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La natura di Amore

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26
Aleister
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musicante di brema ha scritto:
Aleister ha scritto:@Faust

Doctor, perchè mortificarti così? Ti basti spacciarti per counselor della ASL ma non cimentarti in altro. Ogni riga del tuo intervento è un suicidio: limiti la volontà di potenza alla volontà di imporsi, non hai mai letto Nietzsche (anzi direi tu non abbia mai letto, tout court). Bellissimo il tentativo di riduzione del pensiero nietzschiano alla storiella della sifilide, ignorando quanto scritto, tra gli altri, da Jaspers in "Genio e follia", ma pure da Boncinelli che smentisce radicalmente i tuoi frammenti da bignami di genetica. Continui poi a non vedere la contraddizione interna al tuo discorso sconclusionato in un dualismo natura-sopranatura che ne vanifica ogni sviluppo (parlaci almeno delle quattro discontinuità in fisica, biologia etc., per farci sperare che tu almeno abbia frequentato qualche testo). E chiedi cosa sia l'anima dimostrando, ancora, di non aver capito che di quella si parlava, non ente ma atto di distacco e nello stesso tempo pieno dispiegamento del "naturale". Per seguirti nel goffo tentativo di riduzionismo al fisiologico (ignori anche come, volendolo fare, lo si debba saper fare bene. Alla Deleuze o Bataille per esempio) direi che il tuo intervento è stato dettato da incipiente prostatite, per questo lo giustifichiamo. Non provarci più Faust, davvero... Sorriso Scemo

Ma la contraddizione è insita nello stesso nick scelto....doctor forse...Faust davvero no. KleanaOcchiolino

E invece da una parte vuol essere doctor, sottolineando la natura scientifica di ciò che afferma...dall'altra ammette invece una natura alternativa legata all'occulto imponderabile e magico, segnato di nero.

Interessante e rivelatore. Si potrebbe pure ipotizzare una iperrazionalizzazione di una condizione interiormente caotica e notturna alla quale strenuamente non si vuole offrire il sopravvento.

(Ora poi la prostatite...ecco, non saprei proprio.... rotolarsi dal ridere )

La tua analisi è ottima, lucida e sin troppo gratificante per il nostro guitto. Purtroppo la realtà è più cruda: Faust è un coglionante a raffica. Specializzato in repliche a post di cui ignora il senso, devoto fedele di uno scientismo (non scienza) d'accatto frutto di lungo studio su rivistine divulgative nella sala d'attesa dell'urologo. La condizione notturna è certa ma è quella del suo intelletto, brancolante nel buio..Prova tu a spiegargli che la scienza procede secondo paradigmi e metodologie che non attingono il reale ma solo quanto di quel "quid" definito come tale rientra nel metodo di interrogazione scelto; che esiste un "oggetto misterioso" chiamato epistemologia o ricordagli che Wittgenstein - non certo un "mistico" ma semmai logico rigorosissimo - ricordava che la scienza della natura, lo studio dei fatti e la loro descrizione nel linguaggio, le cui regole vengono studiate dalla logica, non hanno niente a che fare con i valori. In Wittgenstein compare la stessa consapevolezza fondamentale che abbiamo trovato in Platone: il bene è al di sopra dell'essere, sta fuori dell'ambito dei fatti, che sono tutti sotto il dominio della necessità, come scrive nel Tractatus.... Sorriso Scemo

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Zorro
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Aleister azzanna le idee, i concetti e le cose che ritieni da triturare.
Lo sai fare.
Ma non attaccare gli utenti sul piano personale (esempi: ogni riga del tuo intervento è un suicidio, incipiente prostatite, guitto, coglionante a raffica, specializzato in repliche a post di cui ignora il senso, devoto fedele di uno scientismo (non scienza) d'accatto frutto di lungo studio su rivistine divulgative nella sala d'attesa dell'urologo, suo intelletto brancolante nel buio...)



