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Ipotesi sulle Origini Psicologiche della Pedofilia

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1
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
La pedofilia è un fenomeno talmente vasto e profondo che è riduttivo se non fuorviante interpretare in modo univoco.
Nei fatti la pedofilia più che contrassegnare una certa classe di condotte, rappresenta un’emergenza comportamentale di organizzazioni mentali molto diverse tra loro.



La psicoanalisi tenta di spiegare la pedofilia in termini di perversione, classificandola tra le parafilie ( ossia tra i disordini psicosessuali in cui si riscontra una devianza dai comportamenti generalmente accettati e in cui si devono verificare particolari condizioni per suscitare l'eccitazione).
Le prime formulazioni freudiane ponevano la perversità in continuità con il normale sviluppo psicosessuale del soggetto. L’origine era un trauma vissuto in età infantile, ossia un’esperienza sessuale reale L’ultimo Freud pone l’accento sul dualismo pulsionale( pulsioni sessuali e distruttive). La perversione appare come una strutturazione forte della personalità di tipo narcisistico.
L’idea di trauma reale nutre quelle teorie che pongono l’accento sull’identificazione con l’aggressore.
Secondo Ferenczi, ad esempio il bambino violento tende ad identificarsi con l’aggressore: in tal modo questi scompare come agente reale e ne rimane solo la tenerezza. Solo che accade che l’identificazione significa anche introiezione dei sensi di colpa dell’adulto. Il bambino così, da vittima, assume il ruolo di colpevole.
Il trauma viene successivamente interpretato non soltanto come evento storico, ma anche come fattore relazionale : eventi traumatogeni, oltre ai fatti sessuali, possono essere i vissuti psichici, come l’Edipo, la sessualità dei genitori ecc.... ma anche di natura non sessuale.
La funzione difensiva della perversione dall’angoscia di castrazione integra queste osservazioni: il pedofilo può essere rassicurato dal rapporto con una bambina perché può raggiungere l’orgasmo senza doversi misurare con la penetrazione .
Accanto ad essa le ricerche portano ad ipotizzare che la pedofilia abbia anche la funzione di alleviare il Sé dal dolore della perdita di controllo.

Spiegare la pedofili a in termini di perversione insomma sarebbe riduttivo. Non soltanto si tratta di condotte varie, ma la teoria pulsionale di Freud non basta a renderne conto.
Altri autori hanno integrato questo schema interpretativo con osservazioni che ne sottolineavano la matrice relazionale: l’attività sessuale perversa viene ricondotta ad una fuga dalla relazione oggettuale e come unica area nella quale il pedofilo riesce ad affermare la propria indipendenza. Il tutto viene ricondotto alla figura materna interna, percepita in questi soggetti come marcatamente influente dal punto di vista affettivo e verso la quale l'attività pedofila rappresenterebbe una sfida .
Da questo insieme di osservazioni sembrano emergere alcuni elementi che caratterizzano una vera e propria struttura di personalità, di cui la pedofilia costituisce il tratto emergente

1. arresto dello sviluppo psicosessuale per un trauma precoce, o meglio per un'atmosfera restrittiva della sessualità:
2. soluzione dei conflitti sessuali senza l'aiuto di fantasia e della sublimazione per un insuccesso o una distorsione del meccanismo di formazione della coscienza
3. inibizioni interpersonali gravi ( entro e oltre la linea della “normalità”). Entro queste rientrano una anomala reazione al complesso di Edipo, l’angoscia di castrazione e timore di rapporti con donne psico sessualmente mature
4. personalità molto debole (debole forza dell'Io) e mancanza di adeguato controllo degli impulsi e ridotta capacità di sublimarli
L’atto pedofilo insomma coinvolge l’affettività, la crescita e la relazionalità. Esso si presenta come un agire autodistruttivo, anzitutto, perché tocca l’identità e perché compare come possibilità autodistruttiva della libertà dell’aggressore oltre che della vittima.




Ma queste spiegazioni, come noterete tessono una trama a maglia larga. Molti soggetti vi possono rientrare senza assumere simili condotte. Mentre altri possono rientrarvi senza mostrarlo, magari in virtù dell'adattamento sociale che l'inserimento in associazioni socialmente riconosciute da loro.
Infine, si tratta di una spiegazione culturale. Ciò che oggi è aberrante in passato accadeva di frequente, basti pensare alla Grecia antica.

Come inquadrare quindi la condotta pedofila?
Ritenete che questa condotta possa essere giudicata diversamente a seconda del contesto culturale?
Credete che la cultura influenzi il suo strutturarsi?
Cosa immaginate induca queste persone ad agire così?
Ritenete esplicativo quanto sopra esposto?
Pensate che la psicologia possa essere utile nel comprendere e contrastare il fenomeno?


