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i dubbi di un educatore

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BigBossStigazzi
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La cosa più difficile è stata mettere un titolo, il resto viene da sè.

Nasce tutto dal desiderio di condividere i miei dubbi, ovvio che c'è anche qualche parziale e relativa convinzione che difficilmente diventa certezza............e spesso ritorna per sua natura allo stato di dubbio.

Aneddoti... mi trovo a gestire un centro di aggregazione giovanile con un branco di adolescenti (perchè branco è sempre usato negativamente? diciamo mandria? gregge? no sennò sembro il buon pastore e non sono nè l'uno nè l'altro)...

un gruppo? no perchè sono diversi gruppetti che però coesistono senza danneggiarsi,

una folla? no perchè ...insomma è un coacervo di mine vaganti, una accozzaglia di ragazzi con tutti i pregi e tutti i difetti di chi non sente ancora di aver finito di crescere, per cui da questo capite che, anagraficamente e come ruolo io sono diverso da loro ma in quanto curiosità e sensazione di totale confusione siamo abbastanza coetanei.

Inoltre (altra differenza) io son lì per lavoro e loro per diporto, in più faccio di fatto parte della generazione dei loro genitori, per cui dubbi e complesso di peter pan a parte......

Io osservo, spesso non intervengo, ascolto, rispondo se mi chiedono la mia opinione, cerco di mantenere un basso profilo perchè penso che l'educatore sia uno che indirizza, non spedisce.

Guardo, li guardo giocare, parlare, simulare le risse, raramente ma succede, si parte scherzando poi qualcuno si tira una sberla più seria e ovviamente in quel caso intervengo.

C'è internet e lo usano per andare soprattutto su fb e da lì gestiscono tutto e guardano clip ... di deficenti, di ragazzotti/e dementi che fanno ancora più gli stupidi perchè sanno che qualcuno li guarderà e quindi esagerano ogni tipo di propensione naturale, dalla ragazza che piange perchè le han rubato il motorino, al minorato che dà della puttana a qualsiasi donna, alcune cose non posso permettere che le vedano perchè gestisco un posto pubblico, ma cerco di ridurre la censura al minimo anche perchè ovviamente da bravi adolescenti qualsiasi cosa io gli dica che fa schifo a loro piace per definizione, spesso gli adolescenti si costruiscono per contrasto con l'adulto, ascoltano la musica che all'adulto non piace e guardano le "cose proibite".

Per cui cerco di proibire il meno possibile...ma questa è routine, a volte succede qualcosa che mi stupisce come questo fatto piccolo che vi voglio raccontare.

Ieri un gruppetto di tre ragazzotti, fra i più "discoli" nei modi, queli che probabilmente a "naso" fanno uso di qualche sostanza (comunque i dati dell'alcoolismo giovanile sono tali che non c'è manco bisogno di farsi le canne, basta mandare l'amico 18enne a comprare due bottiglie di wodka e il gioco è fatto) guardavano youtube.

Ma non porno o schifi vari, vomitate, cadute, tipo paperissima trash per intenderci, che quella è la normalità, guardavano questo:









...e ridevano, ridevano (e io mi domandavo, ma che cazzo ridono? ma soprattutto che cazzo guardano?) gli ho chiesto se sapevano chi era riina e mi han detto, no, uno mi ha detto dubbioso "un mafioso?"

ho lasciato cadere la cosa, ragionando ho capito che ridevano per il modo di parlare sgrammaticato con accento del sud di riina... "questi non sanno quasi chi è riina e ridono per come parla? cazzo ma quanto sono scemi?"

No invece, o magari anche, il problema è un altro, in effetti se non sai un cazzo, e si ascolta l'accento e le doppie, le parole maschili girate al femminile e viceversa, senza sentire il SENSO di quello che viene detto...boh, magari fa ridere, di quel riso che si riserva a perculare i diversi, gli handicappati, i mongoloidi, gli analfabeti, i grassoni, quelli bassi o con le orecchie a sventola, ci stà, nella ferocia dell'adolescenza, e non è neppure questo il punto, non lo so qual'è il punto se c'è un punto solo, io vorrei dirgli, ma non lo farò perchè sarebbe dare troppa importanza all'episodio, che i ragazzi comprano il fumo o la maria e la comprano da mafiosi, le loro vite saranno segnate dai clientelismi e dalle conoscenze in paradiso in splendido stile mafioso, morirano da un'impalcatura senza protezioni perchè assunti in nero da imprese edili di mafiosi, o prenderanno una pasticca che gli spaccherà il fegato da un mafioso, fumeranno le sigarette di contrabbando della mafia (o camorra, ovviamente dico mafia in senso onnicomprensivo) andranno a puttane foraggiando la mafia E NON SANNO CAPIRE CHE UN ANALFABETA E' STATO IL CAPO DEI CAPI E LORO E LE LORO VITE SONO NELLE MANI DI GENTE COSì...vorrei conoscere il modo di fargli capire quanto sono stupidamente schiavi e ottusamente razzisti ...riina non mi fa ridere, mi fa orrore, e mi fa orrore vederli ridere di lui ... solo per l'accento del sud ed il suo analfabetismo.