Ultima modifica di Jo il Gio 18 Ott 2012 - 13:42, modificato 1 volta


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Tra i Mondi -  Amore e Sessualità - Relazioni e Affett i- Sogni e Vissuto Personale
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musicante di brema
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Aleister ha scritto:
La tua analisi è ottima, lucida e sin troppo gratificante per il nostro guitto. Purtroppo la realtà è più cruda: Faust è un coglionante a raffica. Specializzato in repliche a post di cui ignora il senso, devoto fedele di uno scientismo (non scienza) d'accatto frutto di lungo studio su rivistine divulgative nella sala d'attesa dell'urologo. La condizione notturna è certa ma è quella del suo intelletto, brancolante nel buio..Prova tu a spiegargli che la scienza procede secondo paradigmi e metodologie che non attingono il reale ma solo quanto di quel "quid" definito come tale rientra nel metodo di interrogazione scelto; che esiste un "oggetto misterioso" chiamato epistemologia o ricordagli che Wittgenstein - non certo un "mistico" ma semmai logico rigorosissimo - ricordava che la scienza della natura, lo studio dei fatti e la loro descrizione nel linguaggio, le cui regole vengono studiate dalla logica, non hanno niente a che fare con i valori. In Wittgenstein compare la stessa consapevolezza fondamentale che abbiamo trovato in Platone: il bene è al di sopra dell'essere, sta fuori dell'ambito dei fatti, che sono tutti sotto il dominio della necessità, come scrive nel Tractatus.... Sorriso Scemo

Ma tu sei l'alter-ego del dottore....sei il suo contraltare. Preciso e puntuale, sei la sua coscienza critica, l'altro piatto della bilancia. Fino a farmi pensare che tu sia davvero lui nella sua altra faccia. KleanaFurbo

E anche il tuo nick, Aleister, mi fa pensare...e anche sorridere. KleanaOcchiolino . Anime gemelle, direi....

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29
Aleister
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Solo l'alter....(non solo di Faust ovvia-mente)

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doctor faust
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Aleister ha scritto:@Faust

Bellissimo il tentativo di riduzione del pensiero nietzschiano alla storiella della sifilide,

Grazie. E non conosci quella del cancro e della cocainomania di Freud. Se si studiasse un po' di più la biografia fisiopatologica degli autori, si capirebbe meglio del perche' delle loro opere. A mio parere.

Continui poi a non vedere la contraddizione interna al tuo discorso sconclusionato in un dualismo natura-sopranatura che ne vanifica ogni sviluppo (parlaci almeno delle quattro discontinuità in fisica, biologia etc.).

Non c'e' un dualismo sotto/sopra.[Spinoza] C'e solo monismo.[Parmenide, Leucippo, Democrito, Epicuro]. Il resto e' parvenza [Eraclito]
Infatti le discontinuita di cui parli sono tutte relative a qualcosa di concreto e unico: energia in trasformazione che può assumere ogni forma.

E chiedi cosa sia l'anima dimostrando, ancora, di non aver capito che di quella si parlava, non ente ma atto di distacco e nello stesso tempo pieno dispiegamento del "naturale".

Di che parli?

Per seguirti nel goffo tentativo di riduzionismo al fisiologico (ignori anche come, volendolo fare, lo si debba saper fare bene. Alla Deleuze o Bataille per esempio)

E perchè devo seguire modelli esterofili? Le scienze sono patrimonio internazionale e la fisiologia rimane uguale in tutte le lingue. Se poi a te piace di più l'approccio esotico, fai pure.

musicante di brema ha scritto:
Ma la contraddizione è insita nello stesso nick scelto....doctor forse...Faust davvero no. KleanaOcchiolino

E invece da una parte vuol essere doctor, sottolineando la natura scientifica di ciò che afferma...dall'altra ammette invece una natura alternativa legata all'occulto imponderabile e magico, segnato di nero.

Interessante e rivelatore. Si potrebbe pure ipotizzare una iperrazionalizzazione di una condizione interiormente caotica e notturna alla quale strenuamente non si vuole offrire il sopravvento.

Interessante questa interpretazione. Riflettendoci la trovo molto sensata. Infatti, seguendo lo schema del GAB in AT Faust sarebbe l'Adulto che razionalizza il suo desiderio di libertà selvaggia e svincolata [comparabile l'immagine D.Jackjl/Hide]e il rammarico di non poter tornare al pensiero magico infantile, irreale, irrazionale, ma così pregnante e soddifacente!]

