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Finalitario
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@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.

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Aleister
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@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.

Per un certo verso è vero. Tieni presente però che la concezione classica della filosofia antica consisteva in un vero e proprio esercizio spirituale, non un insieme di discorsi utili ad "informare" ma una pratica di vita tesa a "formare" l'uomo, a trasformare il suo punto di vista privato, individuale, egoico in uno sguardo universale capace di considerare le vicende umane attraverso un impersonale distacco, una sorta di indifferenza che non significava freddezza ma appunto capacità di amare allo stesso modo quegli elementi del reale che al di fuori della luce del Logos, della Ragione apparivano opposti o contradditori, cogliendoli e cogliendosi nell'unità col Tutto.

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Finalitario
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@Aleister ha scritto:
@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.

Per un certo verso è vero. Tieni presente però che la concezione classica della filosofia antica consisteva in un vero e proprio esercizio spirituale, non un insieme di discorsi utili ad "informare" ma una pratica di vita tesa a "formare" l'uomo, a trasformare il suo punto di vista privato, individuale, egoico in uno sguardo universale capace di considerare le vicende umane attraverso un impersonale distacco, una sorta di indifferenza che non significava freddezza ma appunto capacità di amare allo stesso modo quegli elementi del reale che al di fuori della luce del Logos, della Ragione apparivano opposti o contradditori, cogliendoli e cogliendosi nell'unità col Tutto.

Un conto è la spiritualità che guida la filosofia e un conto è la filosofia antica che si sostituisce alla vita e allo spirito. FAccio un esempio, i Greci furono un popolo di filosofi molto avanti, nessuno popolo, tranne qualcuno, è stato alla loro altezza filosofica. Purtroppo la loro filosofia cadde dietro la ridicolizzazione degli dei dell'Olimpo, ritenuti da loro stessi, nient'altro che un vuoto simulacro dietro il quale si nascondeva un misto di mitologia e di mistisicmo, comprese le superstizioni. Di fatto il popolo greco e la sua cultura rimane nei libri di storia ma la loro fine fu veramente ignominiosa. Per dire che se un popolo, una nazione o un mondo non si basato su principi alti che informano di se tutti gli altri aspetti della vita filosofica e razionale, prima o poi cadranno nello stesso oblio di cui sono testimoni i greci. Non a caso anche economicamente la grecia non è messa tanto bene. Italia compresa, i romani ripresero gli dei dell'Olimpo e ne aggiunsero degli altri...

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hakimsanai43
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@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.
cool
Il dato di fatto è che la filosofia dirige la spiritualità.
Ciò che DOVREBBE ESSERE è che la spiritualità diriga la filosofia.
commosso

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55
freeweb
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@hakimsanai43 ha scritto:
@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.
cool
Il dato di fatto è che la filosofia dirige la spiritualità.
Ciò che DOVREBBE ESSERE è che la spiritualità diriga la filosofia.
commosso
My program says WARNING! May be a new IMAM-WAY. Be free from power
cool

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Aleister
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@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:
@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

In quanto a filosofia mi sembra giusta, è che poi la spiritualità dirige la filosofia e non viceversa.

Per un certo verso è vero. Tieni presente però che la concezione classica della filosofia antica consisteva in un vero e proprio esercizio spirituale, non un insieme di discorsi utili ad "informare" ma una pratica di vita tesa a "formare" l'uomo, a trasformare il suo punto di vista privato, individuale, egoico in uno sguardo universale capace di considerare le vicende umane attraverso un impersonale distacco, una sorta di indifferenza che non significava freddezza ma appunto capacità di amare allo stesso modo quegli elementi del reale che al di fuori della luce del Logos, della Ragione apparivano opposti o contradditori, cogliendoli e cogliendosi nell'unità col Tutto.

Un conto è la spiritualità che guida la filosofia e un conto è la filosofia antica che si sostituisce alla vita e allo spirito. FAccio un esempio, i Greci furono un popolo di filosofi molto avanti, nessuno popolo, tranne qualcuno, è stato alla loro altezza filosofica. Purtroppo la loro filosofia cadde dietro la ridicolizzazione degli dei dell'Olimpo, ritenuti da loro stessi, nient'altro che un vuoto simulacro dietro il quale si nascondeva un misto di mitologia e di mistisicmo, comprese le superstizioni. Di fatto il popolo greco e la sua cultura rimane nei libri di storia ma la loro fine fu veramente ignominiosa. Per dire che se un popolo, una nazione o un mondo non si basato su principi alti che informano di se tutti gli altri aspetti della vita filosofica e razionale, prima o poi cadranno nello stesso oblio di cui sono testimoni i greci. Non a caso anche economicamente la grecia non è messa tanto bene. Italia compresa, i romani ripresero gli dei dell'Olimpo e ne aggiunsero degli altri...