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2
tulip
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Secondo me dovresti dire a loro esattamente quello che hai scritto qui.
Pensi che sorvolando non darai peso alla cosa, io penso che sorvolando avrai perso l'opportunità di educare, di far capire a questi ragazzi a cosa vanno incontro.
Io colgo sempre la palla in balzo in modo che sia l'educazione sia la didattica sia il più naturale possibile e nasca dalla curiosità dei bambini e proprio per questo non venga più dimenticata

Il mio è solo un parere Big , io sono certa che tu sai benissimo come agire e che hai scritto solo per sfogarti un pò...e hai fatto bene

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3
Candido
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Viandante Storico
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Mi trovo nella stessa situazione di Big come insegnante alle scuole serali (quasi tutti sedicenni pluribocciati, la psic li chiama ancora "drop out"). Il loro modo di farsi, bestemmiare, imprecare, cazzeggiare insulso, l'uso compulsivo di feisbùc...forse l'unica cosa possibile è fargli rendere conto che stanno comportandosi nel modo giusto per diventare SERVI, SCHIAVI del potere, emarginati a vita, a rischio di galera...che mi sembra è pure quanto afferma Boss, seppure in generale abbiamo idee un po' diverse.
Ah, dimenticavo un particolare importante. Quasi tutti i miei (almeno i maschi) amano il rap, alcuni addirittura compongono e cantano dei pezzi. Pur non amando quel tipo di musica (pallosetta) sarebbe il caso di ricordare che è soprattutto PROTESTA, non acquiescenza passiva ai potenti...

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4
Unachi
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Mi allineo istintivamente a quanto già detto da Big e da Tutti gli intervenuti.
(credo di dover precisare che non sono una Educatrice professionale, bensì soltanto una mamma).

Io una piccola attenuante, a questi ragazzi , gliela trovo, però .
Signori: hanno sedici anni!
Quando Riina fu scovato....ne mancavano ancora parecchi, di anni, perchè loro nascessero addirittura.
E non è colpa loro , secondo me, se non riescono a collocarlo in alcun modo se non per l'unico che constatano di persona, ossia quella sgangherataggine dialettica, grammaticale, sintattica.

Tocca a noi spiegare, penso. E non limitarci a stupirci del "come mai non agganciano". imbarazzo

Approfitto per un piccolo quasi OT personale, circa la didattica in genere e la storia in particolare.
Io non ho mai amato la "Storia" come materia ministeriale, eppure so benissimo e lo vivo che è vero, il famoso fatto che sia Maestra di Vita.
Oggi, però, mi sembra di saperne la ragione. Non ridete vi prego, e sappiate sopportarmi. Sarò breve.
Son sicura che alla Storia mi sarei appassionata in modo grandemente maggiore se....nella scuola me l'avessero raccontata partendo dalla fine, dall'oggi, piuttosto che partendo dalla preistoria.
Ma insomma...non credete che sarebbe molto più intrigante se si partisse dall'oggi e POI si giocasse a rintracciarne le ragioni nello ieri e ieri l'altro, sino alla preistoria, piuttosto che partire dall'uomo delle caverne e poi passare per quattrocentomilioni di beghe e beghine e beghette fra tribù barbare e microregni e lotte fra loro....che ...prima che arrivi a capire a cosa ti potrebbe servire di conoscerle...hai già due palle incommensurabili e doverne memorizzare rispettivi : vicisssitudini, capi, e territori???? nascondersi

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5
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
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grazie per gli interventi, non è che mi stupisco unachi, solo che ci metto un pò a collegare e certo se la storia fosse insegnata per comprendere l'oggi potrebbe anche essere insegnata come dici tu... tulip, grazie, ma un centro d'aggregazione e l'età con cui ho a che fare non favorisce i concioni, l'età e l'ambiente influenzano il tipo di intervento, non posso semplicemente dirlo come l'ho detto con voi perchè non faccio lezioni, butto lì una frase ogni tanto, indirizzo come dicevo anche perchè l'ambiente è caotico e dispersivo, anche un uditore attento non riuscirebbe a seguire un discorso così articolato, candido, io spesso dico ai ragazzi che aver abbandonato la scuola o pensare di emigrare al 18esimo li rende carne da macello, ma anche questo è come quando il nonno ti diceva della guerra, un ragazzo pensa che lui ce la farà (purtroppo a volte persone come corona o fabri fibra sono i modelli dei più a rischio) e che se anche ci sono problemi non toccheranno proprio LUI, invece chi ha esperienza sa che ad ognuno tocca la propria parte....

no io lavoro di cesello, già anche senza commentare, mi guardano in faccia e lo vedono cosa penso, non ho bisogno di calcare la mano, capiranno, io di solito fornisco alternative ...mancano i materiali? Costruiamoli...io parto e di solito ogni volta due o tre vengono spontaneamente a darmi una mano e così con le mani impegnate si toccano con leggerezza temi anche difficili....un'ultima considerazione per candido, tu insegni alle serali? Sedicenni pluribocciati? Ci sono solo due strade allora entrambe rischiose, una è segarli definitivamente (se fossero maggiorenni ed avessero scelto loro di riprendere a studiare sarebbero molto più motivati) ma dopo una vita di fallimenti scolastici c'è il rischio che abbandonino per sempre, l'altro è accoglierli facendogli decidere qualcosa, appropriandosi degli spazi per sentirli propri, ci saranno sicuramente dei writers...perchè non coinvolgerli per ricoprire i muri degradati con murales decisi insieme?