Ma da un punto di vista pratico cosa e' meglio?

(Ora poi la prostatite...ecco, non saprei proprio.... rotolarsi dal ridere )

Se non prostatite [non mi pare] sicuramente l'età, i trascorsi e le mie condizioni psico-fisio-patologiche sono un tutt'uno col mio pensiero, visto che la mia mente, con le sue riflessioni, sorge da questo corpo e non da un'altro.
E si dovrebbe tenerne conto quando le esternazioni sono frutto di un autocontrollo claudicante.

Aleister ha scritto:
.Prova tu a spiegargli che la scienza procede secondo paradigmi e metodologie che non attingono il reale ma solo quanto di quel "quid" definito come tale rientra nel metodo di interrogazione scelto; che esiste un "oggetto misterioso" chiamato epistemologia o ricordagli che Wittgenstein - non certo un "mistico" ma semmai logico rigorosissimo - ricordava che la scienza della natura, lo studio dei fatti e la loro descrizione nel linguaggio, le cui regole vengono studiate dalla logica, non hanno niente a che fare con i valori. In Wittgenstein compare la stessa consapevolezza fondamentale che abbiamo trovato in Platone: il bene è al di sopra dell'essere, sta fuori dell'ambito dei fatti, che sono tutti sotto il dominio della necessità, come scrive nel Tractatus.... Sorriso Scemo

Il bene e' un universale e come tale esite solo nella mente di chi lo pensa. Non si compra, non si vende, non lo si puo' misurare, pesare, enumerare ne dipingere.
Come tutte le idee deve essetere trasferito nel mondo reale, e li si rientra nel dominio della necessità. Allora si possono misurare gli atti che illustrano il bene e dimostrano che esso è soggettivo, e legato al tempo, allo spazio e alla causalità.

Mi pare che il trattato si concluda proprio con una esortazione a non parlare di cio' che non si puo' definire, misurare, contare e pesare. Proprio il contrario di ciò che voleva Platone o che vorrebbero le religioni.

Aleister azzanna le idee, i concetti e le cose che ritieni da triturare.
Lo sai fare. Ma non attaccare gli utenti sul piano personale

In effetti...la tendenza alla disputa screditante c'è. Ma penso che dipenda più che dalle intenzioni, da un subconscio incline all'aggressività. Non c'è niente da fare...il nostro pesiero è condizionato, e che si esprima in modo erudito e prolisso, o scarno ed essenziale non puo' nascondere il corpo e la mente di chi lo produce.

Riflessione personale.

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musicante di brema
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doctor faust ha scritto: Interessante questa interpretazione. Riflettendoci la trovo molto sensata. Infatti, seguendo lo schema del GAB in AT Faust sarebbe l'Adulto che razionalizza il suo desiderio di libertà selvaggia e svincolata [comparabile l'immagine D.Jackjl/Hide]e il rammarico di non poter tornare al pensiero magico infantile, irreale, irrazionale, ma così pregnante e soddifacente!] Ma da un punto di vista pratico cosa e' meglio?


E' meglio una mediazione tra i due. Diversamente negheresti (come neghi) una parte del tuo essere restando incompleto e incompiuto. Per quanto io non lo chiamerei come fai tu il "pensiero magico infantile", bensì quella parte potentemente istintuale, autentica, non normata e in qualche modo etero (ed auto) censurata che comprime artificiosamente certe istanze in obbedienza ad un principio di opportunità che regola ogni rapporto sociale e persino con sè stessi. Una sorta si super-Io violento tanto quanto la parte negata o sottoposta a controllo lo è. E la tua lo è non poco. Tanto che non sono sicura che le sia sufficiente una censura come quella che ammetti implicitamente di operare. Probabilmente ti occorre ancora dell'altro per tacitare certe grida.

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32
Aleister
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@doctor Faust Il moderatore mi ha (giustamente) vietato di azzannare sul personale, lasciandomi campo libero sulle idee e sui concetti ma non ha tenuto conto che nel tuo caso si resterebbe sempre a bocca asciutta per totale mancanza di alimento. Ma facciamo finta che tu abbia detto qualcosa, giochiamo.