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

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Finalitario
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@Aleister ha scritto:

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

Un esempio di filosofia antica dove c'era un vivere spirituale?

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Aleister
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@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

Un esempio di filosofia antica dove c'era un vivere spirituale?

Platonismo, aristotelismo, neoplatonismo (Plotino), stoicismo. Se accetti un consiglio potresti trovare interessante la lettura di un testo di Pierre Hadot "Esercizi spirituali e filosofia antica" (Einaudi). Illuminante...

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BigBossStigazzi
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Un conto è la spiritualità che guida la filosofia e un conto è la filosofia antica che si sostituisce alla vita e allo spirito. FAccio un esempio, i Greci furono un popolo di filosofi molto avanti, nessuno popolo, tranne qualcuno, è stato alla loro altezza filosofica. Purtroppo la loro filosofia cadde dietro la ridicolizzazione degli dei dell'Olimpo, ritenuti da loro stessi, nient'altro che un vuoto simulacro dietro il quale si nascondeva un misto di mitologia e di mistisicmo, comprese le superstizioni. Di fatto il popolo greco e la sua cultura rimane nei libri di storia ma la loro fine fu veramente ignominiosa. Per dire che se un popolo, una nazione o un mondo non si basato su principi alti che informano di se tutti gli altri aspetti della vita filosofica e razionale, prima o poi cadranno nello stesso oblio di cui sono testimoni i greci. Non a caso anche economicamente la grecia non è messa tanto bene. Italia compresa, i romani ripresero gli dei dell'Olimpo e ne aggiunsero degli altri...[/quote]

beh questa affermazione mi spiazza veramente, allora che dire dell'impero che assunse la religione cattolica come religione ufficiale? Mi sembra che anch'esso sia finito in disgrazia, si dice avvelenamento da piombo, sarai anche finalitario quindi riconduci tutto ad una causa ultraterrena (significa questo?) ma dire che i greci sono finiti male per la filosofia mi sembra un pò grossa, ci sono corsi e ricorsi storici, cicli, la cina domina la sua parte di mondo per centinaia di anni e poi arriva l'orda dei mongoli, le nazioni hanno dei periodi di oro e dei periodi di stagno ed anche di merda, l'europa ora non se la cava granchè bene, insomma mi sa che ci sono ragioni più articolate e complesse per cui i popoli hanno "successo" o meno e forse ci sono anche cause spirituali, ma di solito i miglioramenti tecnologici e igenici garantiscono crescite esponenziali.

se leggi bene non ti ho attribuito nessuna parola non tua, non ho detto che sei cattolico, comunque questo discorso non mi interessa più in questa forma, mi luciomustizzo, buona continuazione con le altre zecche (oltre a me) che infestano il cane. Sorriso Scemo

PS: errore mio invece di fare quote ho fatto edit, comunque il succo del post in questione non è che accorciato e con aggiunta in rosso ma immodificato



Ultima modifica di BIGbossSTIGAZZI il Mar 27 Mar 2012 - 10:59, modificato 2 volte

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Finalitario
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Viandante Residente
Viandante Residente
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:

beh questa affermazione mi spiazza veramente, allora che dire dell'impero che assunse la religione cattolica come religione ufficiale? Mi sembra che anch'esso sia finito in disgrazia, si dice avvelenamento da piombo, sarai anche finalitario quindi riconduci tutto ad una causa ultraterrena (significa questo?) ma dire che i greci sono finiti male per la filosofia mi sembra un pò grossa, ci sono corsi e ricorsi storici, cicli, la cina domina la sua parte di mondo per centinaia di anni e poi arriva l'orda dei mongoli, le nazioni hanno dei periodi di oro e dei periodi di stagno ed anche di merda, l'europa ora non se la cava granchè bene, insomma mi sa che ci sono ragioni più articolate e complesse per cui i popoli hanno "successo" o meno e forse ci sono anche cause spirituali, ma di solito i miglioramenti tecnologici e igenici garantiscono crescite esponenziali.