...gli appassionati di rap potrebbero scrivere dei pezzi su eventi storici (prova a pensare a Don Milani) ciao a tutti

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6
xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Te lo dico sinceramente big....sei ridicolo.
Ti sei mai chiesto perchè mai questi ragazzi dovrebbero ascoltare qualcosa da te? Semplicemente perchè tu sei il "gestore della struttura"?
Mi fai ridere.

Nel campo educativo si viene ascoltati se si ha "autorevolezza".
E da che cosa, tu, caro big, trarresti la tua autorevolezza nei loro confronti? Per le tue belle idee?
Con le tue belle idee i ragazzi di oggi ci si sciacquano i coglioni (ci si fanno il bidet).
Autorevolezza big, autorevolezza.
Su cosa si basa la tua autorevolezza, big?
E quale sarebbe il tuo modello educativo....ammesso e non concesso che tu possa un giorno acquistare autorevolezza su qualcuno di questi ragazzotti?

Voglio proprio vedere se rispondi qualcosa di sensato....

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
xmanx ha scritto:Te lo dico sinceramente big....sei ridicolo.
Ti sei mai chiesto perchè mai questi ragazzi dovrebbero ascoltare qualcosa da te? Semplicemente perchè tu sei il "gestore della struttura"?
Mi fai ridere.

Nel campo educativo si viene ascoltati se si ha "autorevolezza".
E da che cosa, tu, caro big, trarresti la tua autorevolezza nei loro confronti? Per le tue belle idee?
Con le tue belle idee i ragazzi di oggi ci si sciacquano i coglioni (ci si fanno il bidet).
Autorevolezza big, autorevolezza.
Su cosa si basa la tua autorevolezza, big?
E quale sarebbe il tuo modello educativo....ammesso e non concesso che tu possa un giorno acquistare autorevolezza su qualcuno di questi ragazzotti?

Voglio proprio vedere se rispondi qualcosa di sensato....

per una volta (è raro ma succede) non hai detto una completa stronzata, ci vuole autorevolezza, e...lo sanno i ragazzi se ce l'ho, lo so anch'io ma come dimostrarlo ad un fascio come te? Vedi x tu entri in questo discorso giusto per rompere i coglioni perchè tu e quelli che la pensano come te, non solo hanno distrutto lo stato sociale in questo paese, ma dei minori, dei disabili, degli psichiatrici, dei tossici, degli anziani non te ne frega nulla, roba da rupe tarpea.

Vuoi sapere il mio modello educativo? Il comunismo, ovviamente quello che dico io, non quello che dici tu, ma la giustizia sociale, la disponibilità di opportunità di crescita culturale per coloro che partono svantaggiati, i riferimenti?

Ivan Illich, Paulo Freire, Don Milani, Don Gallo, Don Ciotti, la pedagogia della lumaca, la pedagogia del rifiuto, la pedagogia dei draghi locopei, l'educazione alla differenza.... Lo sapevi che lungi dall'essere il tuo spauracchio il comunismo è un metodo educativo?

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8
xmanx
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Viandante Ad Honorem
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Il comunismo..."quello che dici tu"?
Cioè...il comunismo come "modello educativo"?

E ti sei mai chiesto, big, come mai dei ragazzotti dovrebbero credere nella "giustizia sociale che pensi tu"?
Cioè...perchè, secondo te, è meglio la "giustizia sociale" invece della "legge del più forte" che vige tra gli spacciatori e nella mafia?
Perchè dei ragazzotti dovrebbero credere alla "giustizia sociale", invece dei soldi facili che vengono dallo spaccio di droga?

Per la tua bella faccia di educatore?

Autorevolezza, big. Ci vuole autorevolezza.
E l'autorevolezza non deriva dalle idee (con le quali ci si fa il bidet). Ma deriva dalla bontà e dall'appetibilità del modello sociale che proponi in cui le idee che reclamizzi sono realtà vissuta.
E vuoi dirmi, big, quale esempio di modello sociale puoi proporre ai tuoi ragazzi, in cui le tue idee sono realtà sperimentata e di successo? La Corea del Nord?

Ah big...se le chiacchiere fossero oro....tu saresti ricco. E sfondato.

Tu mi dirai: non esiste un posto al mondo in cui le mie idee siano realizzate e siano un modello sociuale di successo.
Ed io ti dico: per fortuna! così almeno ci evitiamo qualche altra fossa comune. Ma al di là di questo....ti sei mai chiesto, big, come mai non esiste al mondo un posto in cui le tue idee sono modello sociale vissuto e di successo? scratch

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hakimsanai43
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Candido ha scritto:Mi trovo nella stessa situazione di Big come insegnante alle scuole serali (quasi tutti sedicenni pluribocciati, la psic li chiama ancora "drop out"). Il loro modo di farsi, bestemmiare, imprecare, cazzeggiare insulso, l'uso compulsivo di feisbùc...forse l'unica cosa possibile è fargli rendere conto che stanno comportandosi nel modo giusto per diventare SERVI, SCHIAVI del potere, emarginati a vita, a rischio di galera...che mi sembra è pure quanto afferma Boss, seppure in generale abbiamo idee un po' diverse.
Ah, dimenticavo un particolare importante. Quasi tutti i miei (almeno i maschi) amano il rap, alcuni addirittura compongono e cantano dei pezzi. Pur non amando quel tipo di musica (pallosetta) sarebbe il caso di ricordare che è soprattutto PROTESTA, non acquiescenza passiva ai potenti...
cool
Io ho insegnato per 30 anni nelle scuole medie e non ho avuto mai problemi in quanto già dal primo giorno di scuola,i ragazzi capivano che io ero arruolato nell'esercito degli alunni contro quello dei genitori e colleghi.