L'equivoco di base sotteso ad ogni tuo sfiato vuoto è la confusione tra logos e loghismos, tra ragione e pensierucci che dipendono dalle cose e servono ad esse. Qui, nel tuo sproloqu-io, tutto è errare ed errore, errore in quanto errare in quella dimensione di determinismi, la "regione della dissomiglianza" di agostiniana, plotiniana e platonica memoria (a proposito il Bene non è un universale ma il massimamente concreto, anche senza scomodare la logica tomistica) in cui il presente rimanda assolutamente ad altro, come le forme di vita rimandano incessantemente ad altro.
Come il mitico vaso delle Danaidi, la psiche è un recipiente che non può essere colmato, per quanto tu vi versi. Infatti, trascinato e s(tra)parlato dalla vacuità dei contenuti accidentali ed oppositivi ti sfugge - si parla di amore ricordi? - che l'intelletto è ricco di tutta la potenza degli affetti, degli istinti, che sono esperiti e compresi, secondo la grande lezione del Convito platonico (che tu stravolgi infatti in senso di un sotto e di un sopra, per usare la tua finissima terminologia filosofica, ma ci siamo capiti, purtroppo).

Non si tratta affatto di repressione, ma di risoluzione, comprensione: è l'esperienza che scioglie (analisi) e fa padroneggiare i contrari, i contenuti. E, nonostante la tua attrazione per i liquami, anche la sessualità ne è compresa. Vederla in sè, riconoscerla per quello che anche essa è, è la prima condizione per comprenderla nella sua interezza, ovvero per quello che è in quanto rimando ad altro, in quanto è altro - la divina potenza di amore. Lì il sesso, che è separatezza, e l'anima, che è sempre segnata dalla divisione sessuale, passano appunto nel Logos...Vabbè, ho voluto disobbedire al precetto evangelico di non dare le perle ai porci (non si offendano i porci).

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doctor faust
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musicante di brema ha scritto:

E' meglio una mediazione tra i due. Diversamente negheresti (come neghi) una parte del tuo essere restando incompleto e incompiuto. Per quanto io non lo chiamerei come fai tu il "pensiero magico infantile", bensì quella parte potentemente istintuale, autentica, non normata e in qualche modo etero (ed auto) censurata che comprime artificiosamente certe istanze in obbedienza ad un principio di opportunità che regola ogni rapporto sociale e persino con sè stessi. Una sorta si super-Io violento tanto quanto la parte negata o sottoposta a controllo lo è. E la tua lo è non poco. Tanto che non sono sicura che le sia sufficiente una censura come quella che ammetti implicitamente di operare. Probabilmente ti occorre ancora dell'altro per tacitare certe grida.

Si , ci siamo. In effetti c'e' voluto un bel lavoro per contenere l'incontenibile istintuale, per cui ad un inconscio selvaggio e un subconscio imprevedibile ho dovuto contrapporre in parte istintivamente e in parte volontariamente un Genitore super-io che potesse permettere un autocontrollo e una gestione adatta al mondo in cui vivo.
Ovvero, ad un Adulto domato.

Non per questo rinuncio alla mia dimensione infantile, se capita, mentre non ho piu' bisogno di un Genitore pernicioso che mi censuri, perchè sufficentemente capace di gestire il gestibile.

E' per questo che una mediazione si trova, se si vuole. Basta rinunciare a qualcosa.

Aleister ha scritto:@doctor Faust Il moderatore mi ha (giustamente) vietato di azzannare sul personale, ...

KleanaFurbo Ma dal seguito mi pare senza esito. Non fa niente. Mi sa che gia ci siamo incontrati da altre parti [riza, magari, o NA], per cui so con chi ho a che fare.

L'equivoco di base sotteso ad ogni tuo sfiato vuoto è la confusione tra logos e loghismos, tra ragione e pensierucci che dipendono dalle cose e servono ad esse. Qui, nel tuo sproloqu-io, tutto è errare ed errore, errore in quanto errare in quella dimensione di determinismi, la "regione della dissomiglianza" di agostiniana, plotiniana e platonica memoria (a proposito il Bene non è un universale ma il massimamente concreto, anche senza scomodare la logica tomistica) in cui il presente rimanda assolutamente ad altro, come le forme di vita rimandano incessantemente ad altro.