Non ho mai affermato che la religione cattolica sia la panacea per ogni male, nè che essa equivalga al mio concetto di spiritualità. Stavo dicendo che i greci, nononstante abbiano avuto un sistema filosofico e dei filosofi forse unici al mondo, in quel periodo ma anche di tutti i tempi, abbiano fatto una fine ignominiosa proprio perché non erano ancorati alla spiritualità. Essi sarebbero potuti assurgere realmente al sistema più complesso ed alto mai avuto in ogni epoca ma purtroppo ebbero questo tallone di achille. La Cina è un'altra nazione che ha avuto un passato molto alto e non è detto che il suo futuro sia sempre nell'ombra, e mi sembra che ce ne stiamo accorgendo oggi più che mai.I soli miglioramente tecnologici e igenici a breve fanno la differenza, tra civiltà arretrate, ma alla lunga, e se rimangono tali non hanno possibilità di esportare il loro tipo di civiltà ma attraverseranno periodi più o meno floridi e più o meno bui, quello che tutte le società hanno attraversato fino ad oggi. Infatti non ho indicato una società modello, ho detto soltanto che nessuna civiltà potrà esportare il suo modello tipo se non include la spiritualità al suo interno. Le altre parole a me attribuite non sono mie. Per favore, prima di anticipare quello che penso, almeno chiedere in merito.

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61
Finalitario
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@Aleister ha scritto:
@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

Un esempio di filosofia antica dove c'era un vivere spirituale?

Platonismo, aristotelismo, neoplatonismo (Plotino), stoicismo. Se accetti un consiglio potresti trovare interessante la lettura di un testo di Pierre Hadot "Esercizi spirituali e filosofia antica" (Einaudi). Illuminante...

Intendiamoci, non ho mai detto che non ci sono stati uomini che hanno vissuto spiritualmente in maniera egregia, ho soltanto detto che nessuna civiltà fino ad ora ha raggiunto un livello alto sia nella scienza, nella filosofia che nella spiritualità. E che ogni civiltà se non armonizza questi tre canoni e li fa propri è destinata a ricalcare le orme orma arcinote della storia, corsi e ricorsi storici. Vedo se trovo il testo

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62
hakimsanai43
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@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

Un esempio di filosofia antica dove c'era un vivere spirituale?
cool
Il vivere spiritualmente non appartiene a nessun popolo ma solamente al singolo individuo in quanto la Legge dell'evoluzione dice che:

L'evoluzione degli animali è COLLETTIVA e INCONSAPEVOLE.

L'evoluzione umana è INDIVIDUALE e CONSAPEVOLE.

scratch

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63
hakimsanai43
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Viandante Storico
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@Finalitario ha scritto:
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:

beh questa affermazione mi spiazza veramente, allora che dire dell'impero che assunse la religione cattolica come religione ufficiale? Mi sembra che anch'esso sia finito in disgrazia, si dice avvelenamento da piombo, sarai anche finalitario quindi riconduci tutto ad una causa ultraterrena (significa questo?) ma dire che i greci sono finiti male per la filosofia mi sembra un pò grossa, ci sono corsi e ricorsi storici, cicli, la cina domina la sua parte di mondo per centinaia di anni e poi arriva l'orda dei mongoli, le nazioni hanno dei periodi di oro e dei periodi di stagno ed anche di merda, l'europa ora non se la cava granchè bene, insomma mi sa che ci sono ragioni più articolate e complesse per cui i popoli hanno "successo" o meno e forse ci sono anche cause spirituali, ma di solito i miglioramenti tecnologici e igenici garantiscono crescite esponenziali.
cool
I Greci hanno fatto una fine ignomignosa?
Come tutti i convertiti al cristianesimo hanno dovuto sciegliere fra
farsi Cristiani o venir decapitati.
E Socrate ed Eraclito sono stati sempre di gran lunga superiori agli dei
dei vari catechismi cattolici.
Lettura consigliata:

http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-771.htm

Non ho mai affermato che la religione cattolica sia la panacea per ogni male, nè che essa equivalga al mio concetto di spiritualità. Stavo dicendo che i greci, nononstante abbiano avuto un sistema filosofico e dei filosofi forse unici al mondo, in quel periodo ma anche di tutti i tempi, abbiano fatto una fine ignominiosa proprio perché non erano ancorati alla spiritualità. Essi sarebbero potuti assurgere realmente al sistema più complesso ed alto mai avuto in ogni epoca ma purtroppo ebbero questo tallone di achille. La Cina è un'altra nazione che ha avuto un passato molto alto e non è detto che il suo futuro sia sempre nell'ombra, e mi sembra che ce ne stiamo accorgendo oggi più che mai.I soli miglioramente tecnologici e igenici a breve fanno la differenza, tra civiltà arretrate, ma alla lunga, e se rimangono tali non hanno possibilità di esportare il loro tipo di civiltà ma attraverseranno periodi più o meno floridi e più o meno bui, quello che tutte le società hanno attraversato fino ad oggi. Infatti non ho indicato una società modello, ho detto soltanto che nessuna civiltà potrà esportare il suo modello tipo se non include la spiritualità al suo interno. Le altre parole a me attribuite non sono mie. Per favore, prima di anticipare quello che penso, almeno chiedere in merito.

