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Musica, amore, morte e "miti" di cartone (1): Sid e Nancy

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
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La fine di una storia d’amore la suggella come prodotto mediatico consegnandola al ricordo di generazioni di fans.
Siamo al Chelsea Hotel di New York. Una ragazza accoltellata al petto giace a terra di fianco alla tazza del cesso. Il suo ragazzo è nell’altra stanza, tanto fuori da non capire l’accaduto e da non essere nemmeno in grado di rispondere alle domande che gli rivolgono. Le impronte sul coltello sono le sue.
Lei è Nancy Laura Spungen e ha vent’anni. Lui è Sid Vicious e ne ha ventidue. Si sono conosciuti circa un anno e mezzo prima, legandosi da subito profondamente. Certo, sono due soggetti a dir poco particolari. Nancy è una ragazza intelligente ma affetta fin da età precocissima da distubi ossessivo-compulsivi e di personalità. Dall’età di 17 anni segue i vari gruppi musicali del momento come groupies, sempre fattissima e sfattissima. E’ così che incontra Sid (John Simon Ritchie) , il ragazzo che ha scelto come cognome d’arte il nome del suo criceto. Nonostante non sappia suonare quando incontra Nancy è il bassista dei Sex Pistols da due anni, cioè da quando ne aveva 18. Sapendo che lei era una nota eroinomane e che lui ne faceva già a sufficienza, i membri del gruppo tentano di allontanarli ma loro si piacciono subito. Iniziano a condividere tutto, compresa l’eroina. Inizia un declino fatto di caos ed eccessi. Vicious che si era deciso a cercare di imparare a suonare il basso, giunge alle sessioni di registrazione di Never Mind the Bollocks troppo ubriaco per suonare. Lui è Nancy sono sempre più uniti, ma questa unione si fonda sull’eroina e la violenza. Tra i due sono normali atteggiamenti sado-masochistici anche molto pericolosi e spesso esibiti pubblicamente. Nel frattempo Sid ha la sua prima overdose durante un volo aereo, molla il gruppo contrario a quell’unione e va a stare a New York con Nancy. Ed eccoci al Chelsea Hotel. Sid inizialmente ammette l’omicidio, ma poi ritratta dicendo che avevano litigato perché lei si era appartata con uno sconosciuto. Era una cosa che succedeva spesso è che finiva con allegre botte da orbi ed una trombatina sado- maso. Nulla di non plausibile quindi. Poi tornato l’avrebbe trovata morta ed essendo fuori avrebbe raccolto il coltello. Plausibile anche questo. Ma altrettanto plausibile era l’ipotesi che in una delle liti violente fatte in uno stato di coscienza fortemente alterato, che per loro erano veri e propri giochi amorosi, Sid abbia accoltellato Nancy. In ogni caso, non si fece mai chiarezza sull’accaduto. Sid finì in prigione e ne uscì, per poi morire di overdose a causa di una dose amorevolmente procurata dalla sua mamma, tossicodipendente da quando lui era bambino. Sid lasciò un biglietto scrivendo di voler esser sepolto di fianco a Nancy con addosso i suoi jeans, la sua giacca di pelle e i suoi anfibi. Non gli fu concesso dalla madre di lei, allora la madre di lui lo fece cremare pur di buttare le ceneri sulla tomba di Nancy.

I miti rock sono miti che vengono costruiti ed eternati dall’industria discografica attraverso il potere della PUZZETTE e della moneta, sfruttando l’estetica sottile che può avere qualsiasi vita se viene ben raccontata da terzi a terzi. Il pacchetto Sid e Nancy è ottimo: non manca nulla: amore, morte, sesso, droga e… punk.
Tutti opposti estremi e stridenti accesi dallo sfondo entro cui si collocano e che dovrebbe costituire la loro negazione: la giovinezza. E il punk è appunto la dissoluzione di ogni cosa che lo ha preceduto, dall’illusione alla musica. Il punk è il nulla messo insieme come un rutto fatto sul palco a dimostrare il marcio della finzione sociale, compresa quella dello star system. Per la prima volta forse, i giovano che prima avevano sempre scelto ideali da abbracciare in nome dei quali vivere e costruire, fanno del loro ideale l’assenza di ideali. La gioventù diventa negazione, lo sbadiglio del “già visto”, noia, sprezzo e autodistruzione. Conseguenza delle trasformazioni socio politiche degli anni precedenti? Forse. Volendo parlare di qualcosa, si può farlo per ore. Quello che è certo è che è un prodotto nuovo che il mercato accoglie bene.
E Sid e Nancy? Sono i due ragazzi dentro al pacchetto. Non sono molto diversi da quelli che, imitando Sid inziano ad ascoltare i concerti facendo il pogo. Hanno solo meno soldi, forse stanno meno male e molti di loro oggi sono vivi. Mi colpisce come il disagio psichico di questi due ragazzi e il loro farsi del male risulti così affascinante. Forse la forza dei contrasti stridenti? E’ una regola poetica di sicuro effetto del resto. Forse tutti abbiamo dentro di noi rabbia e dolore? Sicuramente. Forse la sottile poesia della sofferenza è un veleno che ha inquinato anche il latte del nostro biberon? E’ probabile. Il racconto di una vita finita presto e di un amore tormentato hanno il loro fascino maligno. Ma quello che vede la maturità, e che la giovinezza non vede è la sconcertante scissione tra portata poetica del mito e realtà del mito. Se questa è la poetica la realtà è che la vita è una e anche la giovinezza. La realtà è che amare non è farsi del male. La realtà è che chi si impesta di sostanze si butta via. La realtà è che due ragazzi balordi qualsiasi sono diventati miti perché li hanno messi in un pacchetto e lo hanno venduto ad altri ragazzi. I balordi non hanno ricevuto aiuto, ma soldi per fottersi da soli contribuendo alla campagna pubblicitaria del prodotto. I ragazzi che lo hanno comperato hanno assunto l’oppio di un falso mito, attraverso la vena in cui scorre la sana rabbia della loro età che porta a voler dire “No” per dire poi “Io sono”.
Mi fa effetto che questa affermazione vitale si tramuti in peste



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