In effetti quello che tu esponi e' cio' che piu' detesto simpaticamente della filosofia: il farsi un linguaggio ad hoc per parlarsi addosso. Era terribile alle lezioni e vedo che tu lo hai assorbito nella sua dimensione più pregnante e sconvolgente.

Come il mitico vaso delle Danaidi, la psiche è un recipiente che non può essere colmato, per quanto tu vi versi. Infatti, trascinato e s(tra)parlato dalla vacuità dei contenuti accidentali ed oppositivi ti sfugge - si parla di amore ricordi? - che l'intelletto è ricco di tutta la potenza degli affetti, degli istinti, che sono esperiti e compresi, secondo la grande lezione del Convito platonico (che tu stravolgi infatti in senso di un sotto e di un sopra, per usare la tua finissima terminologia filosofica, ma ci siamo capiti, purtroppo).

Mi pare che la locuzione chiave sia: la psiche e' un recipiente che non puo' essere colmato, per quanto tu vi versi. di derivazione agostiniana, che mi ricorda la storiella dell'angioletto che cercava di mettre l'acqua del mare nel secchiello.

Ma tutto cio' non tiene conto, secondo me, ne della lezione di Hume, ne dei risultati della neurologia contemporanea.
La psiche non è un vaso. E' un prodotto che fuoriesce da un sistema complesso, insieme ad altri prodotti [sudore, succhi digestivi, bile, sperma, urina e feci], e che ha la sola funzione di mantenere un collegamento fra mondo interiore e mondo esterno. Questo sia per l'ameba che per l'essere umano.

Non contiene sentimenti, affetti e istinti, ma permette a questi flussi che vengono dal corpo, di realizzarsi nei modi che il corpo ci permette, con le sue manifestazioni, che vanno dall'aggressione[fisica e verbale] all'approccio amoroso, con baci abbracci e carezze, alla costruzione di un riparo e di una posizione [manualita, competenze tecniche, capacita gestionale, ecc], alla capacità di stare insieme ai simili[dialogo, solidarieta', generosità, disponibilita', tolleranza, pazienza, ecc.]

Non si tratta affatto di repressione, ma di risoluzione, comprensione: è l'esperienza che scioglie (analisi) e fa padroneggiare i contrari, i contenuti. E, nonostante la tua attrazione per i liquami, anche la sessualità ne è compresa. Vederla in sè, riconoscerla per quello che anche essa è, è la prima condizione per comprenderla nella sua interezza, ovvero per quello che è in quanto rimando ad altro, in quanto è altro - la divina potenza di amore. Lì il sesso, che è separatezza, e l'anima, che è sempre segnata dalla divisione sessuale, passano appunto nel Logos...Vabbè, ho voluto disobbedire al precetto evangelico di non dare le perle ai porci (non si offendano i porci).

Veramente il contenuto evangelico contiene un altro messaggio, ma ognuno si sceglie quello che trova piu congeniele e adatto a se. sparirecesso
La divina potenza di amore, sesso e anima che passano nel logos,... sconvoltA ma di che parli?

Comunque il tuo modo di scrivere rocambolesco e spericolato ti valgono il premio dell' originalità, anche se penso siano in pochi a seguirti. Ma che so...magari nella vita sei un monaco ascetico di una confraternita misterica, per cui va bene anche così.




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Zorro
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Moderatore
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Aleister, apprezzo lo sforzo, continua così,
e puoi fare anche meglio (esempi: ogni tuo sfiato vuoto, tuo sproloqu-io, porci).
Non credo tu possa soffrire (per) la mancanza di alimento e poi ti piace giocare.