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Finalitario
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Ho letto qualche riga del link ma mi sembra di non condividere le idee di chi lo ha scritto, secondo me il cristianesimo è stata una religione che nononstante tutto ha aiutato l'evoluzione da una parte, ma ovviamente ha portato i suoi errori (di natura non spirituale) dentro ogni sistema in cui è venuta a contatto. Quindi se non ci fosse stato il cristianesimo avremmo avuto il mitraismo ma cmq lumanità non avrebbe potuto fare a meno di quegli elementi che facevano e fanno parte positiva del cristianesimo come di ogni altra grande religione. La moralità è stata un punto fermo sul quale costruire, in tempi che non ci dimentichiamo sono lontani ormai più di 2 mila anni. Ad oggi credo che il cristianesimo abbia ormai giocato le sue carte e se non si rinnova spiritualmente rischia e rischi su tutti i versanti. Da qui a dire che si tratta di una storia criminale e di criminali ce ne passa e dissento dal giudizio del Salvemini come di altri che cavalcano questa onda. C'è anche molto protagonismo in questo, quando la nave sta affondando è chiaro che i detrattori fanno come il topo quando manca il gatto - ballano.

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hakimsanai43
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@Finalitario ha scritto:Ho letto qualche riga del link ma mi sembra di non condividere le idee di chi lo ha scritto, secondo me il cristianesimo è stata una religione che nononstante tutto ha aiutato l'evoluzione da una parte, ma ovviamente ha portato i suoi errori (di natura non spirituale) dentro ogni sistema in cui è venuta a contatto. Quindi se non ci fosse stato il cristianesimo avremmo avuto il mitraismo ma cmq lumanità non avrebbe potuto fare a meno di quegli elementi che facevano e fanno parte positiva del cristianesimo come di ogni altra grande religione. La moralità è stata un punto fermo sul quale costruire, in tempi che non ci dimentichiamo sono lontani ormai più di 2 mila anni. Ad oggi credo che il cristianesimo abbia ormai giocato le sue carte e se non si rinnova spiritualmente rischia e rischi su tutti i versanti. Da qui a dire che si tratta di una storia criminale e di criminali ce ne passa e dissento dal giudizio del Salvemini come di altri che cavalcano questa onda. C'è anche molto protagonismo in questo, quando la nave sta affondando è chiaro che i detrattori fanno come il topo quando manca il gatto - ballano.
cool
Dimmi una sola differenza sostanziale fra mitraismo e Cattolicesimo reale.

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La figura di Cristo e di Mitra e il suo messaggio che venne in parte oscurato da tutti i riti presi appunto dal mitraismo e dallo zoroastrismo. Ma nelle fondamenta c'era una reale differenza. Che la politica paolina e di filone abbia prevalso ciò non toglie che c'era

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hakimsanai43
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@Finalitario ha scritto:La figura di Cristo e di Mitra e il suo messaggio che venne in parte oscurato da tutti i riti presi appunto dal mitraismo e dallo zoroastrismo. Ma nelle fondamenta c'era una reale differenza. Che la politica paolina e di filone abbia prevalso ciò non toglie che c'era
cool
Ultimamente il Tribunale dell'Inquisizione vaticana,ha permesso la pubblicazione in Italia del libro di Giovanni Saba Sardi dal titolo:"Il Natale ha 5000 anni".

Per sapere qual'era la filosofia di Gesù bisogna leggere
i Vangeli ,almeno i 57 più importanti (Canonici e Gnostici),e CAPIRE
cosa significa ciò che sta scritto.
Non esistono altre possibilità.

scratch

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Candido
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@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

Personalmente però non mi piacciono (non piacciono al mio "io") parole come ""rinuncia" o "sacrificio", mi sembrano retaggi di un'educazione cattolica. Al di là del bene e del male si perde ogni definizione e autodefinizione, c'è solo (forse) l'azione-non azione dove "non si fa nulla ma non c'è nulla da fare che non venga fatto". Parole anche queste, naturalmente...