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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
non meriteresti una risposta perchè affrontando un campo che non conosci tranci giudizi per cui sei uno dei tanti ignavi, ma per chi legge (persone oneste che possono dar credito alle fanfaluche di un cialtrone quale tu sei) risponderò ben sapendo che il gioco non produce risultati:



xmanx ha scritto:
Il comunismo..."quello che dici tu"?

era solo un modo per farti capire che il comunismo come lo intendi tu non è nè comunismo nè modello educativo


Cioè...il comunismo come "modello educativo"?

E ti sei mai chiesto, big, come mai dei ragazzotti dovrebbero credere nella "giustizia sociale che pensi tu"?

primo io non li chiAMo mai ragazzotti che presuppone un paternalismo del cazzo, come se tu (o io) solo per un puro fatto anagrafico fossi migliore di loro, un coglione che invecchia resta un coglione non diventa necessariamente saggio!

secondo non si tratta di credere, io non ho FEDE si tratta di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato cosa che ovviamente tu ignori, ma che fa parte del lavoro di un educatore, far capire se non ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, almeno dire con sincerità cosa il mondo si aspetta da loro e quali sono le conseguenze realistiche a non soddisfare queste aspettative


Cioè...perchè, secondo te, è meglio la "giustizia sociale" invece della "legge del più forte" che vige tra gli spacciatori e nella mafia?
Perchè dei ragazzotti dovrebbero credere alla "giustizia sociale", invece dei soldi facili che vengono dallo spaccio di droga?

Per la tua bella faccia di educatore?

Autorevolezza, big. Ci vuole autorevolezza.

sono cinque o sei volte che dici questa parola, ma non la conosci, tu dici autorevolezza ma pensi AUTORITà O AUTORITARISMO questo fa parte del tuo dna senza sapere poveretto che l'autorevolezza è opposta all'autoritarismo
E l'autorevolezza non deriva dalle idee (con le quali ci si fa il bidet).

tu ti fai il bidet con le idee e si vede

Ma deriva dalla bontà e dall'appetibilità del modello sociale che proponi in cui le idee che reclamizzi sono realtà vissuta.
E vuoi dirmi, big, quale esempio di modello sociale puoi proporre ai tuoi ragazzi, in cui le tue idee sono realtà sperimentata e di successo? La Corea del Nord?

lo vedi che non capisci un cazzo? Perchè ti vuoi far del male continuando a parlare di cose che non puoi capire per come sei formattato?

Ah big...se le chiacchiere fossero oro....tu saresti ricco. E sfondato.


io sono ricco x senza un soldo ma sono ricco


Tu mi dirai: non esiste un posto al mondo in cui le mie idee siano realizzate e siano un modello sociuale di successo.
Ed io ti dico: per fortuna!

tu mi dirai, io ti dirò...visto che ti fai le domande e ti rispondi parla da solo invece di farmi perdere tempo

così almeno ci evitiamo qualche altra fossa comune. Ma al di là di questo....ti sei mai chiesto, big, come mai non esiste al mondo un posto in cui le tue idee sono modello sociale vissuto e di successo? scratch

delle mie idee tu non capisci nulla per partito preso, per cui...fai bella figura una volta: taci vedrai acquisterai subito AUTOREVOLEZZA



Ultima modifica di BIGbossSTIGAZZI il Mer 21 Dic 2011 - 20:45, modificato 1 volta

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
"secondo non si tratta di credere, io non ho FEDE si tratta di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato cosa che ovviamente tu ignori, ma che fa parte del lavoro di un educatore, far capire se non ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, almeno dire con sincerità cosa il mondo si aspetta da loro e quali sono le conseguenze realistiche a non soddisfare queste aspettative"

E...caro big...non ti è mai venuto in mente che "definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato", significa fare riferimento a "una visione del mondo" nella quale si ha fede?
Come fai, infatti, a dire ciò che è giusto o sbagliato se non parti da una visione del mondo...e dalla fede che hai in quella visione del mondo?

Poi correggi il tiro....ti limiti a dire a loro con sincerità cosa il mondo si aspetta da loro.
E chi sei tu per dire cosa il mondo si aspetta da loro? Un oracolo? Un guru?

Un educatore, caro big, NON TRACCIA LA STRADA e NON DA SOLUZIONI...perchè ogni persona segue la sua strada...e non sta certo a sentire la strada che gli tracci tu.

Un educatore, caro big, FORNISCE GLI STRUMENTI...strumenti per comprendere se stessi e il mondo in modo critico, e non da soluzioni. Perchè lascia che ciscuno trovi le proprie soluzioni.