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Moderatore

Tra i Mondi -  Amore e Sessualità - Relazioni e Affett i- Sogni e Vissuto Personale
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Aleister
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@Faust

Doctor, mi chiedo perchè insisti nel mortificarti così. Ancora una volta non hai compreso la differenza sostanziale tra logos e loghismoi limitandoti a glissare balbettando qualcosa sulla filosofia e sul linguaggio dimostrando ancora una volta, nel caso non si fosse capito, la tua totale ignoranza della materia sia pure nei suoi più elementari contenuti. Come conseguenza dell'ignoranza delle premesse, giungi a conclusioni paradossalmente comiche, citando Hume e la neurologia ed inconsapevolmente confermando proprio il discorso sulla psiche come catena di determinismi, flussi percettivi accidentali, scariche neuronali senza alcun soggetto (anima o psiche stessa come segnata dalla divisione che ha nella dimensione sessuale il suo luogo originario). Ed infine confondendo anima con intelletto come potenza di unificazione di quelle dimensioni che sul piano psichico si danno solo nella loro determinatezza ed oppositività. Insomma, come al solito non sei stato in grado di affrontare e sviluppare un singolo punto o argomento, delirando sempre fuori tema. Mi fermo qui, rispettando il richiamo del moderatore e ti risparmio. Oggi sei stato fortunato....

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musicante di brema
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Viandante Affezionato
doctor faust ha scritto: un Genitore super-io che potesse permettere un autocontrollo e una gestione adatta al mondo in cui vivo. Ovvero, ad un Adulto domato.
Che brutto termine "adulto domato"...fa pensare agli animali frustati espaventati. Un uomo non dovrebbe mai essere "domato". Vi sono limiti che mai dovrebbero essere oltrepassati, in nessun caso. E il mantenere un mondo infantile non basta come sfogo quando la dignità, l'amor di sè, il rispetto della propria natura sono negati. Nessun "mondo in cui vivo" vale questo. Nessuna persona "altra" vale questo. Perchè il possesso di sè, il valore di sè è un bene troppo prezioso per poter essere svenduto.

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doctor faust
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Aleister ha scritto:@Faust

Doctor, mi chiedo perchè insisti nel mortificarti così.




citando Hume e la neurologia ed inconsapevolmente confermando proprio il discorso sulla psiche come catena di determinismi, flussi percettivi accidentali, scariche neuronali senza alcun soggetto

...E no. Il soggetto c'è. Sopravvivere e allargarsi. Magari a spese altrui.

(anima o psiche stessa come segnata dalla divisione che ha nella dimensione sessuale il suo luogo originario).

Non solo sessuale. Freud e' un po' passato di moda. Ci sono le femmine e il territorio per il maschio, mentre per la femmina c'e' la sicurezza per l'eventuale prole. E' inutile che te la prendi con me. Non e' colpa mia se siamo fatti così.

Ed infine confondendo anima con intelletto come potenza di unificazione di quelle dimensioni che sul piano psichico si danno solo nella loro determinatezza ed oppositività.

Certo che se togli le parentesi, gli improperi, la coreografia, i tuoi pensieri si riducono a locuzioni molto sintetiche.
E' come sfogliare un carciofo. Ma restano comunque illeggibili.
Come fai a mettere insieme anima, intelletto, opposività...Non è più semplice usare un linguaggio più attuale, e parlare di un corpo che anela e di un intelletto che deve mediare fra cio' che si vuole fare e ciò che si deve fare, trovando la sintesi in cio' che si può fare?

musicante di brema ha scritto: Che brutto termine "adulto domato"...fa pensare agli animali frustati espaventati.
Un uomo non dovrebbe mai essere "domato". Vi sono limiti che mai dovrebbero essere oltrepassati, in nessun caso. E il mantenere un mondo infantile non basta come sfogo quando la dignità, l'amor di sè, il rispetto della propria natura sono negati. Nessun "mondo in cui vivo" vale questo. Nessuna persona "altra" vale questo. Perchè il possesso di sè, il valore di sè è un bene troppo prezioso per poter essere svenduto.

E' caro...la serenità sta nel compromesso onorevole, non nella vittoria.
E il compromesso onorevole lo si deve conquistare tutti i giorni. Altrimenti c'è aggressività o fuga, che si risolvono in guai piccoli ma anche grossi.

Se non si trova questo equilibrio fra il dare e l'avere, fa il volere e il dovere, fra l'uccidere o essere ucciso, ci vorrà l'ansiolitico, il regolatore dell'umore, l'antidepressivo, lo psicologo, il medico, il poliziotto e continua amarezza e insoddisfazione.