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Finalitario
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@hakimsanai43 ha scritto:
Ultimamente il Tribunale dell'Inquisizione vaticana,ha permesso la pubblicazione in Italia del libro di Giovanni Saba Sardi dal titolo:"Il Natale ha 5000 anni".

Per sapere qual'era la filosofia di Gesù bisogna leggere
i Vangeli ,almeno i 57 più importanti (Canonici e Gnostici),e CAPIRE
cosa significa ciò che sta scritto.
Non esistono altre possibilità.

scratch



Forse, o forse no. Cmq il messaggio di Gesù era abbastanza semplice e lineare. Lui testimoniava qualcosa e qualcuno che era a lui stesso superiore e che chiamava con il nome di Padre. La sua filosofia di vita è impossibile capirla, oggi dopo 2 mila anni, ma invece si può risalirvi attraverso al nota frase relativa all'amore. Amare Dio e il prossimo come lui stesso amava. Dio era proprio quella figura di cui lui parlava e chiamava Padre. Il cristianesimo invece predicò tutto altro, il bene e il male, la risurrezione, il peccato originale e tanti altri dogmi mutuati da filosofie antiche e precedenti al cristianesimo stesso, le principale erano il mitraismo, lo zoroastrismo, Filone di Alessandria e Paolo di Tarso il quale cucì tutte queste filosofie, comprendo letteralmente il messaggio autentico. Va detto che attraverso il messaggio autentico che Gesù era venuto a rivelare il cristianesimo non sarebbe stato quel gigante religoso-socio-politico che conoscamo oggi ma la verità avrebbe letteralmente cambiato le persone, le avrebbe rese libere di scelgiere. Oggi siamo ancora in pieno oscurantismo.

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Finalitario
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Viandante Residente
@Aleister ha scritto:
@Finalitario ha scritto:
@Aleister ha scritto:

La scissione tra filosofia e spiritualità si consuma quando appare una frattura tra discorso filosofico degenerato in sistema e vita vissuta nel bene e nella virtù. Nella filosofia antica tale scissione non era presente ed il discorso filosofico esisteva in funzione di un vivere spiritualmente, di cui era espressione inscindibile. E' la filosofia "moderna" ad essersi ridotta in discorsi su discorsi su discorsi, scollegati dalla trasformazione del vivere e dal superamento del punto di vista individuale per aprirsi alla luce della Ragione, del Logos, del Tutto...

Un esempio di filosofia antica dove c'era un vivere spirituale?

Platonismo, aristotelismo, neoplatonismo (Plotino), stoicismo. Se accetti un consiglio potresti trovare interessante la lettura di un testo di Pierre Hadot "Esercizi spirituali e filosofia antica" (Einaudi). Illuminante...

Non ho ancora letto il testo indicato e non so se lo leggerò ma cmq ho trovato un commento di chi l'ha letto:

L’autore, nel suo lavoro divenuto oramai un classico della letteratura filosofica
contemporanea, mette in luce come buona parte della filosofia antica fosse incentrata
nella ricerca di una “crescita spirituale” attraverso vari esercizi e tecniche a
differenza della filosofia come “conoscenza teorica e astratta” così come viene intesa
e praticata dalla maggior parte dei filosofi occidentali contemporanei.

Se di questo si tratta, e ho letto anche che in alcuni punti c'è un parallelimso con lo sciamanesimo e il misticismo allora posso dire fin da ora che per me la spiritualità non passa attraverso la pratica di nessun genere, essa è altro di quanto si possa mai capire e come tale, entrare dentro un discorso tecnico o anche puramente teorico lo trovo una perdita di tempo e anche molto pericolosa a volte. Quello che "passa" a livello cosciente della nostra spiritualità è davvero molto poco, il tutto avviene nel nascondimento. Anche il solo parlarne sarebbe sciocco e controproducente dato che quanto si dice in merito ad essa è quasi sempre "altro".

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71
Aleister
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@Candido ha scritto:
@Aleister ha scritto:La presenza dell'ego, la volontà propria, è ciò che fa soffrire, il dolore che ci accompagna sempre. E' il male, sia come cattiveria che come dolore. Ma nessun dolore affligge chi ha rinunciato a se stesso: egli accoglie con animo uguale il bene ed il male, amandoli entrambi allo stesso modo - anche se il bene in quanto bene, il male in quanto male..