Domanda: come fai tu a fare l'educatore visto che sei imbevuto di ideologia e consideri te stesso "il giusto" e la "giusta via"? Così fai il guru, non l'educatore.
Un Educatore non ti da il suo "pesce"...anche se lo considera il migliore del mondo. Un vero educatore ti da "la canna da pesca e ti insegna a pescare"...e poi lascia liberi di pescare quello che si vuole.

Ma tanto non ci arrivi.
E credimi...io conosco la materia meglio di te. confused

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12
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
xmanx ha scritto:"secondo non si tratta di credere, io non ho FEDE si tratta di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato cosa che ovviamente tu ignori, ma che fa parte del lavoro di un educatore, far capire se non ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, almeno dire con sincerità cosa il mondo si aspetta da loro e quali sono le conseguenze realistiche a non soddisfare queste aspettative"

E...caro big...non ti è mai venuto in mente che "definire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato", significa fare riferimento a "una visione del mondo" nella quale si ha fede?
Come fai, infatti, a dire ciò che è giusto o sbagliato se non parti da una visione del mondo...e dalla fede che hai in quella visione del mondo?

Poi correggi il tiro....ti limiti a dire a loro con sincerità cosa il mondo si aspetta da loro.
E chi sei tu per dire cosa il mondo si aspetta da loro? Un oracolo? Un guru?

Un educatore, caro big, NON TRACCIA LA STRADA e NON DA SOLUZIONI...perchè ogni persona segue la sua strada...e non sta certo a sentire la strada che gli tracci tu.

Un educatore, caro big, FORNISCE GLI STRUMENTI...strumenti per comprendere se stessi e il mondo in modo critico, e non da soluzioni. Perchè lascia che ciscuno trovi le proprie soluzioni.

Domanda: come fai tu a fare l'educatore visto che sei imbevuto di ideologia e consideri te stesso "il giusto" e la "giusta via"? Così fai il guru, non l'educatore.

dimostri di non saper neppure leggere, mai detto che mi considero il giusto o la mia via la giusta via, sei scorretto, come sempre metti in bocca agli altri quel che pensi tu, ma se, ovviamente, con me non attacca, considero anche gli altri viandanti ormai troppo smaliziati da poterti dar credito, per cui continua pure a spargere la tua immondizia


Un Educatore non ti da il suo "pesce"...anche se lo considera il migliore del mondo. Un vero educatore ti da "la canna da pesca e ti insegna a pescare"...e poi lascia liberi di pescare quello che si vuole.

vedo che non hai problemi a citare mao senza nominarlo

Ma tanto non ci arrivi.
E credimi...io conosco la materia meglio di te.

e continua pure a crederti un dio, spero per te che tu viva meglio di quello che traspare dalle tue parole ciao nì

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Io ho insegnato per 30 anni nelle scuole medie e non ho avuto mai problemi in quanto già dal primo giorno di scuola,i ragazzi capivano che io ero arruolato nell'esercito degli alunni contro quello dei genitori e colleghi.


[/quote]

se non è la solita stronzata devo dire che compiango i tuoi alunni perchè tu per 30 anni hai mentito a te stesso e a loro, non ci sono eserciti, ci sono persone che cercano ciascuno di poter vivere e di poterlo fare in maniera decorosa, gli eserciti fanno parte delle paranoie adolescenziali e degli adulti cialtroni che non si ricordano più della propria adolescenza

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Caro big...ti racconterò una storiella Zen, così ti si apre la mente.

Un giorno un maestro e il suo allievo camminavano per strada e si imbatterono in una zuffa. Alcuni poliziotti si stavano azzuffando con dei dimostranti.
L'allievo chiese al maestro: "Maestro, chi ha ragione? i poliziotti o i dimostranti?"
E il maestro rispose: "Hanno ragione entrambi. Hanno ragione i dimostranti perchè rivendicano dei loro diritti. E hanno ragione i poliziotti perchè devono garantire l'ordine pubblico".

Questo fa un educatore. Fornisce gli strumenti per leggere la complessità della realtà. Non fornisce un modello ideologico di pensiero precostituito con le sue categorie di "giusto e sbagliato".

Sono sicuro che tu avresti detto: "hanno ragione i dinmostranti, i poliziotti sono al servizio dello stato imperialista che vuole reprimere il dissenso".
E così...invece di insegnarli a pescare...gli hai dato il tuo pesce. Che, in ogni caso, è avariato. confused

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15
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Io applaudo.
E l'applauso è per esserti posto il problema, BIG, il che, già da solo, la dice lunga su quanto certe fregnacce con cui si sta cercando di avvelenare questo thread siano, per l'appunto, fregnacce -dette per altro da uno che evidentemente non conosce nemmeno per sbaglio l'ambiente di cui si parla.

Io non sono un educatore -né si tratta di una responsabilità che vorrei mai assumermi- ma sono figlio di un pedagogista e ho qualche nozione di psicologia, studiandola per passione da quando avevo quattordici anni. E mi fa sorridere 'sta menata del "fornire gli strumenti", non perché sia sbagliata (è sacrosanta!) ma perché è la classica risposta di chi parla da fuori contesto. "eh, ma in quella situazione avresti dovuto fare x, y e z". Certo, bravo. Ora mettitici e fallo perchè -se ho capito un minimo il contesto sociale di cui parla BIGboss- si finisce con il fare dieci volte di più la figura di quello che "sale in cattedra" se si prova a "fornirgli gli strumenti" che se gli si dice "quello è un mafioso del cazzo" -che pure non è la "risposta ideale, ma almeno ha il valore di essere sincera.

