi hanno condizionato?(3)
Vi condizionano?(4)
Siete rimasti pigionieri di ombre di altri?(5)
Davvero la realtà relazionale può non apparire in ombra?(6)




* il concetto di ombra può essere anche inteso come archetipo o immagine archetipica, ma è un altro discorso

1-2 si sono presentate a volte in modo subdolo e a volte prepotentemente; impossibile ignorarle
3-4 certamente, essendo una parte di me, neanche tanto insignificante; il mio codazzo imbarazzante di demoni al seguito. Penso che dovrei individuare il demone preponderante e dargli la giusta attenzione. Soffocando si fa solo che danno; la bestia va nutrita e diventa tua alleata (forse)
5 no, ho già a che fare con le mie, figuriamoci se ho voglia di giocare a nascondino con mie e altrui zone oscure
6 non so se ho capito bene la domanda, comunque a me sembra che a volte la realtà(realtà?) relazionale sia ombrosa, uno schivar di ombra


@beautifulstranger i tuoi posts mi incantano sempre

@haki non capisco una sana e beata mazza ma quel riferimento all'ombra di Jung come rappresentante(=l'ombra), frutto della cultura occidentale, mi sembra interessante quanto fuorviante (forse). Quanto è innata l'ombra in noi?

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9
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
beautiful stranger ha scritto:

Bastassero gli esorcismi del prete...

Scherzi a parte... hai provato a farti fare un esorcismo davvero?

La mia ombra sta lì in una stanza, ricordo il tempo in cui ne sono stata posseduta, se incontro qualcuno che la condivide con me ci riconosciamo immediatamente come fratelli, al primo sguardo, una solidarietà triste e dolorosa.
Il dubbio che mi perseguita è il seguente: e se nell'ombra risiedesse il nostro principio vitale, una specie di sorgente di energia, la nostra verità più profonda? Davvero possiamo rinnegarla, senza pagare con la vita?
Il sogno si concludeva così: io capivo di essere una strega, caricavo mia figlia su una scopa di saggina e volavamo via insieme, nella notte fresca. Suspect

Beh... direi che tutto sommato è un bel sogno: c'è un lito fine e una via di fuga.
Io invece temevo ( ora non mi succede da molto) assassini, morti che si presentificavano per uccidermi, o malati con gli stessi intenti. La colpa credo sia di chi a 12 anni ha avuto la brillate idea di costringermi a bciare mio padre morto e di dirmi che se lo pensavo lo avrei sognato. Poi la mia simpatica nonna allietava i pomeriggi in cui le ero affidata ( quasi tutti) leggendomi la cronaca nera di Oggi e Gente. Aveva una particolare predilezione per i delitti efferati avvenuti in ambito famigliare, ma non disdegnava i serial killer. Poi ci sono alcune frasi di mia madre che non mi va di ripetere qui.
Ed ecco fatto. Hanno dato buon materiale al mio senso di colpa per presentificarsi. E aggiungici che io non ho mai potuto permettermi di incazzarmi, essendo la mediatrice tra adulti depressi, ansiosi e non cresciuti. Ne consegue rabbia inespressa e magari anche errori. Quale condensazione migliore della rabbia rivolta all'esterno e inghiottita e del senso di colpa di un assassino? Infondo potevo incazzarmi solo con me stessa no?
Comunque sì... nell'ombra sta potenzialmente la nostra forza.
E' la nostra differenza e la nostra unicità.
Quello che da senso e direzione al nostro percorso.

Magonzo ha scritto:
Jung è affascinante, ma in genere diffido dell'attribuzione di forme preordinate ed esogene a ciò che è invece astrazione, non necessariamente, e anzi, facilmente non congruente a quelle rappresentazioni formali;

già di per sé definire sentimenti, pulsioni, istinti, attribuendo loro un dato coerente o comunque riconducibile ad una logica è un'impresa ardua e azzardata;
se poi vogliamo romanticamente disegnare forme direttamente intellegibili perché conosciute, familiari, introduciamo un ulteriore elemento di distorsione e confusione, non ce ne fossero già abbastanza;

una rappresentazione formale della "realtà" è già una sua interpretazione ed una sostanziale limitazione delle nostre facoltà di immaginazione - e comprensione - al di fuori di quel quadro rappresentativo;
ora, se posso intendere un sentimento dostoevskijano di ombra, o di sottosuolo, la costruzione sistematica di una realtà rappresentata da quella metafora mi lascia molto perplesso, anche se curioso e affascinato;

in soldoni, arbitrio epistemologico per arbitrio, tanto vale aderire ad una fede religiosa o al culto di qvelo, e darci dentro finché ce n'è, e nt'o'qulo all'ombra !

Le teorie di Jung sono esplicative se usate in forma allusiva, come miti, quadri o poesie.
Questa è la fondamentale differenza tra lui e Freud.
Se usi Freud per scremare Jung ottieni cose buone.
Per indagare certi fenomeni Freud è riduttivo.
Per altri Jung è ridondante.


hakimsanai43 ha scritto: Perchè la sua OMBRA era la cultura occidentale.Una cultura di parte,non
la cultura della verità.


Vero.
Ma è anche la nostra

xmarcox ha scritto:se incontrassi la mia ombra le passerei il testimone e le direi "OK ora provaci un po' tu."

hai appena verbalizzato uno stato di dissociazione Sorriso Scemo

xmanx ha scritto:Penso che Jung...quando ha elaborato quella teoria...avesse fumato qualcosa di forte. pietra

Che io sappia Jung era un bravo ragazzo.
Era Freud che "sperimentava" la cocaina con la moglie Sorriso Scemo


-William- ha scritto:

In questo credo di essere mio malgrado abbastanza esperto. Conosco le mie, le rispetto, non le temo e non mi condizionano. Diverso discorso per quelle degli altri. Le ho sempre percepite e c'è stato un lungo periodo della mia vita in cui volevo sviscerarle, volevo che si manifestassero. Ora invece mi limito ad osservarle e a regolarmi di conseguenza.

Ottimo

PaperMoon ha scritto:
1-2 si sono presentate a volte in modo subdolo e a volte prepotentemente; impossibile ignorarle

Fanno sempre così le ombre testata contro il mu


@beautifulstranger i tuoi posts mi incantano sempre


Eh lo so... a me incanta da un paio di anni gattina

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