E' sempre meglio fare i conti con la realtà. E' tutta medicina preventiva.

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musicante di brema
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doctor faust ha scritto: E' caro...la serenità sta nel compromesso onorevole, non nella vittoria. E il compromesso onorevole lo si deve conquistare tutti i giorni. Altrimenti c'è aggressività o fuga, che si risolvono in guai piccoli ma anche grossi. Se non si trova questo equilibrio fra il dare e l'avere, fa il volere e il dovere, fra l'uccidere o essere ucciso, ci vorrà l'ansiolitico, il regolatore dell'umore, l'antidepressivo, lo psicologo, il medico, il poliziotto e continua amarezza e insoddisfazione. E' sempre meglio fare i conti con la realtà. E' tutta medicina preventiva.

"...e andare contro il vento non è difficile lo sai
lo è senza un saluto, casomai...." (cit.)

Goodbye my friend...

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
doctor faust ha scritto:
Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.

Suona un po' asettico.
Non c'è amore senza un filo di inconsapevolezza un filo di mitizzazione.
Non dissolviamo del tutto questo velo di sana stupidità KleanaOcchiolino

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Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:
doctor faust ha scritto:
Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.

Suona un po' asettico.
Non c'è amore senza un filo di inconsapevolezza un filo di mitizzazione.
Non dissolviamo del tutto questo velo di sana stupidità KleanaOcchiolino

Suona una glossa pseudo-schopenaueriana della ASL, tanto più straordinaria se si calcola che di Schopenauer il bignami-man non ha probabilmente frequentato una pagina. Ed ancora non si avvede di come sia proprio la volontà di potenza a volere il suo superamento, per dinamica interna (il "tutto ciò che è grande desidera tramontare" di Nietzsche). Ovviamente l'amore come tale va incontro ad una contraddizione, da cui si esce solo finendo come amore. Infatti l'amore è volontà, e l'amore infinito vuole tutto, ma questo volere tutto significa volere nulla, e in effetti l'anima nobile - cioè l'anima che ama infinitamente - non ha più volontà, è totalmnte disappropriata di se stessa e del proprio volere, tanto da potersi paradossalmente affermare che chi vuole non ama. La fine della volontà, che è sempre e comunque egoistica, significa dunque la fine dell'amore in quanto desiderio; ma se questa fine avviene per la traboccante ricchezza dell'amore stesso, l'anima cessa di amare in quanto diventa essa stessa amore. In tal senso liberazione dalle maschere (Schopenauer) e liberazione delle maschere (Nietzsche) coincidono.

Scusa Ninfa se ho sporcato il tuo intervento....

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41
lisandro
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Viandante Storico
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NinfaEco ha scritto:
doctor faust ha scritto:
Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.

Suona un po' asettico.
Non c'è amore senza un filo di inconsapevolezza un filo di mitizzazione.
Non dissolviamo del tutto questo velo di sana stupidità KleanaOcchiolino

-A me paiono plausibili entrambe queste espressioni come rappresentazione di quell'aspetto sociale (e cruciale!) che si definisce come amore.
Io sono solito ripetermi che l'amore è l'apoteosi della curiosità, la quale ci proietta in continua ridefinizione per far aderire lo stato reale dei fatti, alla propria condizione ideale.
Potrei andare avanti, ma per amor proprio mi fermo così... fischio

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doctor faust
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Viandante Affezionato
NinfaEco ha scritto:
doctor faust ha scritto:
Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.

Suona un po' asettico.
Non c'è amore senza un filo di inconsapevolezza un filo di mitizzazione.
Non dissolviamo del tutto questo velo di sana stupidità KleanaOcchiolino

Ma io non voglio togliere nulla al mistero dell'amore. Solo che lo scindo dall'apetto pratico della vita, e lo relego al comapo della letteratura, dell'arte, della musica e via dicendo.

A letto siamo tutti bambini in cerca di emozioni, ma quando arriva la bolletta del gas bisogna capire che cosa c'e' scritto. Altrimenti si va a letto al freddo.

Un lettura divulgativa interessante è: Ti amero' per sempre, di Piero Angela.

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