Io ricordo la mia adolescenza -che è ancora relativamente vicina. E ricordo che l'unico atteggiamento che sia mai riuscito a scalfire quel muro di "cazzonaggine" tipico di qualsiasi adolescente, era quando i miei mi trattavano come l'adulto che fingevo di essere, lasciandomi non solo la libertà di "fare le mie scelte" ma anche -forse soprattutto- quella di scegliere (e affilare) da solo i MIEI strumenti di interpretazione della realtà. L'unico tentativo "attivo" che facevano, entrambi, era di incuriosirmi verso tutto ciò che avrebbe potuto in qualche modo essermi utile per sviluppare ed affilare detti strumenti.

Faccio un esempio scemissimo: verso i 14 anni scoprii Marilyn Manson (l'album "Antichrist Superstar" e via dicendo). Scoperta per altro che tutt'ora non rinnego, ché è stata tra le più utili della mia vita. Mia madre se ne interessa, apprezza, non giudica -anzi, si coinvolge moderatamente senza diventare invadente nè ridicola- e un giorno mì butta lì «Ma lo sai che c'è un tizio che ha scritto un libro, che si chiama "Anticristo"?». Fine. Nemmeno «Perché non te lo leggi?» ha aggiunto. La mia curiosità per l'argomento ha fatto il resto e qualche mese dopo leggevo Nietzsche -trovandolo pallosissimo, per la gran parte, ma identificando alcuni spunti interessanti; anni dopo l'avrei riletto, trovandone molti di più. Ed è stato così per tutto. Mi interessavo alle droghe? Nessun divieto, nessuna morale, nessun consiglio. Semplicemente: «sei una persona intelligente, decidi tu quello che vuoi fare» e «A proposito, alla Feltrinelli c'è un intero scaffale -sotto "Psicologia"- dedicato all'argomento». Qualche tempo dopo -con la mia piccola biblioteca "a tema"- ho iniziato a far leggere amici miei che altrimenti nemmeno se lo sognavano di aprire un libro. E così via.

Questo non vuole essere un "consiglio" o "un'indicazione", BIG. É solo il racconto di una mia esperienza che mi è venuto in mente leggendo la tua. Non ho la pretesa di dirti fregnacce sull'autorevolezza, sugli strumenti, sui prati erbosi, sui sassi sassosi e sull'acqua bagnata.

Ma continuerò ad applaudirti per aver avuto la sensibilità di porti il problema. Per aver avuto il coraggio di condividere il tuo vissuto qui, invece, ti ringrazio.

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Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
hakimsanai43 ha scritto: cool
Io ho insegnato per 30 anni nelle scuole medie e non ho avuto mai problemi in quanto già dal primo giorno di scuola,i ragazzi capivano che io ero arruolato nell'esercito degli alunni contro quello dei genitori e colleghi.



Ma tu Hakim sei la reincarnazione di Matusalemme? rolleyss Stando dalla parte degli alunni, che ovviamente non vogliono fare un caxxo, che cosa mai insegnavi? Sorriso Scemo
OT: ma possibile che su ogni argomento discusso si debba cadere in polemiche preistoriche su comunismo e fascismo... confused
Per altri aspetti però Big e sick boy da punti di vista ben diversi hanno posto un quesito di enorme interesse. Infatti, l'"educatore", se così vogliamo chiamarlo, da CHE COSA deve mettere in guardia senza per questo ledere la libertà di scelta? L'insegnante stesso non dovrebbe essere un po' ANCHE un educatore oppure limitarsi a parlare di Garibaldi e funzioni algebriche? Insomma, in soldoni, cosa vuol dire EDUCARE? Risposta che SEMBRA facile, ma è difficilissima, secondo me...

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Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
xmanx ha scritto:Caro big...ti racconterò una storiella Zen, così ti si apre la mente.

Un giorno un maestro e il suo allievo camminavano per strada e si imbatterono in una zuffa. Alcuni poliziotti si stavano azzuffando con dei dimostranti.
L'allievo chiese al maestro: "Maestro, chi ha ragione? i poliziotti o i dimostranti?"
E il maestro rispose: "Hanno ragione entrambi. Hanno ragione i dimostranti perchè rivendicano dei loro diritti. E hanno ragione i poliziotti perchè devono garantire l'ordine pubblico".

Questo fa un educatore. Fornisce gli strumenti per leggere la complessità della realtà. Non fornisce un modello ideologico di pensiero precostituito con le sue categorie di "giusto e sbagliato".

Sono sicuro che tu avresti detto: "hanno ragione i dinmostranti, i poliziotti sono al servizio dello stato imperialista che vuole reprimere il dissenso".
E così...invece di insegnarli a pescare...gli hai dato il tuo pesce. Che, in ogni caso, è avariato. confused

Perfettamente d'accordo. Ma sinceramente non mi piace il tuo modo di affrontare i problemi, e non per falso buonismo lo dico, né per motivi "politici", come te detesto perfino la parola COMUNISMO (anche FASCISMO, ovviamente).