Personalmente però non mi piacciono (non piacciono al mio "io") parole come ""rinuncia" o "sacrificio", mi sembrano retaggi di un'educazione cattolica. Al di là del bene e del male si perde ogni definizione e autodefinizione, c'è solo (forse) l'azione-non azione dove "non si fa nulla ma non c'è nulla da fare che non venga fatto". Parole anche queste, naturalmente...

Hai ragione, i termini usati possono evocare un atteggiamento di sforzo, dettato più da imposizioni che da reale comprensione. Nel caso particolare tuttavia - quello della filosofia antica ma anche della grande mistica speculativa - tale "rinuncia" nasce dall'esercizio della Ragione pura, universale (o della consapevolezza in altri contesti)che vede la determinatezza, l'insostanzialità di tutti i condizionamenti psichici su cui investiamo il "nostro" senso di identità ed attaccamento. In fondo, come affermava un detto zen, non si tratta neppure di distaccarsi dalle contingenze ma di comprendere come, attimo per attimo, siano esse a distaccarsi da noi, se solo non ci si aggrappa...

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hakimsanai43
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@Finalitario ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:
Ultimamente il Tribunale dell'Inquisizione vaticana,ha permesso la pubblicazione in Italia del libro di Giovanni Saba Sardi dal titolo:"Il Natale ha 5000 anni".

Per sapere qual'era la filosofia di Gesù bisogna leggere
i Vangeli ,almeno i 57 più importanti (Canonici e Gnostici),e CAPIRE
cosa significa ciò che sta scritto.
Non esistono altre possibilità.

scratch




Forse, o forse no. Cmq il messaggio di Gesù era abbastanza semplice e lineare. Lui testimoniava qualcosa e qualcuno che era a lui stesso superiore e che chiamava con il nome di Padre. La sua filosofia di vita è impossibile capirla, oggi dopo 2 mila anni, ma invece si può risalirvi attraverso al nota frase relativa all'amore. Amare Dio e il prossimo come lui stesso amava. Dio era proprio quella figura di cui lui parlava e chiamava Padre. Il cristianesimo invece predicò tutto altro, il bene e il male, la risurrezione, il peccato originale e tanti altri dogmi mutuati da filosofie antiche e precedenti al cristianesimo stesso, le principale erano il mitraismo, lo zoroastrismo, Filone di Alessandria e Paolo di Tarso il quale cucì tutte queste filosofie, comprendo letteralmente il messaggio autentico. Va detto che attraverso il messaggio autentico che Gesù era venuto a rivelare il cristianesimo non sarebbe stato quel gigante religoso-socio-politico che conoscamo oggi ma la verità avrebbe letteralmente cambiato le persone, le avrebbe rese libere di scelgiere. Oggi siamo ancora in pieno oscurantismo.
cool
Ripeto:nei 53 Vangeli gnostici e nelle fonti arabe,puoi trovare tutto sul messaggio di Gesù.
Ma tu dirai:"Ma il Santo Padre non ha mai dichiarato autentici quei Vangeli!!"
Invece sì,addirittura il Papa ha capito che è inutile farsi vedere ridicolo dagli studiosi e ha affermato che quei 53 Vangeli sono autentici e....
difficilissimi da capire.Altrochè il messaggio semplice di Gesù !
I messaggi semplici sono quelli di Horus,Virishna,Mithra,Attis,Osiride,Serapide e tutti gli altri dei romani,persiani e celtici che hanno la stessa storia di Gesù cioè del Dio Sole
degli antichi Egiziani.

Qui hai l'elenco di tutti gli dei che hanno la stessa storia (e la stessa
filosofia!)del Cristo Cattolico Romano e tutti sono anteriori a Cristo.

www.alateus.it/ach2.htm
nascondersi

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A me non sembra una cosa difficile da capire, semmai, sarebbe difficile da mettere in pratica.

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hakimsanai43
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sadness
Se non hai la consapevolezza e la conoscenza di te stesso e della plebaglia informe che ti circonda,non puoi mettere in pratica nulla che non sia approvato dalla maggioranza.
Fai la prova:
dì alla gente comune e non, che tu credi in Allah.
Il 99& dei robot ti risponderà dicendo:"Ah!Ah!Ah! Allah!Allah! Aqua!Aqua!

Provare per credere.

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E' diverso, ognuno è artefice della proprie scelte e io non devo dimostrare niente a nessuno, nè a me stesso nè agli altri, non sono nè un giudice nè un modello da seguire. Però dicevo che anche per quanto riguarda me stesso, è difficile mettere in pratica un certo tipo di cose, non ho detto impossibile.

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