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2
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Nell'antica Grecia era comune la pederastia, cioè la relazione sessuale fra adulti e ragazzi consenzienti comunque sicuramente oltre i dieci anni. Non so se ciò accadesse solo in determinati ambienti, di solito intellettuali, filosofici.
Al di là di questo, occorrerebbe anche cercare il motivo per cui la pulsione sessuale, anziché verso adulti, è stornata verso bambini. Alcuni dicono che tale distorsione è a volte dovuta al fatto che il pedofilo stesso ha subito violenza sessuale in tenera età. Non so se si abbia documentazione fondata di casi del genere. Cosa significa "mancanza di controllo degli impulsi"? L'impulso sessuale è proprio di ogni persona normale, altrimenti, se non si domina, si diviene maniaci e si possono compiere violenze sessuali, ma qui il problema è di capire PERCHE' verso bambini.
Un'ipotesi può certo essere quella per cui, bloccato lo sviluppo psicologico (ma non sessuale!) per vari eventi accaduti, si rimane in qualche modo psichicamente bambini per cui è naturale che si tenda ad esplicare la propria sessualità verso i propri "simili", bambini anch'essi. Ma qui non so perché qualcosa non mi persuade...

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3
galadriel
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Candido ha scritto: Nell'antica Grecia era comune la pederastia, cioè la relazione sessuale fra adulti e ragazzi consenzienti comunque sicuramente oltre i dieci anni. Non so se ciò accadesse solo in determinati ambienti, di solito intellettuali, filosofici.

Ma possono esistere minori consenzienti?
Secondo te quei minori, per il fatto di far parte di una cultura che contemplava quei comportamenti, andrebbero ritenuti più capaci di decidere degli attuali?

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4
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
Certamente nessuno di noi può pretendere di conoscere i sentimenti degli adolescenti di 2500 anni fa, ma la domanda che ci si poneva era un'altra. Victorinox ha introdotto un argomento delicatissimo ma assai interessante, mi piacerebbe leggere un suo ulteriore intervento, se vuole...

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5
purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
galadriel ha scritto:Ma possono esistere minori consenzienti?

Secondo il diritto, dunque per le leggi (italiane e di molti altri stati) sì, tanto più che si parla di "età del consenso" proprio in relazione ai rapporti sessuali.
In Italia l'età del consenso è fissata a 14 anni, ovvero si ritiene che un minorenne maggiore di 14 anni possa avere rapporti sessuali consenzienti -- a patto che il partner maggiorenne non sia in posizione di esercitare potere su di lui, influenzandolo (es. insegnanti, catechisti, etc.). Se entrambi i partner sono minorenni, con una differenza di età non maggiore a (mi sembra) 3 anni, l'età del consenso scende a (mi sembra) 12 anni.
In altri paesi l'età del consenso è fissata a 12, 16 o più anni.

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6
daniel
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Il tema, assai impegnativo, circa l'origine di questa specifica aberrazione sessuale, non è dissimile dalle altre quali la necrofilia (raramente se ne viene a conoscenza, per ovvi motivi), la parafilia, la gerofilia etc., ma, a mio avviso, la più allarmante è la castità, perchè essa è del tutto innaturale.

Tornando alla Pedofilia, essa si contrappone alla Gerofilia, ma mentre la prima è, in genere, punita dalle leggi nazionali, la seconda viene troppo spesso giustificata dai media. Una persona anziana che si accompagna, sessualmente, con una giovanissima, comunque di età superiore a quella del consenso, non sempre viene considerata come artefice di una aberrazione, anzi, per talune, si prova invidia ed ammirazione.

Le cause, e sono molte, che spingono verso la pedofilia, spesso coinvolgono la fanciullezza prepuberale del soggetto pedofilo, cui era stata inibita ogni sessualità considerata altamente proibita e peccaminosa. Non voglio dire che in ogni individuo in cui si annida la pedofilia, ha un percorso diverso dagli altri, ma, indubbiamente, è impossibile generalizzare per trarne un profilo attendibile che identifichi, da subito, tale soggetto. Soltanto attraverso specifiche manifestazioni, successive alle origini, si potrà distinguere tale patologia.

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7
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
daniel ha scritto: ..... aberrazione sessuale, non è dissimile dalle altre quali la necrofilia (raramente se ne viene a conoscenza, per ovvi motivi), la parafilia, la gerofilia etc., ma, a mio avviso, la più allarmante è la castità, perchè essa è del tutto innaturale.

sadness almeno il casto, o quello che se lo mena in solitudine, non tocca bambini pietra .

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8
ReLear
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
daniel ha scritto:Il tema, assai impegnativo, circa l'origine di questa specifica aberrazione sessuale, non è dissimile dalle altre quali la necrofilia (raramente se ne viene a conoscenza, per ovvi motivi), la parafilia, la gerofilia etc., ma, a mio avviso, la più allarmante è la castità, perchè essa è del tutto innaturale.


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