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BigBossStigazzi
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@sick grazie del contributo

@candido, non si tratta di polemiche preistoriche, si tratta di dare un nome alle cose ed alle idee, purtroppo o per fortuna termini come comunismo e fascismo sono termini ancora molto attuali per esprimere determinati concetti

@x poverino che mi continua a mettere in bocca anche le risposte alle domande degli allievi zen...molto semplicemente io non sono un maestro zen e nessun allievo zen mi chiederebbe mai chi ha ragione, e soprattutto tu proietti la tua chiusura mentale su di me dicendoti sicuro della mia risposta...che non è mica necessariamente così scontata sai? Il mio lavoro ha alcuni aspetti di "rappresentanza dell'ordine costituito" simili al ruolo di carabinieri e poliziotti, spesso mi trovo (proprio perchè anarchico, pensa quant'è ZEN quello che ti stò dicendo) nella necessità di dare regole e paletti ben precisi...proprio perchè l'anarchia non nasce dal "fa un pò quel cazzo che ti pare" quello è il popolo delle libertà, nasce dall'osservare personalmente un'etica condivisa

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^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
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Candido, quella domanda mi pare sia il nodo centrale -o, almeno, uno dei punti focali- del thread.

Non pretendo di avere una risposta, provo perciò a fare un ragionamento. Educare viene da e- ducere, dove la particella e- ha valore "da, di, fuori" e ducere vuol dire ovviamente condurre, portare. Quindi, rimanendo sull'etimo, direi che educare si può interpretare come "far venir fuori, fare emergere" la persona nella sua complessità, nella sua individualità, aiutarla a formarsi completamente per ciò che è.

Ovvio che questo -che per altro è un mio modo di interpretare l'etimologia della parola- non risponde alla domanda "Cosa vuol dire EDUCARE?". Ma, almeno, ci può dare un'idea -se non proprio della strada su cui metterci, almeno della direzione in cui cercare.

Non credo si possa però proseguire ragionando in un modo del tipo "ok, allora una volta che ho individuato che cosa una persona ha dentro la aiuto a tirarla fuori" perchè piuttosto evidentemente quel "che cosa una persona ha dentro" è più una nostra proiezione che un dato oggettivo e, per altro, si tratta di un dato in continuo mutamento.

Si potrebbe forse fare il contrario, ossia: stare a guardare (passivamente, dunque) in che direzione va una persona e fare il possibile, standole "alle spalle" senza invaderne lo spazio, per meglio illuminare quel percorso con "la luce" della nostra esperienza ma lasciando che siano gli occhi di quella persona a "vedere" la strada. In questo modo, ovviamente, può capitare che la persona veda solo un cane dove noi vediamo un lupo feroce e starà poi al SUO discernimento decidere come agire. Può darsi che ci prenda una moccicata, come può darsi che fossimo noi a vedere un pericolo dove non c'era. Ma in ogni caso avremo raggiunto il doppio obiettivo di "evitarle brutte sorprese" e di stimolare il suo spirito critico. E mi sembra realistico pensare che, ben prima che il "percorso formativo" sia finito, quella persona avrà deciso che non ci vuole più in mezzo alle palle e, senza bisogno di dirle o di fornirle nulla, si sarà costruita da sola la sua "torcia", cioè inizierà il più presto possibile a mettere a frutto la sua esperienza come -primo, rudimentale- strumento interpretativo.

P.S.
Lo so che il tutto è "vagamente" metaforico ma mi sono permesso di lasciare che la mia mente ragionasse per immagini ed associazioni e questo ne è venuto fuori.

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20
tulip
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Viandante Storico
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xmanx ha scritto:Te lo dico sinceramente big....sei ridicolo.
Ti sei mai chiesto perchè mai questi ragazzi dovrebbero ascoltare qualcosa da te? Semplicemente perchè tu sei il "gestore della struttura"?
Mi fai ridere.

Nel campo educativo si viene ascoltati se si ha "autorevolezza".
E da che cosa, tu, caro big, trarresti la tua autorevolezza nei loro confronti? Per le tue belle idee?
Con le tue belle idee i ragazzi di oggi ci si sciacquano i coglioni (ci si fanno il bidet).
Autorevolezza big, autorevolezza.
Su cosa si basa la tua autorevolezza, big?
E quale sarebbe il tuo modello educativo....ammesso e non concesso che tu possa un giorno acquistare autorevolezza su qualcu?no di questi ragazzotti?

Voglio proprio vedere se rispondi qualcosa di sensato....

Ma che significa?
Tu , pur sapendo che tuo figlio non ti ascolterà, non gli dici di non usare la droga ? o di non bere?
Ci sono cose che si dicono perchè è giusto, perchè ci crediamo e nella speranza che qualcuno le ascolti , ma non sempre è così, ma vake la pena provare

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21
BigBossStigazzi
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quoto quel che dice sick ed anche quel che dice tulip:

stare a guardare, illuminare la strada........ aggiungo instillare il dubbio, fornire un'altra possibile angolazione in base alla quale osservare, poi la scelta del percorso resta individuale

ci sono cose che si dicono perchè è giusto... a costo di sembrare ridicoli, senza paura di essere considerati ridicoli, io spesso probabilmente li faccio ridere i ragazzi, è un tipo di autorevolezza che x, povero, non riesci a capire, lo faccio anche apposta, mi faccio dell'autoironia addosso e non solo per prevenire la loro, oppure ...

adesso stanno preparando la cena di capodanno fra di loro a casa di amici, ho sentito i budget per cibo e liquidi e gli ho detto circa questo "ho sentito la cifra per gli alcoolici ragazzi, non voglio farvi la paternale, mi sento solo di darvi un consiglio, pigliate cose a bassa gradazione, non prendete superalcolici che poi qualcuno va via storto in motorino e si spatacca, poi ovviamente fate quello che vi pare, ma mi sentivo di dirvelo, scusatemi se mi sono impicciato" la reazione generale è stata immediata e gentile tutti si sono fatti in quattro per dirmi, "no ma che scherzi, tranquillo" che poteva anche essere un modo per farmi stare tranquillo e basta poi sicuramente faranno quello che vogliono alla fine, ma hanno avuto almeno un adulto che senza ansia e senza velleità di controllo ha cercato di responsabilizzarli

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Candido
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Viandante Storico
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Ho comunque esperienza di alcuni ragazzi dall'arroganza insopportabile, che danno della puttana all'insegnante, bestemmiano per divertimento e infastidire gli altri, si comportano in modo che definire "maleducato" è puro eufemismo. Inoltre, sono aggressivi al massimo grado e conoscono solo la legge del più forte (fisicamente). Trattarli con i guanti bianchi, come fa la mia preside politicizzata, è per me uno sgarbo gravissimo anzitutto verso i ragazzi stessi, che in questo tipo di società faranno una brutta fine. Ma è una caxxata anche per un altro motivo: sarebbe come considerarli ancora bambini, scusarli per questo, con ciò considerandoli in qualche modo "inferiori". Non è vero, possono e devono capire, anche con le cattive, se occorre. La politica permissivista della nostra generazione, che fu ribelle alle costrizioni subite, arriva anch'essa ad estremi pericolosi, che sfumano in una specie di pigra, impalpabile indifferenza mascherata spesso da ipocrita libertarismo.

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23
silena
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Viandante Mitico
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Ciao, Big, non ho compreso bene quale sarebbe il tuo ruolo ufficiale in seno al gruppo di adolescenti.

@ Candido
Come è possibile motivare i tuoi studenti? ;)

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24
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Mera precisazione: il concetto di "instillare il dubbio" lo includevo nell'idea di "illuminare la strada, lasciando che veda con i propri occhi". Hai fatto comunque benissimo a precisarlo, ché questo è il motivo per cui diventare troppo metaforici può essere una trappola.

Poi ho trovato fantastico questo

BIGbossSTIGAZZI ha scritto:"ho sentito la cifra per gli alcoolici ragazzi, non voglio farvi la paternale, mi sento solo di darvi un consiglio, pigliate cose a bassa gradazione, non prendete superalcolici che poi qualcuno va via storto in motorino e si spatacca, poi ovviamente fate quello che vi pare, ma mi sentivo di dirvelo, scusatemi se mi sono impicciato"

le parti in grassetto perché: prima ti sei scrollato di dosso qualunque rischio di forma impositiva, poi hai rispettato il loro sentirsi adulti e hai avuto l'accortezza di riconoscere che "non ti stavi facendo i cazzi tuoi". Magistrale.

la parte sottolineata: perchè un consiglio -ovvero un suggerimento dato dal fatto che "ci tengo a voi"- è un ottimo modo per guadagnarsi non tanto -o meglio, non solo- il loro rispetto ma la loro stima e la loro attenzione (visto che, per definizione, un consiglio sono liberi di seguirlo o ignorarlo in base al loro discernimento). Ottimo.

la parte in corsivo: perché ti sei messo esattamente "alla loro altezza". Così, c'è stato chi suggeriva di comprare la wodka, chi di prendere il gin e chi di andare su vino e birra (cose a bassa gradazione). Perfetto.

Adesso, se mi ricordo bene com'è essere adolescenti, il risultato più probabile è che compreranno un paio di casse grandi di birra, qualche bottiglia di vino (se è di loro gusto) e una fiumara di superalcolici, cosa che avrebbero fatto comunque. Sperabilmente, il tutto condito da qualche buon cannone, che ci sta sempre bene. Ma lo faranno dopo essere stati investiti della responsabilità di "non" andar via in motorino rischiando di spiaccicarsi contro un platano. Il che potrebbe succedere tranquillamente lo stesso ma, secondo me, con poche -semplicissime- parole ne hai ridotto la possibilità ai minimi termini possibili e, al contempo, li hai "educati" a ragionare da adulti.

Per altro, visto che ne parlavi prima, in un'ottica che è squisitamente "comunista", nel senso che hai condiviso -a pari livello- la loro esperienza (preparatoria), senza negarla dicendogli robe tipo "non bevete" o "cercate di non ubriacarvi".

Massimo rispetto.

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Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
silena ha scritto:Ciao, Big, non ho compreso bene quale sarebbe il tuo ruolo ufficiale in seno al gruppo di adolescenti.

@ Candido
Come è possibile motivare i tuoi studenti? ;)

Tu avresti una risposta? Io posso solo fare in modo di porgli il dubbio che comportandosi così come si comportano fanno un favore solo a quel potere ottuso che vuole emarginarli.

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